Dicembre 2025 -live modelli

Discussioni meteorologiche sul tempo previsto nei prossimi giorni ma anche climatologia e discussioni sui run dei vari modelli: è la stanza principale, quella più affollata e seguita.

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Snow76
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Re: Dicembre 2025 -live modelli

Messaggio da Snow76 »

gandalf il bianco ha scritto: lun dic 08, 2025 5:49 pm Pare che quell ammasso gelido a est resista
E’ un bel vedere e resiste stoicamente nonostante la spinta da ovest non dia tregua.
Serenovariabile
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Re: Dicembre 2025 -live modelli

Messaggio da Serenovariabile »

gandalf il bianco ha scritto: lun dic 08, 2025 5:49 pm Pare che quell ammasso gelido a est resista
Ma del quale noi non ce ne facciamo nulla.
Visto che da noi la situazione rimane costantemente bloccata.
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gandalf il bianco
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Re: Dicembre 2025 -live modelli

Messaggio da gandalf il bianco »

Serenovariabile ha scritto: lun dic 08, 2025 8:46 pm
gandalf il bianco ha scritto: lun dic 08, 2025 5:49 pm Pare che quell ammasso gelido a est resista
Ma del quale noi non ce ne facciamo nulla.
Visto che da noi la situazione rimane costantemente bloccata.
Perfetto,ma il freddo a est sempre meglio avercelo che non
vignaiolo
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Re: Dicembre 2025 -live modelli

Messaggio da vignaiolo »

Su altri lidi danno hp fino al 15 poi tempo perturbato via via più freddo
Non arriverà il burian ma probabilmente avremo una situazione più invernale in stile moderno cioè neve in montagna e pioggia altrove
cammach
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Re: Dicembre 2025 -live modelli

Messaggio da cammach »

Reading , bel fanta stasera!!
CLEMENZA
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Re: Dicembre 2025 -live modelli

Messaggio da CLEMENZA »

Come già detto, quasi l'intera decade dovrebbe scorrere senza particolari disturbi se non piccoli strappi a zonzo fino all'entroterra nordafricano.
Poi dal 20 vedremo se si cambia marcia.
Hovmoller (ritoccato, se grosso modo si può capire).

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Gabriele_2021
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Re: Dicembre 2025 -live modelli

Messaggio da Gabriele_2021 »

Buongiorno a tutti.
Dopo l’estesa e intensa ondata di freddo di fine novembre su gran parte d’Europa, che ha rappresentato il più rilevante evento meteo invernale in tardo autunno degli ultimi anni, la situazione è cambiata radicalmente secondo uno scenario mediamente zonale. In questo contesto le temperature si sono mediamente alzate a tutte le quote, e si sono inserite onde corte nel campo anticiclonico, isolate in cut-off e capaci di generare instabilità atmosferica per tutta la settimana, con piogge abbondanti soprattutto al Centro-Sud, causando diverse criticità e nubifragi, ma anche su parte del Nord Italia. Nella settimana entrante un promontorio di alta pressione invaderà l’area mediterranea, portando un respiro mite di matrice subtropicale. Ci attendono quindi giornate più autunnali che invernali, con tempo prevalentemente stabile. Tuttavia gli anticicloni invernali non garantiscono sempre il sole: temperature più basse e umidità elevata negli strati bassi favoriranno foschie, nebbie e nubi basse, a volte accompagnate da locali pioviggini; mentre in quota lo zero termico salirà fino a oltre 3500 m, come in estate, a causa delle inversioni termiche. Nulla di nuovo, specie negli ultimi anni, con i cosiddetti anticicloni “mangia inverno” che, protraendosi per più di una settimana, si “mangiano” giornate preziose per gli amanti del freddo e della neve (anche se al Nord qualcuno l’ha già vista in pianura dopo tanto tempo), mentre la stagione avanza senza grandi eventi. Con un tempo così cala la voglia di commentare e forse anche le speranze, e ci si aggrappa ai run a oltre 200/300 ore, D’altronde è la nostra passione che ci spinge alla ricerca dell’inverno perduto, che solo in casi isolati si ripresenta stanco, come accaduto a fine novembre in alcune zone d’Italia. Il forum deve rimanere un luogo dove condividere le nostre speranze: non siamo certo qui per fare bollettini meteo dell’aeronautica, mantenendo comunque rispetto verso la materia, consapevoli che a distanze siderali si tratta solo di fantasticare e non di prevedere il tempo reale. Senza speranze o aspettative il forum si spegne, come sta accadendo; ben vengano analisi tecniche e dettagliate, come piace fare anche a me, ma senza dimenticare il motivo per cui ci siamo iscritti: non per esibire la nostra competenza, ma per dare un contributo alla community di meteoappassionati e incuriosire chi ne sa di meno.

