Comunque, era una "scolio" puramente didattico, avulso dal contesto.Rio ha scritto: ↑gio feb 12, 2026 2:57 pmHo letto @Gabry, analisi impeccabile, ma secondo me si è focalizzato tanto sulla discesa della PV e poco su quello che succede 'sotto'. Alla fine l'aria stratosferica è come un detonatore: se la troposfera non è già instabile o carica di shear, l'anomalia di PV può essere cattiva quanto vuoi ma la ciclogenesi non esplode. È proprio l'interazione tra i due livelli che frega sempre i modelli, specialmente quando le superfici isentropiche si inclinano così bruscamente.
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FEBBRAIO 2026-ANALISI MODELLI LIVE
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Re: FEBBRAIO 2026-ANALISI MODELLI LIVE
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Passioneneve
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Re: FEBBRAIO 2026-ANALISI MODELLI LIVE
Ciao Gabri. Intanto grazie.Gabriele_2021 ha scritto: ↑gio feb 12, 2026 1:12 pmciao analisi interessante tuttavia ci sono termini che faccio fatica a condividere comePassioneneve ha scritto: ↑mer feb 11, 2026 4:14 pm Dalla finestra sinottica attuale fino al primo scorcio di marzo si osserva una complessa riorganizzazione del campo barico euro-atlantico, con progressiva destrutturazione dell’onda planetaria numero 2 e conseguente riallineamento del getto polare lungo una traiettoria più meridiana, seppur intermittente per via delle pulsazioni troposferiche indotte da un forcing stratosferico non completamente accoppiato.
In particolare, l’assetto del vortice polare troposferico mostra segnali di elongazione dinamica verso il comparto euro-siberiano, con fasi transitorie di split barotropico parziale che tuttavia non riescono a strutturare una vera e propria dislocazione fredda continentale per via dell’eccessiva vorticità ciclonica residua sul Labrador.
Questo comporta una sequenza di affondi nord-atlantici a curvatura ciclonica positiva, con cut-off potenziali in area iberico-mediterranea, ma con gradiente termico orizzontale non sufficiente a innescare una ciclogenesi esplosiva pienamente matura.
Le anomalie di geopotenziale a 500 hPa oscillano in regime debolmente negativo sull’Europa centro-occidentale, mentre permangono sacche di alta vorticità potenziale dinamica sul medio Atlantico, che fungono da serbatoio energetico per successivi impulsi perturbati pseudo-zonali.
Nel breve-medio termine, l’interazione tra flusso principale e onde corte secondarie genera una marcata turbolenza sinottica, con frequenti rimescolamenti della massa d’aria e fasi di transizione termobarica difficilmente inquadrabili in pattern stabili NAO-like.
La North Atlantic Oscillation tende infatti a rimanere in fase neutro-oscillante, mentre l’AO mostra tentativi di negativizzazione abortiti dalla rapida ricompattazione del core vorticoso artico.
Questo scenario favorisce:
– intrusioni d’aria temperata prefrontale
– rapide irruzioni post-frontali più fresche ma poco strutturate
– continui reset termici senza una vera direzione stagionale definita
In pratica una dinamica atmosferica “a fisarmonica”.
Verso la terza decade di febbraio si intravede dai cluster ensemble una possibile amplificazione dell’onda lunga atlantica, con tentativo di elevazione anticiclonica verso la Groenlandia meridionale. Tuttavia il segnale resta fortemente perturbato dallo shear zonale ancora troppo attivo, il che rischia di trasformare il tutto in un semplice rallentamento del flusso piuttosto che in un blocking vero e proprio.
La colata fredda potenziale rimane quindi più teorica che concreta, confinata a quote isobariche superiori senza reale traslazione alle basse latitudini.
Sul comparto mediterraneo domina un regime di ciclogenesi intermittente da contrasto baroclino debole, con frontogenesi spesso disorganizzate e sistemi nuvolosi multilivello poco coerenti.
Le termiche a 850 hPa oscillano attorno alle medie climatologiche con escursioni rapide, sintomo di una circolazione molto dinamica ma poco incisiva.
Entrando nei primissimi giorni di marzo, i modelli deterministici suggeriscono un progressivo tentativo di zonalizzazione più distesa, con getto polare che tende a distendersi lungo i paralleli e a spingere l’anticiclone subtropicale verso latitudini più settentrionali, ma con continui disturbi ondulatori che ne minano la stabilità strutturale.
In sostanza si profila:
✔ flusso instabile a tratti
✔ pause pseudo-anticicloniche temporanee
✔ assenza di pattern dominanti
✔ atmosfera in perenne riorganizzazione energetica
Il tutto in un contesto di transizione stagionale ancora non lineare.
Il quadro resta governato da una sinergia caotica tra dinamiche emisferiche, forcing troposferico irregolare e tentativi di riassetto del vortice polare che impediscono l’instaurarsi di una configurazione barica persistente, mantenendo il Mediterraneo in una condizione di instabilità strutturale a bassa predicibilità sinottica.
impulso perturbato pseudo zonale cosa vuol dire?
