ANALISI CIRCOLATORIE/VIEW/MJO/ENSO 2025
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Re: ANALISI CIRCOLATORIE/VIEW/MJO/ENSO 2025
Sull’Etna sopra i 2000mt. praticamente ci saranno 2 metri di neve
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Ladamabianca85
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Re: ANALISI CIRCOLATORIE/VIEW/MJO/ENSO 2025
Per i più esperti ,riporto qui un analisi .vorrei capire se effettivamente c’è riscontro o parliamo di fuffa..grazie!
Se qualcuno aveva ancora dubbi sulla portata dell'evento Meteorologico che si sta preparando per la terza decade di Gennaio, l'aggiornamento odierno chiude definitivamente la discussione. Stiamo assistendo ad una convergenza di indici che raramente si osserva con tale sincronia.
Poi sarà quel che sarà su scala Regionale, su questo il CSCT non può ancora sbilanciarsi, ma gli ingredienti per un qualcosa di estremanente rilevante ci sono tutti.
Non abbiamo più solo segnali dinamici, ma ora anche la conferma chimica dell'atmosfera.
L'aggiornamento odierno del grafico dei Venti Zonali a 150 hPa (MERRA2) chiude definitivamente la porta a qualsiasi dubbio sulla tenuta del blocco.
Se ieri potevamo intravedere un timido tentativo di risalita (il famoso "respiro" del Vortice), l'emissione di oggi, 18 gennaio, è praticamente una sentenza di condanna per il flusso zonale:
Img: Impressionante tracollo del vento zonale previsto a fine Gennaio
Osservando la linea arancione (Forecast) dell'ultimo grafico, notiamo che dopo il crollo in territorio negativo (inversione dei venti, ovvero Easterlies), la ripresa è talmente asmatica da risultare insignificante.
Il vento non riesce a superare la soglia critica dei 5 m/s e siamo lontanissimi dalla media climatologica (linea nera) che viaggia sui 15 m/s.
In termini dinamici, questo significa che non esiste più un nastro trasportatore capace di spingere le perturbazioni miti dall'oceano verso l'Europa, l'Atlantico è "spento".
Questa configurazione, con venti zonali che oscillano attorno allo zero, crea quello che in Fisica dell'Atmosfera si chiama Critical Layer (Livello Critico).
È come un muro invisibile e le onde planetarie (Onde di Rossby) che risalgono dalla Troposfera, quando incontrano venti zonali nulli o negativi, non possono propagarsi verticalmente , sono costrette a "infrangersi" (Wave Breaking) e a riflettere la loro energia verso il basso.
Questo meccanismo blinda l'Alta Pressione sulla Scandinavia, così che l'energia che non sfoga in alto, torna indietro e gonfia l'Anticiclone di blocco, rendendolo statico.
Con un flusso occidentale (West-to-East) praticamente assente, l'atmosfera deve muoversi per vie traverse. L'unica strada libera è quella antizonale (East-to-West). Il "motore" canadese di cui abbiamo parlato (l'iniezione di PV) continuerà a girare, ma trovando il muro atlantico chiuso, convoglierà la spinta verso la retrogressione gelida dalla Russia verso l'Europa. con il flusso zonale costretto ad incanalarsi al di sotto del blocking (INTERAZIONE).
E se i grafici del vento zonale ci hanno illustrato il "motore" della manovra, l'aggiornamento odierno dell'Arctic Oscillation (AO) rappresenta la certificazione finale del risultato. L'ultimo run del modello GEFS mostra un crollo dell'indice AO di una violenza e profondità che raramente si osservano nelle serie storiche recenti:
Img: Tracollo dell'indice AO che sfiora -4 deviazioni standard
Un valore AO così negativo indica che sopra il Polo Nord si è instaurata una pressione altissima (Anticiclone Polare), mentre alle medie latitudini (Europa/Mediterraneo) la pressione crolla.
