MARZO 2024 - ANALISI MODELLI LIVE

Discussioni meteorologiche sul tempo previsto nei prossimi giorni ma anche climatologia e discussioni sui run dei vari modelli: è la stanza principale, quella più affollata e seguita.

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picchio70
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Re: MARZO 2024 - ANALISI MODELLI LIVE

Messaggio da picchio70 »

Wurm78 ha scritto: lun mar 25, 2024 4:33 pm Sempre a sperare in piogge su piogge e poi addirittura nel freddo tardivo? Ma fatevi una vita invece di guardare sempre questo tempo che poi giustamente fa quello che vuole e spero proprio che si comporti in modo opposto ai vostri vani desideri.
Cerchiamo di seguire le tue indicazioni espresse


Wurm78 ha scritto: ↑lun gen 29, 2024 3:27 pm
Io spero che arrivi un gelo tostissimo da PEG per tutto febbraio con conseguenze per tutta la primavera con un sottomedia continuo ed anno 2024 senza estate, neve sino ad aprile per tutti e collasso del Vortice Polare sino ai Tropici, questo ci vuole dopo tutto questo caldo assurdo.
Matteo TV
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Re: MARZO 2024 - ANALISI MODELLI LIVE

Messaggio da Matteo TV »

Pasquetta per ICON12

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Re: MARZO 2024 - ANALISI MODELLI LIVE

Messaggio da picchio70 »

Recentemente, nell’estremo Pacifico orientale sono emerse SST inferiori alla media

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Mentre nelle ultime quattro settimane, gli SST equatoriali sono stati superiori alla media nella maggior parte dell’Oceano Pacifico occidentale, dell’Oceano Indiano e dell’Oceano Atlantico.

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La pendenza del termoclino ha visto temperature superiori alla media fino a metà gennaio 2024. La variabilità delle anomalie è stata associata a diverse onde Kelvin oceaniche.
Dalla fine di gennaio 2024, le anomalie della temperatura negativa si sono gradualmente rafforzate.

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Le proiezioni rimangono improntate per una transizione da El Niño a ENSO neutrale entro aprile-giugno 2024 (83% di probabilità), con crescenti probabilità che La Niña si sviluppi in giugno-agosto 2024 (62% di probabilità).
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Re: MARZO 2024 - ANALISI MODELLI LIVE

Messaggio da picchio70 »

Dopo la prossima fase perturbata ed in attesa dei riscontri pasquali,
siamo in attesa di onda sub tropicale che ci accompagnerà almeno per 3/4 giorni ,
con effetti molto marcati al centro sud .
Anomalie positive sino a +12 dalle medie

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Record di caldo che in questi giorni hanno interessato molte località europee, africane ed asiatiche .
CLEMENZA
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Re: MARZO 2024 - ANALISI MODELLI LIVE

Messaggio da CLEMENZA »

Buone piogge tra martedì e mercoledì (fronte più strutturato), con strascico fino a giovedì. Distribuzione che, al solito in questi frangenti, lascia in ombra il versante adriatico, che stavolta non beneficerebbe di un'occlusione.

Poi il fine settimana da venerdì termicamente sarà quello che già sappiamo. Qualche dubbio da chiarire per Pasqua è Pasquetta.
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Re: MARZO 2024 - ANALISI MODELLI LIVE

Messaggio da picchio70 »

Buongiorno,
confermata la fase estrema calda in strutturazione ad inglobare il mediterraneo
e gran parte dell'Europa centro orientale .

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Per le festività pasquali abbiamo un singolo cluster in regine NAO -, ma
nonostante la dinamica sia oramai inquadrata, ci sono ancora incertezze sull'effettiva
posizione del vortice ciclonico, relativamente ai fini previsionali regionali.


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Successivamente la circolazione dovrebbe mantenere queste caratteristiche almeno sono a metà 1 decade
di aprile , poi probabile aumento del dipolo nord atlantico .

