ANALISI CIRCOLATORIE/VIEW/MJO/ENSO 2025

Discussioni meteorologiche sul tempo previsto nei prossimi giorni ma anche climatologia e discussioni sui run dei vari modelli: è la stanza principale, quella più affollata e seguita.

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picchio70
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Re: ANALISI CIRCOLATORIE/VIEW/MJO/ENSO 2025

Messaggio da picchio70 »

Ne approfitto pure per chiarire un po' il concetto di media, le ens.
La media dei modelli, a lungo termine ovviamente, può essere fuorviante se non valutata
nei dettagli che la compongono.

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Piu medie possono dare come risultato 5 , ma prese esule dal contesto non ci dicono nulla fondamentalmente.
Perché può essere ottenuta tra 10 e 1, tra 9 e 2, tra 8 e 3. Riportando il tutto nel ventaglio meteorologico,
una mappa ens può essere frutto di 25 spaghi che vedono il Burano e 25 spaghi che vedono sub tropicale,
quindi quella proiezione ens non è reale, in quanto o avverrà la prima ipotesi o la seconda.
Mentre tanto più i perturbatori passeranno sopra o vicino alla linea mediale, tanto più sarà veritiera.
Poi ovviamente ci sono tutte le vie di mezzo. Il concetto è che non sempre sono l'espressione solida del segnale,
và valutato come viene composta. Di per se non è una espressione della realtà, ma il frutto di più realtà possibili.
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picchio70
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Re: ANALISI CIRCOLATORIE/VIEW/MJO/ENSO 2025

Messaggio da picchio70 »

Altra sfaccettatura. Il 1956

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Tolto il fatto della componente energetica sempre visibile nell'ammasso canadese, diciamo che uno degli
degli eventi più significativi, più estesi, più duraturi per l'Europa, avvenne in una condizione atmosferica
di strat-cooling. Cioè un forte raffreddamento della stratosfera con coupling troposferico. L'ipotesi diametralmente
opposta dunque. Eppure... Ma perché? Perché gli schemi non esistono, esistono casomai i metodi statistici,
la variabilità, il caso, concause fortuite.
La troposfera era predisposta per il blocco scandinavo con una circolazione radicata e inerziale, e le continue
pulsazioni dall'alto non fecero che corroborare tutto questo. Continue modulazioni e rimodulazioni della cresta
scandinava che a più riprese convogliarono aria gelida anche nel mediterraneo.
Poi la statistica ci dice quanto sia probabile, non possibile o meno. Contestualizzate sempre.
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picchio70
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Re: ANALISI CIRCOLATORIE/VIEW/MJO/ENSO 2025

Messaggio da picchio70 »

Senza la contestualizzazione e l'osservazione dei caratteri generale, senza il riscontro e supporto grafico,
spesso si finisce con l'andare di stomaco più che con il cervello. Non ci sono mai situazioni
che possono essere messe a totem univoco, bensì ogni stagione o ogni segmento di essa, presenta o
può presentare peculiarità che vanno a smontare dogmi nati perlopiù dal nulla. Magari ricordi sopiti, non so,
sicuramente la realtà spesso e diversa.
Allora nasce spontanea una domanda: ma siete così sicuri che ondate gelide sul nord america corrispondano
poi a mitezza nel mediterraneo? Perché il flusso viene bla bla bla ? Non mi pare

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Se volete ne posso accatastare altre di carte.
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Re: ANALISI CIRCOLATORIE/VIEW/MJO/ENSO 2025

