al bar del meteo...

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Re: al bar del meteo...

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con l' augurio a tutti noi di una buona settimana, metto la foto di questo grande faggio, prima che perda le sue foglie
è davvero immenso!
ogni volta che ci passo vicino mi fermo un attimo a guardarlo, ha qualcosa di tranquillo e potente insieme
resiste ancora all’autunno, con quelle sue tinte che colorano il bosco
buona settimana a tutti, con la quiete del bosco e la luce del sole a scaldare il cammino. 🙋


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Re: al bar del meteo...

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l' autunno è arrivato ma questo prato, che si trova dove passo di solito, fa finta di niente: fiorito come a giugno
non vuole ancora cambiare stagione
e, a dirla tutta..., per bello che sia l' autunno, neanche io 🙆

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Re: al bar del meteo...

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domenica finalmente ho realizzato un' idea che avevo in mente da un bel po’, e ... in modo del tutto inaspettato!
in realtà inizialmente pensavo di andare al lago nero, che è un posto stupendo, soprattutto in autunno
ma poi, salendo, ho cambiato idea
era domenica, c’era più gente in giro… e quindi più possibilità di trovare qualche passaggio in macchina per il ritorno
così ho pensato: perché non approfittarne per fare la traversata dalla mia valle alla concorrenza e cioè alla valgrana?
detto fatto, cambio veloce dei programmi
è stata una giornata splendida, con i colori d’autunno al massimo: gialli, rossi e arancione che sembravano accendersi al sole
arrivati a castelmagno, pochi metri sull' asfalto in discesa e abbiamo incontrato delle persone gentili che ci hanno dato un passaggio
e così niente bisogno di fare il giro in macchina a portare l' auto su, quindi meno inquinamento, meno sbattimento e... più avventura!
in montagna la gente dà più volentieri un passaggio: più sali in alto, più cresce la fiducia nella bontà dell’animo umano 😊
a caraglio, prima di salire sul bus, abbiamo fatto in tempo a berci qualcosa di caldo al bar
ieri sono tornata a riprendere la macchina che avevo lasciato a macra con una bella camminata
quindi tutto si è incastrato perfettamente!
un piccolo viaggio improvvisato ma sognato da tempo, pieno di bellezza e incontri e... passi: sono venuti fuori 21 km e 1700 m di dislivello 😎
vi auguro una buona settimana leggera come un passo in salita e colorata come il bosco d’autunno 🙋

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Re: al bar del meteo...

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i cimiteri non mi piacciono per niente
non so, mi mettono addosso una sensazione di angoscia che non riesco neanche a spiegare
il ricordo dei miei cari preferisco averlo in montagna, tra le rocce e i sentieri, dove l’aria sa di libertà e il cielo sembra vicino
è lì che li sento più presenti
quando il vento soffia tra i larici o quando il sole filtra tra le nuvole, mi pare quasi di riconoscere un sorriso, un gesto, una voce
credo che le anime, non stiano chiuse da nessuna parte: viaggiano leggere, forse si posano un attimo su un fiore, o seguono il volo di un uccello, il tremare di una foglia
e io credo che un giorno, in qualche modo, non so quale ma non importa, ci ritroveremo
magari da qualche parte, lassù, dove il cielo incontra la montagna
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Re: al bar del meteo...

