ENTROPIA , METEOROLOGIA, CLIMA

Discussioni meteorologiche sul tempo previsto nei prossimi giorni ma anche climatologia e discussioni sui run dei vari modelli: è la stanza principale, quella più affollata e seguita.

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picchio70
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Messaggio da picchio70 »

cuotamare ha scritto:
picchio70 ha scritto:Cuotamare

Bene, quando la radiazione solare è verticale alla superficie marina penetra fino ai 600


Sei sicuro di questa affermazione?
Certo, la puoi ritrovare in una qualsivoglia guida alla meteorologia.
Parliamo di media ovviamente, non è una quota fissa come avrai potuto facilmente intendere
Mediamente penetra fino ai 500/600 metri in profondità
Allora mi hai dato modo di verificare i miei testi, perché la mia nozione
è di poco più di 200 MT circa.
Oppure la confusione nasce dal fatto che io parlo di radiazione ed tu di calore.
cuotamare
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Messaggio da cuotamare »

picchio70 ha scritto:
cuotamare ha scritto:
picchio70 ha scritto:Cuotamare

Bene, quando la radiazione solare è verticale alla superficie marina penetra fino ai 600


Sei sicuro di questa affermazione?
Certo, la puoi ritrovare in una qualsivoglia guida alla meteorologia.
Parliamo di media ovviamente, non è una quota fissa come avrai potuto facilmente intendere
Mediamente penetra fino ai 500/600 metri in profondità
Allora mi hai dato modo di verificare i miei testi, perché la mia nozione
è di poco più di 200 MT circa.
Oppure la confusione nasce dal fatto che io parlo di radiazione ed tu di calore.
Io riporto un pezzo di testo da "Meteorologia in mare" di Giuliacci.
Parla di radiazione solare.
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picchio70
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Messaggio da picchio70 »

cuotamare ha scritto:
picchio70 ha scritto:
cuotamare ha scritto: Certo, la puoi ritrovare in una qualsivoglia guida alla meteorologia.
Parliamo di media ovviamente, non è una quota fissa come avrai potuto facilmente intendere
Mediamente penetra fino ai 500/600 metri in profondità
Allora mi hai dato modo di verificare i miei testi, perché la mia nozione
è di poco più di 200 MT circa.
Oppure la confusione nasce dal fatto che io parlo di radiazione ed tu di calore.
Io riporto un pezzo di testo da "Meteorologia in mare" di Giuliacci.
Parla di radiazione solare.
Facciamo così, questo è il versetto del libro a cui si fa riferimento.

"perché l’acqua marina, scaldata per uno spessore di
duecento metri, (la massima capacità di penetrazione dei raggi solari nell’oceano)"

Professore di scienze Tosetti ed il professore Lucchi docente universitario
di sedimentologia. Errori di battitura a parte.
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Messaggio da cuotamare »

Da la " Meteorologia in Mare " di Alpha Test dagli autori :
- Raffaello Bellofiore
- Paolo Corazzon
- Andrea Giuliacci

La radiazione solare penetra molto in profondità, fino a 500/600 metri
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picchio70
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Messaggio da picchio70 »

cuotamare ha scritto:Da la " Meteorologia in Mare " di Alpha Test dagli autori :
- Raffaello Bellofiore
- Paolo Corazzon
- Andrea Giuliacci

La radiazione solare penetra molto in profondità, fino a 500/600 metri
Buongiorno, vabbè dai, diciamo che conta per quel che conta .
L'importante è il concetto che rimane lo stesso.
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picchio70
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Messaggio da picchio70 »

Fonte Istituto oceanografico.
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Messaggio da Patagonia »

picchio70 ha scritto:
cuotamare ha scritto:
picchio70 ha scritto:Cuotamare

Bene, quando la radiazione solare è verticale alla superficie marina penetra fino ai 600