dopo questo inciso ritorniamo all'analisi meteo
QQuesta seconda decade trascorrerà quindi con una decisa avvezione calda che avvolgerà praticamente tutta l’Europa, dove diverse nazioni registreranno valori termici a 850 hPa davvero elevati e inusuali per il periodo. Ma perché ciò accade? Per trovare la risposta bisogna tornare indietro nel tempo. Nell’ultima parte di novembre, diversi fattori concomitanti hanno posto le basi per ciò a cui stiamo assistendo: dal posizionamento dei centri motore del tempo in troposfera, all’attività delle onde planetarie, al GLAAM/GWO, alle vicissitudini tropicali, alla risposta stratosferica del VPS, elementi che si incastrano come un puzzle e che cerco di analizzare.

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La disposizione delle figure bariche mostrava un blocco groenlandese che convogliava aria polare marittima verso l’Europa meridionale (20 novembre), sede di depressioni a carattere invernale; l’assetto del VPT era prevalentemente sbilanciato sul comparto siberiano, alimentando irruzioni fredde sulla Cina e intensificando le ciclogenesi subpolari giapponesi. Queste, tramite CWB (rotture d’onda cicloniche) (25/11), favorivano un rialzo del PNA e un’avvezione di PV negativa verso il Mare di Barents e di Chukchi, con conseguente isolamento di una cella di alta pressione sulle medesime zone, grazie anche a un’accelerazione del jet in uscita dall’Asia. I moti orari anticiclonici hanno agevolato il travaso di vorticità verso il settore canadese, svuotando progressivamente quello siberiano. Un ulteriore supporto a tale dinamica è arrivato dall’acquisizione di momento angolare (quindi energia) da parte dell’atmosfera attraverso un evento di EAMT+ a fine novembre (East Asian Mountain Torque positivo), contribuendo ad amplificare le Rossby successive sul Pacifico.


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L’attività ondulatoria troposferica generata dagli eddy, che si propaga verso la stratosfera, può influenzare il clima di superficie attraverso due principali meccanismi. Il primo consiste nell’assorbimento di questa attività all’interno del vortice polare stratosferico (o nel suo trasferimento altrove), modificandone l’intensità del vortice e incidendo così sul meteo. Il secondo riguarda la riflessione delle onde: se queste onde che si propagano verso l'alto ita incontrano una superficie riflettente, possono tornare verso la troposfera e influire direttamente sul clima al suolo. È ciò che è avvenuto recentemente e che spiega l’attuale configurazione circolatoria, . purtroppo pwer noi non è favorevole a irruzioni fredde ma piuttosto a una fase di stasi in attesa di un riequilibrio delle vorticità del VPT, in seguito all’azzeramento dei flussi convergenti verso l’alto dovuto ai continui CWB che isolano celle anticicloniche alle alte latitudini, portando effetti concreti solo oltreoceano o in Asia. Si osservano i classici rimbalzi di forza del VPS, come mostrato dal grafico degli ZW, chiara evidenza di riflessione d’onda: calo seguito da ripresa per risposta angolare.

