alle proiezioni della scorsa settimana. Da metà a fine gennaio, l'indice RMM si è spostato rapidamente
dalle fasi 1-2 in avvicinamento alla fase 4 con un aumento dell'ampiezza di circa 2 deviazioni standard.
Sia il GEFS che l'ECMWF descrivono la continua propagazione verso est dell'indice RMM verso il continente
marittimo e il Pacifico occidentale all'inizio di febbraio, seppur continui questa discrepanza che vede
molti dei membri dell'ensemble GEFS presentare una MJO ad ampiezza elevata poiché interferisce in
modo costruttivo con lo stato di base della Niña. Infatti l'impronta convettiva soppressa legata alla Niña si è espansa ulteriormente verso ovest e le previsioni OLR del GEFS mostrano il rafforzamento del dipolo convettivo a bassa frequenza suggerendo una MJO che interferisce costruttivamente nelle prospettive, mentre ecmwf no.
Una MJO che dall'Oceano Indiano e dal Continente Marittimo si propaga verso est, favorisce storicamente una
risposta calda sul CONUS orientale, il che rappresenta un notevole cambiamento nel modello circolatorio.

Il modello di livello superiore è diventato piuttosto disorganizzato all'inizio di gennaio, ma da allora ha rielaborato l'asimmetria dell'onda 1 caratteristica dell'attività MJO. Più di recente, il dipolo convergenza/divergenza è diventato molto amplificato con una divergenza anomala di livello superiore sull'Oceano Indiano e sul Continente marittimo (Americhe)


Modello NAO+ BLO+ che emerge dai clusters/EOF in linea lag temporale delle fasi MJO, con una cresta anticiclonica
che dalle basse latitudini tende ad occupare le aree del nord est del continente Europeo.
Dinamica che interferisce con il mantenimento del canale retrogrado in abbozzo dai GM, il che probabilmente porterà
un aumento dell'invadenza delle westerlies coricando eccessivamente l'asse anticiclonico.
Cresta che poi è vista permanere sin verso la fine della prima decade.






























