Analisi circolatorie . View/Mjo/Enso 2024

Discussioni meteorologiche sul tempo previsto nei prossimi giorni ma anche climatologia e discussioni sui run dei vari modelli: è la stanza principale, quella più affollata e seguita.

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gandalf il bianco
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Re: Analisi circolatorie . View/Mjo/Enso

Messaggio da gandalf il bianco »

picchio70 ha scritto: dom dic 08, 2024 12:02 pm Ciao Gandalf e grazie per l'aggiornamento.
A titolo strettamente personale, do' importanza ad altre peculiarità più legate
alle vicende troposferiche, e come queste sia disponibili o meno.
Di warming ne abbiamo una decina a stagione.
Esistono gli indici di correlazione che ci dicono quanto effettivamente certe dinamiche ( di ogni genere )
siano poi effettivamente rilevanti per le nostre latitudini. Alcune, di cui si straparla, hanno come valore
0-0.2 ( su dieci ) per cui ...
Si si esatto, l intento era in qualche modo di cercare
o destabilizzare il vps, e chi meglio di un warming lo può fare? Poi gli effetti la sotto e cosa ne deriverebbe è impossibile saperlo sl momento, ma credo sia meglio averlo un riscaldamento ora come ora che non averlo, altrimenti la lavatrice non la fermi piu per davvero😅
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picchio70
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Re: Analisi circolatorie . View/Mjo/Enso

Messaggio da picchio70 »

gandalf il bianco ha scritto: dom dic 08, 2024 12:16 pm
picchio70 ha scritto: dom dic 08, 2024 12:02 pm Ciao Gandalf e grazie per l'aggiornamento.
A titolo strettamente personale, do' importanza ad altre peculiarità più legate
alle vicende troposferiche, e come queste sia disponibili o meno.
Di warming ne abbiamo una decina a stagione.
Esistono gli indici di correlazione che ci dicono quanto effettivamente certe dinamiche ( di ogni genere )
siano poi effettivamente rilevanti per le nostre latitudini. Alcune, di cui si straparla, hanno come valore
0-0.2 ( su dieci ) per cui ...
Si si esatto, l intento era in qualche modo di cercare
o destabilizzare il vps, e chi meglio di un warming lo può fare? Poi gli effetti la sotto e cosa ne deriverebbe è impossibile saperlo sl momento, ma credo sia meglio averlo un riscaldamento ora come ora che non averlo, altrimenti la lavatrice non la fermi piu per davvero😅
No, non funziona cosi.
Ascolta Gandalf, vedi quanto interesse suscitano le vicende stratosferiche?
Vedi come tanti declamano indici, warming, cooling, NAM, SSW, ecc.? Quanti aggettivano, bene, male?
Prova a chiedere quanti di loro hanno mai letto un paper a riguardo, come sono state catalogate le anomalie,
dove sono state calcolate, quali dei diversi studi eseguiti risulta il più rappresentativo, quali altri verranno eseguiti
e perché?
Perché se il nam si ferma a 1.4 che succede?
Comunque prova a chiedere, vedi che ti rispondono e poi fammi sapere 😉
Elieli
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Re: Analisi circolatorie . View/Mjo/Enso

Messaggio da Elieli »

Ciao Picchio
Potresti per favore spiegarmi (o dirmi dove trovare la spiegazione) l'ABC del vortice polare stratosferico e troposferico e come sono in relazione tra loro? Nel senso, ogni inverno si parla di stratosfera, troposfera, nam ecc ma onestamente non riesco mai a capire. Mi servirebbe una spiegazione dalle basi per poter comprendere gli elementi chiave di questo argomento
Grazie in anticipo
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picchio70
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Re: Analisi circolatorie . View/Mjo/Enso

Messaggio da picchio70 »

