Per i convinti del global warming antropico
Moderatori: erboss, MeteoLive, jackfrost
Per i convinti del global warming antropico
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Il riscaldamento in atto. Che esso esista è indubbio, molti più dubbi ci sono sulle sue cause e nella scienza finquando le teorie non sono suffragate da prove sperimentali certe, esse non hanno alcun valore scientifico. Stante questo dogma si può affermare senza ombra di dubbio che tra serristi e freddisti( mi si passi questa orribile definizione) non ha ragione nessuno, poichè non esisite nessuna prova scientifica che una delle due tesi sia esatta. Prima che comincino le recriminazioni mi sia consentito di dire una cosa; per smettere di riempire di immondizia l'atmosfera, le acque ecc. abbiamo già un valido ed inconfutabile motivo: la tutela della nostra salute, dal momento che il suo dannegiamento da parte degli agenti inquinanti è più che certo. Come detto in altro tred, la battaglia contro l'inquinamento globale dovrebbe appartenere ai medici non ai meteoclimatologi. Fatta quesa doverosa precisazione facciamo il punto su alcune cose. La terra si sta scaldando ma rispetto a cosa? Poichè è vero che tutto è relativo, il termine di paragone mi sembra fondamentale.
La terra si sta scaldando rispetto al periodo precedente, da noi meglio conosciuto come P.E.G. piccola età glaciale, uno dei periodi più freddi dalla fine dell'ultima era glaciale. E' corretto usare la PEG come termine di paragone? No, sarebbe come usare il 29 come inverno di riferimento a cui paragonare gli inverni europei. E' lampante sarebbero tutti più caldi.
Assodato ciò andiamo altre; ci sono stati periodi più caldi o simili a quello attuale non imputabili all'attività umana? Si, tra i molti ne cito due, il grande optimum neolitico e quello piccolo medioevale. Nel primo si stima che le temperature europee siano state tra i 2 e i 2.5 C° più alte delle attuali, tanto che da analisi dei pollini fatte negli strati sotto i laghi svedesi, si è appurato che il nocciolo, pianta tipica mediterranea, cresceva spontaneamente in scandinavia. Ora lì è molto difficile farlo crescre coltivandolo e proteggendolo dal freddo invernale. Durante il periodo tra l'800 e il 1200 D.C. si registra un altro optimum climatico ma le temperature non raggiungono mai i valori citati precedentemente. Si stima siano state di circa 1C° superiori alle attuali. Ma questo scarto permette alla foresta( ora fossile) di Grindelwald di crescere rigogliosamente, essa sarà distrutta dall'avanzata dell'omonimo ghiacciaio nel 1300 circa.
Non è più ricresciuta tanto che tuttora la zona è un deserto di pietrisco tipico di zone da poco abbandonate da un ghiacciaio in regressione.
Altra cosa: il canale di irrigazione artificialmente costruito in epoca medievale, denominato Oberriederin nel ghiaciaio di Altesh ha la sua parte terminale ancora coperta dal ghiaccio. Potrei continuare ancora ma sarebbe puro nozionismo. Il punto dove voglio arrivare è il seguente: è impossibile prevedere l'andamento futuro di un sistema di cui non si conosce, nemmeno a grandi linee, il funzionamento. Ora siamo in grado di fare previsioni attendibili a non più di 4 o 5 giorni, come possiamo pretendere di stabilire un trend a 50 o 100 annni? Inoltre: il clima è l'esempio classico di sistema caotico dotato di innumerevoli variabili.
Noi ne stiamo aumentando il valore soltanto di 2 o 3.
Ultima cosa; il sistema clima garantisce da miliardi di anni una cosa unica nell'universo sinora conosciuto: la vita. La finestra climatica, come la chiamano i biologi, non è molto grande, si possono avere si delle oscillazioni ma sempre in un limitato range. La temp. media non potrà mai essere= o inferiore a zero poichè gli oceani congelerebbero in toto ed la glaciazione sarebbe irreversibile annullando di fatto il ciclo dell'acqua e la vita stessa sul pianeta. Non si potrebbero raggiungere neanche medie superiori a 30C° perchè sarebbero nocivi sia direttamente, durante il raggiungimento dei valori di picco sia indirettamente poichè le cellule riproduttive maschili(spermatozoi) mal sopportano alte temperature. Quindi o diamo per scontato che in miliardi di anni nulla ha mai perturbato questa stretta oscillazione o cominciamo a pensare che il sistema abbia degli sconosciuti(finora) sistemi di autocontrollo. Il sistema è stato più volte perturbato, durante il Permiano scomparvero il 95% delle forme di vita, alla fine del cretaceo insieme ai dinosauri se ne andò il 75% delle specie viventi. Ma la vita non è mai morta ed è sempre riuscita a riprendersi più forte e rigogliosa di prima.
