Picchio innanzitutto ti ringrazio per le tue risposte ed il tempo che mi stai dedicando. Con questa tua risposta mi sono venute più domande che rispostepicchio70 ha scritto: ↑mer gen 31, 2024 7:05 pm El Duca, sono calcoli molto più complessi rispetto all'isolamento numerico
dell'incidenza CO2 , un evento non rimane isolato , incide sulla catena in modo esponenziale .
Ti risparmio le formule e dati , ma cercherò di farti arrivare al concetto.
Se bruci un kg di carburante e calcoli il singolo valore energetico che viene fuori ,
poi questo dato lo devi inserire nel sistema ( terra/oceano ) e questo comporta un effetto domino .
Quindi quel kg di carburante non ha esito x e basta , ma bensì x • ( x+1) • ( x + 2 ) e così via,
tra cui il vapore acqueo che altro non è che una delle citate conseguenze che come giustamente
hai scritto una delle più impattanti , ma sempre dal calore arriva .
Per la seconda questione .
È un valore da tenere in considerazione , nella fattispecie di predictor .
Rimangono altresì dati assimilati da osservazioni , incidenze , raggruppamenti di esiti ,
ma non danno altre informazioni dirette oltre questo .
Oltretutto il fenomeno strat-warming è sempre confinato numericamente in stratosfera ,
e l'esito troposferico ha correlazione quasi nulle per l'Europa centro meridionale , mentre
molto significativa per la regione scandinava ed il nord america .
Da noi si evidenzia solo un modesto aumento delle precipitazioni .
In sostanza , nell'osservazione scientifica dell'atmosfera intesa nella sua interezza , tutto
ha senso di essere studiato , mentre in troposfera poi queste incidenze non riscontrano
esiti quantificabili e catalogabili come assonanze .
Global Warming in crisi? Teniamoci aggiornati!
Moderatori: erboss, MeteoLive, jackfrost
Re: Global Warming in crisi? Teniamoci aggiornati!
Re: Global Warming in crisi? Teniamoci aggiornati!
I dati Satellitari per il mese di Gennaio 2024 a livello Globale indicano un leggero incremento della Temperatura Media Globale .
Ultima modifica di robert il ven feb 02, 2024 2:45 pm, modificato 1 volta in totale.
Re: Global Warming in crisi? Teniamoci aggiornati!
Buongiorno a tutti gli utenti del forum. L'altro ieri, parlando con Picchio, ho sollevato un mio personale dubbio sull'eventuale possibilità di predirre stratwarming e se ci sono misurazioni sull'eventuale spostamento di ozono dall'equatore al polo passando però dalla mesosfera in modo da poter "annusare" tale possibile evento. Oppure a quelle altezze sono talmente rarefatti i gas che anche un eventuale riscaldamento nell'alta stratosfera non riuscirebbe ad avere effetti sul VPS? (Ci tengo a fare una piccola premessa: ho citato Picchio perchè lui ha avuto la gentilezza di rispondermi ma ovviamente il mio intervento è rivolto a tutti, in quanto so che ci sono utenti molto molto preparati oltre a Picchio che ne sanno sicuramente più di me. Infatti mi ritengo una persona molto curiosa ma spesso mi imbatto in argomenti "più grandi di me" e magari posso tendere a far confusione).
