ANALISI CIRCOLATORIE/MJO/ENSO/VIEW - 2026

Discussioni meteorologiche sul tempo previsto nei prossimi giorni ma anche climatologia e discussioni sui run dei vari modelli: è la stanza principale, quella più affollata e seguita.

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Re: ANALISI CIRCOLATORIE/MJO/ENSO/VIEW - 2026

Messaggio da picchio70 »

Osserviamo ora come il trend climatico conservi la sua curva in costante crescita, e come la variabilità
meteorologica non riesca ovviamente a invertire il segnale. Vi ricordate gli scritti dei soliti normalizzatori,
per così dire, che puntualmente coglievano l'occasione meteorologica per indicare un inversione?
Che fine hanno fatto?
Siamo ai livelli minimi storici

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Anche la strabiliante copertura nevosa rientra alla fine nello stesso stesso trend

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Temperature verso nuovi record positivi. Aspettando l'ulteriore gradino equatoriale venturo che potrebbe rappresentare
una nuova incognita climatica.


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Re: ANALISI CIRCOLATORIE/MJO/ENSO/VIEW - 2026

Messaggio da picchio70 »

Questo succede quando ci si incaponisce con la statistica attraverso un comportamento
medio dell'atmosfera. Ecco perché vi invitavo sempre a contestualizzare sempre tutto.
Ve lo dicevo per la NAO, per l'AO, per la Mjo, per la stratosfera, venti zonali, orsi, quando era tutto
occhio qua e occhio là.

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Ogni situazione vede contesti diversi, e ogni forzante agisce e si muove attraverso questi. Non
segue regolette dettate da 30 anni di osservazioni mediate. Poi puntualmente ci sbatte il grugno
Il problema resta unicamente l'approccio, il metodo.
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Re: ANALISI CIRCOLATORIE/MJO/ENSO/VIEW - 2026

Messaggio da picchio70 »

Frans:

La domanda da farsi non è sul perché il freddo vero non sia arrivato, ma perché la circolazione continua a organizzarsi in modo da impedirgli di arrivare. Non è solo un caso, è una configurazione dinamica che tende a spostare le probabilità verso masse d’aria diverse.
Si possono avere tutti gli indici favorevoli ma se manca la linea guida del flusso il freddo non trova la strada. Gli indici descrivono un contesto probabilistico, non creano il pattern da soli. La dinamica reale emerge sempre dall’interazione tra il flusso medio, la propagazione delle onde e la geometria del getto.
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Re: ANALISI CIRCOLATORIE/MJO/ENSO/VIEW - 2026

Messaggio da picchio70 »

Buongiorno. Gli aggiornamenti odierni non mostrano segnali per un raffreddamento del
mediterraneo tra fine mese e prima settimana di marzo. Anche comparando le uscite medie
dei gm, seppur oltre le 300 ore, non appaiono situazioni favorevoli in questo senso nel ventaglio
probabilistico. Hovmoller mostra questa velocità di fase interagire sulla verticale dell'Europa centrale,
ma non abbiamo riscontri a livello termico.


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Riscontriamo il solito problema del gwo e momento che vengono costantemente rivisitati a favore di un
mantenimento pregresso dell'inerzia circolatoria. Ampiezza e stage dunque prima in evidente positività
e finalmente in fase 5, poi nuovamente ridotti o quantomeno posti in forte dubbio.
Il modello spaziale delle anomalie del potenziale di velocità di livello superiore mostra attualmente una struttura di tipo Onda-1, e le recenti anomalie OLR mostrano una convezione diffusa attraverso l'Oceano Indiano orientale e il Continente Marittimo, entrambe coerenti con l'attività MJO. Nelle prossime settimane le indicazioni del modello dinamico supportano abbastanza bene un segnale MJO che si propaga verso est, con molti membri dell'ensemble sia del GEFS che dell'ECMWF che descrivono il segnale che attraversa il Continente Marittimo durante la seconda settimana. I membri dell'ensemble del GEFS sono generalmente più veloci e più amplificati con questo segnale, mentre molti membri dell'ensemble dell'ECMWF mostrano un'ampiezza piuttosto debole, probabilmente per una lettura distruttiva della rossby equatoriale.
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Re: ANALISI CIRCOLATORIE/MJO/ENSO/VIEW - 2026