Messaggio da Ladamabianca85 »

picchio70 ha scritto: ven gen 30, 2026 12:46 pm
Ladamabianca85 ha scritto: ven gen 30, 2026 12:36 pm
picchio70 ha scritto: ven gen 30, 2026 12:32 pm
Vero, confermo che tempo fa' anch'io mi buttavo con sufficienza. Poi gli studi e letture fatte giorno dopo giorno,
mese dopo mese, mi hanno fatto capire e comprendere tante altre cose e correggere quei vizi di forma.
Nulla è statico, nulla è fermo, il mondo và avanti. Ci si aggiorna e si migliora. Altrimenti staremmo ancora
a toglierci il dente dal barbiere, e fare impacchi di sanguisughe.
A meno che lo studio non sia ora considerato deplorevole.
Ma non è scrivendo qui e criticando chi lo fa che aiuti a capire certe cose. Dall’alto della tua esperienza e conoscenza, frutto di anni di studio, dovresti contribuire in modo diverso e, soprattutto, restando sulla stessa pagina... Modelli live…
Pensiero questo rispettabile, ma non condiviso al momento. Comunque grazie per l'invito.
Non c'è nulla di male nel descrivere le Analisi circolatorie, Mjo, Enso, come da titolo TD e non facendo Live.
D'altronde se uno vuole leggermi non è che da Milano debba spostarsi a Palermo in treno. Basta solo
muovere il mouse di qualche centimetro. Non credo che il problema sia questo
Non è una questione di leggere uno o l’altro, o di muovere il mouse per vedere tesi diverse. Capisco il risentimento, ma solo tornando lì, correggendo e mostrando elementi a supporto della tua tesi con gentilezza e garbo, dai la possibilità di crescere anche a chi la vede diversamente o ha meno competenze. Alla fine è un forum amatoriale: continuare, da una parte e dall’altra, a mandare frecciatine non serve a nessuno e soprattutto crea attriti. Da maestro di vecchia data dovresti mettere da parte l’orgoglio e rientrare, come in molti ti hanno già chiesto. Chiuso Ot.
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Re: ANALISI CIRCOLATORIE/VIEW/MJO/ENSO 2025

Messaggio da Gelo Etna. »

Ciao picchio credo che tu ti sei fatto sicuramente un idea riguardo la restante parte della stagione, pensi che ci siano possibilità di vedere qualcosa di importante dal punto di vista invernale da qui alla fine della stagione? Ovviamente non chiedo una previsione ma solo un tuo parere personale.
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Re: ANALISI CIRCOLATORIE/VIEW/MJO/ENSO 2025

Messaggio da picchio70 »

L'SPV è attualmente più forte della media ERA5 ma si prevede che si indebolirà rispetto alla media (secondo la media GEFS) 3 membri su 31 hanno un vortice più forte della media nell'ultimo passaggio di previsione (2026-02-14 06:00:00) La probabilità SSW in GEFS è: 26%. Il vento zonale medio zonale a 10 hPa 60N è oggi (analisi GFS): 38,3 m/s Il vento zonale più debole a 10 hPa 60N nel record ERA5 per la data odierna è: -25,1 m/s 2009 Il vento zonale più forte a 10 hPa 60N nel record ERA5 per la data odierna è: 59,8 m/s 1984
Ricordiamo che ssw non è l'espressione dello split, sono due cose diverse e non complementari.
Ora passiamo attraverso un animazione, a riprendere aspetti della disamina fatta stamane sul vortice
polare. Focalizziamo l'attenzione sulla simmetria o meno, ma anche persistenza e stazionarietà del disturbo,
del w2 pattern a tentare di dividere il vortice.

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Vediamo come intorno alle 200 ore la tenaglia risulti presente e come le due polarità siano equamente
ripartite. Però già a 300 ore circa, comincia a cedere la stazionarietà del disturbo con la cresta pacifica che
cala e le vorticita' cominciano a scivolare sulla Siberia. Sul finale, circa 15 giorni, vediamo come ci sia una
forte predominanza del lobo siberiano, tipo displacement, con i venti che non riescono ad andare in negativo.
Ne abbiamo già parlato stamane fornendo spiegazioni. Immaginate solo di provare a dividere in due una
saponetta bagnata applicando più forza da un lato....sguish
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Re: ANALISI CIRCOLATORIE/VIEW/MJO/ENSO 2025

Messaggio da picchio70 »

