Analisi circolatorie . View/Mjo/Enso 2024

Discussioni meteorologiche sul tempo previsto nei prossimi giorni ma anche climatologia e discussioni sui run dei vari modelli: è la stanza principale, quella più affollata e seguita.

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cuotamare
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Re: Analisi circolatorie . View/Mjo/Enso

Messaggio da cuotamare »

Si ritorna al riscaldamento tropicale Pacifico detto anche il bambinello ?

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picchio70
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Re: Analisi circolatorie . View/Mjo/Enso

Messaggio da picchio70 »

Beh, un po' di calore latente urge 🤣🤣🤣
cuotamare
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Re: Analisi circolatorie . View/Mjo/Enso

Messaggio da cuotamare »

picchio70 ha scritto: ven dic 13, 2024 9:48 am Beh, un po' di calore latente urge 🤣🤣🤣
E' relativo per le singole aree geografiche, specie quando si parla di circolazione.
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picchio70
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Re: Analisi circolatorie . View/Mjo/Enso

Messaggio da picchio70 »

cuotamare ha scritto: ven dic 13, 2024 9:53 am
picchio70 ha scritto: ven dic 13, 2024 9:48 am Beh, un po' di calore latente urge 🤣🤣🤣
E' relativo per le singole aree geografiche, specie quando si parla di circolazione.
Intendevo la redistribuzione dell'energia planetaria.
Il run 00 di ecmwf ufficiale risulta congruo alla media delle aspettative.


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cuotamare
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Re: Analisi circolatorie . View/Mjo/Enso

Messaggio da cuotamare »

picchio70 ha scritto: ven dic 13, 2024 11:09 am
cuotamare ha scritto: ven dic 13, 2024 9:53 am
picchio70 ha scritto: ven dic 13, 2024 9:48 am Beh, un po' di calore latente urge 🤣🤣🤣
E' relativo per le singole aree geografiche, specie quando si parla di circolazione.
Intendevo la redistribuzione dell'energia planetaria.
Il run 00 di ecmwf ufficiale risulta congruo alla media delle aspettative.


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Si certo, ma è il come viene redistribuita a fare il tempo
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Re: Analisi circolatorie . View/Mjo/Enso

Messaggio da picchio70 »

Lo davo per assodato, parlando con te.
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Re: Analisi circolatorie . View/Mjo/Enso

Messaggio da cuotamare »

picchio70 ha scritto: ven dic 13, 2024 12:02 pm Lo davo per assodato, parlando con te.
:wink:
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Re: Analisi circolatorie . View/Mjo/Enso

Messaggio da picchio70 »

Comunque, visto che è stato toccato questo argomento, ne approfitto per dare alcune utili informazioni relative alle interazioni del calore latente, in seno ai tassi di evaporazione.
In generale, un tasso di evaporazione più elevato, tramite il flusso di calore latente associato, produce una superficie più fredda, dimostrando che l'aumento di energia sulla superficie terrestre richiede flussi di calore latente più intensi per lo stesso grado unitario di raffreddamento della superficie. Quando la temperatura della superficie umida è di circa 25 °C, un calo unitario della temperatura della superficie terrestre richiede circa il doppio dell'acqua per evaporare rispetto a quando è di soli 10 °C. Di conseguenza, oggi si stima che potrebbe essere necessario il 5 ± 3% di acqua in più, da evaporare a livello globale, per avere lo stesso effetto di raffreddamento di prima dell'era industriale, quando la temperatura dell'aria vicino alla superficie terrestre era in media di circa 1,5 °C più fredda.
Quindi l'evaporazione è essenziale per raffreddare la superficie terrestre, tuttavia, nessuno studio ha specificato esplicitamente il flusso energetico medio richiesto per il raffreddamento evaporativo per un processo isoentalpico (adiabatico più isobarico). La temperatura più bassa che la superficie terrestre può raggiungere tramite evaporazione viene raggiunta tramite tale processo a condizione che la quantità di energia ( Q n ) disponibile per l'evaporazione, e la conduzione del calore nell'aria, rimangano invariate in superficie, in modo simile a come viene raggiunta la temperatura del bulbo umido nel caso della temperatura dell'aria.
Per i processi isentalpici, i cambiamenti nella temperatura dell'aria o della superficie sono anche legati ai cambiamenti nella pressione di vapore all'altezza del termometro o sulla superficie terrestre. Questa relazione è lineare e produce linee parallele nello spazio pressione di vapore vs temperatura a condizione che la leggera dipendenza del calore latente di vaporizzazione dalla temperatura venga trascurata.

