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Di nulla Gio.
Ecco come si presentano le anomalie al suolo emisferiche

L'asse polare discusso in tendenza , ha poi effettivamente portato i due poli
tra nord america ed Asia orientale ( maggioritario)
Globalmente osserviamo questi scarti

Nel sud emisfero si osservano scarti sempre inferiori a cui vanno
di pari passo quelli oceanici, mentre nel nord emisfero l'artico spadroneggia
come da molti anni a questa parte, risultando sempre l'hotspot principale
del GW, a cui fa seguito la sciagurata amplificazione artica e delta stratosferico.
In poche parole e molto semplicemente , il bilancio energetico
pende notevolmente verso la positivita', per cui il sistema atto all'equilibrio termico
porta al polo molto aria calda e da qui ne scende molto meno.q
Ripercussioni sulle celle , onde kelvin e rossby, il tutto amplificato
dall'enorme calore oceanico rimesso in atmosfera e dal contributo entropico
dell'uomo.
Al netto di fortunose combinazioni, limitate nello spazio e nel tempo,
queste non sono situazioni che si risolvono, semmai si risolvessero, a stretto giro.
Ecco come si presentano le anomalie al suolo emisferiche

L'asse polare discusso in tendenza , ha poi effettivamente portato i due poli
tra nord america ed Asia orientale ( maggioritario)
Globalmente osserviamo questi scarti

