GENNAIO 2026 - ANALISI MODELLI LIVE
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Re: GENNAIO 2026 - ANALISI MODELLI LIVE
Non ne parlano,forse perchè ancora sono molto prudenti
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GELOSIBERIANO
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Re: GENNAIO 2026 - ANALISI MODELLI LIVE
La differenza cruciale non risiede nella forza dello split, ma nella destinazione dell’energia redistribuita. Nel 2018, questa si è concentrata sulle alte latitudini euroasiatiche, favorendo la formazione di blocchi atmosferici. Nel 2014, invece, si è accumulata sull'Atlantico, rafforzando il flusso zonale.La lezione da trarre è chiara: la stratosfera può spezzare il vortice polare, ma è la troposfera a decidere quale parte raccoglierà i pezzi.
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effetto stau
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Re: GENNAIO 2026 - ANALISI MODELLI LIVE
Comunque ragazzi FINALMENTE ho trovato e conosciuto sul web una persona.,..oltre a quelli presenti qua nel forum....onesta e tantissimo preparata.
Non posso fare nomi ma già a sentirlo parlare mi ispira moooolta fiducia perché è razionale e obiettivo.
Forse dalla seconda decade di febbraio....se tutto va come deve andare.....possiamo giocarci un grande evento.
Adesso lo seguo..!!
Non posso fare nomi ma già a sentirlo parlare mi ispira moooolta fiducia perché è razionale e obiettivo.
Forse dalla seconda decade di febbraio....se tutto va come deve andare.....possiamo giocarci un grande evento.
Adesso lo seguo..!!
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Vedolaneve
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Re: GENNAIO 2026 - ANALISI MODELLI LIVE
Ciao letLet it snow! ha scritto: ↑gio gen 22, 2026 12:38 pm Questo NON PER FARE PROCLAMI fu il riscaldamento del 1985.
Sicuramente sono dinamiche affascinanti e rare, da qui a portare un evento nel Mediterraneo ne deve passare di acqua sotto i ponti.
Questo nel 2018
Questo quello previsto da gfs

Se ci sara propagazione in tropo gli effetti si vedranno non prima di 10 -12 gg .
Affascinanti queste dinamiche
Re: GENNAIO 2026 - ANALISI MODELLI LIVE
Ok Grazie
Attendiamo fino al 5 circa e vediamo se i modelli annunciano lo split in tropo attendere prego
Attendiamo fino al 5 circa e vediamo se i modelli annunciano lo split in tropo attendere prego
Re: GENNAIO 2026 - ANALISI MODELLI LIVE
La situazione per come è vista attualmente sa modelli per i prossimi giorni (fino agli inizi di febbraio) vede un susseguirsi di depressioni più o meno intense provenienti sull'oceano Atlantico con direzione mord ovest sud est direzione Mediterraneo centro occidentale e quindi anche l'italia con le solite caratteristiche che conosciamo benissimo. Tutta Italia sarà coinvolta da precipitazioni localmente di una certa intensità, che in pianura da nord a sud avranno carattere essenzialmente liquido salvo, forse, l'angolo Jordan occidentale italiano; neve sarà possibile sulle Alpi, anche quelle orientali a tratti e a quote relativamente basse, e sugli Appennini da nord a sud qui a quote maggiori specialmente procedendo verso sud.
Se si aspetta freddo intenso oppure neve a quote bassissime non credo al momento che tale situazione possa vedere la luce entro questo mese di gennaio; febbraio vedremo ma anche in questo caso difficilmente in vase alle attuali carte reali episodi potranno verificarsi i primi giorni di febbraio.
Saluti.
Se si aspetta freddo intenso oppure neve a quote bassissime non credo al momento che tale situazione possa vedere la luce entro questo mese di gennaio; febbraio vedremo ma anche in questo caso difficilmente in vase alle attuali carte reali episodi potranno verificarsi i primi giorni di febbraio.
Saluti.
Re: GENNAIO 2026 - ANALISI MODELLI LIVE
Buongiorno a tutti di ML
L'aggiornamento di oggi, 22 gennaio 2026, conferma che siamo nel pieno di un "braccio di ferro" tra una stratosfera esplosiva e una troposfera che fatica a sbloccarsi. Sebbene i run deterministici (le corse singole) abbiano fatto sparire il gelo russo per fine mese, i dati tecnici "sotto il cofano" dicono che la partita è tutt'altro che chiusa.
