ENTROPIA , METEOROLOGIA, CLIMA

Discussioni meteorologiche sul tempo previsto nei prossimi giorni ma anche climatologia e discussioni sui run dei vari modelli: è la stanza principale, quella più affollata e seguita.

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picchio70
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Messaggio da picchio70 »

Bilancio del calore oceanico.
Come funziona? Cerchiamo di capirlo insieme.


Circa metà dell'energia solare é assorbita dall'oceano e dalla terra, dove é temporaneamente immagazzinata vicino la superfice. Soltanto un quinto dell'energia solare disponibile é direttamente assorbita dall'atmosfera. Dell'energia assorbita dall'Oceano, molta é rilasciata localmente all'atmosfera, molta altra per evaporazione e radiazione infrarossa. Il resto é trasportato dalle correnti verso altre aree specialmente alle medie latitudini. Da notare che "Il calore é la quantità di energia termale trasferita da un corpo ad un altro a causa della loro differenza di temperatura" (Donald E. Simanek).

Il calore perso dall'oceano tropicale é la maggiore fonte di energia necessaria a spingere la circolazione atmosferica, e l'energia solare immagazzinata nell'oceano dall'estate all'inverno aiuta a mitigare il clima della Terra.
L'energia termale trasportata dalle correnti marine non é stazionaria, particolarmente in Atlantico, può essere stata importante per lo sviluppo delle ere glaciali. Per questa ragione, i bilanci ed i trasporti di calore sono importanti per comprendere il clima della Terra e la sua variabilità a corto ed a lungo termine.

I cambiamenti nell'energia contenuta negli strati superiori dell'oceano risultano da uno sbilanciamento locale tra input ed output del calore attraverso la superfice marina. Questo trasferimento di calore attraverso la superfice é chiamato flusso di calore. Il flusso di calore e l'acqua cambiano anche la densità delle acque superficiali, e quindi la loro spinta di gallegiamento. Come risultato, la somma dei flussi di calore e di acqua é spesso chiamato il (buoyancy flux) flusso di galleggiamento.

Il flusso di energia a strati più profondi é generalmente molto più piccolo del flusso attraverso la superfice, e il flusso totale di energia in entrata ed in uscita dall'oceano deve essere zero, altrimenti l'intero oceano dovrebbe riscaldarsi oppure raffreddarsi.. La somma dei flussi di calore che entrano ed escono, da un volume d'acqua é il (heat budget) bilancio del calore.

I maggiori termini nel bilancio del calore alla superfice marina sono:

Insolazione QSW, il flusso della luce solare che entra nel mare;
La Radiazione Infrarossa Netta QLW, il flusso netto di radiazione infrarossa dal mare;
Il Flusso di Calore Sensibile Flux QS, Il flusso di calore che esce dal mare dovuto alla conduzione;
il Flusso di Calore Latente QL, Il flusso di calore trasportato dall'acqua evaporata;
l'Avvezione QV, il calore portato via dalle correnti.
La Conservazione del Calore richiede:

QT = QSW + QLW + QS + QL + QV

Praticamente l'equivalenza è data dalla somma dei fattori elencati sopra.
4,000 joules di energia sono necessari per scaldare 1.0 kg di acqua marina per 1.0°C
Per chi non sapesse cos'è il joule:
È l'unità di misura principale di lavoro, energia e calore nel Sistema Internazionale
Ci sono diversi parametri di conversione , ne cito solo uno:
1 joule = 1 watt per secondo. Giusto per avere un parametro.

Comunque , cosa preme evidenziare anche per capire questo benedetto GW ?

Il volume di acqua che scambia calore con l'atmosfera in un ciclo stagionale é 100 m3 per metro quadro di superfice, (quella massa dalla superfice alla profondità di 100 m)
la densità dell'acqua é 1000 kg/m3, e la massa a contatto con l'atmosfera é densità × volume = m acqua = 100.000 kg.
Il volume di terra che scambia calore con l'atmosfera nel ciclo stagionale é 1m3. Poiché la densità della roccia é 3000 kg/m3, la massa del terreno e roccia in contatto con l'atmosfera é 3.000 kg. Fate voi la proporzione e si inizia un po' a capire l'origine ed
i termini di bilancio e sbilancio .

Guardiamo ai fattori che influenzano ogni termine del bilancio del calore.

