
ANALISI CIRCOLATORIE/VIEW/MJO/ENSO 2025
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Re: ANALISI CIRCOLATORIE/VIEW/MJO/ENSO 2025
Ultima modifica di picchio70 il dom nov 30, 2025 6:53 am, modificato 1 volta in totale.
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Re: ANALISI CIRCOLATORIE/VIEW/MJO/ENSO 2025
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Re: ANALISI CIRCOLATORIE/VIEW/MJO/ENSO 2025
La differenza tra essere al servizio della scienza anziché alla mercé del denaro
Francesco:
Negli ultimi giorni si è parlato di un vortice polare anomalo, con valori che in alcune analisi risultano tra i più bassi mai registrati per questo periodo dell'anno. Il record negativo riguarda la velocità del vento in alta stratosfera, l'indicatore più usato per descrivere la forza del vortice. L'idea di un valore così basso ha subito alimentato scenari di un inverno rigido per l'Europa. Ma la realtà è più complessa.
Il vortice polare è una grande cintura di venti tra 20 e 40 km di quota che ruota attorno al Polo Nord. Per valutarne la forza si osserva la velocità del vento a una latitudine precisa, intorno ai 60° nord. Questa settimana, proprio in quel punto, i venti sono risultati nulli. Da qui la conclusione, i vortice polare è debolissimo. Ma questa debolezza così forte, temporanea, non significa che il vortice stia cedendo. Al contrario, il vortice polare è ancora integro e compatto nelle sue quote più alte. Il punto è che il suo asse principale non passa più nel punto in cui lo misuriamo. È semplicemente spostato e allungato. La misurazione, quindi, registra un valore vicino allo zero non perché il vortice sia debole, ma perché il vento corre altrove. È un po' come rilevare il traffico su un'autostrada in un tratto chiuso per lavori; il sensore segna lo zero, ma le auto stanno passando su una deviazione. Quella che leggiamo è dunque una debolezza geometrica, non una debolezza dinamica.
La forma attuale del vortice, lungo, sbilanciato e spostato verso la Siberia, è tipica dell'inizio dell'inverno. In queste situazioni, uno dei suoi lobi tende a scendere verso il Canada, mentre sull'Alaska si rafforza un campo di alta pressione. Il risultato è un corridoio ideale per l'arrivo dell'aria gelida sul Nord America. È uno schema ricorrente: molte delle più intense ondate di freddo invernale negli Stati Uniti e Canada nascono proprio da vortici stirati o deformati, non da vortici realmente in crisi. Sull'Europa, al contrario, questo tipo di configurazione non ha effetti se non indiretti Al massimo si traduce in un flusso atlantico più attivo, con un tempo più autunnale che invernale: piogge, perturbazioni, sbalzi termici, ma nessuna irruzione artica.
Quando il vortice polare influenza davvero il nostro inverno? Perché un disturbo del vortice polare possa cambiare il tempo europeo servono due condizioni; un indebolimento dinamico del vortice (non solo una deformazione). La propagazione verso il basso, ossia la capacità dell'anomalia di scendere dalla stratosfera alla troposfera, dove si formano le perturbazioni. Al momento nessuna delle due condizioni è presente. Il vortice è solo fuori asse, non indebolito nella sua struttura. E non sta esercitando alcuna influenza sulla circolazione atmosferica delle medie latitudini.
Detto questo, c'è un fatto reale: il vortice polare di questa stagione è partito più debole della media. Dopo questo picco così basso il vortice è atteso rinforzare e riprendere la sua sede ma rimarrà sempre mediamente più debole. Un vortice che nasce e si mantiene più debole è più vulnerabile a futuri disturbi e ha maggiore probabilità di subire rallentamenti o deformazioni nelle settimane successive. Non significa che accadrà, né che porterà freddo in Europa. Significa soltanto che il terreno è più predisposto a farlo. Il vortice polare è un elemento chiave dell'inverno, ma la troposfera resta sempre il vero arbitro del nostro meteo.
Francesco:
Negli ultimi giorni si è parlato di un vortice polare anomalo, con valori che in alcune analisi risultano tra i più bassi mai registrati per questo periodo dell'anno. Il record negativo riguarda la velocità del vento in alta stratosfera, l'indicatore più usato per descrivere la forza del vortice. L'idea di un valore così basso ha subito alimentato scenari di un inverno rigido per l'Europa. Ma la realtà è più complessa.