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Comunque le indicazioni di massima delle stime precipitative, rendono bene l'idea
della portante circolatoria che si mantiene con una velocità di fase abbastanza lenta

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Re: MARZO 2024 - ANALISI MODELLI LIVE

Messaggio da Rio »

Buongiorno forum

Iniziamo a preoccuparci :cry:

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vignaiolo
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Re: MARZO 2024 - ANALISI MODELLI LIVE

Messaggio da vignaiolo »

Rio ha scritto: mar mar 26, 2024 11:14 am Buongiorno forum

Iniziamo a preoccuparci :cry:

Per cosa??

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Re: MARZO 2024 - ANALISI MODELLI LIVE

Messaggio da Rio »

vignaiolo ha scritto: mar mar 26, 2024 11:44 am
Rio ha scritto: mar mar 26, 2024 11:14 am Buongiorno forum

Iniziamo a preoccuparci :cry:

Per cosa??

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Se ben ricordiamo, sembra che il blob sia ricomparso.

Per cosa??

A causa dell’effetto Coriolis, un fenomeno legato alla rotazione terrestre, i venti possono spazzare lateralmente l’acqua.
Di conseguenza, i venti occidentali più forti, spostano un flusso oceanico caldo chiamato Corrente del Nord Atlantico (un’estensione della Corrente del Golfo) verso nord da circa 45°N a 60°N.
Tale cambiamento può persistere nelle estati successive. "Ecco del perché: Iniziamo a preoccuparci :cry:

E come una barriera, questa corrente calda, che si arriccia intorno alle isole britanniche, devia il flusso del getto, consentendo a una massa di aria calda e secca, a volte chiamata sistema di blocco ad alta pressione, di accamparsi sull’Europa.

Ciao
vignaiolo
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Re: MARZO 2024 - ANALISI MODELLI LIVE

Messaggio da vignaiolo »

Rio ha scritto: mar mar 26, 2024 11:55 am
vignaiolo ha scritto: mar mar 26, 2024 11:44 am
Rio ha scritto: mar mar 26, 2024 11:14 am Buongiorno forum

Iniziamo a preoccuparci :cry:

Per cosa??

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Se ben ricordiamo, sembra che il blob sia ricomparso.

Per cosa??

A causa dell’effetto Coriolis, un fenomeno legato alla rotazione terrestre, i venti possono spazzare lateralmente l’acqua.
Di conseguenza, i venti occidentali più forti, spostano un flusso oceanico caldo chiamato Corrente del Nord Atlantico (un’estensione della Corrente del Golfo) verso nord da circa 45°N a 60°N.
Tale cambiamento può persistere nelle estati successive. "Ecco del perché: Iniziamo a preoccuparci :cry:

E come una barriera, questa corrente calda, che si arriccia intorno alle isole britanniche, devia il flusso del getto, consentendo a una massa di aria calda e secca, a volte chiamata sistema di blocco ad alta pressione, di accamparsi sull’Europa.

Ciao
Come al solito tutto propende per un caldo sempre eccessivo
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Re: MARZO 2024 - ANALISI MODELLI LIVE

Messaggio da Rio »

Supercell ha scritto: dom mar 24, 2024 11:27 am Situazione terribile per l’estremo Sud, dove continuerà a non piovere, dopo una siccità autunnale ed invernale storica.
Ciao @Superell

COMUNICATO STAMPA 25/03/2024

GIORNATA MONDIALE DELL’ACQUA IN ITALIA NEL 2023 RIDOTTA DEL 18% LA DISPONIBILITA’ DI ACQUA RISPETTO ALLA MEDIA ANNUA CALCOLATA DAL 1951
SICCITÀ, RECORD DI PRECIPITAZIONI E ALLUVIONI