Gelo Etna. ha scritto: ven gen 30, 2026 4:13 pm Ciao picchio credo che tu ti sei fatto sicuramente un idea riguardo la restante parte della stagione, pensi che ci siano possibilità di vedere qualcosa di importante dal punto di vista invernale da qui alla fine della stagione? Ovviamente non chiedo una previsione ma solo un tuo parere personale.
Ciao Gelo. Ne ho parlato stamane valutando il grafico di Hovmoller 😉
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Re: ANALISI CIRCOLATORIE/VIEW/MJO/ENSO 2025

Messaggio da CAPONORD1966 »

Ladamabianca85 ha scritto: ven gen 30, 2026 3:59 pm
picchio70 ha scritto: ven gen 30, 2026 12:46 pm
Ladamabianca85 ha scritto: ven gen 30, 2026 12:36 pm
Ma non è scrivendo qui e criticando chi lo fa che aiuti a capire certe cose. Dall’alto della tua esperienza e conoscenza, frutto di anni di studio, dovresti contribuire in modo diverso e, soprattutto, restando sulla stessa pagina... Modelli live…
Pensiero questo rispettabile, ma non condiviso al momento. Comunque grazie per l'invito.
Non c'è nulla di male nel descrivere le Analisi circolatorie, Mjo, Enso, come da titolo TD e non facendo Live.
D'altronde se uno vuole leggermi non è che da Milano debba spostarsi a Palermo in treno. Basta solo
muovere il mouse di qualche centimetro. Non credo che il problema sia questo
Non è una questione di leggere uno o l’altro, o di muovere il mouse per vedere tesi diverse. Capisco il risentimento, ma solo tornando lì, correggendo e mostrando elementi a supporto della tua tesi con gentilezza e garbo, dai la possibilità di crescere anche a chi la vede diversamente o ha meno competenze. Alla fine è un forum amatoriale: continuare, da una parte e dall’altra, a mandare frecciatine non serve a nessuno e soprattutto crea attriti. Da maestro di vecchia data dovresti mettere da parte l’orgoglio e rientrare, come in molti ti hanno già chiesto. Chiuso Ot.
Scusate l'OT ma, perchè si realizzi

"dai la possibilità di crescere anche a chi la vede diversamente o ha meno competenze"

Non dipende da Picchio ma, dall'umiltà che manca a tanti e dalla voglia di crescere/assimilare e non sentirsi "già arrivati".
Picchio non ha l'obbligo di insegnare e/o spiegare e quindi tornare di là. Se mai dovrebbe essere chi è di la a rendersi conto che ha tanto da imparare e venire di qui e chiedere di apprendere.
Poi come dice Al Pacino nell'Avvocato del Diavolo :twisted: , tutti abbiamo il libero arbitrio fine OT 8)
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Re: ANALISI CIRCOLATORIE/VIEW/MJO/ENSO 2025

Messaggio da picchio70 »

Valutiamo ora altri strumenti a disposizione onde carpire qualche informazione utile
sulle dinamiche a carattere generale nel mese di febbraio.
Stasera poniamo l'attenzione sugli EOF e pattern meteorologici.
Partiamo dal primo con focus a metà mese

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Solo un accenno per coloro che magari hanno ancora qualche difficoltà nel saperli interpretare.
Non è difficile. Vedete che il grafico è diviso in due comparti a loro volta suddivisi.
Il piano orizzontale mostra l'oscillazione atlantica ( NAO ) positiva o negativa ( creste ), mentre il piano verticale
mostra come tendono a modularsi verso il nord o il sud dell'emisfero ( proiezioni ortogonali )
C'è una chiara firma fino a metà mese almeno, sulla circolazione in atto e che stiamo osservando.
Cresta nei pressi della Groenlandia e NAO negativa.
Questo ci suggerisce che il centro ritiene poco probabile che si avranno modifiche alla circolazione, nella sua
impronta, non sfumature. Per quelle ci sono i GM a 120 ore. Poi a cavallo della seconda terza decade la diffusione
tende a regredire, sino a portarsi verso la neutralità, per poi ( a cavallo del cambio stagionale ) mostrare una cresta più accostata alla Scandinavia, seppur lo spread ( visibile dalla tonalità dei colori più o meno accesi ) rimanga alto. Ma è normale che sia così.

