
ANALISI CIRCOLATORIE/VIEW/MJO/ENSO 2025
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Re: ANALISI CIRCOLATORIE/VIEW/MJO/ENSO 2025
Qui le anomalie gpt previste dal centro di calcolo e relativi eof per le prime due settimane invernali.



Come possiamo osservare, la probabilità di avere dei blocchi via via più settentrionali permane, ma può non
voler dire nulla, quantomeno per il mediterraneo. Potremmo averlo su di noi ad esempio, o comunque invadente.
La matassa può essere dissipata solo dai modelli via via che ricalcoleranno le variabili, che non sono certamente
quelle due o tre imparate a pappardella e che puntualmente vengono ripresentate come un mantra, nonostante
le innumerevoli legnate sui denti ricevute. L'atmosfera non è un campo di bocce ove imprimendo una forza a una palla,
questa scorre rispettando la fisica dell'attrito e della velocità. È molto altro, non fatevi impapocchiare dal
ragioniere di turno.
In rete questa possibilità di blocco, inizia ad emergere un po' ovunque.




Come possiamo osservare, la probabilità di avere dei blocchi via via più settentrionali permane, ma può non
voler dire nulla, quantomeno per il mediterraneo. Potremmo averlo su di noi ad esempio, o comunque invadente.
La matassa può essere dissipata solo dai modelli via via che ricalcoleranno le variabili, che non sono certamente
quelle due o tre imparate a pappardella e che puntualmente vengono ripresentate come un mantra, nonostante
le innumerevoli legnate sui denti ricevute. L'atmosfera non è un campo di bocce ove imprimendo una forza a una palla,
questa scorre rispettando la fisica dell'attrito e della velocità. È molto altro, non fatevi impapocchiare dal
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In rete questa possibilità di blocco, inizia ad emergere un po' ovunque.