A questo punto si deve aggiungere più di una perplessità sui dati e le loro analisi. Sappiamo che in uno studio scientifico i dati sono d'importanza vitale poichè dalla loro correttezza dipende il giusto esito dello stesso. Oggi abbiamo a dispozione un'enorme mole di dati sulle temperature mondiali, rilevati con apparecchiature molto sofisticate, satelliti, termometri digitali precisi al centesimo di grado e sopattutto misurazioni effettuate in migliaia di stazioni sparse in ogni parte del globo. Ora noi confrontiamo ciò con rilevazioni fatte nell'800 nel 700 e addiritture nel 600 usufruendo di antiquati termometri a mercurio e disponibili solo per pochissime località mondiali. Per esempio cosa sappiamo delle temperature settecentesche della siberia o dell'alaska o della cina? Inoltre le variazioni sono dell'ordine dei decimi di grado; quanti termometri del passato erano in grado di misurare questi scarti? E l'eventuale e molto probabile errore umano chi lo ha calcolato? e quanto influisce sulla serie?
Direte: ma tu come la pensi? Io penso che l'attuale riscaldamente non abbia un colpevole ben preciso, nella scienza come nella giustizia( in quest'ultima non sempre) si ha bisogno di prove inconfutabili e queste al momento non ci sono. Credo che la macchina clima, funzionante da miliardi di anni, abbia a disposizione degli efficenti anticorpi che gli permettono di proteggersi da eccessivi raffreddori e forti colpi di calore.
Concludo dicendo che a mio avviso, ma non solo, il più grande errore fatto nello studio del clima e di identificare lo stesso con l'atmosfera.
L'atmosfera è il palcoscenico in cui il clima mette in scena le sue rappresentazioni, nelle quali i fenomeni atmosferici sono gli attori principali.
Il clima è tutto e poco sappiamo delle molteplici interazioni tra atmosfera, oceani calotte ecc. ecc.
Finquando non conosceremo anche le battute meno importanti di questa commedia chiamata clima sarà inutile dipingere scenari caldi o glaciali, ricordiamoci che non riusciamo a fare previsioni certe al 100% neanche a 5 giorni.
C'è da dire che il genere umano dovrebbe però tenere in mente quanto segue:
Non è la più forte delle specie che sopravvive, nè la più intelligente, ma quella più reattiva ai cambiamenti.
C. Darwin
Il riscaldamento in atto. Che esso esista è indubbio, molti più dubbi ci sono sulle sue cause e nella scienza finquando le teorie non sono suffragate da prove sperimentali certe, esse non hanno alcun valore scientifico. Stante questo dogma si può affermare senza ombra di dubbio che tra serristi e freddisti( mi si passi questa orribile definizione) non ha ragione nessuno, poichè non esisite nessuna prova scientifica che una delle due tesi sia esatta. Prima che comincino le recriminazioni mi sia consentito di dire una cosa; per smettere di riempire di immondizia l'atmosfera, le acque ecc. abbiamo già un valido ed inconfutabile motivo: la tutela della nostra salute, dal momento che il suo dannegiamento da parte degli agenti inquinanti è più che certo. Come detto in altro tred, la battaglia contro l'inquinamento globale dovrebbe appartenere ai medici non ai meteoclimatologi. Fatta quesa doverosa precisazione facciamo il punto su alcune cose. La terra si sta scaldando ma rispetto a cosa? Poichè è vero che tutto è relativo, il termine di paragone mi sembra fondamentale.
La terra si sta scaldando rispetto al periodo precedente, da noi meglio conosciuto come P.E.G. piccola età glaciale, uno dei periodi più freddi dalla fine dell'ultima era glaciale. E' corretto usare la PEG come termine di paragone? No, sarebbe come usare il 29 come inverno di riferimento a cui paragonare gli inverni europei. E' lampante sarebbero tutti più caldi.
Assodato ciò andiamo altre; ci sono stati periodi più caldi o simili a quello attuale non imputabili all'attività umana? Si, tra i molti ne cito due, il grande optimum neolitico e quello piccolo medioevale. Nel primo si stima che le temperature europee siano state tra i 2 e i 2.5 C° più alte delle attuali, tanto che da analisi dei pollini fatte negli strati sotto i laghi svedesi, si è appurato che il nocciolo, pianta tipica mediterranea, cresceva spontaneamente in scandinavia. Ora lì è molto difficile farlo crescre coltivandolo e proteggendolo dal freddo invernale. Durante il periodo tra l'800 e il 1200 D.C. si registra un altro optimum climatico ma le temperature non raggiungono mai i valori citati precedentemente. Si stima siano state di circa 1C° superiori alle attuali. Ma questo scarto permette alla foresta( ora fossile) di Grindelwald di crescere rigogliosamente, essa sarà distrutta dall'avanzata dell'omonimo ghiacciaio nel 1300 circa.
Non è più ricresciuta tanto che tuttora la zona è un deserto di pietrisco tipico di zone da poco abbandonate da un ghiacciaio in regressione.
Altra cosa: il canale di irrigazione artificialmente costruito in epoca medievale, denominato Oberriederin nel ghiaciaio di Altesh ha la sua parte terminale ancora coperta dal ghiaccio. Potrei continuare ancora ma sarebbe puro nozionismo. Il punto dove voglio arrivare è il seguente: è impossibile prevedere l'andamento futuro di un sistema di cui non si conosce, nemmeno a grandi linee, il funzionamento. Ora siamo in grado di fare previsioni attendibili a non più di 4 o 5 giorni, come possiamo pretendere di stabilire un trend a 50 o 100 annni? Inoltre: il clima è l'esempio classico di sistema caotico dotato di innumerevoli variabili.
