
MARZO 2026 ANALISI MODELLI LIVE
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Re: MARZO 2026 ANALISI MODELLI LIVE
Si può in sintesi affermare semplicemente che il trimestre Invernale prevalentemente ha visto il depauperamento negli ultimi dieci anni abbondanti di sub regimi di blocco, ATR e BLO+Rio ha scritto: ↑gio mar 19, 2026 7:43 pmFelice che ci siamo trovati sulla stessa lunghezza d'onda! Alla fine, che si guardi il Vortice Polare o le piogge a Londra, il malato è lo stesso: un inverno che ha perso la bussola (e la forza di spingere il freddo fin qui con convinzione).cuotamare ha scritto: ↑gio mar 19, 2026 7:27 pmTi stra quotoRio ha scritto: ↑gio mar 19, 2026 7:04 pm
@cuotamare, hai ragione sulla distinzione: se l'UK è nel cuore delle tempeste atlantiche (GPT negativi), per noi la porta è sbarrata da un muro di mitezza. Per avere il 'rientro da est', serve che l'alta pressione si sposti proprio lì, sull'area britannica, facendo da perno.
Il problema che stiamo vivendo però è proprio questo: la durata e la solidità di quei blocchi.
Negli ultimi anni, anche quando l'alta pressione prova a salire verso l'area UK (regime di zonalità alta), viene quasi sempre 'piallata' in tempi record dalla forza centrifuga di un Vortice Polare troppo compatto. Risultato: lo spiffero da est dura 24 ore, non scava nulla nel Mediterraneo e viene subito riassorbito dal ritorno del flusso atlantico o dall'ennesima spanciata dell'anticiclone.
In pratica, siamo passati dai blocchi granitici che facevano la storia dell'inverno a dei 'tentativi di blocco' che producono solo quel vento fastidioso di cui parlavamo all'inizio. Concordo con te: la statistica pluvio UK è lo specchio fedele di questa accelerazione del Getto che sta uccidendo la dinamicità invernale alle nostre latitudini.
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È stato un bel confronto tecnico, di quelli che ormai si leggono raramente nei forum tra fazioni opposte. Ora non ci resta che monitorare questo finale di stagione, sperando che almeno la primavera porti quelle piogge che l'inverno ci ha negato, evitando di passare direttamente ai 30°C a maggio!
Alla prossima analisi sulle mappe!
.
Quelli due in sotto