Ecco i tre pilastri della situazione attuale:
1. La Stratosfera ha "sparato":
AO in picchiata
Le ultime rilevazioni confermano uno Stratwarming di tipo "deformativo" (e potenzialmente uno split) molto potente tra il Canada e la Siberia.
Indice AO: Le proiezioni lo vedono crollare verso valori estremi (fino a -4 deviazioni standard). Questo significa che il Vortice Polare sta letteralmente "colando" verso sud.
Venti a 10 hPa:
C'è un rallentamento drastico. Molti spaghi stratosferici puntano verso l'inversione (sotto lo zero), il segnale tipico che ha preceduto eventi come il 2018.
2. Perché i modelli hanno "ritrattato"?
Il motivo del pessimismo dei run deterministici di oggi è il ritardo nella propagazione.
In questo momento, il calore della stratosfera sta "spingendo" dall'alto, ma lo strato d'aria tra i 10 e i 20 km (la tropopausa) sta facendo da isolante.
Finché questo segnale non "buca", i modelli vedono solo il disturbo atlantico.
Per questo per fine gennaio ora danno pioggia, vento e neve solo in quota, invece del gelo siberiano.
3. La Proiezione per fine mese (27-31 Gennaio)
Ad oggi, le previsioni per l'ultima settimana di gennaio si sono "ammorbidite":
Niente "Orso" immediato:
L'aria continentale russa è vista scorrere troppo a Nord o troppo a Est.
Dinamicità Artica:
Invece del gelo siberiano, avremo infiltrazioni artico-marittime. Aspettati un clima instabile con nevicate sulle Alpi e sull'Appennino settentrionale (oltre i 1000m) e piogge frequenti al Centro-Sud.
I "Giorni della Merla":
Potrebbero passare sotto un regime atlantico perturbato, con temperature in media ma senza i picchi di gelo sperati fino a ieri.
Cosa tenere d'occhio ora?
Il "Target" si è spostato leggermente: la vera propagazione del gelo stratosferico verso l'Italia è ora attesa tra il 5 e il 12 febbraio.
Note :
Il mio consiglio spassionato:
Non guardare i simboli della neve sulle app per fine gennaio, sono inattendibili ora.
1) Guardare invece se tra 48 ore gli "spaghi" della temperatura a 10 hPa continuano a scendere
2) Se la stratosfera tiene, il gelo tornerà nelle mappe troposferiche per l'inizio di febbraio con un effetto "elastico".
Si racconta

L'aggiornamento di oggi, 22 gennaio 2026, conferma che siamo nel pieno di un "braccio di ferro" tra una stratosfera esplosiva e una troposfera che fatica a sbloccarsi. Sebbene i run deterministici (le corse singole) abbiano fatto sparire il gelo russo per fine mese, i dati tecnici "sotto il cofano" dicono che la partita è tutt'altro che chiusa.
Ecco i tre pilastri della situazione attuale:
1. La Stratosfera ha "sparato":
AO in picchiata
Le ultime rilevazioni confermano uno Stratwarming di tipo "deformativo" (e potenzialmente uno split) molto potente tra il Canada e la Siberia.
Indice AO: Le proiezioni lo vedono crollare verso valori estremi (fino a -4 deviazioni standard). Questo significa che il Vortice Polare sta letteralmente "colando" verso sud.
Venti a 10 hPa:
C'è un rallentamento drastico. Molti spaghi stratosferici puntano verso l'inversione (sotto lo zero), il segnale tipico che ha preceduto eventi come il 2018.
2. Perché i modelli hanno "ritrattato"?
Il motivo del pessimismo dei run deterministici di oggi è il ritardo nella propagazione.
In questo momento, il calore della stratosfera sta "spingendo" dall'alto, ma lo strato d'aria tra i 10 e i 20 km (la tropopausa) sta facendo da isolante.
Finché questo segnale non "buca", i modelli vedono solo il disturbo atlantico.
Per questo per fine gennaio ora danno pioggia, vento e neve solo in quota, invece del gelo siberiano.
3. La Proiezione per fine mese (27-31 Gennaio)
Ad oggi, le previsioni per l'ultima settimana di gennaio si sono "ammorbidite":
Niente "Orso" immediato:
L'aria continentale russa è vista scorrere troppo a Nord o troppo a Est.