Noi ne stiamo aumentando il valore soltanto di 2 o 3.
Ultima cosa; il sistema clima garantisce da miliardi di anni una cosa unica nell'universo sinora conosciuto: la vita. La finestra climatica, come la chiamano i biologi, non è molto grande, si possono avere si delle oscillazioni ma sempre in un limitato range. La temp. media non potrà mai essere= o inferiore a zero poichè gli oceani congelerebbero in toto ed la glaciazione sarebbe irreversibile annullando di fatto il ciclo dell'acqua e la vita stessa sul pianeta. Non si potrebbero raggiungere neanche medie superiori a 30C° perchè sarebbero nocivi sia direttamente, durante il raggiungimento dei valori di picco sia indirettamente poichè le cellule riproduttive maschili(spermatozoi) mal sopportano alte temperature. Quindi o diamo per scontato che in miliardi di anni nulla ha mai perturbato questa stretta oscillazione o cominciamo a pensare che il sistema abbia degli sconosciuti(finora) sistemi di autocontrollo. Il sistema è stato più volte perturbato, durante il Permiano scomparvero il 95% delle forme di vita, alla fine del cretaceo insieme ai dinosauri se ne andò il 75% delle specie viventi. Ma la vita non è mai morta ed è sempre riuscita a riprendersi più forte e rigogliosa di prima.
A questo punto si deve aggiungere più di una perplessità sui dati e le loro analisi. Sappiamo che in uno studio scientifico i dati sono d'importanza vitale poichè dalla loro correttezza dipende il giusto esito dello stesso. Oggi abbiamo a dispozione un'enorme mole di dati sulle temperature mondiali, rilevati con apparecchiature molto sofisticate, satelliti, termometri digitali precisi al centesimo di grado e sopattutto misurazioni effettuate in migliaia di stazioni sparse in ogni parte del globo. Ora noi confrontiamo ciò con rilevazioni fatte nell'800 nel 700 e addiritture nel 600 usufruendo di antiquati termometri a mercurio e disponibili solo per pochissime località mondiali. Per esempio cosa sappiamo delle temperature settecentesche della siberia o dell'alaska o della cina? Inoltre le variazioni sono dell'ordine dei decimi di grado; quanti termometri del passato erano in grado di misurare questi scarti? E l'eventuale e molto probabile errore umano chi lo ha calcolato? e quanto influisce sulla serie?
Direte: ma tu come la pensi? Io penso che l'attuale riscaldamente non abbia un colpevole ben preciso, nella scienza come nella giustizia( in quest'ultima non sempre) si ha bisogno di prove inconfutabili e queste al momento non ci sono. Credo che la macchina clima, funzionante da miliardi di anni, abbia a disposizione degli efficenti anticorpi che gli permettono di proteggersi da eccessivi raffreddori e forti colpi di calore.
Concludo dicendo che a mio avviso, ma non solo, il più grande errore fatto nello studio del clima e di identificare lo stesso con l'atmosfera.
L'atmosfera è il palcoscenico in cui il clima mette in scena le sue rappresentazioni, nelle quali i fenomeni atmosferici sono gli attori principali.
Il clima è tutto e poco sappiamo delle molteplici interazioni tra atmosfera, oceani calotte ecc. ecc.
Finquando non conosceremo anche le battute meno importanti di questa commedia chiamata clima sarà inutile dipingere scenari caldi o glaciali, ricordiamoci che non riusciamo a fare previsioni certe al 100% neanche a 5 giorni.
C'è da dire che il genere umano dovrebbe però tenere in mente quanto segue:
Non è la più forte delle specie che sopravvive, nè la più intelligente, ma quella più reattiva ai cambiamenti.
C. Darwin
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stefano75
Purtroppo...
...però ai TG e sui giornali interventi sensati e razionali come il tuo non vengono mai proposti, mentre trovano spazio numerosi deliri catastrofisti di chiara natura strumentalizzatrice e demagogica.
Putroppo esiste il "politically correct" ma non lo " scientifically correct"!!!
E' una battaglia persa, io mi sono rassegnato.
Complimenti per l'intervento!
Putroppo esiste il "politically correct" ma non lo " scientifically correct"!!!
E' una battaglia persa, io mi sono rassegnato.
Complimenti per l'intervento!
Molto interessanti le tue considerazioni, ma se mi consenti, come direbbe qualcuno, aggiungo ulteriori elementi alla tua ottima analisi, che credo siano in tema con il Topic aperto.
Tu te la senti di escludere con cognizione di causa che l'uomo non contribuisca in qualche misura o percentuale seppur minima all'attuale riscaldamento?
Così come non ci sono prove sufficienti che il riscaldamento attuale sia provocato dall'uomo (e questo i catastrofisti dovrebbero sempre porselo come premessa ad ogni loro supposizione), però è altrettando doveroso riconoscere che non ci sono al momento allo stato delle conoscenze attuali prove sufficienti per escludere del tutto che l'uomo possa interferire o perturbare sul delicato equilibrio termico del pianeta.
Quindi come è valido il discorso in un senso, deve esserlo anche per l'altro.
