Gemi, che la nostra generazione (tra i 30 e i 40 anni di età, ossia i nati negli anni 80 e 90) sia più preparata della vostra - anche in termini di comprensione della realtà è, ahinoi, di resilienza alle avversità - è un dato di fatto, in numeri assoluti siamo più scolarizzati di chi è venuto prima e non siamo nativi digitali come chi è venuto dopo (con tutto ciò che questo comporta, vedi le vicende terribili di questi giorni).gemi65 ha scritto:Le guerre generazionali non hanno mai portato a nulla, per inciso Sordatino.Sordatino ha scritto:Se solo la vostra generazione potesse capire quanto noi giovani vi disprezziamo per questo vostro modo di ragionare ad minchiam sulla base di sensazioni e convincimenti personali (non tutti eh, ma la per la maggior parte siete così)…
Non ha certezze, peró spara un 2/3% (non 1? Non 4?) sulla base di quali dati o studi non si sa, ma va bene dai, lui ha 63 anni e quindi sa/può tutto.
Poveri noi.
Sul fatto che i giovani siano migliori di noi cosiddetti anziani ho forti dubbi; e poi giovani lo siamo stati anche noi, giovani e ribelli ma ora come allora non è servito a nulla.
Tutto ciò a prescindere da come la penso io a proposito di GW argomento sul quale mi sembra di essere stato chiaro da sempre a prescindere dalla mia età.
Non sarà invece un problema di educazione, di valori, di priorità?
Global Warming in crisi? Teniamoci aggiornati!
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Igloo ha scritto:Brava, completamente d'accordo con te. Eh ci sono i tuttologi che parlano a spanne, tipo 15 anni fa era diverso, oppure nel 1970... quando invece il clima sulla Terra è fatto di ere geologicheavventura ha scritto:guarda, ho 63 anni, ho sotto gli occhi il riscaldamento, che è avvenuto, penso che una parte, 2/3% ci sia lo zampino dell'uomo, x il resto osservo, non do x scontato nulla, ma leggo di persone che sanno già tutto, che è cosi e basta, bisogna ricordarsi sempre, che l' atmosfera è un gran caos, e che lo studio su di essa è molto indietro, siamo al medioevo climatico. Rispetto tutti, e vorrei essere rispettato, al momento nessuno ha la verità in tascapicchio70 ha scritto: Tu che idea ti sei fatta.
Figurarsi se non eri d'accordo...tu sei quello che ad agosto non ci sarebbe stata nessuna ondata di caldo giusto?
Quindi se sei d'accordo, riuscite a dirci questo 2/3% dove salta fuori? Ma vi rendete conto che state argomentando a caso, non avendo alcuna competenza, di cose su cui c'è gente che ci studia da una vita?
E' come se qualcuno venisse a dirvi che quello che sapete del vostro lavoro, che fate da anni, è tutto sbagliato e che lui sa, sebbene non faccia quel lavoro e non sapendone niente, ma perché lo ha letto su internet.
Se invece ci riferiamo a persone più "esperte" che contestano la tesi dell'AGW, NESSUNO ad oggi è riuscito a proporre un modello alternativo valido che riesca a spiegare questo velocissimo aumento delle temperature avvenuto negli ultimi anni
A Sordatino guarda che manco tu sei giovane...non è che si vive 500 anni, già una differenza di 20 anni tra due persone rispetto allo spazio vita climatica che si vivrà è praticamente nulla..
quindi magari smettila con questi discorsi generazionali che non ci azzeccano nulla
abbiamo capito tutti che fa più caldo e che, almeno in parte, c'è il contributo umano..
ma i rapporti tra inquinamento e cambiamento del clima sono ancora da decifrare, posto che una correlazione certamente ci sarà
detto questo è inutile litigare su quello che ha scritto questo o quello scienziato, francamente ci interessa il giusto, nessuno ha la chiave del sapere, figurarsi sul clima della terra
spenderei le energie e le idee per vedere come ci si possa adattare al meglio ad un clima in evoluzione, questo sì, sempre tenendo presente le esigenze dell'uomo perché ogni misura ha poi effetti collaterali in altri settori e non possiamo nemmeno darci le legnate sulle p... rinunciano alla produzione o imponendo spese folli per materiali e sistemi green quando poi il nostro Paese inquina per lo 0,...e tutto l'est del mondo continua sbuffare anidride carbonica a manetta perché devono diventare le prime economie mondiali...
