ANALISI CIRCOLATORIE/VIEW/MJO/ENSO 2025
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Re: ANALISI CIRCOLATORIE/VIEW/MJO/ENSO 2025
Certo sì basterebbe ogni tanto fare riferimento alle indicazioni (ufficiali) fornite dai centri.
- picchio70
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Re: ANALISI CIRCOLATORIE/VIEW/MJO/ENSO 2025
Buongiorno. Tralasciando gli esiti numerici della settimana in corso, ove bisognerà
attendere ancora per le vicissitudini alla mesoscala, diamo il consueto sguardo alle probabili
dinamiche successive attraverso le anomalie mediate europee.
Solo una parentesi a proposito della prossima e imminente fase. Si è letto e si legge di tutto,
dal gelo alla neve, dal Burano e alla Siberia, dai cicloni alle tempeste, e così via, secondo usi e costumi
divenuti oramai prassi disinformativa e acchiappaclick.
Qui vediamo quanto ciò che probabilmente accadrà, vada a scostarsi dalla frequenza e dalla climatologia.

Punto primo: nessuna apocalisse, anzi casomai la notiamo sull'est europeo, in Groenlandia e l'artico, e non certo per
il gelo. Quest'ultimo viaggia tra i 15 e i 20 gradi sopramedia.
In Europa i valori risulterebbero mediamente inconsueti su alcune zone del centro nord Europa, tra Scandinavia
UK, Germania e Francia, normale amministrazione altrove, Italia compresa. Dinamiche che rientrano ampiamente
nelle casistiche tardo autunnali.
Fatta dunque questa dovuta precisazione, passiamo alle mappe dell'ultima settimana autunnale.


Il centro valuta una ripresa pressoria da ovest con correnti nord occidentali a investire il bordo orientale,
ma qui, come già accennato, bisognerà attendere gli esiti del peggioramento, perché non sappiamo ancora
come effettivamente reagirà il mediterraneo e come andranno realmente a costituirsi le figure bariche.
Mentre dal diagramma notiamo come si muoveranno ipoteticamente le onde e come una potrebbe interessarci
dalla fine prima decade di dicembre alla seconda. Rimangono ancora tanti punti interrogativi legati sia alle
vicissitudini della colonna polare e ai disturbi più o meno accentuati dei segnali a bassa e alta frequenza.
La guida troposferica, ma anche stratosferica, rimane caratterizzata da un gradiente pacifico nelle sue vorticita'
potenziali, che potrà essere più o meno amplificata dalla convezione tropicale in fase 6, ove si blocca, arretra e
poi forse successivamente riparte, nel caso cessassero i disturbi distruttivi enso e iod.
Insomma un classico del CW e delle anomalie groenlandesi con parziale convergenza dei flussi.
Le dinamiche che riguardano le sorgenti d'onda sono molto complesse ed esulano dal singolo valore estrapolato.
Se la Mjo andasse ....non vuole dire nulla, non ci sono equazioni, ma una serie di interconnessioni tra il
potenziale di velocità, i venti di livello, ORL, GWO, momento angolare, SSTA, drive troposferico, Mountain e fiction
torque, dipolo e tripolo atlantico, variabilità atmosferica, vari ed eventuali coincidenza regionali. E tutto questo esemplificato alla buona. Altrimenti si potrebbero svolgere con carta e penna alla mano alcuni calcoli elementari
facenti parte solo di un piccolo aspetto

E poi legarli agli altri conoscendo a menadito tutti i processi evolutivi delle interazioni delle particelle d'aria
nel loro contesto termodinamico che a mano a mano incontrano.
Nessuno meglio dei modelli, nonostante tutte le difficoltà insite, può sapere. Nessuno.
attendere ancora per le vicissitudini alla mesoscala, diamo il consueto sguardo alle probabili
dinamiche successive attraverso le anomalie mediate europee.
Solo una parentesi a proposito della prossima e imminente fase. Si è letto e si legge di tutto,
dal gelo alla neve, dal Burano e alla Siberia, dai cicloni alle tempeste, e così via, secondo usi e costumi
divenuti oramai prassi disinformativa e acchiappaclick.
Qui vediamo quanto ciò che probabilmente accadrà, vada a scostarsi dalla frequenza e dalla climatologia.