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Re: ANALISI CIRCOLATORIE/VIEW/MJO/ENSO 2025
La meteorologia. Francesco.
Negli ultimi tempi l'attenzione si è concentrata sulla stratosfera polare, alle prese con un riscaldamento precoce. Le analisi più recenti indicano che questo episodio potrebbe essere di tipo riflettente, una categoria che si comporta in modo molto diverso dai classici Major SSW. In questi eventi il vortice polare non si indebolisce per settimane, né entra in una fase di rottura: dopo un breve disturbo tende anzi a ricompattarsi rapidamente.
Il meccanismo è legato al comportamento delle onde planetarie. Durante un riscaldamento stratosferico è la troposfera che invia verso l'alto queste onde: sono loro a generare il riscaldamento e a indebolire il vortice. Negli eventi riflettenti, però, una parte del flusso d'onda non riesce a essere assorbita dalla stratosfera polare e viene respinta verso il basso. Il warming resta quindi superficiale, non si propaga e il vortice, dopo un lieve disturbo, si rafforza invece di indebolirsi. Se l'inversione avviene, sarà tecnica, breve e comunque frutto di un forcing da wave-1 pattern.
Quando la stratosfera si ricompatta rapidamente, nel giro di una o due settimane aumenta spesso la zonalità sull'Atlantico: correnti occidentali più veloci e rettilinee, minore probabilità di blocchi alle alte latitudini e un getto polare meno ondulato. Non è un automatismo ma è una risposta tipica degli eventi riflettenti. La stratosfera riflettente non decide infatti la sinottica, ma sposta le probabilità; favorisce un getto più lineare, ma non blocca del tutto la formazione di nuove onde troposferiche.
È importante ricordare che i riscaldamenti stratosferici di inizio inverno sono sempre i più difficili da interpretare. La stratosfera è ancora in formazione, meno strutturata rispetto ai mesi centrali dell'inverno: per questo gli eventi precoci hanno una maggiore probabilità di risultare riflettenti e la propagazione verso il basso è meno frequente. L'interazione con la troposfera risulta quindi più incerta: da un lato aumenta il rischio di interrompere pattern favorevoli, dall'altro un vortice polare di base già debole, come quello di quest'anno, potrebbe tornare più vulnerabile alla dinamica troposferica una volta esaurito l'effetto della riflessione.
Nel frattempo la troposfera sta dando segnali diversi: onde più ampie, un getto più ondulato e condizioni che favorirebbero scambi meridiani più profondi, quindi scenari più dinamici e potenzialmente più freddi anche sul Mediterraneo. La bassa atmosfera, insomma, sarebbe pronta per un'evoluzione movimentata; ma proprio la fase riflettente può mettersi di traverso, ricompattando il vortice e rendendo più rettilineo il flusso. Se il meccanismo dovesse attivarsi, la prima metà di dicembre potrebbe presentare ondulazioni meno pronunciate rispetto a quanto ci si sarebbe aspettati.
Un'altra caratteristica ricorrente degli eventi riflettenti è la tendenza a favorire irruzioni fredde più marcate sul Nord America. Il vortice che si ricompatta spesso concentra la vorticità sul settore canadese, aprendo la strada a discese di aria molto fredda verso gli Stati Uniti centrali e orientali, sostenute da un promontorio sul Nord Pacifico. Non è una regola assoluta, ma uno schema che si osserva spesso negli early warmings. Le tendenze ECMWF a lungo termine mostrano proprio questo possibile assetto per il mese di dicembre. Il regime meteorologico più freddo per l'America settentrionale ed orientale è il regime del promontorio sull'Alaska (AKR), che non è più probabile quando il vortice è debole, ma lo è in seguito ad eventi di riflessione delle onde.
Nel frattempo, il segnale tropicale della MJO resta robusto. È possibile che abbia beneficiato anche del temporaneo rafforzamento della circolazione di Brewer-Dobson, che tende a intensificarsi durante i riscaldamenti stratosferici e può favorire una maggiore attività convettiva ai Tropici. La MJO, però, è un forzante più lento rispetto alla dinamica stratosferica.
Questo lascia aperta la possibilità che, una volta terminata la fase riflettente e completato il ricompattamento del vortice, la troposfera possa tornare a mostrare un assetto più ondulato, in linea con alcune proiezioni a lungo termine. Non è uno scenario garantito, ma rimane una delle evoluzioni plausibili durante il mese di dicembre.
Negli ultimi tempi l'attenzione si è concentrata sulla stratosfera polare, alle prese con un riscaldamento precoce. Le analisi più recenti indicano che questo episodio potrebbe essere di tipo riflettente, una categoria che si comporta in modo molto diverso dai classici Major SSW. In questi eventi il vortice polare non si indebolisce per settimane, né entra in una fase di rottura: dopo un breve disturbo tende anzi a ricompattarsi rapidamente.
Il meccanismo è legato al comportamento delle onde planetarie. Durante un riscaldamento stratosferico è la troposfera che invia verso l'alto queste onde: sono loro a generare il riscaldamento e a indebolire il vortice. Negli eventi riflettenti, però, una parte del flusso d'onda non riesce a essere assorbita dalla stratosfera polare e viene respinta verso il basso. Il warming resta quindi superficiale, non si propaga e il vortice, dopo un lieve disturbo, si rafforza invece di indebolirsi. Se l'inversione avviene, sarà tecnica, breve e comunque frutto di un forcing da wave-1 pattern.
