ANALISI CIRCOLATORIE/VIEW/MJO/ENSO 2025
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Re: ANALISI CIRCOLATORIE/VIEW/MJO/ENSO 2025
Ciao Picchio bentornato moltissimo aspettiamo una tua analisi di quello che sta accadendo o sta per succedere siamo curiosi e non poco...... 
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Re: ANALISI CIRCOLATORIE/VIEW/MJO/ENSO 2025
Ripartiamo con le analisi generali partendo da alcuni punti cardine della circolazione troposferica
in grado di ripristinare un nuovo assetto delle figure bariche, dopo una lunga fase dettata da una reiterazione d'onda
che ha caratterizzato gran parte della fine di dicembre e la prima decade di gennaio attraverso un corposo
raffreddamento dell'area russa ed europea centro settentrionale, e con risvolti più edulcorati nel mediterraneo,
dopo un dicembre molto caldo.
Quindi si cambia registro, e presto la circolazione subirà gli effetti di nuove forzanti che daranno una scossa e un riassetto
delle principali figuri bariche. Chiariamo subito che AO-NAO-PNA-NAM non rientrano in queste evenienze, in quanto
sono semplici descrizioni a posteriori dei processi matematici dei centri di calcoli, sono risultanze e non forzanti,
quindi totalmente inutili ai fini delle analisi a medio lunga gittata, sono già insite nei GM. Così come
non conviene perdere tempo coi piani più alti dell'atmosfera, in quanto non ci sono condizioni di interazione essendo in fase T-S con la troposfera totalmente libera di muoversi senza pressione isoentropica e geostrofica ai limiti
della tropopausa. Questo in linea generale, poi analizzeremo una parte di questo aspetto T-S con influenze.
Analizzeremo dunque quegli aspetti capaci di indurre nuova energia attraverso la modulazione delle onde di rossby.
Partiamo dalla convezione, ma precisando che pur rientrando nel novero delle forzanti, non supporta causa-effetto, poiché tutto va poi contestualizzato nella guida troposferica.
Non se ne fa' un uso deterministico ma probabilistico e a posteriori. MJO in fase otto dunque ....non rientra nel metodo scientifico, perché non sappiamo come l'onda interagira' col sistema, come si amplificherà e come si romperà.
in grado di ripristinare un nuovo assetto delle figure bariche, dopo una lunga fase dettata da una reiterazione d'onda
che ha caratterizzato gran parte della fine di dicembre e la prima decade di gennaio attraverso un corposo
raffreddamento dell'area russa ed europea centro settentrionale, e con risvolti più edulcorati nel mediterraneo,
dopo un dicembre molto caldo.
Quindi si cambia registro, e presto la circolazione subirà gli effetti di nuove forzanti che daranno una scossa e un riassetto
delle principali figuri bariche. Chiariamo subito che AO-NAO-PNA-NAM non rientrano in queste evenienze, in quanto
sono semplici descrizioni a posteriori dei processi matematici dei centri di calcoli, sono risultanze e non forzanti,
quindi totalmente inutili ai fini delle analisi a medio lunga gittata, sono già insite nei GM. Così come
non conviene perdere tempo coi piani più alti dell'atmosfera, in quanto non ci sono condizioni di interazione essendo in fase T-S con la troposfera totalmente libera di muoversi senza pressione isoentropica e geostrofica ai limiti
della tropopausa. Questo in linea generale, poi analizzeremo una parte di questo aspetto T-S con influenze.
Analizzeremo dunque quegli aspetti capaci di indurre nuova energia attraverso la modulazione delle onde di rossby.
Partiamo dalla convezione, ma precisando che pur rientrando nel novero delle forzanti, non supporta causa-effetto, poiché tutto va poi contestualizzato nella guida troposferica.
Non se ne fa' un uso deterministico ma probabilistico e a posteriori. MJO in fase otto dunque ....non rientra nel metodo scientifico, perché non sappiamo come l'onda interagira' col sistema, come si amplificherà e come si romperà.
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Re: ANALISI CIRCOLATORIE/VIEW/MJO/ENSO 2025
Picchio, si, che piacere riaverti tra noi.
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effetto stau
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Re: ANALISI CIRCOLATORIE/VIEW/MJO/ENSO 2025
Bentornato Picchio 
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Re: ANALISI CIRCOLATORIE/VIEW/MJO/ENSO 2025
Il 2025 si è chiuso con una MJO debole e incoerente. Tuttavia, dopo un inizio di gennaio lento, l'indice RMM è recentemente emerso dal cerchio unitario nella fase 6 (Pacifico occidentale). Le anomalie oceaniche/atmosferiche legate alla Niña persistono, ma quest'ultima mostra chiari segni di indebolimento con gli alisei che vanno indebolendosi
e i venti occidentali WWB che vanno intensificandosi, traghettandoci verso una nuova fase Nino e probabilmente un ulteriore gradino climatico dopo i recenti tre anni più caldi. I modelli dinamici concordano nel prevedere un continuo aumento dell'indice RMM durante la prima settimana, seguito da una propagazione verso est verso l'emisfero occidentale entro la terza settimana. In sostanza: probabilità di regime di blocco in aumento verso l'Europa settentrionale fin verso la fine del mese di gennaio, anche perché l'attività Mjo troverà sostegno e contributo dalle onde equatoriali che impatterà
sul flusso zonale medio attraverso l'immissione di energia e momento, soprattutto orizzontale in quanto
quello verticale, verso la strat per intenderci, andata valutato e soppesato successivamente nella sua modalità
positiva o negativa di convergenza o divergenza. Attualmente permane il segnale di riflessione asiatica che
indirizza il ramo del vortice polare verso il continente nord americano, come osserviamo dai modelli e come quasi sempre avviene in questi frangenti, oltre che sul continente asiatico. Come già specificato, non dobbiamo ragionare in termini
diretti di causa- effetto, perché concorrono altri fattori su aree emisferiche più ristrette.


