ANALISI CIRCOLATORIE/VIEW/MJO/ENSO 2025

Discussioni meteorologiche sul tempo previsto nei prossimi giorni ma anche climatologia e discussioni sui run dei vari modelli: è la stanza principale, quella più affollata e seguita.

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matteo**
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Re: ANALISI CIRCOLATORIE/VIEW/MJO/ENSO 2025

Messaggio da matteo** »

picchio70 ha scritto: sab feb 01, 2025 5:23 pm Io spero che tu abbia conservato lo scontrino quando hai comprato il cervello
al Mercatone Uno. Che capra mamma mia.
Picchio che dici? :shock: :shock: :shock:
Gelo Etna
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Re: ANALISI CIRCOLATORIE/VIEW/MJO/ENSO 2025

Messaggio da Gelo Etna »

picchio70 ha scritto: sab feb 01, 2025 5:23 pm Io spero che tu abbia conservato lo scontrino quando hai comprato il cervello
al Mercatone Uno. Che capra mamma mia.
Ma che successo? Perché questa risposta? Riferita a chi?
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picchio70
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Re: ANALISI CIRCOLATORIE/VIEW/MJO/ENSO 2025

Messaggio da picchio70 »

Buongiorno e buona domenica.
Aggiornamenti che rimangono sostanzialmente invariati e che evidenziano sempre alcuni aspetti
principali della circolazione e di conseguenza dei centri motori delle figure bariche.
Persiste il circuito antizonale costituito da un vortice polare contratto a latitudini settentrionali
con asse trasversale, in cui la corrente a getto tende a rimanere sempre abbastanza alta agevolando
condizioni di blocco sull'Europa nord orientale, e sul cui bordo scorrono correnti più fredde in direzione
dell'Europa centrale. Qui come detto possono verificarsi situazioni in cui parte di quest'aria fredda
potrà interagire anche con la nostra penisola, grazie al contributo più meridiano in stacco dall'area
in cui la componente orografica groenlandese stacca cicloni deviati poi verso l'Europa centro meridionale
dall'opposizione termica asiatica. Non si tratterà di flussi artici estesi e pronunciati, ma probabilmente
di gocce che agganceranno poi anche parte dell'aria più fredda da est. Le regioni che maggiormente
potrebbero usufruirne sono quelle più settentrionali, ove tra l'8 ed il 12 febbraio non possiamo escludere
condizioni prettamente invernali e nevicate anche a quote molto basse. Data però la particolare
sinottica e la labilità nell'individuare correttamente il percorso di queste gocce, tocca aspettare le ultime
ore deterministiche onde provare a stilare una previsione più attendibile.


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Cosa potrebbe accadere successivamente?
In questo ambito temporale dobbiamo giocoforza affidarci agli strumenti più idonei in tal senso,
e con lo scopo di individuare i movimenti su macro aree. Cosa possiamo estrapolare?
Sicuramente una decisa azione destrutturante della colonna da parte delle onde di rossby ( troposferiche )
che trasferiscono quantità di moto e calore verso la stratosfera destabilizzando la struttura già soggetta
a decise fasi di stretching. Attriti che generano calore che poi tendono a ripercuotersi nuovamente
in ambito troposferico. In letteratura queste dinamiche sono denominate t-s-t cioè: troposfera - stratosfera - troposfera
e non s-t-s , pura invenzione scaturita non so da cosa.
Comunque detto questo, non appaiano al momento dalle mappe dei centri di calcolo, numeri che possono
far pensare a dinamiche di split.






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La troposfera subirà probabilmente una bilobazione, un forte stress, ma che ciò possa incidere su tutta la colonna è
tutt'ora alquanto improbabile. Gefs da oggi un 16% , ma anche pensando e sperando in esiti positivi,
sappiamo che la correlazione del mediterraneo con questi eventi è molto scarsa.


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Qui bisogna un attimo pensare e rivolgere l'attenzione sui regimi di blocco e sul perché i GM possono avere
visioni discordanti su queste dinamiche. Partiamo dalla correlazione che vede la destrutturazione del blocco
euro-asiatico a favore di una progressione e arretramento verso l'area groenlandese. Cioè verrebbe coadiuvato dalla
convezione tropicale vista amplificarsi nel pacifico da gfs superando la barriera marittima e che da lag temporale
sarebbe congruente con un passaggio verso la negatività dell'oscillazione nord atlantica in seno appunto
alla costituzione del blocco in area groenlandese.






