esattamente
quello che si vede spesso
Negli ultimi anni stiamo osservando un cambiamento piuttosto netto nella dinamica invernale dell’emisfero nord: le configurazioni fredde “classiche” per il Mediterraneo si presentano sempre meno, e quando arrivano lo fanno in modo rapido, monco, senza la struttura d’onda che un tempo permetteva irruzioni più profonde e durature. Non è solo una questione di masse d’aria più calde: è l’intero sistema dinamico che sta cambiando, e uno dei punti chiave sembra essere la trasformazione della rottura d’onda di Rossby.
Sempre più spesso le onde anticicloniche si smorzano sopra gli oceani, mentre riescono a persistere un po’ meglio sulla terraferma. Questo significa meno onde lunghe stazionarie dove servono a noi , meno possibilità di amplificazione e più prevalenza di onde corte, CWB e “ciambelle polari”.
Il lavoro di Tahvonen et al. (2025) chiarisce bene il meccanismo: l’aumento delle SST tropicali intensifica e rende più zonale il getto subtropicale, spostando verso nord‑est la latitudine critica. In queste condizioni l’AWB diventa molto più difficile, perché un jetsubtropicale forte “stira” le onde impedendo loro di invertire il gradiente di PV. Parallelamente, l’indice di rifrazione cambia: sul lato equatoriale del jet il gradiente di PV si indebolisce e la waveguide si chiude; sul lato polare, invece, shear e baroclinicità aumentano, favorendo il CWB. Il risultato è uno sbilanciamento netto: AWB in calo, CWB in aumento.
Anche l’Atlantico mostra una trasformazione coerente con questo quadro: il getto invernale tende a essere più teso e più zonale, con una riduzione degli episodi di AWB e un aumento della rottura ciclonica sul lato polare. La storm track si colloca più a nord e la circolazione assume caratteristiche più mobili e cicloniche, con meno spazio per blocchi anticiclonici duraturi. A questo si aggiunge la tendenza alla barotropizzazione del flusso, che favorisce la propagazione lineare delle onde a scapito della loro amplificazione.
Anche altri studi, come quello di Rimbu et al., confermano che SST tropicali più elevate modificano la convezione e lo shear in Atlantico, aumentando il CWB nella regione groenlandese e influenzando i pattern di blocking artico.
+ blocking della Groenlandia favoriscono e innesti atlantici sul sud Europa, con correnti mediamente sud occidentali e freddo in scorrimento oltralpe; secondo Cohen, alimenta anche la possibilità di VP allungati e riflessione d’onda, una tendenza frequente negli ultimi anni. Credo che i due fattori possano essere collegati: se le creste anticicloniche sono poco radicate, non riescono a mantenere una stazionarietà d’onda e flussi di calore e momenti convergenti tali da generare discese fredde corpose e split del VPS, favorendo onde riflesse.

