GENNAIO 2024 - ANALISI MODELLI LIVE

Discussioni meteorologiche sul tempo previsto nei prossimi giorni ma anche climatologia e discussioni sui run dei vari modelli: è la stanza principale, quella più affollata e seguita.

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Vedolaneve
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Re: GENNAIO 2024 - ANALISI MODELLI LIVE

Messaggio da Vedolaneve »

Questo cavettino qui è segnalato anche dagli spaghi z500 di ec

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Se non altro Prolungherebbe la fase fresca

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effetto stau
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Re: GENNAIO 2024 - ANALISI MODELLI LIVE

Messaggio da effetto stau »

Buongiorno
Mi pare di vedere che il getto accelererà a razzo e la toccata e fuga della fase fredda tra circa una settimana sarà davvero una goccia d'acqua sulla punta della lingua per un assetato.
Mi aspetto anche dei ritocchi al rialzo per riguarda le termiche e qualche fiocco coreografico sulle colline del nord di breve durata ....poi fase autunnale....e poi ancora fase primaverile
Snow76
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Re: GENNAIO 2024 - ANALISI MODELLI LIVE

Messaggio da Snow76 »

Che brutta piega i modelli in ottica invernale non si vede niente che possa far pensare ad una svolta, speriamo reading confermi il run di ieri sera almeno.
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picchio70
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Re: GENNAIO 2024 - ANALISI MODELLI LIVE

Messaggio da picchio70 »

Buongiorno ragazzi , ecmwf 00

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Rio
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Re: GENNAIO 2024 - ANALISI MODELLI LIVE

Messaggio da Rio »

Buongiorno forum di ML

Ricordiamoci che si parla della (possibile) sfuriata fredda e del cambio di regime atmosferico.
Inoltre in quello che si dice, si parla sulle probabilità non su favole o desideri, tutto qui.

Saluti
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picchio70
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Re: GENNAIO 2024 - ANALISI MODELLI LIVE

Messaggio da picchio70 »

Gli accumuli nevosi previsti da ecmwf ufficiale
nelle prossime 244 ore
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gandalf il bianco
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Re: GENNAIO 2024 - ANALISI MODELLI LIVE

Messaggio da gandalf il bianco »

Buon di

Beh una cosa sembra certa per la metà della terza decade, un bell accorpamento delle masse artiche nel periodo piu freddo dell'anno
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Let it snow!
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Re: GENNAIO 2024 - ANALISI MODELLI LIVE

Messaggio da Let it snow! »

L'unica cosa positiva del run di ec è che si vede a grandi linee l'asse Siberia-Canada. Serve più spazio per l'alta atlantica però.
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gandalf il bianco
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Re: GENNAIO 2024 - ANALISI MODELLI LIVE

Messaggio da gandalf il bianco »

Let it snow! ha scritto: lun gen 15, 2024 9:48 am L'unica cosa positiva del run di ec è che si vede a grandi linee l'asse Siberia-Canada. Serve più spazio per l'alta atlantica però.
Bisognerebbe capire che tipo di movimenti il vp intenderà adottare per il dopo, non è escusa una nuova fase di travaso canada- siberia, il problema è che nel complesso sta troppo addossato nella parte atlantica, poi guardi certe mappe e pensi che qualcosa potrebbe cambiare in posirivo, nonostantw il determinismo controverso
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Gabriele_2021
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Re: GENNAIO 2024 - ANALISI MODELLI LIVE

Messaggio da Gabriele_2021 »

