Analisi circolatorie . View/Mjo/Enso 2024

Discussioni meteorologiche sul tempo previsto nei prossimi giorni ma anche climatologia e discussioni sui run dei vari modelli: è la stanza principale, quella più affollata e seguita.

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Rodigino04
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Re: Analisi circolatorie . View/Mjo/Enso

Messaggio da Rodigino04 »

Buonasera a tutti.
L'avvio invernale sul bacino del Mediterraneo è contraddistinto da una situazione quantomeno
non statica e zonale dal punto di vista della circolazione su macroarea. Dopo un mese di novembre
che ha mostrato la tendenza complessiva a vedere la direttrice della velocità di fase delle rossby
poleaward diretta sull'area euromediterranea orientale ( sovvertendo il precedente dipolo ), si era
palesata da prime indicazioni a lungo termine la possibilità, pur con scarsa affidabilità, che lo stesso comparto
potesse andare in contro ad una blanda termicizzazione o comunque ad un cenno di azione retrograda
in grado di influenzare via via più ad ovest con parziale arretramento dell'asse di blocking europeo.
La situazione attuale vede a livello emisferico un impianto polare che è generalmente andato incontro
a rinforzo o a contrattura delle masse artiche con asse obliquo e rintocco sui valori Ao+, riflettendo
un ben altro tipo di rinforzo che è quello relativo al vps con assenza di disturbi particolari, cooling e high zw.
Schema attuale che vede le oscillazioni ( atlantica, pacifica e artica ) positive con velocità di fase
sulla east coast americana e relativo raffreddamento, sul Mediterraneo orientale medesima situazione
( in più ingenti piogge e locali situazioni alluvionali sui Balcani meridionali ). Specularmente, sull'Europa
sw si assiste ad un corposo promontorio di origine subtropicale, il quale provoca valori efi di temperatura estremi
per il periodo.

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Fra la prima e la seconda decade di dicembre, si andrà a palesare probabilmente la 1° ( speriamo di varie ) irruzione
invernale della stagione. Giusto per sfatare alcuni falsi miti che spesso e volentieri popolano in varie occasioni,
si tratterà di un'azione meridiana sostenuta in parte da un'oscillazione del dipolo e dall'onda atlantica che avviene:

- in contesto da nao neutra ( o leggermente negativa );
- in contesto da Ao+;
- in contesto da vps privo di disturbi rilevanti ( anzi parziale cooling );
- in contesto da high zonal wind;
- in contesto di un dipolo artico più equilibrato;
- in contesto da parziale opposizione orientale, ma non con termico siberiano
( che ai fini dell'inverno mediterraneo, da solo, può dire tutto e niente );
- in contesto di accelerazione del jet ( pur vero che l'avvezione viene in parte tagliata ).

Di seguito gli ultimi aggiornamenti disponibili dalle views testimoniano con ormai discreta attendibilità
il concretizzarsi dell'avvezione polare-artica a cui assisteremo.

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Chiaro che finché non si palesa il regime corretto, si fa anche un po' fatica a farsi un'idea precisa,
anche se il determinismo sta valutando varie ipotesi. Per ora il segnale prevalente propende per un regime
da Nao - Blo + con blocco dominante.

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Poi il tutto dipende dal timing d'oscillazione, sostegno delle due onde di cui sopra, quando avviene effettivamente
il taglio d'alimentazione eccetera.
Taglio che fra l'altro è responsabile abbastanza presumibilmente di una parziale deriva occidentale e senza
isoterme chissà quanto fredde o gelide, anche se di questi tempi è tutto oro che luccica, non scherziamo.
Un periodo nel cuore di dicembre che quantomeno farà parlare per un clima consono o anche più freddo del solito,
rispetto al mantra dominante che ben conosciamo ( che non mancherà ).
Poi sinceramente poco mi interessa fossilizzarmi sui giardini di qualcuno se non nevicherà e sui relativi lamenti.
Lamenti che poi provengono magari da chi ha già visto la neve quest'anno a differenza di chi non la vede da anni.
Poi le views spaziano, e volendo citare quanto evidenziano, propendono per una sorta di reiterazione
d'onda con corridoio polare artico ancora aperto sull'Europa questa volta da nao+, è una tendenza ovviamente.
Come sappiamo, un importante supporto al mantenimento di una situazione di stimolo d'onda sull'impianto polare
deriva talvolta da una buona composizione della Mjo nel suo decorso dalla zona indiana a quella pacifica.
Postilla a pié di pagina : notare come nella meteorologia non si possono incasellare indici e tlc quasi fossero parte
di un'equazione matematica che dà un risultato fisso. Anche perché non possiamo essere a conoscenza di tutte le
tantissime variabili insite nel sistema per fare tendenze ( solo i modelli rilevano una mole di dati tali da restituire
una condizione più prossima possibile alla realtà ). Per questa logica varie volte abbiamo avuto uno stimolo dalla
Mjo nella sua fase pacifica con buona magnitudo ma senza particolari effetti sulla costituzioni di fasi bloccate
alle alte latitudini ( dipende come vanno a parare le onde ).
In questo caso, l'imprinting proviene dalla fase indiana, eppure a breve si andrà ad innestare un blocco atlantico
tale da coadiuvare l'azione artica.
Noi comunque continuiamo a commentare tutti i nuovi aggiornamenti anche di questi indici, ma con la
consapevolezza di cui sopra. Vediamo appunto la predizione Mjo in fase pacifica.