Situazione migliore rispetto al 2022

Le analisi dell’ISPRA sulla disponibilità di risorsa idrica nazionale

La disponibilità di risorsa idrica nell’anno 2023 conferma il trend negativo registrato da
diversi anni in Italia, anche se come mostrato dalle stime del BIGBANG (il modello idrologico
nazionale realizzato dall’ISPRA) può considerarsi un anno in ripresa rispetto al 2022.
Nel nostro Paese la disponibilità di risorsa idrica per l’anno 2023 è stimata in 112,4 miliardi
di metri cubi, a fronte di un valore di precipitazione totale di 279,1 miliardi di metri cubi. Nel
corso dell’anno si è comunque manifestata una certa ripresa rispetto al 2022, anno in cui
la disponibilità di risorsa idrica ha raggiunto 67 miliardi di metri cubi, il minimo storico dal
1951 e corrispondente a circa il 50% della disponibilità annua media (137,8 miliardi di metri
cubi), calcolata sul periodo 1951–2023.
Il 2023 ha fatto registrare una riduzione a livello nazionale di circa il 18% della disponibilità
rispetto alla media annua dello stesso lungo periodo 1951–2023, risultato dell'effetto
combinato di un deficit di precipitazioni - specialmente nei mesi di febbraio, marzo, settembre
e dicembre - e di un incremento dei volumi idrici di evaporazione diretta dagli specchi d'acqua
e dal terreno.
A rendere meno severa nel 2023 la diminuzione della disponibilità di risorsa idrica, ha
contribuito l’elevato volume di precipitazioni che si è riversato nel mese di maggio, stimato
in circa 49 miliardi di metri cubi, che è stato, a livello nazionale, più del doppio di quello che
mediamente caratterizza lo stesso mese, stimato in circa 23 miliardi di metri cubi sul lungo
periodo 1951–2023. In questo mese in Emilia-Romagna, in Sicilia e in minor parte in Calabria,
si sono registrati localmente valori cumulati di pioggia addirittura superiori di oltre 6 volte le
medie del periodo. In particolare, queste piogge intense e concentrate nella prima metà del
mese, sono state la causa dei tragici eventi alluvionali in Emilia-Romagna.
È quanto emerge dalle stime del BIGBANG che fornisce, a partire dai dati idrologici dal 1951 in
poi, il quadro quantitativo sulla risorsa idrica, inclusi i deficit, gli eccessi di precipitazione e i
trend delle grandezze idrologiche necessari a caratterizzare la situazione attuale e futura nel
Paese.
In allegato, i dati sulle precipitazioni e sulle analisi di qualità e quantità delle acque superficiali
e sotterranee.

Roma, 21 marzo 2024
PER INFORMAZIONI
Ufficio stampa Ispra
Cristina Pacciani – Tel. 329 0054756
Lorena Cecchini – Tel. 339 4532591


PRECIPITAZIONI E SICCITÀ
Le stime del modello BIGBANG dell’ISPRA ci dicono che nel 2023 il contribuito alla ricarica
degli acquiferi nel Paese è di 53 miliardi di metri cubi, il 19% delle precipitazioni a fronte di
una media annua di 22,7% sul lungo periodo (1951–2023). La cosiddetta aliquota di
precipitazione che si è trasformata in deflusso superficiale (non infiltrata o trattenuta dal
suolo) è stata di circa 66 miliardi di metri cubi, corrispondenti al 23,7% della precipitazione,
rispetto all’aliquota media annua del 25,4% calcolata sul lungo periodo. La quota di
evapotraspirazione ha raggiunto il 59,4% della precipitazione, a fronte di un valore medio
annuo del 52%.
Su scala temporale annuale gli studi effettuati dall’ISPRA da tempo evidenziano un aumento
della frequenza di accadimento di condizioni di siccità estrema e della percentuale del
territorio italiano soggetto a tali condizioni.
In linea generale, la siccità ha continuato a caratterizzare tutto il 2023 con condizioni di
siccità estrema e severa nei primi mesi dell’anno sui territori del nord e centro Italia, già colpiti
dalla grave siccità del 2022, tuttavia tali condizioni si sono andate attenuando nel corso
dell’anno. Negli ultimi tre mesi dell’anno, che generalmente risultano i più piovosi, si è
registrato - in particolare in Sicilia e in parte della Calabria ionica - un consistente deficit
di precipitazione.
Tale deficit ha determinato una situazione di siccità estrema con effetti che si protraggono
ancora nei primi mesi del 2024, ulteriormente aggravati dalle scarse precipitazioni occorse in
tali mesi.