e i venti occidentali WWB che vanno intensificandosi, traghettandoci verso una nuova fase Nino e probabilmente un ulteriore gradino climatico dopo i recenti tre anni più caldi. I modelli dinamici concordano nel prevedere un continuo aumento dell'indice RMM durante la prima settimana, seguito da una propagazione verso est verso l'emisfero occidentale entro la terza settimana. In sostanza: probabilità di regime di blocco in aumento verso l'Europa settentrionale fin verso la fine del mese di gennaio, anche perché l'attività Mjo troverà sostegno e contributo dalle onde equatoriali che impatterà
sul flusso zonale medio attraverso l'immissione di energia e momento, soprattutto orizzontale in quanto
quello verticale, verso la strat per intenderci, andata valutato e soppesato successivamente nella sua modalità
positiva o negativa di convergenza o divergenza. Attualmente permane il segnale di riflessione asiatica che
indirizza il ramo del vortice polare verso il continente nord americano, come osserviamo dai modelli e come quasi sempre avviene in questi frangenti, oltre che sul continente asiatico. Come già specificato, non dobbiamo ragionare in termini
diretti di causa- effetto, perché concorrono altri fattori su aree emisferiche più ristrette.


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Re: ANALISI CIRCOLATORIE/VIEW/MJO/ENSO 2025
Picchio la nel live modelli sei piu che benvenuto,non creare nuovamente divisioni,te lo sto chiedendo per piacerepicchio70 ha scritto: ↑mer gen 14, 2026 9:41 pm Il 2025 si è chiuso con una MJO debole e incoerente. Tuttavia, dopo un inizio di gennaio lento, l'indice RMM è recentemente emerso dal cerchio unitario nella fase 6 (Pacifico occidentale). Le anomalie oceaniche/atmosferiche legate alla Niña persistono, ma quest'ultima mostra chiari segni di indebolimento con gli alisei che vanno indebolendosi
e i venti occidentali WWB che vanno intensificandosi, traghettandoci verso una nuova fase Nino e probabilmente un ulteriore gradino climatico dopo i recenti tre anni più caldi. I modelli dinamici concordano nel prevedere un continuo aumento dell'indice RMM durante la prima settimana, seguito da una propagazione verso est verso l'emisfero occidentale entro la terza settimana. In sostanza: probabilità di regime di blocco in aumento verso l'Europa settentrionale fin verso la fine del mese di gennaio, anche perché l'attività Mjo troverà sostegno e contributo dalle onde equatoriali che impatterà
sul flusso zonale medio attraverso l'immissione di energia e momento, soprattutto orizzontale in quanto
quello verticale, verso la strat per intenderci, andata valutato e soppesato successivamente nella sua modalità
positiva o negativa di convergenza o divergenza. Attualmente permane il segnale di riflessione asiatica che
indirizza il ramo del vortice polare verso il continente nord americano, come osserviamo dai modelli e come quasi sempre avviene in questi frangenti, oltre che sul continente asiatico. Come già specificato, non dobbiamo ragionare in termini
diretti di causa- effetto, perché concorrono altri fattori su aree emisferiche più ristrette.
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Re: ANALISI CIRCOLATORIE/VIEW/MJO/ENSO 2025
Sempre cautela dunque nelle valutazioni. Una cosa sono i caratteri generali, altro è il riscontro
deterministico intriso di molteplici variabili. Sappiamo che la circolazione è destinata a subire un forte scossone,
ma non sappiamo come in sede europea e soprattutto mediterranea. L'uso delle TLC, non l'abuso.
Quest'ultimo porta a errori di valutazione anche grossolani. Riporto:
1. si estrania dal contesto nel quale questi si sviluppano;
2. traduce in equivalenza diagnostica gli output statistici di quel segnale (in genere mjo 7 crea dei blocchi su Scandinavia e quindi mi aspetto questo);
3. pretende di sostituirsi ai modelli deterministici per effettuare previsioni;
4. non presta attenzione alle modalità (diverso dal punto 1 in cui si parla di contesto) nelle quali il segnale si sviluppa e quindi si adatta ad una media comportamentale grossolana.