insomma sacrificio sì...ma tutto il globo, altrimenti ognuno per sé...
quindi magari smettila con questi discorsi generazionali che non ci azzeccano nulla
abbiamo capito tutti che fa più caldo e che, almeno in parte, c'è il contributo umano..
ma i rapporti tra inquinamento e cambiamento del clima sono ancora da decifrare, posto che una correlazione certamente ci sarà
detto questo è inutile litigare su quello che ha scritto questo o quello scienziato, francamente ci interessa il giusto, nessuno ha la chiave del sapere, figurarsi sul clima della terra
spenderei le energie e le idee per vedere come ci si possa adattare al meglio ad un clima in evoluzione, questo sì, sempre tenendo presente le esigenze dell'uomo perché ogni misura ha poi effetti collaterali in altri settori e non possiamo nemmeno darci le legnate sulle p... rinunciano alla produzione o imponendo spese folli per materiali e sistemi green quando poi il nostro Paese inquina per lo 0,...e tutto l'est del mondo continua sbuffare anidride carbonica a manetta perché devono diventare le prime economie mondiali...
insomma sacrificio sì...ma tutto il globo, altrimenti ognuno per sé...
Tanto per gradire un piccolo esempio di vita vera: al 65 enne che usava l'euro4 a Roma per fare ancora qualche lavoretto o più semplicemente per aiutare la famiglia o per qualsiasi motivo personale è stato interdetto l'uso dell'auto in fascia verde....questo poveraccio che magari vive solo della sua pensione o di quello che gli rimane della pensione se la dà in parte ai figli magari precari o sotto occupati deve contribuire all'ambiente....sembra che il clima della terra dipenda dalla sua buona volontà...quindi o rinuncia all'auto e alle sue attività con cui ci campava oppure se ne compra una green (con quali soldi non si sa..)
Il signore poi accende il telegiornale e vede poi che tutti si congratulano con l'India che sbarca sulla luna...peccato che sono miliardi di persone e il loro Governo se ne sbatte altissimamente di quanto inquinano…
L'auto di quel signore incide sul clima di uno 0, infinitesimo mentre le azioni di quel governo da solo incidano sicuramente milioni di volte di più….
senza giustizia ed equità ogni politica green è destinata a fallire e generare legittimi dubbi di complotti e lobby che se ne avvantaggiano.
Il signore poi accende il telegiornale e vede poi che tutti si congratulano con l'India che sbarca sulla luna...peccato che sono miliardi di persone e il loro Governo se ne sbatte altissimamente di quanto inquinano…
L'auto di quel signore incide sul clima di uno 0, infinitesimo mentre le azioni di quel governo da solo incidano sicuramente milioni di volte di più….
senza giustizia ed equità ogni politica green è destinata a fallire e generare legittimi dubbi di complotti e lobby che se ne avvantaggiano.
Ma finiscila contaballe che non sei altro, i divieti sull’euro 4 sono stati posticipati al 2025 e chissà quanto ancora slitteranno, che emerito cazzaro mamma miainiestas ha scritto:Tanto per gradire un piccolo esempio di vita vera: al 65 enne che usava l'euro4 a Roma per fare ancora qualche lavoretto o più semplicemente per aiutare la famiglia o per qualsiasi motivo personale è stato interdetto l'uso dell'auto in fascia verde....questo poveraccio che magari vive solo della sua pensione o di quello che gli rimane della pensione se la dà in parte ai figli magari precari o sotto occupati deve contribuire all'ambiente....sembra che il clima della terra dipenda dalla sua buona volontà...quindi o rinuncia all'auto e alle sue attività con cui ci campava oppure se ne compra una green (con quali soldi non si sa..)
Il signore poi accende il telegiornale e vede poi che tutti si congratulano con l'India che sbarca sulla luna...peccato che sono miliardi di persone e il loro Governo se ne sbatte altissimamente di quanto inquinano…
L'auto di quel signore incide sul clima di uno 0, infinitesimo mentre le azioni di quel governo da solo incidano sicuramente milioni di volte di più….
senza giustizia ed equità ogni politica green è destinata a fallire e generare legittimi dubbi di complotti e lobby che se ne avvantaggiano.