Dinamicità Artica:
Invece del gelo siberiano, avremo infiltrazioni artico-marittime. Aspettati un clima instabile con nevicate sulle Alpi e sull'Appennino settentrionale (oltre i 1000m) e piogge frequenti al Centro-Sud.
I "Giorni della Merla":
Potrebbero passare sotto un regime atlantico perturbato, con temperature in media ma senza i picchi di gelo sperati fino a ieri.
Cosa tenere d'occhio ora?
Il "Target" si è spostato leggermente: la vera propagazione del gelo stratosferico verso l'Italia è ora attesa tra il 5 e il 12 febbraio.
Note :
Il mio consiglio spassionato:
Non guardare i simboli della neve sulle app per fine gennaio, sono inattendibili ora.
1) Guardare invece se tra 48 ore gli "spaghi" della temperatura a 10 hPa continuano a scendere
2) Se la stratosfera tiene, il gelo tornerà nelle mappe troposferiche per l'inizio di febbraio con un effetto "elastico".
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Vedolaneve
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Re: GENNAIO 2026 - ANALISI MODELLI LIVE
Grazie rio
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effetto stau
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Re: GENNAIO 2026 - ANALISI MODELLI LIVE
Rio ha scritto: ↑gio gen 22, 2026 2:10 pm Buongiorno a tutti di ML
L'aggiornamento di oggi, 22 gennaio 2026, conferma che siamo nel pieno di un "braccio di ferro" tra una stratosfera esplosiva e una troposfera che fatica a sbloccarsi. Sebbene i run deterministici (le corse singole) abbiano fatto sparire il gelo russo per fine mese, i dati tecnici "sotto il cofano" dicono che la partita è tutt'altro che chiusa.
Ecco i tre pilastri della situazione attuale:
1. La Stratosfera ha "sparato":
AO in picchiata
Le ultime rilevazioni confermano uno Stratwarming di tipo "deformativo" (e potenzialmente uno split) molto potente tra il Canada e la Siberia.
Indice AO: Le proiezioni lo vedono crollare verso valori estremi (fino a -4 deviazioni standard). Questo significa che il Vortice Polare sta letteralmente "colando" verso sud.
Venti a 10 hPa:
C'è un rallentamento drastico. Molti spaghi stratosferici puntano verso l'inversione (sotto lo zero), il segnale tipico che ha preceduto eventi come il 2018.
2. Perché i modelli hanno "ritrattato"?
Il motivo del pessimismo dei run deterministici di oggi è il ritardo nella propagazione.
In questo momento, il calore della stratosfera sta "spingendo" dall'alto, ma lo strato d'aria tra i 10 e i 20 km (la tropopausa) sta facendo da isolante.
Finché questo segnale non "buca", i modelli vedono solo il disturbo atlantico.
Per questo per fine gennaio ora danno pioggia, vento e neve solo in quota, invece del gelo siberiano.
3. La Proiezione per fine mese (27-31 Gennaio)
Ad oggi, le previsioni per l'ultima settimana di gennaio si sono "ammorbidite":
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L'aria continentale russa è vista scorrere troppo a Nord o troppo a Est.
Dinamicità Artica:
Invece del gelo siberiano, avremo infiltrazioni artico-marittime. Aspettati un clima instabile con nevicate sulle Alpi e sull'Appennino settentrionale (oltre i 1000m) e piogge frequenti al Centro-Sud.
I "Giorni della Merla":
Potrebbero passare sotto un regime atlantico perturbato, con temperature in media ma senza i picchi di gelo sperati fino a ieri.
Cosa tenere d'occhio ora?
Il "Target" si è spostato leggermente: la vera propagazione del gelo stratosferico verso l'Italia è ora attesa tra il 5 e il 12 febbraio.
Note :
Il mio consiglio spassionato:
Non guardare i simboli della neve sulle app per fine gennaio, sono inattendibili ora.
1) Guardare invece se tra 48 ore gli "spaghi" della temperatura a 10 hPa continuano a scendere
2) Se la stratosfera tiene, il gelo tornerà nelle mappe troposferiche per l'inizio di febbraio con un effetto "elastico".
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- gandalf il bianco
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Re: GENNAIO 2026 - ANALISI MODELLI LIVE
Si ma non date per scontato la cosa, non è matematica, semmai il MMW di tipo split ci sarà bisogna vedere cosa propone la troposfera , se le masse artiche son già disposte bene per il periodo , eventuali azioni di blocco ecc ecc...
Sono anni che aspetto si verifichi una cosa del genere solo per vedere come reagirà la troposfera a livello emisferico generale...