Per chi vuole approfondire gli aspetti tecnici, la riflessione di un pacchetto d’onda può essere causata dalla presenza di un layer/strato di inversione della tropopausa (TIL – tropopause inversion layer) dovuto a un massimo locale nella frequenza di galleggiamento, detta anche stabilità statica [seguendo lo studio Transmission and Reflection of Upward-Propagating Rossby Waves in the Lowermost Stratosphere: Importance of the Tropopause Inversion Layer di Israel Weinberger. et al]
In pratica, con stabilità statica positiva la temperatura aumenta con la quota, come nelle inversioni termiche da alta pressione; più questa stabilità è forte, più l’atmosfera è stabile e meno propensa alla convezione. La variazione di temperatura con l’altezza nella troposfera e nella stratosfera è approssimativamente lineare e la frequenza di galleggiamento è più o meno costante a ogni livello, ma non nelle zone prossime al TIL.. Ma non nei pressi della tropopausa , Laddove la temperatura aumenta rapidamente tra 300 hPa e 100 hPa, con valori di stabilità statica più che doppi rispetto a quelli della troposfera, rappresentando proprio il taglio locale della bpoyancy frequency. I risultati di Weinberger et al. (2021) mostrano che la frequenza di galleggiamento subito sopra la tropopausa (nella TIL) è fondamentale per analizzare il flusso di onde verso l’alto nella bassa stratosfera.

N2 è la boayancy frequency
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Il TIL influisce anche sulla quantità di flusso Eliassen–Palm (EP) verticale che raggiunge la stratosfera: il flusso verso l’alto diminuisce con l’aumentare della forza del TIL, mentre i termini verso il basso nella troposfera aumentano in valore assoluto con l’incremento della frequenza di galleggiamento nel TIL.


Tornando alla circolazione attuale, si nota dal grafico di EP come la contrazione del vortice polare verso la Russia abbia favorito la riflessione di onde planetarie provenienti dall’Atlantico settentrionale, modificando la frequenza di galleggiamento appena sopra la tropopausa.