Lo vedi perché non si può discutere con te? E lascia perdere gli anziani in difficoltà, sono realtà che non conosci manco da lontano, continua ad andare in giro con la biciclettina in ZTL che quello è il posto tuo.
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Soldatino, cerchiamo di utilizzare toni più morbidi per discutere.Sordatino ha scritto:Ma finiscila contaballe che non sei altro, i divieti sull’euro 4 sono stati posticipati al 2025 e chissà quanto ancora slitteranno, che emerito cazzaro mamma miainiestas ha scritto:Tanto per gradire un piccolo esempio di vita vera: al 65 enne che usava l'euro4 a Roma per fare ancora qualche lavoretto o più semplicemente per aiutare la famiglia o per qualsiasi motivo personale è stato interdetto l'uso dell'auto in fascia verde....questo poveraccio che magari vive solo della sua pensione o di quello che gli rimane della pensione se la dà in parte ai figli magari precari o sotto occupati deve contribuire all'ambiente....sembra che il clima della terra dipenda dalla sua buona volontà...quindi o rinuncia all'auto e alle sue attività con cui ci campava oppure se ne compra una green (con quali soldi non si sa..)
Il signore poi accende il telegiornale e vede poi che tutti si congratulano con l'India che sbarca sulla luna...peccato che sono miliardi di persone e il loro Governo se ne sbatte altissimamente di quanto inquinano…
L'auto di quel signore incide sul clima di uno 0, infinitesimo mentre le azioni di quel governo da solo incidano sicuramente milioni di volte di più….
senza giustizia ed equità ogni politica green è destinata a fallire e generare legittimi dubbi di complotti e lobby che se ne avvantaggiano.
Lo vedi perché non si può discutere con te? E lascia perdere gli anziani in difficoltà, sono realtà che non conosci manco da lontano, continua ad andare in giro con la biciclettina in ZTL che quello è il posto tuo.
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In questi ultimi mesi stiamo assistendo ad un ritorno delle posizione negazioniste in molti giornali e talk show italiani. Come esperti a sostegno di queste posizioni vengono invitati sempre gli stessi 2-3 scienziati, con nessuna competenza nello studio del cambiamento climatico e delle sue cause.
Tra questi, il più vicino alla scienza del clima è senz'altro Franco Prodi, fisico dell'atmosfera. Le sue posizioni sono lontane da quelle della comunità scientifica negando sia il ruolo antropico del cambiamento climatico, sia la manifestazione dello stesso negli eventi estremi. Prodi è solito citare un recente studio pubblicato su una rivista non specializzata in studi climatici, e con un "fattore di impatto" relativamente basso. Nello studio concludono che la mancanza di tendenze per gli eventi estremi da loro considerati non confermerebbe la crisi climatica in atto.
Questo studio è stato ora ritirato , dopo un'inchiesta scaturita dalle forti critiche ricevute, in quanto presenta problemi profondi che non lo rendono più attendibile.
E' un complotto della fantomatica eco-lobby supportata dai climatologi mainstream? Ovviamente no. Il ritiro di alcuni articoli, sebbene molto spiacevole per gli autori, non è una cosa nuova nel mondo scientifico.
Ma perché l'articolo è stato ritirato?
Innanzitutto l'articolo voleva essere una semplice sintesi delle attuali conoscenze nel campo degli eventi estremi. Non portava dei risultati nuovi. Queste “review” sono normali nel campo scientifico, sebbene sugli eventi estremi ci sia un intero capitolo dell'IPCC dedicato ad essi. Ebbene, nonostante il sesto report IPCC sia stato pubblicato un paio di mesi prima dell'invio di questo articolo alla rivista, molti dei dati e delle conclusioni mostrate nell'articolo fanno riferimento al quinto rapporto, pubblicato otto anni prima. Un punto di debolezza non da poco.
A questo si aggiunge il fatto che gli autori hanno presentato le conclusioni in modo parziale, esaltando in particolare le tendenze che non hanno un aumento chiaro, il cosiddetto “cherry picking”. Un esempio è quello dei cicloni tropicali: gli autori sottolineano la mancanza di un segnale di aumento di tutti gli uragani, un fatto conosciuto e previsto da molti modelli. Gli autori però omettono che ci sia un aumento di quelli più intensi , cosa prevista dai modelli, probabilmente favorito dalle emissioni antropiche. Esistono poi altri fattori in cui l'uomo sembra giocare un ruolo, come lo spostamento verso i poli dell'intensità massima raggiunta dai cicloni. Tutto questo viene dimenticato dagli autori.