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picchio70
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Re: Analisi circolatorie . View/Mjo/Enso

Messaggio da picchio70 »

Tornando un attimo alle aspettative nei giorni antecedenti al natale, notiamo che l'onda mostra
una certa amplificazione anche alle quote superiori.
Come detto, il contesto rimane quello un cui tende a prevalere la riflessione d'onda, per cui non è
lecito, almeno al momento, attendersi rossby significative, comunque il carattere sarebbe pienamente
invernale. Non secondo le aspettative soggettive, ma secondo la nostra climatologia, che poi è
quello che conta e che fa' fede.

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Molto dipenderà da come oscillerà realmente il vortice in area pacifica. Più avremo propensione
verso gli states e più avremo possibilità d'onda significativa, seppur è bene ribadire il carattere abbastanza
fugace, a meno di successivo strappo in onda chiusa.
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Rodigino04
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Re: Analisi circolatorie . View/Mjo/Enso

Messaggio da Rodigino04 »

Un saluto a tutti.
L'avvio invernale sulla penisola si dimostra sostanzialmente in linea con le aspettative che si possono
avere in riferimento agli inverni contemporanei. Dopo discreta saccatura generata da un'onda di rossby
con rottura d'onda anticiclonica, aria di origine polare-artica si è riversata sui comparti euro mediterranei
centro occidentali apportando perturbazioni e annesse nevicate sui rilievi sino a bassa o bassissima quota
al centronord, dunque condizioni perturbate di stampo invernale in un contesto termico nella norma o
un po' al di sotto di esso. Attualmente assistiamo ad una lacuna barica sul sw europeo lasciata dalla saccatura in taglio
antizonale alto stante l'accelerazione polare, dunque condizioni invernali ora interessano specialmente la penisola iberica.
Il ripristino del gradiente pressorio fra le alte e le basse latitudini ora fa sì che si sia esaurita la condizione di blocking
presente precedentemente, in favore di condizioni zonali in seno all'accelerazione polare anche a livelli troposferici
che risente in parte del vps strong che ha raggiunto in questi giorni velocità da record specie nei zw.
Quindi si apre ora una fase zonale e mite sui territori europei stante l'afflusso di correnti temperate di origine
atlantica in seno alle quali il treno d'onda riaggancia il cut-off iberico riportando prima condizioni ancora dinamiche sul
Mediterraneo apportando maltempo soprattutto sul versante tirrenico della penisola.
Successivamente un promontorio anticiclonico di origine subrtopicale che si estenderà dall'Iberia
con asse sw/ne e valori efi di temperatura insoliti od estremi. Questo, coerentemente con il decorso tropicale della Mjo che
ha attraversato le fasi indiane e marittime precursori dell'oscillazione atlantica positiva. Condizioni miti si registreranno soprattutto in quota,
mentre nelle pianure e nelle valli sarà possibile sperimentare il fenomeno di inversione termica con condizioni apparentemente
più invernali.