Punto primo: nessuna apocalisse, anzi casomai la notiamo sull'est europeo, in Groenlandia e l'artico, e non certo per
il gelo. Quest'ultimo viaggia tra i 15 e i 20 gradi sopramedia.
In Europa i valori risulterebbero mediamente inconsueti su alcune zone del centro nord Europa, tra Scandinavia
UK, Germania e Francia, normale amministrazione altrove, Italia compresa. Dinamiche che rientrano ampiamente
nelle casistiche tardo autunnali.
Fatta dunque questa dovuta precisazione, passiamo alle mappe dell'ultima settimana autunnale.


Il centro valuta una ripresa pressoria da ovest con correnti nord occidentali a investire il bordo orientale,
ma qui, come già accennato, bisognerà attendere gli esiti del peggioramento, perché non sappiamo ancora
come effettivamente reagirà il mediterraneo e come andranno realmente a costituirsi le figure bariche.
Mentre dal diagramma notiamo come si muoveranno ipoteticamente le onde e come una potrebbe interessarci
dalla fine prima decade di dicembre alla seconda. Rimangono ancora tanti punti interrogativi legati sia alle
vicissitudini della colonna polare e ai disturbi più o meno accentuati dei segnali a bassa e alta frequenza.
La guida troposferica, ma anche stratosferica, rimane caratterizzata da un gradiente pacifico nelle sue vorticita'
potenziali, che potrà essere più o meno amplificata dalla convezione tropicale in fase 6, ove si blocca, arretra e
poi forse successivamente riparte, nel caso cessassero i disturbi distruttivi enso e iod.
Insomma un classico del CW e delle anomalie groenlandesi con parziale convergenza dei flussi.
Le dinamiche che riguardano le sorgenti d'onda sono molto complesse ed esulano dal singolo valore estrapolato.
Se la Mjo andasse ....non vuole dire nulla, non ci sono equazioni, ma una serie di interconnessioni tra il
potenziale di velocità, i venti di livello, ORL, GWO, momento angolare, SSTA, drive troposferico, Mountain e fiction
torque, dipolo e tripolo atlantico, variabilità atmosferica, vari ed eventuali coincidenza regionali. E tutto questo esemplificato alla buona. Altrimenti si potrebbero svolgere con carta e penna alla mano alcuni calcoli elementari
facenti parte solo di un piccolo aspetto

E poi legarli agli altri conoscendo a menadito tutti i processi evolutivi delle interazioni delle particelle d'aria
nel loro contesto termodinamico che a mano a mano incontrano.
Nessuno meglio dei modelli, nonostante tutte le difficoltà insite, può sapere. Nessuno.
-
Gelo Etna.
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Re: ANALISI CIRCOLATORIE/VIEW/MJO/ENSO 2025
Ciao picchio quindi dando credito alle carte attuali tra prima e seconda decade di dicembre potremmo avere un hp ad ovest e possibilità di discese fredde ad est su un letto di correnti nord occidentali? Ho letto bene?
- picchio70
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Re: ANALISI CIRCOLATORIE/VIEW/MJO/ENSO 2025
Ciao. Quello riguarda la settimana prossima, ove i GM stanno rivalutando l'ipotesi di reiterazioneGelo Etna. ha scritto: ↑lun nov 17, 2025 12:42 pm Ciao picchio quindi dando credito alle carte attuali tra prima e seconda decade di dicembre potremmo avere un hp ad ovest e possibilità di discese fredde ad est su un letto di correnti nord occidentali? Ho letto bene?
vista la stazionarietà d'onda che sta acquisendo caratteristiche a fase lenta.
Poi come detto, dipenderà da quando, e se, sarà forte la spinta occidentale con diverse opzioni sul piatto.
Per cose più interessanti, dal punto di vista italico in seno alla possibilità di ingerenze più fredde idonee a nevicate
a bassa quota, dobbiamo attendere che il prossimo blocco sia più orientale, diciamo UK - Scand.
Ciò avviene se e quando l'attività ciclonica arretrerà in atlantico, dapprima attraverso un richiamo positivo d'onda,
cioè una cresta anticiclonica che investe l'Europa centro occidentale e il mediterraneo gonfiando la colonna
troposferica sin sul nord Europa, e poi, o con critical line ( scand + ) o con turning line ( dorsale atlantica ),
la circolazione tende a convogliare aria fredda artica continentale verso sud.