Attualmente, l'Italia è caratterizzata da quattro diverse condizioni di severità idrica:
- alta in Sicilia;
- media (anche se con alcuni sistemi idrici in severità alta) in Sardegna;
- bassa nei distretti dell’Appennino Centrale e dell’Appennino Meridionale
(quest’ultimo però con tendenza a severità media);
- si registra invece uno stato di normalità per i distretti idrografici del Fiume Po, delle
Alpi Orientali e dell’Appennino Settentrionale.

Occorre tener presente che, come evidenziato dalle analisi sul bilancio idrico a scala nazionale
condotte dall’ISPRA in collaborazione con l’Istat, condizioni di stress idrico possono verificarsi
anche in anni non siccitosi e con larga disponibilità di acqua, anche superiore alla norma, a
causa del ruolo significativo dei prelievi di acqua dai corpi idrici.

VALUTAZIONI SULLO STATO DEI CORPI IDRICI SUPERFICIALI E SOTTERRANEI

I dati definitivi provenienti dal reporting alla Commissione EU dei Piani di Gestione delle Acque
per il 3° ciclo di gestione della Direttiva Acque (completato ad agosto 2023), consentono di
fornire alcuni elementi di riflessione.
Corpi idrici superficiali: fiumi, laghi, acque marino-costiere e di transizione
Riguardo ai corpi idrici superficiali, su un totale di 7.763 corpi idrici, il 43,6% è in stato
ecologico buono o superiore, mentre il 75,1% è in stato chimico buono. In entrambi i casi
diminuisce, rispetto al 2° ciclo di gestione (completato nel 2016) il numero di corpi idrici
superficiali in stato sconosciuto che passano dal 17% a circa il 10% per lo stato ecologico e
dal 20% a circa il 9% per lo stato chimico.

Corpi idrici sotterranei

Su un totale di 1.007 corpi idrici, il 79% è in stato quantitativo buono, mentre il 70% è in
stato chimico buono. Diminuisce notevolmente, rispetto al 2° ciclo di gestione, il numero di
corpi idrici sotterranei in stato sconosciuto che passano da quasi il 25% a meno del 2% per lo
stato quantitativo e dal 17,5% al 3% per lo stato chimico.

Aspettative di miglioramento

Una serie di analisi sulle variazioni di stato rispetto al precedente ciclo di gestione (2016),
effettuate dall’ISPRA su un campione pari a circa il 70% del totale dei corpi idrici
superficiali e sotterranei, rileva un miglioramento dello stato ecologico per il 14% dei
corpi idrici superficiali, dei quali il 61,4% raggiunge lo stato buono o superiore.
Il 60% del campione di corpi idrici superficiali analizzato non subisce deterioramento, a
fronte di un 16% di corpi idrici che peggiora il suo stato ecologico. Sebbene si riscontri un
lieve miglioramento della percentuale di corpi idrici superficiali in stato ecologico buono,
la previsione di miglioramento al 2027, per i corpi idrici attualmente in stato non buono, è
del 63,5%. Per quanto riguarda il campione dei corpi idrici sotterranei, si riscontra un
miglioramento dello stato quantitativo per circa il 5% dei corpi idrici. Simile è la percentuale di
corpi idrici che hanno subito un peggioramento, mentre permangono nello stesso stato
quantitativo il 64% dei corpi idrici sotterranei. La previsione di miglioramento al 2027, per i
corpi idrici sotterranei attualmente in stato quantitativo non buono, è di circa il 60%.


