
ANALISI CIRCOLATORIE/MJO/ENSO/VIEW - 2026
Moderatori: erboss, MeteoLive, jackfrost
- picchio70
- ***SUPER FORUMISTA TOP***
- Messaggi: 39741
- Iscritto il: dom gen 26, 2014 7:25 pm
- Località: Città Sant'Angelo 317mt
Re: ANALISI CIRCOLATORIE/MJO/ENSO/VIEW - 2026
Buongiorno. L'insieme modellistico e il contorno settimanale, ribadiscono il periodo anche abbastanza lungo
ove l'attività d'onda si farà particolarmente incisiva sul mediterraneo, accompagnato da un discreto calo termico.
Periodo dinamico, idoneo alle precipitazioni anche diffuse e alle nevicate a quote localmente interessanti
per il periodo.



Anche osservando il lunghissimo periodo, non si notano al momento fasi anticicloniche di rilievo.
ove l'attività d'onda si farà particolarmente incisiva sul mediterraneo, accompagnato da un discreto calo termico.
Periodo dinamico, idoneo alle precipitazioni anche diffuse e alle nevicate a quote localmente interessanti
per il periodo.



Anche osservando il lunghissimo periodo, non si notano al momento fasi anticicloniche di rilievo.
Re: ANALISI CIRCOLATORIE/MJO/ENSO/VIEW - 2026
Bhe, le temperature si manterranno. Marcatamente sotto media, non mi sembra una fase da definire discreta riferito alle temperature
- picchio70
- ***SUPER FORUMISTA TOP***
- Messaggi: 39741
- Iscritto il: dom gen 26, 2014 7:25 pm
- Località: Città Sant'Angelo 317mt
Re: ANALISI CIRCOLATORIE/MJO/ENSO/VIEW - 2026
Buonasera. Generalmente avremo circa 4° a 850 hPa sotto il riferimento. Se aggettiviamo tale discostamento
con " marcatamente " , quale dovremmo usare poi per sottomedia più pronunciati? Conta che sino a 3° circa
rientriamo nelle normali fluttuazioni meteorologiche.
- picchio70
- ***SUPER FORUMISTA TOP***
- Messaggi: 39741
- Iscritto il: dom gen 26, 2014 7:25 pm
- Località: Città Sant'Angelo 317mt
Re: ANALISI CIRCOLATORIE/MJO/ENSO/VIEW - 2026
L'onda di rossby, oramai deterministica e con buone probabilità di portare la neve in collina, non
pare essere isolata e episodica. Anzi, la circolazione sembra assumere una componente via via più
continentale con l'avvio di aprile.


Se, se, il giro non sarà troppo occidentale, allora avremo delle possibilità che la neve non rimanga relegata
solo in collina.
pare essere isolata e episodica. Anzi, la circolazione sembra assumere una componente via via più
continentale con l'avvio di aprile.


Se, se, il giro non sarà troppo occidentale, allora avremo delle possibilità che la neve non rimanga relegata
solo in collina.
- picchio70
- ***SUPER FORUMISTA TOP***
- Messaggi: 39741
- Iscritto il: dom gen 26, 2014 7:25 pm
- Località: Città Sant'Angelo 317mt
Re: ANALISI CIRCOLATORIE/MJO/ENSO/VIEW - 2026
Buongiorno. Hovmoller continua a mantenere un fase d'onda sull'Europa centro orientale con almeno
tre occasioni in cui il mediterraneo probabilmente sarà coinvolto. La prima deterministica in settimana i cui effetti
sono visibili sui modelli valutando le normali correzioni, la seconda intorno alla pasqua con direttrice più
orientale e probabilmente più fredda, la terza verso metà mese. Tre occasioni cicloniche intervallate da recuperi
anticiclonici da ovest. Le temperature tendono mediamente a viaggiare sottomedia. Al momento sembrano i versanti
orientali e il sud quelle aree più soggette alle precipitazioni, anche nevose a quote basse.

tre occasioni in cui il mediterraneo probabilmente sarà coinvolto. La prima deterministica in settimana i cui effetti
sono visibili sui modelli valutando le normali correzioni, la seconda intorno alla pasqua con direttrice più
orientale e probabilmente più fredda, la terza verso metà mese. Tre occasioni cicloniche intervallate da recuperi
anticiclonici da ovest. Le temperature tendono mediamente a viaggiare sottomedia. Al momento sembrano i versanti
orientali e il sud quelle aree più soggette alle precipitazioni, anche nevose a quote basse.