Notate la sincronia .... Il picco di PV a 360K (l'iniezione di energia) avviene a inizio terza decade mentre il crollo dell'AO tocca il fondo esattamente pochi giorni dopo (25-28 Gennaio).
Questa è la prova del Downstream Development di cui abbiamo parlato: l'urto sSratosferico (causa) genera il blocco Artico (effetto), che a sua volta spinge l'Indice AO a valori da record negativo.
Non stiamo più parlando di ipotesi. Abbiamo un allineamento dei parametri fisici che ha raggiunto la soglia di attenzione.: Venti Zonali azzerati, Vorticità Potenziale in iniezione, Arctic Oscillation al tappeto, Ozono in forte incremento.
L'atmosfera ha predisposto tutto per una fase di retrogressione gelida, severa e prolungata. Il "Blocking Euro-Scandinavo" non è più solo una visione dei modelli deterministici, ma una certezza Fisica degli indici Teleconnettivi.
Cosa accadrà allora?
Gentili lettori, sul Mediterraneo la partita è apertissima e come ho sempre sottolineato tale fase dovrebbe aprirsi con una INTERAZIONE tra la massa d'aria fredda Pellicolare e quella umida e mite Oceanica.
Visto il quadro dinamico, continuo a ritenere che la situazione spinga verso un Evento a forte impatto su macroscala e con possibili connotati storici sull' Europa per la rarissima convergenza termodinamica.
F C
Se qualcuno aveva ancora dubbi sulla portata dell'evento Meteorologico che si sta preparando per la terza decade di Gennaio, l'aggiornamento odierno chiude definitivamente la discussione. Stiamo assistendo ad una convergenza di indici che raramente si osserva con tale sincronia.
Poi sarà quel che sarà su scala Regionale, su questo il CSCT non può ancora sbilanciarsi, ma gli ingredienti per un qualcosa di estremanente rilevante ci sono tutti.
Non abbiamo più solo segnali dinamici, ma ora anche la conferma chimica dell'atmosfera.
L'aggiornamento odierno del grafico dei Venti Zonali a 150 hPa (MERRA2) chiude definitivamente la porta a qualsiasi dubbio sulla tenuta del blocco.
Se ieri potevamo intravedere un timido tentativo di risalita (il famoso "respiro" del Vortice), l'emissione di oggi, 18 gennaio, è praticamente una sentenza di condanna per il flusso zonale:
Img: Impressionante tracollo del vento zonale previsto a fine Gennaio
Osservando la linea arancione (Forecast) dell'ultimo grafico, notiamo che dopo il crollo in territorio negativo (inversione dei venti, ovvero Easterlies), la ripresa è talmente asmatica da risultare insignificante.
Il vento non riesce a superare la soglia critica dei 5 m/s e siamo lontanissimi dalla media climatologica (linea nera) che viaggia sui 15 m/s.
In termini dinamici, questo significa che non esiste più un nastro trasportatore capace di spingere le perturbazioni miti dall'oceano verso l'Europa, l'Atlantico è "spento".
Questa configurazione, con venti zonali che oscillano attorno allo zero, crea quello che in Fisica dell'Atmosfera si chiama Critical Layer (Livello Critico).
È come un muro invisibile e le onde planetarie (Onde di Rossby) che risalgono dalla Troposfera, quando incontrano venti zonali nulli o negativi, non possono propagarsi verticalmente , sono costrette a "infrangersi" (Wave Breaking) e a riflettere la loro energia verso il basso.
Questo meccanismo blinda l'Alta Pressione sulla Scandinavia, così che l'energia che non sfoga in alto, torna indietro e gonfia l'Anticiclone di blocco, rendendolo statico.
Con un flusso occidentale (West-to-East) praticamente assente, l'atmosfera deve muoversi per vie traverse. L'unica strada libera è quella antizonale (East-to-West). Il "motore" canadese di cui abbiamo parlato (l'iniezione di PV) continuerà a girare, ma trovando il muro atlantico chiuso, convoglierà la spinta verso la retrogressione gelida dalla Russia verso l'Europa. con il flusso zonale costretto ad incanalarsi al di sotto del blocking (INTERAZIONE).
