GENNAIO 2026 - ANALISI MODELLI LIVE

Discussioni meteorologiche sul tempo previsto nei prossimi giorni ma anche climatologia e discussioni sui run dei vari modelli: è la stanza principale, quella più affollata e seguita.

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Mik80
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Re: GENNAIO 2026 - ANALISI MODELLI LIVE

Messaggio da Mik80 »

Reading le briciole.... Non ci siamo
magiadellaneve
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Re: GENNAIO 2026 - ANALISI MODELLI LIVE

Messaggio da magiadellaneve »

Atlantico col turbo stamattina....
pier-mo
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Re: GENNAIO 2026 - ANALISI MODELLI LIVE

Messaggio da pier-mo »

Dicevo ieri sera che era solo un run gfs palesemente fuori controllo...la realtà molto più plausibile è questa
Gabriele_2021
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Re: GENNAIO 2026 - ANALISI MODELLI LIVE

Messaggio da Gabriele_2021 »

buongiorno a tutti
Una classica configurazione di blocco si è sviluppata in Europa negli ultimi giorni, secondo una circolazione emisferica invertita nella quale le onde anticicloniche si amplificano e talvolta si rompono alle alte latitudini, mentre alle medie e basse latitudini si registra un abbassamento dei geopotenziali e irruzioni fredde. Uno schema eventualmente favorito dal transito di sorgenti convettive tropicali sul Pacifico occidentale e dall’immissione di momento ed energia alle onde di Rossby.
Nella fattispecie euro-atlantica troviamo un getto teso che dall’Atlantico diverge in corrispondenza delle coste portoghesi, rilasciando da un lato meridionale vorticità cicloniche verso Marocco e Algeria e da quello settentrionale avvezione calda e anticiclonica sulla Scandinavia passando per il baltico, mentre la depressione islandese in frontolisi non oltrepassa il muro del gelo sull’Europa orientale.
Aria piuttosto fredda dal Nord Atlantico si è spinta verso le Canarie, attivando una pronta risposta di correnti umide e calde dal Nord Africa verso il Mediterraneo, contestuale alla genesi del suddetto vortice ciclonico in cut-off prevalentemente in quota. Questo rappresenta la base di una prima recrudescenza del maltempo sulle Isole Maggiori e il Sud Italia peninsulare, preludio a una fase di maltempo intenso bloccata da una tenaglia anticiclonica. Nel frattempo aria gelida orientale comincia ad affluire verso l’Italia dalla Porta della Bora, agevolata dai moti orari anticiclonici, contribuendo all’abbassamento dello zero termico e a nevicate sulle Alpi occidentali.
molto bello l'animazione che evidenzia le avvezioni in arrivo sull'italia

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Nelle prossime ore, il minimo al suolo in formazione tra Baleari e Sardegna entrerà in una zona di contrasto tra masse d’aria di origine e natura contrapposte, approfondendosi e intensificando il gradiente termobarico tra le isole maggiori e il settore ionico, con conseguente rinforzo del sistema depressionario. Ulteriore energia arriverà quando i minimi al suolo e in quota entreranno in fase, assumendo caratteristiche barotropiche tipiche dei cicloni tropicali. Questo rafforzamento sarà responsabile di una marcata e intensa ventilazione dai quadranti orientali e sud-orientali di scirocco, ovvero i Low Level Jet (LLJ), correnti molto umide e più calde all’interno della warm conveyor belt dove si accumula un grande quantitativo di energia, mentre si arriccia sul settore freddo. questa energia si trasforma nella genesi di grossi cluster temporaleschi davanti al fronte quasi stazionario, dando luogo alla formazione di un MCS (sistema convettivo a mesoscala) alimentato da intense correnti ascensionali. L’intensità del sistema a lenta evoluzione sarà modulata da onde corte che esalteranno le correnti ascensionali. Il fronte caldo, orientato da nord-ovest verso sud-est, potrà concentrare l’attività temporalesca, ulteriormente accentuata dagli effetti orografici siciliani e sardi data la ventilazione ortogonale alla topografia , con fenomeni eccezionali come riportano gli EFI (a fine evento accumuli fino a 600 mm). Dove la temperatura lo permetterà, sara neve a scadere soprattutto sull’Etna.