Il vortice polare è una grande cintura di venti tra 20 e 40 km di quota che ruota attorno al Polo Nord. Per valutarne la forza si osserva la velocità del vento a una latitudine precisa, intorno ai 60° nord. Questa settimana, proprio in quel punto, i venti sono risultati nulli. Da qui la conclusione, i vortice polare è debolissimo. Ma questa debolezza così forte, temporanea, non significa che il vortice stia cedendo. Al contrario, il vortice polare è ancora integro e compatto nelle sue quote più alte. Il punto è che il suo asse principale non passa più nel punto in cui lo misuriamo. È semplicemente spostato e allungato. La misurazione, quindi, registra un valore vicino allo zero non perché il vortice sia debole, ma perché il vento corre altrove. È un po' come rilevare il traffico su un'autostrada in un tratto chiuso per lavori; il sensore segna lo zero, ma le auto stanno passando su una deviazione. Quella che leggiamo è dunque una debolezza geometrica, non una debolezza dinamica.
La forma attuale del vortice, lungo, sbilanciato e spostato verso la Siberia, è tipica dell'inizio dell'inverno. In queste situazioni, uno dei suoi lobi tende a scendere verso il Canada, mentre sull'Alaska si rafforza un campo di alta pressione. Il risultato è un corridoio ideale per l'arrivo dell'aria gelida sul Nord America. È uno schema ricorrente: molte delle più intense ondate di freddo invernale negli Stati Uniti e Canada nascono proprio da vortici stirati o deformati, non da vortici realmente in crisi. Sull'Europa, al contrario, questo tipo di configurazione non ha effetti se non indiretti Al massimo si traduce in un flusso atlantico più attivo, con un tempo più autunnale che invernale: piogge, perturbazioni, sbalzi termici, ma nessuna irruzione artica.
Quando il vortice polare influenza davvero il nostro inverno? Perché un disturbo del vortice polare possa cambiare il tempo europeo servono due condizioni; un indebolimento dinamico del vortice (non solo una deformazione). La propagazione verso il basso, ossia la capacità dell'anomalia di scendere dalla stratosfera alla troposfera, dove si formano le perturbazioni. Al momento nessuna delle due condizioni è presente. Il vortice è solo fuori asse, non indebolito nella sua struttura. E non sta esercitando alcuna influenza sulla circolazione atmosferica delle medie latitudini.
Detto questo, c'è un fatto reale: il vortice polare di questa stagione è partito più debole della media. Dopo questo picco così basso il vortice è atteso rinforzare e riprendere la sua sede ma rimarrà sempre mediamente più debole. Un vortice che nasce e si mantiene più debole è più vulnerabile a futuri disturbi e ha maggiore probabilità di subire rallentamenti o deformazioni nelle settimane successive. Non significa che accadrà, né che porterà freddo in Europa. Significa soltanto che il terreno è più predisposto a farlo. Il vortice polare è un elemento chiave dell'inverno, ma la troposfera resta sempre il vero arbitro del nostro meteo.
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Re: ANALISI CIRCOLATORIE/VIEW/MJO/ENSO 2025
L'estensione del ghiaccio marino artico è attualmente la seconda più bassa mai registrata
• circa 770.000 km² al di sotto della media degli anni 2010
• circa 1.390.000 km² al di sotto della media degli anni 2000
• circa 2.010.000 km² al di sotto della media degli anni '90
• circa 2.530.000 km² al di sotto della media degli anni '80
Il mare di Kara nell'Oceano Artico a nord della Siberia, inizia in media a congelarsi a settembre nelle parti più settentrionali e a ottobre nelle parti meridionali, con l'intero mare solitamente coperto di ghiaccio entro dicembre.
Quest'anno potrebbe non congelare affatto.
Le anomalie attuali della temperatura della superficie marina (SSTA) nel mare di Kara sono di circa +3°
Settembre ha visto anomalie da + 6 a + 15 gradi
Anche il fondo del mare di Kara si è riscaldato, soprattutto a causa dell'afflusso di correnti atlantiche più calde e del disgelo del permafrost sottomarino. Il fondo marino nella parte occidentale del mare ha visto il riscaldamento più significativo, con sedimenti di fondo che raggiungono temperature fino a + 5° in alcune aree, coerente con la perdita di permafrost portante di ghiaccio in quelle località del fondo marino.
I rilasci di metano nell'atmosfera sono in aumento, e i valori atmosferici misurati qui sono notevolmente superiori alla media globale. Il potere riscaldante del metano nell'atmosfera è circa 80 volte quello dell'anidride carbonica nei primi 20 anni. Il Mare di Kara meridionale, in particolare al largo della penisola di Yamal, contiene i più grandi depositi conosciuti di metano del fondo marino, la cui fuga è dovuta principalmente allo scongelamento del permafrost sottomarino, con estesi rilasci di gas osservati su un'area di almeno 7.500 km quadrati.
