ANALISI CIRCOLATORIE/VIEW/MJO/ENSO 2025
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- Rodigino04
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Re: ANALISI CIRCOLATORIE/VIEW/MJO/ENSO 2025
Oramai lo Scand+ é diventato un regime meno frequente rispetto al passato, in tutte le stagioni.
Mi ricordo l’anno scorso di averne discusso in un mio post con il grafico di reanalisi di frequenza.
È una conseguenza dei mutamenti circolatori figli del clima moderno, che si traduce
sovente in una minor varianza circolatoria.
Esso è senza dubbio un tassello importante per le sorti fredde mediterranee.
Mi ricordo l’anno scorso di averne discusso in un mio post con il grafico di reanalisi di frequenza.
È una conseguenza dei mutamenti circolatori figli del clima moderno, che si traduce
sovente in una minor varianza circolatoria.
Esso è senza dubbio un tassello importante per le sorti fredde mediterranee.
- picchio70
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Re: ANALISI CIRCOLATORIE/VIEW/MJO/ENSO 2025
Chiaro che affinché si possano creare le condizioni circolatorie idonee alle discese di aria articaRodigino04 ha scritto: ↑mar set 23, 2025 12:02 pm Oramai lo Scand+ é diventato un regime meno frequente rispetto al passato, in tutte le stagioni.
Mi ricordo l’anno scorso di averne discusso in un mio post con il grafico di reanalisi di frequenza.
È una conseguenza dei mutamenti circolatori figli del clima moderno, che si traduce
sovente in una minor varianza circolatoria.
Esso è senza dubbio un tassello importante per le sorti fredde mediterranee.
nel mediterraneo, devono consolidarsi i blocchi di natura AWB, mentre prevalgono nettamente le rotture
cicloniche. Puoi avere tutte le prerogative che vuoi, ma poi conta solo questo.
- Rodigino04
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Re: ANALISI CIRCOLATORIE/VIEW/MJO/ENSO 2025
Chiaro quello é fondamentale.
Re: ANALISI CIRCOLATORIE/VIEW/MJO/ENSO 2025
Picchio, stavo leggendo ora la tua analisi mattutina: "... che grazie al tipo di rottura d'onda CICLONICA in Nord Atlantico mantiene e rinvigorisce un blocco europeo (Scand)".
È proprio CWB o intendevi AWB buono per divergenza d'onda in area Scand?
È proprio CWB o intendevi AWB buono per divergenza d'onda in area Scand?
- picchio70
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Re: ANALISI CIRCOLATORIE/VIEW/MJO/ENSO 2025
Ciao Clemenza. Grazie a questo tuo intervento, rileggendo il testo, mi sono reso conto di un errore di battitura.
In area nord atlantica ( Groenlandese ) abbiamo una rottura d'onda anticlonica che rinvigorisce il blocco scandinavo.
Chiedo scusa per il fraintendimento.
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Re: ANALISI CIRCOLATORIE/VIEW/MJO/ENSO 2025
Sono le classiche variabili meteorologiche che poi incidono su un quadro di fondo sostanzialmente delineato,
ma che alla fine possono farci ritrovare sotto un onda discendente o ascendente. Vale a dire, passare da
condizioni atmosferiche prettamente invernali anche severe, a quelle di stampo miti di natura autunnale.
Da nevicate al piano, a nevicate oltre i 2.000 MT.
È il cosiddetto rumore inserito nel contesto teleconnetivo. Per cui Nam, nina, MJO ecc , vanno a farsi friggere.
Pensiamo alle rossby come onde, e come tali si propagano, si amplificano, si rompono o meno, così come
quando buttiamo un sasso in un lago. Se la propagazione è libera da ostacoli ( variabile meteorologica ) allora
abbiamo un buon grado di fiducia nel prevedere come e dove questa arriverà, ma in troposfera ci sono centinaia
di isolette, rami, tronchi, ostacoli atti a distorcere e/o deviare il segnale.
Quindi nessuno può saperlo, nessuno che abbia un po' di sale in zucca può spingersi oltre i dettami medi descritti
dalle sub stagionali, nessuno che abbia un minimo di conoscenza in materia può andare oltre un contesto temporale
sufficientemente valido. Il resto è spazzatura mediatica-forumistica.
Quello che possiamo intuire è il contesto del sistema nel suo bilancio energetico. Sappiamo che in troposfera
c'è molto più calore, quindi l'ambito probabilistico penderà sempre verso maggiori aree in cui prevarrà il sopramedia,
ma non esclude azioni anche importanti. Sono semplicemente meno probabili rispetto al passato.
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Gabriele_2021
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Re: ANALISI CIRCOLATORIE/VIEW/MJO/ENSO 2025
avvicinandoci all'inverno sembra che si attenuano le anomalie da iod- vedremo come poi risponderà la madden se manterrà una certa inerzia circolatoria ai tropici oppure mostri un andamento piu regolare verso le fasi 6 7 e come perturbera il getto
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Gabriele_2021
