FEBBRAIO 2026-ANALISI MODELLI LIVE

Discussioni meteorologiche sul tempo previsto nei prossimi giorni ma anche climatologia e discussioni sui run dei vari modelli: è la stanza principale, quella più affollata e seguita.

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CLEMENZA
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Re: FEBBRAIO 2026-ANALISI MODELLI LIVE

Messaggio da CLEMENZA »

Per ora non vedo nulla di stravolgente all'orizzonte, se non quanto già scritto. Le 1' carte ENS in cui vediamo abbordare una +0 o giù di lì sull'arco alpino sono a millanta ore.

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Rio
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Re: FEBBRAIO 2026-ANALISI MODELLI LIVE

Messaggio da Rio »

Eppur avevo sottolineato pocanzi (a @Snow) la situazione 🤷
Ma poi si capisce A per B 🤦🏻 eppur di cautela ne avevo messo un sacco e una sporta!

Cum gaudio repeto: Concordo sulla cautela, le distanze siderali sono sempre una trappola e una +0 sulle Alpi non sposta certo gli equilibri.
​Però, più che la singola carta a 300 ore, quello che mi preme sottolineare è il cambio di pattern che si intravede: passare da un regime di alta pressione costante a un impianto barico che finalmente 'apre' a scambi meridiani o a pulsazioni verso l'Atlantico è già un passo avanti.
​È chiaro che per ora parliamo di tendenze e non di previsioni deterministiche, ma il fatto che la media ENS inizi a mostrare quel segnale (anche se smorzato) suggerisce che il VP [Vortice Polare] potrebbe mollare un po' la presa. Poi, che finisca tutto in Turchia o che la ritornante da Est ci prenda in pieno, lo vedremo solo nei prossimi run.
​Restiamo alla finestra, ma almeno il piattume sembra avere le ore contate!
cuotamare
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Re: FEBBRAIO 2026-ANALISI MODELLI LIVE

Messaggio da cuotamare »

Immersi in tale tendenza ci vorrebbe un bel crollo dell'AO con un promontorio nord africano fin dentro il circolo polare artico.
L'unica modalità di veder una sbuffata fredda..
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Rio
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Re: FEBBRAIO 2026-ANALISI MODELLI LIVE

Messaggio da Rio »

cuotamare ha scritto: dom feb 22, 2026 2:42 pm Immersi in tale tendenza ci vorrebbe un bel crollo dell'AO con un promontorio nord africano fin dentro il circolo polare artico.
L'unica modalità di veder una sbuffata fredda..
Analisi ineccepibile sotto il profilo della dinamica su grande scala, @cuotamare.
È chiaro che per un evento di portata storica, capace di condizionare l'intero comparto europeo, un crollo verticale dell’AO associato a un warming stratosferico o a una pulsazione calda fin nel cuore del Circolo Polare sarebbe il catalizzatore ideale. 👍🏻
​Tuttavia, restando su un piano di analisi più pragmatico e meno 'estremo', non sottovaluterei la possibilità di dinamiche più localizzate ma comunque efficaci. Anche senza un blocco atlantico granitico (il classico scand high o ponte verso la Groenlandia), l’attuale configurazione suggerisce che potremmo beneficiare di una falla barica nel Mediterraneo centrale.
​Spesso, in queste situazioni, non serve necessariamente una colata artico-continentale da record; è sufficiente che l'alta pressione si elevi quanto basta per innescare uno scivolamento di masse d'aria polare-marittima o artica lungo il bordo orientale dell'anticiclone. È quella che definirei una 'dinamica di sblocco': meno appariscente nelle mappe emisferiche a 500 hPa, ma estremamente incisiva per la nostra penisola in termini di precipitazioni e calo termico.

👋🏻 👋🏻
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Gabriele_2021
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Re: FEBBRAIO 2026-ANALISI MODELLI LIVE

Messaggio da Gabriele_2021 »

Buona domenica.
La fase calda primaverile ci accompagnerà per almeno una settimana, mentre nel frattempo due riflessioni d’onda sono attese: partono dal settore siberiano e poi si propagano verso il basso, esaltando il pattern sul settore nord‑americano.
La prima è in atto in questi giorni, con buone nevicate sugli Stati Uniti orientali; la seconda è attesa a marzo, probabilmente con una saccatura più occidentale e una nuova ondata di freddo alternata a un intermezzo mite.