La radiazione solare entrante é principalmente determinata dalla latitudine, dalla stagione, dall'ora del giorno e dalla copertura delle nuvole. Le regioni polari sono riscaldate meno dei tropici, la stessa area é scaldata in inverno in misura inferiore che in estate, come pure la stessa area é scaldata di meno al mattino che a mezzogiorno, e nei giorni nuvolosi riceve meno calore dei giorni assolati.

I seguenti fattori sono importanti:

L'altezza del Sole sopra l'orizzonte, che dipende dalla latitudine, dalla stagione e dall'ora del giorno.
La lunghezza del giorno, che dipende dalla latitudine e dalla stagione.

L'attenuazione, che dipende da:

Le nuvole, che assorbono e disperdono la radiazione.
La lunghezza del cammino attraverso l'atmosfera, che varia come cosφ, dove φ é l'angolo del sole sopra l'orizzonte.
Le molecole di gas, che assorbono la radiazione in alcune bande , H2O, O3, e la CO2 sono tutte importanti perché disperdono e assorbono la radiazione.
Entrambi gli aereosol vulcanici e marini. Gli aerosols sono importanti.
La polvere che disperde la radiazione, specialmente la polvere Sahariana sopra l'Atlantico.
La riflettività della superfice, che dipende dall'angolo di elevazione solare e dalla scabrosità della superfice marina.

I Fattori che influenzano il Flusso Infrarosso

La superfice marina irradia come un corpo nero avente la stessa temperatura dell'acqua, che é approssimativamente 290°K. La distribuzione della radiazione in funzione della lunghezza di onda é data dall'equazione di Planck. L'acqua di mare a 290°K irradia molto fortemente intorno 10 µm. Queste lunghezze d'onda sono fortemente assorbite dalle nuvole e qualcosa dal vapore acqueo. Inoltre l'atmosfera é quasi trasparente in alcune bande di lunghezze d'onda chiamate finestre.
Ora veniamo al nocciolo della questione.

Poiché l'atmosfera é principalmente trasparente alla luce solare entrante, e talvolta opaca alla radiazione infrarossa uscente, l'atmosfera trattiene la radiazione. L'effetto é conosciuto come (greenhouse effect) effetto serra. Se la Terra fosse in equilibrio radiativo con l'atmosfera, la temperatura superficiale dovrebbe essere 77°C. Questo non accade perché l'acqua evapora dalla superfice, la maggior parte dai mari tropicali, raffreddando la superfice. (Philander, 1998: 78).

La semplice figura del meccanismo della serra é seriamente sovrasemplificata. Molti di noi hanno imparato alle scuole elementari che il calore é trasportato della radiazione, dalla convezione e dalla conduzione. La rappresentazione (del semplice effetto serra) si riferisce al solo trasferimento radiativo?
Se ci fosse solo il trasferimento del calore radiativo, l'effetto serra dovrebbe riscaldare la Terra di 77°C invece di 15°C. Infatti, l'effetto serra é solo il 25% di cosa dovrebbe essere in una situazione di radiazione pura. La ragione di questo é la presenza della convezione ( il calore trasportato dall'aria), che evita parecchio l'assorbimento della radiazione.
La superfice della Terra é raffreddata in grande misura dalle correnti dell'aria (includendo le nuvole profonde in varie forme), che trasportano il calore verso l'alto e verso i poli.
Una conseguenza di questo schema é che i gas presenti nell'alta atmosfera sono di primaria importanza nel determinare la temperatura della Terra. Ciò é specialmente importante per il vapore acqueo, la densità del quale diminuisce di circa un fattore 1 000 tra la superfice e dieci km di altezza.

Tutto questo per capire l'importanza dell'Oceano nel bilancio di calore terrestre e dimostrare che l'Oceano riceve e rilascia molto più calore della terraferma

Spero che in qualche modo sia servito a qualcuno e che possa essere d'aiuto
anche quando si affrontano temi delicati( oramai ridotti al solo sensazionalismo)
come il GW, nei quali tutti conoscono le soluzioni e pochissimi le cause
e questo non può che portare a confusione e degenerazione.
Tant'è che allorché viene chiesto di intervenire con un approccio più scientifico, il confronto decade o scompare.
Per risolvere il problema bisogna prima capire in cosa consiste il problema,
od almeno cercare di farlo.
Ogni contributo (inerente) è gradito, sia per ampliare eventualmente la tematica
e sia per correzioni o inesattezze scritte.
K1
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Messaggio da K1 »

Il problema clima è un invenzione, se non ci fosse propaganda da oltre 50 anni in tal senso l'unica cosa che qualche over 40 in Italia noterebbe è che nevica meno alle basse quote, rispetto a quando egli era piccolo, allo stesso tempo, sempre in assenza di propaganda, se tornasse il clima anni '70 '80, gli under 40 noterebbero che nevica di più a quando erano piccoli.