5. manca dell'essenziale requisito umano della "pazienza" di osservare se un dato comportamento riferibile ad una forzante venga reiterato nel suo sviluppo in un certo modo dagli strumenti diagnostici a disposizione.
deterministico intriso di molteplici variabili. Sappiamo che la circolazione è destinata a subire un forte scossone,
ma non sappiamo come in sede europea e soprattutto mediterranea. L'uso delle TLC, non l'abuso.
Quest'ultimo porta a errori di valutazione anche grossolani. Riporto:
1. si estrania dal contesto nel quale questi si sviluppano;
2. traduce in equivalenza diagnostica gli output statistici di quel segnale (in genere mjo 7 crea dei blocchi su Scandinavia e quindi mi aspetto questo);
3. pretende di sostituirsi ai modelli deterministici per effettuare previsioni;
4. non presta attenzione alle modalità (diverso dal punto 1 in cui si parla di contesto) nelle quali il segnale si sviluppa e quindi si adatta ad una media comportamentale grossolana.
5. manca dell'essenziale requisito umano della "pazienza" di osservare se un dato comportamento riferibile ad una forzante venga reiterato nel suo sviluppo in un certo modo dagli strumenti diagnostici a disposizione.
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Re: ANALISI CIRCOLATORIE/VIEW/MJO/ENSO 2025
Ora veniamo ai fatti che più stanno attirando l'attenzione attraverso l'ambito sogno di veder finalmente
realizzata una dinamica capace di proiettarci nel mondo dei sogni più proibiti e agognati.
Abbiamo fatto cenno che quando l'atmosfera subisce gli effetti immissione di energia/momento, la circolazione
può risultare più movimentata, meno zonale, attraverso rossby più amplificate e non soggette a modulazioni
dal piano superiore, e alla genesi di blocchi. Come detto la troposfera è libera di imporre il suo regime e la sua variabilità.
Il primo passo è l'apertura della porta atlantica e la faccia più mite e umida dell'inverno.



image hosting italia
Si cambia regime dunque, dopo la recente fase più fredda appena trascorsa, almeno per quanto
riguarda l'Italia centro-settentrionale, oltre gran parte dell'Europa ovviamente. La circolazione sarà caratterizzata da due perni polari al cui interno risiede aria particolarmente fredda destinata ai nostri settori orientali europei e a quelli nord americani. Noi saremo spartiacque di queste rigide circolazioni e principalmente interessati da una lenta velocità di fase delle onde di rossby. Già a partire da questo fine settimana, l’ingresso di una profonda saccatura sul Mediterraneo occidentale, apporterà un significativo peggioramento del tempo con dettagli ancora da definire, ma sostanzialmente
i segnali dominanti vedono la saccatura evolvere fin verso le coste del continente africano per poi probabilmente
terminare in goccia. L'interazione tra il getto polare e quello sub tropicale lungo il profondo ramo ascendente,
determinerà la formazione di una vasto minimo depressionario in prossimità delle baleari, ostacolato nella progressione
dalla cellula anticiclonica sui balcani e quindi evolvere molto lentamente esasperando l'aspetto precipitativo lungo le
aree soggette a sollevamento orografico. Non sono esclusi grossi disagi. Il tutto coadiuvato da un forte gradiente
orizzontale che incentiverebbe il flusso meridionale con venti tempestosi e forti mareggiate. Inoltre
l'indice EFI è visto raggiungere livelli estremi apportando notevole calore, e quindi energia, al sistema.
L'esatta collocazione del minimo determinerà anche il reale interessamento dei settori alpini, ove date le temperature,
potrebbero aversi nevicate anche di una certa consistenza, specie le aree più occidentali.
realizzata una dinamica capace di proiettarci nel mondo dei sogni più proibiti e agognati.
Abbiamo fatto cenno che quando l'atmosfera subisce gli effetti immissione di energia/momento, la circolazione
può risultare più movimentata, meno zonale, attraverso rossby più amplificate e non soggette a modulazioni
dal piano superiore, e alla genesi di blocchi. Come detto la troposfera è libera di imporre il suo regime e la sua variabilità.
Il primo passo è l'apertura della porta atlantica e la faccia più mite e umida dell'inverno.



