

Moderatori: erboss, MeteoLive, jackfrost
Analisi ineccepibile sotto il profilo della dinamica su grande scala, @cuotamare.
Buon pomeriggio Rio !Rio ha scritto: ↑dom feb 22, 2026 2:59 pmAnalisi ineccepibile sotto il profilo della dinamica su grande scala, @cuotamare.
È chiaro che per un evento di portata storica, capace di condizionare l'intero comparto europeo, un crollo verticale dell’AO associato a un warming stratosferico o a una pulsazione calda fin nel cuore del Circolo Polare sarebbe il catalizzatore ideale.![]()
Tuttavia, restando su un piano di analisi più pragmatico e meno 'estremo', non sottovaluterei la possibilità di dinamiche più localizzate ma comunque efficaci. Anche senza un blocco atlantico granitico (il classico scand high o ponte verso la Groenlandia), l’attuale configurazione suggerisce che potremmo beneficiare di una falla barica nel Mediterraneo centrale.
Spesso, in queste situazioni, non serve necessariamente una colata artico-continentale da record; è sufficiente che l'alta pressione si elevi quanto basta per innescare uno scivolamento di masse d'aria polare-marittima o artica lungo il bordo orientale dell'anticiclone. È quella che definirei una 'dinamica di sblocco': meno appariscente nelle mappe emisferiche a 500 hPa, ma estremamente incisiva per la nostra penisola in termini di precipitazioni e calo termico.
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Certo sono pienamente d'accordo sulla distinzione statistica, @cuotamare; gli eventi storici sono, per definizione, outlier che sfuggono alle medie decennali.cuotamare ha scritto: ↑dom feb 22, 2026 3:13 pmBuon pomeriggio Rio !Rio ha scritto: ↑dom feb 22, 2026 2:59 pmAnalisi ineccepibile sotto il profilo della dinamica su grande scala, @cuotamare.
È chiaro che per un evento di portata storica, capace di condizionare l'intero comparto europeo, un crollo verticale dell’AO associato a un warming stratosferico o a una pulsazione calda fin nel cuore del Circolo Polare sarebbe il catalizzatore ideale.![]()
Tuttavia, restando su un piano di analisi più pragmatico e meno 'estremo', non sottovaluterei la possibilità di dinamiche più localizzate ma comunque efficaci. Anche senza un blocco atlantico granitico (il classico scand high o ponte verso la Groenlandia), l’attuale configurazione suggerisce che potremmo beneficiare di una falla barica nel Mediterraneo centrale.
Spesso, in queste situazioni, non serve necessariamente una colata artico-continentale da record; è sufficiente che l'alta pressione si elevi quanto basta per innescare uno scivolamento di masse d'aria polare-marittima o artica lungo il bordo orientale dell'anticiclone. È quella che definirei una 'dinamica di sblocco': meno appariscente nelle mappe emisferiche a 500 hPa, ma estremamente incisiva per la nostra penisola in termini di precipitazioni e calo termico.
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Nel contesto di cui parlavo non intendevo alludere a un fenomeno di portata storica
Quelli se accadono ricoprono le code della distribuzione statistica, vedi nel corso del 900...saranno cinque o sei eventi in un secolo, roba che se accade ha tempi di ritorno trentennali.
Io parlavo di una situazione tipo che porterebbe aria di stampo anche continentale senza dover scomodare record.
Certo, se un promontorio nord atlantico robusto andasse a ponte con l'alta termica groenlandese e dunque occupando l'area nord ovest atlantica potrebbe anche portare tempo perturbato con entrate polari marittime fredde.
È un eventualità che fino ad ora e anche nei modelli, non si vede.

Rio ha scritto: ↑dom feb 22, 2026 3:29 pmCerto sono pienamente d'accordo sulla distinzione statistica, @cuotamare; gli eventi storici sono, per definizione, outlier che sfuggono alle medie decennali.cuotamare ha scritto: ↑dom feb 22, 2026 3:13 pmBuon pomeriggio Rio !Rio ha scritto: ↑dom feb 22, 2026 2:59 pm
Analisi ineccepibile sotto il profilo della dinamica su grande scala, @cuotamare.
È chiaro che per un evento di portata storica, capace di condizionare l'intero comparto europeo, un crollo verticale dell’AO associato a un warming stratosferico o a una pulsazione calda fin nel cuore del Circolo Polare sarebbe il catalizzatore ideale.![]()
Tuttavia, restando su un piano di analisi più pragmatico e meno 'estremo', non sottovaluterei la possibilità di dinamiche più localizzate ma comunque efficaci. Anche senza un blocco atlantico granitico (il classico scand high o ponte verso la Groenlandia), l’attuale configurazione suggerisce che potremmo beneficiare di una falla barica nel Mediterraneo centrale.