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Ovviamente anche i regimi tendono a mostrare questo percorso evolutivo. Vedete come il verde tende a scemare e comparire la parvenza di un blocco/ATR/NAO neutra.

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Queste ultime circostanze di fine mese, non sono ovviamente garanzia di. Diciamo che quei pattern
sarebbero più confacenti, tutto qua. Sono quegli accenni fatti già stamani attraverso Hovmoller e al momento
poco solidi.
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Re: ANALISI CIRCOLATORIE/VIEW/MJO/ENSO 2025

Messaggio da picchio70 »

Queste sono analisi di fisici dell'atmosfera che mi confortano.

Non sono solito parlare delle dinamiche atmosferiche oltre la troposfera che, come è noto, è il volume dell’atmosfera a contatto con il suolo in cui avvengono i fenomeni meteorologici. Non lo faccio perché negli anni ho notato che, piuttosto spesso, le analisi delle evoluzioni che riguardano il riscaldamento della stratosfera polare – noto come «stratwarming» – non vengono lette con il dovuto distacco e si tende, spesso, a saltare a facili conclusioni ignorando non solo quanto è complesso il fenomeno in questione, ma anche quanto è altrettanto complesso comprendere le conseguenze che proprio questo fenomeno può avere in troposfera, fino a condizionare le dinamiche che analizziamo e commentiamo giorno dopo giorno.

Un riscaldamento stratosferico polare è indotto da un’iniezione di energia e di quantità di moto da parte delle onde planetarie che in troposfera si possono sviluppare molto in altezza fino a sconfinare proprio nella stratosfera e qui disturbare il Vortice Polare, cioè la circolazione ciclonica che racchiude il serbatoio di aria gelida che si forma nella stagione invernale. In questo caso il Vortice Polare si indebolisce e, a seconda dell’intensità della forzante, può modificare la propria forma a tal punto da arrivare anche a rompersi in due o più lobi che vanno a posizionarsi a latitudini più meridionali rispetto a quelle polari perché qui, proprio a seguito di questa evoluzione, prende forma un anticiclone polare e quindi una circolazione opposta che inverte il verso di moto del flusso. Ammesso e non concesso che il segnale di questo indebolimento del Vortice Polare in stratosfera riesca poi a propagarsi in troposfera e a ridisegnare così la circolazione anche a quote inferiori incentivando per esempio lo sviluppo degli scambi meridiani delle masse d’aria, ecco che aumenta la probabilità di avere irruzioni di aria gelida verso le basse latitudini, dove si trova anche l’Italia ma… non solo l’Italia.

È proprio questo il punto: alle basse latitudini non ci siamo solo noi! Da quando il Generale Andrea Baroni parlò per la prima volta del fenomeno del riscaldamento stratosferico polare alla fine del dicembre del 1984, da cui scaturì l’ondata di gelo del gennaio successivo che colpì l’Europa e la nostra penisola, sembra che da tutti i fenomeni di stratwarming nascano le condizioni per vedere le masse di aria artica dirette verso il Mediterraneo centrale. No, non è assolutamente vero, anche se come al solito chi fa (dis)informazione in merito lascia intendere proprio questo per puri scopi commerciali. È ovvio, infatti, che nel momento in cui si sviluppano le condizioni per evoluzioni di questo tipo, sono sempre le equazioni di governo della dinamica atmosferica – risolte dai modelli numerici di previsione – a definire le traiettorie delle correnti gelide con tutto il bagaglio di incertezza che si portano dietro nel momento in cui si allunga la distanza temporale della previsione: insomma, sono concetti che dovrebbero essere già noti e su cui non vale la pena dilungarsi ulteriormente.