- picchio70
- ***SUPER FORUMISTA TOP***
- Messaggi: 39741
- Iscritto il: dom gen 26, 2014 7:25 pm
- Località: Città Sant'Angelo 317mt
Re: ANALISI CIRCOLATORIE/MJO/ENSO/VIEW - 2026
In occasione della Giornata Mondiale della Meteorologia che si celebra oggi - 23 marzo - la World Meteorological Organization ha diramato il rapporto "State of the Global Climate 2025".
L'analisi del clima globale dell'anno passato evidenzia ancora una volta un pianeta "spinto oltre i suoi limiti" fisici e ambientali dalla pressione antropica, in cui "ogni indicatore climatico lampeggia in rosso", come dichiarato dal segretario generale Onu António Guterres.
Dopo il caldo record del 2024, l'insorgenza di un evento "La Niña" ha permesso solo una lieve flessione delle temperature globali, che ha collocato il 2025 al secondo o terzo posto (a seconda del dataset considerato) tra i più caldi dall'inizio delle misure strumentali nel 1850 (anomalia: +1,43 °C rispetto alla media preindustriale 1850-1900). Determinanti sono state soprattutto le marcate anomalie calde nella regione artica, nel cuore dell'Eurasia e del Pacifico settentrionale, e intorno alla Penisola antartica. Più freddi del solito solo il Pacifico equatoriale - proprio a causa della Niña - e poche altre limitate regioni del globo.
Per la prima volta il report prende in considerazione un indicatore-chiave per i cambiamenti climatici, lo squilibrio energetico della Terra (EEI = Earth Energy Imbalance), che sta aumentando principalmente in risposta a: 1) crescenti concentrazioni di gas serra nell'aria; 2) minori emissioni di aerosol che raffreddano l'atmosfera; 3) aumento dell'assorbimento di radiazione solare incidente (minore riflettività sia delle nubi sia della superficie terrestre a causa della contrazione delle aree coperte da neve e ghiaccio continentale e marino); 4) minore perdita di calore (infrarosso "lungo") verso lo spazio a causa della maggiore quantità di vapore acqueo nell'aria (anch'esso è un gas serra, e a sua volta il riscaldamento atmosferico e marino lo fanno aumentare). Da dati satellitari, il trend dello "sbilancio" energetico terrestre è di +0,44 W/m2 al decennio nel periodo 2001-2025, e mai come ora il pianeta è stato fuori equilibrio, intrappolando così tanta energia in eccesso (circa +0,8 W/m2 nel 2025).
Solo una piccolissima parte (1%) di questa energia in eccesso intrappolata nel sistema-Terra dall'aumento dell'effetto serra finisce a riscaldare l'atmosfera in cui viviamo e respiriamo. Il resto viene speso a fondere il ghiaccio (3%), a riscaldare la terraferma (5%), ma soprattutto gli oceani (91%), che nel 2025 hanno raggiunto un nuovo primato di contenuto di calore nei primi 2000 m di profondità. Peraltro il tasso di riscaldamento oceanico nel periodo 2005-2025 è raddoppiato rispetto al 1960-2005, ed equivale energeticamente all'astronomico valore di circa 11,0-12,2 zettajoule (Zj)/anno, come dire che ogni anno - nell'ultimo decennio - i mari globali hanno assorbito una quantità di calore in eccesso, trattenuto dall'effetto-serra antropogenico, pari a circa 18 volte il consumo energetico annuo dell'umanità (e nel 2025, rispetto al 2024, si è giunti a un aumento del contenuto di calore negli oceani di circa 24 Zj). Tra le conseguenze c'è la degradazione degli ecosistemi marini, l'incentivazione delle tempeste, in generale degli eventi estremi, e della fusione delle banchise polari.
