FEBBRAIO 2026-ANALISI MODELLI LIVE

Discussioni meteorologiche sul tempo previsto nei prossimi giorni ma anche climatologia e discussioni sui run dei vari modelli: è la stanza principale, quella più affollata e seguita.

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Rio
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Re: FEBBRAIO 2026-ANALISI MODELLI LIVE

Messaggio da Rio »

CLEMENZA ha scritto: dom feb 22, 2026 6:25 pm Rio, sereno. Ho solo postato delle Ens. E capisco appieno ciò che uno scrive tanto più se dettagliato e coronato dai condizionali. Non c'è bisogno di "faccine" disperate.
Allo stesso modo, di pura tendenza, non vedo forecast troppo propositivi entro la 1' settimana barra decade di Marzo. Tutto qui.

Okok..
Eppure lo avevo sottolineato poco fa (a @Snow)... a volte si capisce A per B nonostante avessi usato tutta la cautela del mondo!
​Concordo pienamente: le distanze siderali sono una trappola e una +0 sulle Alpi non sposta gli equilibri. Quello che però mi preme sottolineare è il cambio di pattern che si intravede: passare da un regime di HP costante a un impianto che finalmente 'apre' a scambi meridiani o pulsazioni atlantiche è già un passo avanti.
​È ovvio che parliamo di tendenze e non di certezze, ma il fatto che la media ENS mostri quel segnale suggerisce che il VP potrebbe mollare la presa. Poi, che finisca tutto in Turchia o che ci sia una ritornante da Est, lo vedremo. Restiamo alla finestra, ma almeno il piattume sembra avere le ore contate!

Ciao @clemenza 👋🏻 👋🏻

.
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Re: FEBBRAIO 2026-ANALISI MODELLI LIVE

Messaggio da Gabriele_2021 »

Esatto Gandalf, sembra proprio di assistere alla solita storia:
CWB sul Labrador e conseguente aumento dei geopotenziali sulla Groenlandia a marzo, il tutto accompagnato dalle riflessioni d’onda che finiscono per amplificare il getto atlantico invece di indebolirlo.


intanto sembra si vada per un FW early
il vps gia debole verra attaccato da flussi di calore convergenti ad opera di ridge ben strutturrati in quota alle alte latitudini che assieme alla qbo - agirebbero assieme per darli forse il calpo di grazia
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Re: FEBBRAIO 2026-ANALISI MODELLI LIVE

Messaggio da Rio »

gandalf il bianco ha scritto: dom feb 22, 2026 7:30 pm
Rio ha scritto: dom feb 22, 2026 7:21 pm
gandalf il bianco ha scritto: dom feb 22, 2026 4:12 pm Il discorso è che manca da troppo tempo un assetto del vpt favorevole,le direttrici ideali son quelle per cui il vp canadese si inabissa in uscita dall atlantico con perno all estremità che baroclina, niente. Il vortice canadese è in costante spinta verso est non appena tocca l atlantico,diventa grasso e poco propenso a sprofondare e troppo ingombrante per elevazioni azzorriane che il piu delle volte son troppo addossate nell entroterra franco-iberico.

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Quest anno il serbatoio freddo a est è stato notevole e sempre costante, infatti avvoglia vedere orsi siberiani fin su verso la polonia se poi non abbiamo l innesco per farlo progredire a ovest, infatti molto spesso dico che prima di guardare a est lo sguardo si deve rivolgere a ovest.
Il "pane" per il freddo mediterraneo è sempre lei,l hp azzorriana,con radici solide nei pressi del portogallo per andare verso nord e poi piegare verso nord-est.
Ovvio non basta solo lei, le masse artiche dovranno disporsi in maniera tale che tutto coincida, molto spesso nel recente passato è capitato che se l azzorre diceva presente il ramo siberiano è stato sovrappeso a discapito di quello canadese e per tirarlo giu occorrono hp dinamiche da 1040 ha su tutta la colonna.
Ciao @Gandalf 😉👍🏻
Il tuo discorso non fa una piega: hai centrato esattamente il punto debole della dinamica invernale mediterranea degli ultimi anni. La tua analisi tocca i tre "pilastri" che, quando non collaborano, trasformano l'inverno italiano in una lunga sequata di HP (Alta Pressione) o di sterili passaggi atlantici.
Sebbene la spinta zonale canadese sia attual
Però (c'è sempre un però ) sebbene la spinta zonale canadese sia attualmente dominante, l'analisi trascura la possibile risonanza d'onda tra stratosfera e troposfera. Un VP 'sovrappeso' è un sistema ad alta energia potenzialmente esplosivo: basta un disturbo d'onda di ampiezza critica (legato a MJO o calore latente in area pacifica) per trasformare una spinta orizzontale in una divergenza meridiana violenta, rendendo l'HP azzorriana non più un 'cuscinetto' passivo, ma un vettore attivo di blocco.