In tal modo le correnti da ovest hanno visto il sopravvento
Re: MARZO 2026 ANALISI MODELLI LIVE
@cuotamare, la situazione è ancora peggio di quel che possiamo immaginare.cuotamare ha scritto: ↑ven mar 20, 2026 11:43 amSi può in sintesi affermare semplicemente che il trimestre Invernale prevalentemente ha visto il depauperamento negli ultimi dieci anni abbondanti di sub regimi di blocco, ATR e BLO+Rio ha scritto: ↑gio mar 19, 2026 7:43 pmFelice che ci siamo trovati sulla stessa lunghezza d'onda! Alla fine, che si guardi il Vortice Polare o le piogge a Londra, il malato è lo stesso: un inverno che ha perso la bussola (e la forza di spingere il freddo fin qui con convinzione).
È stato un bel confronto tecnico, di quelli che ormai si leggono raramente nei forum tra fazioni opposte. Ora non ci resta che monitorare questo finale di stagione, sperando che almeno la primavera porti quelle piogge che l'inverno ci ha negato, evitando di passare direttamente ai 30°C a maggio!
Alla prossima analisi sulle mappe!
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Quelli due in sotto
In tal modo le correnti da ovest hanno visto il sopravvento
Nonostante che il VPS fosse debole è l'aggravante che conferma il delitto. In teoria, con un VPS in crisi, avremmo dovuto vedere i regimi ATR e BLO+ dominare la scena. Invece cosa abbiamo avuto? Una Troposfera totalmente sorda, che ha continuato a spingere con una zonalità furiosa come se il VPS fosse stato granitico.
Questo dimostra che la correlazione classica è saltata. Il grafico pluvio in UK che hai postato è la prova che la NAO+ è diventata un cancro che divora ogni tentativo di blocco, indipendentemente da quanto il Vortice Polare 'lassù' sia disturbato.
Se non portiamo a casa nulla nemmeno con un VPS debole, significa che stiamo seguendo un malato terminale. Ormai l'inverno in Italia non è più una stagione, è un'anomalia statistica che accade per sbaglio tra una spanciata dell'HP e l'altra. Altro che 'aspettative', qui siamo alla resa incondizionata.
Vabbè, continueremo a visionare per il piacere di tale scienza.
ciao!
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Re: MARZO 2026 ANALISI MODELLI LIVE
@cuotamare, però per essere giusto..., su quello che ho detto nel post precedente, non è così ovunque, ed è proprio questo che fa rabbia! Il freddo non è morto, è solo diventato razzista nei confronti del Mediterraneo.
Quest'anno il VPS debole ha scaricato tonnellate di gelo sugli USA e in Asia, mentre noi siamo rimasti a guardare le briciole. Il problema è che nel nostro settore (Euro-Atlantico) il motore è truccato: l'espansione dell'anticiclone africano e un Atlantico 'bollente' hanno creato uno scudo spaziale che respinge ogni tentativo di blocco. In pratica, mentre il resto del mondo sperimenta ancora l'Inverno grazie al VP debole, noi siamo diventati l'eccezione mite permanente. Dire che 'tutto è relativo' è un eufemismo: la realtà è che siamo passati dalla Serie A del dinamismo meteo alla Serie C dei rientri sterili da est. Se non facciamo l'inverno con un VPS debole mentre gli americani gelano, significa che il nostro clima è ufficialmente cambiato.
Volevo solo tener presente in modo globale.
Ciao
Quest'anno il VPS debole ha scaricato tonnellate di gelo sugli USA e in Asia, mentre noi siamo rimasti a guardare le briciole. Il problema è che nel nostro settore (Euro-Atlantico) il motore è truccato: l'espansione dell'anticiclone africano e un Atlantico 'bollente' hanno creato uno scudo spaziale che respinge ogni tentativo di blocco. In pratica, mentre il resto del mondo sperimenta ancora l'Inverno grazie al VP debole, noi siamo diventati l'eccezione mite permanente. Dire che 'tutto è relativo' è un eufemismo: la realtà è che siamo passati dalla Serie A del dinamismo meteo alla Serie C dei rientri sterili da est. Se non facciamo l'inverno con un VPS debole mentre gli americani gelano, significa che il nostro clima è ufficialmente cambiato.
Volevo solo tener presente in modo globale.
Ciao
Re: MARZO 2026 ANALISI MODELLI LIVE
Si certo, chiaro.Rio ha scritto: ↑ven mar 20, 2026 12:34 pm @cuotamare, però per essere giusto..., su quello che ho detto nel post precedente, non è così ovunque, ed è proprio questo che fa rabbia! Il freddo non è morto, è solo diventato razzista nei confronti del Mediterraneo.
Quest'anno il VPS debole ha scaricato tonnellate di gelo sugli USA e in Asia, mentre noi siamo rimasti a guardare le briciole. Il problema è che nel nostro settore (Euro-Atlantico) il motore è truccato: l'espansione dell'anticiclone africano e un Atlantico 'bollente' hanno creato uno scudo spaziale che respinge ogni tentativo di blocco. In pratica, mentre il resto del mondo sperimenta ancora l'Inverno grazie al VP debole, noi siamo diventati l'eccezione mite permanente. Dire che 'tutto è relativo' è un eufemismo: la realtà è che siamo passati dalla Serie A del dinamismo meteo alla Serie C dei rientri sterili da est. Se non facciamo l'inverno con un VPS debole mentre gli americani gelano, significa che il nostro clima è ufficialmente cambiato.
Volevo solo tener presente in modo globale.
Ciao
I sub regimi che fino ad appena più di una decina di anni fa' regalavano circolazioni a prevalente carattere settentrionale vengono meno.
Di seguito poi, come anticipavo ieri, è sempre la considerazione personale che una persona da a dinamiche che sono in larga parte considerate sterili, sempre assimilabili agli ATR/BLO+ ma senza il contributo di SSW.
Questi ultimi non certo assimilabili a dinamiche che possiamo definire frequenti.
Re: MARZO 2026 ANALISI MODELLI LIVE
Hai ragione, gli SSW (Major Stratwarming) sono per definizione eventi non frequenti.cuotamare ha scritto: ↑ven mar 20, 2026 2:26 pmSi certo, chiaro.Rio ha scritto: ↑ven mar 20, 2026 12:34 pm @cuotamare, però per essere giusto..., su quello che ho detto nel post precedente, non è così ovunque, ed è proprio questo che fa rabbia! Il freddo non è morto, è solo diventato razzista nei confronti del Mediterraneo.
Quest'anno il VPS debole ha scaricato tonnellate di gelo sugli USA e in Asia, mentre noi siamo rimasti a guardare le briciole. Il problema è che nel nostro settore (Euro-Atlantico) il motore è truccato: l'espansione dell'anticiclone africano e un Atlantico 'bollente' hanno creato uno scudo spaziale che respinge ogni tentativo di blocco. In pratica, mentre il resto del mondo sperimenta ancora l'Inverno grazie al VP debole, noi siamo diventati l'eccezione mite permanente. Dire che 'tutto è relativo' è un eufemismo: la realtà è che siamo passati dalla Serie A del dinamismo meteo alla Serie C dei rientri sterili da est. Se non facciamo l'inverno con un VPS debole mentre gli americani gelano, significa che il nostro clima è ufficialmente cambiato.
Volevo solo tener presente in modo globale.
Ciao
I sub regimi che fino ad appena più di una decina di anni fa' regalavano circolazioni a prevalente carattere settentrionale vengono meno.
Di seguito poi, come anticipavo ieri, è sempre la considerazione personale che una persona da a dinamiche che sono in larga parte considerate sterili, sempre assimilabili agli ATR/BLO+ ma senza il contributo di SSW.
Questi ultimi non certo assimilabili a dinamiche che possiamo definire frequenti.
Ma è proprio qui che sta l'inghippo: un inverno sano non dovrebbe aver bisogno di un SSW per esistere. Fino a dieci anni fa, i regimi ATR e BLO+ 'ordinari' (quelli troposferici, senza aiuti dalla stratosfera) erano il pane quotidiano. Erano loro a garantire la dinamicità, la pioggia e neve a quote medie, e quella variabilità che oggi è stata sostituita da un piattume zonale imbarazzante. Il problema non è che mancano i Major Stratwarming; il problema è che è morta la manovalanza troposferica. Se per vedere una configurazione settentrionale dobbiamo sperare ogni volta in un evento stratosferico remoto (che magari poi manda il freddo in America), significa che il clima del Mediterraneo è passato dalla 'variabilità' alla 'stasi'. Quello che tu chiami 'freddo sterile' era la linfa vitale che manteneva il bilancio termico e idrico del nostro comparto. Oggi, senza quegli ATR/BLO+ frequenti, siamo passati a un regime di NAO+ perenne che sta desertificando l'inverno. Accettare questa 'sterilità' come nuova norma è tecnicamente corretto, ma meteorologicamente è una resa incondizionata.
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Re: MARZO 2026 ANALISI MODELLI LIVE
Gli Inverni 2021/22 e 2022/23 proprio perché han visto un dominio dei regimi sopra indicati han rappresentato senza gli SSW quello che hai appena dettoRio ha scritto: ↑ven mar 20, 2026 2:38 pmHai ragione, gli SSW (Major Stratwarming) sono per definizione eventi non frequenti.cuotamare ha scritto: ↑ven mar 20, 2026 2:26 pmSi certo, chiaro.Rio ha scritto: ↑ven mar 20, 2026 12:34 pm @cuotamare, però per essere giusto..., su quello che ho detto nel post precedente, non è così ovunque, ed è proprio questo che fa rabbia! Il freddo non è morto, è solo diventato razzista nei confronti del Mediterraneo.