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Mentre si va ricostituendo su macroarea un pattern da blo- nao+, a livello emisferico si registra una condizione
in cui il vpt mostra i segni d'influenza troposferica della w1 la quale si rivela dannosa ai fini del rallentamento
zonale imprimendo ulteriore accelerazione. Non solo, questo sbilanciamento di fronte fa sì che si vada a costituire
anche una parziale hp polare in isolamento fra l'Artico e la Siberia orientale, la quale si presta alla limitazione
dei flussi di calore verso l'alto, nonostante l'anticiclone dinamico in sede aleutinica e siberiana sia andato ad esaurirsi,
responsabile della soppressione dei moti verticali di calore e momento verso la stratosfera.
La permanenza del pattern positivo delle oscillazioni pacifica ed atlantica vede in riferimento alla prima regione il classico
dipolo pressorio da pna+ con depressione aleutinica / ridge sulla west coast / corridoio artico sugli usa orientali
dove si verificano già varie ondate di gelo artico in seguito all'allungamento del lobo canadese del vpt.
Questo scenario continuerà anche nel medio-lungo termine secondo predizione dell'ensemble di Gefs relativo al Pna,
e conseguentemente il quadro rimarrà il medesimo sul Nord America.

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Talvolta, il treno d'onda modulato secondo schema da Pna+, può anche favorire la costituzione di situazioni bloccate
in Atlantico, qualora le onde andassero a rompersi secondo modus anticiclonico (abw). Per l'appunto, uno scenario
che potrebbe palesarsi pure in concomitanza del periodo natalizio, ove secondo indicazione dalle substagionali
i massimi anticiclonici potrebbero concentrarsi in Atlantico e favorire la discesa di masse polari-artiche lungo il loro bordo
orientale. Questo dipende molto da come effettivamente saranno modulate le onde e in che modo saranno incentivate
nella loro sorgente (amplificazione, ampiezza). In questo si lega il focus che siamo soliti a fare sulla Mjo, che approderà
con buona probabilità sull'area pacifica con convenzione parzialmente disturbata e non uniforme, tanto che sembra
possibile un rientro nel cerchio unitario dopo la permanenza in fase 7. Anche se, come abbiamo sempre detto, le dinamiche
che si vengono a creare non trovano diretta spiegazione in un singolo elemento, che per altro non sempre risponde canonicamente
e lo abbiamo già visto in diverse occasioni.

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Gli ultimi aggiornamenti disponibili dalle views ( periodo 23-30 dic ) vedono probabile la costituzione di una dorsale atlantica che
veicolerebbe il target principale rossby sul mediterraneo orientale, anche se non è ancora chiara la dinamica d'innesco effettiva.
Ricordando che in riferimento ad un Atr si tratterebbe di una situazione bloccata particolare assimilabile ad un pattern da blo -,
poi a seconda della sua posizione si declina la sfumatura della nao che è diretta conseguenza. Ricordiamo che lo spread è ancora
molto elevato, ed in questi casi si deve aspettare per definire correttamente la dinamica.

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Probabilmente il permanere di gpt inferiori alla media in sede groenlandese ( come da indicazione stagionale ) può far pensare che
le vorticità polari si mantengano comunque abbastanza costituite, ragion per cui non si vede per ora un vero e proprio scambio
meridiano con afflussi artici particolarmente freddi ( vedasi le indicazioni delle t a 2 m ). Quindi anche qui non escluderei a priori
una saccatura da strappo parziale o intero rispetto al flusso artico prevalente. Comunque occorre ancora vedere i prossimi aggiornamenti.
Non scomoderei correlazioni un po' retrò riguardo lo stato di base Enso spurio ( inerzia da Nino) e Mjo in fase pacifica, in quanto la disposizione delle anomalie risulterebbe fuorviante, anche se c'è da dire che nel recente passato questa concomitanza portava talvolta
a questo tipo di scenario, in misura più o meno variabile. Tenderei ad escludere dunque, per il momento, azioni meridiane importanti
in seguito a rallentamenti zonali, in quanto si manterranno attivi i riverberi provenienti dalla colonna superiore, che di contro continua
a mantenere una velocità di crociera sostenuta, anche se l'attivazione di flussi di calore dalle latitudini inferiore potrebbe a lungo termine
portare ad un rallentamento parziale anche nella medesima locazione.