Elieli ha scritto: dom dic 08, 2024 12:45 pm Ciao Picchio
Potresti per favore spiegarmi (o dirmi dove trovare la spiegazione) l'ABC del vortice polare stratosferico e troposferico e come sono in relazione tra loro? Nel senso, ogni inverno si parla di stratosfera, troposfera, nam ecc ma onestamente non riesco mai a capire. Mi servirebbe una spiegazione dalle basi per poter comprendere gli elementi chiave di questo argomento
Grazie in anticipo
Ciao Eli.
Come sono in relazione? Come sempre accade nei processi dei gas che descrivono, in condizioni di equilibrio termodinamico, la relazione fra pressione, volume e temperatura del gas: PV = n•r•t
Dove P è la pressione, V il volume, N è la quantità dei gas, R la costante universale e T la temperatura.
Legge di Boyle;
Prima legge di Gay-Lussac;
Seconda legge di Gay-Lussac.
Tutte cose che potete trovare in rete con estrema facilità.
In pratica, le soglie entrate nella mitologia forumistica +1.5 e -3 sono solo e soltanto quelle usate nel lavoro del 2001 di Baldwin & Dunkerton, e si riferiscono esclusivamente all'indice NAM calcolato col metodo esposto in quel lavoro, e cioè, per farla breve, con tutti i dati 20-90 gradi nord non mediati zonalmente e "filtrati" attraverso una funzione (EOF).
Solo in quello studio e usando quel calcolo per il NAM , che è quello da cui deriva il grafico del LAMMA, si possono poi fare valutazioni circa la possibilità di propagazione o meno di un evento cold o warm, e solo se ci si vuole attenere allo schema usato da B&D in quel paper.
Nel 2009 lo stesso Baldwin (Baldwin e Thompson) pubblicano un lavoro in cui comparano le varie metodologie per il calcolo del NAM e fanno vedere che una valutazione più appropriata e fattibile per il NAM è quella che usa un metodo simile a B&D 2001 ma prendendo in esame le anomalie di geopotenziale mediate zonalmente.
Una ulteriore definizione di NAM data da Cohen et al. nel 2002 può essere una valida approssimazione per il NAM, ed è data semplicemente dall'anomalia di geopotenziale giornaliera calcolata tra una certa latitudine X e il polo.
Fa' vedere come la massima correlazione col loro metodo si ha in corrispondenza della scelta di un X intorno ai 65 gradi Nord. Ecco qua che, da questo lavoro del 2009, viene preso in considerazione questo calcolo del NAM, che però non è quello originale di B&D.
Questo calcolo del NAM basato sull'anomalia di geopotenziale giornaliera tra 65 e 90 gradi nord (normalizzata dividendola per la deviazione standard) viene ripresa dall'ormai famigerato Martineau and Son (che non è il figlio di Martineau ma è uno che si chiama Son ) e, proponendola come migliore (e più pratico) approccio allo studio dei fenomeni di coupling-decoupling strato-tropo, la usano per comparare vari grafici che mostrano questo indice calcolato usando sia i diversi dataset (tra cui NCEP/NCAR), e sia la media dell'ensemble multi-analisi di tutti i dataset.
Quest'ultima (la media su tutti i dataset) è usata da Martineau per analizzare eventi di indebolimento del vortice strato e
e quelli di rinvigorimento, e stabiliscono che gli eventi deboli sono quelli per cui il NAM, calcolato 10Hpa, va sotto -2.5sigma (sigma è la dev. standard), e gli eventi forti sono quelli per cui va sopra +1.5sigma.
Avvertono anche che se due eventi di tipo opposto avvengono in uno spazio di 40 giorni, prende il sopravvento quello di magnitudo maggiore (si prende in esame il famoso caso del 2009). Queste soglie hanno poco a che vedere con quelle che usavano B&D nel 2001, e inoltre sono valori calcolati sulla media ensemble dei vari dataset.
Al contrario, il grafico di Martineau che vediamo spesso riportato nei forum, non è quello che usa la media dei dataset, ma usa soltanto il dataset NCEP/NCAR, e non può essere usato nemmeno per stabilire gli eventi + e - in base a Martineau & Son. In pratica se si vuole accettare la teoria B&D +1.5/-3.0, allora non si può guardare il grafico di Martineau, e nemmeno le anomalie gph 65-90.
E questo senza prendere in considerazione altre decine e decine di variabili prettamente troposferiche.
Kekko14
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Re: Analisi circolatorie . View/Mjo/Enso

