Definizione di Anticiclone delle Azzorre e Anticiclone sub tropicale: i dettagli
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Re: Definizione di Anticiclone delle Azzorre e Anticiclone sub tropicale: i dettagli
Ma certamente, ciò è tutto corretto, come pure la distinzione tra circolazione ad alto o basso indice zonale (insomma, espansione o contrazione del VP e diversa modulazione del getto polare, dando vita, a seconda, a una circolazione più più zonale o più bloccata alle medie latitudini e quindi una diversa estensione delle 3 celle planetarie).
- 6Gennaio2017
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Re: Definizione di Anticiclone delle Azzorre e Anticiclone sub tropicale: i dettagli
Buonasera, cerco di dare il mio umile parere. Stando all'idea che mi sono fatto leggendo,
l'anticiclone africano è un anticiclone termico (continentale) che si origina a latitudini sub-tropicali,
facente parte della fascia sub-tropicale degli anticicloni. Essendo questo
un anticiclone termico in contesto caldo, presenta valori pressori non chiaramente individuabili, ma
presenta gpt chiaramente alti. Gli anticicloni dinamici si affermano principalmente
nelle zone tra 30 e 60° N, sopra le quali agisce la cella di Ferrel, e nelle quali solitamente
scorre il jet, ondulato in latitudine. A latitudini tra i Tropici e l'Equatore, dalle mappe
non mi risulta di vedere, a grandi linee, celle di hp dinamiche, e nessun jet è
capace di arrivare ad influenzare quelle latitudini (su quelle zone agisce la cella
di Hadley, il cui moto di subsidenza genera celle anticicloniche a latitudini più alte,
mentre la cella stessa genera moti ascensionali a latitudini equatoriali).
Sulla nomenclatura degli anticicloni, la presenza dei massimi pressori su una
determinata zona secondo me non può essere un criterio applicabile al concetto di anticiclone
termico: in questo caso parliamo dell'africano, essendo quest'ultimo non
disponente, per sua natura, di massimi pressori decisi; ovviamente discorso diverso
è per i gpt, che risultano chiaramente alti. Allora, sarebbe opportuno dare i nomi
per zona di formazione ciclica o di tipica persistenza, poi, per gli hp dinamici, le varie dislocazioni dettate
dall'interazione con il jet
determinano l'affermazione di celle anticicloniche "derivate", che continueranno
ad affermarsi in aree propizie mentre continueranno ad interagire con il jet,
spostandosi orientativamente verso W (escludiamo la particolarità dei moti
antizonali e prendiamo solo in considerazione la circolazione zonale
in generale), poi dipende da come il jet stesso evolverà se saranno semplici
intercicloni o se ci saranno condizioni per l'affermazione di hp di blocco.
Ma l'anticiclone termico, dove si forma, lì rimane con il suo nucleo (nel caso dell'africano,
rimarrà sempre sull'Africa il suo nucleo principale, anche se è possibile che
si estenda a latitudini maggiori, magari in tal caso rendendosi "ibrido" con
l'azzorriano, ma con il contributo termico che andrà stemperandosi man mano
che si sale di latitudine). Quindi, gli anticicloni dinamici e quelli termici
come criterio di nomenclatura condividono la loro tipica posizione, nella
quale tendono a permanere. Se poi da un anticiclone dinamico derivano
altre celle dinamiche date dall'interazione col jet, si usa riferirsi a tali celle come
hp, banalmente. Non ho mai sentito parlare finora di
hp ucraini, come si diceva
nell'altro td, nel mio modo di interpretare le carte sono considerabili come
semplici celle dinamiche, magari si spiega che 96h prima la stessa cella
è "derivata" dall'azzorriano, ma non c'è nei manuali la definizione di un
hp dinamico come "hp ucraino", anche perché, in caso non si affermino situazioni
di blocco, (comunque risolvibili in qualche settimana nel peggiore dei casi, e oltretutto questo
dipende dalla zona, dalle forzanti coinvolte...), quell'hp stazionerebbe
su suolo ucraino forse per 72/96h. Mi auguro di incitare una discussione civile
e ringrazio dell'attenzione datami,
6Gen
l'anticiclone africano è un anticiclone termico (continentale) che si origina a latitudini sub-tropicali,
facente parte della fascia sub-tropicale degli anticicloni. Essendo questo
un anticiclone termico in contesto caldo, presenta valori pressori non chiaramente individuabili, ma
presenta gpt chiaramente alti. Gli anticicloni dinamici si affermano principalmente
nelle zone tra 30 e 60° N, sopra le quali agisce la cella di Ferrel, e nelle quali solitamente
scorre il jet, ondulato in latitudine. A latitudini tra i Tropici e l'Equatore, dalle mappe
non mi risulta di vedere, a grandi linee, celle di hp dinamiche, e nessun jet è
capace di arrivare ad influenzare quelle latitudini (su quelle zone agisce la cella
di Hadley, il cui moto di subsidenza genera celle anticicloniche a latitudini più alte,
mentre la cella stessa genera moti ascensionali a latitudini equatoriali).