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Re: ANALISI CIRCOLATORIE/VIEW/MJO/ENSO 2025
buongiorno ieri sera cambiamento da parte delle view settimanali di ec secondo un promontorio con baricentro piu addossato all Italia ne consegue anche una rivisitazione in positivo delle anomalie termiche
tuttavia confermato il raffreddamento all europa orientale
vedremo se mutera ancora
i cluster mostrano scenari di retogressioni verso l Italia
il diagramma di hovmoller non mostra chiari wave train n ottobre, verrà delucidato nei prossimi aggiornamenti
il rumore dei TC crea disturbi nell'inquadratura dello scenario dominante credo oltre ad un comportamento inusuale della medden che retrocede verso la fase 2 dalla 4 a causa del transito di un attiva EQRossby wave sull'indiano unità allimpronta a bassa frequenza . il pattern tropicale a 2 onde ritorenerebbe ad un onda e piu coerente allo stato di fondo.
tuttavia confermato il raffreddamento all europa orientale
vedremo se mutera ancora
i cluster mostrano scenari di retogressioni verso l Italia
il diagramma di hovmoller non mostra chiari wave train n ottobre, verrà delucidato nei prossimi aggiornamenti
il rumore dei TC crea disturbi nell'inquadratura dello scenario dominante credo oltre ad un comportamento inusuale della medden che retrocede verso la fase 2 dalla 4 a causa del transito di un attiva EQRossby wave sull'indiano unità allimpronta a bassa frequenza . il pattern tropicale a 2 onde ritorenerebbe ad un onda e piu coerente allo stato di fondo.
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Re: ANALISI CIRCOLATORIE/VIEW/MJO/ENSO 2025
Buongiorno. Eccoci alla consueta analisi settimanale dei tropici.
Le ultime osservazioni mostrano una MJO debole e incoerente, con altre modalità di variabilità ancora in gioco in tutti i tropici globali. Le previsioni RMM sono generalmente piuttosto deboli e mostrano un comportamento insolito, inizialmente favorendo il moto orario dell'indice prima di immergersi verso il centro del cerchio unitario. Il comportamento indebolito nello spazio RMM è probabilmente dovuto a una sostanziale interferenza da parte di modalità di variabilità a bassa frequenza. Inoltre, uno spostamento verso ovest nello stato di fondo è coerente con l'emergere di un dipolo negativo dell'Oceano Indiano (-IOD) da metà agosto, che potrebbe anche impedire la capacità di RMM di riflettere l'attività substagionale. Nonostante alcune di queste complicazioni, l'ambiente su larga scala sembra rimanere favorevole allo sviluppo di cicloni tropicali nel Pacifico orientale fino all'inizio di ottobre. Il bacino atlantico sta superando il picco della stagione degli uragani, con la tipica area di genesi che si sposta dalla Regione di Sviluppo Principale al Mar dei Caraibi occidentale durante il mese di ottobre. A causa della persistenza di venti occidentali anomali di bassa quota nell'emisfero orientale, si prevede anche lo sviluppo di ulteriori cicloni tropicali (TC) per il Pacifico occidentale.
Cinque TC si sono formati la scorsa settimana. Il 17 settembre si sono formati due TC nel Pacifico occidentale: il super tifone Ragasa e il tifone Neoguri. Entrambe le tempeste si sono leggermente indebolite rispetto ai massimi livelli di intensità, ma sono ancora tempeste intense. Si prevede che il tifone Ragasa raggiungerà la costa sud-orientale della Cina nelle prossime 24 ore e probabilmente porterà con sé impatti significativi. D'altra parte, il tifone Neoguri si è formato ben al largo, diverse centinaia di miglia a nord dell'Isola di Wake, e si prevede che si indebolirà e alla fine diventerà extratropicale nei prossimi giorni. Inoltre, il 23 settembre un altro TC (TD26W) si è sviluppato a est delle Filippine, molto vicino alla stessa posizione in cui si è formato inizialmente Ragasa. Si prevede che il TD26W si sposterà verso ovest attraverso le Filippine e nel Mar Cinese Meridionale (SCS) nei prossimi giorni.
Sempre il 17 settembre, l'uragano Gabrielle si è formato nella Main Development Region (MDR) dell'Atlantico tropicale. Gabrielle si trova attualmente a diverse centinaia di miglia a est delle Bermuda e si prevede che continuerà a muoversi verso nord-est, diventando extratropicale nei prossimi giorni.
Sebbene siano in gioco molteplici modalità di variabilità, da bassa frequenza a sub-stagionale, che complicano l'interpretazione delle previsioni RMM, le soluzioni modello per il potenziale di velocità (VP) di livello superiore del GEFS e dell'ECMWF indicano entrambe la possibilità che l'attività delle onde MJO/Kelvin si sposti nell'emisfero occidentale durante il periodo delle settimane 2-3 di ottobre, fornendo un supporto di livello superiore migliorato per lo sviluppo di TC sul Pacifico orientale.





