Purtroppo la Terra gira da ovest verso est quindi purtroppo la vincita 9 su 10 è sempre dell' atlanticomagiadellaneve ha scritto: ↑dom gen 04, 2026 11:15 pm Run di gfs con forza da Ovest che sbatte sul gelo ad est
GENNAIO 2026 - ANALISI MODELLI LIVE
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Re: GENNAIO 2026 - ANALISI MODELLI LIVE
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Re: GENNAIO 2026 - ANALISI MODELLI LIVE
facciamoci del male dai su vah-
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Re: GENNAIO 2026 - ANALISI MODELLI LIVE
molto probabilmente EC farà entrare più precipitazioni tra il 9 e il 10 nelle prossime emissioni....sarà da capire se poi il freddo sarà sufficiente x la neve o no come continuano a mostrare gfs e gem da qualche run-
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Re: GENNAIO 2026 - ANALISI MODELLI LIVE
ens migliori x il 9 10 a 100 ore poco piu-
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Re: GENNAIO 2026 - ANALISI MODELLI LIVE
Per didattica avete mai visto una carta simile a quella di 330h gfs18 io sinceramente no e quali effetti potrebbe portare?
Re: GENNAIO 2026 - ANALISI MODELLI LIVE
2 fasi erano e 2 fasi saranno (per la precisione la 1' sara suddivisa in 2 step vorticosi: il 6 e il 7 qui sotto rappresentate nella fase più o meno matura).


La 2' quella - da definire - tra 10 e 11.
Views confermano il passaggio ad anomalie termiche ben diverse nella settimana 12-19: vedi Rio ecc.
Fase d'onda in arretramento con conseguenze possibili tra Est Atlantico e Continente Marittimo.
Plausibile una fase tra ondulazioni oceaniche alternate a "gobbette" anticicloniche.






La 2' quella - da definire - tra 10 e 11.
Views confermano il passaggio ad anomalie termiche ben diverse nella settimana 12-19: vedi Rio ecc.
Fase d'onda in arretramento con conseguenze possibili tra Est Atlantico e Continente Marittimo.
Plausibile una fase tra ondulazioni oceaniche alternate a "gobbette" anticicloniche.




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Re: GENNAIO 2026 - ANALISI MODELLI LIVE
da osservare i prossimi aggiornamenti x la fase 9/10 x il nord oramai-
nicodavide
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Re: GENNAIO 2026 - ANALISI MODELLI LIVE
Guardando attentamente le prp di Ec per il 6 su Veneto ed emilia romagna qualche ora di prp nevosa le mette
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Gabriele_2021
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Re: GENNAIO 2026 - ANALISI MODELLI LIVE
buongiorno a tutti
L'inizio del nuovo anno in Europa è stato contraddistinto da una robusta ondata di freddo di origine artica, con temperature che si sono portate ampiamente sotto le medie stagionali. La neve ha interessato diverse aree pianeggianti del settore centrale dalla Germania alla Polonia con neve anche a Berlino. Il gelo ha dominato quasi ovunque con minime sotto zero diffuse. Nel Nord Europa si sono registrati valori particolarmente rigidi, con minime fino a −15 °C tra Norvegia e Svezia, punte prossime a −15 °C nelle Highlands scozzesi e circa −5/−6 °C in diverse zone dell'Irlanda; il quadro più severo sul fronte delle precipitazioni nevose si è avuto in Turchia (oltre l'80% del territorio innevato) , soprattutto nelle regioni orientali, colpite da nevicate abbondanti anche oltre un metro in quota e molti disagi alla viabilità, mentre nelle aree occidentali e nelle grandi città come Istanbul il freddo è stato presente senza nevicate significative.