Messaggio da picchio70 »

I vari campi d'ispezione probabilistica, cioè quelli entro cui si muoverà il determinismo nella prossima
settimana, sono abbastanza concordi nel mostrare un regime NAO+ prevalente con peculiarità
di antiblocco. Quindi progressivo ritiro dell'attività ciclonica a nord e un campo di alta pressione a
prendere la scena sul mediterraneo, con relativo aumento termico.

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Mentre verso fine mese primi di marzo, i clusters mostrano, ancora però senza convinzione, quella
fase d'onda descritta in Hovmoller. Considerando le proiezioni termiche o isotermiche,
probabilmente l'onda avrà natura marittima senza contributi artici. Almeno al momento
questo prevale come segnale.

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Re: ANALISI CIRCOLATORIE/MJO/ENSO/VIEW - 2026

Messaggio da picchio70 »

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Buonasera. Non si riscontrano novità analizzando il diagramma. Si nota la fine prossima della
lunga velocità di fase atlantica e la progressiva instaurazione di un campo anticiclonico sulla
nostra verticale che farà da scivolo a sbuffi freddi verso l'Europa orientale.
Poi rimane sempre questa attività ciclonica in ripresa tra fine mese e primi di marzo che probabilmente avrà
una componente marittima non particolarmente fredda considerato il ventaglio probabilistico isotermico
attualmente presente nelle proiezioni.
Gabriele_2021
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Re: ANALISI CIRCOLATORIE/MJO/ENSO/VIEW - 2026

Messaggio da Gabriele_2021 »

buongiorno
La rivisitazione del contesto GWO è potenzialmente attribuibile alla risultante risposta extratropicale alla forzatura di un sistema atmosferico ormai inerziale e condizionato dall’enorme quantità di calore in surplus che altera certe considerazioni e correlazioni un tempo automatiche. A cascata tutto ne risente: dai ghiacci artici alle ssta e, alla copertura nevosa, ai ghiacciai montani…

Il contesto di fondo, caratterizzato da una MJO in probabile spostamento verso il settore dell’Oceano Indiano, da un momento angolare atmosferico mediamente negativo e da una persistente impronta de La Niña, agisce quindi come modulatore, inclinando il sistema verso soluzioni meno favorevoli a una rottura duratura del regime zonale.

È importante sottolineare che MJO e momento angolare non creano la zonalità ma spostano le probabilità, rendendo la zonalità la soluzione energeticamente più facile per il sistema. Di conseguenza, se il regime di partenza è già zonale, tende a persistere per inerzia. Se invece il sistema si presenta ondulato, l’ondulazione risulta più fragile e soggetta a un progressivo riassorbimento, pur senza essere esclusa. La combinazione tra inerzia del flusso medio e modulazione tropicale tende a ridurre la persistenza di fasi NAO marcatamente negative, aumentando la probabilità di assetti più mobili, con un getto mediamente più teso e ondulazioni più rapide.

Difatti sul Pacifico, per via di un’impronta da Niña e della tendenza a mantenere la PNA–, descrittiva di una bassa aleutinica più spostata e meno energica, si osservano frequenti elevazioni di ridge che poi finiscono in high polari, alterando il pattern in CONUS. La mancata PNA+ che avrebbe consentito un’increspatura del getto sulle Rocky e una MT+ avrebbe apportato una modifica a ripercussione sull’Atlantico attraverso pacchetti di energia nelle Rossby. Queste invece, stando agli aggiornamenti attuali, rimangono condizionate da quanto sopra, con una diversa allocazione delle masse artiche e potenziale rischio di fasi piuttosto calde in anticipo alle medie latitudini.
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Ultima modifica di Gabriele_2021 il gio feb 19, 2026 10:18 am, modificato 1 volta in totale.
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Re: ANALISI CIRCOLATORIE/MJO/ENSO/VIEW - 2026