Quest'anno il VPS debole ha scaricato tonnellate di gelo sugli USA e in Asia, mentre noi siamo rimasti a guardare le briciole. Il problema è che nel nostro settore (Euro-Atlantico) il motore è truccato: l'espansione dell'anticiclone africano e un Atlantico 'bollente' hanno creato uno scudo spaziale che respinge ogni tentativo di blocco. In pratica, mentre il resto del mondo sperimenta ancora l'Inverno grazie al VP debole, noi siamo diventati l'eccezione mite permanente. Dire che 'tutto è relativo' è un eufemismo: la realtà è che siamo passati dalla Serie A del dinamismo meteo alla Serie C dei rientri sterili da est. Se non facciamo l'inverno con un VPS debole mentre gli americani gelano, significa che il nostro clima è ufficialmente cambiato.
Volevo solo tener presente in modo globale.
Ciao
I sub regimi che fino ad appena più di una decina di anni fa' regalavano circolazioni a prevalente carattere settentrionale vengono meno.
Di seguito poi, come anticipavo ieri, è sempre la considerazione personale che una persona da a dinamiche che sono in larga parte considerate sterili, sempre assimilabili agli ATR/BLO+ ma senza il contributo di SSW.
Questi ultimi non certo assimilabili a dinamiche che possiamo definire frequenti.
Ma è proprio qui che sta l'inghippo: un inverno sano non dovrebbe aver bisogno di un SSW per esistere. Fino a dieci anni fa, i regimi ATR e BLO+ 'ordinari' (quelli troposferici, senza aiuti dalla stratosfera) erano il pane quotidiano. Erano loro a garantire la dinamicità, la pioggia e neve a quote medie, e quella variabilità che oggi è stata sostituita da un piattume zonale imbarazzante. Il problema non è che mancano i Major Stratwarming; il problema è che è morta la manovalanza troposferica. Se per vedere una configurazione settentrionale dobbiamo sperare ogni volta in un evento stratosferico remoto (che magari poi manda il freddo in America), significa che il clima del Mediterraneo è passato dalla 'variabilità' alla 'stasi'. Quello che tu chiami 'freddo sterile' era la linfa vitale che manteneva il bilancio termico e idrico del nostro comparto. Oggi, senza quegli ATR/BLO+ frequenti, siamo passati a un regime di NAO+ perenne che sta desertificando l'inverno. Accettare questa 'sterilità' come nuova norma è tecnicamente corretto, ma meteorologicamente è una resa incondizionata.
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Re: MARZO 2026 ANALISI MODELLI LIVE
Esattamente. Il 2021/22 e il 2022/23 sono stati la prova del nove: due inverni in 'coma farmacologico'. Se togliamo gli SSW (che non sono arrivati o non hanno inciso), quello che resta è il nulla cosmico.cuotamare ha scritto: ↑ven mar 20, 2026 2:51 pmGli Inverni 2021/22 e 2022/23 proprio perché han visto un dominio dei regimi sopra indicati han rappresentato senza gli SSW quello che hai appena dettoRio ha scritto: ↑ven mar 20, 2026 2:38 pmHai ragione, gli SSW (Major Stratwarming) sono per definizione eventi non frequenti.cuotamare ha scritto: ↑ven mar 20, 2026 2:26 pm
Si certo, chiaro.
I sub regimi che fino ad appena più di una decina di anni fa' regalavano circolazioni a prevalente carattere settentrionale vengono meno.
Di seguito poi, come anticipavo ieri, è sempre la considerazione personale che una persona da a dinamiche che sono in larga parte considerate sterili, sempre assimilabili agli ATR/BLO+ ma senza il contributo di SSW.
Questi ultimi non certo assimilabili a dinamiche che possiamo definire frequenti.
Ma è proprio qui che sta l'inghippo: un inverno sano non dovrebbe aver bisogno di un SSW per esistere. Fino a dieci anni fa, i regimi ATR e BLO+ 'ordinari' (quelli troposferici, senza aiuti dalla stratosfera) erano il pane quotidiano. Erano loro a garantire la dinamicità, la pioggia e neve a quote medie, e quella variabilità che oggi è stata sostituita da un piattume zonale imbarazzante. Il problema non è che mancano i Major Stratwarming; il problema è che è morta la manovalanza troposferica. Se per vedere una configurazione settentrionale dobbiamo sperare ogni volta in un evento stratosferico remoto (che magari poi manda il freddo in America), significa che il clima del Mediterraneo è passato dalla 'variabilità' alla 'stasi'. Quello che tu chiami 'freddo sterile' era la linfa vitale che manteneva il bilancio termico e idrico del nostro comparto. Oggi, senza quegli ATR/BLO+ frequenti, siamo passati a un regime di NAO+ perenne che sta desertificando l'inverno. Accettare questa 'sterilità' come nuova norma è tecnicamente corretto, ma meteorologicamente è una resa incondizionata.
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Il punto che dobbiamo ribadire è questo: quando i regimi di zonalità (NAO+) dominano in quel modo, non è solo 'assenza di freddo', è annientamento della variabilità. Abbiamo avuto mesi interi con l'alta pressione africana o azzorriana distesa sui paralleli a fare da scudo spaziale. In quegli inverni abbiamo visto la versione più estrema di quello che dicevo: la totale incapacità della troposfera di generare ATR o BLO+ degni di nota.
Il fatto che tu citi quegli anni conferma che ormai l'inverno 'ordinario' è sparito. Se non c'è l'evento stratosferico eccezionale (SSW) a rimescolare le carte, la nostra troposfera non è più in grado di produrre dinamismo da sola. Siamo passati da un clima temperato a un regime sub-tropicale atlantico dove l'unica variante è se piove in UK (zonalità alta) o se c'è nebbia in Val Padana (HP perenne).
Se questa è la 'nuova normalità', allora chiamiamola col suo nome: è la desertificazione stagionale del Mediterraneo. Non è più questione di aspettative, è questione di guardare un grafico che non pulsa più.
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Re: MARZO 2026 ANALISI MODELLI LIVE
Rio ha scritto: ↑ven mar 20, 2026 3:45 pmEsattamente. Il 2021/22 e il 2022/23 sono stati la prova del nove: due inverni in 'coma farmacologico'. Se togliamo gli SSW (che non sono arrivati o non hanno inciso), quello che resta è il nulla cosmico.cuotamare ha scritto: ↑ven mar 20, 2026 2:51 pmGli Inverni 2021/22 e 2022/23 proprio perché han visto un dominio dei regimi sopra indicati han rappresentato senza gli SSW quello che hai appena dettoRio ha scritto: ↑ven mar 20, 2026 2:38 pm
Hai ragione, gli SSW (Major Stratwarming) sono per definizione eventi non frequenti.
Ma è proprio qui che sta l'inghippo: un inverno sano non dovrebbe aver bisogno di un SSW per esistere. Fino a dieci anni fa, i regimi ATR e BLO+ 'ordinari' (quelli troposferici, senza aiuti dalla stratosfera) erano il pane quotidiano. Erano loro a garantire la dinamicità, la pioggia e neve a quote medie, e quella variabilità che oggi è stata sostituita da un piattume zonale imbarazzante. Il problema non è che mancano i Major Stratwarming; il problema è che è morta la manovalanza troposferica. Se per vedere una configurazione settentrionale dobbiamo sperare ogni volta in un evento stratosferico remoto (che magari poi manda il freddo in America), significa che il clima del Mediterraneo è passato dalla 'variabilità' alla 'stasi'. Quello che tu chiami 'freddo sterile' era la linfa vitale che manteneva il bilancio termico e idrico del nostro comparto. Oggi, senza quegli ATR/BLO+ frequenti, siamo passati a un regime di NAO+ perenne che sta desertificando l'inverno. Accettare questa 'sterilità' come nuova norma è tecnicamente corretto, ma meteorologicamente è una resa incondizionata.
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Il punto che dobbiamo ribadire è questo: quando i regimi di zonalità (NAO+) dominano in quel modo, non è solo 'assenza di freddo', è annientamento della variabilità. Abbiamo avuto mesi interi con l'alta pressione africana o azzorriana distesa sui paralleli a fare da scudo spaziale. In quegli inverni abbiamo visto la versione più estrema di quello che dicevo: la totale incapacità della troposfera di generare ATR o BLO+ degni di nota.
Il fatto che tu citi quegli anni conferma che ormai l'inverno 'ordinario' è sparito. Se non c'è l'evento stratosferico eccezionale (SSW) a rimescolare le carte, la nostra troposfera non è più in grado di produrre dinamismo da sola. Siamo passati da un clima temperato a un regime sub-tropicale atlantico dove l'unica variante è se piove in UK (zonalità alta) o se c'è nebbia in Val Padana (HP perenne).
Se questa è la 'nuova normalità', allora chiamiamola col suo nome: è la desertificazione stagionale del Mediterraneo. Non è più questione di aspettative, è questione di guardare un grafico che non pulsa più.
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È proprio con quel che hai appena scritto che appare più chiara la considerazione e l'aspettativa.
Quel che è relativo lo si intuisce così.
Al di là delle considerazioni sulle dinamiche circolatorie e sulle relative magnitudo in termini di effetti, per lo più casuali e non di certo un etichetta, a re analizzare la realtà si denota come anticipato e qui tiro fuori l'inverno 22/23, una prevalenza di regimi ad ATR/BLO+ e per prevalenza si intende almeno 2/3 dell'inverno.
Gli effetti sono state circolazioni settentrionali ed orientali che hanno portato quegli effetti che poi si traducono in sterilità meteorologica, coma farmacologico eccetera eccetera.
Tutti aneddoti sicuramente pronto all'uso per la forum meteorologica, ma almeno in realtà, poco per l'analisi.
Analizziamo l'inverno 22/23 a scaglioni.
1/15 Dicembre del 22, alta in area UK