Tutto ciò è reso possibile dalla strutturazione di un ATR associato a una consistente intrusione di calore fino alla Groenlandia, che consente la dislocazione di un lobo del VPT sul settore nord europeo. Nei prossimi giorni l’aria gelida artico-marittima, grazie al supporto di una LP in uscita da Terranova e di un vortice su Gibilterra, riuscirà a spingersi fino alla Spagna per poi procedere verso levante. Nel frattempo l’Italia si trova termicamente divisa in due: il Nord è già alle prese con freddo intenso al suolo e temperature di tutto rispetto, fino a -8°C nelle pianure piemontesi, con isoterme negative a 850hPa; a Trieste da ieri si sono attivate correnti fredde di bora , accompagnate da raffiche vicine ai 100 km/h, richiamate da un minimo sul medio Adriatico. Di conseguenza, al Centro-Sud troviamo un fronte di instabilità attivo, legato alla confluenza tra masse d’aria differenti (grecale/libeccio), che genera precipitazioni nevose anche a quote collinari.
Nella giornata dell’Epifania sono previsti fenomeni soprattutto sui settori centro-meridionali e in parte anche al Nord-Est. Per i dettagli affidiamoci ai LAMMA e al nowcasting, trattandosi di una previsione molto delicata.
La rottura d’onda ciclonica sulla Groenlandia segna il cambio di regime su scala euro-atlantica, evidenziato da un progressivo rialzo della NAO e da un nuovo assetto del VPT che si sta delineando in linea con la fase 2 della GWO. durante la quale a livello emisferico, si verifica un trasporto di momento angolare dalle regioni tropicali verso i poli, favorendo uno spostamento progressivo a nord della storm track, dopo un periodo dominato da blocchi alle alte latitudini, e l’affermazione di una teleconnessione circumglobale che riporta le fasce anticicloniche alle medie latitudini. In tale contesto, il fronte polare tende a ritirarsi, relegando vorticità secondarie verso le medio-basse latitudini, con le quali di interfacceranno anche le nazioni mediterranee nella seconda decade del mese, in un contesto mediamente sopra media con correnti umide e miti di origine oceanica. La ricostituzione del gradiente termobarico meridionale favorirà un indebolimento dei flussi di calore verso l’alto da parte degli eddy, mentre i vettori negli EPF ripiegheranno verso l’equatore.

Secondo le proiezioni settimanali di ECMWF, si aprirebbe un periodo di ventilazione meridionale che privilegerebbe, in termini di precipitazioni, le regioni settentrionali e tirreniche sotto scirocco, lasciando presagire affondi occidentali di depressioni con richiami caldi verso il sud e l’est Europa sotto il ramo ascendente delle onde di Rossby, con il rischio di annientare il gelo sedimentato in questi giorni.
Prima di tutto, merita nota l’avvicinamento di una perturbazione atlantica post CWB intorno al 9 gennaio, capace di generare un minimo in area italica, la cui disposizione al momento è impossibile da definire. In un caso fortuito (GFS), prima che il flusso mite oceanico ci porti via il freddo accumulato, le regioni settentrionali vedrebbero precipitazioni nevose a quote interessanti. Vista la distanza e trattandosi di un campo molto incerto, ci torneremo sopra, anche se sinceramente le speranze sono poche. Resta comunque una delle possibilità sul tavolo, insieme al mancato interessamento del Nord o alla pioggia su tutte le pianure.ù

in ambito tropicale la MJO si presenta incoerente e all’interno del cerchio, mentre le modalità ad alta frequenza come le onde equatoriali e le onde di Kelvin rendono il segnale poco chiaro, dominando la scena sull’Oceano Pacifico, dove sarebbe attesa una riemersione del segnale dopo il calo degli alisei, saltando la fase indiana. Sul NPAC il getto risente di un trasporto di momento angolare dalla coppia di pressione con il plateau tibetano, in virtù della presenza della SH verso la zona cinese , favorendo l’approfondimento di depressioni pacifiche. Tale forcing sarebbe destinato a calare anche a causa di uno spostamento della sorgente convettiva tropicale principale, favorendo un consolidamento delle celle anticicloniche subtropicali pacifiche e la ripresa degli alisei, in linea con un frictional torque positivo che porterebbe la tendenza dell’AAM verso l’alto. Questi sviluppi potrebbero avere effetti regionali come un getto meno esteso sul NPAC e la possibilità di assistere a un’increspatura dello stesso a ridosso della West Coast nella formazione di un ridge. Si nota un chiaro segnale da parte dei GM, ma valutato in maniera diversa nel grado di espansione del ridge sull’Alaska. Ritengo che di fondamentale importanza siano la Madden e lo stato di fondo della La Niña nel favorire un pattern PNA- (tavole Cassou)

Uno schema del genere rinforzerebbe il canadese, esasperando il dipolo artico positivo con riflessi sulla semipermanente islandese e quindi un potenziale inasprimento della zonalità, tesa e con ondulazioni poco marcate. Insomma, non giocherebbe a favore del freddo sull’Europa meridionale, che dopo l’attuale fase potrebbe rimanere in attesa ancora a lungo mentre i giorni passano . Chiaramente si tratta di linee di tendenza evolutive suscettibili a modifiche, data la distanza temporale