Intanto, il rafforzamento del gradiente di PV alimenta da un lato un getto teso in Atlantico e un progressivo innalzamento della storm track; dall’altro predispone un’elevata energia potenziale per una possibile successiva amplificazione delle Rossby, con scambi meridiani di calore accentuati dall’avanzare della stagione.

I flussi di calore risultano convergenti verso il Polo e verso l’alto a inizio marzo, con il patrocinio di un promontorio europeo ben strutturato. In tal frangente si costituirebbe una nuova evoluzione di gfase delle onde di Rossby, con una depressione verso la Penisola Iberica e influenze anche su parte della nostra penisola, più fascia tirrenica e nord‑ovest, mentre il resto del territorio risentirebbe di un richiamo caldo prefrontale senza un successivo passaggio del fronte
Credo che bisognerà attendere l’ultima possibile riflessione d’onda, che alimenta il lobo canadese e il getto nord‑atlantico, per poter aspirare a un altro scambio di calore: questo potrebbe farci rimanere sotto una cupola calda oppure ridirigere correnti fredde verso il Mediterraneo.
Sappiamo dove tende la nostra fortuna . vedremo
cuotamare
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Re: FEBBRAIO 2026-ANALISI MODELLI LIVE

Messaggio da cuotamare »

Rio ha scritto: dom feb 22, 2026 2:59 pm
cuotamare ha scritto: dom feb 22, 2026 2:42 pm Immersi in tale tendenza ci vorrebbe un bel crollo dell'AO con un promontorio nord africano fin dentro il circolo polare artico.
L'unica modalità di veder una sbuffata fredda..
Analisi ineccepibile sotto il profilo della dinamica su grande scala, @cuotamare.
È chiaro che per un evento di portata storica, capace di condizionare l'intero comparto europeo, un crollo verticale dell’AO associato a un warming stratosferico o a una pulsazione calda fin nel cuore del Circolo Polare sarebbe il catalizzatore ideale. 👍🏻
​Tuttavia, restando su un piano di analisi più pragmatico e meno 'estremo', non sottovaluterei la possibilità di dinamiche più localizzate ma comunque efficaci. Anche senza un blocco atlantico granitico (il classico scand high o ponte verso la Groenlandia), l’attuale configurazione suggerisce che potremmo beneficiare di una falla barica nel Mediterraneo centrale.
​Spesso, in queste situazioni, non serve necessariamente una colata artico-continentale da record; è sufficiente che l'alta pressione si elevi quanto basta per innescare uno scivolamento di masse d'aria polare-marittima o artica lungo il bordo orientale dell'anticiclone. È quella che definirei una 'dinamica di sblocco': meno appariscente nelle mappe emisferiche a 500 hPa, ma estremamente incisiva per la nostra penisola in termini di precipitazioni e calo termico.

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Buon pomeriggio Rio !

Nel contesto di cui parlavo non intendevo alludere a un fenomeno di portata storica :)
Quelli se accadono ricoprono le code della distribuzione statistica, vedi nel corso del 900...saranno cinque o sei eventi in un secolo, roba che se accade ha tempi di ritorno trentennali.
Io parlavo di una situazione tipo che porterebbe aria di stampo anche continentale senza dover scomodare record.
Certo, se un promontorio nord atlantico robusto andasse a ponte con l'alta termica groenlandese e dunque occupando l'area nord ovest atlantica potrebbe anche portare tempo perturbato con entrate polari marittime fredde.
È un eventualità che fino ad ora e anche nei modelli, non si vede.
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Re: FEBBRAIO 2026-ANALISI MODELLI LIVE