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Diciamo che anche una via di mezzo non sarebbe male come cosa. Il suo impatto e decorso sarà rivalutato
nei prossimi giorni.
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picchio70
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Re: Analisi circolatorie . View/Mjo/Enso

Messaggio da picchio70 »

👍👍
Molto bene Rodi, questa è l'attitudine giusta verso la materia.
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Rodigino04
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Re: Analisi circolatorie . View/Mjo/Enso

Messaggio da Rodigino04 »

L'ultimo run deterministico di Ecmwf (12) sembra più o meno coerente rispetto al suo insieme,
quindi si può ritenere non molto dissimile dall'andamento medio. Qui l'esempio sul nord.

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picchio70
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Re: Analisi circolatorie . View/Mjo/Enso

Messaggio da picchio70 »

Buongiorno.
Eccoci con gli aggiornamenti relativi alla convenzione tropicale che risultano di fondamentale
importanza per il proseguo stagionale.
La fase convettiva risulta attualmente potenziata sul continente marittimo, contestualmente ad un evento
WWB ( raffiche da ovest ) sul bacino orientale dell'oceano indiano e le proiezioni descrivono una successiva
propagazione verso est, ma la velocità di fase risulta molto più lenta.
Probabilmente il segnale interferisce in modo costruttivo con lo stato di base che tende gradualmente verso
la Nina e un evento Iod negativo.

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Rimane presente un modello di onda 1 in quota con una divergenza molto
evidente centrata sul continente marittimo, coerente con l'analisi del potenziale di velocità di livello superiore.


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A differenza dei campi di livello superiore, il campo del vento di basso livello mostra una propagazione verso est meno evidente, questo sempre a causa della forte raffica di vento da ovest (WWB) in corso sull'Oceano Indiano orientale,
mentre un'ondata di alisei è in corso nel Pacifico occidentale e centrale,( EWB ) sebbene permangano anomalie più deboli nell'estremo oriente del Pacifico.

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Le previsioni di anomalie OLR basate su GEFS mostrano un'evoluzione molto più lenta, con una convezione potenziata che persiste sul Continente Marittimo e sull'estremo Pacifico occidentale entro metà dicembre, attraverso uno schema più coerente con una risposta di tipo Nina.

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Inutile sottolineare come tutto questo assuma un carattere di estrema importanza sul proseguo stagionale.
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gandalf il bianco
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Re: Analisi circolatorie . View/Mjo/Enso

Messaggio da gandalf il bianco »

Sarebbe anche tempo di riscrivere nel live cosa dite?
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Re: Analisi circolatorie . View/Mjo/Enso

Messaggio da Kekko14 »

gandalf il bianco ha scritto: mar dic 03, 2024 9:16 am Sarebbe anche tempo di riscrivere nel live cosa dite?
Conviene gandalf?anche a me piacerebbe il td live come un tempo,ogni tanto vado a leggerlo e il livello è veramente basso..ma non in quanto a conoscenze anzi alcuni sono anche molto bravi compreso te...pero se su 2 pagine che ho da leggere tre sono su frecciatine tra utenti..oppure trovo scritto anche a sto giro il Piemonte rimane al secco con una carta postata a 300h..credo si vada a perdere tutta la serietà che merita questa materia..ecco se si smettesse di fare screzi tra adolescenti o parlare solo di fantameteo e proprio orticello sarebbe anche bello
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Re: Analisi circolatorie . View/Mjo/Enso

Messaggio da picchio70 »

