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Buongiorno. L'andamento delineato è stato sempre abbastanza solido, al netto dei run deterministici ufficiali

Control C control V eccetto un'eccezione


C'è molta verità in questo post picchio. Io l'ho vissuto purtroppo 10 anni fa con la scomparsa di mia moglie e con due ragazzini di 12 e 15 anni da crescere. Ma negazione e rabbia sono per forza di cose dovute essere subito "abbandonate" e arrivare il prima possibile all'accettazione.picchio70 ha scritto: ↑gio feb 13, 2025 5:58 pm L'inverno è da anni morto e sepolto. Lo si afferma a ripetizione, ma nei fatti non lo si accetta, sentendo
quotidianamente il bisogno di ribadirlo a mo' di canzoncina.
Come tutti i lutti, ognuno attraversa i 5 stadi che lo contraddistinguono:
-Negazione: nella prima fase del processo essa ci aiuta a minimizzare il dolore, mentre elaboriamo la realtà
cerchiamo anche di sopravvivere al dolore emotivo.
-Rabbia: stiamo cercando di adattarci a una nuova realtà e probabilmente stiamo vivendo un forte disagio emotivo. Le cose da elaborare sono talmente tante che la rabbia può sembrare uno sfogo emotivo.
-Contrattazione: non è insolito sentirsi così disperati da essere disposti a fare qualsiasi cosa per cambiare la situazione
in cambio di un sollievo dal dolore provato.
-Depressione: arriva un momento in cui la nostra immaginazione si calma e iniziamo lentamente a guardare
in faccia alla realtà. In questa fase, tendiamo a chiuderci in noi stessi man mano che la tristezza aumenta.
-Accettazione: quando arriviamo a un punto di accettazione, non stiamo più resistendo alla realtà della nostra
situazione e non stiamo lottando per renderla diversa.
Molti sono ancora al primo stadio, tanti al secondo.