L'inizio del nuovo anno in Europa è stato contraddistinto da una robusta ondata di freddo di origine artica, con temperature che si sono portate ampiamente sotto le medie stagionali. La neve ha interessato diverse aree pianeggianti del settore centrale dalla Germania alla Polonia con neve anche a Berlino. Il gelo ha dominato quasi ovunque con minime sotto zero diffuse. Nel Nord Europa si sono registrati valori particolarmente rigidi, con minime fino a −15 °C tra Norvegia e Svezia, punte prossime a −15 °C nelle Highlands scozzesi e circa −5/−6 °C in diverse zone dell'Irlanda; il quadro più severo sul fronte delle precipitazioni nevose si è avuto in Turchia (oltre l'80% del territorio innevato) , soprattutto nelle regioni orientali, colpite da nevicate abbondanti anche oltre un metro in quota e molti disagi alla viabilità, mentre nelle aree occidentali e nelle grandi città come Istanbul il freddo è stato presente senza nevicate significative.

Tutto ciò è reso possibile dalla strutturazione di un ATR associato a una consistente intrusione di calore fino alla Groenlandia, che consente la dislocazione di un lobo del VPT sul settore nord europeo. Nei prossimi giorni l’aria gelida artico-marittima, grazie al supporto di una LP in uscita da Terranova e di un vortice su Gibilterra, riuscirà a spingersi fino alla Spagna per poi procedere verso levante. Nel frattempo l’Italia si trova termicamente divisa in due: il Nord è già alle prese con freddo intenso al suolo e temperature di tutto rispetto, fino a -8°C nelle pianure piemontesi, con isoterme negative a 850hPa; a Trieste da ieri si sono attivate correnti fredde di bora , accompagnate da raffiche vicine ai 100 km/h, richiamate da un minimo sul medio Adriatico. Di conseguenza, al Centro-Sud troviamo un fronte di instabilità attivo, legato alla confluenza tra masse d’aria differenti (grecale/libeccio), che genera precipitazioni nevose anche a quote collinari.
Nella giornata dell’Epifania sono previsti fenomeni soprattutto sui settori centro-meridionali e in parte anche al Nord-Est. Per i dettagli affidiamoci ai LAMMA e al nowcasting, trattandosi di una previsione molto delicata.
La rottura d’onda ciclonica sulla Groenlandia segna il cambio di regime su scala euro-atlantica, evidenziato da un progressivo rialzo della NAO e da un nuovo assetto del VPT che si sta delineando in linea con la fase 2 della GWO. durante la quale a livello emisferico, si verifica un trasporto di momento angolare dalle regioni tropicali verso i poli, favorendo uno spostamento progressivo a nord della storm track, dopo un periodo dominato da blocchi alle alte latitudini, e l’affermazione di una teleconnessione circumglobale che riporta le fasce anticicloniche alle medie latitudini. In tale contesto, il fronte polare tende a ritirarsi, relegando vorticità secondarie verso le medio-basse latitudini, con le quali di interfacceranno anche le nazioni mediterranee nella seconda decade del mese, in un contesto mediamente sopra media con correnti umide e miti di origine oceanica. La ricostituzione del gradiente termobarico meridionale favorirà un indebolimento dei flussi di calore verso l’alto da parte degli eddy, mentre i vettori negli EPF ripiegheranno verso l’equatore.

Secondo le proiezioni settimanali di ECMWF, si aprirebbe un periodo di ventilazione meridionale che privilegerebbe, in termini di precipitazioni, le regioni settentrionali e tirreniche sotto scirocco, lasciando presagire affondi occidentali di depressioni con richiami caldi verso il sud e l’est Europa sotto il ramo ascendente delle onde di Rossby, con il rischio di annientare il gelo sedimentato in questi giorni.
Prima di tutto, merita nota l’avvicinamento di una perturbazione atlantica post CWB intorno al 9 gennaio, capace di generare un minimo in area italica, la cui disposizione al momento è impossibile da definire. In un caso fortuito (GFS), prima che il flusso mite oceanico ci porti via il freddo accumulato, le regioni settentrionali vedrebbero precipitazioni nevose a quote interessanti. Vista la distanza e trattandosi di un campo molto incerto, ci torneremo sopra, anche se sinceramente le speranze sono poche. Resta comunque una delle possibilità sul tavolo, insieme al mancato interessamento del Nord o alla pioggia su tutte le pianure.ù