Sei sicuro di questa affermazione?
Certo, la puoi ritrovare in una qualsivoglia guida alla meteorologia.
Parliamo di media ovviamente, non è una quota fissa come avrai potuto facilmente intendere
Mediamente penetra fino ai 500/600 metri in profondità
Allora mi hai dato modo di verificare i miei testi, perché la mia nozione
è di poco più di 200 MT circa.
Oppure la confusione nasce dal fatto che io parlo di radiazione ed tu di calore.
Quando si parla di "radiazione solare" bisogna necessariamente fare riferimento alla curva di Planck di emissione di corpo nero. Tale curva, relativa al Sole, pone il picco della radiazione intorno ai 5500 Angstrom (1 Å = 10−7 mm) cioè luce giallo-verde. In ogni caso, con il massimo della radiazione nella zona di spettro detta anche "visibile". La componente infrarossa è tutt'altro che strascurabile e evidentemente si distingue erroneamente il "calore" (fotoni infrarossi) dalla "luce " (fotoni rientranti nell finestra visibile dello spetto E.M.).
Ma, alla fine, parliamo sempre di radiazione elettromagnetica veicolata da fotoni con energie diverse e diversi effetti.
cuotamare
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Messaggio da cuotamare »

picchio70 ha scritto:
cuotamare ha scritto:Da la " Meteorologia in Mare " di Alpha Test dagli autori :
- Raffaello Bellofiore
- Paolo Corazzon
- Andrea Giuliacci

La radiazione solare penetra molto in profondità, fino a 500/600 metri
Buongiorno, vabbè dai, diciamo che conta per quel che conta .
L'importante è il concetto che rimane lo stesso.
Esatto.
Conta capire come funziona il rimescolamento verticale marino e dedurre le oscillazioni termiche dei mari e degli oceani.
Quando c'è più irraggiamento ( giorno ed estate ) la T superficiale del mare è più fredda perché risalgono masse di acqua più fredda dalle profondità che non hanno ricevuto energia nel ciclo notturno e invernale ,conseguentemente al fatto che la superficie irraggiata evaporando rilascia i sali e diviene più pesante ed affonda.
Quando c'è meno irraggiamento o proprio non c'è ( notte ed inverno ) la T del mare è più calda perché con la cessione di calore per irraggiamento la superficie si raffredda e richiama acqua più calda dalle profondità, strati che hanno ricevuto energia nel ciclo diurno ed estivo.
Lo stesso lo si può osservare nel trend delle T oceaniche sulerficiali dagli anni 80 ad oggi.
Sono aumentate da quando l'attività solare è calata.
Ultima modifica di cuotamare il gio ago 03, 2023 11:47 am, modificato 1 volta in totale.
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Messaggio da Bill Carson »

cuotamare ha scritto:Da la " Meteorologia in Mare " di Alpha Test dagli autori :
- Raffaello Bellofiore
- Paolo Corazzon
- Andrea Giuliacci

La radiazione solare penetra molto in profondità, fino a 500/600 metri
Io sapevo che oltre i 200 metri in mare è pressoché buio nero, anche se radiazioni blu arrivano molto più in profondità.
cuotamare
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Bill Carson ha scritto:
cuotamare ha scritto:Da la " Meteorologia in Mare " di Alpha Test dagli autori :
- Raffaello Bellofiore
- Paolo Corazzon
- Andrea Giuliacci

La radiazione solare penetra molto in profondità, fino a 500/600 metri
Io sapevo che oltre i 200 metri in mare è pressoché buio nero, anche se radiazioni blu arrivano molto più in profondità.
Ho controllato anche le dispense e confermano quella quota.
Comunque come ho già detto, cambia poco. :wink:
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Patagonia
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picchio70 ha scritto: Immagine
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Ciao Picchio, una curiosità: dalla veste grafica del titolo dei paragrafi riconosco che il testo è quasi certamente della Zanichelli: come si intitola ?

Grazie
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Ciao,
La terra il pianeta vivente.
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Messaggio da robert »

cuotamare ha scritto:Immagine

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Ciao Cuotamare ,
la fase Solare dal ciclo 18 al ciclo 23 dal 1944 al 2003 secondo Esperti Astrofosici e' stata definita " Grande Massimo Moderno " che significa che e' stato anche il periodo piu lungo ed intenso d alta attivita Solare in assoluto dal 1830 , dopo il minimo di Dalton
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Messaggio da picchio70 »

Un primo approccio alla circolazione , concepito da W. Farrell nel 1856, è quello di immaginare per ogni emisfero tre grandi celle convettive di estensione globale che avvolgano il pianeta della forma, più o meno, che hanno gli pneumatici attorno ai cerchioni delle ruote dei veicoli.
Secondo questo modello vediamo anzitutto i venti che sono generati dalle celle globali, in cui si combinano il gioco della pressione e quello della temperatura. Esse sono strutture tridimensionali, ma per comodità consideriamo due dimensioni
per volta, partendo da un profilo meridiano (Nord-Sud)
Immagine

Il ruolo delle correnti a getto.