Messaggio da Kekko14 »

Mi prendo un messaggio per elogiare picchio,scusandomi in anticipo per l'O.T...hai una conoscenza della fisica assurda
Non hai mai pensato di studiare fisica o fisica dell'atmosfera?avremmo bisogno di meteorologi come te..schietti,sinceri privi di illusioni e super preparati :wink:
Elieli
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Re: Analisi circolatorie . View/Mjo/Enso

Messaggio da Elieli »

Grazie Picchio. Il grafico di Martineu è quello postato da Gandalf riguardo al NAM giusto?
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picchio70
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Re: Analisi circolatorie . View/Mjo/Enso

Messaggio da picchio70 »

Premesso dunque, continuo a ribadirlo, che tutto và contestualizzato, che non esistono equazioni, che ogni stagione presenta uno stato di fondo differente, un bilancio diverso, e così via, cerchiamo almeno di capire di cosa s'intende discutere quando si tirano in ballo certi argomenti.
Sulla relazione tra stratosfera e troposfera c’è quello che a ben vedere si può definire un “seminal paper”, “Propagation of the Arctic Oscillation from the stratosphere to the troposphere”, pubblicato nel 1999 dai meteorologi Mark Baldwin e Timothy Dunkerton, riguardante specificatamente l’oscillazione artica e l’interazione tra stratosfera e troposfera.
Molto sinteticamente i due autori constatarono che la variazione di segno dell’AO era preceduta da variazioni di segno nella media stratosfera. I due autori avendo intuito che vi era un gioco di sponda tra troposfera e stratosfera proseguirono la loro ricerca ottenendo i meritati frutti nella successiva, e forse più nota, pubblicazione del 2001 “Stratospheric Harbingers of Anomalous Weather Regimes”. Nella nuova ricerca approfondirono e standardizzarono la relazione tra la troposfera e la stratosfera attraverso il NAM (calcolo compreso tra le latitudini 20N-90N) con le famose soglie di condizionamento positive e negative al fine di definire i meccanismi che portano alla formazione di vortici polari forti o deboli. Questo lavoro ha quindi sintetizzato in due macro categorie, mediando lungo una linea temporale, gli eventi con vortice polare debole e disturbato e quelli con vortice forte e chiuso. Gli eventi estremi sono caratterizzati da forcing troposferici che si propagano in stratosfera a causa della propagazione verticale d’onda. La propagazione d’onda è efficace in determinate condizioni e prende il nome di TST event ovvero di evento troposferico-stratosferico-troposferico.

Immagine


In un lavoro del 2005 firmato da Reichler, Kushner e Polvani, “The Coupled Stratosphere–Troposphere Response to Impulsive Forcing from the Troposphere”, si spiega come si sviluppa il TST event in 5 fasi principali. Le prime due fasi, che sono di nostro particolare interesse, sono rispettivamente la perturbazione troposferica con una attività d’onda planetaria con caratteristiche tali da produrre blocchi lungo la via della storm track e l’inserimento della stessa subito sotto il veloce flusso zonale della bassa stratosfera, evento indispensabile per la buona propagazione verso l’alto di tale impulso troposferico. Tralascio qui volutamente le altre 3 fasi perché non sono oggetto di approfondimento.
Il lavoro di Baldwin e Dunkerton è stato ampliato e approfondito da Waugh e Polvani, “Upward Wave Activity Flux as a Precursor to Extreme Stratospheric Events and Subsequent Anomalous Surface Weather Regimes” (documento finale datato 12 gennaio 2004), dimostrando che gli eventi estremi stratosferici sono preceduti da propagazioni verticali dei flussi di calore facenti capo all’EP-Flux quindi riconducibili ad impulsi troposferici. Forti flussi di calore alla quota isobarica di 100hPa precedono,quasi sempre, un indebolimento del vortice polare stratosferico e viceversa. Inoltre, ed è la questione più interessante, l’anomalo trasferimento dei flussi di calore a 100hPa rilevati nel corso dei 40 giorni precedenti l’ESE, presenta un’elevata correlazione inversa con il successivo NAM a 10hPa.