image hosting italia
Si cambia regime dunque, dopo la recente fase più fredda appena trascorsa, almeno per quanto
riguarda l'Italia centro-settentrionale, oltre gran parte dell'Europa ovviamente. La circolazione sarà caratterizzata da due perni polari al cui interno risiede aria particolarmente fredda destinata ai nostri settori orientali europei e a quelli nord americani. Noi saremo spartiacque di queste rigide circolazioni e principalmente interessati da una lenta velocità di fase delle onde di rossby. Già a partire da questo fine settimana, l’ingresso di una profonda saccatura sul Mediterraneo occidentale, apporterà un significativo peggioramento del tempo con dettagli ancora da definire, ma sostanzialmente
i segnali dominanti vedono la saccatura evolvere fin verso le coste del continente africano per poi probabilmente
terminare in goccia. L'interazione tra il getto polare e quello sub tropicale lungo il profondo ramo ascendente,
determinerà la formazione di una vasto minimo depressionario in prossimità delle baleari, ostacolato nella progressione
dalla cellula anticiclonica sui balcani e quindi evolvere molto lentamente esasperando l'aspetto precipitativo lungo le
aree soggette a sollevamento orografico. Non sono esclusi grossi disagi. Il tutto coadiuvato da un forte gradiente
orizzontale che incentiverebbe il flusso meridionale con venti tempestosi e forti mareggiate. Inoltre
l'indice EFI è visto raggiungere livelli estremi apportando notevole calore, e quindi energia, al sistema.
L'esatta collocazione del minimo determinerà anche il reale interessamento dei settori alpini, ove date le temperature,
potrebbero aversi nevicate anche di una certa consistenza, specie le aree più occidentali.
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Re: ANALISI CIRCOLATORIE/VIEW/MJO/ENSO 2025
Per il dopo Picchio a quale soluzioni opti in base ai dati a tua disposizione?
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Re: ANALISI CIRCOLATORIE/VIEW/MJO/ENSO 2025
E ora arriviamo ad esaminare il segmento temporale che più sta attirando l'attenzione dei lettori.
L'ultima parte del mese di gennaio. Partiamo col dire che bisogna ragionare sempre in termini probabilistici
e che, data la distanza, nulla può essere dato per scontato a priori, escluso a priori. Noi ci concentriamo
sul segnale dominante, cioè quello che al momento ci offre più garanzia di risultato.
Come già anticipato, sul piatto ci sono diversi aspetti molto importanti. La convezione tropicale, il momento,
la genesi di blocchi, un area russa europea particolarmente fredda con aspetti di sedimentazione, e un vortice troposferico
non soggetto a interferenze dall'alto. Vediamo un po' questo segnale dominante attraverso l'analisi oggettiva
di alcuni parametri costituenti. Partiamo dalle anomalie dei geopotenziali:

Un area positiva nei pressi della Scandinavia sui cui lati agiscono le due figure negative e particolarmente fredde.
Le isobare non mostrano influenze orientali sul bacino del Mediterraneo, più soggetto al flusso medio occidentale leggermente ondulato e confluente sull'Europa centrale, con il grosso del gelo confinato sulle aree più orientali e settentrionali, mentre un flusso più edulcorato e visto affluire sull'Europa centrale e occidentale.
La penisola risulta al momento estranea a fasi di un certo spessore invernale, con le aree più settentrionali con
maggiori probabilità di interferenze. Gli scenari medi non mostrano comunque aspetti significativi tali da discostarsi
particolarmente dalla climatologia in essere. Ancor meno per le aree centrali e meridionali.

Altro aspetto dominante risulta essere l'assenza di figure anticicloniche persistenti e ingombranti, anzi il nostro
bacino risulta essere particolarmente soggetto ad aree depressionarie con un probabilità di precipitazioni
al di sopra della climatologia.