Buongiorno a tutti
L'avvio di gennaio è stato contraddistinto da un asse del vpt maggiormente sbilanciato sul settore siberiano , mentre la circolazione atmosferica tropicale era segnata da una madden in transito verso l'oceano indiano, in fase 3. Tale scenario emisferico è stato anche condizionato dalla dinamica di displacement minor del VPS per la sua influenza nella decelerazione generale degli zw lungo tutta la colonna e all'esasperazione del dipolo artico con iniezione dI PV, sostenendo le intense ondate di gelo in asia e usa occidentali, innescate grazie alla genesi di treni d'onde di rossby guidate dalle vicende troposferiche.
Sul settore euroatlantico, tra la prima e la seconda decade si è innescata un onda lunga divergente con un aumento dei gpt verso il regno unito e la scandinavia, laddove il gelo sta governando gran parte della stagione invernale, mentre una saccatura retrograda raggiunge il mediterraneo centrale secondo un rex block europeo.
Le depressioni che dal settore americano sono approdate in atlantico, con la loro divergenza in quota hanno amplificato le rossby fino alla loro rottura in CWB, con avvezione di PV negativa (anticiclonica) e positiva a sud. QUesto fenomeno ha sostenuto da un lato l'arretramento del promontorio verso ovest , evolvendo in blocco groenlandese e dall'altro manda in cut off sistemi depressionari verso l'East Atlantic in un area con ssta positive, con rintocco sugli indici NAO e AO negativi. Questo cambio di pattern agevola, congiuntamente ad un AD - in disequilibrio di masse artiche, un esasperazione dell'antizonalita del flusso freddo costretto a scorrere oltralpe associandosi ad anomali termiche negative sulla mitteleurope e prp nevose. Sull'Italia il condizionamento termico rimane marginale riportando un sentore di inverno dopo un mese e mezzo dall'inizio.

Secondo il recente studio di Rimbu et al del 2021 (A Synoptic Scale Perspective on Greenland Ice Core
Variability and Related Teleconnection Patterns) esisterebbe una forte connessione tra i blocchi nord atlantici e le associate RWB (rotture d'onda) e le ssta nella regione dell'atlantico tropicale su scale temporali da interannuali a decennali. Gli autori mostrano come il forcing indotto dalle ssta tropicali positive induca la genesi di un onda stazionaria al lato occidentale della sorgente di calore latente. LA convezione potenziata (agevolata anche da altri modelli di variabilita tropicale , come ENSO) a nord dell'equatore è accoppiata ad una circolazione anticiclonica di livello superiore che traslerebbe il getto in atlantico verso sud.
La presenza di un modello maggiormente barotropico , a ridotto wind shear , porta ad un aumento nella frequenza di CWB (quindi l'insorgenza di NAO- ) nella regione groenlandese e di blocchi atlantici (come mostrato anche da Davini et al 2015). Questo risulta in sintonia al rapportato aumento di frequenza di estreme ondate di freddo in europa in inverno (specie settentrionale) associato al maggior flusso di umidita e calore verso la Groenlandia (RImbu et al 2019).
Tale circostanza, si accompagna, all'osservato spostamento verso ovest della cresta anticiclonica delle azzorre (Wenhong Li, 2011) rispetto agli anni prima del 2000, che lascia la possibilità a maggiori ricadute del getto verso le canarie in un tripolo atlantico negativo.
Nel campo delle anomalie di gpt a 500hPa dell'anno 2023 si nota subito la media presenza di un rex block atlantico associato all'abbassamento del getto verso le canarie o le azzorre, in pattern prevalente quindi, da nao-, confacente a risalite miti e calde verso il settore europeo specie la parte meridionale.
Questa ricorrenza potrebbe essere riconducibile anche alla recente diminuzione dell'estensione del ghiaccio marino artico, firma del riscaldamento globale, che è probabilmente il risultato combinato della forzatura radiativa antropogenica dovuta all'aumento dei gas serra, della variabilità naturale e dei feedback all'interno del sistema accoppiato ghiaccio-oceano-atmosfera come identificato e appurato da numerosi paper. Gli inverni anomali e freddi alle medie latitudini dell'Eurasia sono stati collegati alla riduzione del ghiaccio marino estivo artico [Francis et al., 2009).
Le anomalie termiche a 850hPa medie per NDJ nel set di dati ERA associati con l'area normalizzata di estensione del ghiaccio marino artico nella seconda immagine sostengono l'ipotesi affermata sopra a causa dell'attivazione di un onda planetaria alle medie latitudii che modifica la circolazione meridionale spostando il pattern AO/NAO più verso la fase negativa. Tra l'altro appare molto simile alle view di ec per la settimana prossima in NAO- e blocchi alle alte latitudini.

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Tale schema contraddistinto dagli anticicloni che si muovono verso i poli, sono compatibili all'attuale stage GWO/MJO , secondo un aumento del frictional touque innescato dalle correnti esterlies dei moti orati anticiclonici che rallentano la circolazione zonale dominata delle westerlies. Rappresentano difatti un segnale precursore di un aumento del GLAAM in attesa del passaggio in fase 5-6 con ripresa delle coppie di pressione da MT+, mentre l'hp sulla groenlandia si riassorbirebbe in virtu finalmente , di un oscillazione delle masse polari coadiuvata dal ridge in affermazione sul mar di bering .
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Nel frattempo la ricostituzione del gradiente barico in atlantico, al termine delle rotture d'onda, accelera il getto in settimana, mentre la depressione sulle azzorre viene agganciata al jet e raggiunge l'europa con qualche prp anche sull'italia seppur modeste, sotto un richiamo mite meridionale.

