ANALISI CIRCOLATORIE/VIEW/MJO/ENSO 2025
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Re: ANALISI CIRCOLATORIE/VIEW/MJO/ENSO 2025
L'informazione meteorologica, specie nella stagione invernale, è fatta solo di cicloni, di tempeste, di nevicate
apocalittiche, di gelo, di orso siberiano, di ssw, di vortice a pezzi, di gelo imminente, di nina=gelo europeo,
di strat-warming. Altro non esiste. Non c'è informazione se non attraverso queste puttanate.
apocalittiche, di gelo, di orso siberiano, di ssw, di vortice a pezzi, di gelo imminente, di nina=gelo europeo,
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Re: ANALISI CIRCOLATORIE/VIEW/MJO/ENSO 2025
Buongiorno. Nessuna novità di rilievo, la circolazione continuerà ad essere condizionata dal nuovo
dipolo costituito e dai nefasti effetti del riscaldamento stratosferico, con la Mjo che pulsa sui blocchi
pacifici attraverso ondulazioni che a più riprese interesseranno il nord america.
l'Europa centro meridionale e il mediterraneo sentiranno questi effetti tramite un rinforzo della zonalita'
interrotta da modesti strappi polari che potrebbero influenzare l'atmosfera con qualche episodico disturbo
specie al nord Italia. Le temperature al contempo, tendono a mantenersi sui canoni stagionali o poco sopra.

La tendenza a blocchi nord europei, in virtù dei processi nefasti già presi in esame, viene al momento rimandata
alle festività natalizie.


Com i prossimi ricalcoli vedremo se tale tendenza, ad oggi più probabile, subirà qualche modifica interessante o meno.
dipolo costituito e dai nefasti effetti del riscaldamento stratosferico, con la Mjo che pulsa sui blocchi
pacifici attraverso ondulazioni che a più riprese interesseranno il nord america.
l'Europa centro meridionale e il mediterraneo sentiranno questi effetti tramite un rinforzo della zonalita'
interrotta da modesti strappi polari che potrebbero influenzare l'atmosfera con qualche episodico disturbo
specie al nord Italia. Le temperature al contempo, tendono a mantenersi sui canoni stagionali o poco sopra.

La tendenza a blocchi nord europei, in virtù dei processi nefasti già presi in esame, viene al momento rimandata
alle festività natalizie.


Com i prossimi ricalcoli vedremo se tale tendenza, ad oggi più probabile, subirà qualche modifica interessante o meno.
- picchio70
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Re: ANALISI CIRCOLATORIE/VIEW/MJO/ENSO 2025
Nel frattempo il mediterraneo sarà ancora alle prese con gli ultimi impulsi artici generati dalla lunga
fase d'onda europea a carattere lento, causata dalla precedente rottura d'onda Groenlandese che a sua volta
ha generato quella trasmissione ai piani più alti di cui ora paghiamo le conseguenze.
Dopo una prima fase instabile in seno alla formazione di un minimo sul mar ligure che ha portato una giornata
di maltempo al nord e tirreno, ora il minimo tende a spostarsi sul medio tirreno attivando una ventilazione
settentrionale più fredda, dopo il precedente richiamo mite.
L'instabilità ciclonica attivata dal minimo dispenserà fenomeni che andranno concentrandosi sulle regioni
adriatiche e meridionali, ove tenderà a persistere sino a venerdì/sabato.
Dato il calo termico, la neve scenderà a quote interessanti sull'appennino centrale sin verso gli 800 MT, sopra
i 1.200 MT al sud, mentre ampie schiarite prenderanno spazio più a nord.

L'indagine probabilistica isotermica centrata sul nord Italia, mostra una tendenza a temperature in linea stagionale
accompagnate da occasionali fasi instabili più attive dalla Lombardia verso est, figlie di quei possibili strappi
di cui abbiamo discusso nella precedente linea previsionale. Più mite è stabile verso sud.
Freddo dunque che si allontana dalle nostre zone e non solo, per in periodo che al momento appare abbastanza
lungo. In attesa di rivalutazioni.

fase d'onda europea a carattere lento, causata dalla precedente rottura d'onda Groenlandese che a sua volta
ha generato quella trasmissione ai piani più alti di cui ora paghiamo le conseguenze.
Dopo una prima fase instabile in seno alla formazione di un minimo sul mar ligure che ha portato una giornata
di maltempo al nord e tirreno, ora il minimo tende a spostarsi sul medio tirreno attivando una ventilazione
settentrionale più fredda, dopo il precedente richiamo mite.
L'instabilità ciclonica attivata dal minimo dispenserà fenomeni che andranno concentrandosi sulle regioni
adriatiche e meridionali, ove tenderà a persistere sino a venerdì/sabato.
Dato il calo termico, la neve scenderà a quote interessanti sull'appennino centrale sin verso gli 800 MT, sopra
i 1.200 MT al sud, mentre ampie schiarite prenderanno spazio più a nord.