Tuttavia il segnale resta fortemente perturbato dallo shear zonale ancora troppo attivo, il che rischia di trasformare il tutto in un semplice rallentamento del flusso piuttosto che in un blocking vero e proprio.
non ho capito il segnale dello she ar zonale da Dove si evince
poi i modelli deterministici non arrivano a marzo dove ci si avvale di probaabllismo i quali non mostrano oer ora una zonalizzazione
anche perché affermi del getto disteso e poi hp verso le alte latitudini che invece dipende dall amplificazione delle rosby
Pseudo zonale in pratica da Nord Ovest!
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effetto stau
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Re: FEBBRAIO 2026-ANALISI MODELLI LIVE
Se non comprendi l'ironia non è colpa mia....fa anche rimainvernogelido ha scritto: ↑gio feb 12, 2026 3:29 pmStamattina hai scritto che il modello americano è mediocre ma stranamente fai le tue considerazioni prendendo spunto proprio dal modello americano. Ti sei ravveduto o cosa?effetto stau ha scritto: ↑gio feb 12, 2026 1:39 pm Ancora tanto fumo e poco arrosto......o forse meglio dire.... finiremo arrosto
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Re: FEBBRAIO 2026-ANALISI MODELLI LIVE
Ah ok, allora ci sta, era un ripasso teorico! Te lo dicevo perché poi tra la teoria isentropica e quello che succede davvero nel mondo reale c'è di mezzo il mare, e spesso i modelli fanno un casino proprio lì. Però come schema per visualizzare il folding della tropopausa era perfetto.CLEMENZA ha scritto: ↑gio feb 12, 2026 3:48 pmComunque, era una "scolio" puramente didattico, avulso dal contesto.Rio ha scritto: ↑gio feb 12, 2026 2:57 pmHo letto @Gabry, analisi impeccabile, ma secondo me si è focalizzato tanto sulla discesa della PV e poco su quello che succede 'sotto'. Alla fine l'aria stratosferica è come un detonatore: se la troposfera non è già instabile o carica di shear, l'anomalia di PV può essere cattiva quanto vuoi ma la ciclogenesi non esplode. È proprio l'interazione tra i due livelli che frega sempre i modelli, specialmente quando le superfici isentropiche si inclinano così bruscamente.
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Re: FEBBRAIO 2026-ANALISI MODELLI LIVE
@passione, però : Mamma mia che analisi... praticamente un macello! (scherzando)Passioneneve ha scritto: ↑gio feb 12, 2026 3:58 pmCiao Gabri. Intanto grazie.Gabriele_2021 ha scritto: ↑gio feb 12, 2026 1:12 pmciao analisi interessante tuttavia ci sono termini che faccio fatica a condividere comePassioneneve ha scritto: ↑mer feb 11, 2026 4:14 pm Dalla finestra sinottica attuale fino al primo scorcio di marzo si osserva una complessa riorganizzazione del campo barico euro-atlantico, con progressiva destrutturazione dell’onda planetaria numero 2 e conseguente riallineamento del getto polare lungo una traiettoria più meridiana, seppur intermittente per via delle pulsazioni troposferiche indotte da un forcing stratosferico non completamente accoppiato.
In particolare, l’assetto del vortice polare troposferico mostra segnali di elongazione dinamica verso il comparto euro-siberiano, con fasi transitorie di split barotropico parziale che tuttavia non riescono a strutturare una vera e propria dislocazione fredda continentale per via dell’eccessiva vorticità ciclonica residua sul Labrador.
Questo comporta una sequenza di affondi nord-atlantici a curvatura ciclonica positiva, con cut-off potenziali in area iberico-mediterranea, ma con gradiente termico orizzontale non sufficiente a innescare una ciclogenesi esplosiva pienamente matura.
Le anomalie di geopotenziale a 500 hPa oscillano in regime debolmente negativo sull’Europa centro-occidentale, mentre permangono sacche di alta vorticità potenziale dinamica sul medio Atlantico, che fungono da serbatoio energetico per successivi impulsi perturbati pseudo-zonali.
Nel breve-medio termine, l’interazione tra flusso principale e onde corte secondarie genera una marcata turbolenza sinottica, con frequenti rimescolamenti della massa d’aria e fasi di transizione termobarica difficilmente inquadrabili in pattern stabili NAO-like.
La North Atlantic Oscillation tende infatti a rimanere in fase neutro-oscillante, mentre l’AO mostra tentativi di negativizzazione abortiti dalla rapida ricompattazione del core vorticoso artico.
Questo scenario favorisce:
– intrusioni d’aria temperata prefrontale
– rapide irruzioni post-frontali più fresche ma poco strutturate
– continui reset termici senza una vera direzione stagionale definita
In pratica una dinamica atmosferica “a fisarmonica”.