https://ibb.co/HVGjmfR
Seppur vero che la correlazione tra stratwarming ed episodi invernali apprezzabili alle nostre latitudini sia piuttosto fuorviante se non del tutto causale, potrebbe esserci in realtà una certa correlazione dettata magari da momenti di coupling strato-tropo che permetta il coinvonlgimento in tale dinamiche anche del VPT? Gli esempi del 1929 - 1963 - 1985 - 2012 sono da ritenersi nella casualità degli eventi (di un epoca climatica ormai cambiata) oppure una certa correlazione può esserci? (NON, magari, coinvolgimento diretto della nostra penisola, sia ben chiaro. Basterebbe il coinvolgimento delle medie latitudini indipendentemente poi dal nostro orticello per rendere a mio avvivo interessante riuscire ad intravedere in anticipo tali situazioni)
In secondo luogo avrei un altro dubbio e qui spero non mi fraindendiate nelle intenzioni. Si sa che con l'aumento dell'attività solare, aumentano anche i venti solari che deflettono i raggi cosmici (che hanno la capacità di ionizzare l'atmosfera e di conseguenza aumentare la copertura nuvolosa media sul globo -come appunto accennato nel mio primo intervento citando l'operazione Popeye in Vietnam, in quel caso innescato dal governo americano-) e negli ultimi 300 anni mediamente il sole ha aumentato la sua attività dopo la fine del minimo di Maunder. Tale dinamica dovrebbe (in teoria) aver innescato il processo per cui mediamente dovremmo avere una minor copertura nuovolosa globale, che come effetti dovrebbe favorire un riscaldamento climatico (come per esempio se teniamo un asciugacapelli troppo tempo posizionato in direzione della nostra testa senza "filtri", essa tenderà dapprima a riscaldarsi un pochino ma già dopo pochi secondi la nostra testa prenderà fuoco
in modo più repentino diciamo) che potrebbe essere magari una delle cause di questa impennata della temperatura media globale degli ultimi anni. In merito però mi viene un altro dubbio: il fatto che una minor copertura nuovolosa media sulla terra in teoria dovrebbe favorire l'aumento delle temperature globali, d'altro canto non dovrebbe una minor presenza di nubi favorire l'effeto contrario, ovvero la dispersione di calore nelle ore notturne tale da causare un raffreddamento? Oppure gli oceani assorbendo il calore diurno possono fungere da "serbatoio" e di conseguenza far sì che tale "regola" sia così confermata?
Spero di non essere stato troppo confusionario nell'esprimere questi miei dubbi (in caso contrario sono pronto a cercare di chiarire) seppur con dei limiti di tempi dettati dal mio lavoro che purtroppo non mi permette di essere così tanto assiduo nello scrivere post. Se avete piacere e possibilità di rispondere vi ringrazio in anticipo. Buona giornata a tutti
https://ibb.co/HVGjmfR
Seppur vero che la correlazione tra stratwarming ed episodi invernali apprezzabili alle nostre latitudini sia piuttosto fuorviante se non del tutto causale, potrebbe esserci in realtà una certa correlazione dettata magari da momenti di coupling strato-tropo che permetta il coinvonlgimento in tale dinamiche anche del VPT? Gli esempi del 1929 - 1963 - 1985 - 2012 sono da ritenersi nella casualità degli eventi (di un epoca climatica ormai cambiata) oppure una certa correlazione può esserci? (NON, magari, coinvolgimento diretto della nostra penisola, sia ben chiaro. Basterebbe il coinvolgimento delle medie latitudini indipendentemente poi dal nostro orticello per rendere a mio avvivo interessante riuscire ad intravedere in anticipo tali situazioni)
In secondo luogo avrei un altro dubbio e qui spero non mi fraindendiate nelle intenzioni. Si sa che con l'aumento dell'attività solare, aumentano anche i venti solari che deflettono i raggi cosmici (che hanno la capacità di ionizzare l'atmosfera e di conseguenza aumentare la copertura nuvolosa media sul globo -come appunto accennato nel mio primo intervento citando l'operazione Popeye in Vietnam, in quel caso innescato dal governo americano-) e negli ultimi 300 anni mediamente il sole ha aumentato la sua attività dopo la fine del minimo di Maunder. Tale dinamica dovrebbe (in teoria) aver innescato il processo per cui mediamente dovremmo avere una minor copertura nuovolosa globale, che come effetti dovrebbe favorire un riscaldamento climatico (come per esempio se teniamo un asciugacapelli troppo tempo posizionato in direzione della nostra testa senza "filtri", essa tenderà dapprima a riscaldarsi un pochino ma già dopo pochi secondi la nostra testa prenderà fuoco
Spero di non essere stato troppo confusionario nell'esprimere questi miei dubbi (in caso contrario sono pronto a cercare di chiarire) seppur con dei limiti di tempi dettati dal mio lavoro che purtroppo non mi permette di essere così tanto assiduo nello scrivere post. Se avete piacere e possibilità di rispondere vi ringrazio in anticipo. Buona giornata a tutti
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Re: Global Warming in crisi? Teniamoci aggiornati!