E per concludere il nostro caro ed esemplificativo Hovmoller

Notiamo subito sulla linea del cambio data la condizione di blocco nord europeo, e la velocità di fase orientale
progredire verso ovest per poi arenarsi nei pressi dell'Europa orientale per poi spegnersi per fine mese.
Una interazione più decisa col flusso atlantico è vista realizzarsi tra il 25 e il 29 gennaio sotto il blocco scandinavo.
Il proseguo vede poi una decisa e lunga fase d'onda di carattere atlantico o nord atlantico.
Ci sono, forse c'erano degli aspetti anche molto interessanti, ma a mio avviso, non abbiamo le giuste condizioni
sul pacifico con una cresta troppo addossata alle montagne rocciose che disturba l'assetto più idoneo al blocco
con rottura anticiclonica invece di quella presumibile ciclonica. Questo anche perché la cresta disturba l'oscillazione
artica nella sua rotazione delle masse. Chiaro che, immettendo nelle analisi una serie di se, se, se, una possibilità o un
aspettativa ce la creiamo sempre, come ogni inverno valutando le carte dei GM oltre il lecito consentito.
Solo che i se non portano ne gelo e ne neve. Speriamo in miglioramenti, nulla è scritto.
L'ultima parte del mese di gennaio. Partiamo col dire che bisogna ragionare sempre in termini probabilistici
e che, data la distanza, nulla può essere dato per scontato a priori, escluso a priori. Noi ci concentriamo
sul segnale dominante, cioè quello che al momento ci offre più garanzia di risultato.
Come già anticipato, sul piatto ci sono diversi aspetti molto importanti. La convezione tropicale, il momento,
la genesi di blocchi, un area russa europea particolarmente fredda con aspetti di sedimentazione, e un vortice troposferico
non soggetto a interferenze dall'alto. Vediamo un po' questo segnale dominante attraverso l'analisi oggettiva
di alcuni parametri costituenti. Partiamo dalle anomalie dei geopotenziali:

Un area positiva nei pressi della Scandinavia sui cui lati agiscono le due figure negative e particolarmente fredde.
Le isobare non mostrano influenze orientali sul bacino del Mediterraneo, più soggetto al flusso medio occidentale leggermente ondulato e confluente sull'Europa centrale, con il grosso del gelo confinato sulle aree più orientali e settentrionali, mentre un flusso più edulcorato e visto affluire sull'Europa centrale e occidentale.
La penisola risulta al momento estranea a fasi di un certo spessore invernale, con le aree più settentrionali con
maggiori probabilità di interferenze. Gli scenari medi non mostrano comunque aspetti significativi tali da discostarsi
particolarmente dalla climatologia in essere. Ancor meno per le aree centrali e meridionali.

Altro aspetto dominante risulta essere l'assenza di figure anticicloniche persistenti e ingombranti, anzi il nostro
bacino risulta essere particolarmente soggetto ad aree depressionarie con un probabilità di precipitazioni
al di sopra della climatologia.

E per concludere il nostro caro ed esemplificativo Hovmoller

Notiamo subito sulla linea del cambio data la condizione di blocco nord europeo, e la velocità di fase orientale
progredire verso ovest per poi arenarsi nei pressi dell'Europa orientale per poi spegnersi per fine mese.
Una interazione più decisa col flusso atlantico è vista realizzarsi tra il 25 e il 29 gennaio sotto il blocco scandinavo.
Il proseguo vede poi una decisa e lunga fase d'onda di carattere atlantico o nord atlantico.
Ci sono, forse c'erano degli aspetti anche molto interessanti, ma a mio avviso, non abbiamo le giuste condizioni
sul pacifico con una cresta troppo addossata alle montagne rocciose che disturba l'assetto più idoneo al blocco
con rottura anticiclonica invece di quella presumibile ciclonica. Questo anche perché la cresta disturba l'oscillazione
artica nella sua rotazione delle masse. Chiaro che, immettendo nelle analisi una serie di se, se, se, una possibilità o un
aspettativa ce la creiamo sempre, come ogni inverno valutando le carte dei GM oltre il lecito consentito.
Solo che i se non portano ne gelo e ne neve. Speriamo in miglioramenti, nulla è scritto.
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Re: ANALISI CIRCOLATORIE/VIEW/MJO/ENSO 2025
Come si sono comportati i modelli nell'ultimo mese?

Sostanzialmente non notiamo nessuna differenza rispetto all'andamento della correlazione che solitamente constatiamo.
Ecmwf continua a rivelarsi il modello più affidabile, gem e ukmo seguono, ultimo come sempre gfs.
Partiamo dal fatto che il run ufficiale non è la ‘previsione delle previsioni’, non ha la precedenza, sfrutta solo una potenza di calcolo più alta, e’ più dettagliato ma non è esente dall’incertezza. E’ solo una delle tante soluzioni possibili del modello stesso. La scelta di raccontare il deterministico come previsione è a carico di chi lo usa e non del modello. Possiamo quindi dire che il modello è stato ‘sottotono’ per una previsione che non ha mantenuto?
Nella maggior parte dei casi no, è una scorciatoia comunicativa. Allora quando un modello è sottotono? Solo quando l’ensemble è compatto, punta verso un’unica direzione, e nel suo insieme viene smentito dalla realtà. Se invece fallisce solo il deterministico, oppure l’ensemble è molto aperto, non è un errore del modello ma un limite fisico della predicibilità atmosferica. L’incertezza va guidata e non subita.