Messaggio da Rio »

cuotamare ha scritto: dom feb 22, 2026 3:13 pm
Rio ha scritto: dom feb 22, 2026 2:59 pm
cuotamare ha scritto: dom feb 22, 2026 2:42 pm Immersi in tale tendenza ci vorrebbe un bel crollo dell'AO con un promontorio nord africano fin dentro il circolo polare artico.
L'unica modalità di veder una sbuffata fredda..
Analisi ineccepibile sotto il profilo della dinamica su grande scala, @cuotamare.
È chiaro che per un evento di portata storica, capace di condizionare l'intero comparto europeo, un crollo verticale dell’AO associato a un warming stratosferico o a una pulsazione calda fin nel cuore del Circolo Polare sarebbe il catalizzatore ideale. 👍🏻
​Tuttavia, restando su un piano di analisi più pragmatico e meno 'estremo', non sottovaluterei la possibilità di dinamiche più localizzate ma comunque efficaci. Anche senza un blocco atlantico granitico (il classico scand high o ponte verso la Groenlandia), l’attuale configurazione suggerisce che potremmo beneficiare di una falla barica nel Mediterraneo centrale.
​Spesso, in queste situazioni, non serve necessariamente una colata artico-continentale da record; è sufficiente che l'alta pressione si elevi quanto basta per innescare uno scivolamento di masse d'aria polare-marittima o artica lungo il bordo orientale dell'anticiclone. È quella che definirei una 'dinamica di sblocco': meno appariscente nelle mappe emisferiche a 500 hPa, ma estremamente incisiva per la nostra penisola in termini di precipitazioni e calo termico.

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Nel contesto di cui parlavo non intendevo alludere a un fenomeno di portata storica :)
Quelli se accadono ricoprono le code della distribuzione statistica, vedi nel corso del 900...saranno cinque o sei eventi in un secolo, roba che se accade ha tempi di ritorno trentennali.
Io parlavo di una situazione tipo che porterebbe aria di stampo anche continentale senza dover scomodare record.
Certo, se un promontorio nord atlantico robusto andasse a ponte con l'alta termica groenlandese e dunque occupando l'area nord ovest atlantica potrebbe anche portare tempo perturbato con entrate polari marittime fredde.
È un eventualità che fino ad ora e anche nei modelli, non si vede.
Certo sono pienamente d'accordo sulla distinzione statistica, @cuotamare; gli eventi storici sono, per definizione, outlier che sfuggono alle medie decennali.
​La tua osservazione sulla mancanza di un blocking atlantico strutturato verso la Groenlandia (il classico High groenlandese) è corretta: al momento le mappe mostrano un flusso zonale ancora piuttosto teso che tende a 'coricare' i tentativi di elevazione dell'onda atlantica. Tuttavia, la mia attenzione è rivolta a quella che sembra essere una progressiva diminuzione del momento angolare e a un possibile disturbo ai flussi troposferici nel medio periodo.
​È vero che oggi non vediamo un ponte di Weikoff o una chiusura netta del flusso atlantico, ma spesso queste dinamiche di 'scambio meridiano' iniziano a essere digerite dai modelli deterministici solo sotto le 120-144 ore. Al momento, quello che le ENS suggeriscono è un indebolimento del Vortice Polare Troposferico, che potrebbe favorire non necessariamente un blocco granitico, ma delle ondulazioni (wave 2) capaci di veicolare aria polare marittima o artica verso il Mediterraneo per via indiretta.
Alla fine della fiera: concordo che manchi ancora il 'setup' per un'irruzione continentale da manuale, ma vedo segnali di erosione del bordo orientale dell'alta pressione che fino a una settimana fa erano assenti. Se l'indice PNA (Pacific North American) o la MJO dovessero deporre a favore, quel promontorio nord-atlantico che ora sembra timido potrebbe acquisire la forza necessaria per ergersi in tempi relativamente brevi.

​Monitoriamo i prossimi aggiornamenti, specialmente la tenuta dei geopotenziali sull'area scandinava. 😉 👋🏻


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Matteo TV
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Re: FEBBRAIO 2026-ANALISI MODELLI LIVE

Messaggio da Matteo TV »

ogni giorno peggio, primavera e pure senza tanta pioggia, fallimento dello SW, no?