Attualmente non risulta una dinamica fantascientifica, tra l'altro già abbozzata da Hovmoller
giorni addietro e ancora visibile dagli EOF

Vedremo. Le dinamiche sono complesse e in esse compartecipano diversi fattori. Saranno i modelli a dettarci
le linee previsionali.
- picchio70
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Re: ANALISI CIRCOLATORIE/VIEW/MJO/ENSO 2025
Cordoglio per tutti gli abitanti del Friuli devastati dall'alluvione.
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Re: ANALISI CIRCOLATORIE/VIEW/MJO/ENSO 2025
Le anomalie previste a 850 hPa nel momento in cui risultano più estese.

Quelle registrate a ottobre.


Quelle registrate a ottobre.

-
GELOSIBERIANO
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Re: ANALISI CIRCOLATORIE/VIEW/MJO/ENSO 2025
Le settimanali di ecmwf mostrano isoterme inferiori alla media per buona parte del nostro paese fino alla fine della prima decade di dicembre
- picchio70
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Re: ANALISI CIRCOLATORIE/VIEW/MJO/ENSO 2025
Buongiorno.
Ieri accennavamo al fatto che i ricalcoli effettuati dal centro hanno man mano rivisitato la fase
d'onda sull'Europa, attraverso una dinamica stazionaria atta alla reiterazione.
Dicevamo che anche le proiezioni per la settimana successiva, avrebbero inevitabilmente risentito
della reale portata e incidenza delle anomalie bariche in costituzione. Infatti stamani le settimanali
per l'ultima parte autunnale, diminuiscono le probabilità di aumento della pressione da ovest e aumentano
quelle che vedono il bacino ancora sotto reiterazione d'onda.

Precedente aggiornamento



Per il resto, secondo le ultime rilevazioni, si mantengono intatte le dinamiche successive discusse, cioè un
un progressivo aumento dei gpt sull'Europa settentrionale coadiuvato da quell'arretramento di fase in atlantico,
le cui le peculiarità sono state già evidenziate ieri. Hovmoller continua a ritenete probabile una recrudescenza
tra la fine della prima decade di dicembre e la seconda.
Ieri accennavamo al fatto che i ricalcoli effettuati dal centro hanno man mano rivisitato la fase
d'onda sull'Europa, attraverso una dinamica stazionaria atta alla reiterazione.
Dicevamo che anche le proiezioni per la settimana successiva, avrebbero inevitabilmente risentito
della reale portata e incidenza delle anomalie bariche in costituzione. Infatti stamani le settimanali
per l'ultima parte autunnale, diminuiscono le probabilità di aumento della pressione da ovest e aumentano
quelle che vedono il bacino ancora sotto reiterazione d'onda.