Sostanzialmente non notiamo nessuna differenza rispetto all'andamento della correlazione che solitamente constatiamo.
Ecmwf continua a rivelarsi il modello più affidabile, gem e ukmo seguono, ultimo come sempre gfs.
Partiamo dal fatto che il run ufficiale non è la ‘previsione delle previsioni’, non ha la precedenza, sfrutta solo una potenza di calcolo più alta, e’ più dettagliato ma non è esente dall’incertezza. E’ solo una delle tante soluzioni possibili del modello stesso. La scelta di raccontare il deterministico come previsione è a carico di chi lo usa e non del modello. Possiamo quindi dire che il modello è stato ‘sottotono’ per una previsione che non ha mantenuto?
Nella maggior parte dei casi no, è una scorciatoia comunicativa. Allora quando un modello è sottotono? Solo quando l’ensemble è compatto, punta verso un’unica direzione, e nel suo insieme viene smentito dalla realtà. Se invece fallisce solo il deterministico, oppure l’ensemble è molto aperto, non è un errore del modello ma un limite fisico della predicibilità atmosferica. L’incertezza va guidata e non subita.
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Re: ANALISI CIRCOLATORIE/VIEW/MJO/ENSO 2025
Ho letto con attenzione e "sembra" .... ancora una volta.....che manchi sempre un tassello per fare entrare la palla in buca. Infatti nelle varie corse dei GM pochi run hanno fatto vedere un coinvolgimento diretto italico.picchio70 ha scritto: ↑mer gen 14, 2026 11:32 pm E ora arriviamo ad esaminare il segmento temporale che più sta attirando l'attenzione dei lettori.
L'ultima parte del mese di gennaio. Partiamo col dire che bisogna ragionare sempre in termini probabilistici
e che, data la distanza, nulla può essere dato per scontato a priori, escluso a priori. Noi ci concentriamo
sul segnale dominante, cioè quello che al momento ci offre più garanzia di risultato.
Come già anticipato, sul piatto ci sono diversi aspetti molto importanti. La convezione tropicale, il momento,
la genesi di blocchi, un area russa europea particolarmente fredda con aspetti di sedimentazione, e un vortice troposferico
non soggetto a interferenze dall'alto. Vediamo un po' questo segnale dominante attraverso l'analisi oggettiva
di alcuni parametri costituenti. Partiamo dalle anomalie dei geopotenziali:
Un area positiva nei pressi della Scandinavia sui cui lati agiscono le due figure negative e particolarmente fredde.
Le isobare non mostrano influenze orientali sul bacino del Mediterraneo, più soggetto al flusso medio occidentale leggermente ondulato e confluente sull'Europa centrale, con il grosso del gelo confinato sulle aree più orientali e settentrionali, mentre un flusso più edulcorato e visto affluire sull'Europa centrale e occidentale.
La penisola risulta al momento estranea a fasi di un certo spessore invernale, con le aree più settentrionali con
maggiori probabilità di interferenze. Gli scenari medi non mostrano comunque aspetti significativi tali da discostarsi
particolarmente dalla climatologia in essere. Ancor meno per le aree centrali e meridionali.
Altro aspetto dominante risulta essere l'assenza di figure anticicloniche persistenti e ingombranti, anzi il nostro
bacino risulta essere particolarmente soggetto ad aree depressionarie con un probabilità di precipitazioni
al di sopra della climatologia.
E per concludere il nostro caro ed esemplificativo Hovmoller
Notiamo subito sulla linea del cambio data la condizione di blocco nord europeo, e la velocità di fase orientale
progredire verso ovest per poi arenarsi nei pressi dell'Europa orientale per poi spegnersi per fine mese.
Una interazione più decisa col flusso atlantico è vista realizzarsi tra il 25 e il 29 gennaio sotto il blocco scandinavo.
Il proseguo vede poi una decisa e lunga fase d'onda di carattere atlantico o nord atlantico.
Ci sono, forse c'erano degli aspetti anche molto interessanti, ma a mio avviso, non abbiamo le giuste condizioni
sul pacifico con una cresta troppo addossata alle montagne rocciose che disturba l'assetto più idoneo al blocco
con rottura anticiclonica invece di quella presumibile ciclonica. Questo anche perché la cresta disturba l'oscillazione
artica nella sua rotazione delle masse. Chiaro che, immettendo nelle analisi una serie di se, se, se, una possibilità o un
aspettativa ce la creiamo sempre, come ogni inverno valutando le carte dei GM oltre il lecito consentito.
Solo che i se non portano ne gelo e ne neve. Speriamo in miglioramenti, nulla è scritto.
Credo che la strada da te evidenziata sia quella più ovvia: un coinvolgimento parziale del nord con interazione atlantica...ma il grosso del gelo rimarrà ad est....!
Speriamo in piccoli miglioramenti per avere almeno una discreta occasione per il centro-nord.
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Re: ANALISI CIRCOLATORIE/VIEW/MJO/ENSO 2025
I clusters ci raccontano, in termini probabilistici, quali sono gli accadimenti che hanno più possibilità
di realizzazione. In questo caso prendiamo come riferimento la distanza a 10 giorni.

