ANALISI CIRCOLATORIE/VIEW/MJO/ENSO 2025
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GELOSIBERIANO
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Re: ANALISI CIRCOLATORIE/VIEW/MJO/ENSO 2025
Almeno oggi vengono prese in considerazione anche ipotesi più invernali a partire dalla seconda decade. Lo possiamo riscontrare un pò in tutte le ens. Bisogna capire se prevarrà l'ipotesi mite, anch'essa presa in considerazione dalle ens, o quella più invernale, almeno dal punto di vista isotermico
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Re: ANALISI CIRCOLATORIE/VIEW/MJO/ENSO 2025
Ciao. Al momento io non mi sentirei di prendere in considerazione altro che non sia sulla falsa riga diGELOSIBERIANO ha scritto: ↑lun feb 02, 2026 2:10 pm Almeno oggi vengono prese in considerazione anche ipotesi più invernali a partire dalla seconda decade. Lo possiamo riscontrare un pò in tutte le ens. Bisogna capire se prevarrà l'ipotesi mite, anch'essa presa in considerazione dalle ens, o quella più invernale, almeno dal punto di vista isotermico
ciò che stiamo registrando. Anche ieri è capitato una cosa del genere qui. Una rossby diretta su est Europa
non rappresenta qualcosa che ci interessa particolarmente. Primo perché il freddo già c'era e c'è, quindi
nessuna novità, secondo perché l'ipotesi migliore nelle proiezioni, vede solo un effimero calo isotermico.
Niente o molto poco per entrare anche solo nell'ipotesi da vagliare.
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Re: ANALISI CIRCOLATORIE/VIEW/MJO/ENSO 2025
L'SPV è attualmente più forte della media ERA5 ma si prevede che si indebolirà rispetto alla media (secondo la media GEFS) 2 dei 31 membri hanno un vortice più forte della media nell'ultimo passaggio di previsione (2026-02-17 06:00:00) La probabilità SSW in GEFS è: 6%. Il vento zonale medio zonale a 10 hPa 60N è oggi (analisi GFS): 27,2 m/s Il vento zonale più debole a 10 hPa 60N nel record ERA5 per la data odierna è: -21,3 m/s 2009 Il vento zonale più forte a 10 hPa 60N nel record ERA5 per la data odierna è: 50,8 m/s 1984



Le ultime osservazioni della colonna confermano quanto finora è stato già scritto a proposito.
Seppur in presenza di un pattern W2 e continue pulsazioni dal basso a mantenere solidi questi disturbi, non
si sono creati quelle necessarie condizioni che potessero sfociare in mmw split.
Asimmetria e riflessione delle onde in parte assorbite dal flusso medio che danno più l'idea di un
displacement e successivo w1. Resta comunque il deciso calo dei zw ( che non sono quelli che osserviamo
in troposfera- tipo calano quindi il flusso da ovest sulle carte si arresta ) e un vortice dalla stabilità fortemente compromessa. Restano ancora clusters più decisi per uno split nel lunghissimo termine, ma sono e restano
minoritari. Discorso comunque fine a se stesso. Un conto è la descrizione di una parte della colonna comunque
facente parte della struttura verticale, un conto è passare a facili conclusioni. Quelle le decide sempre la
troposfera, e questa resta poco confacente anche quantunque fosse, con la continua presenza di rotture
d'onde cicloniche a rigenerare il pattern non idoneo.
Comunque, cosi come ho sempre fortemente contrastato questa moda assurda di esaltare dinamiche complesse
stratosferiche sempre usate per puri fini fantascientifici, devo altresì sottolineare che non è inutile osservarla e seguirla.
Ovviamente nel giusto modo e con senno e conoscenza. Il vortice non è un disco a 33 giri che gira sul piatto,
ma bensi una struttura tridimensionale. Tagliare con l'accetta non è giusto verso la materia che và rispettata, casomai semplicemente tagliare i cordoni ombelicali da quello zoccolo duro di guri circensi.