Buongiorno , guarda molte delle discussioni in merito alla colonna atmosferica ,El Duca ha scritto: ↑ven feb 02, 2024 10:33 am Buongiorno a tutti gli utenti del forum. L'altro ieri, parlando con Picchio, ho sollevato un mio personale dubbio sull'eventuale possibilità di predirre stratwarming e se ci sono misurazioni sull'eventuale spostamento di ozono dall'equatore al polo passando però dalla mesosfera in modo da poter "annusare" tale possibile evento. Oppure a quelle altezze sono talmente rarefatti i gas che anche un eventuale riscaldamento nell'alta stratosfera non riuscirebbe ad avere effetti sul VPS? (Ci tengo a fare una piccola premessa: ho citato Picchio perchè lui ha avuto la gentilezza di rispondermi ma ovviamente il mio intervento è rivolto a tutti, in quanto so che ci sono utenti molto molto preparati oltre a Picchio che ne sanno sicuramente più di me. Infatti mi ritengo una persona molto curiosa ma spesso mi imbatto in argomenti "più grandi di me" e magari posso tendere a far confusione).
Seppur vero che la correlazione tra stratwarming ed episodi invernali apprezzabili alle nostre latitudini sia piuttosto fuorviante se non del tutto causale, potrebbe esserci in realtà una certa correlazione dettata magari da momenti di coupling strato-tropo che permetta il coinvonlgimento in tale dinamiche anche del VPT? Gli esempi del 1929 - 1963 - 1985 - 2012 sono da ritenersi nella casualità degli eventi (di un epoca climatica ormai cambiata) oppure una certa correlazione può esserci? (NON, magari, coinvolgimento diretto della nostra penisola, sia ben chiaro. Basterebbe il coinvolgimento delle medie latitudini indipendentemente poi dal nostro orticello per rendere a mio avvivo interessante riuscire ad intravedere in anticipo tali situazioni)
nascono perché si tende a configurare la colonna come strati isolati, ma non è così.
Le definizioni sono solo atte ad identificare le inversioni di temperatura , alle quali poi vanno associate
le condizioni fluido dinamiche, densità e composizione degli elementi caratterizzanti .
Bisogna immaginare la colonna come una trottola , nella cui altezza c'è una disparità di pesi e di equilibri .
Prova a fare girare una trottola velocemente , vedrai che essa mantiene una sezione verticale sul suo asse
e stazionarietà, e le disparità di peso perdono importanza per accelerazione dovuta al momento angolare ,
perché il baricentro si mantiene vicino al vettore della velocità angolare .
Mentre se osservi una trottola nel suo decadimento angolare , noterai che l'asse si cui ruota tende ad acquisire
un moto oscillatorio, descrivendo onde crescenti .
Si definiscono condizioni lasche , in cui il getto , la cintura che tende a contenere il fronte polare ,
risulterà più ondulato e più disturbato dalle onde di rossby; ergo , maggiore propensione agli scambi meridiani
o comunque si regista un aumento dei disturbi al classico moto ovest/est .
Quindi un conto è seguire didatticamente i comportamenti delle sezioni atmosferiche , altro è
trovare, forzare dinamiche che abbiano assonanze dirette con lo stato troposferico .
La letteratura sta cercando di ampliare questi studi , perché ci si è resi conto che ci facciamo poco
con una classificazione a 10 hPa se poi poco o nulla riscontriamo ove avvengono i fenomeni atmosferici .
Infatti non c'è questa correlazione , abbiamo casi di inverni importanti con alte velocità zonali ,
e mediocri con basse velocità zonali .
Al limite possiamo dedurre che la stratosfera tende ad amplificare il pattern troposferico .
Se quest'ultimo risulta equilibrato nel suo dipolo e quindi con i centri di vorticita' ben disposti
per l'area europea , allora la trasmissione delle vorticita' potenziali potrebbero esasperare gli effetti
positivi , ma al contrario ( come è successo a gennaio ) se le PV vanno ad agire su un pattern nefasto ,
questo diverrà amplificato andando più a compromettere anche le fasi successive, ritardando il riequilibrio.
Sono perlopiù leggende forumistiche , e se mi chiedi il perché non te lo saprei dire , visto
che solo due casi in 100 anni sono risultati positivi per l'Europa meridionale.
Qualsiasi cosa accada negli strati superiori , và sempre contestualizzata con l'assetto troposferico ,
non esiste un unico modus operandi .