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L'interazione della potente tempesta atlantica con la dinamica in atto e una certa opposizione termica sull'europa centrale , consente la genesi di un onda corta antizonale respondabile di un rientro artico , con isoterme negatibe solcare lo stivale e conseguente calo della quota neve sul finire della seconda decade, dopo la scaldata.

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Il forcing pacifico dettato da un possente anticiclone stazionario, agisce costruttivamente nella dislocazione del VPT verso l'arcipelago canadese, mentre i flussi di momenti positivi indotti dall'inclinazione dei sistemi sinottici si aggiungono alla contrazione delle vorticita polari per risposta angolare dalla risoluzione del pattern in corso, nel promuovere una circolazione zonale emisferica contraddistinta da EPf divergenti e vettori che ripiegano verso l'equatore, annunciando un rinforzo del vp a tutte le quote e consequenziale risalita della fascia anticiclonica alle medie latitudini.

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La riflessione delle rossby verso sud , per l'aumento degli zw è alla base di una naturalizzazione della propagazione verticale delle rossby e assopimento dei flussi di calore, che concorrono al rinforzo progressivo del vps . Questa eventualità generà un incremento delle PV positive (cicloniche) sopra il polo con innalzamento della tropopausa che a sua volta allungherà la distanza tra le superfici isentropiche con susseguente calo della pressione e dei gpt al polo secondo un feedback poitivo, con riflessi sull'intensita delle depressione islandese (Ambaum e Hoskins, The NAO Troposphere–Stratosphere Connection, 2002).
Sullo scacchiere europeo , il proseguo del mese sarebbe dunque segnato da uno scenario da nao+, secondo un rinforzo del ingombrante e robusto promontorio subtropicale su diverse nazioni mediterranee. Troveranno spazio correnti calde per il periodo soprattutto in quota, laddove le inversioni termiche prevarranno. Cupola altopressoria che non deluderà per altezza dei gpt ed anomalie termiche, oltre che per la persistenza.
La contrazione del vpt favorirebbe la liberazione dei settori continentali siberianl di vortci depressionari dinamici , propedeutico alla sedimentazione del gelo e all'affermazione della SH che ritornerebbe a rafforzarsi dopo la fase poco congeniale da dipolo negativo.


Nel contempo, nella fascia intertropicale, l'atmosfera si presenta condizionata , oltre che dalle anomalie di convezione ad alta frequenza, dallo stato di background della fase ENSO + e dalla IOD+. Quest'ultima essendo nella sua fase di decadimento, consentirebbe un setting circolatorio improntato dall'interferenza costruttiva tra la MJO e El Nino. Per questo giro non dovremmo vederne stroncata la magnitudo.
Lo sguardo si volge per un cambio di assetto emisferico guidato dalla madden , che agisce come una forzante nell'avviare anomalie della circolazione tropicale, essendo una sorgente di massa nella troposfera superiore che contribuisce alla sorgente d'onda di Rossby.
Una volta che la sorgente d'onda di Rossby raggiunge le regioni subtropicali, le anomalie di vorticità si verificano all'interno del getto subtropicale e sono guidate dal flusso medio occidentale. Le anomalie di vorticità all'interno del getto possono avviare un treno d'onda di Rossby che si propaga verso i poli sul Pacifico e sull'Atlantico.
La scala temporale con cui il flusso extra-tropicale viene modificato dal treno d'onda di Rossby che si propaga dipende dalla posizione inizializzata della sorgente d'onda di Rossby, che è strettamente legata alle fasi MJO poiché entrambe sono sensibili alla posizione longitudinale della convezione potenziata.
Il treno d'onda di Rossby che si propaga è un importante meccanismo di teleconnessione per la risposta extra-tropicale nella regione del nord atlantico (Lee et al. 2019), che si verifica attraverso la rottura dell'onda di Rossby.
Queste teleconnessioni influenzano la posizione e l'orientamento della corrente a getto e la frequenza di blocco alle medie latitudine (Henderso et al )
I treni d'onda di Rossby si propagano lungo le correnti a getto a causa delle loro velocità più elevate, raggiungendo la latitudine critica, dove le onde diventano stazionarie , determinando quindi il punto in cui le onde si rivolgono verso l'equatore e, di conseguenza, gli eventi di RWB (rotture d'onda), che influenza fortemente i regimi meteorologici risultanti che si sviluppano.