Le ultime osservazioni della colonna confermano quanto finora è stato già scritto a proposito.
Seppur in presenza di un pattern W2 e continue pulsazioni dal basso a mantenere solidi questi disturbi, non
si sono creati quelle necessarie condizioni che potessero sfociare in mmw split.
Asimmetria e riflessione delle onde in parte assorbite dal flusso medio che danno più l'idea di un
displacement e successivo w1. Resta comunque il deciso calo dei zw ( che non sono quelli che osserviamo
in troposfera- tipo calano quindi il flusso da ovest sulle carte si arresta ) e un vortice dalla stabilità fortemente compromessa. Restano ancora clusters più decisi per uno split nel lunghissimo termine, ma sono e restano
minoritari. Discorso comunque fine a se stesso. Un conto è la descrizione di una parte della colonna comunque
facente parte della struttura verticale, un conto è passare a facili conclusioni. Quelle le decide sempre la
troposfera, e questa resta poco confacente anche quantunque fosse, con la continua presenza di rotture
d'onde cicloniche a rigenerare il pattern non idoneo.
Comunque, cosi come ho sempre fortemente contrastato questa moda assurda di esaltare dinamiche complesse
stratosferiche sempre usate per puri fini fantascientifici, devo altresì sottolineare che non è inutile osservarla e seguirla.
Ovviamente nel giusto modo e con senno e conoscenza. Il vortice non è un disco a 33 giri che gira sul piatto,
ma bensi una struttura tridimensionale. Tagliare con l'accetta non è giusto verso la materia che và rispettata, casomai semplicemente tagliare i cordoni ombelicali da quello zoccolo duro di guri circensi.
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Re: ANALISI CIRCOLATORIE/VIEW/MJO/ENSO 2025
Facendo due conti su questa stagionale invernale che volge piano piano al desio, diciamo che ci sono stati
alcuni elementi caratterizzanti, essenzialmente sorti alla fine dell'autunno, ma che poi hanno reso il sistema,
anche quello inerziale, tale da traghettarci verso questo stato circolatorio abbastanza radicato.
Partiamo dal Canadian warming d'inizio stagione, uno di quelli in piena regola ( non finto ) ove la cresta
pacifica ha avuto un vero ruolo impattante, possiamo ora dire, l'unico. Solitamente questi eventi di forte
dislocazione sono sempre seguiti da una risposta contraria pronta a centralizzare la struttura e renderla ancora
più tenace ( conservazione del momento angolare ) Questo spiega perché i centri davano un vortice molto
forte per il proseguo della stagione. Ma non è successo. Questo " fallimento " lo possiamo attribuire a due fattori:
La QBO e la cresta atlantica. La prima e' risultata particolarmente forte, incisiva, ma alla fine fine cosa fa'?
Sostanzialmente alza l'area di convergenza dei disturbi sia orizzontali che verticali. Provo a semplificare.
Se normalmente i flussi devono percorrere più strada per intaccare il vortice, in questo caso invece partono da una
quota latitudinale 60N, anziché 30N e verticale da 30-20 hPa anziché 100-50 hpa. Si alza dunque la cosiddetta
linea Wind 0. La cresta atlantica ( w2 stratosferica ) ha avuto un ruolo via via più incisivo che è coinciso con il
progressivo calo di quella pacifica, dunque la struttura non ha avuto modo di riorganizzarsi dopo lo schiaffo
del Canadian warming. Mentre l'aspetto sicuramente non positivo è stato quello della madden.
Il contributo forzante è risultato debole e frammentato e particolarmente destrutturato in quelle fasi in cui serviva
energia nei momenti clou della stagione. Sapevamo che la fase enso non fosse proprio ideale per le transizioni
pacifiche, soprattutto per magnitudo e persistenza, ed infatti, seppur corroborata dal passaggio di onde kelvin
equatoriali, non abbiamo comunque ricevuto quel calore che anche per le correnti vicissitudini stratosferiche sarebbe
stato essenziale. Questo perché sia lo stage gwo e il momento angolare non sono stati confacenti.
Il primo mai in fase, il secondo costantemente negativo, con un unico picco poi coinciso con quella e unica fase fredda d'inizio gennaio. L'unica fase in cui la zonalita' è aumentata. Ma come, aumenta la zonalita' e abbiamo una fase più meridiana? Eh sì, la famosa energia di cui si è fatto spesso cenno. Capite dunque l'inutilità di buttarsi nel vuoto nello
stilare le stagionali. Permettetemi, una vera perdita di tempo, una stupidaggine. Voi ve li immaginate seduti alla scrivania mentre risolvono ....