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c'è una cosa nella mia testa, una cosa che ho dentro da sempre: il bisogno di andare via da dove sono
non so bene da cosa scappi, ma sento sempre quella spinta a muovermi, a non restare ferma troppo a lungo nello stesso posto
forse è questo che mi fa amare così tanto correre, camminare, spostarmi
non con l’auto, ma muovendo me stessa, passo dopo passo
quando cammino mi sento libera, più leggera, come se ogni passo mi togliesse un po’ di peso e placasse, almeno per un po’, quella mia voglia continua di spostarmi
è forse anche per questo che amo la montagna: lei è la mia valvola di sfogo, si presta bene ad andare sempre avanti, alla ricerca di qualche spazio in più, ottenuto con il mio sforzo
in pianura vedi lontano, è come se fossi ovunque...
in montagna ogni dosso ti cela qualcosa, ogni passo in più ti porta a una visuale diversa, unica, più ampia
purtroppo, però, a volte divento un tormento per chi viene con me: non li lascio mai fermare :roll:
il lato bello di questa mia voglia di vagabondare è che mi ha portato in posti splendidi e mi ha fatto fare salite che non pensavo di riuscire a fare
mi ha regalato panorami che tolgono il fiato e momenti che non dimenticherò mai
senza questa spinta che mi porto addosso, non avrei vissuto tante cose
però, in certi momenti, quando faccio un po' di conti con i miei pensieri, quando continuo a muovermi come se stessi cercando qualcosa che non so spiegare o qualcosa da cui devo scappare, quando mi giustifico pensando che non posso fermarmi perché ho tante cose da fare... so bene che è solo perché non ho ancora imparato a rallentare, anche nella testa
chissà che un giorno la montagna non riesca a insegnarmi anche questo: restare un po' di tempo dove sono, senza cercare sempre di andare via
🙋
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quest’anno chi ama il foliage ha avuto di che riempirsi gli occhi
colori dappertutto: rossi accesi, gialli luminosi, arancione intenso… alberi che sembravano incendiati di colore prima di lasciare andare le loro foglie
le stagioni, e in particolare l’autunno, è sprecato guardarle soltanto: aiutano un po' di più a capire la vita se partecipi con tutti i sensi, se le senti per intero
per esempio l'autunno lo puoi sentire sotto i passi, con il fruscio delle foglie secche che scricchiolano, lo puoi respirare nell’aria fresca, nei profumi di terra e di legno
ti incanta con le foglie che scendono lente, danzando, pronte a diventare parte di qualcosa di nuovo
la natura è così: vive, cambia, lascia andare, ogni cosa ha il suo tempo, e, soprattutto, nulla si perde davvero
così che ogni passaggio ha il suo senso, la sua bellezza
io non sono tanto capace a fare le foto belle
più che altro, le foto le uso per dire qualcosa, magari per fermare un’emozione, più che per creare un’immagine perfetta
mi servono soprattutto per poter ricordare magari quel momento, quella cosa particolare e, una immagine, può aiutare a fermare il tempo...
e quindi, augurandovi buone immersioni nei colori di questa stagione ormai al pieno del suo svolgimento, colgo lo spunto per dire a voi (che avete di sicuro una macchina acchiappa immagini molto migliore del mio vecchio cellu) che ogni bella foto è ben accetta ​😉🙋
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Il mio acero ha le foglie che stanno cominciando a ingiallire, ma alcune presentano delle chiazze rotonde ancora belle verdi; c'è per caso qualche botanico che mi sa dire quale può essere il motivo di questo strano fenomeno?


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Re: al bar del meteo...

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ieri sera, in una trasmissione televisiva, ho sentito un intervistato dire che voleva pianificare la sua morte prima degli ottant’anni
mi è rimasta impressa in testa quella frase
stamattina, camminando nel bosco come ogni giorno, ci ho ripensato
e mi sono tornati in mente tutti i pensieri di inizio novembre, rivolti a chi non c’è più… a chi amava la vita come si deve amare: con rispetto, con gratitudine, con meraviglia
mi è venuta anche un po’ d’invidia, non per la loro fine prematura, ma per come hanno vissuto i miei amici che hanno amato la vita fino all’ultima presa in montagna, che hanno sperato intensamente, fino all’ultimo, che tenesse...per chi non ha mai smesso di sognare, di provare, di onorare quel privilegio che è l' essere nati
io penso che, anche quando graffia, la vita resti qualcosa di speciale, da partecipare fino in fondo, fin che c'è 🙋

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buona domenica, sotto la pioggia... almeno qui da noi
ce n’era davvero bisogno: la terra era già tutta secca
acqua benedetta soprattutto per un incendio qui in provincia che non voleva saperne di spegnersi

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Re: al bar del meteo...

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mi piacciono tutte le piante, qualcuna un po’ di più…
per esempio i larici
ecco perché sto bene quando li guardo:
sono gli ultimi a lasciare andare le foglie
quando il bosco si svuota e l’inverno si avvicina, loro restano lì, con quella nuvola d’oro che illumina la neve anche nelle giornate più spente
sono gli alberi che arrivano più in alto, resistono alle sferzate del vento forte, della neve spinta dalla bufera, e così poi possono ancora godersi le giornate di sole che si presentano anche in tardo autunno
li incontri quando sali, passo dopo passo, e loro ci sono ancora anche quando ti accorgi che gli altri alberi hanno rinunciato
loro hanno qualcosa che incoraggia, quasi come se dicessero: “continua, ci siamo anche noi”
senti il fruscio leggero delle loro fronde: è tutto il loro rumore
forse è questa loro calma e questa loro robustezza che mi fa stare bene
per questo, quando sono al loro cospetto li guardo a lungo
nei larici, oltre alla indiscutibile bellezza, c’è una forza semplice, fatta di silenzio e di fiducia nella vita che molto spesso è proprio quello che serve