Sulla nomenclatura degli anticicloni, la presenza dei massimi pressori su una
determinata zona secondo me non può essere un criterio applicabile al concetto di anticiclone
termico: in questo caso parliamo dell'africano, essendo quest'ultimo non
disponente, per sua natura, di massimi pressori decisi; ovviamente discorso diverso
è per i gpt, che risultano chiaramente alti. Allora, sarebbe opportuno dare i nomi
per zona di formazione ciclica o di tipica persistenza, poi, per gli hp dinamici, le varie dislocazioni dettate
dall'interazione con il jet
determinano l'affermazione di celle anticicloniche "derivate", che continueranno
ad affermarsi in aree propizie mentre continueranno ad interagire con il jet,
spostandosi orientativamente verso W (escludiamo la particolarità dei moti
antizonali e prendiamo solo in considerazione la circolazione zonale
in generale), poi dipende da come il jet stesso evolverà se saranno semplici
intercicloni o se ci saranno condizioni per l'affermazione di hp di blocco.
Ma l'anticiclone termico, dove si forma, lì rimane con il suo nucleo (nel caso dell'africano,
rimarrà sempre sull'Africa il suo nucleo principale, anche se è possibile che
si estenda a latitudini maggiori, magari in tal caso rendendosi "ibrido" con
l'azzorriano, ma con il contributo termico che andrà stemperandosi man mano
che si sale di latitudine). Quindi, gli anticicloni dinamici e quelli termici
come criterio di nomenclatura condividono la loro tipica posizione, nella
quale tendono a permanere. Se poi da un anticiclone dinamico derivano
altre celle dinamiche date dall'interazione col jet, si usa riferirsi a tali celle come
hp, banalmente. Non ho mai sentito parlare finora di
hp ucraini, come si diceva
nell'altro td, nel mio modo di interpretare le carte sono considerabili come
semplici celle dinamiche, magari si spiega che 96h prima la stessa cella
è "derivata" dall'azzorriano, ma non c'è nei manuali la definizione di un
hp dinamico come "hp ucraino", anche perché, in caso non si affermino situazioni
di blocco, (comunque risolvibili in qualche settimana nel peggiore dei casi, e oltretutto questo
dipende dalla zona, dalle forzanti coinvolte...), quell'hp stazionerebbe
su suolo ucraino forse per 72/96h. Mi auguro di incitare una discussione civile
e ringrazio dell'attenzione datami,
6Gen
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Re: Definizione di Anticiclone delle Azzorre e Anticiclone sub tropicale: i dettagli
La definizione secondo dispense universitarie , l'ho postata in apertura TD
Non trovo veritiere altre interpretazioni inerenti all'individuazione dell anticiclone
africano attraverso la classificazione per massimi pressori, se la sua caratteristica è proprio la pressione
relativamente bassa ( 1.015/1.020 )
Chiaro che non lo si vedrà mai se si utilizza un parametro che non lo caratterizza .