Cerchiamo di fare un po' di chiarezza su questi benedetti moti t-s-t che ogni santa stagione invernale
conquistano il palcoscenico meteorologico sui social e sui forum, creando notevole confusione e distorcendo
quelle che sono le vere interconnessioni tra il due piani.
Infatti lo scopo di questo post è quello di deviare l'attenzione dalla stratosfera per dimostrare che il punto di origine degli ESE si trova nella troposfera. In primo luogo, viene dimostrato che flussi di calore forti a 100 hPa precedono quasi sempre eventi vorticosi deboli e, al contrario, flussi di calore deboli precedono eventi vorticosi forti, in linea con la teoria dell'interazione onda-flusso medio. Questo chiarisce la natura dinamica degli ESE e suggerisce che una delle principali fonti di variabilità stratosferica (e quindi di prevedibilità) si trova nella troposfera sottostante e non nella stratosfera stessa. In secondo luogo, si dimostra che le serie temporali giornaliere del flusso di calore rilevato a 100 hPa e integrato nei 40 giorni precedenti, mostrano un'anticorrelazione notevolmente elevata (-0,8) con l'indice di oscillazione artica (AO) a 10 hPa.
Il fatto che i valori estremi di AO si presentino prima nella stratosfera superiore, senza valori elevati precedenti o simultanei nell'AO troposferico, dà l'impressione (fuorviante) che gli ESE abbiano origine nella stratosfera superiore. Analogamente, il fatto che i valori estremi di AO scendano dalla stratosfera superiore alla troposfera ha generato un discreto interesse nella possibilità che la stratosfera possa "forzare" la troposfera e quindi contribuire alla variabilità climatica. Ciò, tuttavia, contrasta con la comprensione più elementare della dinamica delle onde su scala planetaria e della loro interazione con i vortici polari stratosferici. L'obiettivo principale di questo post è quindi chiarire la natura dinamica degli ESE e dimostrare che hanno origine nella troposfera.
Poiché gli ESE sono definiti sulla base dei valori AO (a 10 hPa) e poiché l'AO è un ottimo proxy per la forza del getto polare nella stratosfera, dovrebbe essere chiaro che gli ESE corrispondono a casi di vortici polari stratosferici anomali deboli o forti (ad esempio, improvvisi riscaldamenti o raffreddamenti stratosferici). Numerosi studi di casi precedenti hanno collegato tali eventi all'attività delle onde anomale che entra nella stratosfera. In particolare, studi di casi hanno documentato che una grande attività di onde ascendenti [flusso Eliassen-Palm (E-P)] e che periodi con un
vortice coeso sono associati a una debole attività di onde che entrano nella stratosfera .
Allo stesso modo, è stata stabilita una chiara relazione su scale temporali interannuali tra lo stato della stratosfera e l'attività delle onde ascendente integrata nel tempo dalla troposfera: gli inverni con una forte attività delle onde ascendente sono associati a temperature polari più calde, più ozono e un vortice polare più debole
Tuttavia, non è stata eseguita un'analisi sistematica dell'intero record di dati e non è stata testata la robustezza statistica del collegamento tra l'attività delle onde che si propagano verso l'alto vicino alla tropopausa e il verificarsi di valori AO estremi (ESE) nella stratosfera. Esiste una correlazione statisticamente significativa tra l'indice AO a 10 hPa e l'attività delle onde verso l'alto che entra nella stratosfera integrata nel mese precedente e che i singoli ESE sono quasi sempre preceduti da un'attività delle onde verso l'alto anomala. Da ciò deduciamo che gli ESE hanno origine nella troposfera.
È chiaro quindi che gli eventi di vortice debole sono preceduti da un'attività ondosa anomala e forte che entra nella stratosfera. Ciò non sorprende e offre una spiegazione dinamica potenzialmente semplice di questi eventi: nei 40 giorni precedenti a ogni evento di vortice debole (NAM basso), un'attività ondosa anomala e grande si è propagata dalla troposfera e, rompendosi, ha depositato il suo slancio occidentale nella stratosfera, indebolendo così il vortice polare. Analogamente gli eventi di vortice forte (NAM alto) nella stratosfera sono preceduti da un'attività ondosa ascendente anomala e debole; ancora una volta, questo fatto è in perfetta consonanza con la comprensione delle dinamiche stratosferiche.