E se i grafici del vento zonale ci hanno illustrato il "motore" della manovra, l'aggiornamento odierno dell'Arctic Oscillation (AO) rappresenta la certificazione finale del risultato. L'ultimo run del modello GEFS mostra un crollo dell'indice AO di una violenza e profondità che raramente si osservano nelle serie storiche recenti:
Img: Tracollo dell'indice AO che sfiora -4 deviazioni standard
Un valore AO così negativo indica che sopra il Polo Nord si è instaurata una pressione altissima (Anticiclone Polare), mentre alle medie latitudini (Europa/Mediterraneo) la pressione crolla.
Notate la sincronia .... Il picco di PV a 360K (l'iniezione di energia) avviene a inizio terza decade mentre il crollo dell'AO tocca il fondo esattamente pochi giorni dopo (25-28 Gennaio).
Questa è la prova del Downstream Development di cui abbiamo parlato: l'urto sSratosferico (causa) genera il blocco Artico (effetto), che a sua volta spinge l'Indice AO a valori da record negativo.
Non stiamo più parlando di ipotesi. Abbiamo un allineamento dei parametri fisici che ha raggiunto la soglia di attenzione.: Venti Zonali azzerati, Vorticità Potenziale in iniezione, Arctic Oscillation al tappeto, Ozono in forte incremento.
L'atmosfera ha predisposto tutto per una fase di retrogressione gelida, severa e prolungata. Il "Blocking Euro-Scandinavo" non è più solo una visione dei modelli deterministici, ma una certezza Fisica degli indici Teleconnettivi.
Cosa accadrà allora?
Gentili lettori, sul Mediterraneo la partita è apertissima e come ho sempre sottolineato tale fase dovrebbe aprirsi con una INTERAZIONE tra la massa d'aria fredda Pellicolare e quella umida e mite Oceanica.
Visto il quadro dinamico, continuo a ritenere che la situazione spinga verso un Evento a forte impatto su macroscala e con possibili connotati storici sull' Europa per la rarissima convergenza termodinamica.
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Re: ANALISI CIRCOLATORIE/VIEW/MJO/ENSO 2025
Idee confuse l'amico.
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Re: ANALISI CIRCOLATORIE/VIEW/MJO/ENSO 2025
Canale atlantico spalancato e preponderante nella portante circolatoria.
Possibilità di gelo in arrivo pari a 0.1% , anche perché per gelo si intende una giornata
in cui la temperatura non và oltre gli 0° e non un isoterma negativa.
Possibilità di freddo intenso in arrivo pari a 3 %
Possibilità di freddo moderato in arrivo: al nord e settori alpini 50-60% centro 10% sud 1%
Il contesto rimane estremamente favorevole a lunghe fasi perturbate che su alcuni settori del nord Italia
potrebbero anche spingere la neve in basso, quote di montagna al centro, cime al sud.
Travasi temporanei a carattere di strappo con aria più fredda al nord Italia, diversi richiami sciroccali al centro sud.
Preferirei scrivere altro naturalmente, ma come già scritto giorni addietro non ci sono le condizioni
e presupposti per altro. Assetto deleterio e cresta pacifica non idonea. Assenza della spinta atlantica,
transizione in Rex groend ++ Rottura ciclonica, crollo NAO. Autunno o tardo autunno.
Altre teleconnesioni vengono travisate, decontestualizzate, forzate, raccontate male.
Possibilità di gelo in arrivo pari a 0.1% , anche perché per gelo si intende una giornata
in cui la temperatura non và oltre gli 0° e non un isoterma negativa.