Qui invece il discorso è più complesso e controverso .El Duca ha scritto: ↑ven feb 02, 2024 10:33 am In secondo luogo avrei un altro dubbio e qui spero non mi fraindendiate nelle intenzioni. Si sa che con l'aumento dell'attività solare, aumentano anche i venti solari che deflettono i raggi cosmici (che hanno la capacità di ionizzare l'atmosfera e di conseguenza aumentare la copertura nuvolosa media sul globo -come appunto accennato nel mio primo intervento citando l'operazione Popeye in Vietnam, in quel caso innescato dal governo americano-) e negli ultimi 300 anni mediamente il sole ha aumentato la sua attività dopo la fine del minimo di Maunder. Tale dinamica dovrebbe (in teoria) aver innescato il processo per cui mediamente dovremmo avere una minor copertura nuovolosa globale, che come effetti dovrebbe favorire un riscaldamento climatico (come per esempio se teniamo un asciugacapelli troppo tempo posizionato in direzione della nostra testa senza "filtri", essa tenderà dapprima a riscaldarsi un pochino ma già dopo pochi secondi la nostra testa prenderà fuocoin modo più repentino diciamo) che potrebbe essere magari una delle cause di questa impennata della temperatura media globale degli ultimi anni. In merito però mi viene un altro dubbio: il fatto che una minor copertura nuovolosa media sulla terra in teoria dovrebbe favorire l'aumento delle temperature globali, d'altro canto non dovrebbe una minor presenza di nubi favorire l'effeto contrario, ovvero la dispersione di calore nelle ore notturne tale da causare un raffreddamento? Oppure gli oceani assorbendo il calore diurno possono fungere da "serbatoio" e di conseguenza far sì che tale "regola" sia così confermata?
Spero di non essere stato troppo confusionario nell'esprimere questi miei dubbi (in caso contrario sono pronto a cercare di chiarire) seppur con dei limiti di tempi dettati dal mio lavoro che purtroppo non mi permette di essere così tanto assiduo nello scrivere post. Se avete piacere e possibilità di rispondere vi ringrazio in anticipo. Buona giornata a tutti
Mi limito solo a consigliarti di leggere i tanti studi a proposito ,
perché l'argomento è davvero complesso e spazia in tanti campi .
Servirebbero ore per affrontare la tematica nella sua completezza.
Re: Global Warming in crisi? Teniamoci aggiornati!
Grazie Picchio per la risposta, allora dovremmo incontrarci per parlarne ore visto che siamo geograficamente vicini e l'argomento è davvero molto molto vasto
Scherzo ovviamente 
E complimenti per la chiarezza con cui spieghi argomenti complessi rendendoli comprensibili anche a chi non è ferrato nella materia come te (come per l'esempio della trottola). Se non ti disturba prossimamente ti solleciterò per qualche altro mio dubbio che, come per i precedenti, "trova" risposta in studi ufficiali, ma diciamo che "non mi convincono appieno"
Lo so che non sono nessuno per mettere in dubbio la bontà di studi scientifici ma....penso che un forum sia anche concepito per scambi di opinioni e magari anche di qualche buona lezione fornita da chi ne sa più di noi (me in questo caso). Opinioni che già in passato mi hanno aiutato a cambiare certe idee radicate in me e che però me le hanno (parzialmente) fatte mettere in dubbio fino anche a cambiarne qualcuna. buona giornata e grazie ancora
E complimenti per la chiarezza con cui spieghi argomenti complessi rendendoli comprensibili anche a chi non è ferrato nella materia come te (come per l'esempio della trottola). Se non ti disturba prossimamente ti solleciterò per qualche altro mio dubbio che, come per i precedenti, "trova" risposta in studi ufficiali, ma diciamo che "non mi convincono appieno"
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Re: Global Warming in crisi? Teniamoci aggiornati!
Quello che ho capito e che hai mostrato , è che ci sono punti della superficie terrestre
che mostrano temperature sottomedia in determinate circostanze temporali.
Se fosse il TD delle anomalie globali , allora non avrei avuto nulla di ridire, ma dato
che il TD è quello del GW e che ogni post deve avere contingenza con il tema , mi chiedevo
quale fosse.
Continue segnalazioni di zone che registrano marcati sottomedia , a cui poi fanno seguito
e riscontro dati che mostrano una crescita climatica delle temperature .