Sono anni che aspetto si verifichi una cosa del genere solo per vedere come reagirà la troposfera a livello emisferico generale...
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Re: GENNAIO 2026 - ANALISI MODELLI LIVE
Ovvio gandalf la cosa è molto più complessa di come la facciamo noi .gandalf il bianco ha scritto: ↑gio gen 22, 2026 2:25 pm Si ma non date per scontato la cosa, non è matematica, semmai il MMW di tipo split ci sarà bisogna vedere cosa propone la troposfera , se le masse artiche son già disposte bene per il periodo , eventuali azioni di blocco ecc ecc...
Sono anni che aspetto si verifichi una cosa del genere solo per vedere come reagirà la troposfera a livello emisferico generale...
Comuque la differenza di quest anno dai soliti worm e avere già un vp disturbato e continui afflussi di calore dall alto .
Questo a poco più di metà stagione .
Quindi chiassa ! il proseguo si farà molto interessante a prescinde di cosa succederà sulle nostre teste
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Re: GENNAIO 2026 - ANALISI MODELLI LIVE
gandalf il bianco ha scritto: ↑gio gen 22, 2026 12:43 pm2012 ancora piu potente ma simile,2018 idem...vedremo ,anche perché molto dipende dalla sua potenza e durata,piu lo è piu si propagherà piu in fretta nei piani bassi,ovvio che se laggiu siamo messi male per quanto riguarda le masse artiche ci vorrà piu tempoLet it snow! ha scritto: ↑gio gen 22, 2026 12:38 pm Questo NON PER FARE PROCLAMI fu il riscaldamento del 1985.
Sicuramente sono dinamiche affascinanti e rare, da qui a portare un evento nel Mediterraneo ne deve passare di acqua sotto i ponti.
Comunque tutto da valutare e dimostrare
Re: GENNAIO 2026 - ANALISI MODELLI LIVE
Ora facciamo un discorso guardando più su!
La giornata di oggi è forse la più significativa dall'inizio dell'anno.
La "bolla" stratosferica è esplosa e i modelli mostrano ora una dinamica di accoppiamento (coupling) molto chiara.
Vediamo cosa sta succedendo esattamente e provo a fare un solco su come si rifletterà sul territorio italiano.
1) Il Punto sulla Stratosfera:
Major Warming in Atto.
Oggi abbiamo la conferma che non si tratta più di un semplice disturbo, ma di un Major Stratospheric Warming (MSW).
Venti Zonali:
A 10 hPa (circa 30 km di quota) i venti si sono ufficialmente invertiti. Da occidentali sono diventati orientali. Questo è il "colpo di grazia" alla stabilità del Vortice Polare.
Lo Split:
Il vortice è ora diviso in due unità distinte. Quella che ci preoccupa (o ci entusiasma, se ami l'inverno) è il lobo siberiano, che ha iniziato a traslare verso ovest, puntando l'Europa.
2) Indici Teleconnettivi: AO e NAO al Minimo
I grafici odierni mostrano un crollo verticale:
Indice AO (Arctic Oscillation):
Si è stabilizzato su valori molto bassi (-3.5 / -4). Un valore così negativo indica che il freddo artico non ha più freni e sta dilagando verso le medie latitudini.
Indice NAO (North Atlantic Oscillation):
Anche la NAO sta virando al negativo. Questo è fondamentale per l'Italia, perché significa che l'alta pressione si sposterà verso l'Islanda e la Groenlandia, bloccando le miti correnti atlantiche e favorendo l'ingresso del freddo da Est.
3) Cronoprogramma per l'Italia (Propagazione al Suolo)
Dato lo stato dell'aggancio tra alta e bassa atmosfera, i tempi di propagazione si sono accorciati:
Tra 3-5 giorni (25-27 gennaio): Arrivo di un nucleo di aria polare marittima. Sarà il "preparatore": abbasserà le temperature e porterà le prime nevicate sulle Alpi e sull'Appennino settentrionale a quote medio-basse.
I Giorni della Merla (29-31 gennaio):
Le mappe confermano un'irruzione di aria artico-continentale.
In questa fase il Nord Italia (Piemonte, Lombardia, Emilia) e le Adriatiche sono in pole position per neve fino in pianura e sulle coste.