in ambito tropicale la MJO si presenta incoerente e all’interno del cerchio, mentre le modalità ad alta frequenza come le onde equatoriali e le onde di Kelvin rendono il segnale poco chiaro, dominando la scena sull’Oceano Pacifico, dove sarebbe attesa una riemersione del segnale dopo il calo degli alisei, saltando la fase indiana. Sul NPAC il getto risente di un trasporto di momento angolare dalla coppia di pressione con il plateau tibetano, in virtù della presenza della SH verso la zona cinese , favorendo l’approfondimento di depressioni pacifiche. Tale forcing sarebbe destinato a calare anche a causa di uno spostamento della sorgente convettiva tropicale principale, favorendo un consolidamento delle celle anticicloniche subtropicali pacifiche e la ripresa degli alisei, in linea con un frictional torque positivo che porterebbe la tendenza dell’AAM verso l’alto. Questi sviluppi potrebbero avere effetti regionali come un getto meno esteso sul NPAC e la possibilità di assistere a un’increspatura dello stesso a ridosso della West Coast nella formazione di un ridge. Si nota un chiaro segnale da parte dei GM, ma valutato in maniera diversa nel grado di espansione del ridge sull’Alaska. Ritengo che di fondamentale importanza siano la Madden e lo stato di fondo della La Niña nel favorire un pattern PNA- (tavole Cassou)

Uno schema del genere rinforzerebbe il canadese, esasperando il dipolo artico positivo con riflessi sulla semipermanente islandese e quindi un potenziale inasprimento della zonalità, tesa e con ondulazioni poco marcate. Insomma, non giocherebbe a favore del freddo sull’Europa meridionale, che dopo l’attuale fase potrebbe rimanere in attesa ancora a lungo mentre i giorni passano . Chiaramente si tratta di linee di tendenza evolutive suscettibili a modifiche, data la distanza temporale