Quali elementi primari di carattere generale emergono? Sostanzialmente quelli che abbiamo già definito e che sono
oramai sotto gli occhi dei lettori più attenti. Un regime di blocco, una velocità di fase atlantica, un sistema retrogrado
dal vicino oriente. Scenari che al momento non valutano ingerenze particolari o significative in ambito mediterraneo
che tende a rimanere territorio spartiacque tra due differenti circolazioni. Una molto rigida e una con risvolti
più accostabili al periodo autunnale. Essendo scenari mediati, non possiamo escludere interferenze più significative,
ma che non lasciano impronte, quindi mediocri e/o momentanee.
Spesso leggiamo che i modelli non leggono, ancora leggono, sono in confusione ecc ecc.
No, i modelli meteorologici non vanno in confusione, non sono esseri pensanti, non decidono e non cambiano idea. Mostrano scenari con probabilità. Dire che i modelli sbagliano porta a banalizzare e delegittimare il metodo scientifico, non ci chiarisce nulla. E questo invece va chiarito.
Il vero errore quando si parla di previsioni è pretendere delle risposte nette da un sistema che per sua natura è incerto e non lineare. Il problema non sono i modelli, ma l’idea che debbano sempre fornire una risposta unica e decidere con giorni di anticipo cosa succederà. Un run deterministico a molti giorni non è una previsione, ma una delle possibilità; mostrarlo come certezza crea aspettative e quindi delusione.
L’atmosfera non segue un filo narrativo lineare, spesso è vicina a una soglia ma basta poco per far pendere l’evoluzione da una parte o dall’altra. Per questo i run possono cambiare anche in modo marcato. Non è un indovinare il run giusto, ma leggere le probabilità e capire quanto il sistema è stabile oppure non lo è.
La delusione è leggittima quando poi le cose non vanno in un modo, ma e’ aspettativa. La delusione nasce dal divario tra l'aspettativa (voglio la neve) e la realtà probabilistica (c'è una possibilità ma non è una certezza).
Le mappe possono deludere ma non ingannano. Quando una previsione non è chiara, non è confusione, e’ che stanno dando proprio quel tipo di informazione. E l’incertezza non è un nemico ma fa parte proprio del metodo.
Il segnale che ci mostrano i clusters quanto è solido? Al momento molto, anche perché trova riscontro nelle
visione mediate deterministiche abbastanza sovrapponibili.


di realizzazione. In questo caso prendiamo come riferimento la distanza a 10 giorni.

Quali elementi primari di carattere generale emergono? Sostanzialmente quelli che abbiamo già definito e che sono
oramai sotto gli occhi dei lettori più attenti. Un regime di blocco, una velocità di fase atlantica, un sistema retrogrado
dal vicino oriente. Scenari che al momento non valutano ingerenze particolari o significative in ambito mediterraneo
che tende a rimanere territorio spartiacque tra due differenti circolazioni. Una molto rigida e una con risvolti
più accostabili al periodo autunnale. Essendo scenari mediati, non possiamo escludere interferenze più significative,
ma che non lasciano impronte, quindi mediocri e/o momentanee.
Spesso leggiamo che i modelli non leggono, ancora leggono, sono in confusione ecc ecc.
No, i modelli meteorologici non vanno in confusione, non sono esseri pensanti, non decidono e non cambiano idea. Mostrano scenari con probabilità. Dire che i modelli sbagliano porta a banalizzare e delegittimare il metodo scientifico, non ci chiarisce nulla. E questo invece va chiarito.
Il vero errore quando si parla di previsioni è pretendere delle risposte nette da un sistema che per sua natura è incerto e non lineare. Il problema non sono i modelli, ma l’idea che debbano sempre fornire una risposta unica e decidere con giorni di anticipo cosa succederà. Un run deterministico a molti giorni non è una previsione, ma una delle possibilità; mostrarlo come certezza crea aspettative e quindi delusione.
L’atmosfera non segue un filo narrativo lineare, spesso è vicina a una soglia ma basta poco per far pendere l’evoluzione da una parte o dall’altra. Per questo i run possono cambiare anche in modo marcato. Non è un indovinare il run giusto, ma leggere le probabilità e capire quanto il sistema è stabile oppure non lo è.
La delusione è leggittima quando poi le cose non vanno in un modo, ma e’ aspettativa. La delusione nasce dal divario tra l'aspettativa (voglio la neve) e la realtà probabilistica (c'è una possibilità ma non è una certezza).
Le mappe possono deludere ma non ingannano. Quando una previsione non è chiara, non è confusione, e’ che stanno dando proprio quel tipo di informazione. E l’incertezza non è un nemico ma fa parte proprio del metodo.
Il segnale che ci mostrano i clusters quanto è solido? Al momento molto, anche perché trova riscontro nelle
visione mediate deterministiche abbastanza sovrapponibili.