Precedente aggiornamento



Per il resto, secondo le ultime rilevazioni, si mantengono intatte le dinamiche successive discusse, cioè un
un progressivo aumento dei gpt sull'Europa settentrionale coadiuvato da quell'arretramento di fase in atlantico,
le cui le peculiarità sono state già evidenziate ieri. Hovmoller continua a ritenete probabile una recrudescenza
tra la fine della prima decade di dicembre e la seconda.
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Gelo Etna.
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Re: ANALISI CIRCOLATORIE/VIEW/MJO/ENSO 2025
Ciao picchio nell'ultimo cartello dove le settimanali mostrano un aumento pressori sull'Europa settentrionale, dalmpunto di vista didattico potresti spiegarmi quel colore bianco sotto la cupola altopressoria presente su Soagna ed Europa settentrionale? Sibtratta di una rottura dell'onda altopressoria o altro?
- picchio70
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Re: ANALISI CIRCOLATORIE/VIEW/MJO/ENSO 2025
I colori rappresentano le anomalia rispetto al riferimento climatico.
Il blu sta' per geopotenziali inferiori e il rosso per superiori, il bianco rispetta i valori climatologici
degli ultimi 20 anni.
Quindi non sono anomalie in senso stretto, ma rispetto al riferimento.
Il blu sta' per geopotenziali inferiori e il rosso per superiori, il bianco rispetta i valori climatologici
degli ultimi 20 anni.
Quindi non sono anomalie in senso stretto, ma rispetto al riferimento.
- picchio70
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Re: ANALISI CIRCOLATORIE/VIEW/MJO/ENSO 2025
Sulla base delle osservazioni RMM e del potenziale di velocità a livello superiore, la MJO rimane attiva, ma ha rallentato
e si è indebolita sul Pacifico occidentale, probabilmente a causa dell'interferenza distruttiva dello stato di fondo in via di sviluppo della Niña, come accennato ieri.
Inoltre un altro evento di raffica di vento occidentale (WWB) a livello inferiore che si è verificato sull'Oceano Indiano equatoriale, potrebbe contribuire a rafforzare il bacino caldo del Pacifico occidentale.
Le previsioni del modello dinamico RMM concordano nel favorire una continuazione di questa interferenza concorrente, con il segnale MJO che perde ulteriormente ampiezza prima di riacquistarla e riprendere la sua propagazione verso est attraverso il Pacifico occidentale entro la fine di novembre.
Come supportato dalle linee guida del modello, la risposta extratropicale associata agli eventi MJO nel Pacifico occidentale, in genere favorisce lo sviluppo di una dorsale ad alta latitudine sul Nord America occidentale,
con depressioni a valle che favoriscono l'avvezione di aria artica su porzioni del confine degli Stati Uniti
nord-occidentali e centro-settentrionali.
Da fine ottobre, la convezione intensificata persiste sul Continente Marittimo e sul Pacifico occidentale.
La convezione soppressa persiste anche lungo il Pacifico equatoriale, più intensa che si sviluppa al largo dell'equatore.
La previsione OLR basata su GEFS, mediata a sud dell'equatore, favorisce una maggiore propagazione verso est della
convezione intensificata con l'attività MJO che passa attraverso il filtro.





È bene ricordare che estrapolare singoli valori al fine di determinare una previsione in ambito europeo,
e ancora peggio per il mediterraneo, risulta un metodo che non ha riscontro deterministico, ma probabilistico,
quindi il tutto và sempre contestualizzato tenendo presente le peculiarità troposferiche in essere, la cui
variabilità non è mai la stessa catalogata nelle reanalisi. Lo stesso vale per tutto, comprese le vicende stratosferiche.
e si è indebolita sul Pacifico occidentale, probabilmente a causa dell'interferenza distruttiva dello stato di fondo in via di sviluppo della Niña, come accennato ieri.
Inoltre un altro evento di raffica di vento occidentale (WWB) a livello inferiore che si è verificato sull'Oceano Indiano equatoriale, potrebbe contribuire a rafforzare il bacino caldo del Pacifico occidentale.
Le previsioni del modello dinamico RMM concordano nel favorire una continuazione di questa interferenza concorrente, con il segnale MJO che perde ulteriormente ampiezza prima di riacquistarla e riprendere la sua propagazione verso est attraverso il Pacifico occidentale entro la fine di novembre.
Come supportato dalle linee guida del modello, la risposta extratropicale associata agli eventi MJO nel Pacifico occidentale, in genere favorisce lo sviluppo di una dorsale ad alta latitudine sul Nord America occidentale,
con depressioni a valle che favoriscono l'avvezione di aria artica su porzioni del confine degli Stati Uniti
nord-occidentali e centro-settentrionali.
Da fine ottobre, la convezione intensificata persiste sul Continente Marittimo e sul Pacifico occidentale.
La convezione soppressa persiste anche lungo il Pacifico equatoriale, più intensa che si sviluppa al largo dell'equatore.
La previsione OLR basata su GEFS, mediata a sud dell'equatore, favorisce una maggiore propagazione verso est della
convezione intensificata con l'attività MJO che passa attraverso il filtro.