Gli autori danno poi risalto a fenomeni estremi come i tornado, sottolineando l'impossibilità di determinare una tendenza di aumento, ma la scienza climatica non ha una previsione chiara sul futuro dei tornado in un mondo più caldo, essendo fenomeni a piccola scala la cui evoluzione futura è di difficile comprensione. Invece, le ondate di calore, un segnale ormai chiaro del cambiamento climatico in atto, sono a malapena accennate. Sugli eventi estremi di precipitazione, gli autori sono molto tiepidi, scegliendo particolari studi che sosterrebbero tale posizione, ma dimenticando come studi su riviste importanti mostrano ormai un segnale globale. Non a caso IPCC conclude:
“Le precipitazioni medie globali su terra sono probabilmente aumentate dal 1950, con un tasso di aumento più rapido dagli anni '80” e “La frequenza e l'intensità degli eventi di precipitazione intensa sono aumentate, dagli anni '50, nella maggior parte delle aree di terra per le quali i dati osservativi sono sufficienti per un’analisi della tendenza (alto livello di confidenza) e il cambiamento climatico causato dall'uomo è probabilmente il fattore principale.”
Sulla siccità gli autori riprendono una conclusione molto cauta presente nel report IPCC del 2013, ma da allora abbiamo maggiori conoscenze che hanno portato a trovare un segnale antropico nelle siccità su scala globale. Lo stesso nuovo report di IPCC parla di un segnale emergente. Gli autori poi dedicano una parte dell'articolo al rinverdimento del Pianeta, per sostenere la narrazione secondo la quale la CO2 sia vita, mostrando alcuni grafici di rese agricole. Ma questo non ha nulla a che fare con uno studio sugli eventi estremi. A questo cherry picking si aggiungono delle analisi statistiche deboli e in alcuni casi assenti.
In conclusione, questo articolo non sarebbe mai dovuto essere pubblicato e non a caso gli autori hanno scelto una rivista non di settore e di basso impatto. Il ritiro è una diretta conseguenza di tutto questo.
Tra questi, il più vicino alla scienza del clima è senz'altro Franco Prodi, fisico dell'atmosfera. Le sue posizioni sono lontane da quelle della comunità scientifica negando sia il ruolo antropico del cambiamento climatico, sia la manifestazione dello stesso negli eventi estremi. Prodi è solito citare un recente studio pubblicato su una rivista non specializzata in studi climatici, e con un "fattore di impatto" relativamente basso. Nello studio concludono che la mancanza di tendenze per gli eventi estremi da loro considerati non confermerebbe la crisi climatica in atto.
Questo studio è stato ora ritirato , dopo un'inchiesta scaturita dalle forti critiche ricevute, in quanto presenta problemi profondi che non lo rendono più attendibile.
E' un complotto della fantomatica eco-lobby supportata dai climatologi mainstream? Ovviamente no. Il ritiro di alcuni articoli, sebbene molto spiacevole per gli autori, non è una cosa nuova nel mondo scientifico.
Ma perché l'articolo è stato ritirato?
Innanzitutto l'articolo voleva essere una semplice sintesi delle attuali conoscenze nel campo degli eventi estremi. Non portava dei risultati nuovi. Queste “review” sono normali nel campo scientifico, sebbene sugli eventi estremi ci sia un intero capitolo dell'IPCC dedicato ad essi. Ebbene, nonostante il sesto report IPCC sia stato pubblicato un paio di mesi prima dell'invio di questo articolo alla rivista, molti dei dati e delle conclusioni mostrate nell'articolo fanno riferimento al quinto rapporto, pubblicato otto anni prima. Un punto di debolezza non da poco.
A questo si aggiunge il fatto che gli autori hanno presentato le conclusioni in modo parziale, esaltando in particolare le tendenze che non hanno un aumento chiaro, il cosiddetto “cherry picking”. Un esempio è quello dei cicloni tropicali: gli autori sottolineano la mancanza di un segnale di aumento di tutti gli uragani, un fatto conosciuto e previsto da molti modelli. Gli autori però omettono che ci sia un aumento di quelli più intensi , cosa prevista dai modelli, probabilmente favorito dalle emissioni antropiche. Esistono poi altri fattori in cui l'uomo sembra giocare un ruolo, come lo spostamento verso i poli dell'intensità massima raggiunta dai cicloni. Tutto questo viene dimenticato dagli autori.