Non si capisce bene chi o cosa a stabilito quale deve essere il clima terrestre, quello che fa comodo all'uomo? Allora si cali la maschera e la si smetta con la propaganda catastrofista.

Il nocciolo della questione è che non esiste nessuna crisi climatica, l'attuale fase di riscaldamento è in relazione a un punto della storia stabilito arbitrariamente dall'uomo, con lo stesso principio potrei arbitrariamente stabilire come punto di riferimento il periodo in cui i mari erano più alti di 30 metri e i poli liberi o quasi dai ghiacci e dire che attualmente la terra è pericolosamente fredda
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picchio70
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Messaggio da picchio70 »

Ciao K1,
se entriamo nel campo delle supposizioni, vale tutto quello per cui
oggi ancora si hanno certezze.
Quindi la tua resta una possibilità al pari ( tolto il punto fisso dei parametri fisici)
di quelle opposte. Risultato? Nulla, si rimane dov'eravamo.
Invece spiegare perché il clima non viene influenzato da x fattori in corso,
sarebbe utile da apprendere.
Sennò, vedi K1, succede che da una parte ci sono coloro
che esponendo una tesi , lo fanno mostrando, argomentando, corredando,
con tutto quello che è possibile presentare.
Mentre all'altra parte basterebbe semplicemente dire che non è così,
ma sempre esimendosi dall'attuare lo stesso procedimento d'analisi.
Spiegami perché un alterazione dei gas serra non influisce.
Spiegami perché gli oceani non dovrebbero risentirne.
Spiegami perché la circolazione globale non subirebbe modifiche.
Spiegami perché calore, umidità e nubi non altererebbero il clima.
Solo così si può avere un confronto serio e ci aiuterebbe a capire di più,
tutto ciò che si discosta da un approccio scientifico è inutile, o utile solo
per rafforzare l'ideologia.
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maxtempesta
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Messaggio da maxtempesta »

K1 ha scritto:Il problema clima è un invenzione, se non ci fosse propaganda da oltre 50 anni in tal senso l'unica cosa che qualche over 40 in Italia noterebbe è che nevica meno alle basse quote, rispetto a quando egli era piccolo, allo stesso tempo, sempre in assenza di propaganda, se tornasse il clima anni '70 '80, gli under 40 noterebbero che nevica di più a quando erano piccoli.

Non si capisce bene chi o cosa a stabilito quale deve essere il clima terrestre, quello che fa comodo all'uomo? Allora si cali la maschera e la si smetta con la propaganda catastrofista.

Il nocciolo della questione è che non esiste nessuna crisi climatica, l'attuale fase di riscaldamento è in relazione a un punto della storia stabilito arbitrariamente dall'uomo, con lo stesso principio potrei arbitrariamente stabilire come punto di riferimento il periodo in cui i mari erano più alti di 30 metri e i poli liberi o quasi dai ghiacci e dire che attualmente la terra è pericolosamente fredda
hai ragione al 100%
è un problema inventato dal nulla e esageratamente ingigantito con il solo scopo di speculare
i mass media non sono altro che una massa di zerbini venduti
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picchio70
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Messaggio da picchio70 »

Ragazzi , se intervenite con questi temi e modi,
non va bene. Quindi o la si finisce, o interviene la Moderazione,
oppure lascio il TD e continuate con lo stesso Mood che tanto vi piace
presente in tutti gli altri TD.
Grazie.
minenzino
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Messaggio da minenzino »

maxtempesta ha scritto:
K1 ha scritto:Il problema clima è un invenzione, se non ci fosse propaganda da oltre 50 anni in tal senso l'unica cosa che qualche over 40 in Italia noterebbe è che nevica meno alle basse quote, rispetto a quando egli era piccolo, allo stesso tempo, sempre in assenza di propaganda, se tornasse il clima anni '70 '80, gli under 40 noterebbero che nevica di più a quando erano piccoli.

Non si capisce bene chi o cosa a stabilito quale deve essere il clima terrestre, quello che fa comodo all'uomo? Allora si cali la maschera e la si smetta con la propaganda catastrofista.