Buona serata 👋🏻

.
Eh siamo qualche annetto aspettando ciò :roll:

Guarda per esempio cosa disegna ecmwf stasera nel long, sembra che le cose vadano a mettersi bene,poi pufff, solite sfaccettature che si ripetono, canadese che anzichè spronfondare piega verso sud-est,e mentre a est sembra andare per il verso giusto eccola la,hp groenlandese, quindi ennesimo abbraccio alto est- ovest

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Manca il pane,l azzorre..alla radice
Nel frattempo commentiamo.le solite dinamiche

@Gandalf, dire che manca il 'pane' (l'Azzorre alla radice) è una fotografia corretta dell'ultimo decennio, ma occhio a non confondere la causa con l'effetto. L'Azzorre non sale perché il Canadese spinge; se il Canadese inizia a spanciare verso SE come mostrano i run odierni, sta perdendo il supporto del getto.
​Quello che tu chiami 'abbraccio alto' è tecnicamente un Warm Blob polare: se regge, crea un'anomalia di geopotenziale tale da invertire il segno della NAO. A quel punto il freddo a Est non aspetta l'invito, entra per tracimazione barica. Io non darei per morto questo run: è un passaggio di consegne tra dinamica atlantica e dinamica artica.

Si racconta 😉

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gandalf il bianco
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Re: FEBBRAIO 2026-ANALISI MODELLI LIVE

Messaggio da gandalf il bianco »

No no tranquillo non la confondo :wink:

Vediamo Rio c'e sempre qualcosa che va storto, l est quest anno ha fatto il suo, ma l orchestra l ha diretta sempre l ovest.

Daccordo con gabriele, con iniezioni di calore troppo a nord il rischio è sempre quello, senza frenata zonale pare quasi matematico il formarsi di hp ibride che si isolano
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Rio
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Re: FEBBRAIO 2026-ANALISI MODELLI LIVE

Messaggio da Rio »

gandalf il bianco ha scritto: dom feb 22, 2026 7:59 pm No no tranquillo non la confondo :wink:

Vediamo Rio c'e sempre qualcosa che va storto, l est quest anno ha fatto il suo, ma l orchestra l ha diretta sempre l ovest.

Daccordo con gabriele, con iniezioni di calore troppo a nord il rischio è sempre quello, senza frenata zonale pare quasi matematico il formarsi di hp ibride che si isolano
Dire che il fallimento è matematico è eccessivo.
Quelle HP isolate che chiami 'ibride' sono in realtà blocchi di tipo 'Rex Blocking' in divenire. Se il Canadese piega a SE e l'HP si isola a Nord, creano una configurazione a 'tenaglia'. In questa fase, non è l'Azzorre che deve spingere il freddo, è il freddo che, non avendo più il muro del getto zonale, cade verso sud per gravità barica. Più che un'HP isolata, io la vedo come la rottura della diga atlantica. 😉 👋🏻 👋🏻

Vediamo cosa succede..

