e su quella che potrebbe manifestarsi nel prosieguo.

Il vortice polare stratosferico si mantiene forte come da gran parte della stagione al netto di un avvio sottotono.
Spesso si caratterizza per continui stretching della struttura a modus apri-chiudi, responsabili anche delle varie
ondate di gelo artico sul Nord America, mentre per quanto riguarda il continente europeo non si verificano congetture
favorevoli a puntate di aria artica verso le basse latitudini.
A fasi alterne esso riesce ad imprimere la sua firma anche a latitudini inferiori sino in troposfera, ma senza
una linea di continuità. Ciò lascia aperte varie occasioni in cui imprinting d'onda troposferici si attivano
provando a trasferirsi verso latitudini maggiori sebbene vengano riflesse in gran parte generando azioni ad onda corta
che evolvono a cut-off ai margini del blocking. Questo comporta una reiterazione delle condizioni più fredde e perturbate
ove l'onda tagliata va ad agire, mentre forti anomalie di gpt ed isotermiche continuano a permanere in corrispondenza
del blocking europeo.
Ora mentre si manifesta un nuovo tentativo di compressione delle vorticità polari a spot con azione sui principali perni
polari, la struttura si contrae e tende ad alzare ulteriormente il jet stream. Come chiarito varie volte, i vari fenomeni per
come si presentano e presi singolarmente, non sentenziano aspetti positivi o negativi per le sorti circolatorie, visto
che ciò che interessa alla fine è come si dispone la struttura polare. Quindi, mentre il blocking europeo persiste in loco
apportando reiterate condizioni perturbate ai suoi margini ( mediterraneo meridionale ) e condizioni miti altrove, esso proverà
a puntare ulteriormente alto di latitudine portando gradualmente ad un aumento di pressione e gpt in area scandinava ( scand +),
nel mentre la radice del blocking rimane centrata sul continente, grazie allo stimolo delle saccature polari a pressare
in area atlantica ed a ridosso dell'Europa occidentale, direttamente dal lobo canadese, mentre la struttura polare mantiene un
asse obliquo Nord America-Siberia. Da qui si aprirebbero varie ipotesi. Al momento, la più accreditata resta quella
segnalata dalle views, ovvero una permanenza del blocking europeo in allungamento in area scandinava con le puntate
artiche principali dirette ad oriente o sui Balcani, con velocità di fase orientale.
Tuttavia siccome l'entità del blocking, la sua magnitudo, la sua precisa evoluzione non è ancora chiarita a lungo termine,
rimarrebbero aperte anche scenari ove grazie alla deviazione del jet non più zonale, si va a termicizzare gradualmente
ad oriente con contributo da SH come si accenna dai valori pressori.
Questo potrebbe anche via via dislocare la sede principale del perno canadese in modo tale che aggrappi più ad occidente,
in modo tale che l'imprinting da wave2 come da predizione potrebbe consolidarsi ( lungo l'intera colonna )
arretrando ad ovest in Atlantico, richiamando tramite easterlies parte di contributi continentali, qualora si vada a
termicizzare l'asiatico. Teniamo presente quindi, che la soluzione più accreditata rimane la prima, anche se
comunque anche qui si potrebbero aprire altre vie, come quella del taglio del bloking in critical line se il vento zonale
lo consentirà e non rifletterà l'onda. Qui si avrebbe l'isolamento del bloking ad alte latitudini con riflessi artici meridionali
a tagliare il bloking. Per il momento i runs deterministici a lunga gittata sono da prendere come sempre a bassa affidabilità,
spero che l'esperienza via via insegni che il loro uso si mantiene efficace sotto i 5-6 giorni di previsione.
Essi comunque non mancheranno di mostrare a turno soluzioni variegate che possono essere più o meno confacenti
alla causa mediterranea.