16/31 dicembre del 22, bassa in area UK

1/15 gennaio del 23, bassa in area UK

16/31 gennaio del 23, alta in area UK

1/15 febbraio, alta in area UK

16/28 gennaio, alta in area UK

Re: MARZO 2026 ANALISI MODELLI LIVE
cuotamare ha scritto: ↑ven mar 20, 2026 3:50 pmRio ha scritto: ↑ven mar 20, 2026 3:45 pmEsattamente. Il 2021/22 e il 2022/23 sono stati la prova del nove: due inverni in 'coma farmacologico'. Se togliamo gli SSW (che non sono arrivati o non hanno inciso), quello che resta è il nulla cosmico.
Il punto che dobbiamo ribadire è questo: quando i regimi di zonalità (NAO+) dominano in quel modo, non è solo 'assenza di freddo', è annientamento della variabilità. Abbiamo avuto mesi interi con l'alta pressione africana o azzorriana distesa sui paralleli a fare da scudo spaziale. In quegli inverni abbiamo visto la versione più estrema di quello che dicevo: la totale incapacità della troposfera di generare ATR o BLO+ degni di nota.
Il fatto che tu citi quegli anni conferma che ormai l'inverno 'ordinario' è sparito. Se non c'è l'evento stratosferico eccezionale (SSW) a rimescolare le carte, la nostra troposfera non è più in grado di produrre dinamismo da sola. Siamo passati da un clima temperato a un regime sub-tropicale atlantico dove l'unica variante è se piove in UK (zonalità alta) o se c'è nebbia in Val Padana (HP perenne).
Se questa è la 'nuova normalità', allora chiamiamola col suo nome: è la desertificazione stagionale del Mediterraneo. Non è più questione di aspettative, è questione di guardare un grafico che non pulsa più.
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È proprio con quel che hai appena scritto che appare più chiara la considerazione e l'aspettativa.
Quel che è relativo lo si intuisce così.
Al di là delle considerazioni sulle dinamiche circolatorie e sulle relative magnitudo in termini di effetti, per lo più casuali e non di certo un etichetta, a re analizzare la realtà si denota come anticipato e qui tiro fuori l'inverno 22/23, una prevalenza di regimi ad ATR/BLO+ e per prevalenza si intende almeno 2/3 dell'inverno.
Gli effetti sono state circolazioni settentrionali ed orientali che hanno portato quegli effetti che poi si traducono in sterilità meteorologica, coma farmacologico eccetera eccetera.
Tutti aneddoti sicuramente pronto all'uso per la forum meteorologica, ma almeno in realtà, poco per l'analisi.
Analizziamo l'inverno 22/23 a scaglioni.
1/15 Dicembre del 22, alta in area UK
16/31 dicembre del 22, bassa in area UK
1/15 gennaio del 23, bassa in area UK
16/31 gennaio del 23, alta in area UK
1/15 febbraio, alta in area UK
16/28 gennaio, alta in area UK
![]()
@cuotamare, devi assemblare che la magnitudo degli effetti è l'unica realtà!
L'analisi a scaglioni che proponi è corretta nella forma, ma è proprio nella sostanza della magnitudo che l'inverno 22/23 fallisce.
Possiamo etichettare come ATR o BLO+ lunghi periodi di quel trimestre, ma dobbiamo chiederci: che tipo di blocchi sono stati? Sono stati blocchi 'anemici'. Se un regime di Atlantic Ridge (ATR) per 15 giorni produce solo una passata di Bora secca e poi viene piallato dalla prima ondulazione zonale, non stiamo parlando di una dinamica sana, ma di un sussulto di un sistema in crisi.
Comunque analizzando i tuoi scaglioni:
La seconda metà di Dicembre e la prima di Gennaio sono state l'emblema della zonalità bassa e della pioggia sterile in UK che confermano il trend del Met Office.
I periodi di 'Alta in UK' di Febbraio sono stati caratterizzati da un anticiclone così invadente e basso di latitudine che l'aria fredda non aveva lo spazio per affondare nel Mediterraneo, scivolando via in modo inconcludente.
Definire queste dinamiche 'sterili' o da 'coma' non è un aneddoto per fare colore sul forum, ma la constatazione tecnica che la magnitudo degli effetti è crollata. Se un regime che una volta era garanzia di dinamicità oggi produce solo piattume, significa che l'analisi della 'realtà' deve andare oltre il posizionamento dei centri di pressione e guardare alla capacità del sistema di generare eventi. Se il freddo resta una 'etichetta' sulle mappe ma non arriva al suolo, l'Inverno è morto, con buona pace degli scaglioni statistici.
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Re: MARZO 2026 ANALISI MODELLI LIVE
Rio ha scritto: ↑ven mar 20, 2026 4:37 pmcuotamare ha scritto: ↑ven mar 20, 2026 3:50 pmRio ha scritto: ↑ven mar 20, 2026 3:45 pm
Esattamente. Il 2021/22 e il 2022/23 sono stati la prova del nove: due inverni in 'coma farmacologico'. Se togliamo gli SSW (che non sono arrivati o non hanno inciso), quello che resta è il nulla cosmico.
Il punto che dobbiamo ribadire è questo: quando i regimi di zonalità (NAO+) dominano in quel modo, non è solo 'assenza di freddo', è annientamento della variabilità. Abbiamo avuto mesi interi con l'alta pressione africana o azzorriana distesa sui paralleli a fare da scudo spaziale. In quegli inverni abbiamo visto la versione più estrema di quello che dicevo: la totale incapacità della troposfera di generare ATR o BLO+ degni di nota.
Il fatto che tu citi quegli anni conferma che ormai l'inverno 'ordinario' è sparito. Se non c'è l'evento stratosferico eccezionale (SSW) a rimescolare le carte, la nostra troposfera non è più in grado di produrre dinamismo da sola. Siamo passati da un clima temperato a un regime sub-tropicale atlantico dove l'unica variante è se piove in UK (zonalità alta) o se c'è nebbia in Val Padana (HP perenne).
Se questa è la 'nuova normalità', allora chiamiamola col suo nome: è la desertificazione stagionale del Mediterraneo. Non è più questione di aspettative, è questione di guardare un grafico che non pulsa più.
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È proprio con quel che hai appena scritto che appare più chiara la considerazione e l'aspettativa.
Quel che è relativo lo si intuisce così.
Al di là delle considerazioni sulle dinamiche circolatorie e sulle relative magnitudo in termini di effetti, per lo più casuali e non di certo un etichetta, a re analizzare la realtà si denota come anticipato e qui tiro fuori l'inverno 22/23, una prevalenza di regimi ad ATR/BLO+ e per prevalenza si intende almeno 2/3 dell'inverno.
Gli effetti sono state circolazioni settentrionali ed orientali che hanno portato quegli effetti che poi si traducono in sterilità meteorologica, coma farmacologico eccetera eccetera.
Tutti aneddoti sicuramente pronto all'uso per la forum meteorologica, ma almeno in realtà, poco per l'analisi.
Analizziamo l'inverno 22/23 a scaglioni.
1/15 Dicembre del 22, alta in area UK
16/31 dicembre del 22, bassa in area UK
1/15 gennaio del 23, bassa in area UK
16/31 gennaio del 23, alta in area UK
1/15 febbraio, alta in area UK
16/28 gennaio, alta in area UK
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@cuotamare, devi assemblare che la magnitudo degli effetti è l'unica realtà!
L'analisi a scaglioni che proponi è corretta nella forma, ma è proprio nella sostanza della magnitudo che l'inverno 22/23 fallisce.
Possiamo etichettare come ATR o BLO+ lunghi periodi di quel trimestre, ma dobbiamo chiederci: che tipo di blocchi sono stati? Sono stati blocchi 'anemici'. Se un regime di Atlantic Ridge (ATR) per 15 giorni produce solo una passata di Bora secca e poi viene piallato dalla prima ondulazione zonale, non stiamo parlando di una dinamica sana, ma di un sussulto di un sistema in crisi.
Comunque analizzando i tuoi scaglioni:
La seconda metà di Dicembre e la prima di Gennaio sono state l'emblema della zonalità bassa e della pioggia sterile in UK che confermano il trend del Met Office.
I periodi di 'Alta in UK' di Febbraio sono stati caratterizzati da un anticiclone così invadente e basso di latitudine che l'aria fredda non aveva lo spazio per affondare nel Mediterraneo, scivolando via in modo inconcludente.
Definire queste dinamiche 'sterili' o da 'coma' non è un aneddoto per fare colore sul forum, ma la constatazione tecnica che la magnitudo degli effetti è crollata. Se un regime che una volta era garanzia di dinamicità oggi produce solo piattume, significa che l'analisi della 'realtà' deve andare oltre il posizionamento dei centri di pressione e guardare alla capacità del sistema di generare eventi. Se il freddo resta una 'etichetta' sulle mappe ma non arriva al suolo, l'Inverno è morto, con buona pace degli scaglioni statistici.
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In relazione alle aspettative, la magnitudo non è un etichetta ma fa parte della variabilità meteorologica, non di meno la si può scollegare al tipo di tempo prevalente.
Come si evince dalle re analisi, l'anomalia negativa pluvio è associata ad alte pressioni in area UK, le quali possono manifestarsi secondo diverse di volta in volta formazioni alto pressori ascrivibili ai sub regimi ATR e BLO+
La magnitudo e non sempre, dipende dal come si dispongono al km cicloni e anticloni e il come interagiscono tra loro, che non è ascrivibile alla conclusione di una malattia dell'Inverno, termine alquanto da tifoseria e poco propenso alla ragione.
Diversamente parlando,la provenienza delle correnti nel caso degli ATR e BLO + è già chiara, meteorologicamente parlando.
Re: MARZO 2026 ANALISI MODELLI LIVE
Intanto, vediamo cosa chi indica, la carta che posto per prossimo fine settimana 