Basta e avanza sapere cosa attendersi da qui a 10 giorni. Basterebbe non citare a caso indici quando non si
posseggono le nozioni per poterle contestualizzare. Basterebbe fermarsi a ciò che i centri già sanno e già calcolano,
senza necessariamente ergersi a guru dell'atmosfera, accatastando figure barbine una sopra l'altra.
alcuni elementi caratterizzanti, essenzialmente sorti alla fine dell'autunno, ma che poi hanno reso il sistema,
anche quello inerziale, tale da traghettarci verso questo stato circolatorio abbastanza radicato.
Partiamo dal Canadian warming d'inizio stagione, uno di quelli in piena regola ( non finto ) ove la cresta
pacifica ha avuto un vero ruolo impattante, possiamo ora dire, l'unico. Solitamente questi eventi di forte
dislocazione sono sempre seguiti da una risposta contraria pronta a centralizzare la struttura e renderla ancora
più tenace ( conservazione del momento angolare ) Questo spiega perché i centri davano un vortice molto
forte per il proseguo della stagione. Ma non è successo. Questo " fallimento " lo possiamo attribuire a due fattori:
La QBO e la cresta atlantica. La prima e' risultata particolarmente forte, incisiva, ma alla fine fine cosa fa'?
Sostanzialmente alza l'area di convergenza dei disturbi sia orizzontali che verticali. Provo a semplificare.
Se normalmente i flussi devono percorrere più strada per intaccare il vortice, in questo caso invece partono da una
quota latitudinale 60N, anziché 30N e verticale da 30-20 hPa anziché 100-50 hpa. Si alza dunque la cosiddetta
linea Wind 0. La cresta atlantica ( w2 stratosferica ) ha avuto un ruolo via via più incisivo che è coinciso con il
progressivo calo di quella pacifica, dunque la struttura non ha avuto modo di riorganizzarsi dopo lo schiaffo
del Canadian warming. Mentre l'aspetto sicuramente non positivo è stato quello della madden.
Il contributo forzante è risultato debole e frammentato e particolarmente destrutturato in quelle fasi in cui serviva
energia nei momenti clou della stagione. Sapevamo che la fase enso non fosse proprio ideale per le transizioni
pacifiche, soprattutto per magnitudo e persistenza, ed infatti, seppur corroborata dal passaggio di onde kelvin
equatoriali, non abbiamo comunque ricevuto quel calore che anche per le correnti vicissitudini stratosferiche sarebbe
stato essenziale. Questo perché sia lo stage gwo e il momento angolare non sono stati confacenti.
Il primo mai in fase, il secondo costantemente negativo, con un unico picco poi coinciso con quella e unica fase fredda d'inizio gennaio. L'unica fase in cui la zonalita' è aumentata. Ma come, aumenta la zonalita' e abbiamo una fase più meridiana? Eh sì, la famosa energia di cui si è fatto spesso cenno. Capite dunque l'inutilità di buttarsi nel vuoto nello
stilare le stagionali. Permettetemi, una vera perdita di tempo, una stupidaggine. Voi ve li immaginate seduti alla scrivania mentre risolvono ....