Re: GENNAIO 2026 - ANALISI MODELLI LIVE
Le occasioni infatti erano adesso il dopo sarà un piattume totale con ultime occasioni di freddo a febbraioGabriele_2021 ha scritto: ↑lun gen 05, 2026 6:08 am buongiorno a tutti
L'inizio del nuovo anno in Europa è stato contraddistinto da una robusta ondata di freddo di origine artica, con temperature che si sono portate ampiamente sotto le medie stagionali. La neve ha interessato diverse aree pianeggianti del settore centrale dalla Germania alla Polonia con neve anche a Berlino. Il gelo ha dominato quasi ovunque con minime sotto zero diffuse. Nel Nord Europa si sono registrati valori particolarmente rigidi, con minime fino a −15 °C tra Norvegia e Svezia, punte prossime a −15 °C nelle Highlands scozzesi e circa −5/−6 °C in diverse zone dell'Irlanda; il quadro più severo sul fronte delle precipitazioni nevose si è avuto in Turchia (oltre l'80% del territorio innevato) , soprattutto nelle regioni orientali, colpite da nevicate abbondanti anche oltre un metro in quota e molti disagi alla viabilità, mentre nelle aree occidentali e nelle grandi città come Istanbul il freddo è stato presente senza nevicate significative.
Tutto ciò è reso possibile dalla strutturazione di un ATR associato a una consistente intrusione di calore fino alla Groenlandia, che consente la dislocazione di un lobo del VPT sul settore nord europeo. Nei prossimi giorni l’aria gelida artico-marittima, grazie al supporto di una LP in uscita da Terranova e di un vortice su Gibilterra, riuscirà a spingersi fino alla Spagna per poi procedere verso levante. Nel frattempo l’Italia si trova termicamente divisa in due: il Nord è già alle prese con freddo intenso al suolo e temperature di tutto rispetto, fino a -8°C nelle pianure piemontesi, con isoterme negative a 850hPa; a Trieste da ieri si sono attivate correnti fredde di bora , accompagnate da raffiche vicine ai 100 km/h, richiamate da un minimo sul medio Adriatico. Di conseguenza, al Centro-Sud troviamo un fronte di instabilità attivo, legato alla confluenza tra masse d’aria differenti (grecale/libeccio), che genera precipitazioni nevose anche a quote collinari.
Nella giornata dell’Epifania sono previsti fenomeni soprattutto sui settori centro-meridionali e in parte anche al Nord-Est. Per i dettagli affidiamoci ai LAMMA e al nowcasting, trattandosi di una previsione molto delicata.
La rottura d’onda ciclonica sulla Groenlandia segna il cambio di regime su scala euro-atlantica, evidenziato da un progressivo rialzo della NAO e da un nuovo assetto del VPT che si sta delineando in linea con la fase 2 della GWO. durante la quale a livello emisferico, si verifica un trasporto di momento angolare dalle regioni tropicali verso i poli, favorendo uno spostamento progressivo a nord della storm track, dopo un periodo dominato da blocchi alle alte latitudini, e l’affermazione di una teleconnessione circumglobale che riporta le fasce anticicloniche alle medie latitudini. In tale contesto, il fronte polare tende a ritirarsi, relegando vorticità secondarie verso le medio-basse latitudini, con le quali di interfacceranno anche le nazioni mediterranee nella seconda decade del mese, in un contesto mediamente sopra media con correnti umide e miti di origine oceanica. La ricostituzione del gradiente termobarico meridionale favorirà un indebolimento dei flussi di calore verso l’alto da parte degli eddy, mentre i vettori negli EPF ripiegheranno verso l’equatore.
Secondo le proiezioni settimanali di ECMWF, si aprirebbe un periodo di ventilazione meridionale che privilegerebbe, in termini di precipitazioni, le regioni settentrionali e tirreniche sotto scirocco, lasciando presagire affondi occidentali di depressioni con richiami caldi verso il sud e l’est Europa sotto il ramo ascendente delle onde di Rossby, con il rischio di annientare il gelo sedimentato in questi giorni.
Prima di tutto, merita nota l’avvicinamento di una perturbazione atlantica post CWB intorno al 9 gennaio, capace di generare un minimo in area italica, la cui disposizione al momento è impossibile da definire. In un caso fortuito (GFS), prima che il flusso mite oceanico ci porti via il freddo accumulato, le regioni settentrionali vedrebbero precipitazioni nevose a quote interessanti. Vista la distanza e trattandosi di un campo molto incerto, ci torneremo sopra, anche se sinceramente le speranze sono poche. Resta comunque una delle possibilità sul tavolo, insieme al mancato interessamento del Nord o alla pioggia su tutte le pianure.ù
in ambito tropicale la MJO si presenta incoerente e all’interno del cerchio, mentre le modalità ad alta frequenza come le onde equatoriali e le onde di Kelvin rendono il segnale poco chiaro, dominando la scena sull’Oceano Pacifico, dove sarebbe attesa una riemersione del segnale dopo il calo degli alisei, saltando la fase indiana. Sul NPAC il getto risente di un trasporto di momento angolare dalla coppia di pressione con il plateau tibetano, in virtù della presenza della SH verso la zona cinese , favorendo l’approfondimento di depressioni pacifiche. Tale forcing sarebbe destinato a calare anche a causa di uno spostamento della sorgente convettiva tropicale principale, favorendo un consolidamento delle celle anticicloniche subtropicali pacifiche e la ripresa degli alisei, in linea con un frictional torque positivo che porterebbe la tendenza dell’AAM verso l’alto. Questi sviluppi potrebbero avere effetti regionali come un getto meno esteso sul NPAC e la possibilità di assistere a un’increspatura dello stesso a ridosso della West Coast nella formazione di un ridge. Si nota un chiaro segnale da parte dei GM, ma valutato in maniera diversa nel grado di espansione del ridge sull’Alaska. Ritengo che di fondamentale importanza siano la Madden e lo stato di fondo della La Niña nel favorire un pattern PNA- (tavole Cassou)
Uno schema del genere rinforzerebbe il canadese, esasperando il dipolo artico positivo con riflessi sulla semipermanente islandese e quindi un potenziale inasprimento della zonalità, tesa e con ondulazioni poco marcate. Insomma, non giocherebbe a favore del freddo sull’Europa meridionale, che dopo l’attuale fase potrebbe rimanere in attesa ancora a lungo mentre i giorni passano . Chiaramente si tratta di linee di tendenza evolutive suscettibili a modifiche, data la distanza temporale
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Re: GENNAIO 2026 - ANALISI MODELLI LIVE
Buongiorno a tutti
X quanto riguarda 6 7 gennaio EC alza leggermente il minimo quindi le precipitazioni di conseguenza arrivano più su
Poi gfs gem vedono una nevicata da addolcimento al nord venerdì 9 nella serata mentre EC nn vede proprio nulla
Da metà mese quindi tra 10 giorni EC giusto x curiosità perché è un run e sarà estremo ma tanto x tirare un po' su il morale mostra il grande gelo colpirci in pieno da est(burian)....magari fosse vero
X quanto riguarda 6 7 gennaio EC alza leggermente il minimo quindi le precipitazioni di conseguenza arrivano più su
Poi gfs gem vedono una nevicata da addolcimento al nord venerdì 9 nella serata mentre EC nn vede proprio nulla
Da metà mese quindi tra 10 giorni EC giusto x curiosità perché è un run e sarà estremo ma tanto x tirare un po' su il morale mostra il grande gelo colpirci in pieno da est(burian)....magari fosse vero
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