Cerchiamo di capire insieme.
All’arrivo della massa calda, un osservatore che si sposti con la corrente a getto nell'emisfero nord puo descrivere il meccanismo di destabilizzazione ricorrendo alle considerazioni implicite nella Figura .

Si genera necessariamente un promontorio che ospita un anticiclone in quanto l’accelerazione di Coriolis ha certamente deviato verso destra (est) la massa, innescando cosi una rotazione in senso orario ovvero ciclonica .A causa dei trascinamenti delle
masse d’aria vicine (segnati a tratto) l’anticiclone si sposta verso sinistra (ovest) e genera una insaccatura a destra (est) che ospita un ciclone in quanto la rotazione e in senso `
orario (fase 3). A sua volta, a causa del trascinamento delle masse d’aria sull’altro lato,
il nuovo ciclone genera un promontorio a destra (est) che ospita un anticiclone (fase 4).
Si crea cos`ı un “treno” di anticicloni e cicloni che tende a spostarsi verso ovest rispetto al getto anche se, in condizioni normali, prevale la velocita di spostamento del getto che cosi trascina anche il treno d’onde verso est, ma a velocità inferiore a quella che avrebbe avuta in assenza di onde.
Per chi e interessato alle formule si può scrivere:
C= U - W = U - BL2
dove u e la velocità diretta, da ovest verso est, della corrente a getto,
w e la velocita' diretta, da est verso ovest, del treno d’onde che risale la corrente a getto.
C è e la velocita' assoluta di avanzamento dell’ntera configurazione.
L e la lunghezza delle onde di Rossby.
Poiché le velocità sono espresse in metri al secondo [m/s] e la lunghezza d’onda
è espressa in metri [m], b e una costante dimensionale che tiene conto dell’accelerazione di Coriolis, ed a 45° di latitudine e pari a 0.41 ` ·10012 [1/(m s)].
Particolarmente importanti dal punto di vista meteorologico sono le situazioni in cui si ha
c = 0 , perche' quando si instaurano, “bloccano” la stessa configurazione per lunghi periodi ´sopra la stessa zona. Tali situazioni si verificano quando la lunghezza delle onde di Rossby è pari alla lunghezza critica, ad esempio per una velocità della corrente a getto u = 10 m/s, ormai non insolita nei mesi estivi.
Calo della velocità della corrente a getto polare, conseguente
la riduzione delle differenze di temperatura tra la cella di Ferrell e la cella polare
( amplificazione artica)
Ovviamente sono considerazione medie , all'interno di una variabilità insita
nel comportamento del fronte polare, tra brevi e lunghi periodi.