In un contesto di aumento a scala pluridecennale, il livello medio del mare nel 2025 è rimasto comparabile al 2024 solo grazie all'effetto a breve termine della Niña, ma gli oceani sono 11 cm più elevati rispetto alle prime misure satellitari del 1993, e il tasso di aumento 2012-2025 (4,75 mm/anno) è raddoppiato rispetto al 1993-2011 (2,65 mm/anno). Inoltre, assorbendo circa il 30% dei gas serra che ogni anno emettiamo, gli oceani aiutano a mitigare l'incremento delle loro concentrazioni atmosferiche (comunque a nuovi livelli record nel 2025 per diossido di carbonio, metano e protossido di azoto), ma a prezzo di una acidificazione delle acque (si stima che il pH oceanico sia ai minimi in almeno 26.000 anni) a grave danno degli ecosistemi marini e soprattutto degli organismi che si costruiscono gusci in carbonato di calcio.
Quanto alla criosfera, la perdita di massa dei ghiacciai montani, tra cui le Alpi, sta accelerando, l'anno idrologico 2024-25 si è collocato tra i cinque più sfavorevoli in una serie dal 1950 (bilancio medio di circa - 1 m di acqua equivalente secondo il WGMS, dato cui contribuiscono anche le misure SMI al Ghiacciaio Ciardoney - Gran Paradiso), e otto dei dieci anni peggiori si sono concentrati dal 2016 in poi. Le estensioni medie annue delle banchise artica e antartica sono state rispettivamente la prima (o seconda, in base al dataset) e terza più basse dall'inizio delle misure satellitari nel 1979.
Tra i molti e rovinosi eventi estremi si ricordano in particolare gli storici incendi di gennaio in California e le alluvioni del 4 luglio in Texas, l'uragano Melissa di fine ottobre nei Caraibi, i tifoni e le severe alluvioni autunnali nel Sud-Est asiatico, e le siccità in Medioriente (Turchia, Iran).
L'analisi del clima globale dell'anno passato evidenzia ancora una volta un pianeta "spinto oltre i suoi limiti" fisici e ambientali dalla pressione antropica, in cui "ogni indicatore climatico lampeggia in rosso", come dichiarato dal segretario generale Onu António Guterres.
Dopo il caldo record del 2024, l'insorgenza di un evento "La Niña" ha permesso solo una lieve flessione delle temperature globali, che ha collocato il 2025 al secondo o terzo posto (a seconda del dataset considerato) tra i più caldi dall'inizio delle misure strumentali nel 1850 (anomalia: +1,43 °C rispetto alla media preindustriale 1850-1900). Determinanti sono state soprattutto le marcate anomalie calde nella regione artica, nel cuore dell'Eurasia e del Pacifico settentrionale, e intorno alla Penisola antartica. Più freddi del solito solo il Pacifico equatoriale - proprio a causa della Niña - e poche altre limitate regioni del globo.
Per la prima volta il report prende in considerazione un indicatore-chiave per i cambiamenti climatici, lo squilibrio energetico della Terra (EEI = Earth Energy Imbalance), che sta aumentando principalmente in risposta a: 1) crescenti concentrazioni di gas serra nell'aria; 2) minori emissioni di aerosol che raffreddano l'atmosfera; 3) aumento dell'assorbimento di radiazione solare incidente (minore riflettività sia delle nubi sia della superficie terrestre a causa della contrazione delle aree coperte da neve e ghiaccio continentale e marino); 4) minore perdita di calore (infrarosso "lungo") verso lo spazio a causa della maggiore quantità di vapore acqueo nell'aria (anch'esso è un gas serra, e a sua volta il riscaldamento atmosferico e marino lo fanno aumentare). Da dati satellitari, il trend dello "sbilancio" energetico terrestre è di +0,44 W/m2 al decennio nel periodo 2001-2025, e mai come ora il pianeta è stato fuori equilibrio, intrappolando così tanta energia in eccesso (circa +0,8 W/m2 nel 2025).