una bella foto rubata al web

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ieri mattina la neve ci ha fatto una sorpresa
ne è venuta molta più di quella che ci aspettavamo… ma che sorpresa meravigliosa: leggera, bianchissima, bella gonfia, un bel 20 cm qui a dronero
uno spettacolo
davvero bello quando il mondo, da un momento all’altro, si veste di un altro colore
non ho scritto niente subito perché sono corsa a spalare nel cortile
normalmente spalo subito, perchè
primo, mi piace: è un’attività manuale concreta, di quelle in cui vedi il risultato lì, subito, in tempo reale (adesso non chiedetemi di venire anche a spalare da voi...mi piace, ma a piccole dosi 😀​ )
secondo, non voglio che la neve venga pestata dalle ruote delle macchine: quando si compatta diventa ghiaccio, non va più via e si rischia pure di scivolare, meglio fare un bel passaggio senza neve
e poi… spalare ha anche un suo lato strategico, quasi “ingegneristico”
tocca decidere dove mettere la neve in esubero, sempre tenendo conto della qualità della neve: se è leggera o se è pesante, se è bella farinosa asciutta, oppure se è compatta bagnata
anche i giri con la pala vanno programmati bene, per non andare avanti e indietro a vuoto o dover spostare carichi troppo pesanti
è un esercizio di organizzazione, di testa e di braccia insieme
alla fine si può affermare che spalare è una vera attività intellettualmanualepratica 😄
e adesso, con il cortile tutto pulito e la neve perfetta fuori, possiamo finalmente dedicarci alla preparazione delle solette degli sci... per renderle belle scivolose, pronte a scorrere sulla neve fresca 🙋
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qualche giorno fa, adesso c’è la neve…

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Re: al bar del meteo...

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da qualche giorno mi torna alla mente la vicenda di quella famiglia che ha scelto di vivere nel bosco
una storia che mi ha fatto pensare profondamente
forse perché, da bambina, avevo letto un racconto che mi aveva incantata: parlava di una bambina che viveva tra gli alberi, circondata dagli abitanti del bosco, aiutata e accolta da ogni creatura
era solo un sogno, certo, ma uno di quei sogni che ti restano addosso per tutta la vita
crescendo, dentro di me è rimasta quella fascinazione: il desiderio di una vita essenziale, autentica, non appesantita da inutili comodità
perché per me c’è qualcosa di non accettabile nello scegliere la strada più comoda quando questa ci allontana dal valore vero delle cose
le comodità in sé non sono un male, ma l’attaccamento cieco a ciò che non serve… quello sì che può farci perdere il senso della vita
se è vero che non tutti potrebbero permettersi di vivere in un bosco, e se non sarebbe giusto idealizzare a occhi chiusi una scelta così radicale, una cosa importantissima dovrebbe essere possibile per tutti: avere la libertà di scegliere
soprattutto, quando ci sono dei figli, il vero nodo non è dove vivono, ma come vengono cresciuti
i genitori che cercano di trasmettere principi sani, il rispetto per la natura, l’importanza della semplicità, dell’affetto, del presente vissuto davvero stanno offrendo ai loro figli un dono prezioso
oltre al fatto che i figli normalmente non sono in grado di scegliere l'educazione che ricevono e che in ogni famiglia i genitori educano secondo i propri principi, nel bene e nel male...
forse gli interventi andrebbero fatti altrove:
là dove i bambini vengono piazzati davanti alla televisione per passare il tempo;
là dove, invece di dare affetto, li si ricopre di giochi;
là dove si servono cibi ottenuti in malo modo e poco rispettoso;
là dove la natura viene mostrata solo in versione finta, raccontata ma mai vissuta
e poi c’è un altro pensiero che non si può ignorare: in italia ci sono famiglie che vivono sulla soglia della povertà, non nella rude bellezza del bosco ma in piccole stanze di periferia, spesso squallide e senza l' essenziale
famiglie che non hanno scelto nulla, che non inseguono un’idea romantica di semplicità: sopravvivono, e avrebbero bisogno di aiuto concreto, non di giudizi né confronti
vivere nel bosco, tra i rami e le radici, a volte significa scegliere la verità invece della comodità, la presenza invece della distrazione, il rispetto invece del consumo
e significa anche ricordarsi che non tutti partono dallo stesso punto, e che c’è chi avrebbe solo bisogno di un po’ di spazio, fisico e umano, per respirare meglio, sia fisicamente che con l' anima
forse l’unica cosa che dovremmo davvero proteggere è questo: la possibilità di crescere bambini, e... adulti, che sappiano ascoltare la vita, riconoscerne l’essenziale, e muoversi nel mondo con un passo appropriato
che si tratti di un bosco vero o di un angolo di città, ciò che conta è non perdere la capacità di sentire ciò che è vivo, semplice e onesto
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Re: al bar del meteo...

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che meraviglia i larici…
quando l’autunno spegne le luci, loro si accendono e ci ricordano che ogni stagione ha la sua magia


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