Il nocciolo della questione è che non esiste nessuna crisi climatica, l'attuale fase di riscaldamento è in relazione a un punto della storia stabilito arbitrariamente dall'uomo, con lo stesso principio potrei arbitrariamente stabilire come punto di riferimento il periodo in cui i mari erano più alti di 30 metri e i poli liberi o quasi dai ghiacci e dire che attualmente la terra è pericolosamente fredda
hai ragione al 100%
è un problema inventato dal nulla e esageratamente ingigantito con il solo scopo di speculare
i mass media non sono altro che una massa di zerbini venduti
Non ci sono dubbi che qualcosa è cambiato invece. Questo lo dimostrano i dati. Qualcosa però non tutto. Quello che è difficile da dimostrare è il perché, quale è il meccanismo di questo incremento relativo delle temperature, e quanto abbia inciso su tale variazione l'uomo, e su quella percentuale anche in che modo lo abbia fatto.
Finché non si sa luce su questi aspetti non usciremo da questa storia.
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Messaggio da picchio70 »

Sperando che questi tipi di contributi non si ripresentino più,
continuerei a porci delle domande.
Ho notato che quando un tema viene chiesto di essere trattato con argomentazioni
scientifiche, i riscontri decadono drasticamente. Mentre allorché si da spazio
al mercato, i contributi crescono a dismisura.
Questo non è un TD dove si discute del GW in senso stretto e solo in un senso,
ma è stato aperto per discutere tutto il sistema e sotto sistema, come funziona
ed in che modo variazioni cicliche od antropiche, interferiscono con esso.
Ma non coi credo o per semplice ideologia, ma con argomentazioni serie e particolareggiate, a qualunque soluzione e direzione queste portino.
Ieri ho chiesto nel TD GW, se il sistema riceve più calore , rimane tutto invariato
o cambia qualcosa? Non ho avuto riscontri, si è molto più interessati alle soluzioni
che ad individuare il principio per cui queste dovrebbero essere adottate.
Curiosa come cosa.
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Questa è la rappresentazione di come si presentava termicamente il globo
dal '50 all '85 e come si presenta dal 2000/2023

Mettiamo tabelle così già eliminiamo il dubbio del tutto uguale, spero.
Queste variazioni , influiscono sul sistema o no?
Se si, come? Se non, come? Grazie per l'eventuale contributo,
il mio è stato già ampiamente trattato e magari sarà, all'occorrenza, ripreso
ed eventualmente sviluppato ulteriormente.
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Messaggio da picchio70 »

Come già accennavo in altri interventi, al fine di assimilare meglio
un problema che si presenta molto esteso e molto particolareggiato,
proviamo a dividerlo in concetti più semplici.

Ci serve un dato di partenza che sia il medesimo per tutti e che risponda
all'interrogativo posto in essere dalla tematica che intendiamo affrontare.
Siccome vogliamo discutere di una variazione della temperatura ( lasciamo
da parte al momento se antropica o ciclica ) abbiamo bisogno di capire
prima di tutto se c'è stata.
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Indubbiamente negli ultimi 70/80 anni c'è stata una variazione della temperatura.
Ok, definito questo, passiamo al successivo punto.
Siamo in presenza di uno sbilancio , in questo caso più calore
e c'è da capire come questo influisca o no sul sistema.
Partiamo da un concetto semplice ma solido ed indiscutibile.

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L'aria all'equatore si scalda e diventa più leggera di quella delle medie e
alte latitudini, quindi sale.
Giungendo in prossimità dei poli, l'aria in quota si è raffreddata, è più
densa dell'aria sottostante, quindi scende.
Il tubo di flusso si chiude al suolo per continuità (conservazione della massa)
rispondendo al principio termodinamico per cui il calore si sposta verso il freddo
e non viceversa e dove sono possibili in base al primo principio solo i processi per i
quali l’energia totale (sistema+ambiente esterno) è conservata.
Quindi non ci sono dubbi nell'affermare che il pianeta è in uno squilibrio energetico positivo. Arriva più energia di quanta ne viene irraggiata verso lo spazio e la temperatura aumenta
(non sistematicamente naturalmente, la variabilità interna aggiunge rumore al segnale)
Alla luce di quanto esposto, cosa cambia concretamente oltre alla pura constatazione
di un pianeta dove fa' più caldo? E soprattutto, è corretto sintetizzare che fa più caldo
senza la specifica delle zone ?

Non è corretto. Il maggiore delta termico si è verificato ai poli, ed è ovvia e consequenziale
risposta ai principi termodinamici prima esposti.