Possibilità di freddo intenso in arrivo pari a 3 %
Possibilità di freddo moderato in arrivo: al nord e settori alpini 50-60% centro 10% sud 1%
Il contesto rimane estremamente favorevole a lunghe fasi perturbate che su alcuni settori del nord Italia
potrebbero anche spingere la neve in basso, quote di montagna al centro, cime al sud.
Travasi temporanei a carattere di strappo con aria più fredda al nord Italia, diversi richiami sciroccali al centro sud.
Preferirei scrivere altro naturalmente, ma come già scritto giorni addietro non ci sono le condizioni
e presupposti per altro. Assetto deleterio e cresta pacifica non idonea. Assenza della spinta atlantica,
transizione in Rex groend ++ Rottura ciclonica, crollo NAO. Autunno o tardo autunno.
Altre teleconnesioni vengono travisate, decontestualizzate, forzate, raccontate male.
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Re: ANALISI CIRCOLATORIE/VIEW/MJO/ENSO 2025
Aldilà delle supposizione un po' articolate a piacimento in seno all'abuso degli indici, vediamo po cosa ci dice
la scienza in merito a questa benedetta Mjo.
La convezione tropicale, se organizzata su scala intra-stagionale può agire come forcing a grande scala in alta troposfera, generando una potenziale sorgente di onde planetarie e modulando la risposta extratropicale lungo delle linee guida, Quando la convezione aumenta in una determinata regione tropicale, il rilascio di calore latente intensifica la circolazione verticale e produce una divergenza più marcata in quota. Questa divergenza, in presenza di un gradiente meridionale di vorticità assoluta, può trasformarsi in una sorgente di onde di Rossby: è il concetto di Rossby Wave Source, che descrive come le anomalie tropicali iniettino attività d’onda nel flusso extratropicale.
Il forcing tropicale però non determina automaticamente gli effetti alle medie latitudini. Una volta generate, le onde non si propagano ovunque con la stessa efficienza: la loro traiettoria è guidata dalla struttura del jet e dal gradiente di vorticità, che definiscono le waveguides preferenziali. In un contesto di getto teso e zonale, l’attività d’onda tende a propagarsi più rapidamente e con minore amplificazione, riducendo la probabilità di blocchi persistenti. In un contesto di jet lento/ondulato, invece, diventa più probabile l’amplificazione del treno d’onda, con creste più pronunciate e saccature più profonde.
Per l’Europa, amplificare il treno d’onda significa aumentare la probabilità che una cresta si estenda verso alte latitudini fino a diventare un blocco. Un blocco è una configurazione in cui la circolazione zonale viene rallentata o interrotta da una struttura anticiclonica persistente, spesso associata a processi di wave breaking e a una riduzione del flusso occidentale continuo.
In inverno, il passaggio della MJO verso le fasi 6–7 viene spesso associato probabilisticamente a una maggiore probabilità di risposta extratropicale ondulata, perché la convezione tende a concentrarsi tra il Pacifico occidentale e il Continente Marittimo, una regione efficace nel modulare la propagazione d’onda verso il Nord Pacifico e poi verso il comparto euro-atlantico secondo uno sviluppo a valle. L’impatto non è automatico: servono coerenza del segnale e ampiezza sufficiente, altrimenti la risposta può risultare debole o incoerente.MJO 7 non basta: serve un jet predisposto. Lo stesso blocco può nascere da altre dinamiche. Se il forcing tropicale resta coerente e il flusso zonale atlantico continua a perdere quantità di moto, cresce la probabilità di un treno d’onda più ampio sul comparto euro-atlantico, con creste più robuste alle alte latitudini e maggior rischio di blocking.
La domanda da porsi dunque è: abbiamo queste condizioni affinché il gelo sul nord e est Europa ci raggiunga?
Purtroppo no. Le linee guida troposferiche non sono allineate. L'assetto è troppo frammentato e manca quella famosa
energia dei flussi affinché compaia un segnale di robustezza delle onde e dei blocchi. Cresta pacifica troppo addossata, vorticita' a valle deleterie e disorganizzate, rottura ciclonica delle onde, crollo NAO.