Non ci resta che sperarare che la NAO cali e in montagna nevichi ancora dopo il 10/3
Azzorriano D. O. C
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Re: FEBBRAIO 2026-ANALISI MODELLI LIVE

Messaggio da Azzorriano D. O. C »

Ancora a lamentarsi per la pioggia, ha piovuto a sufficienza credo :x , se fa un break di bel tempo che male c'è.... Semmai il problema sarà il freddo tardivo (terza decade di marzo) che non serve a nulla e che potrebbe verificarsi
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gandalf il bianco
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Re: FEBBRAIO 2026-ANALISI MODELLI LIVE

Messaggio da gandalf il bianco »

Il discorso è che manca da troppo tempo un assetto del vpt favorevole,le direttrici ideali son quelle per cui il vp canadese si inabissa in uscita dall atlantico con perno all estremità che baroclina, niente. Il vortice canadese è in costante spinta verso est non appena tocca l atlantico,diventa grasso e poco propenso a sprofondare e troppo ingombrante per elevazioni azzorriane che il piu delle volte son troppo addossate nell entroterra franco-iberico.

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Quest anno il serbatoio freddo a est è stato notevole e sempre costante, infatti avvoglia vedere orsi siberiani fin su verso la polonia se poi non abbiamo l innesco per farlo progredire a ovest, infatti molto spesso dico che prima di guardare a est lo sguardo si deve rivolgere a ovest.
Il "pane" per il freddo mediterraneo è sempre lei,l hp azzorriana,con radici solide nei pressi del portogallo per andare verso nord e poi piegare verso nord-est.
Ovvio non basta solo lei, le masse artiche dovranno disporsi in maniera tale che tutto coincida, molto spesso nel recente passato è capitato che se l azzorre diceva presente il ramo siberiano è stato sovrappeso a discapito di quello canadese e per tirarlo giu occorrono hp dinamiche da 1040 ha su tutta la colonna.
cuotamare
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Re: FEBBRAIO 2026-ANALISI MODELLI LIVE

Messaggio da cuotamare »

Rio ha scritto: dom feb 22, 2026 3:29 pm
cuotamare ha scritto: dom feb 22, 2026 3:13 pm
Rio ha scritto: dom feb 22, 2026 2:59 pm
Analisi ineccepibile sotto il profilo della dinamica su grande scala, @cuotamare.
È chiaro che per un evento di portata storica, capace di condizionare l'intero comparto europeo, un crollo verticale dell’AO associato a un warming stratosferico o a una pulsazione calda fin nel cuore del Circolo Polare sarebbe il catalizzatore ideale. 👍🏻
​Tuttavia, restando su un piano di analisi più pragmatico e meno 'estremo', non sottovaluterei la possibilità di dinamiche più localizzate ma comunque efficaci. Anche senza un blocco atlantico granitico (il classico scand high o ponte verso la Groenlandia), l’attuale configurazione suggerisce che potremmo beneficiare di una falla barica nel Mediterraneo centrale.
​Spesso, in queste situazioni, non serve necessariamente una colata artico-continentale da record; è sufficiente che l'alta pressione si elevi quanto basta per innescare uno scivolamento di masse d'aria polare-marittima o artica lungo il bordo orientale dell'anticiclone. È quella che definirei una 'dinamica di sblocco': meno appariscente nelle mappe emisferiche a 500 hPa, ma estremamente incisiva per la nostra penisola in termini di precipitazioni e calo termico.

