ANALISI CIRCOLATORIE/MJO/ENSO/VIEW - 2026

Discussioni meteorologiche sul tempo previsto nei prossimi giorni ma anche climatologia e discussioni sui run dei vari modelli: è la stanza principale, quella più affollata e seguita.

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Re: ANALISI CIRCOLATORIE/MJO/ENSO/VIEW - 2026

Messaggio da picchio70 »

Queste le anomalie invernali in Europa

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Al suolo

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Emisfero

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Re: ANALISI CIRCOLATORIE/MJO/ENSO/VIEW - 2026

Messaggio da picchio70 »

Oltre una certa distanza temporale si entra inevitabilmente nel campo della veggenza e non ha molto senso inseguire il dettaglio di una singola carta o la posizione di un minimo di pressione, perché l’atmosfera entra in una scala di variabilità in cui il caos cresce rapidamente. In queste fasi è invece più utile osservare come si riorganizza la circolazione atmosferica su larga scala, ovvero quale “assetto di fondo”, o weather regime (regime meteorologico), tende a prevalere sull’area euro atlantica.
L'attribuzione del regime viene calcolata in uno spazio di funzioni ortogonali empiriche (EOF) utilizzando anomalie "calibrate". Per tenere conto dell'evoluzione stagionale, i modelli e le ampiezze dei regimi vengono aggiustati mese per mese. Un algoritmo di pattern matching assegna ogni previsione al regime più vicino (utilizzando la metrica della radice quadratica media).
Le anomalie sono state calcolate in relazione al modello climatico Sub-seasonal Range Climate ( SUBS-M-climate ).
Si considerino le quattro distanze tra le anomalie da un lato e i quattro regimi dall'altro. Un regime viene assegnato solo
se la più piccola delle quattro distanze è inferiore a una soglia definita e significativamente diversa dalle restanti tre distanze.
Le frequenze climatologiche dei regimi euro-atlantici, calcolate su 29 anni di periodi invernali estesi (da ottobre a marzo) di ERA-Interim, sono del 32% per NAO+, del 26% per Blocking, del 21% per NAO- e del 20% per Atlantic Ridge. Poiché la frequenza relativa di ciascun regime mostra una pronunciata variabilità pluriennale/decennale nel corso del ventesimo secolo, le frequenze climatologiche non sono necessariamente rappresentative di diversi periodi climatici. Associata a questo prodotto è presente una tabella con l'elenco dei singoli membri appartenenti a ciascun regime.

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In meteorologia si parla di weather regime quando l’atmosfera tende a disporsi secondo configurazioni ricorrenti e relativamente stabili su vaste aree, in grado di persistere per più giorni o settimane. Non si tratta quindi del tempo di un singolo giorno né del passaggio di una perturbazione, ma del modo in cui si organizza la circolazione generale, quella che governa il comportamento delle alte e delle basse pressioni. Alcuni di questi schemi, osservati su decenni di dati, tendono a ripresentarsi con maggiore frequenza e a durare più a lungo rispetto alla normale evoluzione sinottica. Il weather regime descrive dunque lo scenario di fondo entro cui si inseriscono poi i dettagli quotidiani del tempo, come piogge, vento e temperature.
È importante chiarire che l’identificazione di un regime meteorologico fornisce una descrizione di massima dell’evoluzione atmosferica e non una previsione di dettaglio. I regimi indicano la tendenza prevalente della circolazione su larga scala, ma non definiscono con precisione la traiettoria dei minimi, la distribuzione delle precipitazioni o l’intensità dei singoli fenomeni, aspetti che vengono progressivamente affinati con l’avvicinarsi dell’evento e con i successivi aggiornamenti modellistici.
Il diagramma nella prima immagine mostra la probabilità dei diversi regimi meteorologici calcolata sull’insieme delle previsioni ECMWF. Ogni barra rappresenta la percentuale dei membri dell’ensemble che, in una determinata giornata, convergono verso uno specifico assetto della circolazione su scala euro atlantica. Non si tratta quindi di una previsione deterministica, ma di una misura di quanto l’ensemble sia concorde nel delineare lo scenario di fondo dell’atmosfera.
Nelle mappe sottostanti infine, possiamo osservare come la tendenza degli ultimi decenni si stia radicando verso
configurazioni a noi non confacenti per l'arrivo di aria di estrazione artica o continentale.