Mi chiedevo come fosse possibile e ti chiedevo delucidazioni in merito .
Re: Global Warming in crisi? Teniamoci aggiornati!
Chiaro che non c'è correlazione tra i 10 hpa e la troposfera.picchio70 ha scritto: ↑ven feb 02, 2024 12:04 pmBuongiorno , guarda molte delle discussioni in merito alla colonna atmosferica ,El Duca ha scritto: ↑ven feb 02, 2024 10:33 am Buongiorno a tutti gli utenti del forum. L'altro ieri, parlando con Picchio, ho sollevato un mio personale dubbio sull'eventuale possibilità di predirre stratwarming e se ci sono misurazioni sull'eventuale spostamento di ozono dall'equatore al polo passando però dalla mesosfera in modo da poter "annusare" tale possibile evento. Oppure a quelle altezze sono talmente rarefatti i gas che anche un eventuale riscaldamento nell'alta stratosfera non riuscirebbe ad avere effetti sul VPS? (Ci tengo a fare una piccola premessa: ho citato Picchio perchè lui ha avuto la gentilezza di rispondermi ma ovviamente il mio intervento è rivolto a tutti, in quanto so che ci sono utenti molto molto preparati oltre a Picchio che ne sanno sicuramente più di me. Infatti mi ritengo una persona molto curiosa ma spesso mi imbatto in argomenti "più grandi di me" e magari posso tendere a far confusione).
Seppur vero che la correlazione tra stratwarming ed episodi invernali apprezzabili alle nostre latitudini sia piuttosto fuorviante se non del tutto causale, potrebbe esserci in realtà una certa correlazione dettata magari da momenti di coupling strato-tropo che permetta il coinvonlgimento in tale dinamiche anche del VPT? Gli esempi del 1929 - 1963 - 1985 - 2012 sono da ritenersi nella casualità degli eventi (di un epoca climatica ormai cambiata) oppure una certa correlazione può esserci? (NON, magari, coinvolgimento diretto della nostra penisola, sia ben chiaro. Basterebbe il coinvolgimento delle medie latitudini indipendentemente poi dal nostro orticello per rendere a mio avvivo interessante riuscire ad intravedere in anticipo tali situazioni)
nascono perché si tende a configurare la colonna come strati isolati, ma non è così.
Le definizioni sono solo atte ad identificare le inversioni di temperatura , alle quali poi vanno associate
le condizioni fluido dinamiche, densità e composizione degli elementi caratterizzanti .
Bisogna immaginare la colonna come una trottola , nella cui altezza c'è una disparità di pesi e di equilibri .
Prova a fare girare una trottola velocemente , vedrai che essa mantiene una sezione verticale sul suo asse
e stazionarietà, e le disparità di peso perdono importanza per accelerazione dovuta al momento angolare ,
perché il baricentro si mantiene vicino al vettore della velocità angolare .
Mentre se osservi una trottola nel suo decadimento angolare , noterai che l'asse si cui ruota tende ad acquisire
un moto oscillatorio, descrivendo onde crescenti .
Si definiscono condizioni lasche , in cui il getto , la cintura che tende a contenere il fronte polare ,
risulterà più ondulato e più disturbato dalle onde di rossby; ergo , maggiore propensione agli scambi meridiani
o comunque si regista un aumento dei disturbi al classico moto ovest/est .
Quindi un conto è seguire didatticamente i comportamenti delle sezioni atmosferiche , altro è
trovare, forzare dinamiche che abbiano assonanze dirette con lo stato troposferico .
La letteratura sta cercando di ampliare questi studi , perché ci si è resi conto che ci facciamo poco
con una classificazione a 10 hPa se poi poco o nulla riscontriamo ove avvengono i fenomeni atmosferici .
Infatti non c'è questa correlazione , abbiamo casi di inverni importanti con alte velocità zonali ,
e mediocri con basse velocità zonali .
Al limite possiamo dedurre che la stratosfera tende ad amplificare il pattern troposferico .
Se quest'ultimo risulta equilibrato nel suo dipolo e quindi con i centri di vorticita' ben disposti
per l'area europea , allora la trasmissione delle vorticita' potenziali potrebbero esasperare gli effetti
positivi , ma al contrario ( come è successo a gennaio ) se le PV vanno ad agire su un pattern nefasto ,
questo diverrà amplificato andando più a compromettere anche le fasi successive, ritardando il riequilibrio.