Solo una piccolissima parte (1%) di questa energia in eccesso intrappolata nel sistema-Terra dall'aumento dell'effetto serra finisce a riscaldare l'atmosfera in cui viviamo e respiriamo. Il resto viene speso a fondere il ghiaccio (3%), a riscaldare la terraferma (5%), ma soprattutto gli oceani (91%), che nel 2025 hanno raggiunto un nuovo primato di contenuto di calore nei primi 2000 m di profondità. Peraltro il tasso di riscaldamento oceanico nel periodo 2005-2025 è raddoppiato rispetto al 1960-2005, ed equivale energeticamente all'astronomico valore di circa 11,0-12,2 zettajoule (Zj)/anno, come dire che ogni anno - nell'ultimo decennio - i mari globali hanno assorbito una quantità di calore in eccesso, trattenuto dall'effetto-serra antropogenico, pari a circa 18 volte il consumo energetico annuo dell'umanità (e nel 2025, rispetto al 2024, si è giunti a un aumento del contenuto di calore negli oceani di circa 24 Zj). Tra le conseguenze c'è la degradazione degli ecosistemi marini, l'incentivazione delle tempeste, in generale degli eventi estremi, e della fusione delle banchise polari.
In un contesto di aumento a scala pluridecennale, il livello medio del mare nel 2025 è rimasto comparabile al 2024 solo grazie all'effetto a breve termine della Niña, ma gli oceani sono 11 cm più elevati rispetto alle prime misure satellitari del 1993, e il tasso di aumento 2012-2025 (4,75 mm/anno) è raddoppiato rispetto al 1993-2011 (2,65 mm/anno). Inoltre, assorbendo circa il 30% dei gas serra che ogni anno emettiamo, gli oceani aiutano a mitigare l'incremento delle loro concentrazioni atmosferiche (comunque a nuovi livelli record nel 2025 per diossido di carbonio, metano e protossido di azoto), ma a prezzo di una acidificazione delle acque (si stima che il pH oceanico sia ai minimi in almeno 26.000 anni) a grave danno degli ecosistemi marini e soprattutto degli organismi che si costruiscono gusci in carbonato di calcio.
Quanto alla criosfera, la perdita di massa dei ghiacciai montani, tra cui le Alpi, sta accelerando, l'anno idrologico 2024-25 si è collocato tra i cinque più sfavorevoli in una serie dal 1950 (bilancio medio di circa - 1 m di acqua equivalente secondo il WGMS, dato cui contribuiscono anche le misure SMI al Ghiacciaio Ciardoney - Gran Paradiso), e otto dei dieci anni peggiori si sono concentrati dal 2016 in poi. Le estensioni medie annue delle banchise artica e antartica sono state rispettivamente la prima (o seconda, in base al dataset) e terza più basse dall'inizio delle misure satellitari nel 1979.
Tra i molti e rovinosi eventi estremi si ricordano in particolare gli storici incendi di gennaio in California e le alluvioni del 4 luglio in Texas, l'uragano Melissa di fine ottobre nei Caraibi, i tifoni e le severe alluvioni autunnali nel Sud-Est asiatico, e le siccità in Medioriente (Turchia, Iran).
- picchio70
- ***SUPER FORUMISTA TOP***
- Messaggi: 39741
- Iscritto il: dom gen 26, 2014 7:25 pm
- Località: Città Sant'Angelo 317mt
Re: ANALISI CIRCOLATORIE/MJO/ENSO/VIEW - 2026
Buongiorno.
Nelle prossime settimane, i modelli dinamici mostrano una rinnovata e forte attività delle onde di Rossby equatoriali che attraversano il Pacifico che potrebbero interferire positivamente con la MJO per produrre forti venti occidentali a bassa quota attraverso il Pacifico occidentale equatoriale.
A seguito di questa interazione delle onde di Rossby, è favorita una rinnovata sua attività con la fase potenziata che attraversa il Pacifico e l'emisfero occidentale nelle prossime settimane.
Attualmente è emerso uno schema Wave-2 poiché il segnale sembra essersi frammentato in una modalità di propagazione più rapida che attraversa l'emisfero occidentale e un segnale a evoluzione più lenta che rimane sul Pacifico occidentale.
Le SST relative al Pacifico continuano a riscaldarsi nelle regioni Niño 1+2 e Niño 3, mentre sono rimaste costanti nelle regioni Niño 3.4 e Niño 4.
Acque anomale calde continuano a dominare l'intero Pacifico dopo che la forte attività delle onde di Kelvin discendente oceaniche ha contribuito a erodere le acque più fredde associate alla Niña.
Si attende dunque l'emersione decisa del segnale Enso +