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Ancora prematuro fare affidamento al determinismo per il periodo in esame, ovviamente, finché non si delinea la dinamica emisferica.
Tuttavia se le views manterranno fede e la disposizione troposferica sarà confacente potremmo sperimentare in alcune
aree euromediterranee una condizione non anticiclonica ed eccezionalmente mite come sperimentato negli anni scorsi.
Probabilmente condizioni in linea alla climatologia o poco sotto potrebbero portare a dinamiche locali anche in linea
alla stagione invernale per questo periodo. Questo, al netto delle aspettative di ognuno che sono diversificate.
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Rodigino04
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Re: Analisi circolatorie . View/Mjo/Enso

Messaggio da Rodigino04 »

Possiamo usare il determinismo in riferimento al periodo preso in considerazione a partire dalle sue medie scenari,
visto che le indicazioni che ci vengono date sono più idonee se lette in questo modo.

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Direi che per il momento sembrano piuttosto in linea con le views, quindi questo schema circolatorio è
da ritenersi di probabile realizzazione. Il run deterministico serale è abbastanza regolare rispetto all'insieme.
Quantomeno da questo scenario si potrebbe ricavare una variazione allo spartito anticiclonico delle festività
degli ultimi anni, che non sarebbe da disdegnare.
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Re: Analisi circolatorie . View/Mjo/Enso

Messaggio da cuotamare »

picchio70 ha scritto: ven dic 13, 2024 3:52 pm Comunque, visto che è stato toccato questo argomento, ne approfitto per dare alcune utili informazioni relative alle interazioni del calore latente, in seno ai tassi di evaporazione.
In generale, un tasso di evaporazione più elevato, tramite il flusso di calore latente associato, produce una superficie più fredda, dimostrando che l'aumento di energia sulla superficie terrestre richiede flussi di calore latente più intensi per lo stesso grado unitario di raffreddamento della superficie. Quando la temperatura della superficie umida è di circa 25 °C, un calo unitario della temperatura della superficie terrestre richiede circa il doppio dell'acqua per evaporare rispetto a quando è di soli 10 °C. Di conseguenza, oggi si stima che potrebbe essere necessario il 5 ± 3% di acqua in più, da evaporare a livello globale, per avere lo stesso effetto di raffreddamento di prima dell'era industriale, quando la temperatura dell'aria vicino alla superficie terrestre era in media di circa 1,5 °C più fredda.
Quindi l'evaporazione è essenziale per raffreddare la superficie terrestre, tuttavia, nessuno studio ha specificato esplicitamente il flusso energetico medio richiesto per il raffreddamento evaporativo per un processo isoentalpico (adiabatico più isobarico). La temperatura più bassa che la superficie terrestre può raggiungere tramite evaporazione viene raggiunta tramite tale processo a condizione che la quantità di energia ( Q n ) disponibile per l'evaporazione, e la conduzione del calore nell'aria, rimangano invariate in superficie, in modo simile a come viene raggiunta la temperatura del bulbo umido nel caso della temperatura dell'aria.
Per i processi isentalpici, i cambiamenti nella temperatura dell'aria o della superficie sono anche legati ai cambiamenti nella pressione di vapore all'altezza del termometro o sulla superficie terrestre. Questa relazione è lineare e produce linee parallele nello spazio pressione di vapore vs temperatura a condizione che la leggera dipendenza del calore latente di vaporizzazione dalla temperatura venga trascurata.

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Dunque in parole povere affermi che un raffreddamento globale è contraddistinto da un Nino prevalente.
cuotamare
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Re: Analisi circolatorie . View/Mjo/Enso