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Quando determinate caratteristiche esulano dalla variabilità e iniziano a manifestarsi con decisione nel trend
pluriannuale, ciò è chiara espressione del cambiamento climatico attraverso varie forme, ma tutte riconducibili al
bilancio energetico sempre più alterato dal calore in eccesso.
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Re: ANALISI CIRCOLATORIE/MJO/ENSO/VIEW - 2026

Messaggio da picchio70 »

Aggiornamenti serali che non mostrano particolari novità.
Abbiamo qualche disturbo marittimo che non pare essere molto incisivo nel breve
medio termine, richiamando flussi meridionali, mentre a est prende corpo una fase lunga
e stazionaria fredda o molto fredda che al momento non è vista interessarci. La nostra verticale
è vista rimanere sotto cresta anticiclonica.


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Re: ANALISI CIRCOLATORIE/MJO/ENSO/VIEW - 2026

Messaggio da picchio70 »

L'inizio del 2026 in alcune località da nord a sud

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Re: ANALISI CIRCOLATORIE/MJO/ENSO/VIEW - 2026

Messaggio da picchio70 »

Breve riassunto circolatorio di quanti accaduto da gennaio a febbraio.

La fase della MJO ha inizialmente favorito l’innesco dell’onda pacifica e la nascita di un treno d’onde diretto verso est. Il forcing tropicale, però, è risultato poco coerente e poco persistente, senza sostenere una reale amplificazione alle alte latitudini. Le fasi 7-8-1 si sono inserite in un contesto dinamico che statisticamente tende a favorire una propagazione meno robusta verso il polo.
L’energia delle onde ha così seguito il corridoio imposto dal flusso medio: i vettori di wave activity flux si sono inclinati più equatorward, dirigendosi verso l’Atlantico subtropicale e l’area delle Azzorre invece di risalire verso l’Artico.
La redistribuzione del momento angolare atmosferico ha accompagnato questa configurazione, mantenendo attiva la waveguide alle medie latitudini e favorendo un getto più disteso lungo il ramo atlantico. Sul fondo agiva un Global Wind Oscillation tra stage 1 e 2, con AAM basso: non è una causa diretta del pattern, ma una cornice emisferica che ha limitato il deposito di momento alle alte latitudini, sostenendo una propagazione più zonale.
Con una propagazione poleward poco efficace e con scarso rinforzo dinamico verso l’Artico, l’ondulazione verso nord è rimasta contenuta. Il getto si è mantenuto relativamente basso di latitudine, incapace di costruire un blocco alto e persistente. Il corridoio depressionario atlantico è quindi rimasto aperto e attivo, favorendo il downstream development e una sequenza di perturbazioni lungo la stessa traiettoria verso l’Europa meridionale.
Una breve finestra di propagazione verso nord ha comunque contribuito alla formazione di creste più alte di latitudine, ma senza una vera stabilizzazione del pattern.
Con la successiva riorganizzazione del flusso medio, l’energia è stata nuovamente deviata su traiettorie più basse, consolidando il corridoio depressionario atlantico e mantenendo il getto teso.
La sezione del NAM indica una dinamica prevalentemente troposferica, con accoppiamento strato-tropo debole: la riorganizzazione del flusso avviene principalmente dal basso, senza un’imposizione marcata dalla stratosfera.
Negli ultimi giorni il treno d’onde si è ulteriormente abbassato di latitudine, con vettori tra Pacifico orientale e America centrale lungo il ramo subtropicale del jet, favorendo una propagazione più zonale e meno amplificata.
Il successivo passaggio della MJO verso le fasi 2-3 si è inserito in una linea guida già abbassata di latitudine, sostenendo il corridoio esistente più che modificarlo.
Con il ricompattamento zonale del flusso, il jet tende ora a risalire leggermente di latitudine, segnale di una storm track che prova a spostarsi più a nord dopo settimane dominate da una traiettoria bassa e persistente.