Sono perlopiù leggende forumistiche , e se mi chiedi il perché non te lo saprei dire , visto
che solo due casi in 100 anni sono risultati positivi per l'Europa meridionale.
Qualsiasi cosa accada negli strati superiori , và sempre contestualizzata con l'assetto troposferico ,
non esiste un unico modus operandi .Qui invece il discorso è più complesso e controverso .El Duca ha scritto: ↑ven feb 02, 2024 10:33 am In secondo luogo avrei un altro dubbio e qui spero non mi fraindendiate nelle intenzioni. Si sa che con l'aumento dell'attività solare, aumentano anche i venti solari che deflettono i raggi cosmici (che hanno la capacità di ionizzare l'atmosfera e di conseguenza aumentare la copertura nuvolosa media sul globo -come appunto accennato nel mio primo intervento citando l'operazione Popeye in Vietnam, in quel caso innescato dal governo americano-) e negli ultimi 300 anni mediamente il sole ha aumentato la sua attività dopo la fine del minimo di Maunder. Tale dinamica dovrebbe (in teoria) aver innescato il processo per cui mediamente dovremmo avere una minor copertura nuovolosa globale, che come effetti dovrebbe favorire un riscaldamento climatico (come per esempio se teniamo un asciugacapelli troppo tempo posizionato in direzione della nostra testa senza "filtri", essa tenderà dapprima a riscaldarsi un pochino ma già dopo pochi secondi la nostra testa prenderà fuocoin modo più repentino diciamo) che potrebbe essere magari una delle cause di questa impennata della temperatura media globale degli ultimi anni. In merito però mi viene un altro dubbio: il fatto che una minor copertura nuovolosa media sulla terra in teoria dovrebbe favorire l'aumento delle temperature globali, d'altro canto non dovrebbe una minor presenza di nubi favorire l'effeto contrario, ovvero la dispersione di calore nelle ore notturne tale da causare un raffreddamento? Oppure gli oceani assorbendo il calore diurno possono fungere da "serbatoio" e di conseguenza far sì che tale "regola" sia così confermata?
Spero di non essere stato troppo confusionario nell'esprimere questi miei dubbi (in caso contrario sono pronto a cercare di chiarire) seppur con dei limiti di tempi dettati dal mio lavoro che purtroppo non mi permette di essere così tanto assiduo nello scrivere post. Se avete piacere e possibilità di rispondere vi ringrazio in anticipo. Buona giornata a tutti
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perché l'argomento è davvero complesso e spazia in tanti campi .
Servirebbero ore per affrontare la tematica nella sua completezza.![]()
Il tempo atmosferico regionale lo fa la redistribuzione di massa in troposfera...non l'aria a 10 hpa
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Re: Global Warming in crisi? Teniamoci aggiornati!
salve a tutti,
questo è il mio primo post, spero di non scrivere cavolate, nel caso perdomantemi
, la domanda è rivolta a picchio, gabriele, rio( me ne vengono in mente solo questi se dimentico qualcuno scusatemi), solamente l' HP subtropicale atlantico(nord africa) è in una posizione anomala, oppure anche HP sul lato opposto dell'atlantico(coste nord americane) è piu su del dovuto? E se il discorso vale anche per un HP in pacifico(Costa californiana?)
In sintesi tutti le fasce anticicloniche si sono spostate in alto oppure solo noi abbiamo questo problema?
Grazie in anticipo a chi puo rispondermi
questo è il mio primo post, spero di non scrivere cavolate, nel caso perdomantemi
In sintesi tutti le fasce anticicloniche si sono spostate in alto oppure solo noi abbiamo questo problema?
Grazie in anticipo a chi puo rispondermi
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Re: Global Warming in crisi? Teniamoci aggiornati!
Ciao è benvenuto ,caesarWeatherTime ha scritto: ↑ven feb 02, 2024 6:07 pm salve a tutti,
questo è il mio primo post, spero di non scrivere cavolate, nel caso perdomantemi, la domanda è rivolta a picchio, gabriele, rio( me ne vengono in mente solo questi se dimentico qualcuno scusatemi), solamente l' HP subtropicale atlantico(nord africa) è in una posizione anomala, oppure anche HP sul lato opposto dell'atlantico(coste nord americane) è piu su del dovuto? E se il discorso vale anche per un HP in pacifico(Costa californiana?)