Moore et al. (2010) hanno dimostrato che la fase 6 coincide con un aumento della rottura delle onde cicloniche. L'onda ciclonica che si infrange nel Pacifico occidentale porta al blocco a nord del getto, con conseguente flusso verso nord di aria subtropicale calda e umida e quindi un aumento delle precipitazioni sul Pacifico settentrionale occidentale, con condizioni anomale fredde e secche su Cina, Corea e Giappone. Questo è compatibile allo spostamento della sh verso sud est attivando a fine gennaio il dipolo barico da EAMT+ ed aumento dell'AAM. L'accelerazione del getto poi modula l'alternzarsi di saccature e promontori , ridefinendo il treno d'onde che risente di una guida d'onda con tendenza a sviluppare e mantenere blocchi anticiclonici dopo la fase 7 sul pacifico orientale per maggiori rotture d'onda a seguito della crescita di ampiezza delle rossby. (Hinton et al. 2009)
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Per Henderson et al (in The Influence of the Madden–Julian Oscillation on Northern Hemisphere Winter Blocking) , 10-15 giorni dopo la fase 7 della MJO si svilupperebbe un pattern NAO negativo, che coincide con un flusso ondulatorio ad alta ampiezza e un aumento della frequenza di blocco. Il ridotto gradiente di pressione aumenterebbe la tendenza dei sistemi meteorologici a depositare aria a bassa PV (vorticita potenziale negativa ovvero anticiclonica) dalle zone subtropicali alle latitudini più elevate . La frequenza dei blocchi atlantici ed europei è quasi raddoppiata dopo la fase 7 e 6 rispettivamente, raggiungendo il +16,5% rispetto alla climatologia. Cassou (Intraseasonal interaction between the Madden–Julian Oscillation and the North Atlantic Oscillation, 2008) ha notato che il modello NAO+ dopo la fase 3 della MJO potrebbe fornire l'anticiclone in atlantico che in seguito passerebbe in blocco europeo.
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fase 6 lag 5-15 gg
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fasi mjo

Tale paper si troverebbe in buon accordo con l'eventuale dinamica futura tra gennaio e febbraio agevolata dai perni vorticosi in ad+ nel sostenere una radice anticiclonica più salda e favorire AWB piuttosto che CWB, e regimi meteo come scandinavian bloking ed atr, sperando che il perno non ci veda coinvolti nella sua fase ascendente calda.
I particolari che si delineeranno, con l'avvicinarsi della scadenza temporale , saranno determinanti nel definire il collocamento dei massimi e minimi pressori a seconda dell'assetto barico che prenderà piede emisfericamente e da cui dipenderanno le sorti mediterranee.

Per quanto riguarda la fase stabile, mite anticiclonica sul mediterraneo, ec non nutre nessun dubbio, come si evince nei suoi cluster, anche oltre le 240h con l'unanimità degli scenari indirizzati verso quanto gia da giorni le view ci mostrano, in un regime NAO + canonico da antiblocco.
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Poi , in avvio di febbraio , secondo ec, il perno anticiclonico rimarrebbe insistentemente sull'Europa con possibilità di assistere ad un aumento dei gpt verso il regno unito, mentre il pattern PNA risulterebbe sotto la firma ben evidente de El Nino, con tendenza a strutturazione di blocchi alle alte latitudini . Difatti negli EOF ,la dispersione probabilistica per i primi giorni di febbraio rimane settata in nao, mentre in seguito si assiste ad una maggiore frequentazione nel quadrante di blo+, pur conservando ancora un elevata dispersione dei valori.

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manu73
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Re: GENNAIO 2024 - ANALISI MODELLI LIVE

Messaggio da manu73 »

gandalf il bianco ha scritto: lun gen 15, 2024 9:33 am Buon di

Beh una cosa sembra certa per la metà della terza decade, un bell accorpamento delle masse artiche nel periodo piu freddo dell'anno
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Come sempre più spesso accade nella seconda parte delle stagione invernale mediterranea (o sarebbe meglio dire della caricatura carnevalesca che ne rimane) si assiste ad un lungo anticipo di primavera, esplosione altopressoria a valori DAM simil estivi, correnti spesso favoniche sui nostri settori e ondulazioni fredde orientali.