Cosa comporta? ( Evitiamo di particolareggiare ciò che già è stato precedentemente fatto)

Semplicemente il fronte polare si ritrae e con esso la cintura della corrente a getto,
diminuendo sensibilmente le aree e la frequenza di aria polare, mentre inevitabilmente
si sono espanse quelle con caratteristiche sub tropicale e sempre nello spazio e nel tempo.

Ora ha senso porsi i corretti interrogativi.

Tutto ciò ha delle caratteristiche reversibili o irreversibili?

Il pianeta riuscirà comunque a contrastare lo sbilancio (come si è verificato
e cerificato un epoche remote) nonostante l'equazione risulti viziata da una
popolazione ( annessi e connessi) la cui percentuale è aumentata migliaia di volte
rispetto alle condizioni di base in cui il bilancio si è verificato?

Se si, in che modo? Attraverso quali principi e meccanismi?

Oppure il sistema ha bisogno di aiuto? Di un intervento esterno?
Se si, in che modo?
K1
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Messaggio da K1 »

Quando ci sono stati cambiamenti di clima nel passato, a prescindere se verso il caldo o verso il freddo, ciò non è avvenuto in maniera lineare, ovvero non faceva un po' più caldo ovunque o un po' più freddo ovunque, in alcune aree è diventato più freddo magari in un trend in media in aumento e viceversa.

Guardare semplicemente i cambiamenti su scala locale e dedurre che siano stati dello stesso tipo su scala globale può essere un grosso errore.

Non esistono dati del passato su immense aree del pianeta, persino oggi i dati rilevati a terra sono approssimativi su immense porzioni del pianeta, distanze enormi vengono coperte con interpolazioni fra le centraline più vicine.

In ogni caso anche prendendo per verità che vi sia un surplus energetico rientra nella normalità della nostra realtà fisica.

Stabilire senza nessuna evidenza che il driver di eventuali squilibri oltre quelli naturali sia un unica molecola, per di più una delle meno presenti in percentuale nella composizione atmosferica e nemmeno la più potente in termini serra è solo propaganda e non ha nulla di scientifico,

Esistono cicli oceanici e interazione fra loro ancora ben lontani dall'essere compresi pienamente, vedi AMO, da soli in grado di cambiare drasticamente il clima delle aree sotto loro influenza nel momento in cui variano da fase positiva a negativa, esistono forzanti astronomiche anch'esse non del tutto comprese, esistono variazioni dell'attività magnetica della nostra stella che in maniera diretta alterano il campo magnetico terrestre e, anche in questo caso, non sono del tutto comprese le conseguenze sulla biosfera di ciò, esistono le eruzioni vulcaniche sottomarine e non, e le svariate interazioni che hanno con mari e atmosfera, tutto questo viene ignorato e viene venduta la ricetta magica per la quale riducendo di qualche parte per milione una molecola che a sua volta è presente nell'intera atmosfera nell'ordine dello 0,04% allora magicamente risolveremo la "crisi climatica" inventata di sana pianta da psudoscienziati che pur di avere visibilità sposano agende politiche. Ma i 3 anni appena passati non hanno insegnato niente a nessuno?
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Messaggio da picchio70 »

Ciao K1,
guarda io sto cercando di semplificare , per quanto possibile,
la tematica. Lo scopo è quello di affrontare argomentazioni chiare, dirette,
specifiche, senza che inevitabilmente si finisca per divagare a destra e sinistra
aumentando la confusione già fin troppo presente .
Non si stabilisce nulla , casomai ci si pongono degli interrogativi,
partendo dai cardini fisici che caratterizzano il sistema, a qualunque direzione
essi portino. Non sono interessato al circo mediatico , non mi interessano
gli strilloni, i catastrofisti, quelli del niente accade o moriremo tutti.
Non è il modo con il quale viene trattato un problema che definisce il problema,
esso rimane tale a prescindere , così come le sue caratteristiche.
Cioè se il racconto mediatico è grottesco , comico, non lo è automaticamente il problema
per cui si definisce bufala il riscaldamento, quando certamente la bufala è il modo con cui esso viene trattato .
È comico anche il modo con il quale si cerca di controbattere una tesi.
Siccome non è certo che A porti a B , questo però è sufficiente per affermare
in maniera assolutistica che sia certo che A non porti a B.
Quindi, è ripeto per l'ennesima volta, lo scopo del TD non è propagandistico,
non è di appartenenza, ma atto ad affrontare tematiche meteo/climatiche
attraverso l'esemplificazioni di concetti.
Concetti che hai toccato ma per i quali non hai dato spiegazioni scientifiche,
limitandoti a dire che la mancanza di equazioni dall'esito certo verso
un senso, sono sufficienti però a darti certezze per il senso opposto.
Quando tratto un tema, non inserisco dati, numeri,tabelle, concetti termodinamici,
perché mi piace perdere tempo, ma bensì perché è l'unico modo da seguire
per mantenere la discussione seria, vorrei che si facesse altrettanto
e che non la si buttasse in caciara. Per questo, ci sono già altri TD aperti
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Messaggio da picchio70 »