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Le onde si sono poi propagate dall’Asia attraverso ciclogenesi subpolari; la divergenza in quota e le attività depressionarie pacifiche rafforzano la dinamica in corso, consolidando la cresta aleutinica stratosferica che estende la sua influenza ai piani inferiori e irrobustisce il ridge in formazione sull’Alaska a fine novembre e dicembre, mentre le forzanti tropicali (MJO) contribuiscono a sostenere la pulsazione dinamica subtropicale sulla West Coast.
Le onde stazionarie di origine orografica si sono sincronizzate con i vortici sinottici, conferendo carattere di stazionarietà al blocco anticiclonico americano; in questo contesto, l’interazione della c oppia di pressione con le Rocky Mountains favorisce una cessione di momento angolare alla Terrsa , difatti il GWO capta il calo portandosi in territori più nina like.
Un aspetto interessante riguardo alla Madden è che, dopo un lungo periodo, ha deciso di emergere dal centro nelle fasi 6-7-8. Questo fenomeno può essere ragionevolmente collegato alle dinamiche di breaking wave delle onde planetarie, che a loro volta influenzano la concentrazione di ozono alle medie e alte latitudini, poiché le aree tropicali fungono da sorgente di ozono grazie all’elevata radiazione solare. L’aumento di ampiezza della Madden è attribuibile al rafforzamento della circolazione meridiana di Brewer-Dobson, evidente nel raffreddamento della stratosfera tropicale, innescato dal ripristino radiativo indotto dai warming stratosferici polari causati dall’infrangersi delle onde planetarie, come indicato da Kodera e Yamada. Quando un certo volume di aria stratosferica viene catturato dalla troposfera alle medie latitudini, un volume equivalente risale dalla troposfera tropicale verso la stratosfera, potendo stimolare leggermente anche l’attività convettiva equatoriale.
La mappa sottostante fotografa effettivamente lo stato della circolazione di Brewer-Dobson.
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I massimi di concentrazione di ozono si registrano nelle aree di breaking wave o surf zone, perché la circolazione stratosferica di Brewer-Dobson viene riattivata dal frangere dell’onda di Rossby che, come un’onda marina, cattura l’aria stratosferica e la riporta in troposfera. Durante la rottura dell’onda viene trasferito momento e momento angolare, cioè quantità di moto, influenzando la circolazione atmosferica. Nelle zone con alta frequenza e intensità del breaking wave converge il flusso stratosferico proveniente dalle aree equatoriali, ricco di ozono. Si osserva infatti un surplus in queste zone, in particolare dall’Alaska al Canada tra il 6 e il 7 dicembre, e nella settimana successiva a sud della Groenlandia.
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E qui arriviamo allo sviluppo del treno d’onde innescatosi e rafforzato dalla riflessione delle onde di Rossby, che genera un’intensa ondata di gelo sugli USA. La saccatura colma di aria fredda alimenta il lobo canadese, alla base di un incremento dell’instabilità baroclina per l’elevato delta termo-barico in formazione, che favorisce la genesi di profonde depressioni islandesi responsabili dell’avvezione mite l’Europa, consolidando, attraverso il rilascio di calore latente in quota, l’anticiclone subtropicale marittimo. Ma occorre passare per questa stasi anticiclonica per poter ambire a qualcosa di diverso. Sappiamo che un CW avvantaggia gli USA e non l’Europa, ma avere un dipolo artico positivo è uno degli elementi necessari per fasi invernali in Italia, uno dei tanti ovviamente. In una situazione post displacement quasi major (con inversione dei venti zonali solo sfiorata), non viene trasmesso un segnale esterly alla troposfera come in uno split, ma la risposta del VPS, compresso dalla wave 1, è di ritrovare centralità (da qui il rialzo e l’altalena degli ZW a 10hPa) iniettando aria ad elevati valori di vorticità potenziale ai piani inferiori. In ragione della conservazione del momento angolare, l’allungamento del VPS sugli USA nei prossimi sarà alla base della generazione di un’anomalia di vorticità potenziale positiva in discesa dalle alte quote, che solleciterà l’innalzamento della tropopausa e, di conseguenza, l’allungamento della colonna troposferica sottostante (Ambaum e Hoskins 2002). Dato che la vorticità potenziale si mantiene costante, con l’innalzamento della tropopausa i piani isentropici tenderanno ad allontanarsi, innescando un aumento della vorticità relativa associato a un calo della pressione media e a un’anomalia ciclonica sugli States, esaltando il gelo, che però non sarà da record. Estremo oltre ilm 90th percentile sara l'avvezione calda del ridge sul mar c di bering e kamtcjhacha entro un blocco ad omerga davvero robusto

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Evento ben intercettato daim flussi di EP con eveidente divergenza negativa e flussi calori positivi e convergenti

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Possiamo fare valutazioni sul futuro senza troppo fantasticare, analizzando alcune indicazioni per la terza decade, ovvero la settimana natalizia. Il pattern emisferico in AD+ mostra onde lunghe con velocità di gruppo negativa, che retrocedono verso ovest, con una nuova velocità di fase delle onde di Rossby che dal Pacifico rimodula il wave train. Le vicende tropicali segnalano una Madden in calo di magnitudo e in rientro nel cerchio; tuttavia, i modelli non concordano su una sua riemersione, e sarà importante valutare le variabili ad alta frequenza come le ER wave e le Kelvin wave. Quest’ultima appare probabilmente in transito sull’Oceano Indiano durante la settimana, mentre la prima sembra indietreggiare dal Pacifico centrale, causando uno schema incoerente e di difficile interpretazione da parte dei modelli, che probabilmente seguono più uno scenario di fondo a bassa frequenza influenzato da La Niña e IOD negativo, con Madden sopita in fase 7-8 e anomalie di velocità potenziale negativa in quota concentrate sull’Indiano. In alcuni casi, la dinamica circolatoria euro-atlantica post-displacement può generare circolazioni secondarie da onda lunga divergente verso la Scandinavia, evolvendo in un Rex block sugli UK con un lag di circa un mese. Questa ipotesi è contemplata dal diagramma di Hovmöller di ECMWF verso 23 e supportata dalle ultime uscite dei GM a fine corsa. Il tutto è coerente con un GLAAM negativo dovuto a un calo progressivo della tensione zonale, in virtù della riduzione dei torque atmosferici e di una condizione atmosferica più “Niña-like” favorevole a retrogressioni da est.
Di fondamentale importanza sarà valutare il comportamento del blocco pacifico, se verrà riassorbito dalla circolazione successiva, se si termicizzerà in Siberia orientale o se continuerà a persistere. Differenti scenari influenzerebbero l’attivazione di vorticità positiva sul settore canadese e un diverso assetto con risposte multiple in Atlantico, dove l’eventuale reazione della cresta azzorriana verrebbe modulata dal gradiente termobarico in quel settore, abbassando o innalzando la turning line da cui l’onda viene riflessa verso sud, così come il possibile centroide dell’alta pressione più o meno vicino all’Europa in caso di elevazione. Troppe incognite che richiedono tempo ai GM per carpire maggiori infromazioni


