poi sono sopraggiunte altre mete da scalare, senza ghiaccio, neve o roccia, ma ancora più difficili e impegnative
e così la montagna, l' ho presa ... più bassa
adesso mi dedico alle zone che (soprattutto) non mi richiedono giornate intere a disposizione
dicono che quando si chiude una porta si apre un portone: confermo
non pensavo di venire così coinvolta da un mondo che credevo di conoscere, ma che mi ha riservato una infinità di sorprese
soprattutto mi ha aperto gli occhi per quanto riguarda l' atteggiamento della maggior parte dei viventi nei confronti della vita
le terre più basse per me sono comunque pochissimo antropizzate, sono boschi, zone per lo più incolte
in questi luoghi più accessibili non è come in alta montagna dove gli spazi sono ampi, i silenzi assoluti e si deve combattere soprattutto contro gli eventi atmosferici o per procacciarsi il cibo ,che qui scarseggia
qui le condizioni sono più "facili" e quindi la vita è fittafitta
non c'è un solo centimetro quadrato che non sia abitato da qualche insetto, piantina, vermiciattolo
anche quando sembra tutto calmo, è tutto un fermento: c'è attività continua, notte e giorno
tra tutte le cose che ho imparato però, la cosa che mi ha colpito di più è stata che, quando qualche abitante abbandona per andare a miglior vita, non c'è molto spazio per la malinconia
la vita continua e qualcuno è subito pronto a portare avanti la vita al posto di chi ha dovuto abbandonare
adesso nei prati incolti è tempo di Erigeron annuus
ho preso qualche fotina di uno dei tanti prati colonizzati da questo bel fiorellino
ne metto una qui











