Ciao @Gabry, analisi davvero approfonditaGabriele_2021 ha scritto: ↑gio feb 05, 2026 10:00 pm Buonasera.
Gli aggiornamenti serali quotidiani confermano un progressivo cambio di velocità di fase delle onde di Rossby in sede euro‑atlantica. L’Europa meridionale risentirà di un rialzo della cresta subtropicale, mentre sull’Atlantico la circolazione rimarrà dinamica.
In virtù di tale configurazione aumentano ulteriormente le probabilità di assistere a un finale di stagione invernale caratterizzato da fioriture precoci (piante da frutto, mimose, margherite nei prati), con temperature sopra la media in un contesto più secco.
Prima di questo possibile cambio, proseguirà una fase prettamente atlantica anche la prossima settimana, con un continuo via vai di perturbazioni dirette verso il Mediterraneo. Tale dinamica rispecchia, in parte, quanto sta accadendo negli Stati Uniti, dove fiumi atmosferici carichi di umidità oceanica raggiungono le aree continentali scaricando precipitazioni abbondanti, superiori alla media climatologica. Gli atmospheric rivers, provenienti dalle latitudini tropicali, trasportano grandi quantità di calore latente che riscaldano l’atmosfera, mantenendo un clima molto mite su gran parte del Nord America, soprattutto la prossima settimana. Il freddo rimane invece confinato tra Penisola Scandinava e Siberia.
Verso il finale della seconda decade appare un segnale di Calo Delle velocità zonali in troposfera questo farebbe presupporre alla possibilità aperta di scambi meridiani ma nulla ci dice sulla disposizione dei centi motore del tempo a cui possiamo fare affidamento probabilisticamente alle settimanali che li mostrano una maggiore tendenza di saccature verso l'est Europa lambire marginalmente la nostra penisola
Il contesto circolatorio della terza decade del mese, secondo i modelli, risulterebbe condizionato da quanto descritto: un ripristino di una circolazione prevalentemente zonale, con trasporto di momento dai Tropici verso le medie latitudini e un contestuale rafforzamento delle anticicloni subtropicali, coerente con lo stage 2–3 della Global Wind Oscillation.
Nel frattempo la Madden–Julian Oscillation si muove verso il settotore indiano io, anche se i modelli mostrano discrepanze sulla magnitudo: alcuni la mantengono debole (dentro il cerchio), altri evidenziano un segnale più marcato. Sarà necessario attendere ancora qualche giorno affinché i centri di calcolo trovino una convergenza, soprattutto riguardo alle interferenze costruttive o distruttive delle onde ad alta frequenza (Kelvin e Rossby), in grado di esaltare o sopprimere il segnale convettivo
Appare ormai abbastanza confermata l’evoluzione del disturbo stratosferico con displacement verso il settore euro‑siberiano: GFS ed ECMWF sono concordi nel ritenere improbabile un’inversione dei venti zonali. Si tratterebbe quindi di un displacement minore attorno alla metà di febbraio, riconoscibile anche dai classici filamenti di vorticità potenziale che si spostano verso il settore canadese e si mescolano nel flusso stratosferico, una firma tipica degli eventi di dislocamento.
Tale dinamica potrebbe influire sulla circolazione troposferica nel mese di marzo, quando – a distanza di circa un mese – si potrebbe assistere a una nuova migrazione di gpti elevati verso le alte latitudini, con possibile calo degli indici. L’entità del fenomeno resta comunque da valutare se in un'onda lunga divergente verso la Scandinavia e Regno Unito verso il 15
Concordo sul fatto che il passaggio allo stage 2-3 della GWO sia il segnale più netto per la terza decade: il rinforzo del momento angolare tropicale rischia di 'piallare' ogni velleità invernale, consegnandoci a un finale di febbraio decisamente primaverile.
Tuttavia, tre aspetti mi lasciano riflettere:
Il rischio 'False Spring': Se il displacement stratosferico di metà mese trovasse un accoppiamento (coupling) con la troposfera a marzo, ci troveremmo nel peggiore scenario possibile: gelate tardive su una vegetazione già risvegliata dal caldo della prossima settimana.
L'incertezza della MJO: Se il segnale nel settore indiano dovesse uscire dal cerchio con una magnitudo importante, potrebbe essere l'unico elemento in grado di scardinare la zonalità atlantica, magari forzando quell'onda lunga verso il Regno Unito che citavi per metà marzo.
Il feedback degli Atmospheric Rivers: Il trasporto di calore latente che stiamo vedendo è impressionante. Questo surplus energetico in Nord Atlantico potrebbe paradossalmente esasperare i contrasti termici non appena il flusso zonale mollerà la presa.
In sintesi, sembra una partita a scacchi tra una primavera precoce e un colpo di coda invernale che, se arrivasse a marzo, farebbe danni seri.
Come dico sempre, si racconta...
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..Forse due-tre giorni di calo termico contenuto sembra intorno a metà mese anche gem accenna a questo.Poi il proseguo boh.Speriamo veramente solo un colpo di c... può salvare questa stagione invernale,anche se due fiocchi fradici li ho visti in gennaio.Chi si accontenta gode mamma mia