Inizio Febbraio:
Se lo "Scand Block" (alta pressione scandinava) reggerà come mostrato oggi dal modello europeo ECMWF, la prima settimana di febbraio potrebbe vedere l'arrivo del vero gelo siberiano, con temperature massime che rimarrebbero vicine allo zero su gran parte del Paese.
In sintesi:
L'analisi odierna dice che "la via è aperta". Lo split del vortice polare ha rimosso gli ostacoli che finora avevano tenuto l'inverno lontano dal Mediterraneo. Siamo passati da una fase di "possibilità" a una di "alta probabilità" per un evento di gelo rilevante.
Si racconta

Note
Il pensiero è questo, ora non perseguitatemi
Sperem!
.
La giornata di oggi è forse la più significativa dall'inizio dell'anno.
La "bolla" stratosferica è esplosa e i modelli mostrano ora una dinamica di accoppiamento (coupling) molto chiara.
Vediamo cosa sta succedendo esattamente e provo a fare un solco su come si rifletterà sul territorio italiano.
1) Il Punto sulla Stratosfera:
Major Warming in Atto.
Oggi abbiamo la conferma che non si tratta più di un semplice disturbo, ma di un Major Stratospheric Warming (MSW).
Venti Zonali:
A 10 hPa (circa 30 km di quota) i venti si sono ufficialmente invertiti. Da occidentali sono diventati orientali. Questo è il "colpo di grazia" alla stabilità del Vortice Polare.
Lo Split:
Il vortice è ora diviso in due unità distinte. Quella che ci preoccupa (o ci entusiasma, se ami l'inverno) è il lobo siberiano, che ha iniziato a traslare verso ovest, puntando l'Europa.
2) Indici Teleconnettivi: AO e NAO al Minimo
I grafici odierni mostrano un crollo verticale:
Indice AO (Arctic Oscillation):
Si è stabilizzato su valori molto bassi (-3.5 / -4). Un valore così negativo indica che il freddo artico non ha più freni e sta dilagando verso le medie latitudini.
Indice NAO (North Atlantic Oscillation):
Anche la NAO sta virando al negativo. Questo è fondamentale per l'Italia, perché significa che l'alta pressione si sposterà verso l'Islanda e la Groenlandia, bloccando le miti correnti atlantiche e favorendo l'ingresso del freddo da Est.
3) Cronoprogramma per l'Italia (Propagazione al Suolo)
Dato lo stato dell'aggancio tra alta e bassa atmosfera, i tempi di propagazione si sono accorciati:
Tra 3-5 giorni (25-27 gennaio): Arrivo di un nucleo di aria polare marittima. Sarà il "preparatore": abbasserà le temperature e porterà le prime nevicate sulle Alpi e sull'Appennino settentrionale a quote medio-basse.
I Giorni della Merla (29-31 gennaio):
Le mappe confermano un'irruzione di aria artico-continentale.
In questa fase il Nord Italia (Piemonte, Lombardia, Emilia) e le Adriatiche sono in pole position per neve fino in pianura e sulle coste.
Inizio Febbraio:
Se lo "Scand Block" (alta pressione scandinava) reggerà come mostrato oggi dal modello europeo ECMWF, la prima settimana di febbraio potrebbe vedere l'arrivo del vero gelo siberiano, con temperature massime che rimarrebbero vicine allo zero su gran parte del Paese.
In sintesi:
L'analisi odierna dice che "la via è aperta". Lo split del vortice polare ha rimosso gli ostacoli che finora avevano tenuto l'inverno lontano dal Mediterraneo. Siamo passati da una fase di "possibilità" a una di "alta probabilità" per un evento di gelo rilevante.
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Ultima modifica di Rio il gio gen 22, 2026 3:53 pm, modificato 2 volte in totale.
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Re: GENNAIO 2026 - ANALISI MODELLI LIVE
Ciao, si sono abbastanza simili, e anche quello visto da gfs non scherza. Vedremo.Vedolaneve ha scritto: ↑gio gen 22, 2026 1:35 pmCiao letLet it snow! ha scritto: ↑gio gen 22, 2026 12:38 pm Questo NON PER FARE PROCLAMI fu il riscaldamento del 1985.
Sicuramente sono dinamiche affascinanti e rare, da qui a portare un evento nel Mediterraneo ne deve passare di acqua sotto i ponti.
Questo nel 2018
Questo quello previsto da gfs
Se ci sara propagazione in tropo gli effetti si vedranno non prima di 10 -12 gg .
Affascinanti queste dinamiche