Quando la stratosfera si ricompatta rapidamente, nel giro di una o due settimane aumenta spesso la zonalità sull'Atlantico: correnti occidentali più veloci e rettilinee, minore probabilità di blocchi alle alte latitudini e un getto polare meno ondulato. Non è un automatismo ma è una risposta tipica degli eventi riflettenti. La stratosfera riflettente non decide infatti la sinottica, ma sposta le probabilità; favorisce un getto più lineare, ma non blocca del tutto la formazione di nuove onde troposferiche.
È importante ricordare che i riscaldamenti stratosferici di inizio inverno sono sempre i più difficili da interpretare. La stratosfera è ancora in formazione, meno strutturata rispetto ai mesi centrali dell'inverno: per questo gli eventi precoci hanno una maggiore probabilità di risultare riflettenti e la propagazione verso il basso è meno frequente. L'interazione con la troposfera risulta quindi più incerta: da un lato aumenta il rischio di interrompere pattern favorevoli, dall'altro un vortice polare di base già debole, come quello di quest'anno, potrebbe tornare più vulnerabile alla dinamica troposferica una volta esaurito l'effetto della riflessione.
Nel frattempo la troposfera sta dando segnali diversi: onde più ampie, un getto più ondulato e condizioni che favorirebbero scambi meridiani più profondi, quindi scenari più dinamici e potenzialmente più freddi anche sul Mediterraneo. La bassa atmosfera, insomma, sarebbe pronta per un'evoluzione movimentata; ma proprio la fase riflettente può mettersi di traverso, ricompattando il vortice e rendendo più rettilineo il flusso. Se il meccanismo dovesse attivarsi, la prima metà di dicembre potrebbe presentare ondulazioni meno pronunciate rispetto a quanto ci si sarebbe aspettati.
Un'altra caratteristica ricorrente degli eventi riflettenti è la tendenza a favorire irruzioni fredde più marcate sul Nord America. Il vortice che si ricompatta spesso concentra la vorticità sul settore canadese, aprendo la strada a discese di aria molto fredda verso gli Stati Uniti centrali e orientali, sostenute da un promontorio sul Nord Pacifico. Non è una regola assoluta, ma uno schema che si osserva spesso negli early warmings. Le tendenze ECMWF a lungo termine mostrano proprio questo possibile assetto per il mese di dicembre. Il regime meteorologico più freddo per l'America settentrionale ed orientale è il regime del promontorio sull'Alaska (AKR), che non è più probabile quando il vortice è debole, ma lo è in seguito ad eventi di riflessione delle onde.
Nel frattempo, il segnale tropicale della MJO resta robusto. È possibile che abbia beneficiato anche del temporaneo rafforzamento della circolazione di Brewer-Dobson, che tende a intensificarsi durante i riscaldamenti stratosferici e può favorire una maggiore attività convettiva ai Tropici. La MJO, però, è un forzante più lento rispetto alla dinamica stratosferica.
Questo lascia aperta la possibilità che, una volta terminata la fase riflettente e completato il ricompattamento del vortice, la troposfera possa tornare a mostrare un assetto più ondulato, in linea con alcune proiezioni a lungo termine. Non è uno scenario garantito, ma rimane una delle evoluzioni plausibili durante il mese di dicembre.
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Gelo Etna.
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Re: ANALISI CIRCOLATORIE/VIEW/MJO/ENSO 2025
Ciao picchio ho letto attentamente il post che hai riportato, se non ho capito male dice che per quanto riguarda il mese di Dicembre esistono delle ottime idee per avere un mese invernale ma potrebbe essere minato proprio da questo disturbo che si sta avendo in stratosfera che potrebbe ricompattare il vp, al momento però si ha un leggero ottimismo ma con tantissimi punti interrogativi che saranno sciolti soltanto durante le prossime settimane
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Re: ANALISI CIRCOLATORIE/VIEW/MJO/ENSO 2025
Ciao e buongiorno.Gelo Etna. ha scritto: ↑sab nov 22, 2025 8:29 am Ciao picchio ho letto attentamente il post che hai riportato, se non ho capito male dice che per quanto riguarda il mese di Dicembre esistono delle ottime idee per avere un mese invernale ma potrebbe essere minato proprio da questo disturbo che si sta avendo in stratosfera che potrebbe ricompattare il vp, al momento però si ha un leggero ottimismo ma con tantissimi punti interrogativi che saranno sciolti soltanto durante le prossime settimane
Si, sostanzialmente i modelli si stanno indirizzando verso queste caratteristiche di ricompattamento e nuovo
dipolo. Le correnti si faranno più tese inibendo le ondulazioni se non parentesi a onda corta o strappi polari
marittimi, visto che il gradiente non è pronunciato. Prima però c'è questa fase di cut off che tenderà a dirigersi
verso il sud Italia. Contesto ancora favorevole a precipitazioni e a temperature consone al periodo.
Hovmoller non mostra cambi significativi in un range accettabile, con questa cresta anticiclonica che spinge da
ovest e che progressivamente si instaurerà sull'Europa con in sensibile aumento delle temperature rispetto
ai valori attuali, specie sul nord est europeo.