Comunque hai toccato un punto interessante
che già avevo intenzione di trattare, ne colgo l'occasione.

Geomagnetismo e clima


Quando le radiazioni solari e i raggi cosmici minacciano di penetrare la superficie terrestre, un vasto campo magnetico generato all’interno del nucleo esterno della Terra salvaguarda il pianeta, deviando la dannosa energia spaziale. Tale campo è noto come magnetosfera.

Gli scienziati sanno che le forze interne che generano il campo magnetico della Terra possono cambiare e che l’intensità del campo stesso oscilla nel tempo. Questo può portare a graduali cambiamenti nell’intensità e nell’ubicazione dei poli nord e sud magnetici terrestri, e addirittura alla loro inversione, quando si verifica che i due poli si scambino tra di loro.

Ma questi eventi geomagnetici sono responsabili di condizioni climatiche estreme, estinzioni e anche disastri? In rete sono sempre più numerose le affermazioni che associano i cambiamenti del campo magnetico al cambiamento climatico, ma gli scienziati affermano che questa teoria non ha alcun fondamento.

“Al momento non ci sono meccanismi credibili che possano supportarlo”, afferma Gavin Schmidt, climatologo e direttore del Goddard Institute for Space Studies (Istituto Goddard per gli studi spaziali) della NASA a New York. “Non abbiamo escluso a priori gli effetti dei cambiamenti magnetici sul clima, abbiamo preso in esame il loro potenziale impatto, ma questo è risultato essere inesistente”.

Disinformazione sull’inversione dei poli magnetici

La denominazione “polo nord” indica tre punti diversi sulla Terra: il vero nord, il nord geomagnetico e il nord magnetico.
Il cosiddetto vero nord è una posizione fissa sul globo, che corrisponde al polo nord geografico. Invece il polo nord geomagnetico, attualmente ubicato nei pressi di Ellesmere Island, in Canada, non è un punto fisso, bensì rappresenta il punto a nord dove termina l’asse della magnetosfera della Terra, e nel tempo si sposta. Il nord magnetico è il punto sulla superficie terrestre in cui le linee di forza del campo magnetico risultano esattamente perpendicolari al suolo ed è il luogo dove puntano le bussole.

Da quando l’esploratore artico James Clark Ross lo localizzò per la prima volta nel 1831, il polo nord magnetico della Terra si è spostato di quasi 966 km in direzione nord nord-ovest, e la sua velocità di spostamento è aumentata da circa 16 a quasi 55 km all’anno, come ha spiegato Alan Buis in un blog del 2021 per Ask NASA Climate. Questi cambiamenti possono avere un impatto su satelliti e sistemi di navigazione basati sulla tecnologia magnetica (cellulari, navi, linee aeree commerciali), ma non ci sono evidenze sul fatto che influenzino il clima terrestre.

Tuttavia, la “Adam and Eve Story” (storia di Adamo ed Eva), una teoria cospirazionista sul cambiamento climatico che attribuisce gli impatti dello stesso alle modifiche nel campo magnetico terrestre, è divenuta molto popolare.

Cosa hanno a che fare i cambiamenti magnetici con il clima terrestre?

Le escursioni geomagnetiche sono variazioni rilevanti ma di breve durata nell’intensità del campo magnetico che possono durare da qualche secolo a migliaia di anni, secondo la NASA. L’ultima escursione notevole è avvenuta circa 41.500 anni fa ed è nota come escursione di Laschamps. Durante questo evento, il campo magnetico della Terra si è rapidamente indebolito e i poli si sono invertiti, per poi scambiarsi nuovamente 500 anni dopo.

Uno studio del 2021 collega l’escursione di Laschamps a sconvolgimenti climatici, eventi di estinzione e addirittura a cambiamenti nel comportamento umano. Gli scienziati hanno ipotizzato che, in un periodo in cui il campo magnetico della Terra era più debole del normale, le più forti radiazioni solari e cosmiche abbiano potuto penetrare l’atmosfera terrestre, alterando i livelli di ozono e causando cambiamenti nel clima del pianeta ed eventi di estinzione.