L'immagine evidenzia un'anomalia negativa del geopotenziale a 500 hPa (circa 5.500 metri di quota) estremamente pronunciata, centrata sul Mediterraneo centrale.
Si nota una vasta area di alta pressione (colori arancio/rosso) sull'Atlantico settentrionale e sulla Russia europea. Questo crea un "ponte di alta pressione" che costringe il flusso perturbato polare a scendere bruscamente di latitudine. Il risultato è la formazione di una goccia fredda o Cold Drop, un minimo depressionario isolato dal flusso zonale principale.
I valori citati di -32/-34{°C} a 500 hPa sono notevoli per fine marzo. Il gradiente termico verticale diventa estremamente ripido. La differenza di temperatura tra la quota (500 hPa) e la superficie (ancora riscaldata dal sole primaverile) innesca una forte instabilità convettiva.
Questo spiega perché, nonostante non sia pieno inverno, si possano verificare temporali nevosi o di graupel (neve tonda), causati da moti verticali violenti che trascinano l'aria gelida verso il basso.
Arriviamo al succo: Siamo di fronte a un'irruzione di Aria Polare Marittima o Artica Marittima. La configurazione a "U" della corrente a getto (Jet Stream) favorisce lo scambio meridiano, portando il cuore del freddo proprio sopra l'Italia. Rispetto a un'ondata invernale, la radiazione solare più forte di fine marzo aumenterà l'energia in gioco, trasformando il freddo in eventi meteorologici estremi e localizzati (grandinate e colpi di vento).
Si racconta....

Vedremo
.