Bisognerà attendere, speriamo non oltre i tempi consoni fisiologici che comunque sono naturali.
Le forzanti tropicali al momento sembrano incentivare l'onda pacifica, e anche questo è classico della Mjo,
quindi l'aria fredda o gelida tenderà a dirigersi con più probabilità verso il nord america e Siberia.
- picchio70
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Re: ANALISI CIRCOLATORIE/VIEW/MJO/ENSO 2025
C'è una mappa bellissima per il nord ovest che vede un bel nevone a sole 204 ore....

Poi sono i modelli ad essere un problema, mica l'inettitudine di chi li usa.
Ci sono diversi approcci per affacciarsi alla meteorologia.
Il primo, più comune, è quello utilitaristico ovvero mi informo per sapere che tempo farà, poi scopro
che non è stato esattamente così, e, scevro da qualsivoglia conoscenza probabilistica e dal metodo
scientifico, rigetto la qualunque verso i modelli.
Poi ci sono le "vie di mezzo" operate da chi vorrebbe forzare i modelli riconducendoli ai propri gusti.
Talvolta quest'ultimo è un passaggio obbligato per acquisire interesse e passione nelle indagini a lungo termine,
ma che dovrebbe poi condurre a depurarsi dai propri desideranda ( che portano a forzature interpretative e a ricerche
che si svestono dalla necessaria obiettività ) o ad abbandonare il campo quando ci si rende conto che il film è cambiato
e la delusione derivante dal contesto mutato è maggiore rispetto alla curiosità che può invece spingere a proseguire.
Infine c'è chi lo fa per lavoro e che comunque prosegue per dovere, talvolta anche piacere.
Poi dulcis in fondo, ma li metto in fondo in tutti i sensi, chi specula sulla materia per esclusivo profitto senza riguardo alla scienza.
Si distinguono concettualmente due forme di ignoranza. C'è quella che rifiuta la ricerca e che ostacola la conoscenza, classica situazione di comodo, e quella chiamata dotta. Quest'ultima è quella sana che anima il motore della ricerca e dell'informazione.

