Faccio una eccezione per merito ... Bravo
ANALISI CIRCOLATORIE/VIEW/MJO/ENSO 2025
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Re: ANALISI CIRCOLATORIE/VIEW/MJO/ENSO 2025
Re: ANALISI CIRCOLATORIE/VIEW/MJO/ENSO 2025
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Re: ANALISI CIRCOLATORIE/VIEW/MJO/ENSO 2025
Aumenta la probabilità di un rientro retrogrado basso, ad oggi non particolarmente freddo.
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Re: ANALISI CIRCOLATORIE/VIEW/MJO/ENSO 2025
ma dove vogliamo andare.
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Re: ANALISI CIRCOLATORIE/VIEW/MJO/ENSO 2025
Questa è terribile.
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Re: ANALISI CIRCOLATORIE/VIEW/MJO/ENSO 2025


Il concetto di regimi meteorologici è stato introdotto nelle previsioni meteorologiche circa 70 anni fa (Rex, 1951). Si basa sull'idea che la circolazione atmosferica su larga scala può in pratica essere rappresentata da un numero finito di possibili stati atmosferici che si manifestano in modelli di flusso su larga scala quasi stazionari, persistenti e ricorrenti. Poiché il meteo istantaneo effettivo differisce di giorno in giorno e si evolve continuamente nel tempo, classificare le mappe meteorologiche in un numero finito di stati che variano lentamente non è un compito semplice. Esistono molti modi per definire i regimi meteorologici. Riferendosi alla proprietà di ricorrenza nel senso dei modelli più frequenti in un periodo climatologico, l'analisi dei cluster è oggigiorno l'approccio più comune per identificare i regimi. Sulla base della quasi stazionarietà e della persistenza, i regimi meteorologici rappresentano, in senso statistico, gli stati per i quali il modello di flusso su larga scala risiede per un periodo prolungato (da una settimana a un mese). Questa definizione offre una descrizione intuitiva della variabilità meteorologica. I regimi meteorologici descrivono quindi il modello di circolazione su larga scala e di lunga durata, perturbato da singoli massimi e minimi.
L'atmosfera reale non ha un basso numero di stati in cui risiedere, ma potrebbero esistere diversi potenziali stati stabili a seconda della situazione di flusso attuale. Esistono varie definizioni di regime meteorologico che tengono conto di questa variabilità di flusso su larga scala, ma condividono caratteristiche di regime comuni: la loro grande estensione spaziale che interessa regioni su scala continentale e la loro persistenza tipicamente superiore a 10 giorni. Sebbene l'esistenza di regimi meteorologici sul settore euro-atlantico dipenda dalle dinamiche delle medie latitudini, la presenza di forzanti esterne, come anomalie di calore tropicale o fluttuazioni del vortice polare stratosferico, può modulare la loro frequenza di occorrenza.
La persistenza dei regimi meteorologici e la loro sensibilità alle forzanti esterne danno origine a una maggiore prevedibilità a lungo termine, quando la prevedibilità delle perturbazioni sinottiche diminuisce. Ma allo stesso tempo, solleva la sfida delle previsioni per rappresentare correttamente i regimi meteorologici e prevedere le transizioni da un regime all'altro nei modelli numerici (ad esempio Ferranti et al., 2015; Grams et al., 2018).
Oltre al fatto che i regimi meteorologici possono essere considerati modalità fisiche con specifici cicli di vita e transizioni, un'altra proprietà intrigante del concetto di regime è la connessione dei regimi meteorologici al meteo di superficie e agli estremi meteorologici. Regimi specifici forniscono in particolare le condizioni ambientali favorevoli a ondate di freddo su larga scala in inverno, ondate di calore in estate e diffuse precipitazioni intense o attività temporalesche. Influiscono anche sulla generazione di energie rinnovabili su scale temporali sub-stagionali (ad esempio Ferranti et al., 2019; Grams et al., 2017).
Nonostante la sfida della rappresentazione del regime meteorologico nei modelli numerici, il modello concettuale dei regimi si è dimostrato un modo utile per estrarre informazioni di previsione sull'intervallo esteso, specialmente nelle previsioni di ensemble. Tuttavia, con l'enorme quantità di dati da un sistema di ensemble, è necessario condensare le informazioni in qualche modo. Un modo per farlo è identificare e visualizzare il regime dominante del giorno in ogni membro dell'ensemble.
La difficoltà nel farlo è come definire i regimi e come visualizzarli. Per la definizione del regime ci sono diversi gradi di libertà: regione, numero di regimi, definizione del ciclo di vita, stagionalità ecc., e ognuno è rilevante, quindi non c'è una definizione di regime univoca che copra tutti i casi d'uso.
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Vedolaneve
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Re: ANALISI CIRCOLATORIE/VIEW/MJO/ENSO 2025
Vedremo Vedolaneve. La meteorologia presuppone un osservazione quotidiana ed entro un certo
limite di tempo, dopo vale un po' di tutto( entro i limiti dello spread )
Che il nostro inverno faccia cacare lo sappiamo ( oddio dovremmo saperlo ) senza che
qualcuno ce lo ricordi ogni ora, minuto, secondo.
Il 2023 è stato l'anno più caldo di sempre, e si pensava a ritorni quinquennali.
Il 2024 lo ha stracciato, e questo sta viaggiando sulla buona strada per fare meglio.
+27° oltre la media nella culla del gelo in Siberia, in Cina valicati i 30° di massima.
Situazione attuale.