Nel sud emisfero si osservano scarti sempre inferiori a cui vanno
di pari passo quelli oceanici, mentre nel nord emisfero l'artico spadroneggia
come da molti anni a questa parte, risultando sempre l'hotspot principale
del GW, a cui fa seguito la sciagurata amplificazione artica e delta stratosferico.
In poche parole e molto semplicemente , il bilancio energetico
pende notevolmente verso la positivita', per cui il sistema atto all'equilibrio termico
porta al polo molto aria calda e da qui ne scende molto meno.q
Ripercussioni sulle celle , onde kelvin e rossby, il tutto amplificato
dall'enorme calore oceanico rimesso in atmosfera e dal contributo entropico
dell'uomo.
Al netto di fortunose combinazioni, limitate nello spazio e nel tempo,
queste non sono situazioni che si risolvono, semmai si risolvessero, a stretto giro.
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incercadisaggezza
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incercadisaggezza
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Ciao incercadisaggezza, si, ho notato anche io.incercadisaggezza ha scritto:Ciao Refle alla prima occhiata parrebbe che le zone con piu' precipitazioni sono quelle con vento minore o sbaglio?
Probabilmente questo perché nelle zone sottovento, quindi in ombra pluviometrica, le correnti, superato l' appennino, hanno scaricato gran parte dell' umidità, quindi diventate più secche e pesanti scendono e acquistano velocità, determinando quello che viene definito vento di caduta.
Se ho detto qualche inesattezza qualcuno mi corregga
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Serenovariabile
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Gabriele_2021
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BuonaaseraRefle 71 ha scritto:Ciao incercadisaggezza, si, ho notato anche io.incercadisaggezza ha scritto:Ciao Refle alla prima occhiata parrebbe che le zone con piu' precipitazioni sono quelle con vento minore o sbaglio?
Probabilmente questo perché nelle zone sottovento, quindi in ombra pluviometrica, le correnti, superato l' appennino, hanno scaricato gran parte dell' umidità, quindi diventate più secche e pesanti scendono e acquistano velocità, determinando quello che viene definito vento di caduta.
Se ho detto qualche inesattezza qualcuno mi corregga
credo che l'ombra di venti che hai notato sulla cerchia apina sia dovuto al fatto che a qualla quota isobarica sono prsenti vallate alpine, (le cime e la maggior parte del territorio montuoso è posizionata a quote superiori) che risultano riparate dai forti venti in quota e ricoprono un settore spaziale troppo piccolo per essere calcolato dal modello che uniforma i dati appiattendo la velocita del vento a 850hPa,
La mappa mostrata è delle 22 di domani quando i fenomeni più intensi sono previsti al nord est, toscana ed emilia romagna proprio dove avviene la confluenza dei venti e l'interazione di essi con l'orografia alpina e appenninica.
L'accelerazione dei venti potrebbe essere messa in relazione proprio al fenomeno del favonio dove la particella d'aria una volta raggiunta la cima accelererà discendendo.
questo in virtu della genesi di onde orografiche per i venti impattanti con il rilievo montuoso,
Giusto per capire di cosa si sta parlando queste ondulazioni hanno una frequenza (numero di oscillazioni nel tempo) che dipende dalla stabilità dell’atmosfera, mentre, a parità di frequenza, la lunghezza dell’onda è proporzionale alla velocità del vento. domani avremo instabilita atmosferica e venti molto intensi
L’onda orografica che si formerà tenderà ad amplificarsi a tal punto da rompersi, portando alla formazione di un’area (wave breaking region) dove la stabilità atmosferica è molto bassa. Secondo la teoria delle onde orografiche questa regione costituisce uno strato critico (self induced critical layer) che, riflettendo verso il basso l’energia dell’onda, incrementa la velocità del vento a cui si unisce l'energia cinetica che acquisisce la particella d'aria una volta soprassalato il crinale
PS l'aria diventa si secca ma non più pesante, quindi aumenta la propria velocità di caduta, ma piuttosto la particella d'aria perdendo l'umidità condensata forzatamente sl versante sopravento, riscaldando l'aria per il rilascio di calore latente. Così divenendo secca, discende il lato opposto riscaldandosi adiabaticamente incontrando pressioni atmoerrche via via maggiori
Ciao, grazie per la risposta.Gabriele_2021 ha scritto:BuonaaseraRefle 71 ha scritto:Ciao incercadisaggezza, si, ho notato anche io.incercadisaggezza ha scritto:Ciao Refle alla prima occhiata parrebbe che le zone con piu' precipitazioni sono quelle con vento minore o sbaglio?
Probabilmente questo perché nelle zone sottovento, quindi in ombra pluviometrica, le correnti, superato l' appennino, hanno scaricato gran parte dell' umidità, quindi diventate più secche e pesanti scendono e acquistano velocità, determinando quello che viene definito vento di caduta.
Se ho detto qualche inesattezza qualcuno mi corregga
credo che l'ombra di venti che hai notato sulla cerchia apina sia dovuto al fatto che a qualla quota isobarica sono prsenti vallate alpine, (le cime e la maggior parte del territorio montuoso è posizionata a quote superiori) che risultano riparate dai forti venti in quota e ricoprono un settore spaziale troppo piccolo per essere calcolato dal modello che uniforma i dati appiattendo la velocita del vento a 850hPa,
La mappa mostrata è delle 22 di domani quando i fenomeni più intensi sono previsti al nord est, toscana ed emilia romagna proprio dove avviene la confluenza dei venti e l'interazione di essi con l'orografia alpina e appenninica.
L'accelerazione dei venti potrebbe essere messa in relazione proprio al fenomeno del favonio dove la particella d'aria una volta raggiunta la cima accelererà discendendo.
questo in virtu della genesi di onde orografiche per i venti impattanti con il rilievo montuoso,
Giusto per capire di cosa si sta parlando queste ondulazioni hanno una frequenza (numero di oscillazioni nel tempo) che dipende dalla stabilità dell’atmosfera, mentre, a parità di frequenza, la lunghezza dell’onda è proporzionale alla velocità del vento. domani avremo instabilita atmosferica e venti molto intensi
L’onda orografica che si formerà tenderà ad amplificarsi a tal punto da rompersi, portando alla formazione di un’area (wave breaking region) dove la stabilità atmosferica è molto bassa. Secondo la teoria delle onde orografiche questa regione costituisce uno strato critico (self induced critical layer) che, riflettendo verso il basso l’energia dell’onda, incrementa la velocità del vento a cui si unisce l'energia cinetica che acquisisce la particella d'aria una volta soprassalato il crinale
PS l'aria diventa si secca ma non più pesante, quindi aumenta la propria velocità di caduta, ma piuttosto la particella d'aria perdendo l'umidità condensata forzatamente sl versante sopravento, riscaldando l'aria per il rilascio di calore latente. Così divenendo secca, discende il lato opposto riscaldandosi adiabaticamente incontrando pressioni atmoerrche via via maggiori
Perdona la mia ignoranza, il fatto è che di cose ne so poche e le conosco in modo superficiale.
Una cosa non riesco a capire.
Se l' aria, superato il crinale,non diventa più pesante, perché poi "cade"?
Infatti, come hai detto anche tu , il vento accelera superato il crinale.
Ma non riesco a capire come fa, se non diventa più pesante