Basta e avanza sapere cosa attendersi da qui a 10 giorni. Basterebbe non citare a caso indici quando non si
posseggono le nozioni per poterle contestualizzare. Basterebbe fermarsi a ciò che i centri già sanno e già calcolano,
senza necessariamente ergersi a guru dell'atmosfera, accatastando figure barbine una sopra l'altra.
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Re: ANALISI CIRCOLATORIE/VIEW/MJO/ENSO 2025
Quando allora ci si accorge che sono venuti a mancare quegli elementi determinanti, bisogna solo
augurarsi che il sistema cambi stato più velocemente possibile. Una AO e NAO così negativi, serve solo ad allungare la processione fino all'ultima stazione, altro che occhio occhio occhio. Reversal dunque, non correre inutilmente dietro alle chimere. Questo pare che poi alla fine arriverà, lo abbiamo già evidenziato, solo che a tempo scaduto.
augurarsi che il sistema cambi stato più velocemente possibile. Una AO e NAO così negativi, serve solo ad allungare la processione fino all'ultima stazione, altro che occhio occhio occhio. Reversal dunque, non correre inutilmente dietro alle chimere. Questo pare che poi alla fine arriverà, lo abbiamo già evidenziato, solo che a tempo scaduto.
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Re: ANALISI CIRCOLATORIE/VIEW/MJO/ENSO 2025
Questa è la fine che fanno i guri della meteorologia. Buttare in pasto indici ai lettori sempre con
l'intento di annunciare ondate di gelo. La corsa all'annuncio che tutti attendono, ma che poi altro non
fanno che rimarcare l'assoluta mancanza delle fondamenta della meteorologia.
E via con AO e NAO, con Mjo e split, con orsi e renne. Poi piano piano si defilano, cambiano i toni,
mescolano le carte in tavola, con la speranza che il tempo faccia dimenticare le cavolate scritte.
Ma non bisogna temere, torneranno più forti che mai al prossimo dicembre con il 20° capitolo
della saga invernale.
l'intento di annunciare ondate di gelo. La corsa all'annuncio che tutti attendono, ma che poi altro non
fanno che rimarcare l'assoluta mancanza delle fondamenta della meteorologia.
E via con AO e NAO, con Mjo e split, con orsi e renne. Poi piano piano si defilano, cambiano i toni,
mescolano le carte in tavola, con la speranza che il tempo faccia dimenticare le cavolate scritte.
Ma non bisogna temere, torneranno più forti che mai al prossimo dicembre con il 20° capitolo
della saga invernale.
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Re: ANALISI CIRCOLATORIE/VIEW/MJO/ENSO 2025
Il vortice polare non mostra nessun segnale di ricompattamento, tende a mantenersi sotto
i parametri di riferimento stagionale. Quello che vediamo nel long è solo il frutto di una
ridistribuzione in seno alla tendenza da antiblocco e alla risalita di AO e NAO.
Considerando il periodo stagionale e l'imminente aumento radiativo, il vortice è destinato a rimanere
disturbato.

Poi bisognerà valutare se questa transizione verso un reversal, avrà le caratteristiche per essere propedeutico
a fasi invernali fuori tempo massimo. E allora quel riferimento fatto al mese di marzo, quando tutti erano
intenti a guardare le mirabolanti dinamiche dello split, suscitando ilarità e risatine, non era poi gettato a caso.
Andiamo avanti.


Nel mentre continua il loop



i parametri di riferimento stagionale. Quello che vediamo nel long è solo il frutto di una
ridistribuzione in seno alla tendenza da antiblocco e alla risalita di AO e NAO.
Considerando il periodo stagionale e l'imminente aumento radiativo, il vortice è destinato a rimanere
disturbato.

Poi bisognerà valutare se questa transizione verso un reversal, avrà le caratteristiche per essere propedeutico
a fasi invernali fuori tempo massimo. E allora quel riferimento fatto al mese di marzo, quando tutti erano
intenti a guardare le mirabolanti dinamiche dello split, suscitando ilarità e risatine, non era poi gettato a caso.
Andiamo avanti.