Anche nelle proiezioni settimanali di EC, confrontate con EOF e anomalie termiche, si prospetterebbe una riduzione delle anomalie positive sull’Europa meridionale, la persistenza di un ridge sulle Aleutine e una diminuzione dei GPT in area mediterranea, contestuale a un aumento sulla Scandinavia. Gli EOF, rispetto alle precedenti uscite, evidenziano un segnale bimodale tendente al blocking in NAO positiva.

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gandalf il bianco
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Re: Dicembre 2025 -live modelli

Messaggio da gandalf il bianco »

Caspita 8)
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Re: Dicembre 2025 -live modelli

Messaggio da Kekko14 »

Grazie Gabriele per le preziose analisi :wink:
vignaiolo
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Re: Dicembre 2025 -live modelli

Messaggio da vignaiolo »

Si può avere una spiegazione semplificata per chi non è un esperto di indici?
iniestas
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Re: Dicembre 2025 -live modelli

Messaggio da iniestas »

Il terrore corre sul GFS00 con una emissione che da 0 a 384 ore chiude le possibilità invernali del mese in corso, buon anno, cotillons, arrivederci al 2026
La media invece lascia aperta ancora qualche speranza, mentre reading è interlocutorio
Avevo detto che ci saremmo risentiti dopo qualche emissione 00, per capire se poteva concretizzarsi il travaso artico siberiano russo fino a lambire Europa orientale, nell'ottica di una compensazione termica, inevitabile e anche fisiologica e favorita dall'allungamento delle notti in questo periodo.
Tutto questo è stato confermato, ed è visto da GFS e Reading
Il problema è che l Europa si trova messa male nel campo delle anomalie, ramo ascendente o discendente, ma sempre di un'anomalia pressoria positiva, quindi vuoi o noi vuoi è HP, a cuore caldo sub tropicale o di stampo più continentale.
La tendenza?
Le vie d'uscite erano o un'intrusione di HP e uno scand + con retrogressione gelida per adriatiche e sud in terza decade e freddo per tutti o interazione atl alto e refoli gelidi del travaso artico siberiano con inverno in Europa centrale e in italia settentrionale
Ovviamente entrambe le vie d'uscite sono chiuse, per ora, dai GM.
La tendenza più probabile è quindi un mese interamente anticiclonico, con uno sblocco che verosimilmente potrà venire tra gli ultimi giorni dell'anno 28-31 e prima decade di gennaio, o atlantico o freddo da est
Prima si sta facendo difficile, non impossibile, ma difficile finchè i GM non mostrino con costanza carte di sblocco nel long range
Tanto si doveva.
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Re: Dicembre 2025 -live modelli

Messaggio da Gabriele_2021 »

vignaiolo ha scritto: mar dic 09, 2025 8:27 am Si può avere una spiegazione semplificata per chi non è un esperto di indici?
ciao
e scritta anche la parte semplice all jnizio e all ultimo paragrafo :wink:
stasi hp ora è poi possibile infiltrazioni atlantiche da valutare un onda lunga anticiclonica verso scand dal 20 in poi
attenzione alla runnite i gm mostreranno scenari discordanti delle code oltre 190h
da esaminare le ensemble e views
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Re: Dicembre 2025 -live modelli