Contesto dunque ottimo per la dinamicità, per le piogge e per le nevicate. Aggiungerei anche troppo piogge in alcuni
casi visto il blocco appena a est sud est. Neve che al nord potrebbe spingersi in basso specie ad ovest, sui monti
al centro o nel caso più ottimistico in alta collina durante i parziali e rapidi travasi di passaggio, mentre al sud
tanta acqua e neve in quota. Portante occidentale o nord occidentale e ventilazione che oscillerà tra ovest e sud
ovest con momentanei fasi più meridiane prima e dopo i fronti.
Occorre dunque un riassetto, un arretramento della cresta pacifica e l'attesa della nuova modalità di travaso AD
la scienza in merito a questa benedetta Mjo.
La convezione tropicale, se organizzata su scala intra-stagionale può agire come forcing a grande scala in alta troposfera, generando una potenziale sorgente di onde planetarie e modulando la risposta extratropicale lungo delle linee guida, Quando la convezione aumenta in una determinata regione tropicale, il rilascio di calore latente intensifica la circolazione verticale e produce una divergenza più marcata in quota. Questa divergenza, in presenza di un gradiente meridionale di vorticità assoluta, può trasformarsi in una sorgente di onde di Rossby: è il concetto di Rossby Wave Source, che descrive come le anomalie tropicali iniettino attività d’onda nel flusso extratropicale.
Il forcing tropicale però non determina automaticamente gli effetti alle medie latitudini. Una volta generate, le onde non si propagano ovunque con la stessa efficienza: la loro traiettoria è guidata dalla struttura del jet e dal gradiente di vorticità, che definiscono le waveguides preferenziali. In un contesto di getto teso e zonale, l’attività d’onda tende a propagarsi più rapidamente e con minore amplificazione, riducendo la probabilità di blocchi persistenti. In un contesto di jet lento/ondulato, invece, diventa più probabile l’amplificazione del treno d’onda, con creste più pronunciate e saccature più profonde.
Per l’Europa, amplificare il treno d’onda significa aumentare la probabilità che una cresta si estenda verso alte latitudini fino a diventare un blocco. Un blocco è una configurazione in cui la circolazione zonale viene rallentata o interrotta da una struttura anticiclonica persistente, spesso associata a processi di wave breaking e a una riduzione del flusso occidentale continuo.
In inverno, il passaggio della MJO verso le fasi 6–7 viene spesso associato probabilisticamente a una maggiore probabilità di risposta extratropicale ondulata, perché la convezione tende a concentrarsi tra il Pacifico occidentale e il Continente Marittimo, una regione efficace nel modulare la propagazione d’onda verso il Nord Pacifico e poi verso il comparto euro-atlantico secondo uno sviluppo a valle. L’impatto non è automatico: servono coerenza del segnale e ampiezza sufficiente, altrimenti la risposta può risultare debole o incoerente.MJO 7 non basta: serve un jet predisposto. Lo stesso blocco può nascere da altre dinamiche. Se il forcing tropicale resta coerente e il flusso zonale atlantico continua a perdere quantità di moto, cresce la probabilità di un treno d’onda più ampio sul comparto euro-atlantico, con creste più robuste alle alte latitudini e maggior rischio di blocking.
La domanda da porsi dunque è: abbiamo queste condizioni affinché il gelo sul nord e est Europa ci raggiunga?
Purtroppo no. Le linee guida troposferiche non sono allineate. L'assetto è troppo frammentato e manca quella famosa
energia dei flussi affinché compaia un segnale di robustezza delle onde e dei blocchi. Cresta pacifica troppo addossata, vorticita' a valle deleterie e disorganizzate, rottura ciclonica delle onde, crollo NAO.