Gli autori danno poi risalto a fenomeni estremi come i tornado, sottolineando l'impossibilità di determinare una tendenza di aumento, ma la scienza climatica non ha una previsione chiara sul futuro dei tornado in un mondo più caldo, essendo fenomeni a piccola scala la cui evoluzione futura è di difficile comprensione. Invece, le ondate di calore, un segnale ormai chiaro del cambiamento climatico in atto, sono a malapena accennate. Sugli eventi estremi di precipitazione, gli autori sono molto tiepidi, scegliendo particolari studi che sosterrebbero tale posizione, ma dimenticando come studi su riviste importanti mostrano ormai un segnale globale. Non a caso IPCC conclude:
“Le precipitazioni medie globali su terra sono probabilmente aumentate dal 1950, con un tasso di aumento più rapido dagli anni '80” e “La frequenza e l'intensità degli eventi di precipitazione intensa sono aumentate, dagli anni '50, nella maggior parte delle aree di terra per le quali i dati osservativi sono sufficienti per un’analisi della tendenza (alto livello di confidenza) e il cambiamento climatico causato dall'uomo è probabilmente il fattore principale.”
Sulla siccità gli autori riprendono una conclusione molto cauta presente nel report IPCC del 2013, ma da allora abbiamo maggiori conoscenze che hanno portato a trovare un segnale antropico nelle siccità su scala globale. Lo stesso nuovo report di IPCC parla di un segnale emergente. Gli autori poi dedicano una parte dell'articolo al rinverdimento del Pianeta, per sostenere la narrazione secondo la quale la CO2 sia vita, mostrando alcuni grafici di rese agricole. Ma questo non ha nulla a che fare con uno studio sugli eventi estremi. A questo cherry picking si aggiungono delle analisi statistiche deboli e in alcuni casi assenti.
In conclusione, questo articolo non sarebbe mai dovuto essere pubblicato e non a caso gli autori hanno scelto una rivista non di settore e di basso impatto. Il ritiro è una diretta conseguenza di tutto questo.
Solo alcune considerazioni:
A) personalmente non credo a nessuna teoria complottista o lobby ecologica dietro all'indigestione di notizie mainstream sul GW....l'informazione generalista è fatta per semplificare perché deve arrivare a quante più persone possibili, il messaggio dunque è rozzo, semplificato al massimo per fare ascolto...non c'è scandaglio, approfondimento....in pratica si punta alla banalizzazione del fenomeno che diventa una chiacchera sulla bocca di tutti, attraverso iperboli ed esagerazioni della serie...ogni pioggia sul globo terracqueo, ogni ondata di caldo diventa colpa del clima cambiato oppure con il mantra non si è mai visito prima, etc, etc
L'informazione è sempre stata oggetto di manipolazione e semplificazione, le notizie di un tg non vengono scelte a caso, sono pochi i network liberi, il gw viene usato per non riportare altre notizie che possono mettere in difficoltà governi e maggioranze, lobby economiche e grandi imprese ( non legate all'ecologia, ma ad altri settori)...
Quello che sostengo io è che il mainstream usi il GW come arma di distrazione di massa, non che ci sia una lobby eco che manovra l'informazione
La lobby eco esiste a livello politico europeo, ma questo è un altro discorso che non ha a che fare con il mainstream
B) per me la soluzione agli effetti del climate change è l'utilizzo di tecnologia e l'adattamento...
La malafade di molti che si sciacquano la bocca con il GW si vede nel fatto he non vengono mai proposte soluzioni, si mira solo alla lagna sterile oppure al millenarismo d'accatto per cui bruceremo tutti...
si pretende di risolvere il problema bloccando la produzione mondiale qui si entra nell'ideologia, si mischiano invidia sociale e spirito di rivalsa insani, per cui se grandina la colpa è dell'uomo che pensa solo ai telefonini, etc etc....