host di foto gratuito
L'attività d'onda che ne scaturisce, tende a prolungare la sua fase ciclonica sull'Europa e sul mediterraneo per altre
settimane. Tra le varie ondulazioni, saranno possibili episodi a carattere prettamente invernale in Europa centro
orientale e anche nel mediterraneo, seppur intervallate da onde positive.

host di foto gratuito
Nelle prossime settimane, i modelli dinamici mostrano una rinnovata e forte attività delle onde di Rossby equatoriali che attraversano il Pacifico che potrebbero interferire positivamente con la MJO per produrre forti venti occidentali a bassa quota attraverso il Pacifico occidentale equatoriale.
A seguito di questa interazione delle onde di Rossby, è favorita una rinnovata sua attività con la fase potenziata che attraversa il Pacifico e l'emisfero occidentale nelle prossime settimane.
Attualmente è emerso uno schema Wave-2 poiché il segnale sembra essersi frammentato in una modalità di propagazione più rapida che attraversa l'emisfero occidentale e un segnale a evoluzione più lenta che rimane sul Pacifico occidentale.
Le SST relative al Pacifico continuano a riscaldarsi nelle regioni Niño 1+2 e Niño 3, mentre sono rimaste costanti nelle regioni Niño 3.4 e Niño 4.
Acque anomale calde continuano a dominare l'intero Pacifico dopo che la forte attività delle onde di Kelvin discendente oceaniche ha contribuito a erodere le acque più fredde associate alla Niña.
Si attende dunque l'emersione decisa del segnale Enso +


host di foto gratuito
L'attività d'onda che ne scaturisce, tende a prolungare la sua fase ciclonica sull'Europa e sul mediterraneo per altre
settimane. Tra le varie ondulazioni, saranno possibili episodi a carattere prettamente invernale in Europa centro
orientale e anche nel mediterraneo, seppur intervallate da onde positive.

host di foto gratuito
- picchio70
- ***SUPER FORUMISTA TOP***
- Messaggi: 39741
- Iscritto il: dom gen 26, 2014 7:25 pm
- Località: Città Sant'Angelo 317mt
Re: ANALISI CIRCOLATORIE/MJO/ENSO/VIEW - 2026
Come previsto negli Stati Uniti si sono sorpassati centinaia di record, specialmente nella parte ovest del paese.
Singolare il caso di Phoenix che non solo ha battuto il precedente record di Marzo con 40.6°e quindi quasi 3 gradi di scarto, ma l'ha fatto per 3 giorni consecutivi.
Singolare il caso di Phoenix che non solo ha battuto il precedente record di Marzo con 40.6°e quindi quasi 3 gradi di scarto, ma l'ha fatto per 3 giorni consecutivi.