Verso la terza decade di febbraio si intravede dai cluster ensemble una possibile amplificazione dell’onda lunga atlantica, con tentativo di elevazione anticiclonica verso la Groenlandia meridionale. Tuttavia il segnale resta fortemente perturbato dallo shear zonale ancora troppo attivo, il che rischia di trasformare il tutto in un semplice rallentamento del flusso piuttosto che in un blocking vero e proprio.
La colata fredda potenziale rimane quindi più teorica che concreta, confinata a quote isobariche superiori senza reale traslazione alle basse latitudini.
Sul comparto mediterraneo domina un regime di ciclogenesi intermittente da contrasto baroclino debole, con frontogenesi spesso disorganizzate e sistemi nuvolosi multilivello poco coerenti.
Le termiche a 850 hPa oscillano attorno alle medie climatologiche con escursioni rapide, sintomo di una circolazione molto dinamica ma poco incisiva.
Entrando nei primissimi giorni di marzo, i modelli deterministici suggeriscono un progressivo tentativo di zonalizzazione più distesa, con getto polare che tende a distendersi lungo i paralleli e a spingere l’anticiclone subtropicale verso latitudini più settentrionali, ma con continui disturbi ondulatori che ne minano la stabilità strutturale.
In sostanza si profila:
✔ flusso instabile a tratti
✔ pause pseudo-anticicloniche temporanee
✔ assenza di pattern dominanti
✔ atmosfera in perenne riorganizzazione energetica
Il tutto in un contesto di transizione stagionale ancora non lineare.
Il quadro resta governato da una sinergia caotica tra dinamiche emisferiche, forcing troposferico irregolare e tentativi di riassetto del vortice polare che impediscono l’instaurarsi di una configurazione barica persistente, mantenendo il Mediterraneo in una condizione di instabilità strutturale a bassa predicibilità sinottica.
impulso perturbato pseudo zonale cosa vuol dire?
Tuttavia il segnale resta fortemente perturbato dallo shear zonale ancora troppo attivo, il che rischia di trasformare il tutto in un semplice rallentamento del flusso piuttosto che in un blocking vero e proprio.
non ho capito il segnale dello she ar zonale da Dove si evince
poi i modelli deterministici non arrivano a marzo dove ci si avvale di probaabllismo i quali non mostrano oer ora una zonalizzazione
anche perché affermi del getto disteso e poi hp verso le alte latitudini che invece dipende dall amplificazione delle rosby
Pseudo zonale in pratica da Nord Ovest!
Ultima modifica di Rio il gio feb 12, 2026 4:43 pm, modificato 1 volta in totale.
Re: FEBBRAIO 2026-ANALISI MODELLI LIVE
Lasciando stare fine mese/inizio Marzo, quel che ha voluto esprimere si è capito; parafrasando un po' (come ho provato a fare poco sopra) certi termini calati nell'analisi.
Re: FEBBRAIO 2026-ANALISI MODELLI LIVE
Sì esatto, alla fine il succo è quello... un gran casino e zero certezze. Mi sa che l'unica è rassegnarsi a 'sta fisarmonica e continuare a vestirsi a cipolla fino a Pasqua.
Sono in vena di scherzare
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manu73
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Re: FEBBRAIO 2026-ANALISI MODELLI LIVE
In sostanza nel fine settimana è rimasto praticamente poco o nulla sul lato termico...un temporaneo rientro in media su qualche settore


Re: FEBBRAIO 2026-ANALISI MODELLI LIVE
Segnali invernali all'orizzonte.
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magiadellaneve
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Re: FEBBRAIO 2026-ANALISI MODELLI LIVE
GM serali davvero molto molto interessanti... inutile aggiungere altro stasera
Dobbiamo accorciare la distanza xò...
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Re: FEBBRAIO 2026-ANALISI MODELLI LIVE
Linee-guida generali che vengono rispettate dalle Ens. Vediamo stasera se le views si assestano su quella fase d'onda semi-stazionaria con avvezione artica. Siamo ancora lontani ma il nostro ruolo è il descrivere assennatamente. Almeno si spera.
Re: FEBBRAIO 2026-ANALISI MODELLI LIVE
Reading si è portato tutti appresso stasera, masse viola sempre più vicine e interessamento maggiore della nostra penisola
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Re: FEBBRAIO 2026-ANALISI MODELLI LIVE
Ciao, qualcuno è così gentile da postare qualche cartina?
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Vedolaneve
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Re: FEBBRAIO 2026-ANALISI MODELLI LIVE
Stiamo aspettando le view ma il sito non vaEl Granello ha scritto: ↑gio feb 12, 2026 9:39 pm Ciao, qualcuno è così gentile da postare qualche cartina?
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Passioneneve
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Re: FEBBRAIO 2026-ANALISI MODELLI LIVE
infatti è il senso del mio intervento. Tanto casino per nulla