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Rodigino04 ha scritto: ven dic 13, 2024 9:09 pm Un saluto a tutti.
L'avvio invernale sulla penisola si dimostra sostanzialmente in linea con le aspettative che si possono
avere in riferimento agli inverni contemporanei. Dopo discreta saccatura generata da un'onda di rossby
con rottura d'onda anticiclonica, aria di origine polare-artica si è riversata sui comparti euro mediterranei
centro occidentali apportando perturbazioni e annesse nevicate sui rilievi sino a bassa o bassissima quota
al centronord, dunque condizioni perturbate di stampo invernale in un contesto termico nella norma o
un po' al di sotto di esso. Attualmente assistiamo ad una lacuna barica sul sw europeo lasciata dalla saccatura in taglio
antizonale alto stante l'accelerazione polare, dunque condizioni invernali ora interessano specialmente la penisola iberica.
Il ripristino del gradiente pressorio fra le alte e le basse latitudini ora fa sì che si sia esaurita la condizione di blocking
presente precedentemente, in favore di condizioni zonali in seno all'accelerazione polare anche a livelli troposferici
che risente in parte del vps strong che ha raggiunto in questi giorni velocità da record specie nei zw.
Quindi si apre ora una fase zonale e mite sui territori europei stante l'afflusso di correnti temperate di origine
atlantica in seno alle quali il treno d'onda riaggancia il cut-off iberico riportando prima condizioni ancora dinamiche sul
Mediterraneo apportando maltempo soprattutto sul versante tirrenico della penisola.
Successivamente un promontorio anticiclonico di origine subrtopicale che si estenderà dall'Iberia
con asse sw/ne e valori efi di temperatura insoliti od estremi. Questo, coerentemente con il decorso tropicale della Mjo che
ha attraversato le fasi indiane e marittime precursori dell'oscillazione atlantica positiva. Condizioni miti si registreranno soprattutto in quota,
mentre nelle pianure e nelle valli sarà possibile sperimentare il fenomeno di inversione termica con condizioni apparentemente
più invernali.

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Mentre si va ricostituendo su macroarea un pattern da blo- nao+, a livello emisferico si registra una condizione
in cui il vpt mostra i segni d'influenza troposferica della w1 la quale si rivela dannosa ai fini del rallentamento
zonale imprimendo ulteriore accelerazione. Non solo, questo sbilanciamento di fronte fa sì che si vada a costituire
anche una parziale hp polare in isolamento fra l'Artico e la Siberia orientale, la quale si presta alla limitazione
dei flussi di calore verso l'alto, nonostante l'anticiclone dinamico in sede aleutinica e siberiana sia andato ad esaurirsi,
responsabile della soppressione dei moti verticali di calore e momento verso la stratosfera.
La permanenza del pattern positivo delle oscillazioni pacifica ed atlantica vede in riferimento alla prima regione il classico
dipolo pressorio da pna+ con depressione aleutinica / ridge sulla west coast / corridoio artico sugli usa orientali
dove si verificano già varie ondate di gelo artico in seguito all'allungamento del lobo canadese del vpt.
Questo scenario continuerà anche nel medio-lungo termine secondo predizione dell'ensemble di Gefs relativo al Pna,
e conseguentemente il quadro rimarrà il medesimo sul Nord America.

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Talvolta, il treno d'onda modulato secondo schema da Pna+, può anche favorire la costituzione di situazioni bloccate
in Atlantico, qualora le onde andassero a rompersi secondo modus anticiclonico (abw). Per l'appunto, uno scenario
che potrebbe palesarsi pure in concomitanza del periodo natalizio, ove secondo indicazione dalle substagionali
i massimi anticiclonici potrebbero concentrarsi in Atlantico e favorire la discesa di masse polari-artiche lungo il loro bordo
orientale. Questo dipende molto da come effettivamente saranno modulate le onde e in che modo saranno incentivate
nella loro sorgente (amplificazione, ampiezza). In questo si lega il focus che siamo soliti a fare sulla Mjo, che approderà
con buona probabilità sull'area pacifica con convenzione parzialmente disturbata e non uniforme, tanto che sembra
possibile un rientro nel cerchio unitario dopo la permanenza in fase 7. Anche se, come abbiamo sempre detto, le dinamiche
che si vengono a creare non trovano diretta spiegazione in un singolo elemento, che per altro non sempre risponde canonicamente
e lo abbiamo già visto in diverse occasioni.