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Re: ANALISI CIRCOLATORIE/MJO/ENSO/VIEW - 2026

Messaggio da CLEMENZA »

Picchio, una domandina banale. Nel periodo di "Atlantico basso" e fiume atmosferico (forte e intenso getto basso, storm track bassa), c'è chi racconta di fronte polare/jet-stream POLARE bassa e chi la narra come jet-stream SUBTROPICALE (che teoricamente dovrebbe delimitare il confine tra cella di Hadley e Ferrel).
Che poi la teorica Cella di Ferrel sia più o meno estesa/spessa dipende dal tipo di circolazione (più zonale o più meridiana).
Come leggerlo?
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Re: ANALISI CIRCOLATORIE/MJO/ENSO/VIEW - 2026

Messaggio da picchio70 »

CLEMENZA ha scritto: mer feb 25, 2026 8:44 pm Picchio, una domandina banale. Nel periodo di "Atlantico basso" e fiume atmosferico (forte e intenso getto basso, storm track bassa), c'è chi racconta di fronte polare/jet-stream POLARE bassa e chi la narra come jet-stream SUBTROPICALE (che teoricamente dovrebbe delimitare il confine tra cella di Hadley e Ferrel).
Che poi la teorica Cella di Ferrel sia più o meno estesa/spessa dipende dal tipo di circolazione (più zonale o più meridiana).
Come leggerlo?
È il getto polare. Trattasi del trasferimento d'energia da monte a valle ( EKE ) delle onde barocline che perdono
cinetica tramite un flusso ageostrofico.
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Re: ANALISI CIRCOLATORIE/MJO/ENSO/VIEW - 2026

Messaggio da picchio70 »

Da Hovmoller non si scorgono novità


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CLEMENZA
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Re: ANALISI CIRCOLATORIE/MJO/ENSO/VIEW - 2026

Messaggio da CLEMENZA »

picchio70 ha scritto: mer feb 25, 2026 9:41 pm
CLEMENZA ha scritto: mer feb 25, 2026 8:44 pm Picchio, una domandina banale. Nel periodo di "Atlantico basso" e fiume atmosferico (forte e intenso getto basso, storm track bassa), c'è chi racconta di fronte polare/jet-stream POLARE bassa e chi la narra come jet-stream SUBTROPICALE (che teoricamente dovrebbe delimitare il confine tra cella di Hadley e Ferrel).
Che poi la teorica Cella di Ferrel sia più o meno estesa/spessa dipende dal tipo di circolazione (più zonale o più meridiana).
Come leggerlo?
È il getto polare. Trattasi del trasferimento d'energia da monte a valle ( EKE ) delle onde barocline che perdono
cinetica tramite un flusso ageostrofico.
E ciò lo inquadriamo in quel discorso di bassa energia zonale alle medie latitudini (basso indice zonale) visto che il vento geostrofico è indice di maggiore zonalità a queste latitudini e indice di un numero d'onda basso?
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Re: ANALISI CIRCOLATORIE/MJO/ENSO/VIEW - 2026

Messaggio da picchio70 »

CLEMENZA ha scritto: gio feb 26, 2026 12:36 am
picchio70 ha scritto: mer feb 25, 2026 9:41 pm
CLEMENZA ha scritto: mer feb 25, 2026 8:44 pm Picchio, una domandina banale. Nel periodo di "Atlantico basso" e fiume atmosferico (forte e intenso getto basso, storm track bassa), c'è chi racconta di fronte polare/jet-stream POLARE bassa e chi la narra come jet-stream SUBTROPICALE (che teoricamente dovrebbe delimitare il confine tra cella di Hadley e Ferrel).
Che poi la teorica Cella di Ferrel sia più o meno estesa/spessa dipende dal tipo di circolazione (più zonale o più meridiana).
Come leggerlo?
È il getto polare. Trattasi del trasferimento d'energia da monte a valle ( EKE ) delle onde barocline che perdono
cinetica tramite un flusso ageostrofico.
E ciò lo inquadriamo in quel discorso di bassa energia zonale alle medie latitudini (basso indice zonale) visto che il vento geostrofico è indice di maggiore zonalità a queste latitudini e indice di un numero d'onda basso?
Buongiorno. Il vento geostrofico descrive solo la guida parallela delle linee di pressione, quindi dipende sempre
da come queste sono disposte. Non è dunque necessariamente espressione di zonalita'
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Re: ANALISI CIRCOLATORIE/MJO/ENSO/VIEW - 2026

Messaggio da picchio70 »

Così come Hovmoller, anche nei clusters non si notano variazioni significative della circolazione
in area mediterranea. Il bacino, secondo i dati attuali, è visto rimanere sotto regime di blocco.