Confronto con il secolo scorso

In ambito meteorologico può comunque scapparci qualche ora di inverno, questo si valuta
e si cerca di estrapolare come probabilità nel resto della stagione e senza scomodare isoterme
negative a doppia cifra. Se si ha questa consapevolezza e la serenità per osservare qualche possibile
distrazione, allora vale la pena dedicare qualche momento della propria vita su queste pagine, altrimenti
non ne vedo né il motivo e né la necessità, specie coloro che hanno una serie di certezze già in tasca.
Stupidi due volte.
limite di tempo, dopo vale un po' di tutto( entro i limiti dello spread )
Che il nostro inverno faccia cacare lo sappiamo ( oddio dovremmo saperlo ) senza che
qualcuno ce lo ricordi ogni ora, minuto, secondo.
Il 2023 è stato l'anno più caldo di sempre, e si pensava a ritorni quinquennali.
Il 2024 lo ha stracciato, e questo sta viaggiando sulla buona strada per fare meglio.
+27° oltre la media nella culla del gelo in Siberia, in Cina valicati i 30° di massima.
Situazione attuale.

Confronto con il secolo scorso

In ambito meteorologico può comunque scapparci qualche ora di inverno, questo si valuta
e si cerca di estrapolare come probabilità nel resto della stagione e senza scomodare isoterme
negative a doppia cifra. Se si ha questa consapevolezza e la serenità per osservare qualche possibile
distrazione, allora vale la pena dedicare qualche momento della propria vita su queste pagine, altrimenti
non ne vedo né il motivo e né la necessità, specie coloro che hanno una serie di certezze già in tasca.
Stupidi due volte.
Re: ANALISI CIRCOLATORIE/VIEW/MJO/ENSO 2025
meno male che c'è il Kazakistan che tiene alto lo stendardo dell'Invernopicchio70 ha scritto: ↑ven gen 24, 2025 12:50 pm Vedremo Vedolaneve. La meteorologia presuppone un osservazione quotidiana ed entro un certo
limite di tempo, dopo vale un po' di tutto( entro i limiti dello spread )
Che il nostro inverno faccia cacare lo sappiamo ( oddio dovremmo saperlo ) senza che
qualcuno ce lo ricordi ogni ora, minuto, secondo.
Il 2023 è stato l'anno più caldo di sempre, e si pensava a ritorni quinquennali.
Il 2024 lo ha stracciato, e questo sta viaggiando sulla buona strada per fare meglio.
+27° oltre la media nella culla del gelo in Siberia, in Cina valicati i 30° di massima.
Situazione attuale.
Confronto con il secolo scorso
In ambito meteorologico può comunque scapparci qualche ora di inverno, questo si valuta
e si cerca di estrapolare come probabilità nel resto della stagione e senza scomodare isoterme
negative a doppia cifra. Se si ha questa consapevolezza e la serenità per osservare qualche possibile
distrazione, allora vale la pena dedicare qualche momento della propria vita su queste pagine, altrimenti
non ne vedo né il motivo e né la necessità, specie coloro che hanno una serie di certezze già in tasca.
Stupidi due volte.
