
ANALISI CIRCOLATORIE/VIEW/MJO/ENSO 2025
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Re: ANALISI CIRCOLATORIE/VIEW/MJO/ENSO 2025
Ho scritto "ci" interesserà. Ovviamente non solo "ci" ma buona fetta del Continente. Avvezione di spessore con quota 500hpa molto elevata (e quindi maggiore subsidenza), e qui da noi le anomalie positive riguarderanno soprattutto questo valore (ovviamente non trascurabili nemmeno le isoterme a 850hpa); da altre parti (ad arco dalla zona di confine franco-iberica verso la Mitteleuropa) le anomalie più evidenti riguarderanno la 850hpa.
Oltre ai valori EFI postati da Picchio qui vediamo le anomalie 850hpa in 2 momenti e l'anomalia a 500hpa:


Oltre ai valori EFI postati da Picchio qui vediamo le anomalie 850hpa in 2 momenti e l'anomalia a 500hpa:


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vignaiolo
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Re: ANALISI CIRCOLATORIE/VIEW/MJO/ENSO 2025
Ho letto che una spia dell'imminente collasso sia quella zona di acque fredde in nord atlantico sotto la Groenlandia
- picchio70
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Re: ANALISI CIRCOLATORIE/VIEW/MJO/ENSO 2025
Ci sono dei papers, ma sono troppo discordanti.
Tra l'altro non ci sono abbastanza correlazioni, le analisi non hanno sufficienti dati.
Tra l'altro non ci sono abbastanza correlazioni, le analisi non hanno sufficienti dati.
- picchio70
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Re: ANALISI CIRCOLATORIE/VIEW/MJO/ENSO 2025
Buongiorno, eccoci alla consueta analisi settimanali della MJO.
Le previsioni aggiornate presentano un quadro più complesso per i tropici globali. Le osservazioni RMM mostrano un segnale debole e incoerente che si è concentrato nel cerchio unitario durante la scorsa settimana. Tuttavia, le anomalie di circolazione a livello superiore evidenziano una maggiore attività substagionale, con un modello di onda 1 meglio definito che si sta sviluppando di recente nei campi di anomalia del potenziale di velocità a livello superiore. Il filtraggio oggettivo delle onde di questi campi di anomalia mostra un segnale a bassa frequenza sull'Oceano Indiano orientale, con un inviluppo di divergenza accentuata che si propaga verso est e si sposta in quota nel Pacifico equatoriale, coerente con l'attività di MJO e/o onde di Kelvin. Questa caratteristica di propagazione verso est è probabilmente rappresentata nelle previsioni RMM con un aumento dell'ampiezza a breve termine, sebbene i modelli dinamici siano quasi unanimi nel riportare questo segnale nel cerchio unitario e nel farlo serpeggiare a bassa ampiezza durante le fasi 1 e 2 fino a fine settembre e inizio ottobre. L'assenza di attività MJO coerente nello spazio RMM sembra essere associata a un'interferenza concorrente con la risposta a bassa frequenza nell'Oceano Indiano, con conseguente modello di onda 2 che non si proietta bene in RMM. Inoltre, questa risposta a bassa frequenza ha mostrato uno spostamento verso ovest da metà agosto ed è coerente con il rafforzamento del dipolo negativo dell'Oceano Indiano (-IOD). Qualsiasi spostamento nello stato di fondo solleva anche dubbi sulla capacità di rilevare adeguatamente l'attività substagionale, poiché l'indice è stato condizionato per rimuovere il segnale interannuale che si era da tempo stabilito più a est sul Continente Marittimo negli ultimi 120 giorni. Alla luce di queste avvertenze, le prospettive si basano maggiormente su un filtraggio oggettivo delle onde, dove si prevede che un involucro convettivo che si propaga verso est, spostandosi attraverso l'emisfero occidentale e raggiungendo l'Oceano Indiano, ridurrà lo shear e promuoverà lo sviluppo di cicloni tropicali (TC) nel Pacifico orientale e nell'Atlantico tropicale nelle prossime settimane. A causa della persistenza favorita di correnti occidentali anomale di livello inferiore nell'emisfero orientale a nord dell'equatore, si prevede lo sviluppo di TC anche nel Pacifico occidentale, nonché sull'Oceano Indiano settentrionale, associato all'allentamento della forza di taglio monsonica sull'India.
Ora vediamo le probabile dinamiche legate a queste caratteristiche enunciate.
Diciamo subito che la fase del dipolo indiano negativa è coerente con l'affermazione di una cresta subtropicale
nel mediterraneo. Il segnale debole convettivo tropicale, riduce la possibilità di attività sostenuta delle onde di
rossby alle medie e alte latitudini, anche perché la prossima cresta di calore tende a frenare l'attività rossby che
la precede. Inoltre siamo sempre in presenza di un momento angolare negativo. Di conseguenza la tendenza
annunciata di ATR, risulta condizionata, rallentata da queste prerogative, ma potrebbe ricollocarsi più avanti a fine
mese.
Intanto il blocco sud europeo tende ad amplificare il getto e mostrare quelle caratteristiche già evidenziate sulla
probabilità sia di rottura ciclonica che di moto anti-zonale, per cui il flusso tenderà ad aggirare la cresta per poi infilarsi
a sud ovest tra l'Europa e il mediterraneo occidentale con rischio di tagli in cut off.
In sintesi previsionale per l'Italia: l'attività ciclonica inizierà a mostrare i suoi effetti sulla penisola a partire dalla terza
decade, e sempre con le medesime peculiarità finora osservate durante i trascorsi peggioramenti.
Le aree interessate dalle maggiori precipitazioni rimangono quelle settentrionali e quelle tirreniche, sotto portante
mediamente libecciale. Qui non possiamo escludere anche la possibilità di stasi atmosferica, è per il rischio cut off,
e sia per un probabile blocco balcanico, con il rischio che le piogge stazionino in aree ristrette.