È bene ricordare che estrapolare singoli valori al fine di determinare una previsione in ambito europeo,
e ancora peggio per il mediterraneo, risulta un metodo che non ha riscontro deterministico, ma probabilistico,
quindi il tutto và sempre contestualizzato tenendo presente le peculiarità troposferiche in essere, la cui
variabilità non è mai la stessa catalogata nelle reanalisi. Lo stesso vale per tutto, comprese le vicende stratosferiche.
- picchio70
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Re: ANALISI CIRCOLATORIE/VIEW/MJO/ENSO 2025
L'onda di rossby generata per le peculiarità di cui abbiamo già avuto modo di esaminare in seno al
canadian warming, sta già inglobando buona parte dell'Europa ed è in procinto di travasare nel mediterraneo.
Attualmente permangono notevoli difficoltà da parte dei modelli, ma non è un anomalia, anzi, riguardo alla
collocazione dei minimi. L'ambiente termodinamico mediterraneo e quello orografico, risulta sempre molto
complicato e indigesto per i modelli a bassa risoluzione, e spesso anche per quelli ad alta.
Abbiamo determinazioni che vedono il minimo tra Sardegna e Baleari, tra Sardegna e tirreno peninsulare,
e altre vie di mezzo. A ciò sarà strettamente collegato sia il reale ingresso dell'aria più fredda, e sia la distribuzione
delle precipitazione e quota neve, in quanto un minimo più a largo potrebbe si favorire un aumento delle precipitazioni
su alcune aree, ma il rimescolamento con il calore latente delle acque e visto il gradiente verticale dell'aria
più fredda, influirà decisamente sullo 0° termico.
Quasi certamente i caratteri generali si predisporreranno a favore di un ambiente perturbato e più freddo, ma i particolari regionali non raggiungono ancora un grado di affidabilità tale dal potersi pronunciare in ambito previsionale.
canadian warming, sta già inglobando buona parte dell'Europa ed è in procinto di travasare nel mediterraneo.
Attualmente permangono notevoli difficoltà da parte dei modelli, ma non è un anomalia, anzi, riguardo alla
collocazione dei minimi. L'ambiente termodinamico mediterraneo e quello orografico, risulta sempre molto
complicato e indigesto per i modelli a bassa risoluzione, e spesso anche per quelli ad alta.
Abbiamo determinazioni che vedono il minimo tra Sardegna e Baleari, tra Sardegna e tirreno peninsulare,
e altre vie di mezzo. A ciò sarà strettamente collegato sia il reale ingresso dell'aria più fredda, e sia la distribuzione
delle precipitazione e quota neve, in quanto un minimo più a largo potrebbe si favorire un aumento delle precipitazioni
su alcune aree, ma il rimescolamento con il calore latente delle acque e visto il gradiente verticale dell'aria
più fredda, influirà decisamente sullo 0° termico.
Quasi certamente i caratteri generali si predisporreranno a favore di un ambiente perturbato e più freddo, ma i particolari regionali non raggiungono ancora un grado di affidabilità tale dal potersi pronunciare in ambito previsionale.
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Re: ANALISI CIRCOLATORIE/VIEW/MJO/ENSO 2025
Anomalie delle tempersture al suolo previste mediate in settimana

Quanto è strano tutto ciò?
È abbastanza insolito su quelle zone colorate di azzurro acceso, mediamente insolito su quelle colorate di celeste,
poco insolite su quelle verdi. Raramente o mai accaduti su quelle colorate di rosso acceso.
I riferimenti sono climatici, non ciò che si ricorda.