E poi il riscaldamento che si è verificato nel secolo precedente (tendenza che sembra essere confermata anche per il 21°secolo) è avvenuto in tempi talmente rapidi e veloci (parliamo di decenni) che non ci sono precedenti in altre epoche storiche, e questo è un dato che dovrebbe far riflettere.
E poi ancora tu hai menzionato la giustizia, le prove, ecc... ma in giurisprudenza esistono anche degli indici presuntivi che, in mancanza di prove certe, quando sono precisi, concordanti e gravi, possono permettere comunque una decisione giudiziaria in un verso o nell'altro.
Allora oggi anche se non abbiamo prove che possano incriminare l'uomo come responsabile dei cambiamenti climatici, abbiamo comunque degli indici sintomatici di un malessere del clima. Voglimo ascoltarli questi indici o ignorarli giustificandoci che in passato si sono sempre verificati cambiamenti senza che necessariamente l'uomo ne avesse una qualche responsabilità?
E poi non consideri il rischio: Chi smette di fumare ad esempio non
chiede prima la prova scientifica che se continua a fumare dopo 30 o 40 anni contrarrà immancabilmente il cancro. Smette perché riconosce il rischio e vuole ridurlo o eliminarlo.
Ciaooooo

Tu te la senti di escludere con cognizione di causa che l'uomo non contribuisca in qualche misura o percentuale seppur minima all'attuale riscaldamento?
Così come non ci sono prove sufficienti che il riscaldamento attuale sia provocato dall'uomo (e questo i catastrofisti dovrebbero sempre porselo come premessa ad ogni loro supposizione), però è altrettando doveroso riconoscere che non ci sono al momento allo stato delle conoscenze attuali prove sufficienti per escludere del tutto che l'uomo possa interferire o perturbare sul delicato equilibrio termico del pianeta.
Quindi come è valido il discorso in un senso, deve esserlo anche per l'altro.
E poi il riscaldamento che si è verificato nel secolo precedente (tendenza che sembra essere confermata anche per il 21°secolo) è avvenuto in tempi talmente rapidi e veloci (parliamo di decenni) che non ci sono precedenti in altre epoche storiche, e questo è un dato che dovrebbe far riflettere.
E poi ancora tu hai menzionato la giustizia, le prove, ecc... ma in giurisprudenza esistono anche degli indici presuntivi che, in mancanza di prove certe, quando sono precisi, concordanti e gravi, possono permettere comunque una decisione giudiziaria in un verso o nell'altro.
Allora oggi anche se non abbiamo prove che possano incriminare l'uomo come responsabile dei cambiamenti climatici, abbiamo comunque degli indici sintomatici di un malessere del clima. Voglimo ascoltarli questi indici o ignorarli giustificandoci che in passato si sono sempre verificati cambiamenti senza che necessariamente l'uomo ne avesse una qualche responsabilità?
E poi non consideri il rischio: Chi smette di fumare ad esempio non
chiede prima la prova scientifica che se continua a fumare dopo 30 o 40 anni contrarrà immancabilmente il cancro. Smette perché riconosce il rischio e vuole ridurlo o eliminarlo.
Ciaooooo
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stefano75
Discorso condivisibile il tuo...ma inutile finchè non gli diamo un volto "pratico".twuister ha scritto:Molto interessanti le tue considerazioni, ma se mi consenti, come direbbe qualcuno, aggiungo ulteriori elementi alla tua ottima analisi, che credo siano in tema con il Topic aperto.
Tu te la senti di escludere con cognizione di causa che l'uomo non contribuisca in qualche misura o percentuale seppur minima all'attuale riscaldamento?
Così come non ci sono prove sufficienti che il riscaldamento attuale sia provocato dall'uomo (e questo i catastrofisti dovrebbero sempre porselo come premessa ad ogni loro supposizione), però è altrettando doveroso riconoscere che non ci sono al momento allo stato delle conoscenze attuali prove sufficienti per escludere del tutto che l'uomo possa interferire o perturbare sul delicato equilibrio termico del pianeta.
Quindi come è valido il discorso in un senso, deve esserlo anche per l'altro.
E poi il riscaldamento che si è verificato nel secolo precedente (tendenza che sembra essere confermata anche per il 21°secolo) è avvenuto in tempi talmente rapidi e veloci (parliamo di decenni) che non ci sono precedenti in altre epoche storiche, e questo è un dato che dovrebbe far riflettere.
E poi ancora tu hai menzionato la giustizia, le prove, ecc... ma in giurisprudenza esistono anche degli indici presuntivi che, in mancanza di prove certe, quando sono precisi, concordanti e gravi, possono permettere comunque una decisione giudiziaria in un verso o nell'altro.
Allora oggi anche se non abbiamo prove che possano incriminare l'uomo come responsabile dei cambiamenti climatici, abbiamo comunque degli indici sintomatici di un malessere del clima. Voglimo ascoltarli questi indici o ignorarli giustificandoci che in passato si sono sempre verificati cambiamenti senza che necessariamente l'uomo ne avesse una qualche responsabilità?
