Secondo me alcune zone di pianura del centronord potranno avvicinarsi di molto o addirittura raggiungere 0°C. Da monitorare anche le zone interne della Sardegna: potrebbero riservare soprese interessanti.manu73 ha scritto: ↑ven mag 15, 2026 1:14 pm Domenica Mattina complice il rasserenamento del cielo e la neve al suolo fino quote medie, Freddo ECCEZIONALE nelle Alpi e vallate vicine nel cuore inoltrato di maggio (freddo per la stagione su molti settori anche di pianura con locali brinate nelle aree riparate dal vento anche a quote prossime al piano). Da segnalare i picchi di freddo fra l'alta Lombardia e Trentino Alto Adige ove aree come Livigno potrebbero svegliarsi a 10 gradi sottozero
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MAGGIO 2026- Modelli live!
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Serenovariabile
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Re: MAGGIO 2026- Modelli live!
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Azzorriano D. O. C
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Re: MAGGIO 2026- Modelli live!
Giornata fantastica, per il proseguo non si nota niente di estremamente anomalo.... è vero un po' di caldo in pianura padana da metà settimana, ma sappiamo che è il nuovo trend climatico e quindi la nuova normalità.... Per la mia zona ad oggi apporto pluviometrico praticamente perfetto
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Serenovariabile
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Re: MAGGIO 2026- Modelli live!
Ammetto di avere esagerato. Alla fine temperature minime che in pianura e alle basse quote al centronord e Sardegna si sono fermate a +5/+7. Lontano dai +0/+1 segnalati ieri mattina tra Francia e Germania, ma comunque minime notevoli per essere in primavera inoltrata.Serenovariabile ha scritto: ↑sab mag 16, 2026 6:40 pmSecondo me alcune zone di pianura del centronord potranno avvicinarsi di molto o addirittura raggiungere 0°C. Da monitorare anche le zone interne della Sardegna: potrebbero riservare soprese interessanti.manu73 ha scritto: ↑ven mag 15, 2026 1:14 pm Domenica Mattina complice il rasserenamento del cielo e la neve al suolo fino quote medie, Freddo ECCEZIONALE nelle Alpi e vallate vicine nel cuore inoltrato di maggio (freddo per la stagione su molti settori anche di pianura con locali brinate nelle aree riparate dal vento anche a quote prossime al piano). Da segnalare i picchi di freddo fra l'alta Lombardia e Trentino Alto Adige ove aree come Livigno potrebbero svegliarsi a 10 gradi sottozero
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Serenovariabile
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Re: MAGGIO 2026- Modelli live!
Aria fresca che continua a bighellonare per l'Europa anche nel lungo termine, stando alla versione di alcuni GM.






Re: MAGGIO 2026- Modelli live!
Buongiorno a tutti di ML!
Prima che inizi l'avventura Estiva, meglio esprimere dei concetti di base.
Estate meteorologica: tra rischio reale, incertezza previsionale e responsabilità comunicativa
Siamo ancora nel limbo della frescura e l’estate non è ancora entrata nel vivo, ma sul piano comunicativo sembra già essere stata incanalata dentro una narrazione predefinita: caldo estremo, scenari emergenziali, titoli ad alta intensità emotiva e proiezioni a lunga scadenza spesso trattate come se fossero già previsione operativa.
Detto questo in primis, ritengo che, soprattutto in ambito meteorologico, questo approccio sia profondamente discutibile.
Il caldo estivo in Italia non rappresenta di per sé un’anomalia comunicativamente “straordinaria”: è parte integrante della climatologia del nostro Paese. L’ingresso nella stagione calda comporta fisiologicamente un aumento della radiazione solare, un progressivo riscaldamento dei suoli, una maggiore stabilizzazione della colonna atmosferica e, in determinate configurazioni, la possibilità di fasi termicamente rilevanti.