Le ultime osservazioni mostrano una MJO debole e incoerente, con altre modalità di variabilità ancora in gioco in tutti i tropici globali. Le previsioni RMM sono generalmente piuttosto deboli e mostrano un comportamento insolito, inizialmente favorendo il moto orario dell'indice prima di immergersi verso il centro del cerchio unitario. Il comportamento indebolito nello spazio RMM è probabilmente dovuto a una sostanziale interferenza da parte di modalità di variabilità a bassa frequenza. Inoltre, uno spostamento verso ovest nello stato di fondo è coerente con l'emergere di un dipolo negativo dell'Oceano Indiano (-IOD) da metà agosto, che potrebbe anche impedire la capacità di RMM di riflettere l'attività substagionale. Nonostante alcune di queste complicazioni, l'ambiente su larga scala sembra rimanere favorevole allo sviluppo di cicloni tropicali nel Pacifico orientale fino all'inizio di ottobre. Il bacino atlantico sta superando il picco della stagione degli uragani, con la tipica area di genesi che si sposta dalla Regione di Sviluppo Principale al Mar dei Caraibi occidentale durante il mese di ottobre. A causa della persistenza di venti occidentali anomali di bassa quota nell'emisfero orientale, si prevede anche lo sviluppo di ulteriori cicloni tropicali (TC) per il Pacifico occidentale.
Cinque TC si sono formati la scorsa settimana. Il 17 settembre si sono formati due TC nel Pacifico occidentale: il super tifone Ragasa e il tifone Neoguri. Entrambe le tempeste si sono leggermente indebolite rispetto ai massimi livelli di intensità, ma sono ancora tempeste intense. Si prevede che il tifone Ragasa raggiungerà la costa sud-orientale della Cina nelle prossime 24 ore e probabilmente porterà con sé impatti significativi. D'altra parte, il tifone Neoguri si è formato ben al largo, diverse centinaia di miglia a nord dell'Isola di Wake, e si prevede che si indebolirà e alla fine diventerà extratropicale nei prossimi giorni. Inoltre, il 23 settembre un altro TC (TD26W) si è sviluppato a est delle Filippine, molto vicino alla stessa posizione in cui si è formato inizialmente Ragasa. Si prevede che il TD26W si sposterà verso ovest attraverso le Filippine e nel Mar Cinese Meridionale (SCS) nei prossimi giorni.
Sempre il 17 settembre, l'uragano Gabrielle si è formato nella Main Development Region (MDR) dell'Atlantico tropicale. Gabrielle si trova attualmente a diverse centinaia di miglia a est delle Bermuda e si prevede che continuerà a muoversi verso nord-est, diventando extratropicale nei prossimi giorni.
Sebbene siano in gioco molteplici modalità di variabilità, da bassa frequenza a sub-stagionale, che complicano l'interpretazione delle previsioni RMM, le soluzioni modello per il potenziale di velocità (VP) di livello superiore del GEFS e dell'ECMWF indicano entrambe la possibilità che l'attività delle onde MJO/Kelvin si sposti nell'emisfero occidentale durante il periodo delle settimane 2-3 di ottobre, fornendo un supporto di livello superiore migliorato per lo sviluppo di TC sul Pacifico orientale.