E poi non consideri il rischio: Chi smette di fumare ad esempio non
chiede prima la prova scientifica che se continua a fumare dopo 30 o 40 anni contrarrà immancabilmente il cancro. Smette perché riconosce il rischio e vuole ridurlo o eliminarlo.
Ciaooooo
Lo "smettere di fumare" a scopo preventivo significherebbe ridurre i gas serra da combustibili fossili. Se il fabbisogno di energia del pianeta aumenta sempre di più, come è possibile farlo?
Non mi rispondere col solare e l'eolico perchè altrimenti nemmeno ti considero
Concordo, ma io ho detto che comunque l'uomo ha un più valido motivo per smettere di comportarsi in modo insensato come fa ora, la salvaguardia della propria salute( l'esempio del fumatore calza a pennello)twuister ha scritto:Molto interessanti le tue considerazioni, ma se mi consenti, come direbbe qualcuno, aggiungo ulteriori elementi alla tua ottima analisi, che credo siano in tema con il Topic aperto.
Tu te la senti di escludere con cognizione di causa che l'uomo non contribuisca in qualche misura o percentuale seppur minima all'attuale riscaldamento?
Così come non ci sono prove sufficienti che il riscaldamento attuale sia provocato dall'uomo (e questo i catastrofisti dovrebbero sempre porselo come premessa ad ogni loro supposizione), però è altrettando doveroso riconoscere che non ci sono al momento allo stato delle conoscenze attuali prove sufficienti per escludere del tutto che l'uomo possa interferire o perturbare sul delicato equilibrio termico del pianeta.
Quindi come è valido il discorso in un senso, deve esserlo anche per l'altro.
E poi il riscaldamento che si è verificato nel secolo precedente (tendenza che sembra essere confermata anche per il 21°secolo) è avvenuto in tempi talmente rapidi e veloci (parliamo di decenni) che non ci sono precedenti in altre epoche storiche, e questo è un dato che dovrebbe far riflettere.
E poi ancora tu hai menzionato la giustizia, le prove, ecc... ma in giurisprudenza esistono anche degli indici presuntivi che, in mancanza di prove certe, quando sono precisi, concordanti e gravi, possono permettere comunque una decisione giudiziaria in un verso o nell'altro.
Allora oggi anche se non abbiamo prove che possano incriminare l'uomo come responsabile dei cambiamenti climatici, abbiamo comunque degli indici sintomatici di un malessere del clima. Voglimo ascoltarli questi indici o ignorarli giustificandoci che in passato si sono sempre verificati cambiamenti senza che necessariamente l'uomo ne avesse una qualche responsabilità?
E poi non consideri il rischio: Chi smette di fumare ad esempio non
chiede prima la prova scientifica che se continua a fumare dopo 30 o 40 anni contrarrà immancabilmente il cancro. Smette perché riconosce il rischio e vuole ridurlo o eliminarlo.
Ciaooooo
quello che io volevo dire è che non credo a chi afferma che l'attuale riscaldamento sia dovuto al 100% all'attività antropica e che il nostro futuro sarà al 100% un futuro caldo. Ciao
discorso interessantissimo!
io concordo con quello che si è scritto anche se vorrei fare alcune precisazioni per approfondire la questione
per quebec:
allo stato di conoscenza attuale non possiamo dire che la vita in generale non sia possibile a bassissime o altissime temperature. Abbiamo esempi di vita in località freddissime o caldissime. E' vero però che la complessità della vita si associa più frequentemente a temperature tra gli 0° e i 30°
Il sistema atmosferico è sicuramente caotico, ovvero potenzialmente sensibile anche a poche variabili, èd è proprio questo il motivo per cui, se l'uomo modifica, magari anche poco, alcune variabili (2 o 3) il sistema può oscillare e cambiare in modo enorme
le temperature dei tempi andati non sono solo quelle (poche) lette nei polverosi almanacchi di qualche convento o centro di studi antico, ma sopratutto quelle ottenute con metodi indiretti, quali la lettura di caratteristiche di piante, rocce, etc.
per stefano75:
nell'ambito dei media le tendenze di divulgazione scientifica sono due: sensazionalismo e informazione di qualità
tralasciando il primo, che crea tanti problemi, è evidente che il secondo non potrà essere senza le dovute semplificazioni, che si prestano però ad equivoci e incomprensioni. Tieni presente che divulgazione, non ha quel senso spregiativo che ha inveco la sua stessa radice, volgo.
per quanto riguarda le fonti di energia, oltre ad esserci grossi problemi di redditività energetiche nell'uso dei combustibili non fossili (tranne i nucleari ovviamente) c'è anche l'aspetto economico della conversione: se fosse attuata unilateralmente dall'occidente (per esempio) l'economia potrebbe avere un tracollo a beneficio di paesi che non si pongono gli stessi vincoli
per twuister:
l'indice presuntivo di cui parli è uno strumento orribile se conduce alla condanna all'ergastolo o alla pena di morte per un individuo
sono d'accordo con te però che il cosidetto principio di precauzione dovrebbe essere inteso in senso forte nell'ambito delle modificazioni atmosferiche antropiche, vedi però i problemi di conversione dell'economia citati sopra, che sono a mio avviso insormontabili fino a che non si mettano d'accordo la maggioranza dei paesi in tutto il mondo
per concludere a grandi linee anche io concordo con quello detto qui (fatte salve le puntualizzazioni)
un sistema in delicato equilibrio preso a sassate potrebbe rimanere in equilibrio oppure no, nel dubbio meglio smettere di tirare sassate!