Di conseguenza anche l'aspetto termico ne risentirà. Il calo previsto è visto interessare maggiormente quelle aree sopra
evidenziate interessate dall'attività ciclonica, mentre quelle sottovento sono previsionate con anomalie generalmente
positive. Qui bisogna però evidenziare come tende a permanere una certa dicotomia tra le settimanali e il determinismo, dunque bisognerà ancora attendere i prossimi ricalcoli, anche perché il rischio di nuova attività tropicale (TC) in atlantico potrebbe scombinare le carte in tavola con la sua interazione col getto.

Dal diagramma possiamo ancora constatare la possibilità di una nuova ricostituzione ATR e una velocità di fase
orientale approssimarsi alle nostre aree da fine mese.

Le previsioni aggiornate presentano un quadro più complesso per i tropici globali. Le osservazioni RMM mostrano un segnale debole e incoerente che si è concentrato nel cerchio unitario durante la scorsa settimana. Tuttavia, le anomalie di circolazione a livello superiore evidenziano una maggiore attività substagionale, con un modello di onda 1 meglio definito che si sta sviluppando di recente nei campi di anomalia del potenziale di velocità a livello superiore. Il filtraggio oggettivo delle onde di questi campi di anomalia mostra un segnale a bassa frequenza sull'Oceano Indiano orientale, con un inviluppo di divergenza accentuata che si propaga verso est e si sposta in quota nel Pacifico equatoriale, coerente con l'attività di MJO e/o onde di Kelvin. Questa caratteristica di propagazione verso est è probabilmente rappresentata nelle previsioni RMM con un aumento dell'ampiezza a breve termine, sebbene i modelli dinamici siano quasi unanimi nel riportare questo segnale nel cerchio unitario e nel farlo serpeggiare a bassa ampiezza durante le fasi 1 e 2 fino a fine settembre e inizio ottobre. L'assenza di attività MJO coerente nello spazio RMM sembra essere associata a un'interferenza concorrente con la risposta a bassa frequenza nell'Oceano Indiano, con conseguente modello di onda 2 che non si proietta bene in RMM. Inoltre, questa risposta a bassa frequenza ha mostrato uno spostamento verso ovest da metà agosto ed è coerente con il rafforzamento del dipolo negativo dell'Oceano Indiano (-IOD). Qualsiasi spostamento nello stato di fondo solleva anche dubbi sulla capacità di rilevare adeguatamente l'attività substagionale, poiché l'indice è stato condizionato per rimuovere il segnale interannuale che si era da tempo stabilito più a est sul Continente Marittimo negli ultimi 120 giorni. Alla luce di queste avvertenze, le prospettive si basano maggiormente su un filtraggio oggettivo delle onde, dove si prevede che un involucro convettivo che si propaga verso est, spostandosi attraverso l'emisfero occidentale e raggiungendo l'Oceano Indiano, ridurrà lo shear e promuoverà lo sviluppo di cicloni tropicali (TC) nel Pacifico orientale e nell'Atlantico tropicale nelle prossime settimane. A causa della persistenza favorita di correnti occidentali anomale di livello inferiore nell'emisfero orientale a nord dell'equatore, si prevede lo sviluppo di TC anche nel Pacifico occidentale, nonché sull'Oceano Indiano settentrionale, associato all'allentamento della forza di taglio monsonica sull'India.
Ora vediamo le probabile dinamiche legate a queste caratteristiche enunciate.
Diciamo subito che la fase del dipolo indiano negativa è coerente con l'affermazione di una cresta subtropicale
nel mediterraneo. Il segnale debole convettivo tropicale, riduce la possibilità di attività sostenuta delle onde di
rossby alle medie e alte latitudini, anche perché la prossima cresta di calore tende a frenare l'attività rossby che
la precede. Inoltre siamo sempre in presenza di un momento angolare negativo. Di conseguenza la tendenza
annunciata di ATR, risulta condizionata, rallentata da queste prerogative, ma potrebbe ricollocarsi più avanti a fine
mese.
Intanto il blocco sud europeo tende ad amplificare il getto e mostrare quelle caratteristiche già evidenziate sulla
probabilità sia di rottura ciclonica che di moto anti-zonale, per cui il flusso tenderà ad aggirare la cresta per poi infilarsi
a sud ovest tra l'Europa e il mediterraneo occidentale con rischio di tagli in cut off.
In sintesi previsionale per l'Italia: l'attività ciclonica inizierà a mostrare i suoi effetti sulla penisola a partire dalla terza
decade, e sempre con le medesime peculiarità finora osservate durante i trascorsi peggioramenti.
Le aree interessate dalle maggiori precipitazioni rimangono quelle settentrionali e quelle tirreniche, sotto portante
mediamente libecciale. Qui non possiamo escludere anche la possibilità di stasi atmosferica, è per il rischio cut off,
e sia per un probabile blocco balcanico, con il rischio che le piogge stazionino in aree ristrette.