In attesa di qualche giornata di "primavera" fredda per far gridare all'inverno in ritardo semplicemente per qualche minima negativa (con i 18-20 gradi diurni) o qualche splatter di neve fradicia in temperature di 3-4 gradi positivi per il passaggio di aria fredda in quota di classico e definitivo passaggio stagionale.

questo è, questo è la situazione mediterranea e dell'Europa sud occidentale (oramai talmente ripetitiva negli svolgimenti da poter fare previsioni quasi da un anno con l'altro anche nei vari periodi mensili)....destinata nei prossimi anni a fare qualche ulteriore passo verso gli abissi :oops:
Ultima modifica di manu73 il lun gen 15, 2024 10:53 am, modificato 1 volta in totale.
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Re: GENNAIO 2024 - ANALISI MODELLI LIVE

Messaggio da leo55 »

Rio ha scritto: lun gen 15, 2024 9:15 am Buongiorno forum di ML

Ricordiamoci che si parla della (possibile) sfuriata fredda e del cambio di regime atmosferico.
Inoltre in quello che si dice, si parla sulle probabilità non su favole o desideri, tutto qui.

Saluti
...Si ormai sono favole e desideri in questo inverno gelido :lol:
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Re: GENNAIO 2024 - ANALISI MODELLI LIVE

Messaggio da manu73 »

Nevicate in pianura al nord (ma anche solo precipitazioni degne di nota oltre a qualche contrafforto montuoso e adiacente propenso ad impatto da ovest) con queste correnti portanti? tenetemi aggiornato...fatemi sapere :roll:

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gandalf il bianco
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Re: GENNAIO 2024 - ANALISI MODELLI LIVE

Messaggio da gandalf il bianco »

manu73 ha scritto: lun gen 15, 2024 10:45 am
gandalf il bianco ha scritto: lun gen 15, 2024 9:33 am Buon di

Beh una cosa sembra certa per la metà della terza decade, un bell accorpamento delle masse artiche nel periodo piu freddo dell'anno
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Come sempre più spesso accade nella seconda parte delle stagione invernale mediterranea (o sarebbe meglio dire della caricatura carnevalesca che ne rimane) si assiste ad un lungo anticipo di primavera, esplosione altopressoria a valori DAM simil estivi, correnti spesso favoniche sui nostri settori e ondulazioni fredde orientali.

In attesa di qualche giornata di "primavera" fredda per far gridare all'inverno in ritardo semplicemente per qualche minima negativa (con i 18-20 gradi diurni) o qualche splatter di neve fradicia in temperature di 3-4 gradi positivi per il passaggio di aria fredda in quota di classico e definitivo passaggio stagionale.

questo è, questo è la situazione mediterranea e dell'Europa sud occidentale (oramai talmente ripetitiva negli svolgimenti da poter fare previsioni quasi da un anno con l'altro anche nei vari periodi mensili)....destinata nei prossimi anni a fare qualche ulteriore passo verso gli abissi :oops:
Negli ultimi anni spesso abbiamo assistito a questo purtroppo, mentre per la maggior parte di noi vigeva la regola della compensazione per i primi 2 mesi invernali pressochè nulli, pensavamo che il mese di febbraio era votato come quello del riscatto.
Ultimamente il mese di febbraio in alcuni casi è stato peggio che nei due mesi precedenti, con rimonte anticicloniche monstre per spezzare ogni velleità di riscatto

Spero che quest anno non sia come quanto descritto :cry:
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lities
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Re: GENNAIO 2024 - ANALISI MODELLI LIVE

Messaggio da lities »

manu73 ha scritto: lun gen 15, 2024 11:02 am Nevicate in pianura al nord (ma anche solo precipitazioni degne di nota oltre a qualche contrafforto montuoso e adiacente propenso ad impatto da ovest) con queste correnti portanti? tenetemi aggiornato...fatemi sapere :roll:

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Ma poi anche precipitasse qualcosa non ci sono, non c'erano e non ci saranno condizione da neve in pianura, al massimo alta collina sul Piemonte.
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