In sintesi tutti le fasce anticicloniche si sono spostate in alto oppure solo noi abbiamo questo problema?
Grazie in anticipo a chi puo rispondermi
è una costante quella dell'aumento dei geopotenziali che accomuna tutta l'emisfero ,

Questo implica modifiche sulle celle e sulla circolazione , ma senza andare nello specifico anche perché
sarebbe complesso e molto articolato , basta dire che tutto è consequenziale con effetto domino
all'eccessivo calore per effetto dell'espansione dell'aria .
Ci sono aree come quella mediterranea ove si registra un aumento più significativo, ma
è chiaro come il fenomeno sia generalizzato
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caesarWeatherTime
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Re: Global Warming in crisi? Teniamoci aggiornati!
grazie per la risposta.quindi basterebbe alterare antropicamente uno dei vari Hp per generare un effetto domino? Io ho 50 anni e il tempo sta cambiando troppo velocemente per essere solamente naturale. Una mia opinione personale
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Re: Global Warming in crisi? Teniamoci aggiornati!
Ma non è che alteriamo un HP, alteriamo il clima , la circolazione con annessi e connessi.caesarWeatherTime ha scritto: ↑ven feb 02, 2024 10:18 pm grazie per la risposta.quindi basterebbe alterare antropicamente uno dei vari Hp per generare un effetto domino? Io ho 50 anni e il tempo sta cambiando troppo velocemente per essere solamente naturale. Una mia opinione personale
Le anomalie pressorie e di geopotenziali sono solo la conseguenza del calore superfluo
Mi sembra troppo ovvio anche per essere discusso , non si può pensare che un sistema
rimanga in equilibrio con l'intervento dell'ambiente . L'entropia aumenta sempre .
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Re: Global Warming in crisi? Teniamoci aggiornati!
Una parte dell'ultimo report sulle condizioni dei ghiacci Groenlandesi
Quasi tutti i ghiacciai della Groenlandia si sono assottigliati o si sono ritirati negli ultimi decenni, determinando un'accelerazione dei ghiacciai, un aumento dei tassi di innalzamento del livello del mare e impatti climatici in tutto il mondo. Per comprendere come il ritiro del fronte in distacco abbia influenzato l’equilibrio della massa di ghiaccio della Groenlandia, combiniamo 236.328 osservazioni derivate manualmente e derivate dall’intelligenza artificiale delle posizioni dei terminali dei ghiacciai raccolte dal 1985 al 2022 e generiamo una maschera con una risoluzione di 120 m che definisce la calotta glaciale. estensione ogni mese per quasi quattro decenni. Qui mostriamo che, dal 1985, la calotta glaciale della Groenlandia (GrIS) ha perso 5.091 ± 72 km 2 di area, corrispondenti a 1.034 ± 120 Gt di ghiaccio persi a causa del ritiro. I nostri risultati indicano che, trascurando il ritiro del fronte di distacco, le attuali stime di consenso sul bilancio di massa della calotta glaciale hanno sottostimato la recente perdita di massa dalla Groenlandia fino al 20%. La perdita di massa da noi segnalata ha avuto un impatto diretto minimo sul livello globale del mare, ma è sufficiente a influenzare la circolazione oceanica e la distribuzione dell'energia termica in tutto il mondo. Su scale temporali stagionali, la Groenlandia perde 193 ± 25 km 2 (63 ± 6 Gt) di ghiaccio per ritirarsi ogni anno da un'estensione massima di maggio a una minima tra settembre e ottobre. Abbiamo scoperto che il ritiro multidecennale è altamente correlato con l’entità dell’avanzamento e del ritiro stagionale di ciascun ghiacciaio, il che significa che la variabilità della posizione dei terminali su scale temporali stagionali può servire da indicatore della sensibilità dei ghiacciai ai cambiamenti climatici a lungo termine.