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Re: FEBBRAIO 2026-ANALISI MODELLI LIVE

Messaggio da cuotamare »

Rio ha scritto: dom feb 22, 2026 7:10 pm
cuotamare ha scritto: dom feb 22, 2026 6:21 pm
Rio ha scritto: dom feb 22, 2026 3:29 pm

Certo sono pienamente d'accordo sulla distinzione statistica, @cuotamare; gli eventi storici sono, per definizione, outlier che sfuggono alle medie decennali.
​La tua osservazione sulla mancanza di un blocking atlantico strutturato verso la Groenlandia (il classico High groenlandese) è corretta: al momento le mappe mostrano un flusso zonale ancora piuttosto teso che tende a 'coricare' i tentativi di elevazione dell'onda atlantica. Tuttavia, la mia attenzione è rivolta a quella che sembra essere una progressiva diminuzione del momento angolare e a un possibile disturbo ai flussi troposferici nel medio periodo.
​È vero che oggi non vediamo un ponte di Weikoff o una chiusura netta del flusso atlantico, ma spesso queste dinamiche di 'scambio meridiano' iniziano a essere digerite dai modelli deterministici solo sotto le 120-144 ore. Al momento, quello che le ENS suggeriscono è un indebolimento del Vortice Polare Troposferico, che potrebbe favorire non necessariamente un blocco granitico, ma delle ondulazioni (wave 2) capaci di veicolare aria polare marittima o artica verso il Mediterraneo per via indiretta.
Alla fine della fiera: concordo che manchi ancora il 'setup' per un'irruzione continentale da manuale, ma vedo segnali di erosione del bordo orientale dell'alta pressione che fino a una settimana fa erano assenti. Se l'indice PNA (Pacific North American) o la MJO dovessero deporre a favore, quel promontorio nord-atlantico che ora sembra timido potrebbe acquisire la forza necessaria per ergersi in tempi relativamente brevi.

​Monitoriamo i prossimi aggiornamenti, specialmente la tenuta dei geopotenziali sull'area scandinava. 😉 👋🏻


.

Dici che misurare la forza del vortice polare troposferico è utile come predictor per gli avvenimenti in area mediterranea o europea occidentale ?
Se al vortice polare troposferico sempre fai riferimento emisferica mente parlando
Domanda centrale e molto stimolante, @cuotamare. 👍🏻 Hai ragione a sollevare il dubbio: guardare al VPT in senso puramente emisferico può essere fuorviante se lo si considera un predittore deterministico per il Mediterraneo. Sappiamo bene che un vortice polare debole o disturbato non equivale automaticamente a freddo in Italia; spesso le colate artiche prediligono i settori americano o asiatico, lasciandoci sotto l'ala protettrice di una rimonta subtropicale compensativa.
Tuttavia, il valore predittivo del VPT (e dello stato della stratosfera ad esso collegato) risiede nella modulazione del regime di probabilità. Un VPT compatto e 'chiuso' (AO positiva ai massimi) confina le masse d'aria gelida oltre il 60° parallelo, rendendo le entrate fredde in area Mediterranea statisticamente quasi impossibili. Al contrario, un VPT ellitticizzato o disturbato dai flussi di calore (Eddy Heat Fluxes) aumenta l'ampiezza delle onde di Rossby.
​Quindi, per rispondere alla tua domanda:
​Sì, lo considero utile, ma non come predittore di evento, bensì come predittore di cambio di scenario.

​È fondamentale però incrociarlo con la disposizione dei centri di scarto: se il VPT si disturba (scissione o displacement), la differenza per noi la fa la posizione delle 'creste' (i promontori anticiclonici).
​In questa fase, più che la forza assoluta del VPT, sto monitorando la capacità delle onde troposferiche di 'agganciare' la circolazione polare per rallentare il flusso zonale. Se la Wave 2 (l'onda atlantica) riesce a forzare il blocco, allora il Mediterraneo torna in gioco, indipendentemente dal fatto che il vortice polare sia tecnicamente 'forte' o 'debole' nel suo insieme. 😉


​Ora ti rigiro: come vedi l'attuale risposta della Wave 1? Ti sembra che possa essere sufficiente a destabilizzare il VPT già entro la prima decade di marzo?

Grazie per una tua 👋🏻


.