saluti a tutti
io concordo con quello che si è scritto anche se vorrei fare alcune precisazioni per approfondire la questione
per quebec:
allo stato di conoscenza attuale non possiamo dire che la vita in generale non sia possibile a bassissime o altissime temperature. Abbiamo esempi di vita in località freddissime o caldissime. E' vero però che la complessità della vita si associa più frequentemente a temperature tra gli 0° e i 30°
Il sistema atmosferico è sicuramente caotico, ovvero potenzialmente sensibile anche a poche variabili, èd è proprio questo il motivo per cui, se l'uomo modifica, magari anche poco, alcune variabili (2 o 3) il sistema può oscillare e cambiare in modo enorme
le temperature dei tempi andati non sono solo quelle (poche) lette nei polverosi almanacchi di qualche convento o centro di studi antico, ma sopratutto quelle ottenute con metodi indiretti, quali la lettura di caratteristiche di piante, rocce, etc.
per stefano75:
nell'ambito dei media le tendenze di divulgazione scientifica sono due: sensazionalismo e informazione di qualità
tralasciando il primo, che crea tanti problemi, è evidente che il secondo non potrà essere senza le dovute semplificazioni, che si prestano però ad equivoci e incomprensioni. Tieni presente che divulgazione, non ha quel senso spregiativo che ha inveco la sua stessa radice, volgo.
per quanto riguarda le fonti di energia, oltre ad esserci grossi problemi di redditività energetiche nell'uso dei combustibili non fossili (tranne i nucleari ovviamente) c'è anche l'aspetto economico della conversione: se fosse attuata unilateralmente dall'occidente (per esempio) l'economia potrebbe avere un tracollo a beneficio di paesi che non si pongono gli stessi vincoli
per twuister:
l'indice presuntivo di cui parli è uno strumento orribile se conduce alla condanna all'ergastolo o alla pena di morte per un individuo
sono d'accordo con te però che il cosidetto principio di precauzione dovrebbe essere inteso in senso forte nell'ambito delle modificazioni atmosferiche antropiche, vedi però i problemi di conversione dell'economia citati sopra, che sono a mio avviso insormontabili fino a che non si mettano d'accordo la maggioranza dei paesi in tutto il mondo
per concludere a grandi linee anche io concordo con quello detto qui (fatte salve le puntualizzazioni)
un sistema in delicato equilibrio preso a sassate potrebbe rimanere in equilibrio oppure no, nel dubbio meglio smettere di tirare sassate!
saluti a tutti
Discorso condivisibile il tuo...ma inutile finchè non gli diamo un volto "pratico".
Lo "smettere di fumare" a scopo preventivo significherebbe ridurre i gas serra da combustibili fossili. Se il fabbisogno di energia del pianeta aumenta sempre di più, come è possibile farlo?
Non mi rispondere col solare e l'eolico perchè altrimenti nemmeno ti considero
[/quote]
Caro Stefano, ti rispondo con la risposta di un contadino con cui parlavo circa un mese fa (sai io abito in una zona rurale e ho tutti i miei amici contadini che mi riforniscono di insalate, fragole d’estate, miele, ecc,, direttamente dal produttore al consumatore).
Alla domanda su come vanno gli affari, su come è oggi lo stato dell’agricoltura, su come incide questo pazzo tempo ecc…lui è partito a raffica con considerazioni di una saggezza encomiabile (altro che professoroni).
Prima di tutto mi ha esposto le sue grosse difficoltà nell’operare in un mercato, quello dell’agricoltura in cui si riesce appena a pareggiare i conti, a causa dei prezzi dei prodotti agricoli che gli vengono imposti, così come anche le quantità (se c’è sovrapproduzione in un’annata buona non riesce a vendere il di più, altrimenti i prezzi al consumo crollerebbero, ed è costretto a buttare via o regalare). Per esempio di quello che noi paghiamo per un caspo di insalata (circa 1Euro al supermercato), lui prende tra si e no 20 centesimi, mentre si accolla tutti i costi e rischi legati alla produzione.
Detto questo, tu mi chiederai, che centra il clima o il discorso delle fonti energetiche rinnovabili con tutto ciò? Centra eccome, perché qui sta la sua intuizione, ovvero che l’unica speranza per il futuro dell’agricoltura è quella di passare alle colture di prodotti oleosi da destinare a nuovi mercati, ovvero quelli dei bio-carburanti. E’ qui che, mentre io lo incalzavo, ha cominciato a parlarmi delle enormi potenzialità di questo tipo di colture (mais, cereali), in termini non solo di remuneratività dei terreni da destinare, che oggi come oggi sono ridotti all’osso, ma anche in termini di approvvigionamento di nuove fonti energetiche sotto forma di bio-carburanti appunto.
Non so fino a che punto queste nuove fonti potranno essere sfruttate, ma sicuramente, anche se con mille controindicazioni, comportano sicuramente un impatto ambientale molto contenuto rispetto allo sfruttamento attuale dei combustibili fossili.