Poi sono i modelli ad essere un problema, mica l'inettitudine di chi li usa.
Ci sono diversi approcci per affacciarsi alla meteorologia.
Il primo, più comune, è quello utilitaristico ovvero mi informo per sapere che tempo farà, poi scopro
che non è stato esattamente così, e, scevro da qualsivoglia conoscenza probabilistica e dal metodo
scientifico, rigetto la qualunque verso i modelli.
Poi ci sono le "vie di mezzo" operate da chi vorrebbe forzare i modelli riconducendoli ai propri gusti.
Talvolta quest'ultimo è un passaggio obbligato per acquisire interesse e passione nelle indagini a lungo termine,
ma che dovrebbe poi condurre a depurarsi dai propri desideranda ( che portano a forzature interpretative e a ricerche
che si svestono dalla necessaria obiettività ) o ad abbandonare il campo quando ci si rende conto che il film è cambiato
e la delusione derivante dal contesto mutato è maggiore rispetto alla curiosità che può invece spingere a proseguire.
Infine c'è chi lo fa per lavoro e che comunque prosegue per dovere, talvolta anche piacere.
Poi dulcis in fondo, ma li metto in fondo in tutti i sensi, chi specula sulla materia per esclusivo profitto senza riguardo alla scienza.
Si distinguono concettualmente due forme di ignoranza. C'è quella che rifiuta la ricerca e che ostacola la conoscenza, classica situazione di comodo, e quella chiamata dotta. Quest'ultima è quella sana che anima il motore della ricerca e dell'informazione.
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vignaiolo
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Re: ANALISI CIRCOLATORIE/VIEW/MJO/ENSO 2025
Chissà se succederà? Che ne pensi?picchio70 ha scritto: ↑sab nov 22, 2025 6:34 pm C'è una mappa bellissima per il nord ovest che vede un bel nevone a sole 204 ore....
Poi sono i modelli ad essere un problema, mica l'inettitudine di chi li usa.
Ci sono diversi approcci per affacciarsi alla meteorologia.
Il primo, più comune, è quello utilitaristico ovvero mi informo per sapere che tempo farà, poi scopro
che non è stato esattamente così, e, scevro da qualsivoglia conoscenza probabilistica e dal metodo
scientifico, rigetto la qualunque verso i modelli.
Poi ci sono le "vie di mezzo" operate da chi vorrebbe forzare i modelli riconducendoli ai propri gusti.
Talvolta quest'ultimo è un passaggio obbligato per acquisire interesse e passione nelle indagini a lungo termine,
ma che dovrebbe poi condurre a depurarsi dai propri desideranda ( che portano a forzature interpretative e a ricerche
che si svestono dalla necessaria obiettività ) o ad abbandonare il campo quando ci si rende conto che il film è cambiato
e la delusione derivante dal contesto mutato è maggiore rispetto alla curiosità che può invece spingere a proseguire.
Infine c'è chi lo fa per lavoro e che comunque prosegue per dovere, talvolta anche piacere.
Poi dulcis in fondo, ma li metto in fondo in tutti i sensi, chi specula sulla materia per esclusivo profitto senza riguardo alla scienza.
Si distinguono concettualmente due forme di ignoranza. C'è quella che rifiuta la ricerca e che ostacola la conoscenza, classica situazione di comodo, e quella chiamata dotta. Quest'ultima è quella sana che anima il motore della ricerca e dell'informazione.
Sarebbe ora direi
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Re: ANALISI CIRCOLATORIE/VIEW/MJO/ENSO 2025
Buongiorno e buona domenica.
La nuvolosità si attarda al sud Italia con gli ultimi episodi instabili e nevicate in appennino.
Al centro nord ampi rasseneramenti che complice la sedimentazione dell'aria fredda affluita,
contribuiscono al calo delle temperature con estese gelate e valori a doppia cifra negativi sui settori
alpini. L'ultima settimana autunnale sarà ancora parzialmente interessata da ulteriori innesti ciclonici
strappati dall'aumento delle velocità zonali, atti a rinnovare l'instabilità e favorire un campo depressionario sul mediterraneo con ulteriori possibili precipitazioni e nevicate sui monti. Temperature ancora in linea o poco
sotto a 850 hPa.

Per il proseguo, sarebbe a dire la prima parte invernale, non sono previste variazioni rispetto alle indicazioni già
esaminate e in virtù dei processi dinamici presi in esame.
Pattern che andrà disponendosi verso una nao positiva in successiva transizione a blocco. Contesto, che visto
il gradiente poco pronunciato, non esclude la possibilità di qualche innesto polare a onda corta perlopiù
strappato.





La nuvolosità si attarda al sud Italia con gli ultimi episodi instabili e nevicate in appennino.
Al centro nord ampi rasseneramenti che complice la sedimentazione dell'aria fredda affluita,
contribuiscono al calo delle temperature con estese gelate e valori a doppia cifra negativi sui settori
alpini. L'ultima settimana autunnale sarà ancora parzialmente interessata da ulteriori innesti ciclonici
strappati dall'aumento delle velocità zonali, atti a rinnovare l'instabilità e favorire un campo depressionario sul mediterraneo con ulteriori possibili precipitazioni e nevicate sui monti. Temperature ancora in linea o poco
sotto a 850 hPa.

Per il proseguo, sarebbe a dire la prima parte invernale, non sono previste variazioni rispetto alle indicazioni già
esaminate e in virtù dei processi dinamici presi in esame.
Pattern che andrà disponendosi verso una nao positiva in successiva transizione a blocco. Contesto, che visto
il gradiente poco pronunciato, non esclude la possibilità di qualche innesto polare a onda corta perlopiù
strappato.





-
Gelo Etna.
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Re: ANALISI CIRCOLATORIE/VIEW/MJO/ENSO 2025
Ciao Pocchio in questo caso dopo che la prossima settimana sarà ancora unnpo tutta la penisola ad essere interessata da maltempo, con il passare dei giorni quei strappi strozzati di cui parli andando in cut off andrebbero ad alimentare una situazione di maltempo quasi stazionaria per giorni sulle regioni estreme.
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Re: ANALISI CIRCOLATORIE/VIEW/MJO/ENSO 2025
Alle più alte quote osserviamo dunque questa dinamica di rimbalzo post disturbo indotto dal CW.
Le velocità aumentano seppur mantenendosi sotto i canoni medi di riferimento.