Spesso, in queste situazioni, non serve necessariamente una colata artico-continentale da record; è sufficiente che l'alta pressione si elevi quanto basta per innescare uno scivolamento di masse d'aria polare-marittima o artica lungo il bordo orientale dell'anticiclone. È quella che definirei una 'dinamica di sblocco': meno appariscente nelle mappe emisferiche a 500 hPa, ma estremamente incisiva per la nostra penisola in termini di precipitazioni e calo termico.
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Nel contesto di cui parlavo non intendevo alludere a un fenomeno di portata storica
Quelli se accadono ricoprono le code della distribuzione statistica, vedi nel corso del 900...saranno cinque o sei eventi in un secolo, roba che se accade ha tempi di ritorno trentennali.
Io parlavo di una situazione tipo che porterebbe aria di stampo anche continentale senza dover scomodare record.
Certo, se un promontorio nord atlantico robusto andasse a ponte con l'alta termica groenlandese e dunque occupando l'area nord ovest atlantica potrebbe anche portare tempo perturbato con entrate polari marittime fredde.
È un eventualità che fino ad ora e anche nei modelli, non si vede.
La tua osservazione sulla mancanza di un blocking atlantico strutturato verso la Groenlandia (il classico High groenlandese) è corretta: al momento le mappe mostrano un flusso zonale ancora piuttosto teso che tende a 'coricare' i tentativi di elevazione dell'onda atlantica. Tuttavia, la mia attenzione è rivolta a quella che sembra essere una progressiva diminuzione del momento angolare e a un possibile disturbo ai flussi troposferici nel medio periodo.
È vero che oggi non vediamo un ponte di Weikoff o una chiusura netta del flusso atlantico, ma spesso queste dinamiche di 'scambio meridiano' iniziano a essere digerite dai modelli deterministici solo sotto le 120-144 ore. Al momento, quello che le ENS suggeriscono è un indebolimento del Vortice Polare Troposferico, che potrebbe favorire non necessariamente un blocco granitico, ma delle ondulazioni (wave 2) capaci di veicolare aria polare marittima o artica verso il Mediterraneo per via indiretta.
Alla fine della fiera: concordo che manchi ancora il 'setup' per un'irruzione continentale da manuale, ma vedo segnali di erosione del bordo orientale dell'alta pressione che fino a una settimana fa erano assenti. Se l'indice PNA (Pacific North American) o la MJO dovessero deporre a favore, quel promontorio nord-atlantico che ora sembra timido potrebbe acquisire la forza necessaria per ergersi in tempi relativamente brevi.
Monitoriamo i prossimi aggiornamenti, specialmente la tenuta dei geopotenziali sull'area scandinava.![]()
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Domanda centrale e molto stimolante, @cuotamare.cuotamare ha scritto: ↑dom feb 22, 2026 6:21 pmRio ha scritto: ↑dom feb 22, 2026 3:29 pmCerto sono pienamente d'accordo sulla distinzione statistica, @cuotamare; gli eventi storici sono, per definizione, outlier che sfuggono alle medie decennali.cuotamare ha scritto: ↑dom feb 22, 2026 3:13 pm
Buon pomeriggio Rio !
Nel contesto di cui parlavo non intendevo alludere a un fenomeno di portata storica
Quelli se accadono ricoprono le code della distribuzione statistica, vedi nel corso del 900...saranno cinque o sei eventi in un secolo, roba che se accade ha tempi di ritorno trentennali.
Io parlavo di una situazione tipo che porterebbe aria di stampo anche continentale senza dover scomodare record.
Certo, se un promontorio nord atlantico robusto andasse a ponte con l'alta termica groenlandese e dunque occupando l'area nord ovest atlantica potrebbe anche portare tempo perturbato con entrate polari marittime fredde.
È un eventualità che fino ad ora e anche nei modelli, non si vede.
La tua osservazione sulla mancanza di un blocking atlantico strutturato verso la Groenlandia (il classico High groenlandese) è corretta: al momento le mappe mostrano un flusso zonale ancora piuttosto teso che tende a 'coricare' i tentativi di elevazione dell'onda atlantica. Tuttavia, la mia attenzione è rivolta a quella che sembra essere una progressiva diminuzione del momento angolare e a un possibile disturbo ai flussi troposferici nel medio periodo.
È vero che oggi non vediamo un ponte di Weikoff o una chiusura netta del flusso atlantico, ma spesso queste dinamiche di 'scambio meridiano' iniziano a essere digerite dai modelli deterministici solo sotto le 120-144 ore. Al momento, quello che le ENS suggeriscono è un indebolimento del Vortice Polare Troposferico, che potrebbe favorire non necessariamente un blocco granitico, ma delle ondulazioni (wave 2) capaci di veicolare aria polare marittima o artica verso il Mediterraneo per via indiretta.