Link >> https://www.isprambiente.gov.it/files20 ... a-2024.pdf
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Re: MARZO 2024 - ANALISI MODELLI LIVE

Messaggio da cuotamare »

Rio ha scritto: mar mar 26, 2024 11:55 am
vignaiolo ha scritto: mar mar 26, 2024 11:44 am
Rio ha scritto: mar mar 26, 2024 11:14 am Buongiorno forum

Iniziamo a preoccuparci :cry:

Per cosa??

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Se ben ricordiamo, sembra che il blob sia ricomparso.

Per cosa??

A causa dell’effetto Coriolis, un fenomeno legato alla rotazione terrestre, i venti possono spazzare lateralmente l’acqua.
Di conseguenza, i venti occidentali più forti, spostano un flusso oceanico caldo chiamato Corrente del Nord Atlantico (un’estensione della Corrente del Golfo) verso nord da circa 45°N a 60°N.
Tale cambiamento può persistere nelle estati successive. "Ecco del perché: Iniziamo a preoccuparci :cry:

E come una barriera, questa corrente calda, che si arriccia intorno alle isole britanniche, devia il flusso del getto, consentendo a una massa di aria calda e secca, a volte chiamata sistema di blocco ad alta pressione, di accamparsi sull’Europa.

Ciao


Nulla di nuovo sul fronte AMO e la sua influenza sull'EAST ATLANTIC PATTERN

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EA prevalentemente negativo con AMO-
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EA prevalentemente positivo con AMO+ ( Atlantic Low e Promontori dal Nord Africa nella nostra direzione/ le torride estati da un quasi trentennio a questa parte )
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Re: MARZO 2024 - ANALISI MODELLI LIVE

Messaggio da gemi65 »

Rio ha scritto: mar mar 26, 2024 1:14 pm
Supercell ha scritto: dom mar 24, 2024 11:27 am Situazione terribile per l’estremo Sud, dove continuerà a non piovere, dopo una siccità autunnale ed invernale storica.
Ciao @Superell

COMUNICATO STAMPA 25/03/2024

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SICCITÀ, RECORD DI PRECIPITAZIONI E ALLUVIONI

Situazione migliore rispetto al 2022

Le analisi dell’ISPRA sulla disponibilità di risorsa idrica nazionale

La disponibilità di risorsa idrica nell’anno 2023 conferma il trend negativo registrato da
diversi anni in Italia, anche se come mostrato dalle stime del BIGBANG (il modello idrologico
nazionale realizzato dall’ISPRA) può considerarsi un anno in ripresa rispetto al 2022.
Nel nostro Paese la disponibilità di risorsa idrica per l’anno 2023 è stimata in 112,4 miliardi
di metri cubi, a fronte di un valore di precipitazione totale di 279,1 miliardi di metri cubi. Nel
corso dell’anno si è comunque manifestata una certa ripresa rispetto al 2022, anno in cui
la disponibilità di risorsa idrica ha raggiunto 67 miliardi di metri cubi, il minimo storico dal
1951 e corrispondente a circa il 50% della disponibilità annua media (137,8 miliardi di metri
cubi), calcolata sul periodo 1951–2023.
Il 2023 ha fatto registrare una riduzione a livello nazionale di circa il 18% della disponibilità
rispetto alla media annua dello stesso lungo periodo 1951–2023, risultato dell'effetto
combinato di un deficit di precipitazioni - specialmente nei mesi di febbraio, marzo, settembre
e dicembre - e di un incremento dei volumi idrici di evaporazione diretta dagli specchi d'acqua
e dal terreno.
A rendere meno severa nel 2023 la diminuzione della disponibilità di risorsa idrica, ha
contribuito l’elevato volume di precipitazioni che si è riversato nel mese di maggio, stimato
in circa 49 miliardi di metri cubi, che è stato, a livello nazionale, più del doppio di quello che
mediamente caratterizza lo stesso mese, stimato in circa 23 miliardi di metri cubi sul lungo
periodo 1951–2023. In questo mese in Emilia-Romagna, in Sicilia e in minor parte in Calabria,
si sono registrati localmente valori cumulati di pioggia addirittura superiori di oltre 6 volte le
medie del periodo. In particolare, queste piogge intense e concentrate nella prima metà del
mese, sono state la causa dei tragici eventi alluvionali in Emilia-Romagna.
È quanto emerge dalle stime del BIGBANG che fornisce, a partire dai dati idrologici dal 1951 in
poi, il quadro quantitativo sulla risorsa idrica, inclusi i deficit, gli eccessi di precipitazione e i
trend delle grandezze idrologiche necessari a caratterizzare la situazione attuale e futura nel
Paese.
In allegato, i dati sulle precipitazioni e sulle analisi di qualità e quantità delle acque superficiali
e sotterranee.