Non saprei perchè dall'analisi statistica di Fourier sulle onde planetarie a 500 hpa la wave1 è un onda planetaria singola con una singola cresta d'onda centrata sull'Europa occidentale e che dirigendosi verso ovest sale in stratosfera.
La wave2 non è l'onda atlantica bensì è un onda planetaria con due creste d'onda a 500 hpa centrate una sulla Russia e una sul Pacifico del Nord tra il golfo dell'Alaska e la costa Nord Americana.
La wave3 è invece un onda planetaria con tre creste, di cui una sul Nord Atlantico vicino all'UK col cavo sulla Russia orientale.
Dunque per veder il blocco atlantico deve esserci un treno d'onda a tre creste e tre cavi.

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La media Invernale climatologica delle wave a 500 hpa mostra questa distribuzione media delle creste ( R cioè Ridge nella mappa e numeretto ) e cavi ( T cioè troughs nella mappa e numeretto )

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Ultima modifica di cuotamare il dom feb 22, 2026 8:30 pm, modificato 1 volta in totale.
Gabriele_2021
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Messaggio da Gabriele_2021 »

cosa dici rio si va verso un FW?
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Re: FEBBRAIO 2026-ANALISI MODELLI LIVE

Messaggio da CLEMENZA »

Non ho fatto in tempo a rileggere tutto e tutti (il biliardo ha chiamato) ma sostanzialmente quel che descrive Gandalf è piuttosto realistico.
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Daniele91
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Messaggio da Daniele91 »

Noi che aspettiamo in un colpa di coda quando la natura sta decollando sia con le piante che con gli uccellini e pappagalli
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Messaggio da Rio »

cuotamare ha scritto: dom feb 22, 2026 8:29 pm
Rio ha scritto: dom feb 22, 2026 7:10 pm
cuotamare ha scritto: dom feb 22, 2026 6:21 pm


Dici che misurare la forza del vortice polare troposferico è utile come predictor per gli avvenimenti in area mediterranea o europea occidentale ?
Se al vortice polare troposferico sempre fai riferimento emisferica mente parlando
Domanda centrale e molto stimolante, @cuotamare. 👍🏻 Hai ragione a sollevare il dubbio: guardare al VPT in senso puramente emisferico può essere fuorviante se lo si considera un predittore deterministico per il Mediterraneo. Sappiamo bene che un vortice polare debole o disturbato non equivale automaticamente a freddo in Italia; spesso le colate artiche prediligono i settori americano o asiatico, lasciandoci sotto l'ala protettrice di una rimonta subtropicale compensativa.
Tuttavia, il valore predittivo del VPT (e dello stato della stratosfera ad esso collegato) risiede nella modulazione del regime di probabilità. Un VPT compatto e 'chiuso' (AO positiva ai massimi) confina le masse d'aria gelida oltre il 60° parallelo, rendendo le entrate fredde in area Mediterranea statisticamente quasi impossibili. Al contrario, un VPT ellitticizzato o disturbato dai flussi di calore (Eddy Heat Fluxes) aumenta l'ampiezza delle onde di Rossby.
​Quindi, per rispondere alla tua domanda:
​Sì, lo considero utile, ma non come predittore di evento, bensì come predittore di cambio di scenario.

​È fondamentale però incrociarlo con la disposizione dei centri di scarto: se il VPT si disturba (scissione o displacement), la differenza per noi la fa la posizione delle 'creste' (i promontori anticiclonici).
​In questa fase, più che la forza assoluta del VPT, sto monitorando la capacità delle onde troposferiche di 'agganciare' la circolazione polare per rallentare il flusso zonale. Se la Wave 2 (l'onda atlantica) riesce a forzare il blocco, allora il Mediterraneo torna in gioco, indipendentemente dal fatto che il vortice polare sia tecnicamente 'forte' o 'debole' nel suo insieme. 😉


​Ora ti rigiro: come vedi l'attuale risposta della Wave 1? Ti sembra che possa essere sufficiente a destabilizzare il VPT già entro la prima decade di marzo?

