ANALISI CIRCOLATORIE/VIEW/MJO/ENSO 2025
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Re: ANALISI CIRCOLATORIE/VIEW/MJO/ENSO 2025
Da verificare, ma può esserci la seria probabilità che una fase primaverile possa intervenire
dopo metà mese specie al centro sud.
dopo metà mese specie al centro sud.
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Re: ANALISI CIRCOLATORIE/VIEW/MJO/ENSO 2025
Buttiamo corna che dire 
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Re: ANALISI CIRCOLATORIE/VIEW/MJO/ENSO 2025
Di stupenda c'è solo l'immaginazione ormai 
- picchio70
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Re: ANALISI CIRCOLATORIE/VIEW/MJO/ENSO 2025
Tra quelli che piangono per dinamiche e stato meteo-climatico oramai fisse da anni ( dicono che sono
consapevoli, ma ogni giorno scoprono l'America ) , e quelli che vedono split e splat un momento si e l'altro pure,
il circo è completo. Proprio ieri spiegavo la curva degli errori, che serve per verificare ove cade un evento.
Ovviamente lo si può sapere dopo aver verificato il run. Ad esempio il long di ecmwf

È solo quel puntino ai margini della deviazione standard. Il nulla praticamente, su cui si scrivono libri.

Dove cade il segnale dominante? Qui.

- picchio70
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Re: ANALISI CIRCOLATORIE/VIEW/MJO/ENSO 2025
Ciao Clemenza, ne abbiamo discusso. Comunque detto molto sinteticamente, la riflessione si ha quandoCLEMENZA ha scritto: ↑mer feb 05, 2025 12:24 am Ciao, Picchio. Il mio era un invito puramente didattico - per l'utenza tutta - a una definizione tecnica ma masticabile di "riflessione d'onda" (intendo "riflessione d'onda stratosferica"), "linea di riflessione/turning line", del perché può rivelarsi un "vantaggio" per certe aree (vedi Nordamerica) e non per altre a pari latitudine.
E se statisticamente un evento di "compressione" e desplacement/dislocazione del Vortice Polare favorisca quelle certe aree.
Probabilmente mi sono perso qualche passaggio e intervento.
Buona notte!
lo stato atmosferico da permeare risulta più forte del disturbo arrecato, per cui l'onda si infrange e ripiega in basso.
Disturbo ( flussi di calore e momento ) che possono però distorcere il vortice allungandolo.
Il vortice si allunga sempre con asse est - ovest , per cui le zone che maggiormente usufruiscono di queste
dinamiche, sono quelle poste ai margini estremi: nord america-asia-giappone.
Ora non ritrovo la mappa della correlazione nei casi di split, vado a memoria.
Nord america, Europa orientale/Asia, Scandinavia. Noi siamo nell'ambito probabilistico del 5-10%
8 inverni su dieci ( buoni ) si sono avuti con velocità zonali medio alte, pochi o pochissimi con velocità
basse. l'Europa ha si bisogno di un allentamento, più precisamente si chiama divergenza, ma non eccessivo,
per il discorso delle Critical e Turning line. Noi con le estremizzazione e le amplificazioni d'onda non c'entriamo
nulla, salvo casi a cadenza secolare.
Re: ANALISI CIRCOLATORIE/VIEW/MJO/ENSO 2025
Grazie Picchio , concetto espresso in modo scientifico e corretto,picchio70 ha scritto: ↑mer feb 05, 2025 11:52 amCiao Clemenza, ne abbiamo discusso. Comunque detto molto sinteticamente, la riflessione si ha quandoCLEMENZA ha scritto: ↑mer feb 05, 2025 12:24 am Ciao, Picchio. Il mio era un invito puramente didattico - per l'utenza tutta - a una definizione tecnica ma masticabile di "riflessione d'onda" (intendo "riflessione d'onda stratosferica"), "linea di riflessione/turning line", del perché può rivelarsi un "vantaggio" per certe aree (vedi Nordamerica) e non per altre a pari latitudine.
E se statisticamente un evento di "compressione" e desplacement/dislocazione del Vortice Polare favorisca quelle certe aree.
Probabilmente mi sono perso qualche passaggio e intervento.