Quanto è strano tutto ciò?
È abbastanza insolito su quelle zone colorate di azzurro acceso, mediamente insolito su quelle colorate di celeste,
poco insolite su quelle verdi. Raramente o mai accaduti su quelle colorate di rosso acceso.
I riferimenti sono climatici, non ciò che si ricorda.

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Re: ANALISI CIRCOLATORIE/VIEW/MJO/ENSO 2025
I piani più alti dell'atmosfera, risentono attualmente di un modesto contributo convergente dei
flussi in seno a un minor warming CW atto a spodestare il vp dalla sua centralità allungandolo sui settori
euro asiatici. Dinamica ad un onda classica dei casi e coadiuvata dal contributo della qbo.
Parte di questi flussi vengono poi riflessi in troposfera secondo lo schema s t , secondo i canoni del lag
che varia da due a quattro settimane. Nulla di straordinario in senso stretto, anche perché la rottura d'onda,
che genera la rossby che stiamo osservando, tronca contestualmente i disturbi.
Manca sostanzialmente energia, il tutto visibile osservando lo stage GWO e glaam.
Quindi non sarebbe utopistico aspettarci una progressiva risoluzione e nuovo accentramento delle vorticita',
da verificare se transitoria. Perché? Perché un probabile passaggio dell'oscillazione dei venti verso fase 4-5
aumenterebbe l'energia a disposizione tramite MT e FT e aumento glaam, donando sostegno ad una cresta
anticiclonica verso i settori nord europei. Sostanzialmente quanto discusso su Hovmoller tra la fine prima decade
e seconda di dicembre.




Osservare e estrapolare un valore indicativo della forza o debolezza del vortice, non ha alcun significato,
in quanto non ci descrive come e dove convergono i disturbi ( tipo nam e ao ) ne tantomeno come
sono distribuite le vorticita', che risultano invece fondamentali per trarne fini previsionali.
Inoltre ogni processo legato alla rifrazione sulla colonna, deve tenere conto della guida troposferica che continua
a dirigere le sorti della circolazione. Quest'ultima può si risentire del segnale isoentropico e geostrofico,
ma, tranne eventi rari ed eccezionali, tali dinamiche possono solo amplificare, più o meno, ciò che è già predisposto.
In poche parole, se la circolazione è impostata severamente sulla zonalita' o centri motori non idonei per le nostre aree,
un evento s t non farà altro che acuire tale condizione, in barba al nam a -3, mentre può essere influenzata allorché non si riscontri una impostazione già caratterizzata o potenzialmente a noi congeniale.
Prima di guardare sopra e farsi venire il torcicollo per i prossimi tre mesi, bisogna prima considerare il drive
troposferico e dove eventualmente il segnale andrà a interagire.
Non fatevi infinocchiare. Fasi invernali possono intervenire comunque e a prescindere dal sopra, comunque e a
prescindere dalla Mjo. Il contesto è importante, non singoli valori.
flussi in seno a un minor warming CW atto a spodestare il vp dalla sua centralità allungandolo sui settori
euro asiatici. Dinamica ad un onda classica dei casi e coadiuvata dal contributo della qbo.
Parte di questi flussi vengono poi riflessi in troposfera secondo lo schema s t , secondo i canoni del lag
che varia da due a quattro settimane. Nulla di straordinario in senso stretto, anche perché la rottura d'onda,
che genera la rossby che stiamo osservando, tronca contestualmente i disturbi.
Manca sostanzialmente energia, il tutto visibile osservando lo stage GWO e glaam.
Quindi non sarebbe utopistico aspettarci una progressiva risoluzione e nuovo accentramento delle vorticita',
da verificare se transitoria. Perché? Perché un probabile passaggio dell'oscillazione dei venti verso fase 4-5
aumenterebbe l'energia a disposizione tramite MT e FT e aumento glaam, donando sostegno ad una cresta
anticiclonica verso i settori nord europei. Sostanzialmente quanto discusso su Hovmoller tra la fine prima decade
e seconda di dicembre.