Messaggio da picchio70 »

Buongiorno. La comunità scientifica mostra sempre molto interesse e studio per comprendere
meglio quali possano essere alcune cause che incidono sulla circolazione a scala planetaria.
Uno dei recenti studi ha sottolineato l'incidenza e l'importanza delle attività ciclonica, in seno alla portanza del
flusso medio sul clima
Le traiettorie delle tempeste, definite come regioni con ampia attività di onde barocline, su scala sinottica svolgono
un ruolo importante sia per il meteo che per il clima. Da un punto di vista sinottico, le onde barocline sono le
tempeste associate a gran parte delle precipitazioni e delle condizioni meteorologiche avverse alle medie latitudini.
Da un punto di vista climatico le onde barocline, nelle traiettorie delle tempeste, trasportano grandi quantità
di calore, umidità e quantità di moto verso i poli, interagiscono con la circolazione su larga scala e guidano la circolazione oceanica attraverso lo stress del vento derivante dalle convergenze del flusso di quantità di moto.
Da entrambe le prospettive, la risposta delle traiettorie delle tempeste ai futuri cambiamenti climatici è di grande interesse.
Recenti studi basati sulla rianalisi indicano che c'è stato uno spostamento verso i poli nella latitudine media dei cicloni extratropicali e che i cicloni sono diventati meno numerosi e più intensi nell'ultima metà del XX secolo.
Tale processo è confacente e correlato alla baroclinicita' associata alla struttura termica della troposfera.
Per illustrare l'importante ruolo delle traiettorie delle tempeste nel sistema climatico, esaminiamo ora i cambiamenti
che accompagnano lo spostamento verso i poli delle traiettorie delle tempeste.
Gli studi mostrano che lo spostamento verso i poli delle traiettorie delle tempeste tende ad essere accompagnato
da una riduzione della pressione al livello del mare al polo, e da un aumento alle latitudini inferiori, indicando uno spostamento verso lo stato di indice elevato del NAM.
Ciò tende anche a essere accompagnato da uno spostamento verso i poli delle precipitazioni delle medie latitudini.
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Re: ANALISI CIRCOLATORIE/MJO/ENSO/VIEW - 2026

Messaggio da picchio70 »

Ciao Gabriele. Condivido. Nei precedenti interventi infatti sottolineavo come il contesto inerziale
tende sempre a mantenere l'impronta circolatoria pregressa. Anche quando l'insieme sembrava
viaggiare verso una rimodulazione e una ridistribuzione dell'energia in seno ai torque e stage gwo,
alla fine le continue rivisitazioni portano sempre a un ridimensionamento dei processi tendenzialmente a noi
più favorevoli. Difatti passiamo da una transizione verso anticicloni subtropicali con cicloni sul Pacifico occidentale
con torque negativi con trasporto di momento sopra 35N, a un rientro nello stage più favorevole quando invece
era previsto un MT FT + attraverso creste circumglobali con flusso occidentale.
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Re: ANALISI CIRCOLATORIE/MJO/ENSO/VIEW - 2026

Messaggio da picchio70 »

Vediamo cosa era prospettato e cosa invece si sta configurando.
Questo alcune peculiarità che si evidenziavano in seno a quella prospettiva di una fase
prettamente invernale tra fine mese e primi giorni della nuova stagione.
Ritrovata centralità della cresta pacifica e con amplificata magnitudo.
Oscillazione in AD positivo
Positività del momento angolare
Stage 5 GWO
Cambio oscillazione pacifica e atlantica
Blocco/ATR