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Quelli se accadono ricoprono le code della distribuzione statistica, vedi nel corso del 900...saranno cinque o sei eventi in un secolo, roba che se accade ha tempi di ritorno trentennali.
Io parlavo di una situazione tipo che porterebbe aria di stampo anche continentale senza dover scomodare record.
Certo, se un promontorio nord atlantico robusto andasse a ponte con l'alta termica groenlandese e dunque occupando l'area nord ovest atlantica potrebbe anche portare tempo perturbato con entrate polari marittime fredde.
È un eventualità che fino ad ora e anche nei modelli, non si vede.
Certo sono pienamente d'accordo sulla distinzione statistica, @cuotamare; gli eventi storici sono, per definizione, outlier che sfuggono alle medie decennali.
​La tua osservazione sulla mancanza di un blocking atlantico strutturato verso la Groenlandia (il classico High groenlandese) è corretta: al momento le mappe mostrano un flusso zonale ancora piuttosto teso che tende a 'coricare' i tentativi di elevazione dell'onda atlantica. Tuttavia, la mia attenzione è rivolta a quella che sembra essere una progressiva diminuzione del momento angolare e a un possibile disturbo ai flussi troposferici nel medio periodo.
​È vero che oggi non vediamo un ponte di Weikoff o una chiusura netta del flusso atlantico, ma spesso queste dinamiche di 'scambio meridiano' iniziano a essere digerite dai modelli deterministici solo sotto le 120-144 ore. Al momento, quello che le ENS suggeriscono è un indebolimento del Vortice Polare Troposferico, che potrebbe favorire non necessariamente un blocco granitico, ma delle ondulazioni (wave 2) capaci di veicolare aria polare marittima o artica verso il Mediterraneo per via indiretta.
Alla fine della fiera: concordo che manchi ancora il 'setup' per un'irruzione continentale da manuale, ma vedo segnali di erosione del bordo orientale dell'alta pressione che fino a una settimana fa erano assenti. Se l'indice PNA (Pacific North American) o la MJO dovessero deporre a favore, quel promontorio nord-atlantico che ora sembra timido potrebbe acquisire la forza necessaria per ergersi in tempi relativamente brevi.

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Dici che misurare la forza del vortice polare troposferico è utile come predictor per gli avvenimenti in area mediterranea o europea occidentale ?
Se al vortice polare troposferico sempre fai riferimento emisferica mente parlando
CLEMENZA
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Re: FEBBRAIO 2026-ANALISI MODELLI LIVE

Messaggio da CLEMENZA »

Rio, sereno. Ho solo postato delle Ens. E capisco appieno ciò che uno scrive tanto più se dettagliato e coronato dai condizionali. Non c'è bisogno di "faccine" disperate.
Allo stesso modo, di pura tendenza, non vedo forecast troppo propositivi entro la 1' settimana barra decade di Marzo. Tutto qui.
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Rio
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Re: FEBBRAIO 2026-ANALISI MODELLI LIVE

Messaggio da Rio »

cuotamare ha scritto: dom feb 22, 2026 6:21 pm
Rio ha scritto: dom feb 22, 2026 3:29 pm
cuotamare ha scritto: dom feb 22, 2026 3:13 pm

Buon pomeriggio Rio !

Nel contesto di cui parlavo non intendevo alludere a un fenomeno di portata storica :)
Quelli se accadono ricoprono le code della distribuzione statistica, vedi nel corso del 900...saranno cinque o sei eventi in un secolo, roba che se accade ha tempi di ritorno trentennali.
Io parlavo di una situazione tipo che porterebbe aria di stampo anche continentale senza dover scomodare record.
Certo, se un promontorio nord atlantico robusto andasse a ponte con l'alta termica groenlandese e dunque occupando l'area nord ovest atlantica potrebbe anche portare tempo perturbato con entrate polari marittime fredde.
È un eventualità che fino ad ora e anche nei modelli, non si vede.
Certo sono pienamente d'accordo sulla distinzione statistica, @cuotamare; gli eventi storici sono, per definizione, outlier che sfuggono alle medie decennali.
​La tua osservazione sulla mancanza di un blocking atlantico strutturato verso la Groenlandia (il classico High groenlandese) è corretta: al momento le mappe mostrano un flusso zonale ancora piuttosto teso che tende a 'coricare' i tentativi di elevazione dell'onda atlantica. Tuttavia, la mia attenzione è rivolta a quella che sembra essere una progressiva diminuzione del momento angolare e a un possibile disturbo ai flussi troposferici nel medio periodo.
​È vero che oggi non vediamo un ponte di Weikoff o una chiusura netta del flusso atlantico, ma spesso queste dinamiche di 'scambio meridiano' iniziano a essere digerite dai modelli deterministici solo sotto le 120-144 ore. Al momento, quello che le ENS suggeriscono è un indebolimento del Vortice Polare Troposferico, che potrebbe favorire non necessariamente un blocco granitico, ma delle ondulazioni (wave 2) capaci di veicolare aria polare marittima o artica verso il Mediterraneo per via indiretta.
Alla fine della fiera: concordo che manchi ancora il 'setup' per un'irruzione continentale da manuale, ma vedo segnali di erosione del bordo orientale dell'alta pressione che fino a una settimana fa erano assenti. Se l'indice PNA (Pacific North American) o la MJO dovessero deporre a favore, quel promontorio nord-atlantico che ora sembra timido potrebbe acquisire la forza necessaria per ergersi in tempi relativamente brevi.