Osservare e estrapolare un valore indicativo della forza o debolezza del vortice, non ha alcun significato,
in quanto non ci descrive come e dove convergono i disturbi ( tipo nam e ao ) ne tantomeno come
sono distribuite le vorticita', che risultano invece fondamentali per trarne fini previsionali.
Inoltre ogni processo legato alla rifrazione sulla colonna, deve tenere conto della guida troposferica che continua
a dirigere le sorti della circolazione. Quest'ultima può si risentire del segnale isoentropico e geostrofico,
ma, tranne eventi rari ed eccezionali, tali dinamiche possono solo amplificare, più o meno, ciò che è già predisposto.
In poche parole, se la circolazione è impostata severamente sulla zonalita' o centri motori non idonei per le nostre aree,
un evento s t non farà altro che acuire tale condizione, in barba al nam a -3, mentre può essere influenzata allorché non si riscontri una impostazione già caratterizzata o potenzialmente a noi congeniale.
Prima di guardare sopra e farsi venire il torcicollo per i prossimi tre mesi, bisogna prima considerare il drive
troposferico e dove eventualmente il segnale andrà a interagire.
Non fatevi infinocchiare. Fasi invernali possono intervenire comunque e a prescindere dal sopra, comunque e a
prescindere dalla Mjo. Il contesto è importante, non singoli valori.
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Re: ANALISI CIRCOLATORIE/VIEW/MJO/ENSO 2025
Buongiorno.
Un ampia saccatura di origine artico marittima sta marciando velocemente dall'Europa settentrionale sin verso
il mediterraneo occidentale ricolma di aria piuttosto fredda in quota, con valori di circa -35° alla quota isobarica
vista decrescere sono ai 5.250 MT anziché la classica di 5.500 MT.
L'aria fredda, che già a fatto crollare le temperature su buona parte d'Europa viste anche le marcate anomalie positive
precedenti, ha tutta l'intenzione di tuffarsi nel mediterraneo attraverso la porta del rodano per poi sfilare verso
l'Algeria. Il contrasto con il mediterraneo supporta la formazioni di minimi probabilmente collocati dapprima
tra il golfo del leone e mar ligure e poi, da verificare, verso l'adriatico settentrionale.
Siffatta ipotesi, attirerebbe l'aria fredda precedentemente affluita sul nord ovest e alto tirreno, anche sul medio
alto versante adriatico dalla porta della bora.
In questo contesto molto dinamico e instabile, non mancheranno di certo le precipitazioni anche abbondanti,
e visto il campo isotermico, anche le nevicate.
Per queste è sempre meglio attendere ancora. L'aria è particolarmente fredda in quota, e solo grazie al rovesciamento
al suolo attraverso le precipitazioni riuscirebbe a raggiungere anche i piani dell'atmosfera prossimo al suolo,
determinando la quota neve, specie laddove avranno carattere di persistenza.
Al momento la quota dovrebbe essere collinare, anche su parte del centro, ma con i dovuti incastri, non si escludono
fiocchi anche più in basso.
Il nuovo aggiornamento delle settimanali, mostrano quella tendenza di reiterazione d'onda, dunque è probabile
che la ferita barica scavata nel mediterraneo, continui ad essere alimentata da ulteriori impulsi, mantendendo
le temperature sotto la media stagionale di riferimento anche per l'avvio di dicembre.Nessun gelo in arrivo.