Il modello a tre celle mostra una principale criticità in corrispondenza della cella intermedia di Ferrell, in cui in alta quota non ci sono i venti a direzione orientale
che portano le masse d’aria verso l’Equatore.
Il modello a tre celle partiva dai venti a terra, inserendoli nelle grandi celle convettive e cercando in quota il vento di direzione opposta.
Un altro modello invece parte dalle caratteristiche dei venti di alta quota che influenzano a loro volta la situazione a terra.
Quest’ultima dipende anche dalla distribuzione di continenti e oceani che, come abbiamo detto, hanno una grande differenza di capacità termica.
In quota si formano due importanti correnti a getto: la corrente a getto subtropicale, che soffia tra i 25° e i 35° di latitudine, e la corrente a getto del fronte polare in corrispondenza dei 60° di latitudine.
La prima è molto più stabile e si sposta con le stagioni, verso Nord d’estate e più a Sud d’inverno; a terra dà luogo a zone di alta pressione, dette anticicloniche, che seguono le sue migrazioni stagionali.
La corrente a getto polare, che nasce dall’incontro dell’aria calda e umida tropicale con quella fredda e secca dei poli, è caratterizzata dalle ondulazioni periodiche , le «onde di Rossby».
Queste si accentuano fino a isolare in quota sacche di aria polare fredda e secca accanto ad altre di aria calda e umida, che si spostano verso ovest, dando luogo rispettivamente a zone alternate di alta e bassa pressione in una fascia compresa fra i 60 e i 30 gradi di lat.
Le variazioni di pressione in alta quota si riflettono a terra formando l’alternanza di zone
cicloniche ed anticicloniche tipiche delle latitudini
intermedie .
Le zone cicloniche di bassa pressione e anticicloniche di alta
pressione non sono regolari, ma mostrano strozzature, espansioni, protuberanze a seconda che si trovino su mari, continenti, zone aride o umide che hanno una capacità termica molto diversa: si possono così suddividere le celle globali in celle minori,
come delle «isole» viste in pianta.
Le più importanti di queste sono strutture permanenti e quasi fis-
se, poiché cambiano lievemente di posizione con le stagioni; le celle cicloniche e anticicloniche sono disposte a coppie, in cui quella anticiclonica cede energia all’altra, la quale caricandosi genera perturbazioni, che disperdono l’energia accumulata.

Questo come avviene?

Come tutti i fluidi, l’aria tende a spostarsi lungo il gradiente barico, ovvero da un’area di alta pressione a una di bassa
Compiendo questo movimento scende (come da un monte, detto anticiclonico, a un depressione detta ciclonica), mentre la traiettoria è inoltre deviata anche dall’effettoCoriolis.
Alla fine, il suo movimento è la risultante di tre componenti: moto orizzontale, moto verso il basso, moto rotatorio (in senso orario nel nostro emisfero).
Le particelle d’aria perciò scendono con un moto a elica attorno al monte anticiclonico; quando arrivano alla base dell’altra cella si uniscono alla sua aria calda, e risalgono, sempre con un moto elicoidale(stavolta antiorario), facendo condensare l’umidità e formando le nubi. Quando queste sono abbastanza grosse e cariche di energia, vengono trascinate dai venti distribuendo così il loro carico di pioggia o neve.
Bisogna notare che scendendo dal «monte» anticiclonico, l’aria si comprime adiabaticamente e quindi si riscalda; si unisce perciò facilmente all’aria calda della base della colonna di bassa pressione ed è pronta a risalire chiudendo così la cella di
convezione regionale.

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Il fronte di una perturbazione ha estensione regionale e non globale (come il fronte polare) ma è un fenomeno dello stesso tipo, ovvero una superficie inclinata che, in prima approssimazione, schematizziamo come un piano e che separa due masse d’aria di diversa temperatura e densità che si muovono una verso l’altra. È chiaro che l’aria
più calda, meno densa, tende ad salire, ma ciò può avvenire in due modi, a seconda di quale delle due masse è attiva e si muove di più.
Nel caso del fronte caldo, è la massa calda a salire su quella fredda che se ne sta ferma o quasi; nel fronte freddo, è la massa fredda a infilarsi sotto quella calda sollevandola.
Il fronte caldo è una «rampa» poco inclinata, che si muove lentamente, sopra alla quale il fronte condensa lentamente formando nubi stratificate a sviluppo orizzontale.

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