Nel mentre continua il loop



Re: ANALISI CIRCOLATORIE/VIEW/MJO/ENSO 2025
Sotto pandemia , marzo 2020, una delle più belle nevicate degli ultimi anni qui da me.
30 cm di neve.
Io mi prendo ben volentieri anche la neve di marzo.
Serve che arrivi a marzo
30 cm di neve.
Io mi prendo ben volentieri anche la neve di marzo.
Serve che arrivi a marzo
Re: ANALISI CIRCOLATORIE/VIEW/MJO/ENSO 2025
Sempre che arrivi a marzo volevo scrivere, scusate
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Gabriele_2021
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Re: ANALISI CIRCOLATORIE/VIEW/MJO/ENSO 2025
Buongiorno, il reversal atteso nella terza decade quindi non comporterebbe un riaccorpamento delle masse artiche? Ho scritto così perché noto un riassorbimento dei campi anticiclonici alle alte latitudini e una contrazione della storm track. Ok, si tratta di una redistribuzione energetica, venendo a mancare le forzanti che hanno permesso una destrutturazione del VPT, che resta debole rispetto ai parametri climatologici. Tuttavia, mi sembra corretto affermare una ripresa della posizione delle vorticità polari nella loro sede.
- picchio70
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Re: ANALISI CIRCOLATORIE/VIEW/MJO/ENSO 2025
Diamo un occhiata ai tropici, attraverso la consueta analisi della Mjo.
Attualmente riscontriamo un indebolimento del segnale nel percorso verso l'emisfero occidentale pacifico,
a causa dell'interferenza delle ER rossby equatoriali. Le stesse però, una volta che RRM avrà raggiunto l'oceano
indiano nelle prossime settimane, inizieranno a interferire in maniera costruttiva. Questa tendenza dell'involucro
convettivo potrebbe iniziare a favorire un andamento relativamente più caldo su parti degli Stati Uniti centrali e centro-orientali. Tuttavia, l'entità di un eventuale riscaldamento è incerta ed è anche legata ad altre modalità.
Da fine gennaio è stato osservato un modello di onda 1 nel potenziale di velocità di livello superiore, con una divergenza accentuata in quota, centrata sulle Americhe, e una convergenza verso est.
Un'onda di Rossby equatoriale in movimento verso ovest ha suddiviso il campo in un modello di onda 2 negli ultimi
giorni. Si osserva uno spostamento verso sud della corrente a getto sul Nord America, con anomale correnti occidentali
di livello superiore che si spostano sul sud-est degli Stati Uniti alla fine di gennaio.
Probabilmente tale attività convettiva, ci traghetterà verso quelle condizioni di ridistribuzione delle anomalie
in quel pattern da antiblocco/NAO+ già discusso. Quindi attività ciclonica in contrazione settentrionale e
anomalie positive a sud.



Volevo anche chiarire un po' il concetto di potenziale di velocità che più volte leggiamo nelle analisi. Ma cos'è
questo potenziale? Indica una convergenza o divergenza dell'attività convettiva. Quando al suolo converge, divetge
in quota, e vale anche per l'inverso. Se osserviamo l'ultima mappa postata, notiamo come nel computo della Mjo
vanno valute le kelvin, le rossby equatoriali e il segnale a bassa frequenza.
Mentre se osserviamo il grafico classico della Mjo, notiamo come detto l'interferenza distruttiva e poi costruttiva
delle kelvin e delle rossby equatoriali. Facciamo allora chiarezza anche in tal senso, perché non conta solo la Mjo.
Le kelvin fungono da attrattori del segnale. Si muovono da ovest verso est portandosi dietro il segnale convettivo,
più o meno viaggiando a velocità medesime. Mentre le equatoriali si muovono al contrario, est - ovest e a velocità
diverse, e esalta la convezione. Quindi una tira e una esalta. Probabilmente la transizione prevista e unitamente
a queste peculiarità descritte, potrebbero dare linfa alla cresta pacifica, finora sempre abbastanza debole e a corrente
alternata ( tranne per i cw scorso ) Che poi sostanzialmente è ciò che sta invalidando la dinamica mmw , per la quale
abbiamo già fatto cenno per il mancato sostegno tropicale.
In conclusione, quando capita di scrivere che certe cose non vanno, in maniera magari sintetica e diretta, non è per
voler andare contro o gettarsi di stomaco, ma perché dietro certe affermazioni si nasconde sempre un lavoro
di osservazione quotidiana a 360° che ovviamente non può essere riversata per intero e sistematicamente
in ogni intervento.
Attualmente riscontriamo un indebolimento del segnale nel percorso verso l'emisfero occidentale pacifico,
a causa dell'interferenza delle ER rossby equatoriali. Le stesse però, una volta che RRM avrà raggiunto l'oceano
indiano nelle prossime settimane, inizieranno a interferire in maniera costruttiva. Questa tendenza dell'involucro
convettivo potrebbe iniziare a favorire un andamento relativamente più caldo su parti degli Stati Uniti centrali e centro-orientali. Tuttavia, l'entità di un eventuale riscaldamento è incerta ed è anche legata ad altre modalità.
Da fine gennaio è stato osservato un modello di onda 1 nel potenziale di velocità di livello superiore, con una divergenza accentuata in quota, centrata sulle Americhe, e una convergenza verso est.
Un'onda di Rossby equatoriale in movimento verso ovest ha suddiviso il campo in un modello di onda 2 negli ultimi
giorni. Si osserva uno spostamento verso sud della corrente a getto sul Nord America, con anomale correnti occidentali
di livello superiore che si spostano sul sud-est degli Stati Uniti alla fine di gennaio.
Probabilmente tale attività convettiva, ci traghetterà verso quelle condizioni di ridistribuzione delle anomalie
in quel pattern da antiblocco/NAO+ già discusso. Quindi attività ciclonica in contrazione settentrionale e
anomalie positive a sud.