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Vedremo se con i nuovi ricalcoli cambierà qualcosa.
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Re: ANALISI CIRCOLATORIE/MJO/ENSO/VIEW - 2026

Messaggio da picchio70 »

Le teleconnessioni non sbagliano, ma credo sia utile fare dei chiarimenti perché il problema è metodologico e comunicativo, prima di arrivare alla conclusione che non servono a nulla. Le teleconnessioni descrivono come, in media, alcune configurazioni atmosferiche siano statisticamente collegate anche a grande distanza.
L’errore nasce quando vengono usate e raccontate come se fossero previsioni. Il problema non è la scienza che c’è dietro, ma come viene narrata.
Quando si parla di teleconnessioni, l’errore più comune è trasformare una tendenza statistica in una previsione deterministica; se negli anni, in presenza di una certa situazione, alcuni scenari compaiono più spesso, questo indica solo un aumento di probabilità, non un risultato atteso, né l’esistenza di una legge fisica che imponga quell’esito. Tutte le teleconnessioni sono indici diagnostici, costruiti a posteriori, basati su correlazioni statistiche, non su leggi fisiche deterministiche. Per questo termini come comportera’…, puo favorire…farà…sta pilotando… generano automaticamente causalità o intenzionalità, trasformando strumenti statistici in relazioni causa–effetto. Le teleconnessioni non dicono cosa succederà, ma quanto uno scenario è più o meno favorito, Non scrivono il finale ma definiscono l’ambientazione della storia. Quando manca la comprensione del concetto di probabilità applicata ai sistemi complessi come l’atmosfera, l’utente cerca una certezza che la meteorologia (oltre i 3-5 giorni) non può dare. Questo crea un circolo vizioso; chi comunica semplifica troppo, chi legge invece scambia quella semplificazione per una promessa.
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Re: ANALISI CIRCOLATORIE/MJO/ENSO/VIEW - 2026

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Impronta circolatoria che non viene vista modificarsi per un po' di tempo

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Rimango possibili infiltrazioni umide meridionali in un campo pressorio poco propenso
a peggioramenti significativi.
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Re: ANALISI CIRCOLATORIE/MJO/ENSO/VIEW - 2026

Messaggio da picchio70 »

Buongiorno e buona domenica e primavera a tutti.
Prima vorrei porre all'attenzione i soliti problemi di accesso. Io li risolvo semplicemente cancellando
i dati memorizzati sulle impostazioni del sito. Magari può essere utile a qualcuno.
Per quanto riguarda invece le vicissitudini meteorologiche, non si riscontrano sostanziali
variazioni. La prima decade è vista proseguire attraverso queste anomalie medie settimanali.


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Solita cresta centrata sulla nostra verticale con ai lati le due velocità di fase d'onda con caratteristiche opposte.
Ad est fredda e ancora tipicamente invernale, ad ovest umida e mite. Quest'ultima riesce maggiormente a interagire modestamente con il mediterraneo occidentale, tramite flussi meridionali umidi in seno a cadute della pressione
tra l'iberia e il Marocco e un campo di alta pressione non ben strutturato in quota. Infiltrazioni che possono
arrecare qualche disturbo.
Mentre in seconda decade la cresta dovrebbe portarsi più verso il nord Europa agevolando deboli tentativi di rientro
retrogradi, perlopiù sfilacciati, bassi di latitudine e con influenze decise più a est della nostra penisola.
Le temperature tenderebbero comunque a calare e portarsi vicino ai riferimenti stagionali.


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Re: ANALISI CIRCOLATORIE/MJO/ENSO/VIEW - 2026

Messaggio da picchio70 »

Buongiorno. Le condizioni meteorologiche dei prossimi giorni resteranno legate a questa blanda
figura depressionaria vista agire sul basso atlantico ed entroterra nord africano. Non assisteremo
al classico passaggio di veri sistemi perturbati ma essenzialmente a disturbi legati appunto a questi richiami
umidi meridionali che approfitteranno di un campo anticiclonico non perfettamente strutturato a tutte
le quote. Possibilità di pioviggini più probabili sul tirreno, altrove i cieli potranno risultare anche coperti, umidi
e lattiginosi. Temperature sempre miti specie laddove i cieli si presenteranno sereni o poco nuvolosi.
Verso metà mese potremmo assistere a una interferenza atlantica più accostata al mediterraneo.

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