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Nella giornata di martedì il ciclone mediterraneo raggiungerà una pressione di 993 hPa, con il transito di un nuovo minimo relativo in risalita dallo Stretto di Sicilia verso il Canale di Sardegna, perpetrando flussi sudorientali molto intensi e le stesse condizioni alluvionali. Sono da prevedere diverse criticità sia per i venti superiori ai 100 km/h sia per le mareggiate che colpiranno tutte le coste esposte, con onde che potranno raggiungere gli 8/9 metri. Rischio di esondazioni dei fiumi e danni ai lidi, oltre alla possibilità di morti e feriti: è necessario seguire il bollettino della Protezione Civile.


Secondo le simulazioni, il minimo apparterrebbe a quelli con caratteristiche subtropicali, con la presenza di un cuore caldo alle quote medio-basse (warm seclusion, modello Shapiro-Keyser) e una corrispondente anomalia della vorticità potenziale. Il diagramma di fase di Hart (in cui sono rappresentati la simmetria termica e il vento termico alle varie quote) mostrerebbe inoltre una struttura simmetrica a cuore caldo nella sua fase matura, tipica di vortici a mesoscala spesso identificati a priori come Medicane o TLC. Tuttavia, l’effettiva classificazione andrebbe rivalutata anche attraverso analisi satellitari, per la presenza di nuvolosità spiraliforme tipica di tali cicloni e l’eventuale presenza di un centro sgombro da nubi (occhio). Nelle mappe di umidita a 500hPa si nota altresì un elemento che li contraddistingue ovvero la dry intrusion di aria secca salle alte quaote che raffredda l'aria post evaporazione, producendo un raffreddamento della stessa che preciupita bruscamente al suolo stante una densita maggiore alimentando intende raffoche di vento burrascose, sommandosi a quelle da gradientìe baroico.
Tale evento richiama quanto accaduto nel febbraio 2023.

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Archiviata la fase di acuto maltempo per i nostri amici del Sud Italia, lo scenario medio sarebbe caratterizzato da una marcata anomalia positiva tra Mediterraneo orientale e Scandinavia, affiancata da due saccature allungate lungo l’asse meridiano. L’ansa depressionaria posizionata sull’Europa occidentale convoglia un flusso meridionale sulla nostra Penisola, determinando temperature generalmente superiori alla media al Centro-Sud, mentre al Nord il rientro da est delle correnti dovrebbe portare un primo calo termico, mantenendole in media o leggermente sotto. Le precipitazioni saranno sensibilmente più abbondanti sul versante ionico e sulla Sardegna orientale; meno marcato il segnale, ma comunque sopra media, sul resto d’Italia, anche a cavallo tra i due mesi. Le anomalie di precipitazioni settimanali evidenzierebbero inoltre la presenza di un canale perturbato dal Nord Atlantico e di correnti mediamente meridionali che investiranno lo Stivale nella seconda parte di gennaio, coerentemente con il passaggio di diverse perturbazioni atlantiche e aria polare marittima, con maggiori possibilità di neve a quote medio-basse al Nord in alcune occasioni, in rialzo scendendo verso Sud, più esposto ai fronti caldi.

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Per procedere a un’analisi lucida e oggettiva sull’evoluzione del tempo a livello sinottico, non possiamo fare affidamento esclusivamente su indici visualizzati in grafico come NAO, AO o PNA, poiché essi sono descrittivi e rappresentano un fotogramma della situazione attuale o prevista dai modelli deterministici. Tali indici derivano da una differenza di pressione normalizzata in sigma e deviazione standard dalla media, fornendo quindi informazioni incomplete e senza indicare la disposizione geografica dei centri di alta e bassa pressione, l’interazione del getto, le rotture d’onda e i conseguenti effetti a cascata. Altri indici, come MJO, GLAAM, GWO o pattern precursori, possono offrire informazioni predittive supplementari in ambito probabilistico, agendo come forzanti nella circolazione emisferica e spostando le probabilità verso schemi identificati dalla letteratura scientifica negli anni. Tuttavia, anch’essi non offrono alcuna garanzia, poiché nulla è certo in questa materia; possiamo però basarci su ciò che si ritiene più attendibile e plausibile ed il ruolo del previsore interviene nell'esaminare il contesto circolatorio preso in esame.