Allorché verifichiamo un riscaldamento del polo, si avvia il processo di upwelling tropicale per continuità
di massa che amplifica la convezione ( Mjo ) aiutandola a saltare i disturbi distruttivi della Niña, ma raffredda contestualmente la stratosfera per espansione adiabatica. Questa amplificazione và a incidere sul treno d'onda,
che vista la guida troposferica, si concentra maggiormente sull'onda pacifica attraverso un aumento dell'attività
bloccante in loco, e di conseguenza le peculiarità più significative tenderebbero a esemplificarsi sul nord america e Asia.
Dunque una riorganizzazione verticale e latitudinale della circolazione residua post ssw tanti amati e inseguiti
dal popolo stratosferico sempre più rimpinguato da nuovi fedeli.
Sia chiaro, non sto dicendo che le vicissitudini stratosferiche siano irrilevanti, ma solo che vanno contestualizzate,
come ogni cosa d'altronde. Esordire con le solite esternazioni leggendarie senza nessuna argomentazione idonea
e descrittiva di tali processi tra l'altro molto consueti, non fa' altro che alimentare false aspettative e indurre ancora più
confusione tra i lettori. Nam, Mjo, AO e quant'altro, non debbono essere strumentalizzati, guarda caso sempre
per ipotetiche aspettative di gelo e neve. L'ambito è probabilistico, non deterministico.
Consapevole che non servirà a nulla. L'albero della disinformazione ha radici profonde e capillarizzate nel mondo
forumistico, pronto ad abboccare al primo amo lanciato.
Le velocità aumentano seppur mantenendosi sotto i canoni medi di riferimento.