Messaggio da Snow76 »

iniestas ha scritto: mar dic 09, 2025 8:41 am Il terrore corre sul GFS00 con una emissione che da 0 a 384 ore chiude le possibilità invernali del mese in corso, buon anno, cotillons, arrivederci al 2026
La media invece lascia aperta ancora qualche speranza, mentre reading è interlocutorio
Avevo detto che ci saremmo risentiti dopo qualche emissione 00, per capire se poteva concretizzarsi il travaso artico siberiano russo fino a lambire Europa orientale, nell'ottica di una compensazione termica, inevitabile e anche fisiologica e favorita dall'allungamento delle notti in questo periodo.
Tutto questo è stato confermato, ed è visto da GFS e Reading
Il problema è che l Europa si trova messa male nel campo delle anomalie, ramo ascendente o discendente, ma sempre di un'anomalia pressoria positiva, quindi vuoi o noi vuoi è HP, a cuore caldo sub tropicale o di stampo più continentale.
La tendenza?
Le vie d'uscite erano o un'intrusione di HP e uno scand + con retrogressione gelida per adriatiche e sud in terza decade e freddo per tutti o interazione atl alto e refoli gelidi del travaso artico siberiano con inverno in Europa centrale e in italia settentrionale
Ovviamente entrambe le vie d'uscite sono chiuse, per ora, dai GM.
La tendenza più probabile è quindi un mese interamente anticiclonico, con uno sblocco che verosimilmente potrà venire tra gli ultimi giorni dell'anno 28-31 e prima decade di gennaio, o atlantico o freddo da est
Prima si sta facendo difficile, non impossibile, ma difficile finchè i GM non mostrino con costanza carte di sblocco nel long range
Tanto si doveva.
Si un run veramente inqualificabile e devastante.
cuotamare
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Re: Dicembre 2025 -live modelli

Messaggio da cuotamare »

Concluso il periodo favorevole all'aumento delle piogge sulle penisola stante la formazione di saccature sul Mediterraneo centro occidentale ( cavi d'onda ) , figli di una cresta d'onda prevalente in atlantico, ci si appresta dai modelli a vivere una lunga fase siccitosa stante la formazione di creste d'onda sull'areale mediterraneo ed Europea centro occidentale.

Le saccature che ci hanno riguardato nell'ultimo periodo sono state di tipo artico ( 15-25 novembre ) ed atlantico ( 26 novembre/ 1 Dicembre e 2 dicembre/4 Dicembre )

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Ultima modifica di cuotamare il mar dic 09, 2025 10:35 am, modificato 1 volta in totale.
minenzino
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Re: Dicembre 2025 -live modelli

Messaggio da minenzino »

Buon giorno, giorno dopo giorno e piano piano i modelli cominciano a togliere togliere... il caldo, l'alta pressione? No di certo anzi alcune uscite specie GFS la vedono tranquillamente arrivare rinovata fino a Natale e la carta di accumulo pluvio a 384 ore è eloquente.
Per fortuna non tutti i modelli vedono questa situazione e li ho osservati tutti stamattina, tuttavia anche oggi come i giorni precedenti, non si vedono tracce di freddo almeno fino a 192 ore neppure oggi e neppure fasi di maltempo sull'Italia in modo esteso e convincente: ci saranno (probabilmente non con sicurezza) delle piogge su alcuni settori occidentali sopratutto Liguria, sud Piemonte e nord Toscana ma al momento poca roba, poi Sardegna e Sicilia potrebbero avere precipitazioni localmente a due cifre di accumulo tra sud Sardegna, est e centro est Sardegna, sud ovest ed ovest Sicilia anche alcune zone ioniche della Sicilia e Calabria meridionale. Questo al momento fino a 192 ore sempre in jn contesto giornaliero tra mite e molto mite mentre di notte in freddo potrebbe farsi sentire a causa principalmente dell'inversione termica e talvolta dalla nebbia che non mancherà in questi ultimi giorni.
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