L'immagine evidenzia un'anomalia negativa del geopotenziale a 500 hPa (circa 5.500 metri di quota) estremamente pronunciata, centrata sul Mediterraneo centrale.
Si nota una vasta area di alta pressione (colori arancio/rosso) sull'Atlantico settentrionale e sulla Russia europea. Questo crea un "ponte di alta pressione" che costringe il flusso perturbato polare a scendere bruscamente di latitudine. Il risultato è la formazione di una goccia fredda o Cold Drop, un minimo depressionario isolato dal flusso zonale principale.
I valori citati di -32/-34{°C} a 500 hPa sono notevoli per fine marzo. Il gradiente termico verticale diventa estremamente ripido. La differenza di temperatura tra la quota (500 hPa) e la superficie (ancora riscaldata dal sole primaverile) innesca una forte instabilità convettiva.
Questo spiega perché, nonostante non sia pieno inverno, si possano verificare temporali nevosi o di graupel (neve tonda), causati da moti verticali violenti che trascinano l'aria gelida verso il basso.
Arriviamo al succo: Siamo di fronte a un'irruzione di Aria Polare Marittima o Artica Marittima. La configurazione a "U" della corrente a getto (Jet Stream) favorisce lo scambio meridiano, portando il cuore del freddo proprio sopra l'Italia. Rispetto a un'ondata invernale, la radiazione solare più forte di fine marzo aumenterà l'energia in gioco, trasformando il freddo in eventi meteorologici estremi e localizzati (grandinate e colpi di vento).
Si racconta....
Vedremo
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Re: MARZO 2026 ANALISI MODELLI LIVE
Voglio fare l'ironico.. cosa posso dirti, la "Casualità" che guarda caso va sempre nella stessa direzione!cuotamare ha scritto: ↑ven mar 20, 2026 4:46 pmRio ha scritto: ↑ven mar 20, 2026 4:37 pmcuotamare ha scritto: ↑ven mar 20, 2026 3:50 pm
È proprio con quel che hai appena scritto che appare più chiara la considerazione e l'aspettativa.
Quel che è relativo lo si intuisce così.
Al di là delle considerazioni sulle dinamiche circolatorie e sulle relative magnitudo in termini di effetti, per lo più casuali e non di certo un etichetta, a re analizzare la realtà si denota come anticipato e qui tiro fuori l'inverno 22/23, una prevalenza di regimi ad ATR/BLO+ e per prevalenza si intende almeno 2/3 dell'inverno.
Gli effetti sono state circolazioni settentrionali ed orientali che hanno portato quegli effetti che poi si traducono in sterilità meteorologica, coma farmacologico eccetera eccetera.
Tutti aneddoti sicuramente pronto all'uso per la forum meteorologica, ma almeno in realtà, poco per l'analisi.
Analizziamo l'inverno 22/23 a scaglioni.
1/15 Dicembre del 22, alta in area UK
16/31 dicembre del 22, bassa in area UK
1/15 gennaio del 23, bassa in area UK
16/31 gennaio del 23, alta in area UK
1/15 febbraio, alta in area UK
16/28 gennaio, alta in area UK
![]()
@cuotamare, devi assemblare che la magnitudo degli effetti è l'unica realtà!
L'analisi a scaglioni che proponi è corretta nella forma, ma è proprio nella sostanza della magnitudo che l'inverno 22/23 fallisce.
Possiamo etichettare come ATR o BLO+ lunghi periodi di quel trimestre, ma dobbiamo chiederci: che tipo di blocchi sono stati? Sono stati blocchi 'anemici'. Se un regime di Atlantic Ridge (ATR) per 15 giorni produce solo una passata di Bora secca e poi viene piallato dalla prima ondulazione zonale, non stiamo parlando di una dinamica sana, ma di un sussulto di un sistema in crisi.
Comunque analizzando i tuoi scaglioni:
La seconda metà di Dicembre e la prima di Gennaio sono state l'emblema della zonalità bassa e della pioggia sterile in UK che confermano il trend del Met Office.
I periodi di 'Alta in UK' di Febbraio sono stati caratterizzati da un anticiclone così invadente e basso di latitudine che l'aria fredda non aveva lo spazio per affondare nel Mediterraneo, scivolando via in modo inconcludente.
Definire queste dinamiche 'sterili' o da 'coma' non è un aneddoto per fare colore sul forum, ma la constatazione tecnica che la magnitudo degli effetti è crollata. Se un regime che una volta era garanzia di dinamicità oggi produce solo piattume, significa che l'analisi della 'realtà' deve andare oltre il posizionamento dei centri di pressione e guardare alla capacità del sistema di generare eventi. Se il freddo resta una 'etichetta' sulle mappe ma non arriva al suolo, l'Inverno è morto, con buona pace degli scaglioni statistici.
.
In relazione alle aspettative, la magnitudo non è un etichetta ma fa parte della variabilità meteorologica, non di meno la si può scollegare al tipo di tempo prevalente.
Come si evince dalle re analisi, l'anomalia negativa pluvio è associata ad alte pressioni in area UK, le quali possono manifestarsi secondo diverse di volta in volta formazioni alto pressori ascrivibili ai sub regimi ATR e BLO+
La magnitudo e non sempre, dipende dal come si dispongono al km cicloni e anticloni e il come interagiscono tra loro, che non è ascrivibile alla conclusione di una malattia dell'Inverno, termine alquanto da tifoseria e poco propenso alla ragione.
Diversamente parlando,la provenienza delle correnti nel caso degli ATR e BLO + è già chiara, meteorologicamente parlando.
Allora: Se vogliamo parlare di ragione e non di tifoseria, allora dobbiamo chiederci perché questa 'variabilità' nel posizionamento di cicloni e anticicloni, negli ultimi dieci anni, remi sistematicamente contro il Mediterraneo. Definire 'casuale' un trend così marcato è statisticamente azzardato.
La magnitudo non è un optional scollegato dal regime: è il termometro della salute del regime stesso. Un ATR o un BLO+ che non riescono a generare uno scambio meridiano degno di nota non sono solo varianti della variabilità; sono l'evidenza di un sistema che ha perso spinta termica. Se l'alta pressione su UK 'decide' costantemente di coricarsi o di restare troppo bassa, impedendo l'affondo freddo, non è un caso sfortunato: è il risultato di una cella di Hadley espansa e di un getto zonale troppo invadente.