Dopodiché rimane valida la tendenza discussa. I massimi dovrebbero riportarsi sul nord Europa tra Scandinavia
e islanda, per poi retrocedere nuovamente verso la Groenlandia.


Questo passaggio potrebbe nuovamente proiettarci verso nuove condizioni perturbate, e nel caso dovessero
presentarsi gli incastri necessari, allora non possiamo escludere neanche un raffreddamento.
Ci sono tante variabili in gioco, ma al momento sembra che il blocco non sia coriaceo e ciò
favorirebbe una rottura ciclonica con il palloncino alto pressorio isolato nord.
Nel caso invece dovessimo avere il giusto supporto dinamico dell'onda, così come esemplificato
ieri a proposito della GWO, MT, FT, GLAAM, allora lo scenario volgerebbe verso caratteristiche
più invernali. Vedremo.
L'ipotesi di avere un vortice polare più malleabile a dicembre, e quindi più propenso a ondulazioni espressa
tempo fa' , rimane al momento il piedi.
.
Un ampia saccatura di origine artico marittima sta marciando velocemente dall'Europa settentrionale sin verso
il mediterraneo occidentale ricolma di aria piuttosto fredda in quota, con valori di circa -35° alla quota isobarica
vista decrescere sono ai 5.250 MT anziché la classica di 5.500 MT.
L'aria fredda, che già a fatto crollare le temperature su buona parte d'Europa viste anche le marcate anomalie positive
precedenti, ha tutta l'intenzione di tuffarsi nel mediterraneo attraverso la porta del rodano per poi sfilare verso
l'Algeria. Il contrasto con il mediterraneo supporta la formazioni di minimi probabilmente collocati dapprima
tra il golfo del leone e mar ligure e poi, da verificare, verso l'adriatico settentrionale.
Siffatta ipotesi, attirerebbe l'aria fredda precedentemente affluita sul nord ovest e alto tirreno, anche sul medio
alto versante adriatico dalla porta della bora.
In questo contesto molto dinamico e instabile, non mancheranno di certo le precipitazioni anche abbondanti,
e visto il campo isotermico, anche le nevicate.
Per queste è sempre meglio attendere ancora. L'aria è particolarmente fredda in quota, e solo grazie al rovesciamento
al suolo attraverso le precipitazioni riuscirebbe a raggiungere anche i piani dell'atmosfera prossimo al suolo,
determinando la quota neve, specie laddove avranno carattere di persistenza.
Al momento la quota dovrebbe essere collinare, anche su parte del centro, ma con i dovuti incastri, non si escludono
fiocchi anche più in basso.
Il nuovo aggiornamento delle settimanali, mostrano quella tendenza di reiterazione d'onda, dunque è probabile
che la ferita barica scavata nel mediterraneo, continui ad essere alimentata da ulteriori impulsi, mantendendo
le temperature sotto la media stagionale di riferimento anche per l'avvio di dicembre.Nessun gelo in arrivo.


Dopodiché rimane valida la tendenza discussa. I massimi dovrebbero riportarsi sul nord Europa tra Scandinavia
e islanda, per poi retrocedere nuovamente verso la Groenlandia.


Questo passaggio potrebbe nuovamente proiettarci verso nuove condizioni perturbate, e nel caso dovessero
presentarsi gli incastri necessari, allora non possiamo escludere neanche un raffreddamento.
Ci sono tante variabili in gioco, ma al momento sembra che il blocco non sia coriaceo e ciò
favorirebbe una rottura ciclonica con il palloncino alto pressorio isolato nord.
Nel caso invece dovessimo avere il giusto supporto dinamico dell'onda, così come esemplificato
ieri a proposito della GWO, MT, FT, GLAAM, allora lo scenario volgerebbe verso caratteristiche
più invernali. Vedremo.
L'ipotesi di avere un vortice polare più malleabile a dicembre, e quindi più propenso a ondulazioni espressa
tempo fa' , rimane al momento il piedi.
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