Buona notte!
lo stato atmosferico da permeare risulta più forte del disturbo arrecato, per cui l'onda si infrange e ripiega in basso.
Disturbo ( flussi di calore e momento ) che possono però distorcere il vortice allungandolo.
Il vortice si allunga sempre con asse est - ovest , per cui le zone che maggiormente usufruiscono di queste
dinamiche, sono quelle poste ai margini estremi: nord america-asia-giappone.
Ora non ritrovo la mappa della correlazione nei casi di split, vado a memoria.
Nord america, Europa orientale/Asia, Scandinavia. Noi siamo nell'ambito probabilistico del 5-10%
8 inverni su dieci ( buoni ) si sono avuti con velocità zonali medio alte, pochi o pochissimi con velocità
basse. l'Europa ha si bisogno di un allentamento, più precisamente si chiama divergenza, ma non eccessivo,
per il discorso delle Critical e Turning line. Noi con le estremizzazione e le amplificazioni d'onda non c'entriamo
nulla, salvo casi a cadenza secolare.
stesso concetto che anche le persone piu anziane , come mio nonnetto ,o chi ne mastica un po qua da me , dice sottoforma dialettale:
“cand neng’ aecc e aell allor ngi pinz’a ca arriv “
(Una frase di mio nonnetto , tradotta:
Quando sentiamo di notizie di neve in tante parti del mondo allora siamo sicuri che qui non arriverà nulla)
Un modo impreciso e arcaico sicuramente ma che rispecchia bene quello che stavi dicendo.
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Re: ANALISI CIRCOLATORIE/VIEW/MJO/ENSO 2025
Numero uno il nonnettoale12 ha scritto: ↑mer feb 05, 2025 1:57 pmGrazie Picchio , concetto espresso in modo scientifico e corretto,picchio70 ha scritto: ↑mer feb 05, 2025 11:52 amCiao Clemenza, ne abbiamo discusso. Comunque detto molto sinteticamente, la riflessione si ha quandoCLEMENZA ha scritto: ↑mer feb 05, 2025 12:24 am Ciao, Picchio. Il mio era un invito puramente didattico - per l'utenza tutta - a una definizione tecnica ma masticabile di "riflessione d'onda" (intendo "riflessione d'onda stratosferica"), "linea di riflessione/turning line", del perché può rivelarsi un "vantaggio" per certe aree (vedi Nordamerica) e non per altre a pari latitudine.
E se statisticamente un evento di "compressione" e desplacement/dislocazione del Vortice Polare favorisca quelle certe aree.
Probabilmente mi sono perso qualche passaggio e intervento.
Buona notte!
lo stato atmosferico da permeare risulta più forte del disturbo arrecato, per cui l'onda si infrange e ripiega in basso.
Disturbo ( flussi di calore e momento ) che possono però distorcere il vortice allungandolo.
Il vortice si allunga sempre con asse est - ovest , per cui le zone che maggiormente usufruiscono di queste
dinamiche, sono quelle poste ai margini estremi: nord america-asia-giappone.
Ora non ritrovo la mappa della correlazione nei casi di split, vado a memoria.
Nord america, Europa orientale/Asia, Scandinavia. Noi siamo nell'ambito probabilistico del 5-10%
8 inverni su dieci ( buoni ) si sono avuti con velocità zonali medio alte, pochi o pochissimi con velocità
basse. l'Europa ha si bisogno di un allentamento, più precisamente si chiama divergenza, ma non eccessivo,
per il discorso delle Critical e Turning line. Noi con le estremizzazione e le amplificazioni d'onda non c'entriamo
nulla, salvo casi a cadenza secolare.
stesso concetto che anche le persone piu anziane , come mio nonnetto ,o chi ne mastica un po qua da me , dice sottoforma dialettale:
“cand neng’ aecc e aell allor ngi pinz’a ca arriv “
(Una frase di mio nonnetto , tradotta:
Quando sentiamo di notizie di neve in tante parti del mondo allora siamo sicuri che qui non arriverà nulla)
Un modo impreciso e arcaico sicuramente ma che rispecchia bene quello che stavi dicendo.