L'indagine probabilistica isotermica centrata sul nord Italia, mostra una tendenza a temperature in linea stagionale
accompagnate da occasionali fasi instabili più attive dalla Lombardia verso est, figlie di quei possibili strappi
di cui abbiamo discusso nella precedente linea previsionale. Più mite è stabile verso sud.
Freddo dunque che si allontana dalle nostre zone e non solo, per in periodo che al momento appare abbastanza
lungo. In attesa di rivalutazioni.

- Rodigino04
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- Rodigino04
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Re: ANALISI CIRCOLATORIE/VIEW/MJO/ENSO 2025
Pensa se diceva mappe a 350 ore con neve nella propria località. Si sposavano direttamente 


-
Gelo Etna.
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Re: ANALISI CIRCOLATORIE/VIEW/MJO/ENSO 2025
Unica nota positiva per le zone che ad oggi sono a secco da tempo è che per il nord ovest (forse) ma cin molte più probabilità per l'estremo sud si potrebbe aprire un lungo periodo di piogge, almeno cosi vedopicchio70 ha scritto: ↑mer nov 26, 2025 12:08 pm Nel frattempo il mediterraneo sarà ancora alle prese con gli ultimi impulsi artici generati dalla lunga
fase d'onda europea a carattere lento, causata dalla precedente rottura d'onda Groenlandese che a sua volta
ha generato quella trasmissione ai piani più alti di cui ora paghiamo le conseguenze.
Dopo una prima fase instabile in seno alla formazione di un minimo sul mar ligure che ha portato una giornata
di maltempo al nord e tirreno, ora il minimo tende a spostarsi sul medio tirreno attivando una ventilazione
settentrionale più fredda, dopo il precedente richiamo mite.
L'instabilità ciclonica attivata dal minimo dispenserà fenomeni che andranno concentrandosi sulle regioni
adriatiche e meridionali, ove tenderà a persistere sino a venerdì/sabato.
Dato il calo termico, la neve scenderà a quote interessanti sull'appennino centrale sin verso gli 800 MT, sopra
i 1.200 MT al sud, mentre ampie schiarite prenderanno spazio più a nord.
L'indagine probabilistica isotermica centrata sul nord Italia, mostra una tendenza a temperature in linea stagionale
accompagnate da occasionali fasi instabili più attive dalla Lombardia verso est, figlie di quei possibili strappi
di cui abbiamo discusso nella precedente linea previsionale. Più mite è stabile verso sud.
Freddo dunque che si allontana dalle nostre zone e non solo, per in periodo che al momento appare abbastanza
lungo. In attesa di rivalutazioni.
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- picchio70
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Re: ANALISI CIRCOLATORIE/VIEW/MJO/ENSO 2025
Ci sarebbero possibilità che la convezione possa accelerare e uscire dal pacifico verso l'Atlantico.
Infatti se nelle ultime due settimane l'indice MJO basato su RMM, ha evidenziato una scarsa propagazione verso est
visto il costante disturbo dello stato a bassa frequenza dettato dalla Niña e i venti di livello, ora la convezione
è vista attraversare il pacifico nelle sue proiezioni.
Analisi tempo-longitudine del campo di vento zonale di bassa quota, rivelano due caratteristiche per la propagazione
verso est: un involucro di anomalie occidentali in lenta evoluzione che si è spostato dall'Oceano Indiano fino all'estremo ovest del Pacifico entro metà-fine novembre, e un segnale in rapido movimento dell'attività di onde di Kelvin che sta circumnavigando il globo. Man mano che quest'ultimo segnale entra in fase con il segnale in lenta evoluzione, si sono verificate raffiche di vento occidentali, seguite da un periodo di crescente disorganizzazione. Le previsioni dei modelli dinamici concordano sul fatto che un periodo di interferenza costruttiva tra questi due segnali si verificherà tra fine novembre e inizio dicembre, con conseguente interruzione del regime degli alisei della Niña sul Pacifico centro
occidentale, e una rapida amplificazione dell'indice MJO basato su RMM nella Fase 7. Oltre questo periodo, la modalità in rapido movimento diventa più imprevedibile e potrebbe non catturare bene una fase orientale dell'onda di Kelvin, ma i venti occidentali di bassa quota a più lenta evoluzione sono favoriti per continuare a colpire il bacino del Pacifico fino a metà dicembre. Un potenziale secondo potenziamento del segnale MJO è chiaramente rappresentato nei sistemi modello GEFS ed ECMWF a fine dicembre sul Pacifico orientale, probabilmente legato a un altro periodo di interferenza costruttiva tra il segnale a lenta propagazione e l'attività delle onde di Kelvin. Sulla base di queste indicazioni, si prevede che la MJO rimanga attiva e potrebbe diventare il fattore dominante del modello convettivo tropicale globale all'inizio di dicembre.
Ora sappiamo che gli eventi MJO nel Pacifico si teleconnettono bene con la circolazione delle medie latitudini durante la stagione invernale boreale per contribuire a un rafforzamento della dorsale sul Nord America occidentale e
depressioni sul Nord America orientale, ma se le congetture descritte prime dovessero realmente concretizzarsi e favorire quindi l'uscita verso l'Atlantico, allora, se ciò si incastrerà anche con la guida troposferica, potremmo assistere a un indebolimento del forcing sull'onda 1 e un amplificazione dell'onda 2