Roma, 21 marzo 2024
PER INFORMAZIONI
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Le stime del modello BIGBANG dell’ISPRA ci dicono che nel 2023 il contribuito alla ricarica
degli acquiferi nel Paese è di 53 miliardi di metri cubi, il 19% delle precipitazioni a fronte di
una media annua di 22,7% sul lungo periodo (1951–2023). La cosiddetta aliquota di
precipitazione che si è trasformata in deflusso superficiale (non infiltrata o trattenuta dal
suolo) è stata di circa 66 miliardi di metri cubi, corrispondenti al 23,7% della precipitazione,
rispetto all’aliquota media annua del 25,4% calcolata sul lungo periodo. La quota di
evapotraspirazione ha raggiunto il 59,4% della precipitazione, a fronte di un valore medio
annuo del 52%.
Su scala temporale annuale gli studi effettuati dall’ISPRA da tempo evidenziano un aumento
della frequenza di accadimento di condizioni di siccità estrema e della percentuale del
territorio italiano soggetto a tali condizioni.
In linea generale, la siccità ha continuato a caratterizzare tutto il 2023 con condizioni di
siccità estrema e severa nei primi mesi dell’anno sui territori del nord e centro Italia, già colpiti
dalla grave siccità del 2022, tuttavia tali condizioni si sono andate attenuando nel corso
dell’anno. Negli ultimi tre mesi dell’anno, che generalmente risultano i più piovosi, si è
registrato - in particolare in Sicilia e in parte della Calabria ionica - un consistente deficit
di precipitazione.
Tale deficit ha determinato una situazione di siccità estrema con effetti che si protraggono
ancora nei primi mesi del 2024, ulteriormente aggravati dalle scarse precipitazioni occorse in
tali mesi.

Attualmente, l'Italia è caratterizzata da quattro diverse condizioni di severità idrica:
- alta in Sicilia;
- media (anche se con alcuni sistemi idrici in severità alta) in Sardegna;
- bassa nei distretti dell’Appennino Centrale e dell’Appennino Meridionale
(quest’ultimo però con tendenza a severità media);
- si registra invece uno stato di normalità per i distretti idrografici del Fiume Po, delle
Alpi Orientali e dell’Appennino Settentrionale.

Occorre tener presente che, come evidenziato dalle analisi sul bilancio idrico a scala nazionale
condotte dall’ISPRA in collaborazione con l’Istat, condizioni di stress idrico possono verificarsi
anche in anni non siccitosi e con larga disponibilità di acqua, anche superiore alla norma, a
causa del ruolo significativo dei prelievi di acqua dai corpi idrici.

VALUTAZIONI SULLO STATO DEI CORPI IDRICI SUPERFICIALI E SOTTERRANEI

I dati definitivi provenienti dal reporting alla Commissione EU dei Piani di Gestione delle Acque
per il 3° ciclo di gestione della Direttiva Acque (completato ad agosto 2023), consentono di
fornire alcuni elementi di riflessione.
Corpi idrici superficiali: fiumi, laghi, acque marino-costiere e di transizione
Riguardo ai corpi idrici superficiali, su un totale di 7.763 corpi idrici, il 43,6% è in stato
ecologico buono o superiore, mentre il 75,1% è in stato chimico buono. In entrambi i casi
diminuisce, rispetto al 2° ciclo di gestione (completato nel 2016) il numero di corpi idrici
superficiali in stato sconosciuto che passano dal 17% a circa il 10% per lo stato ecologico e
dal 20% a circa il 9% per lo stato chimico.