Grazie per una tua 👋🏻


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Non saprei perchè dall'analisi statistica di Fourier sulle onde planetarie a 500 hpa la wave1 è un onda planetaria singola con una singola cresta d'onda centrata sull'Europa occidentale e che dirigendosi verso ovest sale in stratosfera.
La wave2 non è l'onda atlantica bensì è un onda planetaria con due creste d'onda a 500 hpa centrate una sulla Russia e una sul Pacifico del Nord tra il golfo dell'Alaska e la costa Nord Americana.
La wave3 è invece un onda planetaria con tre creste, di cui una sul Nord Atlantico vicino all'UK col cavo sulla Russia orientale.
Dunque per veder il blocco atlantico deve esserci un treno d'onda a tre creste e tre cavi.

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La media Invernale climatologica delle wave a 500 hpa mostra questa distribuzione media delle creste ( R cioè Ridge nella mappa e numeretto ) e cavi ( T cioè troughs nella mappa e numeretto )

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Analisi armonica impeccabile, @cuotamare. 👍🏻
I grafici che hai postato descrivono perfettamente la climatologia NDJF (novembre-febbraio): la Wave 1 che domina il settore Pacifico e la Wave 2 con i suoi due centri di azione stazionari. È corretto dire che, statisticamente, la Wave 3 è quella che più spesso 'disegna' il Ridge atlantico vicino al Regno Unito.
​Tuttavia, il punto che vorrei sottolineare è la distinzione tra stato stazionario climatologico e dinamica transitoria. Quello che monitoriamo nei modelli non è la media di Fourier del secolo scorso, ma lo sfasamento attuale delle onde:
​Interferenza d'onda: Il blocco atlantico (blocking) si realizza spesso quando la Wave 2 subisce un phase shift verso Ovest. Se la cresta della Wave 2 si sposta dal Pacifico/Russia verso l'Atlantico, può andare in risonanza con la Wave 3, creando quel promontorio robusto che citavi prima.
​Wave 2 vs Onda Atlantica: Hai ragione, tecnicamente la Wave 2 è un'armonica emisferica a due creste. Ma nel gergo sinottico, quando parliamo di 'pulsazione della Wave 2', ci riferiamo spesso alla sua capacità di generare flussi di calore meridionali (Eddy Heat Fluxes) che forzano l'elevazione dell'HP atlantico.
​Il ruolo della Wave 1: Come mostrano i tuoi grafici, la Wave 1 ha un'ampiezza enorme (97 metri di varianza nel profilo a 50°N). Se questa onda 'spinge' verso la stratosfera e si inclina correttamente, può destabilizzare l'intero VPT, favorendo la nascita di quel treno d'onde (Wave 3) che serve per il blocco.
​In sintesi: concordo che la climatologia media remi contro un blocco stabile, ma i modelli stanno ipotizzando una configurazione transitoria dove le onde escono dalle loro sedi naturali. Se la Wave 2 e la Wave 3 si allineano in fase sull'Atlantico, il 'muro' si alza anche senza scomodare record secolari.


​Rigiro nuovamente: Cosa ne pensi del recente incremento dei flussi di calore della Wave 1? Credi che possa essere il preludio a uno sbilanciamento dell'intera struttura troposferica?

Attendo tue 😉 👋🏻

.
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Re: FEBBRAIO 2026-ANALISI MODELLI LIVE

Messaggio da CLEMENZA »

Intanto nessuna novità dalle views fino alla 1' settimana o decade marzolina. Anzi, si accentua un po' la lettura della stazionarietà con anomalie positive in mezzo alle 2 negative occidentale e orientale.

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Messaggio da vignaiolo »

CLEMENZA ha scritto: dom feb 22, 2026 9:10 pm Intanto nessuna novità dalle views fino alla 1' settimana o decade marzolina. Anzi, si accentua un po' la lettura della stazionarietà con anomalie positive in mezzo alle 2 negative occidentale e orientale.