• circa 770.000 km² al di sotto della media degli anni 2010
• circa 1.390.000 km² al di sotto della media degli anni 2000
• circa 2.010.000 km² al di sotto della media degli anni '90
• circa 2.530.000 km² al di sotto della media degli anni '80
Il mare di Kara nell'Oceano Artico a nord della Siberia, inizia in media a congelarsi a settembre nelle parti più settentrionali e a ottobre nelle parti meridionali, con l'intero mare solitamente coperto di ghiaccio entro dicembre.
Quest'anno potrebbe non congelare affatto.
Le anomalie attuali della temperatura della superficie marina (SSTA) nel mare di Kara sono di circa +3°
Settembre ha visto anomalie da + 6 a + 15 gradi
Anche il fondo del mare di Kara si è riscaldato, soprattutto a causa dell'afflusso di correnti atlantiche più calde e del disgelo del permafrost sottomarino. Il fondo marino nella parte occidentale del mare ha visto il riscaldamento più significativo, con sedimenti di fondo che raggiungono temperature fino a + 5° in alcune aree, coerente con la perdita di permafrost portante di ghiaccio in quelle località del fondo marino.
I rilasci di metano nell'atmosfera sono in aumento, e i valori atmosferici misurati qui sono notevolmente superiori alla media globale. Il potere riscaldante del metano nell'atmosfera è circa 80 volte quello dell'anidride carbonica nei primi 20 anni. Il Mare di Kara meridionale, in particolare al largo della penisola di Yamal, contiene i più grandi depositi conosciuti di metano del fondo marino, la cui fuga è dovuta principalmente allo scongelamento del permafrost sottomarino, con estesi rilasci di gas osservati su un'area di almeno 7.500 km quadrati.
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vignaiolo
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Re: ANALISI CIRCOLATORIE/VIEW/MJO/ENSO 2025
Sinceramente sono preoccupato per cosa sta succedendo ma nessuno sembra che se ne interessi veramentepicchio70 ha scritto: ↑sab nov 29, 2025 3:08 pm L'estensione del ghiaccio marino artico è attualmente la seconda più bassa mai registrata
• circa 770.000 km² al di sotto della media degli anni 2010
• circa 1.390.000 km² al di sotto della media degli anni 2000
• circa 2.010.000 km² al di sotto della media degli anni '90
• circa 2.530.000 km² al di sotto della media degli anni '80
Il mare di Kara nell'Oceano Artico a nord della Siberia, inizia in media a congelarsi a settembre nelle parti più settentrionali e a ottobre nelle parti meridionali, con l'intero mare solitamente coperto di ghiaccio entro dicembre.
Quest'anno potrebbe non congelare affatto.
Le anomalie attuali della temperatura della superficie marina (SSTA) nel mare di Kara sono di circa +3°
Settembre ha visto anomalie da + 6 a + 15 gradi
Anche il fondo del mare di Kara si è riscaldato, soprattutto a causa dell'afflusso di correnti atlantiche più calde e del disgelo del permafrost sottomarino. Il fondo marino nella parte occidentale del mare ha visto il riscaldamento più significativo, con sedimenti di fondo che raggiungono temperature fino a + 5° in alcune aree, coerente con la perdita di permafrost portante di ghiaccio in quelle località del fondo marino.
I rilasci di metano nell'atmosfera sono in aumento, e i valori atmosferici misurati qui sono notevolmente superiori alla media globale. Il potere riscaldante del metano nell'atmosfera è circa 80 volte quello dell'anidride carbonica nei primi 20 anni. Il Mare di Kara meridionale, in particolare al largo della penisola di Yamal, contiene i più grandi depositi conosciuti di metano del fondo marino, la cui fuga è dovuta principalmente allo scongelamento del permafrost sottomarino, con estesi rilasci di gas osservati su un'area di almeno 7.500 km quadrati.
Solo quando saremo sull'orlo del baratro allora li tireranno fuori qualunque tecnologia ambientale per abbassare le temperature e per arricchirsi facendolo
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Re: ANALISI CIRCOLATORIE/VIEW/MJO/ENSO 2025
Tranquillo che và meglio del 2012. Ghiacci in crescita si scriveva .....ma non rispetto a cosa.
Quando poi non leggi più aggiornamenti dei soliti normalizzatori-negazionisti, non serve neanche
andare a controllare lo stato della loro salute, si capisce già da questa assenza che siamo messi male.
Ma tra il 1756 e il 1791 abbiamo avuto autunni miti, quindi tutto ok. Il sempre successo è la panacea
di tutti i mali.
Quando poi non leggi più aggiornamenti dei soliti normalizzatori-negazionisti, non serve neanche
andare a controllare lo stato della loro salute, si capisce già da questa assenza che siamo messi male.