Corpi idrici sotterranei

Su un totale di 1.007 corpi idrici, il 79% è in stato quantitativo buono, mentre il 70% è in
stato chimico buono. Diminuisce notevolmente, rispetto al 2° ciclo di gestione, il numero di
corpi idrici sotterranei in stato sconosciuto che passano da quasi il 25% a meno del 2% per lo
stato quantitativo e dal 17,5% al 3% per lo stato chimico.

Aspettative di miglioramento

Una serie di analisi sulle variazioni di stato rispetto al precedente ciclo di gestione (2016),
effettuate dall’ISPRA su un campione pari a circa il 70% del totale dei corpi idrici
superficiali e sotterranei, rileva un miglioramento dello stato ecologico per il 14% dei
corpi idrici superficiali, dei quali il 61,4% raggiunge lo stato buono o superiore.
Il 60% del campione di corpi idrici superficiali analizzato non subisce deterioramento, a
fronte di un 16% di corpi idrici che peggiora il suo stato ecologico. Sebbene si riscontri un
lieve miglioramento della percentuale di corpi idrici superficiali in stato ecologico buono,
la previsione di miglioramento al 2027, per i corpi idrici attualmente in stato non buono, è
del 63,5%. Per quanto riguarda il campione dei corpi idrici sotterranei, si riscontra un
miglioramento dello stato quantitativo per circa il 5% dei corpi idrici. Simile è la percentuale di
corpi idrici che hanno subito un peggioramento, mentre permangono nello stesso stato
quantitativo il 64% dei corpi idrici sotterranei. La previsione di miglioramento al 2027, per i
corpi idrici sotterranei attualmente in stato quantitativo non buono, è di circa il 60%.


Link >> https://www.isprambiente.gov.it/files20 ... a-2024.pdf
OT
C'è il Td dedicato
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Re: MARZO 2024 - ANALISI MODELLI LIVE

Messaggio da picchio70 »

Un forte evento MJO continua, con il segnale intrastagionale che ora si sposta attraverso l’emisfero occidentale
Si prevede che la MJO continui la sua propagazione verso est ritornando nell’Oceano Indiano all’inizio di aprile,
anche se i modelli dinamici suggeriscono una possibile velocità di fase più lenta e un indebolimento dell’ampiezza.
Questa evoluzione della MJO favorisce l’aumento dell’attività dei cicloni tropicali su porzioni dell’Oceano Indiano e infine verso l’Australia settentrionale entro la terza settimana. Tuttavia, la climatologia stagionale in calo mantiene la fiducia ai livelli più bassi.


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I grafici del potenziale di velocità di livello superiore indicano una completa circumnavigazione delle anomalie positive durante l'ultimo mese.
Un’asimmetria dell’onda 1 continua a riflettersi nel campo potenziale di velocità globale di livello superiore con un leggero spostamento verso est rispetto alla scorsa settimana.
La convezione potenziata legata a El Niño sul Pacifico centrale provoca alcune interferenze distruttive con il segnale convettivo complessivamente soppresso che si muove sulla regione

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Re: MARZO 2024 - ANALISI MODELLI LIVE

Messaggio da picchio70 »

Continuano ad essere infranti record di temperatura .
Quelle oceaniche sono oramai fisse sopra i 21° dal 2023, mai successo prima , con un picco
di 21.5° raggiunti in questi giorni e battendo il precedente record dell'agosto 2023.
Record dettati dall'eccessivo calore atmosferico che gli oceani assorbono a mo' di spugna ,
e dall'aumento del termoclino che limita l' upwelling.

Immagine

Anche quella dell'aria continua a rimanere su livelli record , con l'anomalia che torna a superare + 2°

Immagine' '
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