Comunque è palesemente vero come il riscaldamento globale influenzi a catena tutto il globo! Basta poco per scombussolare il già caotico sistema atmosferico, ma come dici tu, questo non preclude che potrebbe scapparci qualcosa, qualcosa di utile e di stampo invernale, senza dover scomodare le doppie cifre; aspettiamo, nel frattempo alcuni cluster tendono ad una fase continentale nel long, vediamo se lo confermano e, eventualmente, come lo confermano; ho visto, in alcuni run, gocce retrograde fare giri assurdi, al limite del credibile, ma sono interessanti
- picchio70
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Re: ANALISI CIRCOLATORIE/VIEW/MJO/ENSO 2025
Buonasera Mauro.
Se per poco intendi i circa + 1.60° dal periodo preindustriale, direi che forse non si ha ben presente
quanto effettivamente pesino sul sistema.
Oggi siamo a circa + 5° rispetto all'ultima piccola glaciazione, fase che ha letteralmente sconvolto
anche i naturali confini geografici che siamo soliti osservare oggi. Ghiacciai espansi sin quasi la pianura padana,
adriatico che iniziava più o meno dalle marche meridionali con i mari più bassi di oltre 100 MT ecc ecc ,
insomma avevo postato ed argomentato una fotografia pochi giorni fa' in questo senso.
Quindi nel 1.800 circa eravamo solo a 3.40° sopra la media glaciale e certamente i paesaggi non erano quelli descritti.
1.60° sono una enormità, sono devastanti.
Re: ANALISI CIRCOLATORIE/VIEW/MJO/ENSO 2025
No no, io intendevo che basta poco per cambiare il GIA' caotico sistema atmosferico! Intendevo che proprio scientificamente basta poco per modificarlo nel suo insieme, non facevo riferimento ai già conclamati gradi sopra la media planetaria o al GW in modo diretto, il mio era più un discorso generico!picchio70 ha scritto: ↑ven gen 24, 2025 3:53 pmBuonasera Mauro.
Se per poco intendi i circa + 1.60° dal periodo preindustriale, direi che forse non si ha ben presente
quanto effettivamente pesino sul sistema.
Oggi siamo a circa + 5° rispetto all'ultima piccola glaciazione, fase che ha letteralmente sconvolto
anche i naturali confini geografici che siamo soliti osservare oggi. Ghiacciai espansi sin quasi la pianura padana,
adriatico che iniziava più o meno dalle marche meridionali con i mari più bassi di oltre 100 MT ecc ecc ,
insomma avevo postato ed argomentato una fotografia pochi giorni fa' in questo senso.
Quindi nel 1.800 circa eravamo solo a 3.40° sopra la media glaciale e certamente i paesaggi non erano quelli descritti.
1.60° sono una enormità, sono devastanti.
Non sono nell'insieme di quelle persone con poca capacità logica e che mettono in discussione il GW antropico
ricordo il tuo post con annessa cartina dell'Italia nel periodo della glaciazione e io ti risposi che " chissà che escursione termica sul nord Adriatico(mi sembra che risposi ironicamente così). Lo so che sono devastanti e sono una enormità! Non per nulla sto vendendo casa sulla spiaggia per prendermene una in montagna, almeno non metterò nei casini i miei futuri nipoti
- picchio70
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Re: ANALISI CIRCOLATORIE/VIEW/MJO/ENSO 2025
Allora ho capito fischio per fiaschio. Meglio così
Pardon






