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Ciao vedoVedolaneve ha scritto: ↑ven feb 06, 2026 9:29 amCiao magia !
Per ora non la descriverei svolta fredda ma possibile fase fredda, non si vedono ( ancora ) spunti per poter parlare di ondate di freddo duratura ma solo apri e chiudi per un getto più ondulato .
Comunque anche se non durature non sminuirei queste possibili fasi artiche , abbiamo masse molto fredde a due cifre a spasso per l Europa .
Vedremo con i prossimi aggiornati strada lunga ancora !![]()
Bello, affascinante....invernogelido ha scritto: ↑ven feb 06, 2026 8:27 am Un vortice polare che si spezza nel momento meno atteso
Il vortice polare è, semplificando, un enorme “tornado” di venti gelidi che gira in quota sopra il Polo Nord, tra circa 20 e 50 chilometri di altezza. Nelle stagioni fredde ruota da ovest verso est a oltre 200 km/h, come un recinto d’aria che trattiene il freddo sulla calotta artica.
Questa volta quel recinto si sta deformando in modo anomalo. I modelli numerici e le osservazioni satellitari indicano un forte riscaldamento della stratosfera: in pochi giorni, su alcune porzioni dell’Artico, le temperature a circa 30 km di quota stanno salendo di 40–50 °C. Non parliamo di clima mite in superficie, ma di un vero shock termico in alto, il fenomeno che i meteorologi chiamano sudden stratospheric warming (SSW), riscaldamento stratosferico improvviso.
Le simulazioni indicano una rottura del vortice tra le più marcate mai osservate a febbraio, con venti che non solo rallentano, ma si ribaltano di direzione in stratosfera.
Le mappe prodotte dai centri di calcolo europei e americani mostrano scenari estremi: in alcune proiezioni il vortice si spezza in due lobi, uno proiettato verso la Siberia, l’altro spinto verso il Canada e gli Stati Uniti settentrionali. In altre, il “cuore” del vortice viene completamente scacciato dal Polo.
Cosa succede fisicamente quando il vortice cede
Questa rottura non avviene da sola. Grandi onde atmosferiche partono dalla troposfera – lo strato dove si formano nubi e perturbazioni – e risalgono verso la stratosfera. Vengono alimentate da:
campi di alta pressione persistenti sull’Oceano Pacifico e sull’Eurasia;
aree di mare insolitamente caldo che rafforzano questi blocchi anticiclonici;
forti contrasti termici tra regioni temperate e polari.
Queste onde agiscono come una mano che frena una trottola: la rallentano, la inclinano, poi la spezzano. Quando i venti stratosferici, invece di soffiare da ovest a est, iniziano a girare da est a ovest, l’intero assetto atmosferico dell’emisfero nord entra in una fase di riorganizzazione.
Quando la trottola in quota inizia a barcollare, la risposta al suolo non è immediata, ma l’esperienza mostra che qualcosa di rilevante tende ad arrivare.
Il risultato pratico è che l’aria gelida smette di restare “ingabbiata” sull’Artico. Blocchi di aria polare cominciano a scendere a latitudini più basse, trasportati da un getto polare che si deforma in grandi onde. Da qui nascono le situazioni di freddo tardivo, nevicate improvvise, piogge gelate e oscillazioni termiche violente.
Buongiorno Magia,magiadellaneve ha scritto: ↑ven feb 06, 2026 10:39 am Mi piacerebbe sapere dai vari Iniestas manu gelosiberianoun idea o un pensiero su cosa sta eventualmente fiutando EC soprattutto ma nn solo da metà mese...se ci siete battete un colpo ragazzi....noto con piacere che Gandalf effetto vedo ed altri che mi sfuggono in sto momento(di cui mi scuso )continuano a scrivere![]()


Ciao Manu nessuno ha la verità in mano, ma la novità di quest'anno è che il vortice polare non è compatto come non lo è stato per tutto l'inverno. Abbiamo un serbatoio gelido a pochi passi dall'Italia e che nonostante un Atlantico furioso non è riuscito mai a scalfire, vedi sono tutti sentori che mi fanno pensare a una forte ondata di gelo che potrebbe coinvolgere il Mediterraneo, poi se non succede amen.manu73 ha scritto: ↑ven feb 06, 2026 10:52 amBello, affascinante....invernogelido ha scritto: ↑ven feb 06, 2026 8:27 am Un vortice polare che si spezza nel momento meno atteso
Il vortice polare è, semplificando, un enorme “tornado” di venti gelidi che gira in quota sopra il Polo Nord, tra circa 20 e 50 chilometri di altezza. Nelle stagioni fredde ruota da ovest verso est a oltre 200 km/h, come un recinto d’aria che trattiene il freddo sulla calotta artica.
Questa volta quel recinto si sta deformando in modo anomalo. I modelli numerici e le osservazioni satellitari indicano un forte riscaldamento della stratosfera: in pochi giorni, su alcune porzioni dell’Artico, le temperature a circa 30 km di quota stanno salendo di 40–50 °C. Non parliamo di clima mite in superficie, ma di un vero shock termico in alto, il fenomeno che i meteorologi chiamano sudden stratospheric warming (SSW), riscaldamento stratosferico improvviso.
Le simulazioni indicano una rottura del vortice tra le più marcate mai osservate a febbraio, con venti che non solo rallentano, ma si ribaltano di direzione in stratosfera.
Le mappe prodotte dai centri di calcolo europei e americani mostrano scenari estremi: in alcune proiezioni il vortice si spezza in due lobi, uno proiettato verso la Siberia, l’altro spinto verso il Canada e gli Stati Uniti settentrionali. In altre, il “cuore” del vortice viene completamente scacciato dal Polo.
Cosa succede fisicamente quando il vortice cede
Questa rottura non avviene da sola. Grandi onde atmosferiche partono dalla troposfera – lo strato dove si formano nubi e perturbazioni – e risalgono verso la stratosfera. Vengono alimentate da:
campi di alta pressione persistenti sull’Oceano Pacifico e sull’Eurasia;
aree di mare insolitamente caldo che rafforzano questi blocchi anticiclonici;
forti contrasti termici tra regioni temperate e polari.
Queste onde agiscono come una mano che frena una trottola: la rallentano, la inclinano, poi la spezzano. Quando i venti stratosferici, invece di soffiare da ovest a est, iniziano a girare da est a ovest, l’intero assetto atmosferico dell’emisfero nord entra in una fase di riorganizzazione.
Quando la trottola in quota inizia a barcollare, la risposta al suolo non è immediata, ma l’esperienza mostra che qualcosa di rilevante tende ad arrivare.
Il risultato pratico è che l’aria gelida smette di restare “ingabbiata” sull’Artico. Blocchi di aria polare cominciano a scendere a latitudini più basse, trasportati da un getto polare che si deforma in grandi onde. Da qui nascono le situazioni di freddo tardivo, nevicate improvvise, piogge gelate e oscillazioni termiche violente.
Quindi per il mediterraneo centrale quali sono le proiezioni più probabili da qua a fine mese? (chiusura inverno)
Freddo tardivo di marzo/inizio Aprile (sempre avvenuto a livello emisferico in fase di dispersione masse artiche invernali e riassetto verso le nuove stagioni seguenti) sappiamo dove colpirà e quali settori? Europa orientale, mediterraneo , siberia orientale oppure Nord America?
Sappiamo dare delle risposte?
Altrimenti anche questo papiro è l'ennesimo romanzo che parla fondamentalmente di aria fritta con basi nulle...non dice fondamentalmente nulla di nuovo giunti a fine inverno!
spaghi EC mia zona abb aperti ....