Chiamarla 'malattia dell'inverno' non è un termine da tifosi, è una diagnosi climatica. Se la provenienza delle correnti è 'chiara' sulla carta (settentrionale), ma al suolo si traduce in un sopra media termico costante e in una siccità cronica, allora l'analisi deve ammettere che il meccanismo si è inceppato. Un blocco che non blocca nulla o che produce effetti 'sterili' è un blocco che ha perso la sua funzione termodinamica. Limitarsi a dire che 'l'alta era su UK' senza guardare al fatto che il risultato è il nulla cosmico, significa fare accademia mentre fuori il clima cambia i connotati alle stagioni.
Dopo tutta questa bella chiacchierata e inerente a tutto ciò : secondo la tua visione 'razionale', un inverno fatto di soli blocchi sterili sia ancora definibile tale o se non sia il caso di aggiornare i manuali di climatologia?
Grazie.
.
Re: MARZO 2026 ANALISI MODELLI LIVE
Rio ha scritto: ↑ven mar 20, 2026 5:17 pmVoglio fare l'ironico.. cosa posso dirti, la "Casualità" che guarda caso va sempre nella stessa direzione!cuotamare ha scritto: ↑ven mar 20, 2026 4:46 pmRio ha scritto: ↑ven mar 20, 2026 4:37 pm
@cuotamare, devi assemblare che la magnitudo degli effetti è l'unica realtà!
L'analisi a scaglioni che proponi è corretta nella forma, ma è proprio nella sostanza della magnitudo che l'inverno 22/23 fallisce.
Possiamo etichettare come ATR o BLO+ lunghi periodi di quel trimestre, ma dobbiamo chiederci: che tipo di blocchi sono stati? Sono stati blocchi 'anemici'. Se un regime di Atlantic Ridge (ATR) per 15 giorni produce solo una passata di Bora secca e poi viene piallato dalla prima ondulazione zonale, non stiamo parlando di una dinamica sana, ma di un sussulto di un sistema in crisi.
Comunque analizzando i tuoi scaglioni:
La seconda metà di Dicembre e la prima di Gennaio sono state l'emblema della zonalità bassa e della pioggia sterile in UK che confermano il trend del Met Office.
I periodi di 'Alta in UK' di Febbraio sono stati caratterizzati da un anticiclone così invadente e basso di latitudine che l'aria fredda non aveva lo spazio per affondare nel Mediterraneo, scivolando via in modo inconcludente.
Definire queste dinamiche 'sterili' o da 'coma' non è un aneddoto per fare colore sul forum, ma la constatazione tecnica che la magnitudo degli effetti è crollata. Se un regime che una volta era garanzia di dinamicità oggi produce solo piattume, significa che l'analisi della 'realtà' deve andare oltre il posizionamento dei centri di pressione e guardare alla capacità del sistema di generare eventi. Se il freddo resta una 'etichetta' sulle mappe ma non arriva al suolo, l'Inverno è morto, con buona pace degli scaglioni statistici.
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In relazione alle aspettative, la magnitudo non è un etichetta ma fa parte della variabilità meteorologica, non di meno la si può scollegare al tipo di tempo prevalente.
Come si evince dalle re analisi, l'anomalia negativa pluvio è associata ad alte pressioni in area UK, le quali possono manifestarsi secondo diverse di volta in volta formazioni alto pressori ascrivibili ai sub regimi ATR e BLO+
La magnitudo e non sempre, dipende dal come si dispongono al km cicloni e anticloni e il come interagiscono tra loro, che non è ascrivibile alla conclusione di una malattia dell'Inverno, termine alquanto da tifoseria e poco propenso alla ragione.
Diversamente parlando,la provenienza delle correnti nel caso degli ATR e BLO + è già chiara, meteorologicamente parlando.
Allora: Se vogliamo parlare di ragione e non di tifoseria, allora dobbiamo chiederci perché questa 'variabilità' nel posizionamento di cicloni e anticicloni, negli ultimi dieci anni, remi sistematicamente contro il Mediterraneo. Definire 'casuale' un trend così marcato è statisticamente azzardato.
La magnitudo non è un optional scollegato dal regime: è il termometro della salute del regime stesso. Un ATR o un BLO+ che non riescono a generare uno scambio meridiano degno di nota non sono solo varianti della variabilità; sono l'evidenza di un sistema che ha perso spinta termica. Se l'alta pressione su UK 'decide' costantemente di coricarsi o di restare troppo bassa, impedendo l'affondo freddo, non è un caso sfortunato: è il risultato di una cella di Hadley espansa e di un getto zonale troppo invadente.
Chiamarla 'malattia dell'inverno' non è un termine da tifosi, è una diagnosi climatica. Se la provenienza delle correnti è 'chiara' sulla carta (settentrionale), ma al suolo si traduce in un sopra media termico costante e in una siccità cronica, allora l'analisi deve ammettere che il meccanismo si è inceppato. Un blocco che non blocca nulla o che produce effetti 'sterili' è un blocco che ha perso la sua funzione termodinamica. Limitarsi a dire che 'l'alta era su UK' senza guardare al fatto che il risultato è il nulla cosmico, significa fare accademia mentre fuori il clima cambia i connotati alle stagioni.
Dopo tutta questa bella chiacchierata e inerente a tutto ciò : secondo la tua visione 'razionale', un inverno fatto di soli blocchi sterili sia ancora definibile tale o se non sia il caso di aggiornare i manuali di climatologia?
Grazie.
.
Hola Rio !
- La casualità è intesa sia come posizione media sia come posizione di passaggio di cicloni/anticicloni e che è sempre variante, per questo altresì casuale.
- Non esiste il termine "salute" in ambito meteorologico a scanso di velleità ideologiche ma contro scientifiche.
- Regimi o momentanee espressioni in ATR/BLO+ che non riescono a generare uno scambio degno di nota NON significa nulla in quanto è l'ampiezza dell'onda e NON il come si posizionano cicloni/anticicloni e dunque i regimi circolatori a decidere quanta aria fredda scende e quanta aria calda sale in magnitudo, mentre nella rotta si fa riferimento ai posizionamenti.
- Se fosse una questione di mancata spinta termica o di inceppamento dovrebbe riguardare anche le altre parti nelle medie latitudini dell'emisfero Nord e a quanto pare non hanno codesto tipo di problema se mai lo fosse
- La Cella di Hadley è una cellula termica che riguarda l'equatore e i sub tropici, NOI siamo il Mediterraneo e in parte l'Europa continentale, alias medie latitudini e dunque Cella di Ferrel che è fatta di scambi termici tra sud e nord ( promontori e saccature ).