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Il contrario di quello che tempo fa sembrava dovesse accadere :?
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Re: FEBBRAIO 2026-ANALISI MODELLI LIVE

Messaggio da cuotamare »

Rio ha scritto: dom feb 22, 2026 8:50 pm
cuotamare ha scritto: dom feb 22, 2026 8:29 pm
Rio ha scritto: dom feb 22, 2026 7:10 pm

Domanda centrale e molto stimolante, @cuotamare. 👍🏻 Hai ragione a sollevare il dubbio: guardare al VPT in senso puramente emisferico può essere fuorviante se lo si considera un predittore deterministico per il Mediterraneo. Sappiamo bene che un vortice polare debole o disturbato non equivale automaticamente a freddo in Italia; spesso le colate artiche prediligono i settori americano o asiatico, lasciandoci sotto l'ala protettrice di una rimonta subtropicale compensativa.
Tuttavia, il valore predittivo del VPT (e dello stato della stratosfera ad esso collegato) risiede nella modulazione del regime di probabilità. Un VPT compatto e 'chiuso' (AO positiva ai massimi) confina le masse d'aria gelida oltre il 60° parallelo, rendendo le entrate fredde in area Mediterranea statisticamente quasi impossibili. Al contrario, un VPT ellitticizzato o disturbato dai flussi di calore (Eddy Heat Fluxes) aumenta l'ampiezza delle onde di Rossby.
​Quindi, per rispondere alla tua domanda:
​Sì, lo considero utile, ma non come predittore di evento, bensì come predittore di cambio di scenario.

​È fondamentale però incrociarlo con la disposizione dei centri di scarto: se il VPT si disturba (scissione o displacement), la differenza per noi la fa la posizione delle 'creste' (i promontori anticiclonici).
​In questa fase, più che la forza assoluta del VPT, sto monitorando la capacità delle onde troposferiche di 'agganciare' la circolazione polare per rallentare il flusso zonale. Se la Wave 2 (l'onda atlantica) riesce a forzare il blocco, allora il Mediterraneo torna in gioco, indipendentemente dal fatto che il vortice polare sia tecnicamente 'forte' o 'debole' nel suo insieme. 😉


​Ora ti rigiro: come vedi l'attuale risposta della Wave 1? Ti sembra che possa essere sufficiente a destabilizzare il VPT già entro la prima decade di marzo?

Grazie per una tua 👋🏻


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Non saprei perchè dall'analisi statistica di Fourier sulle onde planetarie a 500 hpa la wave1 è un onda planetaria singola con una singola cresta d'onda centrata sull'Europa occidentale e che dirigendosi verso ovest sale in stratosfera.
La wave2 non è l'onda atlantica bensì è un onda planetaria con due creste d'onda a 500 hpa centrate una sulla Russia e una sul Pacifico del Nord tra il golfo dell'Alaska e la costa Nord Americana.
La wave3 è invece un onda planetaria con tre creste, di cui una sul Nord Atlantico vicino all'UK col cavo sulla Russia orientale.
Dunque per veder il blocco atlantico deve esserci un treno d'onda a tre creste e tre cavi.

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La media Invernale climatologica delle wave a 500 hpa mostra questa distribuzione media delle creste ( R cioè Ridge nella mappa e numeretto ) e cavi ( T cioè troughs nella mappa e numeretto )

