Ma vi rispondo a tutti senza il quote.
Il distinguo che si fa tra tendenza sinottica (macro) e previsione locale (micro) è ineccepibile ed è la base del corretto approccio alla materia. Concordo: usare l'indice come base per annunci sensazionalistici è un errore metodologico, poiché l'indice descrive una potenzialità, non un evento certo.
Tuttavia, guardando proprio il run ECMWF 12Z dell'8 marzo che hai allegato, si nota come la scala macro stia provando a recepire gli input dai piani superiori. Sebbene il determinismo mostri un Vortice Polare ancora centrato, l'accenno di HP atlantica in proiezione verso il comparto groenlandese è un segnale di disturbo del flusso zonale.
Per essere ancora più minuziosi, il punto non è l'ottimismo, ma la lettura dei driver:
Analisi dei Driver: Se la MJO dovesse transitare in fase 7 o 8 con buona ampiezza, la probabilità che quell'onda atlantica si trasformi in un blocco strutturato (favorito da un calo della NAO) aumenterebbe drasticamente, portando a scambi meridiani che oggi il determinismo fatica ancora a inquadrare correttamente oltre le 192-240h.
Tendenza vs Previsione: Monitorare questo assetto non significa annunciare il gelo, ma fare diagnostica sinottica. Se l'interazione avverrà, sarà un evento tardivo legato al decadimento stagionale del vortice (Final Warming), senza alcuna pretesa di 'cambiare' le sorti di un inverno ormai concluso.
In definitiva, la mappa che hai postato conferma che siamo in una fase di transizione in cui la macro-scala è in fermento. Se questo si tradurrà in micro-scala (neve o freddo in Italia) lo sapremo solo quando entreremo nel raggio d'azione del determinismo puro, senza forzature o sensazionalismi.
Vabbè