- picchio70
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Re: ANALISI CIRCOLATORIE/VIEW/MJO/ENSO 2025
Le ripercussioni in casa nostra.
Lo stato di fondo rimane inalterato, seppur le settimanali aggiornate mostrino qualche aggiustamento
del tutto naturale.



Diciamo che con l'inizio di ottobre il segnale retrogrado và indebolendosi progressivamente al suolo, mantenendosi
più attivo a 500 hPa ove permane la possibilità di cut off.

Hovmoller mostra per ottobre una velocità di fase che và lentamente spegnendosi in atlantico, mentre prende vigore
sull'est del continente ove è atteso un deciso raffreddamento che parzialmente ci interesserà.
La cresta atlantica è e vista dunque accostarsi al mediterraneo, liberando i settori settentrionali e tirrenici
dalla morsa del maltempo che andrebbe via via a interessare il centro sud e l'adriatico.

Al momento non sono previsti scostamenti significati della temperatura alla quota di 850 hPa, viaggeremo attorno
alla linea di riferimento stagionale o leggermente sotto nei prossimi giorni.
Lo stato di fondo rimane inalterato, seppur le settimanali aggiornate mostrino qualche aggiustamento
del tutto naturale.



Diciamo che con l'inizio di ottobre il segnale retrogrado và indebolendosi progressivamente al suolo, mantenendosi
più attivo a 500 hPa ove permane la possibilità di cut off.

Hovmoller mostra per ottobre una velocità di fase che và lentamente spegnendosi in atlantico, mentre prende vigore
sull'est del continente ove è atteso un deciso raffreddamento che parzialmente ci interesserà.
La cresta atlantica è e vista dunque accostarsi al mediterraneo, liberando i settori settentrionali e tirrenici
dalla morsa del maltempo che andrebbe via via a interessare il centro sud e l'adriatico.

Al momento non sono previsti scostamenti significati della temperatura alla quota di 850 hPa, viaggeremo attorno
alla linea di riferimento stagionale o leggermente sotto nei prossimi giorni.
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Re: ANALISI CIRCOLATORIE/VIEW/MJO/ENSO 2025
Probabile si prosegua poi con un blocking addossato o semi addossato all’Europa Occidentale
con velocità di fase a prediligere per lo più l’est europa e balcani con riflessi sulle aree meridionali ed orientali.
Chiaramente è un’indicazione di massima che ci arriva.
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Re: ANALISI CIRCOLATORIE/VIEW/MJO/ENSO 2025
Dal comitato glaciologo:
GHIACCIAIO CIARDONEY (GRAN PARADISO): BILANCIO DI MASSA NELLA SFAVOREVOLE MEDIA DELL'ULTIMO TRENTENNIO
Venerdì 19 settembre 2025, pochi giorni prima delle nevicate che tra ieri e oggi hanno chiuso la stagione di fusione glaciale in quota, la Società Meteorologica Italiana ha condotto i rilievi per la determinazione del bilancio di massa al Ghiacciaio Ciardoney, nel quadro delle annuali campagne di monitoraggio della Fondazione - Comitato Glaciologico Italiano.
L'estate 2025, quinta più calda almeno dal 1958 in Piemonte (anomalia termica +1,4 °C rispetto al trentennio di riferimento 1991-2020, secondo l'Arpa), ha fuso pressoché del tutto il pur abbondante innevamento riscontrato con le misure dello scorso 30 maggio (spessore nevoso medio di 429 cm, pari a 2500 mm d'acqua equivalente), determinando perdite di spessore glaciale comprese tra 61 cm e 242 cm.
Il bilancio di massa della stagione idrologica 2024-25 è valutato in
-1,36 m di acqua equivalente, prossimo alla sfavorevole media del periodo di osservazione dal 1992, e rispetto al settembre 2024 la fronte del ghiacciaio si è ritirata di 5 m.
Malgrado una perdita di massa non estrema come quella di anni passati (in primis 2003 e 2022), il ghiacciaio dunque ha continuato a consumarsi, e si sono riscontrate alcune significative variazioni morfologiche: l'assenza - per la prima volta - di inghiottitoi glaciali, l'affioramento del substrato roccioso lungo il pendio frontale, che minaccia di determinarne la frammentazione nell'arco di pochi anni, e la comparsa di un piccolo lago proglaciale.
Alla giornata di rilievi ha partecipato anche Arpa Piemonte, impegnata in campionamenti della crioconite e dell'acqua di fusione per la valutazione della radioattività ambientale sui ghiacciai.
Dettagli e fotoracconto su https://www.****/ghiacciai/2025/25 ... lancio.htm

