
GENNAIO 2026 - ANALISI MODELLI LIVE
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effetto stau
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Re: GENNAIO 2026 - ANALISI MODELLI LIVE
Dite addio ai vostri familiari 





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magiadellaneve
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Re: GENNAIO 2026 - ANALISI MODELLI LIVE
Il controllo è completamente diverso da gfs ufficiale
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magiadellaneve
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Re: GENNAIO 2026 - ANALISI MODELLI LIVE
occhio che se si stacca come in gfs-
effetto stau
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Re: GENNAIO 2026 - ANALISI MODELLI LIVE
EC che ci rimette con i piedi a terra....!
Mai una volta che accadesse il contrario.... cioè gfs brutto ed Ec da urlo.....mai....proprio mai
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effetto stau
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Re: GENNAIO 2026 - ANALISI MODELLI LIVE
Dai divertiamoci
Non metto le termiche perché qualcuno potrebbe soffrire di cuore

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Re: GENNAIO 2026 - ANALISI MODELLI LIVE
Deve frenare l’Atlantico punto, in queste situazioni giusto il nord ci può rientrare serve un blocco coriaceo ma siamo lontani da vedere un simile scenario.
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Vedolaneve
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Re: GENNAIO 2026 - ANALISI MODELLI LIVE
Il gelo non ha mai visto prenderci in pieno , fa gola e lì ma non c è la dinamica giusta per farlo entrare nel mediterraneo (25-28) al max refoli nella parte settentrionale della penisola.
La parte ghiotta potrebbe venire dopo a cavallo del mese con la possibile attivazione dell onda atlantica .
Diverse le corse alternative mostrano questo scenario ma ad ora la distanza rimane proibitiva .
Occhio sempre alle correzioni delle stagionali .
La parte ghiotta potrebbe venire dopo a cavallo del mese con la possibile attivazione dell onda atlantica .
Diverse le corse alternative mostrano questo scenario ma ad ora la distanza rimane proibitiva .
Occhio sempre alle correzioni delle stagionali .
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Vedolaneve
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Re: GENNAIO 2026 - ANALISI MODELLI LIVE
Tre depressioni in arrivo le prime due praticamente una certezza o quasi (prima già in atto, la seconda più pericolosa lunedì fino a mercoledì, poi il fine settimana quest'ultima ancora da chiarire) depressioni che viaggeranno a basse latitudini almeno queste prime due, portandosi poi sull'Italia meridionale.
Per la terza decade potremmo vederne delle belle sopratutto in fatto di freddo ma per adesso preferisco non pronunciarmi dato la grandissima distanza temporale.
Saluti.
Per la terza decade potremmo vederne delle belle sopratutto in fatto di freddo ma per adesso preferisco non pronunciarmi dato la grandissima distanza temporale.
Saluti.
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vignaiolo
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Re: GENNAIO 2026 - ANALISI MODELLI LIVE
Peccato per i perenni rimandini che tante volte sono stati degli indizi negativi sul futuroVedolaneve ha scritto: ↑ven gen 16, 2026 6:59 pm
Distanze proibitive ma i gm iniziano ad inquadrare questa fase vedremo con i prossimi giorni
Re: GENNAIO 2026 - ANALISI MODELLI LIVE
Mentre l'Europa osserva con stupore le nevicate record che stanno seppellendo Mosca, i modelli matematici e gli indici teleconnettivi delineano un quadro di rara complessità dinamica per la terza decade di gennaio.
Non siamo davanti ad una semplice "rasoiata" fredda, ma ad un collasso strutturale del Vortice Polare (VP) orchestrato da un'iniezione di Vorticità Stratosferica ed un massiccio trasferimento di momento.
Nei precedenti articoli mi ero concentrato sulle Velocità Zonali(zw) e sul momento angolare atmosferico, ad oggi il quadro si complica ulteriormente per il probabile contributo Stratosferico e, come vedremo, è un ulteriore tassello che spinge in direzione di una probabile discesa di aria gelida Russo-Siberiana.
L'analisi dei dati MERRA2 sulla superficie isentropica dei 360 K (circa 10-12 km di quota) rivela un quadro dinamico davvero interessante.
Oltre al tracollo degli zw, i grafici oggi indicano anche un incremento verticale della Vorticità Potenziale (PV), che schizza dai canonici 2.0 verso valori prossimi a 2.5 PVU.
Contemporaneamente si registra un crollo verticale della Vortex Area (l'estensione geografica del vortice), che precipita verso lo zero:
Img: MPV sulla superficie isoentropica dei 360K
Questo abbinamento — aumento dell'intensità (PV) a fronte di una drastica riduzione dell'area — indica che il Vortice Polare non è più una struttura circolare e coesa.
Viene messo in modalità "stretching", deformato e infine frammentato. La vorticità non scompare, ma si concentra in filamenti o lobi isolati che penetrano violentemente verso le medie latitudini.