Ribadendo che le previsioni a lungo termine sono molto diverse da quelle di tipo classico, in termini di dettaglio e di affidabilità, in quanto non forniscono l’evoluzione del tempo in singole località e/o in specifici istanti del giorno. Forniscono invece delle indicazioni probabilistiche dell’eventuale scostamento di un parametro meteo, in un determinato periodo, rispetto ai valori medi climatologici. esprimono delle indicazioni di massima di ciò che possiamo ragionevolmente aspettarci nel periodo e nell’area indicata. Tuttavia rappresentano un valido strumento per intravedere con largo anticipo eventi estremi tipo intense ondate di freddo o caldo,.

Riallacciandomi alla situazione attuale, emisfericamente ci troviamo in un contesto che affonda le sue origini a qualche giorno fa, quando la propagazione verso l’alto delle onde planetarie dall’Asia è stata riflessa verso il basso nei pressi della tropopausa (nella tropopause inversion layer). Il flusso di momento negativo ha contribuito a rafforzare il promontorio sulla West Coast e l’ondata di gelo sugli USA orientali, mentre tali effetti alle quote stratosferiche si sono evidenziati con il rimbalzo degli ZW e l’allungamento del VPS. Le interazioni TST hanno quindi amplificato quanto era già in corso grazie alla crescita di ampiezza della Madden in fase 6, alimentando il lobo canadese ricco di vorticità positiva (da qui il picco effimero di vorticita potenziale a 360k ovvero bassa strato ). La massa d’aria gelida approdando in Atlantico rende il getto più teso e intenso, che però ha dovuto confrontarsi con un blocco freddo a est, divergendo in due rami: uno a sostegno del subtropicale e uno a gonfiare una cella sulla Scandinavia, come scritto all’inizio. Tale cella HP viene continuamente alimentata da CWB delle depressioni in avanzamento verso il Regno Unito, isolandosi per taglio della radice. Questo comportamento solitamente induce un arretramento in Rex block groenlandese, azzeramento dei flussi di momento e calo della NAO. Nell’ultima settimana di gennaio sarebbe atteso un refresh dello schema in zona PNA: il MT+ asiatico immette energia nell’atmosfera che risponde accelerando il getto e contribuendo a recidere la radice del ridge sull’Alaska; a ciò si aggiungerebbe anche la rottura d’onda sul Pacifico e la ciambella polare. Tra i due mesi appare un forte segnale di anomalie termiche positive su nord america per la contrazione delle masse artiche. L’AO in tal caso si presenterebbe molto negativo, rappresentando un VP molto disturbato ma anche un’alta antizonalità e freddo confinato alle alte latitudini, mancando solide strutture anticicloniche con onde lunghe e stazionarie, elementi assenti negli ultimi inverni in cui assistiamo spesso a CWB e onde corte non adatte a una canalizzazione efficace del freddo verso le basse latitudini. il risultato sono irruzioni rapide , strozzate, rasoiate o che rimangono confinate nei luoghi di origine. QUesto secondo me sarebbe una cerscente tendenza in un mondo segnìnalto dal gw