Immagine


Questo fenomeno introduce un nuovo aspetto non considerato nel lavoro di Baldwin e Dunkerton circa una dinamica di precodizionamento stratosferico per cui gli eventi successivi ad un vortice polare stratosferico debole/forte sono preceduti da periodi in cui lo stesso vortice risulta più forte/debole del normale. Quindi la dinamica del precondizionamento prevede un percorso, dalla sua attivazione, di circa 40 giorni, che precede un condizionamento di segno opposto (il vero e proprio ESE). La dinamica alla base dello sviluppo degli impulsi troposferici è in risposta all’equazione di Ertel che definisce la vorticità potenziale su superfici isoentropiche. Ad una contrazione dello spessore di una colonna d’aria corrisponde un aumento della stabilità statica e una diminuzione della vorticità assoluta. Nel caso di approfondimento dall’alto del vortice polare stratosferico, a cui corrisponde un allungamento dello spessore della colonna d’aria, si determina una diminuzione della stabilità statica ed un aumento della vorticità assoluta con conseguente contrazione della colonna sottostante ottenendo lì un progressivo aumento della stabilità statica e una diminuzione della vorticità assoluta verso il basso. Questa condizione determina un progressivo incremento dei flussi di calore verso la tropopausa. I valori elevati dei flussi verso l’alto che si verificano sotto il bordo della linea di flusso del basso vortice stratosferico implica una forte propagazione verticale delle onde stesse. Le superfici isoentropiche da tenere maggiormente sotto osservazione in riferimento a quanto appena descritto sono la 380K e la 475K (approssimativamente corrispondenti a 200 e 100hPa) alla latitudine di 50N. Viceversa una contrazione della colonna nei piani stratosferici indotta da riscaldamenti improvvisi impone l’instaurarsi di una circolazione anticiclonica verso l’alto cui consegue un allungamento della colonna sottostante nella quale, sempre per l’equazione di Ertel, si otterrà una progressiva diminuzione della stabilità statica con aumento della vorticità assoluta verso il basso, motivo dell’incremento di vorticità a carico del vortice troposferico, determinando una brusca interruzione del trasferimento dei flussi di calore e seguendo uno schema ad impulsi via via più intensi che dalle quote superiori si trasferisce verso le quote inferiori.
Anche la MJO gioca un ruolo, anche se potrebbe considerarsi più una conseguenza che un evento scatenante. Sovente i passaggi in zona 4 e 5, dopo una prolungata fase di debolezza o stazionarietà in zona oceano indiano (2 e 3), testimoniano la presa di convezione in zona indonesiana in risposta alla rotazione e disposizione dell’asse del vortice polare alla superficie isoentropica di 380K che, portando una disposizione più rettilinea del flusso zonale verso la Cina, determina un aumento del gradiente di velocità in direzione perpendicolare al moto determinando una circolazione anticiclonica sulla destra del flusso stesso ed una diminuzione della pressione al suolo e del geopotenziale dalle medie quote verso il basso, tipico delle dinamiche dei cicloni caldi di tipo equatoriale (zone 4 e 5 della MJO).
Concludendo: Una dinamica di sviluppo e di approfondimento compatibile con l’avvento di un ESE cold secondo lo schema facente capo alle ricerche sia di Baldwin e Dunkerton, ma ancora di più di Waugh e Polvani, dovrebbe essere contraddistinto da una maggiore pendenza della crescita del NAM e da sue diverse pulsazioni, anche marcate in ampiezza, che portino a superare anche consistentemente la soglia fatidica di +1,5 per un tempo di alcune settimane (condizionamento ESE vero e proprio). Una fase che non abbia queste caratteristiche precise, potrebbero essere
solo il frutto delle anomalie con bassi valori di ep-flux ( una sorta di pre-condizionamento ) che come da letteratura potrebbe anche portare ad un’evoluzione successiva di segno opposto ovvero verso un ESE di tipo warm.