Questa doverosa premessa è utile per parlare della situazione che sembrerebbe prospettarsi nei prossimi giorni proprio sulla stratosfera polare. Sulla verticale del Polo, infatti, nei primi giorni di febbraio si verificherà un importante riscaldamento che andrà probabilmente a concretizzarsi tra l’area canadese e quella siberiana passando per la Groenlandia (fig. 1, credit Guido Cioni, che ringrazio). Come detto, l’effetto di questo processo sarà quello di destabilizzare il Vortice Polare la cui posizione, attualmente disposta a ellissoide allungato soprattutto verso il Nord America, potrebbe subire una contrazione come se si trovasse due spine sul fianco di natura anticiclonica. Anche se trattiamo di dinamiche stratosferiche che sono più predicibili rispetto a quelle che si verificano in troposfera, per analizzare la possibile evoluzione del fenomeno è sempre doveroso seguire l’approccio probabilistico. A tal proposito, si può allora osservare come lo scenario medio emergente come segnale dominante a cavallo tra la prima e la seconda decade di febbraio vada a modificare la struttura ciclonica del Vortice facendole assumere una forma a occhiale sbilanciata verso l’area siberiana (fig. 2).

In questo segnale medio non si evidenzia quindi, per il momento, una completa rottura del Vortice in due o più lobi distinti, ma si nota comunque una figura depressionaria la cui dinamica sarà molto probabilmente condizionata dall’azione a tenaglia dei due campi anticiclonici che, inevitabilmente, andranno a modificare il moto di circolazione del flusso attorno ad essa. Il flusso zonale, che corre da ovest verso est, dovrebbe così subire un rallentamento che, stando alle attuali proiezioni, inizierà proprio nei prossimi giorni per proseguire almeno fino all’inizio della seconda decade di febbraio (fig. 3). Si tratta ovviamente di una prima stima che dovrà essere definita in modo più accurato nei prossimi giorni alla luce dei nuovi aggiornamenti, come viene lasciato intendere dagli scenari stessi che presentano ancora una notevole dispersione attorno alla loro media. Al di là di questo particolare, è comunque importante notare che il segnale dominante tenderebbe ad avvicinarsi al decimo percentile della climatologia del modello (10° P) e, proprio per questo, si tratterebbe di una dinamica che acquista una certa importanza.

Non ci troviamo però ancora nelle condizioni di poter ritenere probabile o molto probabile un’inversione delle correnti, cioè di prevedere un rallentamento del flusso che arriverebbe addirittura a invertire il proprio verso di percorrenza da zonale ad anti-zonali: come infatti si può osservare, gli scenari presenti laddove le velocità sono negative (rettangolo in blu) sono certamente aumentati rispetto alle proiezioni dei giorni scorsi ma restano ancora in minoranza rispetto a quelli che, pur rimarcando un indebolimento della zonalità, evidenziano comunque un segnale ovest-est ancora attivo. Affinché si concretizzi una netta inversione del flusso e l’avvento di velocità negative, il segnale anticiclonico deve diventare più forte e condizionare maggiormente la struttura del Vortice Polare con quel processo di rottura di questa figura in due o più lobi che, come detto, non è ancora evidente nel segnale dominante. Bisognerà quindi seguire passo dopo passo le modifiche che sicuramente saranno apprezzate nei prossimi aggiornamenti e, in generale, sarà necessario osservare se e come questa complessa dinamica potrebbe condizionare anche le vicissitudini in troposfera. Insomma, siamo ancora in alto mare prima di avere segnali robusti su quello che potrebbe succedere o meno in Europa e nel Mediterraneo a seguito di questo fenomeno di stratwarming che è sicuramente interessante, ma che spesso viene tirato… per la giacca per confezionare previsioni gelide e nevose come se nulla fosse. Come se tutto fosse consequenziale. Non funziona così.