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Tra l'altro, quantunque fosse, una eccessiva amplificazione ed in virtù del probabile assetto del dipolo,
ci esporrebbe al rischio ciambella. Cioè che i flussi vadano a toccarsi sull'Europa centro settentrionale.
Ecmwf continua invece a mostrare componente distruttiva della barriera marittima e quindi sia una modesta
o scarsa magnitudo pacifica, e sia un salto dello stage 4 GWO che inciderebbe notevolmente sul momento
angolare e sull'amplificazione d'onda.

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Peculiarità queste che al contrario inciderebbero sul blocco groenlandese e sul regime NAO che tenderebbe
a persistere in area positiva.
Ricordiamo che queste letture sono frutto delle proiezioni dei centri di calcolo dello stato attuale di assimilazione
di calcolo, per cui nulla vieta che nei prossimi giorni i ricalcoli offerti possano spostare gli equilibri.
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gandalf il bianco
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Re: ANALISI CIRCOLATORIE/VIEW/MJO/ENSO 2025

Messaggio da gandalf il bianco »

La dinamica s-t-s è favolosa😂

Comunque quoto tutto,specie per lo split troposferico, si disperderebbe troppo calore a quote elevate a discapito delle radici pacifica-atlantica
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picchio70
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Re: ANALISI CIRCOLATORIE/VIEW/MJO/ENSO 2025

Messaggio da picchio70 »

gandalf il bianco ha scritto: dom feb 02, 2025 8:56 am La dinamica s-t-s è favolosa😂

Comunque quoto tutto,specie per lo split troposferico, si disperderebbe troppo calore a quote elevate a discapito delle radici pacifica-atlantica
L'avrà letta su Topolino, che vuoi che ti dica 😂😂😂
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Re: ANALISI CIRCOLATORIE/VIEW/MJO/ENSO 2025

Messaggio da picchio70 »

Run ufficiale ecmwf piuttosto congruo al campo probabilistico più attendibile per le
aree italiane più settentrionali.


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Qui gfs

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Quindi è altamente probabile che vada così. Discorso diverso per le precipitazioni, troppo difficile
entrare in questo ambito, per cui fermiamoci al lecito e attendiamo le 48 ore ed i Lam.( Semmai )
Sappiamo che quando si parla di neve è tutto molto complesso e labile.
Essere esclusi da possibili dinamiche invernali capisco che non sia piacevole, ma c'è una bella differenza
tra esprimersi che nulla accadrà, o che nella mia zona nulla accadrà.
Qui commentiamo l'ambito italiano, e così come si è dato risalto ad alcune regioni del centro o del sud,
lo stesso faremo ( eventualmente ) per alcune zone del nord o comunque più settentrionali.
Questo modo di fare, questo approccio, è antipatico.
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Re: ANALISI CIRCOLATORIE/VIEW/MJO/ENSO 2025

Messaggio da picchio70 »

E niente, non ha conservato lo scontrino. Peccato.
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Re: ANALISI CIRCOLATORIE/VIEW/MJO/ENSO 2025

Messaggio da picchio70 »

Durante la stagione invernale si può assistere ad un riscaldamento stratosferico in risposta ad un forcing dal basso, ossia troposferico, per effetto della propagazione verticale di onde planetarie che presentano determinate caratteristiche, quali stazionarietà, profondità ed elevata anomalia nel campo geopotenziale.
In determinate situazioni, la stratosfera opera a sua volta una risposta inversa cioè dall'alto, amplificando il gradiente verticale di temperatura sull'area in cui l'onda si infrange. Questa concatenazione di eventi va sotto il nome di Troposphere-to-Stratosphere-to-Troposphere (TST) event.