Alla fine della fiera: concordo che manchi ancora il 'setup' per un'irruzione continentale da manuale, ma vedo segnali di erosione del bordo orientale dell'alta pressione che fino a una settimana fa erano assenti. Se l'indice PNA (Pacific North American) o la MJO dovessero deporre a favore, quel promontorio nord-atlantico che ora sembra timido potrebbe acquisire la forza necessaria per ergersi in tempi relativamente brevi.
Monitoriamo i prossimi aggiornamenti, specialmente la tenuta dei geopotenziali sull'area scandinava.![]()
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Dici che misurare la forza del vortice polare troposferico è utile come predictor per gli avvenimenti in area mediterranea o europea occidentale ?
Se al vortice polare troposferico sempre fai riferimento emisferica mente parlando
Ciao @Gandalfgandalf il bianco ha scritto: ↑dom feb 22, 2026 4:12 pm Il discorso è che manca da troppo tempo un assetto del vpt favorevole,le direttrici ideali son quelle per cui il vp canadese si inabissa in uscita dall atlantico con perno all estremità che baroclina, niente. Il vortice canadese è in costante spinta verso est non appena tocca l atlantico,diventa grasso e poco propenso a sprofondare e troppo ingombrante per elevazioni azzorriane che il piu delle volte son troppo addossate nell entroterra franco-iberico.
Quest anno il serbatoio freddo a est è stato notevole e sempre costante, infatti avvoglia vedere orsi siberiani fin su verso la polonia se poi non abbiamo l innesco per farlo progredire a ovest, infatti molto spesso dico che prima di guardare a est lo sguardo si deve rivolgere a ovest.
Il "pane" per il freddo mediterraneo è sempre lei,l hp azzorriana,con radici solide nei pressi del portogallo per andare verso nord e poi piegare verso nord-est.
Ovvio non basta solo lei, le masse artiche dovranno disporsi in maniera tale che tutto coincida, molto spesso nel recente passato è capitato che se l azzorre diceva presente il ramo siberiano è stato sovrappeso a discapito di quello canadese e per tirarlo giu occorrono hp dinamiche da 1040 ha su tutta la colonna.
Eh siamo qualche annetto aspettando ciòRio ha scritto: ↑dom feb 22, 2026 7:21 pmCiao @Gandalfgandalf il bianco ha scritto: ↑dom feb 22, 2026 4:12 pm Il discorso è che manca da troppo tempo un assetto del vpt favorevole,le direttrici ideali son quelle per cui il vp canadese si inabissa in uscita dall atlantico con perno all estremità che baroclina, niente. Il vortice canadese è in costante spinta verso est non appena tocca l atlantico,diventa grasso e poco propenso a sprofondare e troppo ingombrante per elevazioni azzorriane che il piu delle volte son troppo addossate nell entroterra franco-iberico.
Quest anno il serbatoio freddo a est è stato notevole e sempre costante, infatti avvoglia vedere orsi siberiani fin su verso la polonia se poi non abbiamo l innesco per farlo progredire a ovest, infatti molto spesso dico che prima di guardare a est lo sguardo si deve rivolgere a ovest.
Il "pane" per il freddo mediterraneo è sempre lei,l hp azzorriana,con radici solide nei pressi del portogallo per andare verso nord e poi piegare verso nord-est.
Ovvio non basta solo lei, le masse artiche dovranno disporsi in maniera tale che tutto coincida, molto spesso nel recente passato è capitato che se l azzorre diceva presente il ramo siberiano è stato sovrappeso a discapito di quello canadese e per tirarlo giu occorrono hp dinamiche da 1040 ha su tutta la colonna.![]()
Il tuo discorso non fa una piega: hai centrato esattamente il punto debole della dinamica invernale mediterranea degli ultimi anni. La tua analisi tocca i tre "pilastri" che, quando non collaborano, trasformano l'inverno italiano in una lunga sequata di HP (Alta Pressione) o di sterili passaggi atlantici.
Sebbene la spinta zonale canadese sia attual
Però (c'è sempre un però ) sebbene la spinta zonale canadese sia attualmente dominante, l'analisi trascura la possibile risonanza d'onda tra stratosfera e troposfera. Un VP 'sovrappeso' è un sistema ad alta energia potenzialmente esplosivo: basta un disturbo d'onda di ampiezza critica (legato a MJO o calore latente in area pacifica) per trasformare una spinta orizzontale in una divergenza meridiana violenta, rendendo l'HP azzorriana non più un 'cuscinetto' passivo, ma un vettore attivo di blocco.
Buona serata
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