​Monitoriamo i prossimi aggiornamenti, specialmente la tenuta dei geopotenziali sull'area scandinava. 😉 👋🏻


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Dici che misurare la forza del vortice polare troposferico è utile come predictor per gli avvenimenti in area mediterranea o europea occidentale ?
Se al vortice polare troposferico sempre fai riferimento emisferica mente parlando
Domanda centrale e molto stimolante, @cuotamare. 👍🏻 Hai ragione a sollevare il dubbio: guardare al VPT in senso puramente emisferico può essere fuorviante se lo si considera un predittore deterministico per il Mediterraneo. Sappiamo bene che un vortice polare debole o disturbato non equivale automaticamente a freddo in Italia; spesso le colate artiche prediligono i settori americano o asiatico, lasciandoci sotto l'ala protettrice di una rimonta subtropicale compensativa.
Tuttavia, il valore predittivo del VPT (e dello stato della stratosfera ad esso collegato) risiede nella modulazione del regime di probabilità. Un VPT compatto e 'chiuso' (AO positiva ai massimi) confina le masse d'aria gelida oltre il 60° parallelo, rendendo le entrate fredde in area Mediterranea statisticamente quasi impossibili. Al contrario, un VPT ellitticizzato o disturbato dai flussi di calore (Eddy Heat Fluxes) aumenta l'ampiezza delle onde di Rossby.
​Quindi, per rispondere alla tua domanda:
​Sì, lo considero utile, ma non come predittore di evento, bensì come predittore di cambio di scenario.

​È fondamentale però incrociarlo con la disposizione dei centri di scarto: se il VPT si disturba (scissione o displacement), la differenza per noi la fa la posizione delle 'creste' (i promontori anticiclonici).
​In questa fase, più che la forza assoluta del VPT, sto monitorando la capacità delle onde troposferiche di 'agganciare' la circolazione polare per rallentare il flusso zonale. Se la Wave 2 (l'onda atlantica) riesce a forzare il blocco, allora il Mediterraneo torna in gioco, indipendentemente dal fatto che il vortice polare sia tecnicamente 'forte' o 'debole' nel suo insieme. 😉


​Ora ti rigiro: come vedi l'attuale risposta della Wave 1? Ti sembra che possa essere sufficiente a destabilizzare il VPT già entro la prima decade di marzo?

Grazie per una tua 👋🏻


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Re: FEBBRAIO 2026-ANALISI MODELLI LIVE

Messaggio da Rio »

gandalf il bianco ha scritto: dom feb 22, 2026 4:12 pm Il discorso è che manca da troppo tempo un assetto del vpt favorevole,le direttrici ideali son quelle per cui il vp canadese si inabissa in uscita dall atlantico con perno all estremità che baroclina, niente. Il vortice canadese è in costante spinta verso est non appena tocca l atlantico,diventa grasso e poco propenso a sprofondare e troppo ingombrante per elevazioni azzorriane che il piu delle volte son troppo addossate nell entroterra franco-iberico.