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Per l’Europa meridionale le proiezioni continuano a mostrare un tunneling depressionario tipico dell’autunno, con correnti umide e cariche di pioggia su gran parte del bacino, mentre le nazioni a nord delle Alpi restano più secche, confermando una portante meridionale da scirocco/libeccio e uno storm track basso. Tale schema rafforza un promontorio a valle sui Balcani e sull’Europa orientale, precludendo e chiudendo le possibilità di ingerenze gelide da est. L’impronta circolatoria appare piuttosto consolidata anche nell’Hovmöller quasi statico, che mostra geopotenziali depressi sul sud Europa, tenendo lontano il rischio di prolungate fasi di alta pressione ma anche la possibilità di fasi invernali degne di nota. Inoltre, il dipolo con blocco groenlandese e depressione sull’Europa meridionale potrebbe essere un precursore di un ennesimo evento di polar vortex allungato e riflessione d’onda, con un vantaggio temporale di circa 15/20 giorni secondo Cohen (2021) (meta febbraio? ad+?). Se confermato, si tratterebbe di una dinamica che si ripete, come mostrano gli ultimi anni, con un aumento della frequenza di uno stretched polar vortex e una diminuzione di bilocazioni o displacement.

io di indici mirabilanti e allineamenti planetari non ne vedo per un gelo storico
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gandalf il bianco
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Re: GENNAIO 2026 - ANALISI MODELLI LIVE

Messaggio da gandalf il bianco »

Buondi
Capisco lo sconforto ma questa era la via piu probabile, ieri parlavano dell eventuale fase di blocking con frenata zonale in atlantico, oggi non se ne vede traccia
Guardando il bicchiere mezzo pieno pare si va nella direzione di sinottiche pro nord, le perturbazioni atlantiche tanto dimenticate negli ultimi anni.
Se questo tipo di configurazione premierà il nord ne sarei ugualmente felice
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gandalf il bianco
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Re: GENNAIO 2026 - ANALISI MODELLI LIVE

Messaggio da gandalf il bianco »

Grazie Gabriele, bell analisi
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Re: GENNAIO 2026 - ANALISI MODELLI LIVE

Messaggio da Giru2025! »

Ec peggiorato, certo che di solito lui non cambia idea, ma quando si tratta di freddo e gelo che puntavano in italia con l’aggiornamento di ieri sera si cambia subito incredibile era tropo bello, il problema è sempre lo stesso questi maledetti veti zinnali che sono sempre forti… vediamo cosa dice meteolive in Home se può tornare sui passi di ieri oppure anche la seconda botta prevista dal 28 al 2 febbraio ci prende di striscio e siamo alle solite …
Poi anche il riscaldamento che vede lo split per meta febbraio sarà un pugno di mosche …
Forse il Nord vedrà qualcosa?
Ultima modifica di Giru2025! il lun gen 19, 2026 8:28 am, modificato 1 volta in totale.
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gandalf il bianco
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Re: GENNAIO 2026 - ANALISI MODELLI LIVE

Messaggio da gandalf il bianco »

Giru2025! ha scritto: lun gen 19, 2026 8:10 am Ec peggiorato, certo che di solito lui non cambia idea, ma quando si tratta di freddo e gelo che puntavano in italia con l’aggiornamento di ieri sera si cambia subito incredibile era tropo bello, il problema è sempre lo stesso questi maledetti veti zinnali che sono sempre forti… vediamo cosa dice meteolive in Home se può tornare sui passi di ieri oppure anche la seconda botta prevista dal 28 al 2 febbraio ci prende di striscio e siamo alle solite …
Poi anche il riscaldamento che vede lo split per metta febbraio sarà un pugno di mosche …
Forse il Nord vedrà qualcosa?
Il riscaldamento stratosferico l ho detto anche ieri, non è sinonimo di gelo matematico in Italia, innanzitutto ancora non si sa se porterà lo split,inoltre dal momento che si attua servono giorni per potersi propagare in troposfera,in passato son stati benevoli, nel caso studieremo gli eventuali risvolti troposferici
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Re: GENNAIO 2026 - ANALISI MODELLI LIVE

Messaggio da Snow76 »

Se si cerca l’evento, il continentale, il gelo pellicolare etc etc chiaro che non c’è trippa per gatti ma ritenere gfs negativo mi sembra forzato , nessuna stabilità in vista e la neve in alta collina credo sia possibile guardando lo 00
Ultima modifica di Snow76 il lun gen 19, 2026 8:32 am, modificato 2 volte in totale.
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Re: GENNAIO 2026 - ANALISI MODELLI LIVE