Che dirti infine, secondo mè allo stato attuale ci potrebbero essere le conoscenze sufficienti per realizzare sul piano pratico tutte quelle misure possibili per preservare la salute del ns.pianeta, il problema è che come sempre manca la volontà politica o ci sono di mezzo troppi interessi economici.
Perdonami se mi sono troppo dilungato.
Ciauzzz

Lo "smettere di fumare" a scopo preventivo significherebbe ridurre i gas serra da combustibili fossili. Se il fabbisogno di energia del pianeta aumenta sempre di più, come è possibile farlo?
Non mi rispondere col solare e l'eolico perchè altrimenti nemmeno ti considero
Caro Stefano, ti rispondo con la risposta di un contadino con cui parlavo circa un mese fa (sai io abito in una zona rurale e ho tutti i miei amici contadini che mi riforniscono di insalate, fragole d’estate, miele, ecc,, direttamente dal produttore al consumatore).
Alla domanda su come vanno gli affari, su come è oggi lo stato dell’agricoltura, su come incide questo pazzo tempo ecc…lui è partito a raffica con considerazioni di una saggezza encomiabile (altro che professoroni).
Prima di tutto mi ha esposto le sue grosse difficoltà nell’operare in un mercato, quello dell’agricoltura in cui si riesce appena a pareggiare i conti, a causa dei prezzi dei prodotti agricoli che gli vengono imposti, così come anche le quantità (se c’è sovrapproduzione in un’annata buona non riesce a vendere il di più, altrimenti i prezzi al consumo crollerebbero, ed è costretto a buttare via o regalare). Per esempio di quello che noi paghiamo per un caspo di insalata (circa 1Euro al supermercato), lui prende tra si e no 20 centesimi, mentre si accolla tutti i costi e rischi legati alla produzione.
Detto questo, tu mi chiederai, che centra il clima o il discorso delle fonti energetiche rinnovabili con tutto ciò? Centra eccome, perché qui sta la sua intuizione, ovvero che l’unica speranza per il futuro dell’agricoltura è quella di passare alle colture di prodotti oleosi da destinare a nuovi mercati, ovvero quelli dei bio-carburanti. E’ qui che, mentre io lo incalzavo, ha cominciato a parlarmi delle enormi potenzialità di questo tipo di colture (mais, cereali), in termini non solo di remuneratività dei terreni da destinare, che oggi come oggi sono ridotti all’osso, ma anche in termini di approvvigionamento di nuove fonti energetiche sotto forma di bio-carburanti appunto.
Non so fino a che punto queste nuove fonti potranno essere sfruttate, ma sicuramente, anche se con mille controindicazioni, comportano sicuramente un impatto ambientale molto contenuto rispetto allo sfruttamento attuale dei combustibili fossili.
Che dirti infine, secondo mè allo stato attuale ci potrebbero essere le conoscenze sufficienti per realizzare sul piano pratico tutte quelle misure possibili per preservare la salute del ns.pianeta, il problema è che come sempre manca la volontà politica o ci sono di mezzo troppi interessi economici.
Perdonami se mi sono troppo dilungato.
Ciauzzz
Per Adriano: per carità è giustissimo, ma non credo che in ambito penale siano ammessi gli indici presuntivi, ritengo che ci vogliano prove oggettive o testimoniali, ma questo trascende le ns. considerazioni. In ogni caso in natura molto spesso le prove vengono sempre precedute da indizi, metti il caso di grandi eruzioni vulcaniche esplosive; spesso per giorni e giorni si riconoscono i segni di una possibile eruzione (scosse di terremoto, pennacchi di fumo), le popolazioni vengono avvisate ed evacuate. Allora si hanno di fronte solo indizi di un vulcano che magari è stato spento magari per quanti anni, che apparentemente sembra innocuo e non si sa con certezza quando esploderà, anzi molti potrebbero dire che in passato altre volte ha presentato analoghi segnali, e poi non è successo nulla allora perchè proccuparsene. Eppure chi evacua in tempo, prestando attenzione agli indizi, ha salva la vita. Allora dovremmo immaginarci il ns. pianeta ome quel vulcano.adriano ha scritto:discorso interessantissimo!
per twuister:
l'indice presuntivo di cui parli è uno strumento orribile se conduce alla condanna all'ergastolo o alla pena di morte per un individuo
sono d'accordo con te però che il cosidetto principio di precauzione dovrebbe essere inteso in senso forte nell'ambito delle modificazioni atmosferiche antropiche, vedi però i problemi di conversione dell'economia citati sopra, che sono a mio avviso insormontabili fino a che non si mettano d'accordo la maggioranza dei paesi in tutto il mondo
per concludere a grandi linee anche io concordo con quello detto qui (fatte salve le puntualizzazioni)
un sistema in delicato equilibrio preso a sassate potrebbe rimanere in equilibrio oppure no, nel dubbio meglio smettere di tirare sassate!
saluti a tutti
Questa è solo un iperbole (o esagerazione) per illustrare l'importanza di prestare attenzione ad ogni minimo indizio che ci fornisce la natura, in un contesto sempre di ponderazione ragionata del rischio e relative precauzioni da adottare quale dovere fondamentale di ogni civiltà.