Vediamo

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Notiamo come infine la costituzione di una forte cresta pacifica si sia effettivamente strutturata.
Notiamo come il dipolo tenda a divenire effettivamente positivo.
Notiamo come l'oscillazione atlantica tenda alla positività.
Però: l'oscillazione viene frenata nella sua rotazione verso sud da una cresta anticiclonica.
Come questa peculiarità tenda a frenare la costituzione di blocchi significativi a favore di abbozzi
dinamici abbastanza corti che favoriscono scivoli atlantici a componente marittima.
Constatiamo che il tentativo di riorganizzazione tropicale non riesca ad assumere quelle caratteristiche
forzanti dapprima abbozzate. Infatti

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Quindi è vero che la circolazione ha cercato di riorganizzarsi, e in qualche run lo abbiamo anche notato,
ma l'impronta, l'inerzia, riesce sempre a spuntarla riorganizzando le onde sulle medesime linee guida.
Infatti da Hovmoller c'è questa costituzione della cresta atlantica in atr, ma sia l'oscillazione che i segnali
a bassa e alta frequenza tropicale, tendono tale struttura ibrida e con scarse attitudine verso latitudini
settentrionali e senza regimi dominanti.

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Compaiono i regimi blocchi e atr, ma non risultano però tali da modificare la circolazione.

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Re: ANALISI CIRCOLATORIE/MJO/ENSO/VIEW - 2026

Messaggio da picchio70 »

Il circuito euro-asiatico compare dell'ispezione deterministica, ma rientra nel campo
meno probabile al momento.

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Re: ANALISI CIRCOLATORIE/MJO/ENSO/VIEW - 2026

Messaggio da CLEMENZA »

Scusa, Picchio, la ritrovata centralità della cresta pacifica non è da associare al calo del PNA? Mi pare siamo passati ad un PNA- da dopo metà mese e non noto nelle carte a venire una bassa aleutinica da PNA+ (almeno fino a medio termine).
Il nuovo bilanciamento in AD+ è evidente - lo sottolineavo pure di là - ma la positività dell'oscillazione nord atlantica mi pare fluttuare sempre tra antiblocco ed embrionali tentativi di Ridge o di onda divergente (cresta azzorriana verso nordest).
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Re: ANALISI CIRCOLATORIE/MJO/ENSO/VIEW - 2026

Messaggio da picchio70 »

CLEMENZA ha scritto: gio feb 19, 2026 1:01 pm Scusa, Picchio, la ritrovata centralità della cresta pacifica non è da associare al calo del PNA? Mi pare siamo passati ad un PNA- da dopo metà mese e non noto nelle carte a venire una bassa aleutinica da PNA+ (almeno fino a medio termine).
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Re: ANALISI CIRCOLATORIE/MJO/ENSO/VIEW - 2026

Messaggio da CLEMENZA »

Appunto. La distribuzione si nota anche dall'Hovmoller. Ma mi rifacevo a quanto scritto sopra da Gabriele: "... pattern PNA- descrittivo di una bassa aleutinica più spostata e meno energica... frequenti elevazione del Ridge che finiscono in hp polari".
Alfine, la ritrovata centralità della cresta pacifica (che c'è) mi pare comunque descrittiva di un PNA- e non di per sé deleteria, dopo un periodo da metà Gennaio a metà Febbraio con Ridge addossato alla West Coast (PNA+).
Poi al di là dell'indice sappiamo quali sono stati i risvolti dalle nostre parti nell'ultimo mese: celle chiuse fluttuanti tra Scand e Groenlandia, antizonalità alta, fiumi atmosferici da Atlantico basso.

Per ora i forecast non arridono (1' decade marzolina ancora abbastanza lontana comunque):

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Re: ANALISI CIRCOLATORIE/MJO/ENSO/VIEW - 2026

Messaggio da Gabriele_2021 »

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Ultima modifica di Gabriele_2021 il gio feb 19, 2026 3:50 pm, modificato 1 volta in totale.
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