Non trovo veritiere altre interpretazioni inerenti all'individuazione dell anticiclone
africano attraverso la classificazione per massimi pressori, se la sua caratteristica è proprio la pressione
relativamente bassa ( 1.015/1.020 )
Chiaro che non lo si vedrà mai se si utilizza un parametro che non lo caratterizza .
Re: Definizione di Anticiclone delle Azzorre e Anticiclone sub tropicale: i dettagli
Appunto, di termico come alta pressione in estate da noi esiste solo quella nel mar mediterraneo.
Il quale si forma per differenza di capacità termica tra mare e terraferma.
Questa fa da seme, essendo una bassa in quota, a ponti alto pressori tra lei e le cellule dinamiche ( anticicloni mobili in distaccamento dalla cella di hadley ).
Vedi i cunei dall'oceano o i promontori dal nord africa.
Re: Definizione di Anticiclone delle Azzorre e Anticiclone sub tropicale: i dettagli
Come detto, la differenza la fanno il maggior calore al suolo (là nei luoghi d'origine), che a sua volta si esplica in bassa pressione termica (al suolo), e l'altezza geopotenziale, ovvero la colonna d'aria sovrastante.
Non possiamo certo parlare di ciclone nordafricano, perché la rotazione è comunque oraria con convergenza in quota.
Il resto sono nomenclature, definizioni per convenzione. Ma se io noto un promontorio o un cuneo (che abbiamo definito cosa essere) di matrice subtropicale (sia essa oceanica o continentale) estendersi verso paralleli più settentrionali, parlo comunque di Azzorre o Nordafricano che si è portato verso...
Se poi lì, nella nuova zona di ancoraggio, il promontorio mette le tende o si chiude in una cella rotante (quindi un anticiclone), potrò definirlo balcanico, anatolico, iberico, scandinavo, sarmatico ecc...
Non possiamo certo parlare di ciclone nordafricano, perché la rotazione è comunque oraria con convergenza in quota.
Il resto sono nomenclature, definizioni per convenzione. Ma se io noto un promontorio o un cuneo (che abbiamo definito cosa essere) di matrice subtropicale (sia essa oceanica o continentale) estendersi verso paralleli più settentrionali, parlo comunque di Azzorre o Nordafricano che si è portato verso...
Se poi lì, nella nuova zona di ancoraggio, il promontorio mette le tende o si chiude in una cella rotante (quindi un anticiclone), potrò definirlo balcanico, anatolico, iberico, scandinavo, sarmatico ecc...
Ultima modifica di CLEMENZA il lun giu 10, 2024 8:54 pm, modificato 2 volte in totale.
Re: Definizione di Anticiclone delle Azzorre e Anticiclone sub tropicale: i dettagli
CLEMENZA ha scritto: ↑lun giu 10, 2024 8:43 pm Come detto, la differenza la fa il maggior calore al suolo (là nei luoghi d'origine) che a sua volta si esplica in bassa pressione termica (al suolo) e l'altezza geopotenziale, ovvero la colonna d'aria sovrastante.
Non possiamo certo parlare di ciclone nordafricano, perché la rotazione è comunque oraria con convergenza in quota.
Il resto sono nomenclature, definizioni per convenzione. Ma se io noto un promontorio o un cuneo (che abbiamo definito cosa essere) di matrice subtropicale (sia essa oceanica o continentale) estendersi verso paralleli più settentrionali parlo comunque di Azzorre o Nordafricano che si è portato verso...
Se poi lì, nella nuova zona di ancoraggio, il promontorio mette le tende o si chiude in una cella rotante (quindi un anticiclone), potrò definirlo balcanico, anatolico, iberico, scandinavo, sarmatico ecc...
Si certo, affinchè si parla di quota, si.
Quando di parla di suolo ( antiticlone ) , si parla d'altro.