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Come dimostrato da una simulazione di Kushner, Reichler e Polvani, il TST event si attua in 5 fasi. La prima consiste nella perturbazione della troposfera ad opera dell’impulso indotto da un onda planetaria dalle caratteristiche precedentemente descritte. Nelle fasi successive, l’onda si propaga verticalmente verso l’alto e va ad infrangersi nella stratosfera causando dapprima una risposta da parte della stratosfera e successivamente della troposfera.
Passiamo ora alla classificazione degli eventi stratosferici successivi ai fenomeni di riscaldamento stratosferico in cui si registra una significativa amplificazione del gradiente verticale di temperatura:
Midwinter Major Warming (MMW): oltre al riscaldamento della regione polare boreale e
all'inversione del gradiente meridionale della temperatura, si associa la rottura del vortice polare che
viene sostituito da un anticiclone polare. Quindi la definizione di Major Warming richiede non solo
un riscaldamento, ma anche un cambio totale di circolazione. La definizione di rottura del vortice
polare è data dalla sostituzione delle normali correnti occidentali a 10 hpa con correnti orientali, con
il centro del vortice polare spostato a Sud del 60-65°N. I mesi in cui è più probabile avere un MMW
sono principalmente Gennaio e Febbraio. Il vortice polare può traslare verso Sud nel suo complesso o dividersi in
due vortici separati.

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Il Minor Warming può anch'esso essere intenso e talvolta invertire il gradiente meridionale di
temperatura, ma non provoca l'inversione di circolazione a 10hpa. E' spesso osservato anche in Antartide.

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Canadian Warming (CW): si presenta spesso ad inizio inverno. Si verifica come evento di tipo TST,
allorché un'onda planetaria si stabilisce sull'Oceano Pacifico settentrionale generando un forcing
alla circolazione zonale con E-P flux divergente al limite della tropopausa aleutinica o del Golfo
d'Alaska, portando alla nascita di un anticiclone delle Aleutine in bassa stratosfera che si propaga
verticalmente rafforzandosi e spostandosi verso nord nei giorni a seguire.
Possono anche causare l’inversione del gradiente meridionale di temperatura e persino
provocare per un breve periodo la sostituzione delle westerlies con correnti orientali all’interno del Circolo
Polare Artico, ma non portano mai ad una rottura del vortice polare.

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Final Warming: si tratta del riscaldamento finale, che segna la transizione tra il vortice ciclonico
freddo invernale e l’alta pressione centrata sul Polo durante l’estate (sempre a livello stratosferico).
Ciò comporta la sostituzione delle westerlies invernali da parte delle correnti orientali caratterizzanti
l’estate. I FW si suddividono in due categorie, Early (cioè precoci) e Late (tardivi), a seconda del periodo
in cui si manifestano.

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Poi nella descrizione specifica degli eventi e della modalità, si deve per forza entrare in ambito fisico
con numeri e definizioni che risultano spesso indigeste. Però se a qualcuno interessa se ne può discutere
tranquillamente. L'importante adesso è che si capisca l'origine di tali fenomeni, così come la letteratura scientifica
alla quale si fa' fede, ce la descrive.
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Re: ANALISI CIRCOLATORIE/VIEW/MJO/ENSO 2025

Messaggio da picchio70 »

Dunque come già si è discusso stamane, permangono queste condizioni a carattere retrogrado
che hanno maggiori possibilità di coinvolgere l'Europa centrale e parte dell'Italia settentrionale.
Qui come detto il calo isotermico sarà maggiore rispetto al centro sud, e potrebbero sussistere
peculiarità cicloniche ad onda chiusa congeniali per le nevicate si alcuni settori.
Al momento quelli più " a rischio " sono quelle centro occidentali.
Per il seguito io manterrei molta prudenza e piedi ben saldi a terra. Abbiamo detto che probabilmente
la colonna potrà subire un forte stress ad opera delle onde planetarie, e magari vedremo dalle mappe
anche scenari da bilobazione troposferica, ma essendo la struttura stratosferica abbastanza coesa, fredda ,
dubito fortemente in altre dinamiche più ampie. Inoltre c'è questo serio rischio di antizonalita' alta ( per le specifiche
leggere la precedente disamina ) e cio risulterebbe deleterio, molto deleterio per l'Europa meridionale
alle prese con una circolazione mite o molto mite dopo questa prossima fase più fredda ed una più umida atlantica.
Ciò è più probabile anche vista la situazione non certo congeniale in atlantico.
Aspettiamo ulteriori aggiornamenti, ma occhio a confidare troppo in qualche uscita modellistica a lunga
gittata, queste giustamente sondano anche scenari poco probabili.