Volevo anche chiarire un po' il concetto di potenziale di velocità che più volte leggiamo nelle analisi. Ma cos'è
questo potenziale? Indica una convergenza o divergenza dell'attività convettiva. Quando al suolo converge, divetge
in quota, e vale anche per l'inverso. Se osserviamo l'ultima mappa postata, notiamo come nel computo della Mjo
vanno valute le kelvin, le rossby equatoriali e il segnale a bassa frequenza.
Mentre se osserviamo il grafico classico della Mjo, notiamo come detto l'interferenza distruttiva e poi costruttiva
delle kelvin e delle rossby equatoriali. Facciamo allora chiarezza anche in tal senso, perché non conta solo la Mjo.
Le kelvin fungono da attrattori del segnale. Si muovono da ovest verso est portandosi dietro il segnale convettivo,
più o meno viaggiando a velocità medesime. Mentre le equatoriali si muovono al contrario, est - ovest e a velocità
diverse, e esalta la convezione. Quindi una tira e una esalta. Probabilmente la transizione prevista e unitamente
a queste peculiarità descritte, potrebbero dare linfa alla cresta pacifica, finora sempre abbastanza debole e a corrente
alternata ( tranne per i cw scorso ) Che poi sostanzialmente è ciò che sta invalidando la dinamica mmw , per la quale
abbiamo già fatto cenno per il mancato sostegno tropicale.
In conclusione, quando capita di scrivere che certe cose non vanno, in maniera magari sintetica e diretta, non è per
voler andare contro o gettarsi di stomaco, ma perché dietro certe affermazioni si nasconde sempre un lavoro
di osservazione quotidiana a 360° che ovviamente non può essere riversata per intero e sistematicamente
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Re: ANALISI CIRCOLATORIE/VIEW/MJO/ENSO 2025
Buongiorno a te. Senz'altro Gabriele, ma come si dice, una rondine non fa' primavera. Bisognerà ancora valutareGabriele_2021 ha scritto: ↑mar feb 03, 2026 12:26 pm Buongiorno, il reversal atteso nella terza decade quindi non comporterebbe un riaccorpamento delle masse artiche? Ho scritto così perché noto un riassorbimento dei campi anticiclonici alle alte latitudini e una contrazione della storm track. Ok, si tratta di una redistribuzione energetica, venendo a mancare le forzanti che hanno permesso una destrutturazione del VPT, che resta debole rispetto ai parametri climatologici. Tuttavia, mi sembra corretto affermare una ripresa della posizione delle vorticità polari nella loro sede.
se rientra in un computo di " sistemazione e transizione " oppure se acquisisce un carattere deciso nel tempo.
Tra l'altro quando si parla di vortice polare si descrive il vortice stratosferico, non troposferico.
Sul reversal siamo d'accordo. Sulla ridistribuzione delle onde di rossby, siamo d'accordo. Questo segnale
segna l'inizio di nuova attività troposferica, oppure rientra o rientrerà in una fase fisiologica di transizione?
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Re: ANALISI CIRCOLATORIE/VIEW/MJO/ENSO 2025
A me piace vederla sempre. Certo l'idea che si scioglie in poche ore non mi esalta.
Però non credo siamo nella situazione che ci permette di fare gli schizzinosi
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Re: ANALISI CIRCOLATORIE/VIEW/MJO/ENSO 2025
Ci si avvia dunque al mesto declino della dinamica mmw, che visto anche lo scarso contributo
energetico troposferico da sempre evidenziato, non poteva che andare così.
Momento che accenna solo a fasi al massimo neutre, e gwo perennemente nelle fasi 1-4


Anche questi aspetti non fanno pensare a chissà quale contributo zonale.
energetico troposferico da sempre evidenziato, non poteva che andare così.
Momento che accenna solo a fasi al massimo neutre, e gwo perennemente nelle fasi 1-4


Anche questi aspetti non fanno pensare a chissà quale contributo zonale.