Quasi tutti i ghiacciai della Groenlandia si sono assottigliati o si sono ritirati negli ultimi decenni, determinando un'accelerazione dei ghiacciai, un aumento dei tassi di innalzamento del livello del mare e impatti climatici in tutto il mondo. Per comprendere come il ritiro del fronte in distacco abbia influenzato l’equilibrio della massa di ghiaccio della Groenlandia, combiniamo 236.328 osservazioni derivate manualmente e derivate dall’intelligenza artificiale delle posizioni dei terminali dei ghiacciai raccolte dal 1985 al 2022 e generiamo una maschera con una risoluzione di 120 m che definisce la calotta glaciale. estensione ogni mese per quasi quattro decenni. Qui mostriamo che, dal 1985, la calotta glaciale della Groenlandia (GrIS) ha perso 5.091 ± 72 km 2 di area, corrispondenti a 1.034 ± 120 Gt di ghiaccio persi a causa del ritiro. I nostri risultati indicano che, trascurando il ritiro del fronte di distacco, le attuali stime di consenso sul bilancio di massa della calotta glaciale hanno sottostimato la recente perdita di massa dalla Groenlandia fino al 20%. La perdita di massa da noi segnalata ha avuto un impatto diretto minimo sul livello globale del mare, ma è sufficiente a influenzare la circolazione oceanica e la distribuzione dell'energia termica in tutto il mondo. Su scale temporali stagionali, la Groenlandia perde 193 ± 25 km 2 (63 ± 6 Gt) di ghiaccio per ritirarsi ogni anno da un'estensione massima di maggio a una minima tra settembre e ottobre. Abbiamo scoperto che il ritiro multidecennale è altamente correlato con l’entità dell’avanzamento e del ritiro stagionale di ciascun ghiacciaio, il che significa che la variabilità della posizione dei terminali su scale temporali stagionali può servire da indicatore della sensibilità dei ghiacciai ai cambiamenti climatici a lungo termine.
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Lupo Silano
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Re: Global Warming in crisi? Teniamoci aggiornati!
Ciao Picchio, mi chiedevo se per caso avessi evidenze nel passato recente di sopramedia termico sulla Groenlandia tanto netto e duraturo quanto quello che si sta manifestando durante gli ultimi mesi.picchio70 ha scritto: ↑dom feb 04, 2024 9:23 am Una parte dell'ultimo report sulle condizioni dei ghiacci Groenlandesi
Quasi tutti i ghiacciai della Groenlandia si sono assottigliati o si sono ritirati negli ultimi decenni, determinando un'accelerazione dei ghiacciai, un aumento dei tassi di innalzamento del livello del mare e impatti climatici in tutto il mondo. Per comprendere come il ritiro del fronte in distacco abbia influenzato l’equilibrio della massa di ghiaccio della Groenlandia, combiniamo 236.328 osservazioni derivate manualmente e derivate dall’intelligenza artificiale delle posizioni dei terminali dei ghiacciai raccolte dal 1985 al 2022 e generiamo una maschera con una risoluzione di 120 m che definisce la calotta glaciale. estensione ogni mese per quasi quattro decenni. Qui mostriamo che, dal 1985, la calotta glaciale della Groenlandia (GrIS) ha perso 5.091 ± 72 km 2 di area, corrispondenti a 1.034 ± 120 Gt di ghiaccio persi a causa del ritiro. I nostri risultati indicano che, trascurando il ritiro del fronte di distacco, le attuali stime di consenso sul bilancio di massa della calotta glaciale hanno sottostimato la recente perdita di massa dalla Groenlandia fino al 20%. La perdita di massa da noi segnalata ha avuto un impatto diretto minimo sul livello globale del mare, ma è sufficiente a influenzare la circolazione oceanica e la distribuzione dell'energia termica in tutto il mondo. Su scale temporali stagionali, la Groenlandia perde 193 ± 25 km 2 (63 ± 6 Gt) di ghiaccio per ritirarsi ogni anno da un'estensione massima di maggio a una minima tra settembre e ottobre. Abbiamo scoperto che il ritiro multidecennale è altamente correlato con l’entità dell’avanzamento e del ritiro stagionale di ciascun ghiacciaio, il che significa che la variabilità della posizione dei terminali su scale temporali stagionali può servire da indicatore della sensibilità dei ghiacciai ai cambiamenti climatici a lungo termine.
Altra domanda - per tutti - che ne pensate della questione possibile arresto dell’AMOC che ultimamente si legge sempre più spesso su fonti piú o meno specializzate?