Giovani disadattati, fissati, senza grosse idee che sparano a zero sulle generazioni di prima ( quelle che consentono a loro di fare i leoni da tastiera però...) lanciano anatemi senza pensare di impegnarsi nelle loro vite quotidiane, battendosi dunque per una guerra stupida, questi sì manovrati dall'informazione
Oltretutto ho già detto che qualsiasi politica di riduzione forzata delle emissioni finisce per fallire poiché i governi di quasi la metà della popolazione mondiali non sono democratici o lo sono solo formalmente per cui se si vuole trovare una soluzione per ridurre l'inquinamento e gli effetti di influenza di questo sul clima bisogna passare attraverso un percorso diverso..e rimettere l'uomo (sapiens e non malefico) al centro del discorso...
A) personalmente non credo a nessuna teoria complottista o lobby ecologica dietro all'indigestione di notizie mainstream sul GW....l'informazione generalista è fatta per semplificare perché deve arrivare a quante più persone possibili, il messaggio dunque è rozzo, semplificato al massimo per fare ascolto...non c'è scandaglio, approfondimento....in pratica si punta alla banalizzazione del fenomeno che diventa una chiacchera sulla bocca di tutti, attraverso iperboli ed esagerazioni della serie...ogni pioggia sul globo terracqueo, ogni ondata di caldo diventa colpa del clima cambiato oppure con il mantra non si è mai visito prima, etc, etc
L'informazione è sempre stata oggetto di manipolazione e semplificazione, le notizie di un tg non vengono scelte a caso, sono pochi i network liberi, il gw viene usato per non riportare altre notizie che possono mettere in difficoltà governi e maggioranze, lobby economiche e grandi imprese ( non legate all'ecologia, ma ad altri settori)...
Quello che sostengo io è che il mainstream usi il GW come arma di distrazione di massa, non che ci sia una lobby eco che manovra l'informazione
La lobby eco esiste a livello politico europeo, ma questo è un altro discorso che non ha a che fare con il mainstream
B) per me la soluzione agli effetti del climate change è l'utilizzo di tecnologia e l'adattamento...
La malafade di molti che si sciacquano la bocca con il GW si vede nel fatto he non vengono mai proposte soluzioni, si mira solo alla lagna sterile oppure al millenarismo d'accatto per cui bruceremo tutti...
si pretende di risolvere il problema bloccando la produzione mondiale qui si entra nell'ideologia, si mischiano invidia sociale e spirito di rivalsa insani, per cui se grandina la colpa è dell'uomo che pensa solo ai telefonini, etc etc....
Giovani disadattati, fissati, senza grosse idee che sparano a zero sulle generazioni di prima ( quelle che consentono a loro di fare i leoni da tastiera però...) lanciano anatemi senza pensare di impegnarsi nelle loro vite quotidiane, battendosi dunque per una guerra stupida, questi sì manovrati dall'informazione
Oltretutto ho già detto che qualsiasi politica di riduzione forzata delle emissioni finisce per fallire poiché i governi di quasi la metà della popolazione mondiali non sono democratici o lo sono solo formalmente per cui se si vuole trovare una soluzione per ridurre l'inquinamento e gli effetti di influenza di questo sul clima bisogna passare attraverso un percorso diverso..e rimettere l'uomo (sapiens e non malefico) al centro del discorso...
Pero la tua è anche la posizione più deresponsabilizzante.
Se tutti i comportamenti sono inutili, tanto vale non impegnarsi e non sforzarsi, nella speranza che qualcuno, prima o poi, risolva il problema.
È una posizione che non mette in discussione lo status quo (è inutile, tant'è, questo è, non ci possiamo fare niente), per il semplice motivo che dalla rottura dei suoi equilibri alcune classi socio-economiche avrebbero soltanto da perdere.
Non ne faccio un discorso di invidia sociale, anche perché probabilmente rientro in quelle classi che dovrebbero modificare lo stile di vita. Personalmente già lo sto facendo, non perché abbia chissà quale passione per il cilicio, ma perché sono convinto che spostare più in là il problema non fa che aumentarne la portata in futuro.
I miei comportamenti possono fare la differenza? In termini concreti poca, pochissima. Rimango però convinto che la somma di tanti comportamenti consapevoli (dal riciclo alla scelta di fonti rinnovabili, dall'attenzione agli sprechi alla rinuncia a spostamenti superflui, ecc.) crei una cultura che renderà le future generazioni più attente al grande sistema risorse-sfruttamento.
Il nostro Pianeta non è un luna park con risorse infinite, l'assioma sottostante l'illusione di una crescita anch'essa infinita (forse ci credono ancora soltanto alcune sacche di liberisti irriducibili).