- Se fosse un problema di getto troppo teso o di una NAO+ invadente bisognerebbe comunque prender mano ai DATI STORICI di rilevazione che il CRU ci mette a disposizione tramite le sue rilevazione storiche multi secolari tra Gibilterra e Islanda ( NAO di Jones ).
E la NAO di Jones Invernale ci dice che la NAO+ è prevalente negli ulti duecento anni e dunque la NAO non ci entra un fico secco.

- Il problema come lo chiami negli ultimi dodici anni non è tutto un dritto, come anticipato quest'oggi c'è qualche Invernata in controtendenza come la 22/23, già espressa o la 16/17 con la storica ondata di freddo e laguna ghiacciata a Venezia, il 17/18, 18/19, 21/22...
Media delle anomalie degli Inverni degli ultimi dodici anni

Inverno 16/17

Inverno 17/18

Inverno 18/19

Inverno 21/22

Ci si sente, stay tuned
Re: MARZO 2026 ANALISI MODELLI LIVE
@cuotamare, so benissimo che vuoi mettermi in difficoltà e stai facendo delle analisi di alto livello, ma ci sono dei punti fermi della dinamica atmosferica che non possono essere ignorati:cuotamare ha scritto: ↑ven mar 20, 2026 8:36 pmRio ha scritto: ↑ven mar 20, 2026 5:17 pmVoglio fare l'ironico.. cosa posso dirti, la "Casualità" che guarda caso va sempre nella stessa direzione!cuotamare ha scritto: ↑ven mar 20, 2026 4:46 pm
In relazione alle aspettative, la magnitudo non è un etichetta ma fa parte della variabilità meteorologica, non di meno la si può scollegare al tipo di tempo prevalente.
Come si evince dalle re analisi, l'anomalia negativa pluvio è associata ad alte pressioni in area UK, le quali possono manifestarsi secondo diverse di volta in volta formazioni alto pressori ascrivibili ai sub regimi ATR e BLO+
La magnitudo e non sempre, dipende dal come si dispongono al km cicloni e anticloni e il come interagiscono tra loro, che non è ascrivibile alla conclusione di una malattia dell'Inverno, termine alquanto da tifoseria e poco propenso alla ragione.
Diversamente parlando,la provenienza delle correnti nel caso degli ATR e BLO + è già chiara, meteorologicamente parlando.
Allora: Se vogliamo parlare di ragione e non di tifoseria, allora dobbiamo chiederci perché questa 'variabilità' nel posizionamento di cicloni e anticicloni, negli ultimi dieci anni, remi sistematicamente contro il Mediterraneo. Definire 'casuale' un trend così marcato è statisticamente azzardato.
La magnitudo non è un optional scollegato dal regime: è il termometro della salute del regime stesso. Un ATR o un BLO+ che non riescono a generare uno scambio meridiano degno di nota non sono solo varianti della variabilità; sono l'evidenza di un sistema che ha perso spinta termica. Se l'alta pressione su UK 'decide' costantemente di coricarsi o di restare troppo bassa, impedendo l'affondo freddo, non è un caso sfortunato: è il risultato di una cella di Hadley espansa e di un getto zonale troppo invadente.
Chiamarla 'malattia dell'inverno' non è un termine da tifosi, è una diagnosi climatica. Se la provenienza delle correnti è 'chiara' sulla carta (settentrionale), ma al suolo si traduce in un sopra media termico costante e in una siccità cronica, allora l'analisi deve ammettere che il meccanismo si è inceppato. Un blocco che non blocca nulla o che produce effetti 'sterili' è un blocco che ha perso la sua funzione termodinamica. Limitarsi a dire che 'l'alta era su UK' senza guardare al fatto che il risultato è il nulla cosmico, significa fare accademia mentre fuori il clima cambia i connotati alle stagioni.
Dopo tutta questa bella chiacchierata e inerente a tutto ciò : secondo la tua visione 'razionale', un inverno fatto di soli blocchi sterili sia ancora definibile tale o se non sia il caso di aggiornare i manuali di climatologia?
Grazie.
.
Hola Rio !
- La casualità è intesa sia come posizione media sia come posizione di passaggio di cicloni/anticicloni e che è sempre variante, per questo altresì casuale.
- Non esiste il termine "salute" in ambito meteorologico a scanso di velleità ideologiche ma contro scientifiche.
- Regimi o momentanee espressioni in ATR/BLO+ che non riescono a generare uno scambio degno di nota NON significa nulla in quanto è l'ampiezza dell'onda e NON il come si posizionano cicloni/anticicloni e dunque i regimi circolatori a decidere quanta aria fredda scende e quanta aria calda sale in magnitudo, mentre nella rotta si fa riferimento ai posizionamenti.
- Se fosse una questione di mancata spinta termica o di inceppamento dovrebbe riguardare anche le altre parti nelle medie latitudini dell'emisfero Nord e a quanto pare non hanno codesto tipo di problema se mai lo fosse![]()
- La Cella di Hadley è una cellula termica che riguarda l'equatore e i sub tropici, NOI siamo il Mediterraneo e in parte l'Europa continentale, alias medie latitudini e dunque Cella di Ferrel che è fatta di scambi termici tra sud e nord ( promontori e saccature ).
- Se fosse un problema di getto troppo teso o di una NAO+ invadente bisognerebbe comunque prender mano ai DATI STORICI di rilevazione che il CRU ci mette a disposizione tramite le sue rilevazione storiche multi secolari tra Gibilterra e Islanda ( NAO di Jones ).
E la NAO di Jones Invernale ci dice che la NAO+ è prevalente negli ulti duecento anni e dunque la NAO non ci entra un fico secco.
- Il problema come lo chiami negli ultimi dodici anni non è tutto un dritto, come anticipato quest'oggi c'è qualche Invernata in controtendenza come la 22/23, già espressa o la 16/17 con la storica ondata di freddo e laguna ghiacciata a Venezia, il 17/18, 18/19, 21/22...
Media delle anomalie degli Inverni degli ultimi dodici anni
Inverno 16/17
Inverno 17/18
Inverno 18/19
Inverno 21/22
Ci si sente, stay tuned![]()
Allo già che l'hai esposta, parliamo dell'espansione della Cella di Hadley: Liquidarla come 'equatoriale' è riduttivo. L'espansione verso nord della cella termica è un fatto documentato che sposta il limite della Cella di Ferrel. Questo agisce come un vincolo dinamico che limita l'ampiezza delle onde di Rossby nel Mediterraneo. Puoi avere tutti i regimi ATR/BLO+ che vuoi, ma se l'onda è 'compressa' da sud, la magnitudo del trasporto di massa fredda sarà sempre ridotta rispetto al passato.
Già che parli della NAO, ora ti espongo una disamina sulla Dinamica del Getto vs. NAO di Jones: La serie storica di Jones ci dice molto sulla pressione, ma poco sulla vorticità potenziale e sulla velocità del Jet Stream attuale. Un Atlantico più caldo fornisce un input energetico che 'stira' il flusso zonale. Questo spiega perché i blocchi ATR di oggi vengono demoliti in 48-72 ore, mentre cinquant'anni fa reggevano settimane. Non è casualità, è un cambiamento del tempo di residenza dei regimi.
Parliamo di tutte queste date, e ti dico che l' eccezione non fa la regola: Citare il 2016/17 (Venezia ghiacciata) o il 2012 come prove di 'salute' è un cherry picking statistico. Se analizziamo la media delle anomalie GPT (Geopotenziale) degli ultimi 12 anni che hai postato, si nota chiaramente un'invadenza alto-pressoria strutturale sul bacino del Mediterraneo.
Altro punto sollevato, la 'casualità' della rotta di cicloni e anticicloni risponde a leggi fisiche: se aumenti l'energia nel sistema e sposti verso nord i motori termici (Hadley), la 'casualità' smette di essere tale e diventa un trend deterministico. Chiamiamola 'variabilità', ma se questa variabilità produce sistematicamente inverni monchi, allora la struttura stessa degli scambi meridiani nel nostro settore è compromessa.
Note
Però ora basta.
Questo è il thread dei modelli, ora spazio a tutti e scusatemi/ci se abbiamo prolungato un pochino.
@cuotamare apri un'altro thread apposito per queste cose, così potrebbero partecipare anche altri.
Per stasera mi ritiro.
Saluti