- picchio70
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Re: ANALISI CIRCOLATORIE/VIEW/MJO/ENSO 2025
Ciao effetto. La speranza è l'ultima a morireeffetto stau ha scritto: ↑gio gen 15, 2026 7:55 am
Ho letto con attenzione e "sembra" .... ancora una volta.....che manchi sempre un tassello per fare entrare la palla in buca. Infatti nelle varie corse dei GM pochi run hanno fatto vedere un coinvolgimento diretto italico.
Credo che la strada da te evidenziata sia quella più ovvia: un coinvolgimento parziale del nord con interazione atlantica...ma il grosso del gelo rimarrà ad est....!
Speriamo in piccoli miglioramenti per avere almeno una discreta occasione per il centro-nord.
Come detto, le regioni più settentrionali, sono quelle che al momento godono di qualche speranza in piu.
Probabilmente nulla da raccontare ai nipotini, ma non è che serva necessariamente l'evento per godere di qualche
giornata nevosa. Avere una benedetta " normalità " sarebbe già un evento di questi tempi, specie per la pianura padana.
In questi ultimi 15 anni, tolte eccezioni, abbiamo visto come ondulazioni marcate, appariscenti, appetitose, si siano
poi sempre smaterializzate con l'approssimarsi dell'evento, e sempre perché tendono sempre più a prevalere
rotture d'onda cicloniche. Non è sfortuna, è il sistema che è indotto a procedere cosi, per cause note e meccanismi
che magari approfondiremo prossimamente. Mentre quelle rare occasioni nevose, appartengono perlopiù
a modesti strappi e momentanei travasi del freddo precedentemente affluito oltralpe.
Situazioni che non attirano particolarmente l'attenzione, ma che poi risultano le uniche più proficue.
Magari alcuni zone potranno proprio sperimentare questo.
-
effetto stau
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Re: ANALISI CIRCOLATORIE/VIEW/MJO/ENSO 2025
picchio70 ha scritto: ↑gio gen 15, 2026 8:17 amCiao effetto. La speranza è l'ultima a morireeffetto stau ha scritto: ↑gio gen 15, 2026 7:55 am
Ho letto con attenzione e "sembra" .... ancora una volta.....che manchi sempre un tassello per fare entrare la palla in buca. Infatti nelle varie corse dei GM pochi run hanno fatto vedere un coinvolgimento diretto italico.
Credo che la strada da te evidenziata sia quella più ovvia: un coinvolgimento parziale del nord con interazione atlantica...ma il grosso del gelo rimarrà ad est....!
Speriamo in piccoli miglioramenti per avere almeno una discreta occasione per il centro-nord.
Come detto, le regioni più settentrionali, sono quelle che al momento godono di qualche speranza in piu.
Probabilmente nulla da raccontare ai nipotini, ma non è che serva necessariamente l'evento per godere di qualche
giornata nevosa. Avere una benedetta " normalità " sarebbe già un evento di questi tempi, specie per la pianura padana.
In questi ultimi 15 anni, tolte eccezioni, abbiamo visto come ondulazioni marcate, appariscenti, appetitose, si siano
poi sempre smaterializzate con l'approssimarsi dell'evento, e sempre perché tendono sempre più a prevalere
rotture d'onda cicloniche. Non è sfortuna, è il sistema che è indotto a procedere cosi, per cause note e meccanismi
che magari approfondiremo prossimamente. Mentre quelle rare occasioni nevose, appartengono perlopiù
a modesti strappi e momentanei travasi del freddo precedentemente affluito oltralpe.
Situazioni che non attirano particolarmente l'attenzione, ma che poi risultano le uniche più proficue.
Magari alcuni zone potranno proprio sperimentare questo.