Un'analisi superficiale potrebbe suggerire che un Vortice Polare profondo sul Canada possa favorire la zonalità. Tuttavia, il contesto attuale è dominato da un Global Relative Angular Momentum persistentemente negativo, con anomalie standardizzate intorno a -1.
In questo regime di "frenata" atmosferica, l'energia del lobo canadese non alimenta un flusso zonale teso, ma innesca un processo di Downstream Development.
L'iniezione di PV sul Canada aumenta la baroclinicità del getto in uscita dal Nord America e questa energia, non potendo sfogarsi linearmente verso Est (momento angolare negativo), viene trasferita "a valle" (downstream), forzando l'amplificazione dell'onda successiva e cioè del Blocco Euro-Scandinavo.
In questo scacchiere, le nevicate record su Mosca fungono da serbatoio termodinamico ed il terreno innevato favorisce la formazione di un "lago" di aria pellicolare densa e gelida al suolo.
Con l'elevazione del Blocco Scandinavo e il contestuale crollo dell'area del vortice in quota, l'anomalia di PV inizierà a risucchiare quest'aria russa verso Ovest, spingendola nel cuore del continente Europeo attraverso una manovra di retrogressione.
Proprio l'iniezione di Vorticità Stratosferica in un contesto di momento angolare negativo e velocità zonali prossime a 0 m/s, trasformano il moto orizzontale in moto verticale, andando a rinfozare il Blocco Scandinavo e predisponendo l'atmosfera ad un regime antizonale:
Img: La mappa rappresenta la configurazione dinamica ma non ha valenza previsionale
Come potete leggere le condizioni fisiche si stanno consolidando, e sulla base di questi parametri come già sottolineato nei precendenti articoli, non posso escludere che si realizzi una configurazione dinamica dai connotati Storici.
Rimangono altresì ancora dei punti da sciogliere, che riguardano la persistenza di tale collassamento Emisferico(attualmente sembra che possa proseguire nel mese di Febbraio) e l'eventuale insorgenza di un SSW.
Ne parlerò nei prossimi aggiornamenti.
F. C.
Non siamo davanti ad una semplice "rasoiata" fredda, ma ad un collasso strutturale del Vortice Polare (VP) orchestrato da un'iniezione di Vorticità Stratosferica ed un massiccio trasferimento di momento.
Nei precedenti articoli mi ero concentrato sulle Velocità Zonali(zw) e sul momento angolare atmosferico, ad oggi il quadro si complica ulteriormente per il probabile contributo Stratosferico e, come vedremo, è un ulteriore tassello che spinge in direzione di una probabile discesa di aria gelida Russo-Siberiana.
L'analisi dei dati MERRA2 sulla superficie isentropica dei 360 K (circa 10-12 km di quota) rivela un quadro dinamico davvero interessante.
Oltre al tracollo degli zw, i grafici oggi indicano anche un incremento verticale della Vorticità Potenziale (PV), che schizza dai canonici 2.0 verso valori prossimi a 2.5 PVU.
Contemporaneamente si registra un crollo verticale della Vortex Area (l'estensione geografica del vortice), che precipita verso lo zero:
Img: MPV sulla superficie isoentropica dei 360K
Questo abbinamento — aumento dell'intensità (PV) a fronte di una drastica riduzione dell'area — indica che il Vortice Polare non è più una struttura circolare e coesa.
Viene messo in modalità "stretching", deformato e infine frammentato. La vorticità non scompare, ma si concentra in filamenti o lobi isolati che penetrano violentemente verso le medie latitudini.
Un'analisi superficiale potrebbe suggerire che un Vortice Polare profondo sul Canada possa favorire la zonalità. Tuttavia, il contesto attuale è dominato da un Global Relative Angular Momentum persistentemente negativo, con anomalie standardizzate intorno a -1.
In questo regime di "frenata" atmosferica, l'energia del lobo canadese non alimenta un flusso zonale teso, ma innesca un processo di Downstream Development.
L'iniezione di PV sul Canada aumenta la baroclinicità del getto in uscita dal Nord America e questa energia, non potendo sfogarsi linearmente verso Est (momento angolare negativo), viene trasferita "a valle" (downstream), forzando l'amplificazione dell'onda successiva e cioè del Blocco Euro-Scandinavo.
In questo scacchiere, le nevicate record su Mosca fungono da serbatoio termodinamico ed il terreno innevato favorisce la formazione di un "lago" di aria pellicolare densa e gelida al suolo.
Con l'elevazione del Blocco Scandinavo e il contestuale crollo dell'area del vortice in quota, l'anomalia di PV inizierà a risucchiare quest'aria russa verso Ovest, spingendola nel cuore del continente Europeo attraverso una manovra di retrogressione.