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Gli ultimi aggiornamenti disponibili dalle views ( periodo 23-30 dic ) vedono probabile la costituzione di una dorsale atlantica che
veicolerebbe il target principale rossby sul mediterraneo orientale, anche se non è ancora chiara la dinamica d'innesco effettiva.
Ricordando che in riferimento ad un Atr si tratterebbe di una situazione bloccata particolare assimilabile ad un pattern da blo -,
poi a seconda della sua posizione si declina la sfumatura della nao che è diretta conseguenza. Ricordiamo che lo spread è ancora
molto elevato, ed in questi casi si deve aspettare per definire correttamente la dinamica.

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Probabilmente il permanere di gpt inferiori alla media in sede groenlandese ( come da indicazione stagionale ) può far pensare che
le vorticità polari si mantengano comunque abbastanza costituite, ragion per cui non si vede per ora un vero e proprio scambio
meridiano con afflussi artici particolarmente freddi ( vedasi le indicazioni delle t a 2 m ). Quindi anche qui non escluderei a priori
una saccatura da strappo parziale o intero rispetto al flusso artico prevalente. Comunque occorre ancora vedere i prossimi aggiornamenti.
Non scomoderei correlazioni un po' retrò riguardo lo stato di base Enso spurio ( inerzia da Nino) e Mjo in fase pacifica, in quanto la disposizione delle anomalie risulterebbe fuorviante, anche se c'è da dire che nel recente passato questa concomitanza portava talvolta
a questo tipo di scenario, in misura più o meno variabile. Tenderei ad escludere dunque, per il momento, azioni meridiane importanti
in seguito a rallentamenti zonali, in quanto si manterranno attivi i riverberi provenienti dalla colonna superiore, che di contro continua
a mantenere una velocità di crociera sostenuta, anche se l'attivazione di flussi di calore dalle latitudini inferiore potrebbe a lungo termine
portare ad un rallentamento parziale anche nella medesima locazione.

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Ancora prematuro fare affidamento al determinismo per il periodo in esame, ovviamente, finché non si delinea la dinamica emisferica.
Tuttavia se le views manterranno fede e la disposizione troposferica sarà confacente potremmo sperimentare in alcune
aree euromediterranee una condizione non anticiclonica ed eccezionalmente mite come sperimentato negli anni scorsi.
Probabilmente condizioni in linea alla climatologia o poco sotto potrebbero portare a dinamiche locali anche in linea
alla stagione invernale per questo periodo. Questo, al netto delle aspettative di ognuno che sono diversificate.
Queste correlazioni un pò retrò, non lo sono dal momento che le teleconnessioni non sono una moda.
Però è questione di gusti, evidentemente.
Bisognerebbe informare il NOAA....
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Re: Analisi circolatorie . View/Mjo/Enso

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Le condizioni da El Nino già insistono perchè basta guardar il grafico della zona 1.2

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Re: Analisi circolatorie . View/Mjo/Enso

Messaggio da Rodigino04 »

Scusa Cuotamare ma chi ha detto che sono una moda? Forse non hai letto bene il mio passaggio.
Ho asserito che nel passato più recente erano piuttosto utili per poter stilare un disegno circolatorio
abbastanza fedele mentre oggi lo sono meno, visto che iniziano ad essere un po' datate ( minimo 15 anni )
e sappiamo bene che lo status climatico 1981-2010 è già abbastanza diverso rispetto a quello attuale in cui siamo immersi.
Quindi suddetti fattori presi in quell'epoca oggi non danno lo stesso identico risultato, ecco perché a mio avviso
dicevo che, a meno di correlazioni ad alta affidabilità, ha meno senso aspettarsi che una correlazione simile fra quelle 81-10
dia per conseguenza oggi il risultato da essa indicato in termini circolatori.
Dunque possiamo discuterne tranquillamente, sono proprio l'ultimo a non dar credito
ai materiali provenienti da fonti ufficiali o ad essere antiscientifico. Il punto era un altro.
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