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Notate differenze rispetto a alcuni proclami letti e riportati?
Vedete come i toni sono diversi? Come non si urli? Non si usano termini apocalittici come tappi che saltano
o che crolla tutto? I ci siamo!! Attenzione!!! Bene, questa dicasi meteorologia e metodo scientifico.
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Re: ANALISI CIRCOLATORIE/VIEW/MJO/ENSO 2025

Messaggio da picchio70 »

Non ci sono sostanziali novità, solo sfumature che si fermano al limite al nord Italia

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Re: ANALISI CIRCOLATORIE/VIEW/MJO/ENSO 2025

Messaggio da picchio70 »

Buongiorno. Assodate dunque le dinamiche dei prossimi giorni, fotocopie del recente passato
e prossimo futuro, spostiamo lo sguardo verso metà mese.

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Già ieri sera con Hovmoller è stata delineata una tendenza che non và a scostarsi molto dalle dinamiche
già prese in esame. Prima di tutto non si notano segnali significativi di un reversal, in quanto la distribuzione
delle vorticita' principali e delle creste anticicloniche, rimangono più o meno invariate al netto di normali
modulazioni e sfumature nell'ambito del medesimo pattern.
È stato già fatto cenno nei precedenti interventi questo tentativo delle masse artiche di scivolare più a sud
in questo frangente temporale, ma altresì sono state anche sottolineate quelle peculiarità poco idonee
affinché anche il mediterraneo potesse risentirne.
L'ultimo aggiornamento smorza un po' il segnale positivo delle temperature sul nord Italia, e questo aspetto
potrebbe far pensare a una linea di confluenza delle due circolazioni opposte un po' più bassa.
Detto questo, il segnale dominante non tende a sconvolgere il tema, ma contestualmente non si possono
escludere temporanei sconfinamenti al nord Italia di aria più fredda.
Infatti anche osservando il ventaglio probabilistico tramite gli spaghetti, notiamo verso metà mese questa
tendenza alla flessione delle temperature sul nord Italia. Segnale che scema progressivamente procedendo
verso sud. Lunedì questo lasso temporale in esame, entrerà nell'ambito settimanale delle view più solido,
e avremo sicuramente un quadro più delineato della situazione.
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Re: ANALISI CIRCOLATORIE/VIEW/MJO/ENSO 2025

Messaggio da picchio70 »

Comparando questi segnali con quelli espressi nel long deterministico, notiamo una certa linearità.
Il solito vorrei ma non posso che ammette qualche strappo temporaneo in un assetto che tende a chiudere
la porta un poche ore. Lato pacifico e dipolo nord americano troppo messo male. Al momento quindi
non compare nessun segnale deciso in virtù di quello in cui molti giustamente sperano. Nessuna sirena antiaerea
da emettere per capirci. Questo per ciò che oggi viene mostrato dall'insieme probabilistico.
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Re: ANALISI CIRCOLATORIE/VIEW/MJO/ENSO 2025

Messaggio da picchio70 »

Carta sinottica sempre molto esemplificativa della circolazione in essere, con questo treno
infinito di perturbazioni che si susseguono in atlantico e sul mediterraneo.

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La prima mappa mostra gli sviluppi attuali con il sud e le isole interessati da piogge e vento anche forti.
Dopo una momentanea pausa, un secondo peggioramento atteso per l'inizio della prossima settimana,
porterà un deciso peggioramento delle condizioni atmosferiche sul nord Italia, per poi scivolare verso sud.
In questo frangente, e date le temperature presenti al nord Italia, oltre alle piogge anche di una certa consistenza,
saranno anche le nevicate a fare la voce grossa sull'arco alpino e sino a quota di pianura sul Piemonte.
In progressivo rialzo procedendo verso est. Sappiamo però quanto sia labile una previsione quando si parla
di neve a bassa quota, quindi per una previsione più attendibile sarà meglio attendere lunedì.
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Re: ANALISI CIRCOLATORIE/VIEW/MJO/ENSO 2025

Messaggio da picchio70 »

Se osserviamo le anomalie attuali con quelle mediate viste a 10 giorni, notiamo
appunto come la circolazione tende sempre a ricalcare una medesima via.

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