La tecnologia ci salverà? Forse.
Forse scopriremo dov'è il freno a mano che bloccherà la nostra vettura lanciata contro un muro (per usare una metafora piuttosto condivisa).
Nel frattempo lo spazio si sta riducendo e qualsiasi comportamento razionale (paradossalmente riconosciuto dagli economisti, anche i più liberisti) imporrebbe di rallentare.
Il nostro stile di vita è ormai inconciliabile con la velocità della nostra vettura. Rallentare, modificando lo stile di vita, è il primo gesto di consapevolezza e di concretezza.
Qualsiasi altro comportamento non è che una manifesto programmatico rivolto alle future generazioni, che potremmo riassumere in un conciso e significativo "C***i loro!".
Se tutti i comportamenti sono inutili, tanto vale non impegnarsi e non sforzarsi, nella speranza che qualcuno, prima o poi, risolva il problema.
È una posizione che non mette in discussione lo status quo (è inutile, tant'è, questo è, non ci possiamo fare niente), per il semplice motivo che dalla rottura dei suoi equilibri alcune classi socio-economiche avrebbero soltanto da perdere.
Non ne faccio un discorso di invidia sociale, anche perché probabilmente rientro in quelle classi che dovrebbero modificare lo stile di vita. Personalmente già lo sto facendo, non perché abbia chissà quale passione per il cilicio, ma perché sono convinto che spostare più in là il problema non fa che aumentarne la portata in futuro.
I miei comportamenti possono fare la differenza? In termini concreti poca, pochissima. Rimango però convinto che la somma di tanti comportamenti consapevoli (dal riciclo alla scelta di fonti rinnovabili, dall'attenzione agli sprechi alla rinuncia a spostamenti superflui, ecc.) crei una cultura che renderà le future generazioni più attente al grande sistema risorse-sfruttamento.
Il nostro Pianeta non è un luna park con risorse infinite, l'assioma sottostante l'illusione di una crescita anch'essa infinita (forse ci credono ancora soltanto alcune sacche di liberisti irriducibili).
La tecnologia ci salverà? Forse.
Forse scopriremo dov'è il freno a mano che bloccherà la nostra vettura lanciata contro un muro (per usare una metafora piuttosto condivisa).
Nel frattempo lo spazio si sta riducendo e qualsiasi comportamento razionale (paradossalmente riconosciuto dagli economisti, anche i più liberisti) imporrebbe di rallentare.
Il nostro stile di vita è ormai inconciliabile con la velocità della nostra vettura. Rallentare, modificando lo stile di vita, è il primo gesto di consapevolezza e di concretezza.
Qualsiasi altro comportamento non è che una manifesto programmatico rivolto alle future generazioni, che potremmo riassumere in un conciso e significativo "C***i loro!".
sono visioni utopiche e irrealizzabili, non possiamo imporre una educazione unica globale all'economia circolare e al riciclo, nella storia umana ogni tentativo di imporre un depauperamento generale (vedi comunismo) è fallita...Ottobre ha scritto:Pero la tua è anche la posizione più deresponsabilizzante.
Se tutti i comportamenti sono inutili, tanto vale non impegnarsi e non sforzarsi, nella speranza che qualcuno, prima o poi, risolva il problema.
È una posizione che non mette in discussione lo status quo (è inutile, tant'è, questo è, non ci possiamo fare niente), per il semplice motivo che dalla rottura dei suoi equilibri alcune classi socio-economiche avrebbero soltanto da perdere.
Non ne faccio un discorso di invidia sociale, anche perché probabilmente rientro in quelle classi che dovrebbero modificare lo stile di vita. Personalmente già lo sto facendo, non perché abbia chissà quale passione per il cilicio, ma perché sono convinto che spostare più in là il problema non fa che aumentarne la portata in futuro.
I miei comportamenti possono fare la differenza? In termini concreti poca, pochissima. Rimango però convinto che la somma di tanti comportamenti consapevoli (dal riciclo alla scelta di fonti rinnovabili, dall'attenzione agli sprechi alla rinuncia a spostamenti superflui, ecc.) crei una cultura che renderà le future generazioni più attente al grande sistema risorse-sfruttamento.
Il nostro Pianeta non è un luna park con risorse infinite, l'assioma sottostante l'illusione di una crescita anch'essa infinita (forse ci credono ancora soltanto alcune sacche di liberisti irriducibili).