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È interessante notare nella figura postata, che il flusso di calore medio che precede gli ESE non è simmetrico. L'istogramma per gli eventi di vortice debole (rosso) è centrato a circa due deviazioni standard a destra del grafico,
mentre l'istogramma degli eventi di vortice forte (blu) è solo circa una deviazione standard a sinistra.
In un certo senso solo gli ESE di vortice debole sono veri "eventi", nella misura in cui qualcosa è effettivamente accaduto (in particolare, una propagazione di onde verso l'alto molto più grande della media seguita da una rottura delle onde, tipica di un riscaldamento improvviso). D'altro canto, quando il vortice è anomalamente forte, in realtà non accade molto, ovvero l'attività delle onde che entra nella stratosfera è debole e quindi meno onde si propagano verso l'alto, rompendo e rallentando il vortice.
Questa interpretazione dinamica offerta è molto rafforzata dall'ispezione delle serie temporali effettive. Queste sono tracciate nella prossima figura per gli ultimi 24 anni di registrazione. Si noti l'anticorrelazione estremamente elevata (-0,8) tra l'indice NAM a 10 hPa (curva rossa) e il flusso di calore medio a 100 hPa (curva blu). Una correlazione così elevata fornisce un forte supporto alla nostra interpretazione dei flussi di attività delle onde ascendenti come precursori degli ESE.

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In sintesi, abbiamo dimostrato che i flussi anomali di attività delle onde ascendenti basse a 100 hPa (e inferiori) precedono gli eventi stratosferici estremi e i valori anomali della superficie dell'AO. Poiché il flusso delle onde ascendenti è associato alle onde su scala planetaria che si propagano dalla troposfera alla stratosfera, questa analisi chiarisce la fonte dinamica degli eventi stratosferici estremi, e suggerisce che mentre la fonte degli eventi può essere localizzata nella troposfera, la stratosfera potrebbe svolgere un ruolo nel potenziare o sopprimere gli eventi.
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Re: Analisi circolatorie . View/Mjo/Enso

Messaggio da gandalf il bianco »

Picchio il valore Ao si misura a livello del mare e non a 10ha
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Re: Analisi circolatorie . View/Mjo/Enso

Messaggio da picchio70 »

gandalf il bianco ha scritto: mar dic 03, 2024 11:34 am Picchio il valore Ao si misura a livello del mare e non a 10ha
Si misura anche a livello del mare, il che è molto diverso.
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Re: Analisi circolatorie . View/Mjo/Enso

Messaggio da picchio70 »

Bentornato Gabriele 😉
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Re: Analisi circolatorie . View/Mjo/Enso

Messaggio da picchio70 »

Questa la visione media delle isoterme previste in ingresso da nord a sud

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Si nota altresì uno spread molto ridotto per il centro sud ( segno che le ipotesi nel ventaglio previsionale
sono scarse riguardo ad un estensione orientale dell'onda ), mentre rimane mediamente alto al nord ovest
( segno che le ipotesi di deriva occidentale e stazionamento ciclonico dell'onda sono più presenti nelle ipotesi previsionali )
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Re: Analisi circolatorie . View/Mjo/Enso

Messaggio da cuotamare »

gandalf il bianco ha scritto: mar dic 03, 2024 11:34 am Picchio il valore Ao si misura a livello del mare e non a 10ha
Difatti abbiamo svariati casi di Inverni con stratosfera fredda ( vps forte ) e AO negativa al suolo e viceversa.
Ma vallo a spiegare....
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Re: Analisi circolatorie . View/Mjo/Enso

Messaggio da picchio70 »

cuotamare ha scritto: mar dic 03, 2024 1:38 pm
gandalf il bianco ha scritto: mar dic 03, 2024 11:34 am Picchio il valore Ao si misura a livello del mare e non a 10ha
Difatti abbiamo svariati casi di Inverni con stratosfera fredda ( vps forte ) e AO negativa al suolo e viceversa.
Ma vallo a spiegare....
A chi lo devi spiegare, perdonami.
Ma perché non leggete attentamente prima di lanciarvi in assunti che tra l'altro non sono stati neanche
citati o associati.
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Re: Analisi circolatorie . View/Mjo/Enso

Messaggio da Rodigino04 »

Bella dimostrazione picchio. Di qui si spiega ulteriormente come mai siamo spesso alla ricerca
di sorgenti o stimoli d'onda su scala troposferica (vedi la Mjo) in grado di apportare contributi nella medesima
e ove possibile anche più in alto.
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Re: Analisi circolatorie . View/Mjo/Enso

Messaggio da Rodigino04 »

Divergenze di lettura ancora notevoli fra i due centri di calcolo.

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Poi alla fine dei conti questi sono anche motivi per i quali le views correggono il tiro in una direzione
o in un'altra ( nel lungo termine ) man mano che vengono acquisiti nel calcolo generale gli impatti
di tante variabili insite nell'emisfero, e questa è una importante. In questo caso c'è un abisso fra Ecmwf e Cfs,
quindi ribadisco che una via di mezzo più o meno come Gefs andrebbe pure bene.
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