Contesto dunque ottimo per la dinamicità, per le piogge e per le nevicate. Aggiungerei anche troppo piogge in alcuni
casi visto il blocco appena a est sud est. Neve che al nord potrebbe spingersi in basso specie ad ovest, sui monti
al centro o nel caso più ottimistico in alta collina durante i parziali e rapidi travasi di passaggio, mentre al sud
tanta acqua e neve in quota. Portante occidentale o nord occidentale e ventilazione che oscillerà tra ovest e sud
ovest con momentanei fasi più meridiane prima e dopo i fronti.
Occorre dunque un riassetto, un arretramento della cresta pacifica e l'attesa della nuova modalità di travaso AD
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Re: ANALISI CIRCOLATORIE/VIEW/MJO/ENSO 2025
L'ultimo aggiornamento ecmwf con occhio a fine mese che conferma il trend

Al netto delle normali sbavature in ambito temporale non idoneo alla previsione dei singoli ufficiali.

A supporto e corretta visione d'insieme, le settimanali confermano il trend e il blocco dinamico a est .
Blocco che preclude qualsiasi opportunità di ingerenze orientali.




Al netto delle normali sbavature in ambito temporale non idoneo alla previsione dei singoli ufficiali.

A supporto e corretta visione d'insieme, le settimanali confermano il trend e il blocco dinamico a est .
Blocco che preclude qualsiasi opportunità di ingerenze orientali.



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Re: ANALISI CIRCOLATORIE/VIEW/MJO/ENSO 2025
Non me ne ero accorto. Grazie Clemenza.
Comunque la sostanza non cambia.
Comunque la sostanza non cambia.
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Re: ANALISI CIRCOLATORIE/VIEW/MJO/ENSO 2025
Buongiorno. Nulla di nuovo sotto il sole...o meglio la pioggia.
Probabilità di interessamento della massa gelida a nord e a nord est della penisola molto scarse o nulle.
Lungo periodo caratterizzato da una veemente velocità di fase atlantica con momentanei strappi
nei passaggi più significativi che saranno accompagnati solo da un modesto calo isotermico.
Piogge e nevicate abbondanti e clima che non presenta grossi scossoni, rimanendo poco sotto la media
al nord, comunque sufficiente affinché le nevicate scendano di quota, e in linea o sopra al centro sud.
Il problema non è osservare e commentare i run deterministico, ognuno impiega il tempo come meglio crede,
il problema nasce quando l'osservazione degli ufficiali nel lungo termine, diventa poi una sorta di totem
che inevitabilmente crea aspettative sulle quali si costruiscono castelli di sabbia e una notevole confusione.
Allora ci si appiglia e si incolpano attori che sulla scena manco ci stanno. Se quello ruota, se quello si eleva,
se sale e se scende, se marte si allinea con saturno. Se non è non è, aivoglia a tirare fuori indici a caso
e decontestualizzati dal contesto troposferico. Descrittivi poi... Si confonde un ramo dinamico freddo
con l'orso siberiano, si guarda a split stratosferici con mappe termiche, ecc ecc.
Ripeto, a me piacerebbe scrivere altro, ma i lettori meritano rispetto e non vanno confusi e illusi.
Ma il metodo scientifico non crea interazioni, ciò che interessa sono i proclami e gli annunci imminenti di
gelo e neve. Auguri.
Probabilità di interessamento della massa gelida a nord e a nord est della penisola molto scarse o nulle.
Lungo periodo caratterizzato da una veemente velocità di fase atlantica con momentanei strappi
nei passaggi più significativi che saranno accompagnati solo da un modesto calo isotermico.
Piogge e nevicate abbondanti e clima che non presenta grossi scossoni, rimanendo poco sotto la media
al nord, comunque sufficiente affinché le nevicate scendano di quota, e in linea o sopra al centro sud.
Il problema non è osservare e commentare i run deterministico, ognuno impiega il tempo come meglio crede,
il problema nasce quando l'osservazione degli ufficiali nel lungo termine, diventa poi una sorta di totem
che inevitabilmente crea aspettative sulle quali si costruiscono castelli di sabbia e una notevole confusione.