Questo non significa minimizzare il rischio. Ondate di calore intense sono possibili e, in alcuni contesti sinottici, possono assumere caratteristiche importanti: promontori subtropicali persistenti, anomalie positive di geopotenziale, avvezioni calde in quota, subsidenza, compressione adiabatica, scarsa ventilazione e ristagno nei bassi strati possono determinare condizioni anche severe, soprattutto nelle aree interne, urbane e nelle pianure più esposte.
Ma proprio per questo serve rigore.
Una cosa è analizzare un segnale meteorologico quando comincia a mostrare coerenza modellistica, persistenza run dopo run, supporto ensemble, riduzione dello spread previsionale e una chiara strutturazione sinottica. Un’altra cosa è prendere un’uscita deterministica a lunga distanza, magari oltre il range di affidabilità più solido, e trasformarla in una certezza narrativa da consegnare al pubblico come anticipo dell’intera stagione.
La meteorologia non è la lettura isolata di una mappa a 240 ore. È interpretazione probabilistica, confronto tra scenari, valutazione dell’incertezza, analisi della persistenza dei segnali e contestualizzazione climatologica.
Per questo credo sia necessario distinguere con precisione tra tendenza, scenario, previsione e allerta. Sono livelli comunicativi diversi, con pesi scientifici diversi e responsabilità diverse. Confonderli significa generare percezioni distorte, amplificare l’ansia e indebolire la credibilità stessa dell’informazione meteorologica.
L’estate andrà seguita con attenzione, senza sottovalutare nulla. Se emergeranno segnali concreti di fasi calde intense o persistenti, sarà giusto evidenziarli con chiarezza, spiegandone cause, durata, aree coinvolte e possibili effetti. Ma anticipare già da maggio una narrazione emergenziale sui mesi di giugno, luglio e agosto significa sostituire l’analisi con la suggestione.
La comunicazione meteo dovrebbe aiutare le persone a orientarsi, non condizionarle emotivamente. Dovrebbe fornire strumenti di comprensione, non titoli costruiti per generare allarme. Dovrebbe spiegare il rischio senza spettacolarizzarlo, valorizzando i dati e non il sensazionalismo.
Il caldo va monitorato, non negato.
Le ondate di calore vanno analizzate, non banalizzate.
Ma l’incertezza previsionale va rispettata, non riempita con titoli ansiogeni.
Quando ci sarà da dire “attenzione”, lo si dirà con decisione. Ma dovrà essere la scienza a guidare il messaggio, non la ricerca del click.
L’estate non va sentenziata prima ancora che inizi: va osservata, analizzata e raccontata con metodo, equilibrio e responsabilità.
Mia ultima nota:
Non vorrei fare il sapientone, ma penso che tutti sappiamo che: in meteorologia il dato deve precedere la narrazione. Sempre. Perché tra informare e suggestionare c’è una differenza sostanziale: la serietà scientifica.
Si racconta...

Prima che inizi l'avventura Estiva, meglio esprimere dei concetti di base.
Estate meteorologica: tra rischio reale, incertezza previsionale e responsabilità comunicativa
Siamo ancora nel limbo della frescura e l’estate non è ancora entrata nel vivo, ma sul piano comunicativo sembra già essere stata incanalata dentro una narrazione predefinita: caldo estremo, scenari emergenziali, titoli ad alta intensità emotiva e proiezioni a lunga scadenza spesso trattate come se fossero già previsione operativa.
Detto questo in primis, ritengo che, soprattutto in ambito meteorologico, questo approccio sia profondamente discutibile.
Il caldo estivo in Italia non rappresenta di per sé un’anomalia comunicativamente “straordinaria”: è parte integrante della climatologia del nostro Paese. L’ingresso nella stagione calda comporta fisiologicamente un aumento della radiazione solare, un progressivo riscaldamento dei suoli, una maggiore stabilizzazione della colonna atmosferica e, in determinate configurazioni, la possibilità di fasi termicamente rilevanti.