Diffidate sempre da chi premette nelle sue analisi: Credo, secondo me, a prescindere dagli esiti.
La meteorologia non è un indovinare, non c'è nulla da indovinare, vestire abiti da stregoni o panzane del genere.
Essa è solo il frutto di un osservazione quotidiana, di studio, di dinamiche e prospettive probabilistiche di esse ,
nelle quali sono sempre presenti errori data la complessità e varietà del panorama circolatorio. Premesse queste
che impongono sempre cautela e limiti oltre i quali non bisogna mai andare.
Credete veramente che un ragioniere, per quanto appassionato, riesca ad oltrepassare ostacoli previsionali che
i migliori elaboratori al mondo non riescono a definire e risolvere? Davvero credete questo? Quando leggete un analisi
e notate che sta fantasticando previsioni oltre una settimana/dieci giorni, fermatevi, e utilizzate quel tempo per
leggere un buon libro.
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Re: Analisi circolatorie . View/Mjo/Enso

Messaggio da gandalf il bianco »

picchio70 ha scritto: dom dic 08, 2024 12:35 pm
gandalf il bianco ha scritto: dom dic 08, 2024 12:16 pm
picchio70 ha scritto: dom dic 08, 2024 12:02 pm Ciao Gandalf e grazie per l'aggiornamento.
A titolo strettamente personale, do' importanza ad altre peculiarità più legate
alle vicende troposferiche, e come queste sia disponibili o meno.
Di warming ne abbiamo una decina a stagione.
Esistono gli indici di correlazione che ci dicono quanto effettivamente certe dinamiche ( di ogni genere )
siano poi effettivamente rilevanti per le nostre latitudini. Alcune, di cui si straparla, hanno come valore
0-0.2 ( su dieci ) per cui ...
Si si esatto, l intento era in qualche modo di cercare
o destabilizzare il vps, e chi meglio di un warming lo può fare? Poi gli effetti la sotto e cosa ne deriverebbe è impossibile saperlo sl momento, ma credo sia meglio averlo un riscaldamento ora come ora che non averlo, altrimenti la lavatrice non la fermi piu per davvero😅
No, non funziona cosi.
Ascolta Gandalf, vedi quanto interesse suscitano le vicende stratosferiche?
Vedi come tanti declamano indici, warming, cooling, NAM, SSW, ecc.? Quanti aggettivano, bene, male?
Prova a chiedere quanti di loro hanno mai letto un paper a riguardo, come sono state catalogate le anomalie,
dove sono state calcolate, quali dei diversi studi eseguiti risulta il più rappresentativo, quali altri verranno eseguiti
e perché?
Perché se il nam si ferma a 1.4 che succede?
Comunque prova a chiedere, vedi che ti rispondono e poi fammi sapere 😉
Ma noi comuni mortali ci rifacciamo a questi indici per darci giusto un idea, non siamo fisici,.anche perchè un conto è sapere la fisica dell atmosfera, un altra è assocciare la stratosfera warming o quant altro a tendenze atmosferiche molto piu in basso, fatto è che neanche i meteorologi fanno tendenze meteo basandosi sulla strato, figuriamoci noi😂😂

Detto questo io ho affermato una cosa molto semplice, in base ad un attività molto forte e fredda come il trottolone lo è in questi giorni, è sempre meglio avere un warming piuttosto che non averlo,.anche se il concetto è uno e l ho capito, il vortice troposferico potrebbe girare a mille ugualmente a prescindere dal warming o meno 😜