Schmidt tuttavia definisce lo studio speculativo, nella migliore delle ipotesi. “Quali sono le prove di cambiamenti climatici avvenuti 42.000 anni fa che sarebbero associati alle estinzioni? Le carote di ghiaccio non mostrano nulla di simile. Sappiamo che l’ultima era glaciale è stata caratterizzata da un’elevata variabilità del clima, di cui è stata rilevata la tempistica, e questa non è allineata alle escursioni magnetiche”.

Negli ultimi 70.000 anni si sono verificate tre escursioni principali: l’evento del Mar di Norvegia-Groenlandia, avvenuto circa 64.000 anni fa, l’evento di Laschamps tra i 42.000 e i 41.000 anni fa e l’evento di Mono Lake, risalente a circa 34.500 anni fa.

Per Buis è chiaro che “non ci sono prove del fatto che il clima terrestre sia stato significativamente influenzato dalle ultime tre escursioni del campo magnetico, né da altri eventi di questo tipo avvenuti almeno negli ultimi 2,8 milioni di anni”.

E l’inversione dei poli?

Durante un evento di inversione, i poli magnetici che si trovano a nord e a sud del pianeta si scambiano di posizione. Questo avviene in media ogni 300.000 anni circa, ma secondo la NASA l’ultima inversione è avvenuta circa 780.000 anni fa. Nella storia geologica della Terra, le inversioni di polarità sono relativamente comuni: sono state 183 negli ultimi 83 milioni di anni.

Quando si verifica un cambio di polarità, in sostanza la forza del campo magnetico diminuisce, ma senza lasciare il pianeta completamente indifeso: la magnetosfera coopera con l’atmosfera terrestre nel deviare la maggior parte dell’energia spaziale dannosa, prima che questa raggiunga la superficie terrestre. Alcuni scienziati hanno ipotizzato che le inversioni e la relativa diminuzione di forza del campo magnetico potrebbero portare a cambiamenti climatici globali ed estinzioni, ma i dati attuali non supportano tali teorie.

“Nei dati paleoclimatici non ci sono evidenze che colleghino i cambiamenti magnetici al clima, in occasione di grandi inversioni o quasi inversioni magnetiche”, afferma Schmidt, “non ci sono variazioni climatiche, né estinzioni di massa corrispondenti”.

Kirk Johnson, che fa parte della dirigenza del Museo nazionale di Storia naturale dello Smithsonian Institution, ha dedicato gran parte della propria carriera allo studio dell’estinzione dei dinosauri. Analizzando i documenti fossili e le cronologie relativi all’evento di estinzione risalente al periodo di confine tra Cretaceo e Paleogene, Johnson ha individuato un’inversione magnetica avvenuta circa 66,3 milioni di anni fa.

Johnson sottolinea, inoltre, che i campioni di sedimento oceanico profondo hanno rivelato un cambiamento climatico significativo intorno a 66,3 milioni di anni fa. Ma questo periodo coincide anche con un ampio fenomeno vulcanico in India, chiamato vulcanismo del Deccan, che ha prodotto alcuni dei più lunghi flussi di lava al mondo.

“Abbiamo sempre attribuito quella transizione all’anidride carbonica rilasciata dal vulcanismo del Deccan e all’aumento dei gas a effetto serra”, afferma Johnson. “C’è una concomitanza di fenomeni: il cambiamento del campo magnetico, il vulcanismo del Deccan e il riscaldamento del clima. Questo è un esempio di cambiamento climatico fortuito”.

E aggiunge: “il fatto che ci sia una correlazione non significa che ci sia una causalità”.
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Inseriamo altri dati atti a visualizzare il trend climatico oceano/terra.

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Ove si evince, evidenze a parte, che non si riscontrano le benedette compensazioni,
se non racchiuse in aspetti meteorologici dalla portata e frequenza molto limitati.
Palesemente non incidono nel trend che altrimenti dovrebbe manifestare questo aspetto
up/down
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picchio70
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Messaggio da picchio70 »

Continuo a leggere affermazioni che mi fanno letteralmente cadere le braccia.
Si scrive " Il clima fa' sempre quello che vuole "
Ora perdonatemi, ma cosa minchia vuol dire.
Cioè , cosa fa esattamente, apre e chiude un interruttore?
Ha degli assi nella manica che tira fuori a piacimento?
Assurdo.