Ma tra il 1756 e il 1791 abbiamo avuto autunni miti, quindi tutto ok. Il sempre successo è la panacea
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vignaiolo
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Re: ANALISI CIRCOLATORIE/VIEW/MJO/ENSO 2025
Ma secondo te oltre al calo della CO2 è possibile fare qualcos'altro per abbassare le temperature in maniera efficiente e rapida?picchio70 ha scritto: ↑sab nov 29, 2025 5:35 pm Tranquillo che và meglio del 2012. Ghiacci in crescita si scriveva .....ma non rispetto a cosa.
Quando poi non leggi più aggiornamenti dei soliti normalizzatori-negazionisti, non serve neanche
andare a controllare lo stato della loro salute, si capisce già da questa assenza che siamo messi male.
Ma tra il 1756 e il 1791 abbiamo avuto autunni miti, quindi tutto ok. Il sempre successo è la panacea
di tutti i mali.
Ho letto di molti sistemi per catturare la CO2 e altre tecnologie
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Re: ANALISI CIRCOLATORIE/VIEW/MJO/ENSO 2025
Ultima modifica di picchio70 il dom nov 30, 2025 6:55 am, modificato 1 volta in totale.
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Re: ANALISI CIRCOLATORIE/VIEW/MJO/ENSO 2025
La diminuzione della CO2 è senz'altro auspicabile, ma anche solo valutando i tempi di decadenza di quellavignaiolo ha scritto: ↑sab nov 29, 2025 5:48 pmMa secondo te oltre al calo della CO2 è possibile fare qualcos'altro per abbassare le temperature in maniera efficiente e rapida?picchio70 ha scritto: ↑sab nov 29, 2025 5:35 pm Tranquillo che và meglio del 2012. Ghiacci in crescita si scriveva .....ma non rispetto a cosa.
Quando poi non leggi più aggiornamenti dei soliti normalizzatori-negazionisti, non serve neanche
andare a controllare lo stato della loro salute, si capisce già da questa assenza che siamo messi male.
Ma tra il 1756 e il 1791 abbiamo avuto autunni miti, quindi tutto ok. Il sempre successo è la panacea
di tutti i mali.
Ho letto di molti sistemi per catturare la CO2 e altre tecnologie
già presente, ci vuole tempo, tanto tanto tempo, e considerando anche l'inerzia del sistema e la latenza oceanica ,
non so' se di tempo effettivamente ne avremo, perlomeno senza modificare gli attuali usi e costumi sociali, demografici
e geografici. Attualmente stiamo pagando gli effetti della rivoluzione industriale europea, poi verranno gli effetti
delle grandi potenze mondiali. Non entro nel merito dei rimedi perché non ho le competenze, so' solo che sono
necessari e urgenti, e che nessuno butterà miliardi e miliardi di dollari senza ritorno economico.
Però spenderne milioni e milioni per sapere se una mosca ha cagato su marte, si.
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Re: ANALISI CIRCOLATORIE/VIEW/MJO/ENSO 2025
Questa è una parziale alta termica siberiana. Oltre che dai gpt e pressione, la si nota anche
dalle isobare più fitte sul fianco occidentale, segno del gradiente e divergenza.

Quella di prima, data in pasto all'utenza, è una forzatura nel migliore dei casi, ignoranza nel peggiore.
Come fa' a termicizzare un area prossima all'Europa già a fine novembre e per di più sotto flusso dinamico
positivo, resta un mistero.
dalle isobare più fitte sul fianco occidentale, segno del gradiente e divergenza.

Quella di prima, data in pasto all'utenza, è una forzatura nel migliore dei casi, ignoranza nel peggiore.
Come fa' a termicizzare un area prossima all'Europa già a fine novembre e per di più sotto flusso dinamico
positivo, resta un mistero.
Ultima modifica di picchio70 il dom nov 30, 2025 6:56 am, modificato 1 volta in totale.
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Re: ANALISI CIRCOLATORIE/VIEW/MJO/ENSO 2025
Basta aspettare, così come è stato fatto per l'estate stile 70-80, per la mirabolante ripresa dei ghiacci,
e per l'immensa copertura nevosa record. Guarda caso non se ne parla più

e per l'immensa copertura nevosa record. Guarda caso non se ne parla più

Ultima modifica di picchio70 il dom nov 30, 2025 6:57 am, modificato 1 volta in totale.
Re: ANALISI CIRCOLATORIE/VIEW/MJO/ENSO 2025
Ciao Picchio, dalllo smartphone son ritornato in modalità " non vedo le mappe postate".
Un saluto, sempre grazie comunque degli aggiornamenti
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Re: ANALISI CIRCOLATORIE/VIEW/MJO/ENSO 2025
Buondì, tornato tutto visibile, anche le carte vecchie!