Di conseguenza anche l'aspetto termico ne risentirà. Il calo previsto è visto interessare maggiormente quelle aree sopra
evidenziate interessate dall'attività ciclonica, mentre quelle sottovento sono previsionate con anomalie generalmente
positive. Qui bisogna però evidenziare come tende a permanere una certa dicotomia tra le settimanali e il determinismo, dunque bisognerà ancora attendere i prossimi ricalcoli, anche perché il rischio di nuova attività tropicale (TC) in atlantico potrebbe scombinare le carte in tavola con la sua interazione col getto.

Dal diagramma possiamo ancora constatare la possibilità di una nuova ricostituzione ATR e una velocità di fase
orientale approssimarsi alle nostre aree da fine mese.

- picchio70
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Re: ANALISI CIRCOLATORIE/VIEW/MJO/ENSO 2025
Ragazzi, purtroppo avremo freddo anticipato, e da un auspicabile lento decadimento della temperatura
al fine di non mettere mano subito a camini e stufe, dovremo richiedere l'accensione anticipata del riscaldamento.
Pazienza..
al fine di non mettere mano subito a camini e stufe, dovremo richiedere l'accensione anticipata del riscaldamento.
Pazienza..
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vignaiolo
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Re: ANALISI CIRCOLATORIE/VIEW/MJO/ENSO 2025
Ma nessun purtroppo ben venga la neve in montagna e poi cosa sempre più rara è che potrebbe nevicare più sulle Alpi occidentali e non su quelle orientali
- Rodigino04
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Re: ANALISI CIRCOLATORIE/VIEW/MJO/ENSO 2025
Sisì freddo anticipato certo. Anticipato rispetto a cosa esattamente?
Ah no scusa siamo ormai assuefatti dalla caldazza perpetua fino a ottobre. Errore mio.
Ah no scusa siamo ormai assuefatti dalla caldazza perpetua fino a ottobre. Errore mio.
Re: ANALISI CIRCOLATORIE/VIEW/MJO/ENSO 2025
Credo che l'immagine IA a corredo del pezzo esemplifichi perfettamente quale sia il pubblico di riferimento.
- picchio70
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Re: ANALISI CIRCOLATORIE/VIEW/MJO/ENSO 2025
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vignaiolo
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Re: ANALISI CIRCOLATORIE/VIEW/MJO/ENSO 2025
Sempre gentile... scusa cosa c'è che non va?
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Serenovariabile
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Re: ANALISI CIRCOLATORIE/VIEW/MJO/ENSO 2025
Appunto. Cosa c'è che non va?
Le previsioni a lungo termine depongono per un raffreddamento anticipato sul continente europeo. Ovvio sono solo linee di tendenza a lungo termiche, che necessiteranno di aggiornamenti.
Le previsioni a lungo termine depongono per un raffreddamento anticipato sul continente europeo. Ovvio sono solo linee di tendenza a lungo termiche, che necessiteranno di aggiornamenti.
- picchio70
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Re: ANALISI CIRCOLATORIE/VIEW/MJO/ENSO 2025
Non và che avete problemi interpretativi. Non sapete distinguere i toni ironici, tutto qua, cosa che
Rodi e Sordatino hanno colto al volo.
Rodi e Sordatino hanno colto al volo.
- picchio70
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Re: ANALISI CIRCOLATORIE/VIEW/MJO/ENSO 2025
Anticipato? Rispetto a cosa?