Proprio l'iniezione di Vorticità Stratosferica in un contesto di momento angolare negativo e velocità zonali prossime a 0 m/s, trasformano il moto orizzontale in moto verticale, andando a rinfozare il Blocco Scandinavo e predisponendo l'atmosfera ad un regime antizonale:
Img: La mappa rappresenta la configurazione dinamica ma non ha valenza previsionale
Come potete leggere le condizioni fisiche si stanno consolidando, e sulla base di questi parametri come già sottolineato nei precendenti articoli, non posso escludere che si realizzi una configurazione dinamica dai connotati Storici.
Rimangono altresì ancora dei punti da sciogliere, che riguardano la persistenza di tale collassamento Emisferico(attualmente sembra che possa proseguire nel mese di Febbraio) e l'eventuale insorgenza di un SSW.
Ne parlerò nei prossimi aggiornamenti.
F. C.
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Re: GENNAIO 2026 - ANALISI MODELLI LIVE
ducaneve ha scritto: ↑ven gen 16, 2026 7:21 pm Mentre l'Europa osserva con stupore le nevicate record che stanno seppellendo Mosca, i modelli matematici e gli indici teleconnettivi delineano un quadro di rara complessità dinamica per la terza decade di gennaio.
Non siamo davanti ad una semplice "rasoiata" fredda, ma ad un collasso strutturale del Vortice Polare (VP) orchestrato da un'iniezione di Vorticità Stratosferica ed un massiccio trasferimento di momento.
Nei precedenti articoli mi ero concentrato sulle Velocità Zonali(zw) e sul momento angolare atmosferico, ad oggi il quadro si complica ulteriormente per il probabile contributo Stratosferico e, come vedremo, è un ulteriore tassello che spinge in direzione di una probabile discesa di aria gelida Russo-Siberiana.
L'analisi dei dati MERRA2 sulla superficie isentropica dei 360 K (circa 10-12 km di quota) rivela un quadro dinamico davvero interessante.
Oltre al tracollo degli zw, i grafici oggi indicano anche un incremento verticale della Vorticità Potenziale (PV), che schizza dai canonici 2.0 verso valori prossimi a 2.5 PVU.
Contemporaneamente si registra un crollo verticale della Vortex Area (l'estensione geografica del vortice), che precipita verso lo zero:
Img: MPV sulla superficie isoentropica dei 360K
Questo abbinamento — aumento dell'intensità (PV) a fronte di una drastica riduzione dell'area — indica che il Vortice Polare non è più una struttura circolare e coesa.
Viene messo in modalità "stretching", deformato e infine frammentato. La vorticità non scompare, ma si concentra in filamenti o lobi isolati che penetrano violentemente verso le medie latitudini.
Un'analisi superficiale potrebbe suggerire che un Vortice Polare profondo sul Canada possa favorire la zonalità. Tuttavia, il contesto attuale è dominato da un Global Relative Angular Momentum persistentemente negativo, con anomalie standardizzate intorno a -1.
In questo regime di "frenata" atmosferica, l'energia del lobo canadese non alimenta un flusso zonale teso, ma innesca un processo di Downstream Development.
L'iniezione di PV sul Canada aumenta la baroclinicità del getto in uscita dal Nord America e questa energia, non potendo sfogarsi linearmente verso Est (momento angolare negativo), viene trasferita "a valle" (downstream), forzando l'amplificazione dell'onda successiva e cioè del Blocco Euro-Scandinavo.
In questo scacchiere, le nevicate record su Mosca fungono da serbatoio termodinamico ed il terreno innevato favorisce la formazione di un "lago" di aria pellicolare densa e gelida al suolo.
Con l'elevazione del Blocco Scandinavo e il contestuale crollo dell'area del vortice in quota, l'anomalia di PV inizierà a risucchiare quest'aria russa verso Ovest, spingendola nel cuore del continente Europeo attraverso una manovra di retrogressione.
Proprio l'iniezione di Vorticità Stratosferica in un contesto di momento angolare negativo e velocità zonali prossime a 0 m/s, trasformano il moto orizzontale in moto verticale, andando a rinfozare il Blocco Scandinavo e predisponendo l'atmosfera ad un regime antizonale:
Img: La mappa rappresenta la configurazione dinamica ma non ha valenza previsionale
Come potete leggere le condizioni fisiche si stanno consolidando, e sulla base di questi parametri come già sottolineato nei precendenti articoli, non posso escludere che si realizzi una configurazione dinamica dai connotati Storici.
Rimangono altresì ancora dei punti da sciogliere, che riguardano la persistenza di tale collassamento Emisferico(attualmente sembra che possa proseguire nel mese di Febbraio) e l'eventuale insorgenza di un SSW.
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Mah.....
- gandalf il bianco
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Re: GENNAIO 2026 - ANALISI MODELLI LIVE
ECMWF12z niente di nuovo: "repetita iuvant: un po' d'aria dell'est tra lunedì e mercoledì al Nord e Adriatiche.