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Quest anno il serbatoio freddo a est è stato notevole e sempre costante, infatti avvoglia vedere orsi siberiani fin su verso la polonia se poi non abbiamo l innesco per farlo progredire a ovest, infatti molto spesso dico che prima di guardare a est lo sguardo si deve rivolgere a ovest.
Il "pane" per il freddo mediterraneo è sempre lei,l hp azzorriana,con radici solide nei pressi del portogallo per andare verso nord e poi piegare verso nord-est.
Ovvio non basta solo lei, le masse artiche dovranno disporsi in maniera tale che tutto coincida, molto spesso nel recente passato è capitato che se l azzorre diceva presente il ramo siberiano è stato sovrappeso a discapito di quello canadese e per tirarlo giu occorrono hp dinamiche da 1040 ha su tutta la colonna.
Ciao @Gandalf 😉👍🏻
Il tuo discorso non fa una piega: hai centrato esattamente il punto debole della dinamica invernale mediterranea degli ultimi anni. La tua analisi tocca i tre "pilastri" che, quando non collaborano, trasformano l'inverno italiano in una lunga sequata di HP (Alta Pressione) o di sterili passaggi atlantici.
Sebbene la spinta zonale canadese sia attual
Però (c'è sempre un però ) sebbene la spinta zonale canadese sia attualmente dominante, l'analisi trascura la possibile risonanza d'onda tra stratosfera e troposfera. Un VP 'sovrappeso' è un sistema ad alta energia potenzialmente esplosivo: basta un disturbo d'onda di ampiezza critica (legato a MJO o calore latente in area pacifica) per trasformare una spinta orizzontale in una divergenza meridiana violenta, rendendo l'HP azzorriana non più un 'cuscinetto' passivo, ma un vettore attivo di blocco.

Buona serata 👋🏻

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gandalf il bianco
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Re: FEBBRAIO 2026-ANALISI MODELLI LIVE

Messaggio da gandalf il bianco »

Rio ha scritto: dom feb 22, 2026 7:21 pm
gandalf il bianco ha scritto: dom feb 22, 2026 4:12 pm Il discorso è che manca da troppo tempo un assetto del vpt favorevole,le direttrici ideali son quelle per cui il vp canadese si inabissa in uscita dall atlantico con perno all estremità che baroclina, niente. Il vortice canadese è in costante spinta verso est non appena tocca l atlantico,diventa grasso e poco propenso a sprofondare e troppo ingombrante per elevazioni azzorriane che il piu delle volte son troppo addossate nell entroterra franco-iberico.

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Quest anno il serbatoio freddo a est è stato notevole e sempre costante, infatti avvoglia vedere orsi siberiani fin su verso la polonia se poi non abbiamo l innesco per farlo progredire a ovest, infatti molto spesso dico che prima di guardare a est lo sguardo si deve rivolgere a ovest.
Il "pane" per il freddo mediterraneo è sempre lei,l hp azzorriana,con radici solide nei pressi del portogallo per andare verso nord e poi piegare verso nord-est.
Ovvio non basta solo lei, le masse artiche dovranno disporsi in maniera tale che tutto coincida, molto spesso nel recente passato è capitato che se l azzorre diceva presente il ramo siberiano è stato sovrappeso a discapito di quello canadese e per tirarlo giu occorrono hp dinamiche da 1040 ha su tutta la colonna.
Ciao @Gandalf 😉👍🏻
Il tuo discorso non fa una piega: hai centrato esattamente il punto debole della dinamica invernale mediterranea degli ultimi anni. La tua analisi tocca i tre "pilastri" che, quando non collaborano, trasformano l'inverno italiano in una lunga sequata di HP (Alta Pressione) o di sterili passaggi atlantici.
Sebbene la spinta zonale canadese sia attual
Però (c'è sempre un però ) sebbene la spinta zonale canadese sia attualmente dominante, l'analisi trascura la possibile risonanza d'onda tra stratosfera e troposfera. Un VP 'sovrappeso' è un sistema ad alta energia potenzialmente esplosivo: basta un disturbo d'onda di ampiezza critica (legato a MJO o calore latente in area pacifica) per trasformare una spinta orizzontale in una divergenza meridiana violenta, rendendo l'HP azzorriana non più un 'cuscinetto' passivo, ma un vettore attivo di blocco.

Buona serata 👋🏻

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Eh siamo qualche annetto aspettando ciò :roll:

Guarda per esempio cosa disegna ecmwf stasera nel long, sembra che le cose vadano a mettersi bene,poi pufff, solite sfaccettature che si ripetono, canadese che anzichè spronfondare piega verso sud-est,e mentre a est sembra andare per il verso giusto eccola la,hp groenlandese, quindi ennesimo abbraccio alto est- ovest

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Manca il pane,l azzorre..alla radice
Nel frattempo commentiamo.le solite dinamiche
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