La tecnologia ci salverà? Forse.
Forse scopriremo dov'è il freno a mano che bloccherà la nostra vettura lanciata contro un muro (per usare una metafora piuttosto condivisa).
Nel frattempo lo spazio si sta riducendo e qualsiasi comportamento razionale (paradossalmente riconosciuto dagli economisti, anche i più liberisti) imporrebbe di rallentare.
Il nostro stile di vita è ormai inconciliabile con la velocità della nostra vettura. Rallentare, modificando lo stile di vita, è il primo gesto di consapevolezza e di concretezza.
Qualsiasi altro comportamento non è che una manifesto programmatico rivolto alle future generazioni, che potremmo riassumere in un conciso e significativo "C***i loro!".
ciascuno di noi non è responsabile del GW, questo è l'errore di fondo, la colpevolizzazione dell'individuo, il protesto per creare l'ideologia delle nuove generazioni vittime delle vecchie egoiste e inquinanti...FALSO!
Questo è un grande imbroglio, il contributo antropico del GW (ammesso che sia misurabile pro capite) è nullo rispetto al singolo individuo, sono le politiche di alcuni governi scellerati (CINA; INDIA; BRICS) che hanno un risvolto percentuale significativo....se non intervieni su questi ( e non puoi intervenire per rapporti geopolitici) sposti nulla
Come si può risolvere? Sembra un paradosso....con lo sviluppo e progresso umano....
Ci tornerò...
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Come non essere d'accordo Ottobre, complimenti per l'esposizione.Ottobre ha scritto:Pero la tua è anche la posizione più deresponsabilizzante.
Se tutti i comportamenti sono inutili, tanto vale non impegnarsi e non sforzarsi, nella speranza che qualcuno, prima o poi, risolva il problema.
È una posizione che non mette in discussione lo status quo (è inutile, tant'è, questo è, non ci possiamo fare niente), per il semplice motivo che dalla rottura dei suoi equilibri alcune classi socio-economiche avrebbero soltanto da perdere.
Non ne faccio un discorso di invidia sociale, anche perché probabilmente rientro in quelle classi che dovrebbero modificare lo stile di vita. Personalmente già lo sto facendo, non perché abbia chissà quale passione per il cilicio, ma perché sono convinto che spostare più in là il problema non fa che aumentarne la portata in futuro.
I miei comportamenti possono fare la differenza? In termini concreti poca, pochissima. Rimango però convinto che la somma di tanti comportamenti consapevoli (dal riciclo alla scelta di fonti rinnovabili, dall'attenzione agli sprechi alla rinuncia a spostamenti superflui, ecc.) crei una cultura che renderà le future generazioni più attente al grande sistema risorse-sfruttamento.
Il nostro Pianeta non è un luna park con risorse infinite, l'assioma sottostante l'illusione di una crescita anch'essa infinita (forse ci credono ancora soltanto alcune sacche di liberisti irriducibili).
La tecnologia ci salverà? Forse.
Forse scopriremo dov'è il freno a mano che bloccherà la nostra vettura lanciata contro un muro (per usare una metafora piuttosto condivisa).
Nel frattempo lo spazio si sta riducendo e qualsiasi comportamento razionale (paradossalmente riconosciuto dagli economisti, anche i più liberisti) imporrebbe di rallentare.
Il nostro stile di vita è ormai inconciliabile con la velocità della nostra vettura. Rallentare, modificando lo stile di vita, è il primo gesto di consapevolezza e di concretezza.
Qualsiasi altro comportamento non è che una manifesto programmatico rivolto alle future generazioni, che potremmo riassumere in un conciso e significativo "C***i loro!".
Non è che io non capisca cosa voglia intendere Iniestas, per certi aspetti
potrebbe anche avere ragione ( riguardo alle scelte da fare e la distribuzione e peso di queste) ma concettualmente rimango lontano dal suo approccio ideologico e soprattutto
sulla consapevolezza del degrado climatico.
Il non sapere, il non conoscere precisamente cosa ci riserva il futuro climatico,
non equivale ne a sottovalutare il problema od ,ancora peggio, ad eluderlo .
D'altronde se dobbiamo accingerci a salire una lunga scalinata , non abbiamo bisogno
di vederne la fine per essere capaci di fare il primo gradino.