Allora ci si appiglia e si incolpano attori che sulla scena manco ci stanno. Se quello ruota, se quello si eleva,
se sale e se scende, se marte si allinea con saturno. Se non è non è, aivoglia a tirare fuori indici a caso
e decontestualizzati dal contesto troposferico. Descrittivi poi... Si confonde un ramo dinamico freddo
con l'orso siberiano, si guarda a split stratosferici con mappe termiche, ecc ecc.
Ripeto, a me piacerebbe scrivere altro, ma i lettori meritano rispetto e non vanno confusi e illusi.
Ma il metodo scientifico non crea interazioni, ciò che interessa sono i proclami e gli annunci imminenti di
gelo e neve. Auguri.
Re: ANALISI CIRCOLATORIE/VIEW/MJO/ENSO 2025
92 minuti di applausipicchio70 ha scritto: ↑lun gen 19, 2026 12:45 pm Buongiorno. Nulla di nuovo sotto il sole...o meglio la pioggia.
Probabilità di interessamento della massa gelida a nord e a nord est della penisola molto scarse o nulle.
Lungo periodo caratterizzato da una veemente velocità di fase atlantica con momentanei strappi
nei passaggi più significativi che saranno accompagnati solo da un modesto calo isotermico.
Piogge e nevicate abbondanti e clima che non presenta grossi scossoni, rimanendo poco sotto la media
al nord, comunque sufficiente affinché le nevicate scendano di quota, e in linea o sopra al centro sud.
Il problema non è osservare e commentare i run deterministico, ognuno impiega il tempo come meglio crede,
il problema nasce quando l'osservazione degli ufficiali nel lungo termine, diventa poi una sorta di totem
che inevitabilmente crea aspettative sulle quali si costruiscono castelli di sabbia e una notevole confusione.
Allora ci si appiglia e si incolpano attori che sulla scena manco ci stanno. Se quello ruota, se quello si eleva,
se sale e se scende, se marte si allinea con saturno. Se non è non è, aivoglia a tirare fuori indici a caso
e decontestualizzati dal contesto troposferico. Descrittivi poi... Si confonde un ramo dinamico freddo
con l'orso siberiano, si guarda a split stratosferici con mappe termiche, ecc ecc.
Ripeto, a me piacerebbe scrivere altro, ma i lettori meritano rispetto e non vanno confusi e illusi.
Ma il metodo scientifico non crea interazioni, ciò che interessa sono i proclami e gli annunci imminenti di
gelo e neve. Auguri.
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Re: ANALISI CIRCOLATORIE/VIEW/MJO/ENSO 2025
Questi sono gli scenari deterministici a 10 giorni dei GM più accreditati, tra anomalie bariche e isotermiche.
Se qualcuno volesse gentilmente farmi una X sulla fase fredda/gelida in arrivo o sull'orso nei pressi
dell'Europa.




Questo il ventaglio probabilistico isotermico centrato sul centro Italia.
Se qualcuno volesse farmi una X sul freddo/gelo in arrivo.

Qui abbiamo il vortice stratosferico ( per quel che vale ....5% )
Se qualcuno volesse farmi una X su ipotesi di split.

E per finire Hovmoller. Se qualcuno volesse farmi una X sulla fase d'onda a carattere freddo.

Se qualcuno volesse gentilmente farmi una X sulla fase fredda/gelida in arrivo o sull'orso nei pressi
dell'Europa.




Questo il ventaglio probabilistico isotermico centrato sul centro Italia.
Se qualcuno volesse farmi una X sul freddo/gelo in arrivo.

Qui abbiamo il vortice stratosferico ( per quel che vale ....5% )
Se qualcuno volesse farmi una X su ipotesi di split.

E per finire Hovmoller. Se qualcuno volesse farmi una X sulla fase d'onda a carattere freddo.