In sostanza e brevemente, tale possibilità potrebbe sovvertire piano piano il pattern zonale e poco propenso a ondulazioni
per l'Europa centro meridionale. Solo che ci vorrà, o meglio, ci vorrebbe tempo, piccolo particolare

e gli ingranaggi della circolazione troposferica dovranno coincidere con il segnale.
Infatti se nelle ultime due settimane l'indice MJO basato su RMM, ha evidenziato una scarsa propagazione verso est
visto il costante disturbo dello stato a bassa frequenza dettato dalla Niña e i venti di livello, ora la convezione
è vista attraversare il pacifico nelle sue proiezioni.
Analisi tempo-longitudine del campo di vento zonale di bassa quota, rivelano due caratteristiche per la propagazione
verso est: un involucro di anomalie occidentali in lenta evoluzione che si è spostato dall'Oceano Indiano fino all'estremo ovest del Pacifico entro metà-fine novembre, e un segnale in rapido movimento dell'attività di onde di Kelvin che sta circumnavigando il globo. Man mano che quest'ultimo segnale entra in fase con il segnale in lenta evoluzione, si sono verificate raffiche di vento occidentali, seguite da un periodo di crescente disorganizzazione. Le previsioni dei modelli dinamici concordano sul fatto che un periodo di interferenza costruttiva tra questi due segnali si verificherà tra fine novembre e inizio dicembre, con conseguente interruzione del regime degli alisei della Niña sul Pacifico centro
occidentale, e una rapida amplificazione dell'indice MJO basato su RMM nella Fase 7. Oltre questo periodo, la modalità in rapido movimento diventa più imprevedibile e potrebbe non catturare bene una fase orientale dell'onda di Kelvin, ma i venti occidentali di bassa quota a più lenta evoluzione sono favoriti per continuare a colpire il bacino del Pacifico fino a metà dicembre. Un potenziale secondo potenziamento del segnale MJO è chiaramente rappresentato nei sistemi modello GEFS ed ECMWF a fine dicembre sul Pacifico orientale, probabilmente legato a un altro periodo di interferenza costruttiva tra il segnale a lenta propagazione e l'attività delle onde di Kelvin. Sulla base di queste indicazioni, si prevede che la MJO rimanga attiva e potrebbe diventare il fattore dominante del modello convettivo tropicale globale all'inizio di dicembre.
Ora sappiamo che gli eventi MJO nel Pacifico si teleconnettono bene con la circolazione delle medie latitudini durante la stagione invernale boreale per contribuire a un rafforzamento della dorsale sul Nord America occidentale e
depressioni sul Nord America orientale, ma se le congetture descritte prime dovessero realmente concretizzarsi e favorire quindi l'uscita verso l'Atlantico, allora, se ciò si incastrerà anche con la guida troposferica, potremmo assistere a un indebolimento del forcing sull'onda 1 e un amplificazione dell'onda 2