Il nam a 1.4 o 1.5 cambia poco, la colonna polare da 1 ha sino a 1000ha ha raggiunto questa cifra, ma vallo a fire a baldwin e dunkerton del perche hanno proprio messo quella soglia
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Re: Analisi circolatorie . View/Mjo/Enso

Messaggio da picchio70 »

Il punto è che ritieni meglio un disturbo warming piuttosto che no.
Questo discuto, perché non funziona così, anzi può anche rivelarsi deleterio ( momento angolare )
Poi sono sempre felice, altresi, di conoscere che correlazione mi porti a corredo.
Per quanto mi riguarda non sono mai interessato a questi attriti che avvengono ogni santo anno, quindi
del tutto normali, che iniziano ad acquisire una certa importanza solitamente quando si concretizzano
alcune peculiarità concomitanti. Importanza che ricade ( eventualmente ) sui settori nord americani,
area tra Scandinavia e baltico, e Asia.
Non capisco proprio perché acquisiscono questa ridondanza nonostante abbiate constatato negli anni
che nel 99% dei casi non portano mai a nulla. Boh
Gabriele_2021
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Re: Analisi circolatorie . View/Mjo/Enso

Messaggio da Gabriele_2021 »

certi concetti meteo piuttosto complessi ed articolati non sono facili da digerire e assimilare
posso compredere che , chi non ha tutto il tempo da dedicare a leggere paper e studi a riguardo, si dia delle risposte seguendo il proprio intuito anche se realmente le cose sono più complesse e non lineari come possa sembrare
Gabriele_2021
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Re: Analisi circolatorie . View/Mjo/Enso

Messaggio da Gabriele_2021 »

tra l'altro è proprio quello che sembra prospettarsi ovvero che il warming e la pressione ad una sola cresta stimoli la risposta di un ulteriore accelerazione del vps per conservazione del momento angolare ed aumento dell'enstrofia
avventura
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Re: Analisi circolatorie . View/Mjo/Enso

Messaggio da avventura »

meglio pensare in basso :roll:
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Re: Analisi circolatorie . View/Mjo/Enso

Messaggio da picchio70 »

Gabriele_2021 ha scritto: dom dic 08, 2024 9:15 pm tra l'altro è proprio quello che sembra prospettarsi ovvero che il warming e la pressione ad una sola cresta stimoli la risposta di un ulteriore accelerazione del vps per conservazione del momento angolare ed aumento dell'enstrofia
Buonasera Gabriele. Vedremo, ma a prescindere sono queste associazioni dirette che mi lasciano di stucco.
Il contraddittorio ci sta', però preferisco quello supportato da numeri e che avvalorino ciò che si espone in
alternativa, e non solo dimostrando che in siberia ( ma guarda un po' che stranezza ) iniziano a presentarsi attriti.
Che tipo d'onda necessità, lunghezza, stazionarietà e rintocco sul PNA oppure in Canadian warming.
Inversione e rapido approfondimento della circolazione esterly nell’ambito della mesosfera equatoriale.
Onda kelvin sul pacifico ( stazionarietà d'onda )
Deposito di quantità di moto ( rottura d'onda )
Requisiti di continuità di massa, e precisamente dalla troposfera tropo-equatoriale che va a sostituire
la compressione sul piano isoentropico al polo. ( BDC )
Di questo mi piacerebbe discutere e capire perché ciò che si cita dovrebbe essere significativo,
a parte il fatto che sono sempre i piani inferiori a dirigere l'orchestra.
Elieli
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Re: Analisi circolatorie . View/Mjo/Enso

Messaggio da Elieli »

Scusate domanda stupida.
È la troposfera a condizionare la strato o viceversa?
I flussi di calore partono sempre dalla tropo e si diffondono in stratosfera?
GELOSIBERIANO
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Re: Analisi circolatorie . View/Mjo/Enso

Messaggio da GELOSIBERIANO »

Comunque le view di ec lasciano presagire qualcosa di interessante per il periodo natalizio
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