Ma andiamo a vedere , visto che si sono fatti dei riferimenti specifici,
cosa è accaduto veramente negli anni citati.
Partiamo dal 2012

Il 2012 è stato un anno nettamente più caldo della media climatologica, sia a livello globale che un Italia. A scala globale, l’anomalia della temperatura media sulla terraferma rispetto al trentennio climatologico di riferimento 1961-1990, è stata di +0.78°C e colloca il 2012 al 7° posto della serie dal 1961. In Italia, il 2012 è stato il 21° anno consecutivo con temperatura media più elevata della norma e, con un’anomalia media di +1.31°C, si colloca al 4° posto nell’intera serie dal 1961 al 2012.
Tutti i mesi del 2012 sono stati più caldi della norma, ad eccezione di febbraio e dicembre. I mesi più caldi rispetto alla norma sono stati marzo al Nord (+4.12°C), agosto al Centro (+3.22°C) e giugno al Sud e sulle Isole (+2.69°C); il mese più freddo rispetto alla norma è stato ovunque febbraio (-2.27°C al Nord, -2.62°C al Centro e -1.85°C al Sud e sulle Isole)

2017

L'anno che si è chiuso è stato il secondo più caldo di sempre in base ai dati della Nasa, preceduto soltanto dal 2016. Se però si considera che El Niño (il fenomeno climatico che provoca il riscaldamento delle acque del Pacifico) c'è stato nel 2016 ma non nel 2017, allora quest'ultimo può essere considerato l'anno "neutrale" più caldo di sempre: la temperatura media globale del pianeta, tra gennaio e settembre, è stata di 1,1 °C più alta rispetto all'epoca pre-industriale (1850).

2018

Il 2018 è stato l'anno più caldo in Europa da quando si fanno rilevazioni scientifiche delle temperature, dal 1880. La temperatura media è stata di 1,78 gradi sopra la media del 20/o secolo. Lo rivelano i dati della Nasa e dell'ente americano per le ricerche sul'atmosfera e gli oceani, il Noaa. Il 2018 è stato il quarto anno più caldo nel mondo dal 1880, dopo il 2016 (il più caldo), il 2015 (il secondo) e il 2017 (il terzo). In Europa invece l'anno passato è stato il più caldo in assoluto.

Aspetti meteorologici confusi e mischiati con quelli climatici.
Ripeto , assurdo .
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picchio70
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Messaggio da picchio70 »

Un breve riassunto meteo/climatico che evidenzi o meno,
quanto, come e se , le variazioni indotte dall'aumento della temperatura
abbiano modificato il quadro.
Abbiamo già in precedenza appurato l'aspetto termico ed abbiamo pure
già spiegato il perché ciò influisca . Quindi mi limiterò solo
alle tabelle esplicative.
Queste non sono considerazioni di Picchio, ne ideologie, ne i mi ricordo, credo ecc.

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SI NOTA QUALCOSA??


Aspetto barico a confronto sempre con gli stessi parametri.
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SI NOTA QUALCOSA??

Vector wind

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SI NOTA QUALCOSA??

Non vi fate mai imbambolare da chi espone argomentazioni senza l'appoggio
dei numeri. Perché se si continuano a fare certe affermazioni ridicole
vuol dire che si ha volontà di fuorviare i lettori, oppure semplice ignoranza.
Chiedete sempre di dimostrare quanto si afferma e ricordate di distinguere
aspetti meteorologici da quelli climatici.
La distinzione più importante da fare consiste nel prendere coscienza che singoli eventi
possono sempre verificarsi ( anche forti od estremi) anche in presenza di un trend climatico
che avete potuto visualizzare nelle tabelle sopra pubblicate, senza però che esso risulti modificato nell'osservazione temporale idonea.
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picchio70
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Messaggio da picchio70 »

Gli oceani continuano incessantemente a rilasciare calore.
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Effetto spugna terminato da un pezzo.
Il resto è normale conseguenza.

Luglio 2023 è stato di 0,72°C più caldo della media 1991-2020, e di 0,33°C superiore al precedente mese più caldo, ossia Luglio 2019. La temperatura media globale delle scorse settimane ha temporaneamente superato la soglia di 1,5°C al di sopra del livello preindustriale (1850-1900) durante la prima e la terza decade del mese.


Credo a buon ragione, che il motore inerziale ci dia filo da torcere
nei primi due mesi autunnali.
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