Ciauzzz
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stefano75
Caro Stefano, ti rispondo con la risposta di un contadino con cui parlavo circa un mese fa (sai io abito in una zona rurale e ho tutti i miei amici contadini che mi riforniscono di insalate, fragole d’estate, miele, ecc,, direttamente dal produttore al consumatore).twuister ha scritto:Discorso condivisibile il tuo...ma inutile finchè non gli diamo un volto "pratico".
Lo "smettere di fumare" a scopo preventivo significherebbe ridurre i gas serra da combustibili fossili. Se il fabbisogno di energia del pianeta aumenta sempre di più, come è possibile farlo?
Non mi rispondere col solare e l'eolico perchè altrimenti nemmeno ti considero![]()
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Alla domanda su come vanno gli affari, su come è oggi lo stato dell’agricoltura, su come incide questo pazzo tempo ecc…lui è partito a raffica con considerazioni di una saggezza encomiabile (altro che professoroni).
Prima di tutto mi ha esposto le sue grosse difficoltà nell’operare in un mercato, quello dell’agricoltura in cui si riesce appena a pareggiare i conti, a causa dei prezzi dei prodotti agricoli che gli vengono imposti, così come anche le quantità (se c’è sovrapproduzione in un’annata buona non riesce a vendere il di più, altrimenti i prezzi al consumo crollerebbero, ed è costretto a buttare via o regalare). Per esempio di quello che noi paghiamo per un caspo di insalata (circa 1Euro al supermercato), lui prende tra si e no 20 centesimi, mentre si accolla tutti i costi e rischi legati alla produzione.
Detto questo, tu mi chiederai, che centra il clima o il discorso delle fonti energetiche rinnovabili con tutto ciò? Centra eccome, perché qui sta la sua intuizione, ovvero che l’unica speranza per il futuro dell’agricoltura è quella di passare alle colture di prodotti oleosi da destinare a nuovi mercati, ovvero quelli dei bio-carburanti. E’ qui che, mentre io lo incalzavo, ha cominciato a parlarmi delle enormi potenzialità di questo tipo di colture (mais, cereali), in termini non solo di remuneratività dei terreni da destinare, che oggi come oggi sono ridotti all’osso, ma anche in termini di approvvigionamento di nuove fonti energetiche sotto forma di bio-carburanti appunto.
Non so fino a che punto queste nuove fonti potranno essere sfruttate, ma sicuramente, anche se con mille controindicazioni, comportano sicuramente un impatto ambientale molto contenuto rispetto allo sfruttamento attuale dei combustibili fossili.
Che dirti infine, secondo mè allo stato attuale ci potrebbero essere le conoscenze sufficienti per realizzare sul piano pratico tutte quelle misure possibili per preservare la salute del ns.pianeta, il problema è che come sempre manca la volontà politica o ci sono di mezzo troppi interessi economici.
Perdonami se mi sono troppo dilungato.
Ciauzzz
I combustibili hanno un parametro importantissimo che ne contraddistingue il "contenuto energetico specifico". Tale parametro è il "potere calorifico". Chiamiamolo H.
I combustibili fossili hanno un H di circa 10.000 kCal/Kg. Significa che da un Kg di sostanza si possono produrre 10.000 Kilocalorie.
Le biomasse (bio-carburanti) si aggirano intorno ai 1000 kCal/kg, per cui per ottenere la stessa energia occorrerebbero quantità 10 VOLTE MAGGIORI!!!
L'idrogeno necessita di una spesa energetica per produrlo maggiore di quella che se ne ricava (ed è pericolosissimo)
Le fonti rinnovabili sono valide come integrazioni, ma non sono affatto in grado di coprire il fabbisogno.
L'unica alternativa oggi ai comb. fossili è il nucleare, in attesa che la ricerca scientifica trovi alternative valide, ammesso che i governi si decidano a tirare fuori i soldi in tal senso
Oppure riduciamo il fabbisogno smettendo di crescere tecnologicamente e di fare bambini
Purtroppo è così.
CIAO
Complimenti: finalmente....
STRAULTRAQUOTO il tuo intervento in toto che sposo pienamente in esposizione e ancor piu' nei contenuti.
Tanti altri discorsi mi sembrano un po' aria fritta e utili solo a riempire pagine di petulanti giornali,riviste,TV.
Bravo ciao
Luigi S.
Tanti altri discorsi mi sembrano un po' aria fritta e utili solo a riempire pagine di petulanti giornali,riviste,TV.
Bravo ciao
Luigi S.
Accidenti allora tu sei davvero un professorone

Che dici, aggiungiamo anche un bel po' di politiche di riduzione dei consumi domestici e industriali? Forse ancora non ci arriviamo, io escluderei anche il nucleare, per il problema dello smaltimento delle scorie.
A questo punto rimane poco o nulla, se non la fusione, e allora perchè non investire in quella??

Che dici, aggiungiamo anche un bel po' di politiche di riduzione dei consumi domestici e industriali? Forse ancora non ci arriviamo, io escluderei anche il nucleare, per il problema dello smaltimento delle scorie.
A questo punto rimane poco o nulla, se non la fusione, e allora perchè non investire in quella??