GHIACCIAIO CIARDONEY (GRAN PARADISO): BILANCIO DI MASSA NELLA SFAVOREVOLE MEDIA DELL'ULTIMO TRENTENNIO
Venerdì 19 settembre 2025, pochi giorni prima delle nevicate che tra ieri e oggi hanno chiuso la stagione di fusione glaciale in quota, la Società Meteorologica Italiana ha condotto i rilievi per la determinazione del bilancio di massa al Ghiacciaio Ciardoney, nel quadro delle annuali campagne di monitoraggio della Fondazione - Comitato Glaciologico Italiano.
L'estate 2025, quinta più calda almeno dal 1958 in Piemonte (anomalia termica +1,4 °C rispetto al trentennio di riferimento 1991-2020, secondo l'Arpa), ha fuso pressoché del tutto il pur abbondante innevamento riscontrato con le misure dello scorso 30 maggio (spessore nevoso medio di 429 cm, pari a 2500 mm d'acqua equivalente), determinando perdite di spessore glaciale comprese tra 61 cm e 242 cm.
-1,36 m di acqua equivalente, prossimo alla sfavorevole media del periodo di osservazione dal 1992, e rispetto al settembre 2024 la fronte del ghiacciaio si è ritirata di 5 m.
Malgrado una perdita di massa non estrema come quella di anni passati (in primis 2003 e 2022), il ghiacciaio dunque ha continuato a consumarsi, e si sono riscontrate alcune significative variazioni morfologiche: l'assenza - per la prima volta - di inghiottitoi glaciali, l'affioramento del substrato roccioso lungo il pendio frontale, che minaccia di determinarne la frammentazione nell'arco di pochi anni, e la comparsa di un piccolo lago proglaciale.
Alla giornata di rilievi ha partecipato anche Arpa Piemonte, impegnata in campionamenti della crioconite e dell'acqua di fusione per la valutazione della radioattività ambientale sui ghiacciai.

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Re: ANALISI CIRCOLATORIE/VIEW/MJO/ENSO 2025
Il run ufficiale ecmwf si mostra troppo estremo nella valutazione dei gpt sul fianco
orientale della penisola. Un segnale più forte si manifesta invece ad ovest, andando dunque a
descrivere quel quadro circolatorio atteso.

Probabilmente i valori ciclonici abbandoneranno progressivamente la penisola ad iniziare
da nord ovest, mentre tenderanno ad attardarsi verso sud est.
orientale della penisola. Un segnale più forte si manifesta invece ad ovest, andando dunque a
descrivere quel quadro circolatorio atteso.

Probabilmente i valori ciclonici abbandoneranno progressivamente la penisola ad iniziare
da nord ovest, mentre tenderanno ad attardarsi verso sud est.