Allorché verifichiamo un riscaldamento del polo, si avvia il processo di upwelling tropicale per continuità
di massa che amplifica la convezione ( Mjo ) aiutandola a saltare i disturbi distruttivi della Niña, ma raffredda contestualmente la stratosfera per espansione adiabatica. Questa amplificazione và a incidere sul treno d'onda,
che vista la guida troposferica, si concentra maggiormente sull'onda pacifica attraverso un aumento dell'attività
bloccante in loco, e di conseguenza le peculiarità più significative tenderebbero a esemplificarsi sul nord america e Asia.
Dunque una riorganizzazione verticale e latitudinale della circolazione residua post ssw tanti amati e inseguiti
dal popolo stratosferico sempre più rimpinguato da nuovi fedeli.
Sia chiaro, non sto dicendo che le vicissitudini stratosferiche siano irrilevanti, ma solo che vanno contestualizzate,
come ogni cosa d'altronde. Esordire con le solite esternazioni leggendarie senza nessuna argomentazione idonea
e descrittiva di tali processi tra l'altro molto consueti, non fa' altro che alimentare false aspettative e indurre ancora più
confusione tra i lettori. Nam, Mjo, AO e quant'altro, non debbono essere strumentalizzati, guarda caso sempre
per ipotetiche aspettative di gelo e neve. L'ambito è probabilistico, non deterministico.
Consapevole che non servirà a nulla. L'albero della disinformazione ha radici profonde e capillarizzate nel mondo
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Re: ANALISI CIRCOLATORIE/VIEW/MJO/ENSO 2025
Gelo Etna. ha scritto: ↑dom nov 23, 2025 9:03 am Ciao Pocchio in questo caso dopo che la prossima settimana sarà ancora unnpo tutta la penisola ad essere interessata da maltempo, con il passare dei giorni quei strappi strozzati di cui parli andando in cut off andrebbero ad alimentare una situazione di maltempo quasi stazionaria per giorni sulle regioni estreme.
È l'ambito probabilistico più frequentato, ma non solo sull'estremo meridione.
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Re: ANALISI CIRCOLATORIE/VIEW/MJO/ENSO 2025
I riscaldamenti che, guarda vado si verificano alla quota di 30 hPa, sono proprio classici del CW,
contesto che poi riflette verso il basso un aumento delle velocità e amplifica il ricompattamento.
Sono deleteri, non fatevi impapocchiare da 4 indici presi a caso.
Aspettiamo la fine del processo e poi vediamo come si mettono le cose.
E guardiamo in basso soprattutto, è li che si decide la circolazione.
contesto che poi riflette verso il basso un aumento delle velocità e amplifica il ricompattamento.
Sono deleteri, non fatevi impapocchiare da 4 indici presi a caso.
Aspettiamo la fine del processo e poi vediamo come si mettono le cose.
E guardiamo in basso soprattutto, è li che si decide la circolazione.
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Gelo Etna.
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Re: ANALISI CIRCOLATORIE/VIEW/MJO/ENSO 2025
Picchio tu come vedi Dicembre ad oggi m? Vedi delle potenzialità in base alle carte in possesso ad oggi?
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Re: ANALISI CIRCOLATORIE/VIEW/MJO/ENSO 2025
Il prossimo imminente innesto ciclonico, avvierà una nuova fase più instabile e fredda preceduta falla
prima nuvolosità del fronte più avanzato al nord Italia.
Poi da domani un minimo in formazione sottovento sul ligure, preceduto da una circolazione più mite
libecciale, inizierà a distribuire fenomeni principalmente sui versanti esteri occidentali e poi verso le regioni
centro orientali settentrionali. Il grosso dovrebbe concentrarsi tra Liguria, Lombardia, Sardegna, tirreno e
triveneto con probabili importanti picchi.
Il successivo spostamento meridionale, favorirà la genesi di altre precipitazioni anche altrove e un nuovo
calo delle temperature stante il richiamo di venti settentrionali.
Le temperature tenderanno generalmente ad aumentare per poi diminuire ma non sui valori prima registrati.
Quindi la quota neve è prevista in aumento, indicativamente media alta collina al nord e sui 900 MT al centro,
dopo il repentino aumento. Non si escludono episodi nevosi al nord anche più in basso, laddove sacche di aria fredda
riusciranno a sopravvivere, o episodi di gelicidio nel caso che la colonna risultasse minata alle quote medie.
Da segnalare anche un deciso aumento della ventilazione.

prima nuvolosità del fronte più avanzato al nord Italia.
Poi da domani un minimo in formazione sottovento sul ligure, preceduto da una circolazione più mite
libecciale, inizierà a distribuire fenomeni principalmente sui versanti esteri occidentali e poi verso le regioni
centro orientali settentrionali. Il grosso dovrebbe concentrarsi tra Liguria, Lombardia, Sardegna, tirreno e
triveneto con probabili importanti picchi.
Il successivo spostamento meridionale, favorirà la genesi di altre precipitazioni anche altrove e un nuovo
calo delle temperature stante il richiamo di venti settentrionali.
Le temperature tenderanno generalmente ad aumentare per poi diminuire ma non sui valori prima registrati.
Quindi la quota neve è prevista in aumento, indicativamente media alta collina al nord e sui 900 MT al centro,
dopo il repentino aumento. Non si escludono episodi nevosi al nord anche più in basso, laddove sacche di aria fredda
riusciranno a sopravvivere, o episodi di gelicidio nel caso che la colonna risultasse minata alle quote medie.
Da segnalare anche un deciso aumento della ventilazione.

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Re: ANALISI CIRCOLATORIE/VIEW/MJO/ENSO 2025
Vedo quello che si vede in un range accettabile, non faccio l'indovino.Gelo Etna. ha scritto: ↑dom nov 23, 2025 11:10 am Picchio tu come vedi Dicembre ad oggi m? Vedi delle potenzialità in base alle carte in possesso ad oggi?
Aspettiamo questa fase di rimbalzo, che dovrebbe essere transitoria, e poi vediamo.
Ci sono elementi positivi e altri negativi. Tra l'altro le fase forti in dipolo positivo, contestualmente a un
getto più alto e divergente, possono innescare circolazioni basse secondarie, specie se coadiuvate dal blocco
scandinavo.