Re: ANALISI CIRCOLATORIE/VIEW/MJO/ENSO 2025
Re: ANALISI CIRCOLATORIE/VIEW/MJO/ENSO 2025
Buongiorno
Il primo mese del 2025 è stato il gennaio più caldo mai registrato: gennaio 2025 è stato infatti il mese più caldo mai registrato a livello globale. Secondo i dati del Servizio Copernicus sui cambiamenti climatici (C3S), la temperatura media del mese ha superato di +1,75°C i livelli preindustriali. Questo conferma la tendenza già osservata nel 2024, un anno che ha segnato il superamento della soglia critica di +1,5°C rispetto all'era preindustriale e che è stato classificato come il più caldo di sempre.
La temperatura media globale dell'aria in superficie a gennaio 2025 ha raggiunto i +13,23°C, un valore superiore di 0,79°C rispetto alla media del periodo 1991-2020 (secondo il dataset ERA5 di Copernicus). Guardando ai 12 mesi precedenti, da febbraio 2024 a gennaio 2025, l'anomalia è stata ancora più evidente: +0,73°C rispetto alla media 1991-2020 e +1,61°C rispetto ai livelli preindustriali. Questo nonostante il mese di gennaio ha registrato una anomalia negativa a carattere regionale sugli USA per via di una imponente irruzione gelida.
Il primo mese del 2025 è stato il gennaio più caldo mai registrato: gennaio 2025 è stato infatti il mese più caldo mai registrato a livello globale. Secondo i dati del Servizio Copernicus sui cambiamenti climatici (C3S), la temperatura media del mese ha superato di +1,75°C i livelli preindustriali. Questo conferma la tendenza già osservata nel 2024, un anno che ha segnato il superamento della soglia critica di +1,5°C rispetto all'era preindustriale e che è stato classificato come il più caldo di sempre.
La temperatura media globale dell'aria in superficie a gennaio 2025 ha raggiunto i +13,23°C, un valore superiore di 0,79°C rispetto alla media del periodo 1991-2020 (secondo il dataset ERA5 di Copernicus). Guardando ai 12 mesi precedenti, da febbraio 2024 a gennaio 2025, l'anomalia è stata ancora più evidente: +0,73°C rispetto alla media 1991-2020 e +1,61°C rispetto ai livelli preindustriali. Questo nonostante il mese di gennaio ha registrato una anomalia negativa a carattere regionale sugli USA per via di una imponente irruzione gelida.
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Re: ANALISI CIRCOLATORIE/VIEW/MJO/ENSO 2025
Ciao picchio
A che periodo fanno riferimento le cartine delle anomalie ?
Grazie
A che periodo fanno riferimento le cartine delle anomalie ?
Grazie
- picchio70
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Re: ANALISI CIRCOLATORIE/VIEW/MJO/ENSO 2025
Buongiorno, 10-17 febbraio.Vedolaneve ha scritto: ↑gio feb 06, 2025 11:01 am Ciao picchio
A che periodo fanno riferimento le cartine delle anomalie ?
Grazie
Re: ANALISI CIRCOLATORIE/VIEW/MJO/ENSO 2025
UAH, vede un bel calo, mahKekko14 ha scritto: ↑gio feb 06, 2025 9:19 am Buongiorno
Il primo mese del 2025 è stato il gennaio più caldo mai registrato: gennaio 2025 è stato infatti il mese più caldo mai registrato a livello globale. Secondo i dati del Servizio Copernicus sui cambiamenti climatici (C3S), la temperatura media del mese ha superato di +1,75°C i livelli preindustriali. Questo conferma la tendenza già osservata nel 2024, un anno che ha segnato il superamento della soglia critica di +1,5°C rispetto all'era preindustriale e che è stato classificato come il più caldo di sempre.
La temperatura media globale dell'aria in superficie a gennaio 2025 ha raggiunto i +13,23°C, un valore superiore di 0,79°C rispetto alla media del periodo 1991-2020 (secondo il dataset ERA5 di Copernicus). Guardando ai 12 mesi precedenti, da febbraio 2024 a gennaio 2025, l'anomalia è stata ancora più evidente: +0,73°C rispetto alla media 1991-2020 e +1,61°C rispetto ai livelli preindustriali. Questo nonostante il mese di gennaio ha registrato una anomalia negativa a carattere regionale sugli USA per via di una imponente irruzione gelida.