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Analisi armonica impeccabile, @cuotamare. 👍🏻
I grafici che hai postato descrivono perfettamente la climatologia NDJF (novembre-febbraio): la Wave 1 che domina il settore Pacifico e la Wave 2 con i suoi due centri di azione stazionari. È corretto dire che, statisticamente, la Wave 3 è quella che più spesso 'disegna' il Ridge atlantico vicino al Regno Unito.
​Tuttavia, il punto che vorrei sottolineare è la distinzione tra stato stazionario climatologico e dinamica transitoria. Quello che monitoriamo nei modelli non è la media di Fourier del secolo scorso, ma lo sfasamento attuale delle onde:
​Interferenza d'onda: Il blocco atlantico (blocking) si realizza spesso quando la Wave 2 subisce un phase shift verso Ovest. Se la cresta della Wave 2 si sposta dal Pacifico/Russia verso l'Atlantico, può andare in risonanza con la Wave 3, creando quel promontorio robusto che citavi prima.
​Wave 2 vs Onda Atlantica: Hai ragione, tecnicamente la Wave 2 è un'armonica emisferica a due creste. Ma nel gergo sinottico, quando parliamo di 'pulsazione della Wave 2', ci riferiamo spesso alla sua capacità di generare flussi di calore meridionali (Eddy Heat Fluxes) che forzano l'elevazione dell'HP atlantico.
​Il ruolo della Wave 1: Come mostrano i tuoi grafici, la Wave 1 ha un'ampiezza enorme (97 metri di varianza nel profilo a 50°N). Se questa onda 'spinge' verso la stratosfera e si inclina correttamente, può destabilizzare l'intero VPT, favorendo la nascita di quel treno d'onde (Wave 3) che serve per il blocco.
​In sintesi: concordo che la climatologia media remi contro un blocco stabile, ma i modelli stanno ipotizzando una configurazione transitoria dove le onde escono dalle loro sedi naturali. Se la Wave 2 e la Wave 3 si allineano in fase sull'Atlantico, il 'muro' si alza anche senza scomodare record secolari.


​Rigiro nuovamente: Cosa ne pensi del recente incremento dei flussi di calore della Wave 1? Credi che possa essere il preludio a uno sbilanciamento dell'intera struttura troposferica?

Attendo tue 😉 👋🏻

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Effettivamente i flussi di calore sono aumentati a Febbraio, vedi la quota a 30 hpa.
Però da qui a dire se la struttura del VP sarà destabilizzata non saprei proprio.
Ci vorrebbe letteratura statistica al riguardo.


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Re: FEBBRAIO 2026-ANALISI MODELLI LIVE

Messaggio da Rio »

Gabriele_2021 ha scritto: dom feb 22, 2026 8:30 pm cosa dici rio si va verso un FW?
Dire che andiamo verso un FW è una scommessa pesante. Se fosse un FW radiativo, allora sì, potremmo stendere il velo pietoso sulla stagione. Ma occhio, perché se queste iniezioni di calore a nord portano a un FW dinamico (Major), rischiamo di trovarci con i cocci del Vortice Polare sparpagliati per tutta l'Europa per metà marzo.
​In quel caso, l'Ovest smetterebbe finalmente di dirigere l'orchestra semplicemente perché 'morirebbe' il direttore. Paradossalmente, un FW precoce è l'unico modo per avere quel gelo che l'Azzorre da sola non è riuscita a portarci per tutta la stagione. Più che la fine dei giochi, potrebbe essere il re-shuffling totale delle carte.

@Gabry Tu lo vedi come un KO o come un'ultima chance?

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Re: FEBBRAIO 2026-ANALISI MODELLI LIVE

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cuotamare ha scritto: dom feb 22, 2026 9:20 pm
Rio ha scritto: dom feb 22, 2026 8:50 pm
cuotamare ha scritto: dom feb 22, 2026 8:29 pm


Non saprei perchè dall'analisi statistica di Fourier sulle onde planetarie a 500 hpa la wave1 è un onda planetaria singola con una singola cresta d'onda centrata sull'Europa occidentale e che dirigendosi verso ovest sale in stratosfera.
La wave2 non è l'onda atlantica bensì è un onda planetaria con due creste d'onda a 500 hpa centrate una sulla Russia e una sul Pacifico del Nord tra il golfo dell'Alaska e la costa Nord Americana.
La wave3 è invece un onda planetaria con tre creste, di cui una sul Nord Atlantico vicino all'UK col cavo sulla Russia orientale.
Dunque per veder il blocco atlantico deve esserci un treno d'onda a tre creste e tre cavi.