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Re: ANALISI CIRCOLATORIE/VIEW/MJO/ENSO 2025

Messaggio da Comesefosseantani »

picchio70 ha scritto: dom feb 02, 2025 9:25 am E niente, non ha conservato lo scontrino. Peccato.
Innanzitutto buona domenica
Faccio sommessamente notare che il mercatone ha chiuso i battenti per fallimento da diversi anni ergo anche avesse conservato lo scontrino............
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Re: ANALISI CIRCOLATORIE/VIEW/MJO/ENSO 2025

Messaggio da picchio70 »

Comesefosseantani ha scritto: dom feb 02, 2025 11:22 am
picchio70 ha scritto: dom feb 02, 2025 9:25 am E niente, non ha conservato lo scontrino. Peccato.
Innanzitutto buona domenica
Faccio sommessamente notare che il mercatone ha chiuso i battenti per fallimento da diversi anni ergo anche avesse conservato lo scontrino............
Ciao e buona domenica anche a te. Non lo sapevo 😅😅
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Re: ANALISI CIRCOLATORIE/VIEW/MJO/ENSO 2025

Messaggio da picchio70 »

Fotografia emisferica attuale.


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Ma come i GM si sono comportati in merito a 240 ore nei run 00-12? Vediamo.

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Meglio ecmwf e Gem, ma vediamo comunque l'enorme difficoltà del determinismo nel proiettare
il comportamento atmosferico oltre le 144 ore, ove l'errore , seppur minore rimane.
Infatti la correlazione a queste distanze è del 50% circa. Chiaro che non sono mappe utili, se non per fantasticare.
Ecco perché l'impronta media delle view rimane sempre quella che ci offre maggiori garanzie, lette nel
modo corretto. Se hai una vanga, perché ci si ostina a fare solchi con le mani nude? Boh.
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Re: ANALISI CIRCOLATORIE/VIEW/MJO/ENSO 2025

Messaggio da Febbraio2012 »

Se si fa un paragone con le medie a 240 cosa viene fuori ?
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Re: ANALISI CIRCOLATORIE/VIEW/MJO/ENSO 2025

Messaggio da picchio70 »

Febbraio2012 ha scritto: dom feb 02, 2025 1:08 pm Se si fa un paragone con le medie a 240 cosa viene fuori ?
Bella domanda.
Sicuramente un ottimo supporto da coadiuvare alle settimanali, dal quale vengono fuori
gli aspetti che ci interessano esaminare a queste distanze.



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Quindi il dipolo ( così è ) la divergenza del jet ( così è ) l'anomalia gpt in sede nord europea ( così è )
la termicizzazione asiatica ( così è ) il rientro retrogrado ( così è ) l'onda pacifica ( così è )
Chiaro che poi le sfumature, cioè quelle che poi ci consentono di entrare nel campo previsionale, ce le offre
il determismo a breve termine, grazie alla maggiore definizione.
Però l'ambito previsionale a lunga gittata è così. Prima il generale, poi il particolare, mentre sovente
capita di esaltarsi o deprimersi per carte sommariamente colorate. Addirittura mostrando le piogge
o le nevicate alla mesoscala. Ci sono degli step piramidali da seguire, partendo dalla base, dalle fondamenta.
Non avremo mai un successo al 100% , ma è l'unico modo per approssimare la realtà, oltre che con un contributo
d'esperienza da parte del previsore.
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Re: ANALISI CIRCOLATORIE/VIEW/MJO/ENSO 2025

Messaggio da picchio70 »

Un altro aspetto importante e che riguarda la media, è che bisogna sempre contestualizzarla,
e non usarla a caxxum.
Di per sé la media non rappresenta un panorama previsionale più attendibile, dipende dai casi.
A volte lo è, a volte molto meno, in quanto solo rappresentazione di uno scenario intermedio
che fondamentalmente non esiste.
Prendiamo il caso di gfs, ad esempio ma vale per tutti, con i suoi 30 perturbatori.
Possiamo avere casi in cui più o meno la metà sonda scenari anticiclonici ed il resto depressionari;
in questo caso la media si colloca su valori che non esistono in realtà, quindi sono solo due i casi che possono
realmente verificarsi, o sopra o sotto, in mezzo no. Discorso diverso quando alcuni o diversi perturbatori si accavallano
alla linea mediale, con altri sopra e sotto. Qui le valutazioni sono diverse e vanno fatte le giuste considerazioni in merito
comparando gli altri GM, le view, i segnali a bassa ed alta frequenza, la reanalisi, l'esperienza.
Ma quello che può venire fuori è solo e sempre una stima di massima, sufficiente però ad intuire come
si andranno a collocare le principali figure bariche. Ovviamente quando si sondano scenari a lunga distanza.
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