Questo non significa minimizzare il rischio. Ondate di calore intense sono possibili e, in alcuni contesti sinottici, possono assumere caratteristiche importanti: promontori subtropicali persistenti, anomalie positive di geopotenziale, avvezioni calde in quota, subsidenza, compressione adiabatica, scarsa ventilazione e ristagno nei bassi strati possono determinare condizioni anche severe, soprattutto nelle aree interne, urbane e nelle pianure più esposte.
Ma proprio per questo serve rigore.
Una cosa è analizzare un segnale meteorologico quando comincia a mostrare coerenza modellistica, persistenza run dopo run, supporto ensemble, riduzione dello spread previsionale e una chiara strutturazione sinottica. Un’altra cosa è prendere un’uscita deterministica a lunga distanza, magari oltre il range di affidabilità più solido, e trasformarla in una certezza narrativa da consegnare al pubblico come anticipo dell’intera stagione.
La meteorologia non è la lettura isolata di una mappa a 240 ore. È interpretazione probabilistica, confronto tra scenari, valutazione dell’incertezza, analisi della persistenza dei segnali e contestualizzazione climatologica.
Per questo credo sia necessario distinguere con precisione tra tendenza, scenario, previsione e allerta. Sono livelli comunicativi diversi, con pesi scientifici diversi e responsabilità diverse. Confonderli significa generare percezioni distorte, amplificare l’ansia e indebolire la credibilità stessa dell’informazione meteorologica.
L’estate andrà seguita con attenzione, senza sottovalutare nulla. Se emergeranno segnali concreti di fasi calde intense o persistenti, sarà giusto evidenziarli con chiarezza, spiegandone cause, durata, aree coinvolte e possibili effetti. Ma anticipare già da maggio una narrazione emergenziale sui mesi di giugno, luglio e agosto significa sostituire l’analisi con la suggestione.
La comunicazione meteo dovrebbe aiutare le persone a orientarsi, non condizionarle emotivamente. Dovrebbe fornire strumenti di comprensione, non titoli costruiti per generare allarme. Dovrebbe spiegare il rischio senza spettacolarizzarlo, valorizzando i dati e non il sensazionalismo.
Il caldo va monitorato, non negato.
Le ondate di calore vanno analizzate, non banalizzate.
Ma l’incertezza previsionale va rispettata, non riempita con titoli ansiogeni.
Quando ci sarà da dire “attenzione”, lo si dirà con decisione. Ma dovrà essere la scienza a guidare il messaggio, non la ricerca del click.
Mia ultima nota:
Non vorrei fare il sapientone, ma penso che tutti sappiamo che: in meteorologia il dato deve precedere la narrazione. Sempre. Perché tra informare e suggestionare c’è una differenza sostanziale: la serietà scientifica.
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Re: MAGGIO 2026- Modelli live!
Si, almeno qui da noi assolutamente nulla di eccezionale, anche se fa sempre piacere in vista della bollente estate.Serenovariabile ha scritto: ↑dom mag 17, 2026 8:34 am Ammetto di avere esagerato. Alla fine temperature minime che in pianura e alle basse quote al centronord e Sardegna si sono fermate a +5/+7. Lontano dai +0/+1 segnalati ieri mattina tra Francia e Germania, ma comunque minime notevoli per essere in primavera inoltrata.
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Re: MAGGIO 2026- Modelli live!
PUFF
d'improvviso via tutto e HP infinito
che tristezza seguire i gm
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Re: MAGGIO 2026- Modelli live!
Serenovariabile ha scritto: ↑dom mag 17, 2026 8:47 am Aria fresca che continua a bighellonare per l'Europa anche nel lungo termine, stando alla versione di alcuni GM.
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jma06 pare l'unico rimasto a crederci
Re: MAGGIO 2026- Modelli live!
Diamo il via alla Grande Estate