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Analisi armonica impeccabile, @cuotamare. 👍🏻
I grafici che hai postato descrivono perfettamente la climatologia NDJF (novembre-febbraio): la Wave 1 che domina il settore Pacifico e la Wave 2 con i suoi due centri di azione stazionari. È corretto dire che, statisticamente, la Wave 3 è quella che più spesso 'disegna' il Ridge atlantico vicino al Regno Unito.
​Tuttavia, il punto che vorrei sottolineare è la distinzione tra stato stazionario climatologico e dinamica transitoria. Quello che monitoriamo nei modelli non è la media di Fourier del secolo scorso, ma lo sfasamento attuale delle onde:
​Interferenza d'onda: Il blocco atlantico (blocking) si realizza spesso quando la Wave 2 subisce un phase shift verso Ovest. Se la cresta della Wave 2 si sposta dal Pacifico/Russia verso l'Atlantico, può andare in risonanza con la Wave 3, creando quel promontorio robusto che citavi prima.
​Wave 2 vs Onda Atlantica: Hai ragione, tecnicamente la Wave 2 è un'armonica emisferica a due creste. Ma nel gergo sinottico, quando parliamo di 'pulsazione della Wave 2', ci riferiamo spesso alla sua capacità di generare flussi di calore meridionali (Eddy Heat Fluxes) che forzano l'elevazione dell'HP atlantico.
​Il ruolo della Wave 1: Come mostrano i tuoi grafici, la Wave 1 ha un'ampiezza enorme (97 metri di varianza nel profilo a 50°N). Se questa onda 'spinge' verso la stratosfera e si inclina correttamente, può destabilizzare l'intero VPT, favorendo la nascita di quel treno d'onde (Wave 3) che serve per il blocco.
​In sintesi: concordo che la climatologia media remi contro un blocco stabile, ma i modelli stanno ipotizzando una configurazione transitoria dove le onde escono dalle loro sedi naturali. Se la Wave 2 e la Wave 3 si allineano in fase sull'Atlantico, il 'muro' si alza anche senza scomodare record secolari.


​Rigiro nuovamente: Cosa ne pensi del recente incremento dei flussi di calore della Wave 1? Credi che possa essere il preludio a uno sbilanciamento dell'intera struttura troposferica?

Attendo tue 😉 👋🏻

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Effettivamente i flussi di calore sono aumentati a Febbraio, vedi la quota a 30 hpa.
Però da qui a dire se la struttura del VP sarà destabilizzata non saprei proprio.
Ci vorrebbe letteratura statistica al riguardo.


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Osservazione molto pertinente, @cuotamare . Il grafico MERRA2 a 30 hPa mostra chiaramente un picco dei flussi di calore proprio in questa seconda metà di febbraio, portandosi ben sopra la media climatologica (linea nera) e sfiorando il 90° percentile.
​Riguardo alla letteratura statistica che citavi, gli studi di Baldwin e Dunkerton (2001) sulla propagazione degli impulsi stratosferici verso la troposfera confermano che non basta un singolo 'shot' per destabilizzare il VP. È necessaria una persistenza del flusso di calore (heat flux) superiore a una certa soglia critica per innescare un Sudden Stratospheric Warming (SSW) di tipo Major.
​Dal punto di vista statistico-dinamico, quello che stiamo osservando è interessante per due motivi:
​Varianza e Ampiezza: Come mostrano i tuoi dati di Fourier, la Wave 1 ha un'ampiezza di 97 metri e una varianza del 37%. Se il flusso di calore che vediamo a 30 hPa è guidato da una Wave 1 così dominante, il rischio è quello di un Displacement (spostamento) del vortice piuttosto che di uno Split (divisione).
Timing: La letteratura suggerisce che i flussi di calore tardivi (fine febbraio/marzo) hanno più probabilità di portare a un Final Warming, ovvero alla transizione stagionale definitiva, che spesso avviene con dinamiche molto turbolente e scambi meridiani accentuati.
​Quindi, hai ragione: non c'è ancora la firma di una sentenza. [color=#FF0000]Tuttavia[/color], il fatto che i flussi siano così vivaci proprio mentre la Wave 2 climatologica dovrebbe teoricamente iniziare a calare, apre margini per un'interferenza costruttiva inaspettata. 😉


​Tu come interpreti quella proiezione del Forecast (linea arancione) nel grafico MERRA2 che punta verso un nuovo rialzo a inizio marzo? Credi possa bastare a dare il colpo di grazia alla tenuta del VP?

Attendo tue 👍🏻


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