Messaggio da iceloververona »

Snow76 ha scritto: lun gen 19, 2026 8:20 am Se si cerca l’evento, il continentale, il gelo pellicolare etc etc chiaro che non c’è trippa per gatti ma ritenete gfs negativo mi sembra forzato , nessuna stabilità in vista e la neve in alta collina credo sia possibile guardando la 00
Sì esatto, in buona parte della Valpadana non piove da Natale e le Alpi sono un pena. Portiamo a casa almeno un po' di pioggia e una spolverata in montagna. Per il resto, ennenesimo inverno da cestinare.
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Re: GENNAIO 2026 - ANALISI MODELLI LIVE

Messaggio da iniestas »

Buongiorno a tutti.
Continuo a vedere gli stessi segnali di un forte HP a radice azzorre in ATL pronto a conquistare la radice spagnola e far da muro all'ATL
Inutile emettere ad oggi sentenze di onde corte e accorpamento di masse artiche su corse oltre le 250 ore che arrivano ai primi di febbraio quando siamo in un periodo dell'anno estremamente difficile.
Attenzione a giocare le carte sui cicloni dopo le 200 e passa ore quando è in atto una ondata di gelo in USA .
Io sarei più prudente a dire che vincerà l'ATL e la polare marittima, considerato che avremo forte gelo pellicolare al suolo a est per altri giorni ancora, con Mosca dal prossimo fine settimana attesa a -25/-29

GFS ufficiale già a una distanza elevata ma quell'HP non è lì per fare la comparsa
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SIMO81
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Re: GENNAIO 2026 - ANALISI MODELLI LIVE

Messaggio da SIMO81 »

Ocio prossimi run i modelli incominceranno a vedere la frenata zonale e la fase 7 con passaggio in 8 della mjo il canadese perderà potenza arricciandosi cosentendo il blocco atlantico.... 8) 8)
31dic14
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Re: GENNAIO 2026 - ANALISI MODELLI LIVE

Messaggio da 31dic14 »

SIMO81 ha scritto: lun gen 19, 2026 9:10 am Ocio prossimi run i modelli incominceranno a vedere la frenata zonale e la fase 7 con passaggio in 8 della mjo il canadese perderà potenza arricciandosi cosentendo il blocco atlantico.... 8) 8)
Cosa te lo fa pensare ? Solo la mjo?
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Daniele91
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Re: GENNAIO 2026 - ANALISI MODELLI LIVE

Messaggio da Daniele91 »

iniestas ha scritto: lun gen 19, 2026 8:34 am Buongiorno a tutti.
Continuo a vedere gli stessi segnali di un forte HP a radice azzorre in ATL pronto a conquistare la radice spagnola e far da muro all'ATL
Inutile emettere ad oggi sentenze di onde corte e accorpamento di masse artiche su corse oltre le 250 ore che arrivano ai primi di febbraio quando siamo in un periodo dell'anno estremamente difficile.
Attenzione a giocare le carte sui cicloni dopo le 200 e passa ore quando è in atto una ondata di gelo in USA .
Io sarei più prudente a dire che vincerà l'ATL e la polare marittima, considerato che avremo forte gelo pellicolare al suolo a est per altri giorni ancora, con Mosca dal prossimo fine settimana attesa a -25/-29

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L'alta pressione c'è ma non sale per via del getto sparato purtroppo
magiadellaneve
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Re: GENNAIO 2026 - ANALISI MODELLI LIVE

Messaggio da magiadellaneve »

La cosa strana è in EC
Il fatto che x 2 giorni di fila abbia mostrato una frenata dal 28 e stamattina puff nn è x niente un bel segnale son sincero
Di tempo ne abbiamo x invertire di nuovo la tendenza xò deve esserci da subito entro domani sera
Sento e leggo dappertutto di frenata zonale ma poi ....
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