In sostanza e brevemente, tale possibilità potrebbe sovvertire piano piano il pattern zonale e poco propenso a ondulazioni
per l'Europa centro meridionale. Solo che ci vorrà, o meglio, ci vorrebbe tempo, piccolo particolare
e gli ingranaggi della circolazione troposferica dovranno coincidere con il segnale.
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Re: ANALISI CIRCOLATORIE/VIEW/MJO/ENSO 2025
Ora ci sono due aspetti rilevanti nel prossimo futuro, e a seconda dei gusti possono piacere o dispiacere.
In ottica " dinamicità " intesa come assenza di ingombrante presenza di stasi anticicloniche e sopramedia
accentuato, questa pare concretizzarsi nonostante lo schema circolatorio. Parliamo di strappi polari atlantici.
In ottica delle aspettative più indirizzate verso dinamiche invernali atte a favorire fasi nevose al piano o a bassa
quota e non solo per Alpi o Prealpi, qui bisognerà attendere un po'.
De gustibus non est disputandum
In ottica " dinamicità " intesa come assenza di ingombrante presenza di stasi anticicloniche e sopramedia
accentuato, questa pare concretizzarsi nonostante lo schema circolatorio. Parliamo di strappi polari atlantici.
In ottica delle aspettative più indirizzate verso dinamiche invernali atte a favorire fasi nevose al piano o a bassa
quota e non solo per Alpi o Prealpi, qui bisognerà attendere un po'.
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GELOSIBERIANO
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Re: ANALISI CIRCOLATORIE/VIEW/MJO/ENSO 2025
Le settimanali ecmwf oggi vedono una maggiore influenza della circolazione atlantica nel nostro continente. Tradotto in poche parole seppur in un contesto mite non dovrebbero mancare le precipitazioni.
-
GELOSIBERIANO
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Re: ANALISI CIRCOLATORIE/VIEW/MJO/ENSO 2025
Mentre per azioni invernali degne di nota per ora non si riscontrano particolari segnali. La sensazione che è si debba aspettare anche qualche settimana
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Re: ANALISI CIRCOLATORIE/VIEW/MJO/ENSO 2025
Buongiorno. Gli aggiornamenti non mostrano particolari scostamenti rispetto ai precedenti.
È alquanto singolare evincere da Hovmoller una costanza degli scenari che descrivono l'instaurazione
di un attività d'onda così lunga, stazionaria e lenta.
C'è altresì da notare come la fase d'onda atlantica risulti più accostata all'Europa, e questo particolare potrebbe
indicare un ingresso più franco degli impulsi polari, ma sempre con caratteristiche tardo autunnali.
Probabili decisi raffreddamenti sempre assenti, e al momento non si scorgono nemmeno a lungo raggio.

L'assenza di stasi anticicloniche decise e una circolazione prodroma a disturbi e innesti atlantici, dovrebbe
permettere anche diverse occasioni per precipitazioni con un campo isotermico pressoché in linea.

È alquanto singolare evincere da Hovmoller una costanza degli scenari che descrivono l'instaurazione
di un attività d'onda così lunga, stazionaria e lenta.
C'è altresì da notare come la fase d'onda atlantica risulti più accostata all'Europa, e questo particolare potrebbe
indicare un ingresso più franco degli impulsi polari, ma sempre con caratteristiche tardo autunnali.
Probabili decisi raffreddamenti sempre assenti, e al momento non si scorgono nemmeno a lungo raggio.

L'assenza di stasi anticicloniche decise e una circolazione prodroma a disturbi e innesti atlantici, dovrebbe
permettere anche diverse occasioni per precipitazioni con un campo isotermico pressoché in linea.

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Gelo Etna.
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Re: ANALISI CIRCOLATORIE/VIEW/MJO/ENSO 2025
Ciao picchio, la buona notizia è che sara un lungo periodo con temperature in media e con molte precipitazioni. Vediamo dopo metà mese se ci saranno delle possibilità fredde ma intanto credo che sia oro che cola non avere in prospettiva un infinita stabilità e termiche oltre la media
- picchio70
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Re: ANALISI CIRCOLATORIE/VIEW/MJO/ENSO 2025
Non c'è nessun ssw, ma un disturbo precoce.
Ciò che osserviamo è frutto della troposfera. Il vortice ha si subito il disturbo momentaneamente convergente
dei flussi, ma le caratteristiche rimangono quelle di un rafforzamento e di una riflessione d'onda senza breakdown.
Per cui la riflessione altro non fa' che caratterizzare le westerlies in troposfera, come vediamo dai GM.
Atmosfera dinamica, blocchi scarsamente probabili, occasionali ondulazioni modeste.
Cessano gli EP fluxes e il vortice riparte in attesa di una una nuova propagazione. Ci sono decine e decine
di parametri da controllare, non certamente un run di gfs a 400 ore.
Chiedete sempre il perché, il come, attraverso quali meccanismi dovrebbe concretizzarsi un ipotesi buttata
là a caso. Non fatevi impapocchiare.
Ciò che osserviamo è frutto della troposfera. Il vortice ha si subito il disturbo momentaneamente convergente
dei flussi, ma le caratteristiche rimangono quelle di un rafforzamento e di una riflessione d'onda senza breakdown.
Per cui la riflessione altro non fa' che caratterizzare le westerlies in troposfera, come vediamo dai GM.
Atmosfera dinamica, blocchi scarsamente probabili, occasionali ondulazioni modeste.
Cessano gli EP fluxes e il vortice riparte in attesa di una una nuova propagazione. Ci sono decine e decine
di parametri da controllare, non certamente un run di gfs a 400 ore.
Chiedete sempre il perché, il come, attraverso quali meccanismi dovrebbe concretizzarsi un ipotesi buttata
là a caso. Non fatevi impapocchiare.



