Nei primi giorni di esordio della primavera metorologica il corridoio di correnti artiche retrograde è stato responsabile del proseguo per parte di italia di una fase tipiocamente invernale con piogge e nevicate anche a bassa quota talora al piano, condita dal rinforezo della ventilazione dai quadranti orientali e la genesi di un vortice depressionario sulle baleari, dall'evoluzione della saccatura andata in cut off sotto il Rex Block europeo.
Si tratta di un vortice piuttosto longevo originatosi il 27 febbraio che ha richiamato l'attenzione dal momento in cui ha assunto connotati simil tropicali, apportando precipitazioni intense e forti raffiche di vento. Questo ciclone mediterraneo richiama quello del 10 febbraio, riproponendo a poche settimane di distanza un evento alquanto anomalo in tale periodo dell'anno. L'interazione tra l'aria fredda in quota e la superficie marina ancora calda, nel suo moto verso levante sul tirreno, ha fornito l'energia per l'innesco di moti convettivi ascensionali. La sua intensificazione è avvenuta per le intense correnti ascensionali generatesi che oltre a dar origine a celle temporalesche, hanno continuano a rilasciare grandi quantità di calore latente di condensazione in quota portando al riscaldamento del cuore del ciclone durante la warm seclusion. Per un breve periodo, il primo marzo, ha presentato anche una struttura simmetrica barotropica, inserendolo nella lista dei Tropical Like Cyclone mediterranei. Nel diagramma di fase di Hart è mostrato il ciclo di vita del ciclone.

Nelle prossime ore a livello emisferico si attueranno importanti manovre bariche. L'european blocking è stato smantellanto, con lo spostamento della figura altopressoria in atlantico diretta a puntare la groenlandia, A questa azione si aggiunge la pulsazione dinamica subtropicale del ridge pacifico passante sull'alaska, aiutata dalla madden, nel splittare il vpt ed attuare un corposo travaso di vorticità a rinvigorire il lobo euroasiatico, avvicinando la dinamica più a un displacement, esasperato dalla stratosfera per sollecitazione della tropopausa. Da questa sproporzionata distribuzione del dipolo artico, fortemente negativo, ne consegue un inasprimento dell'antizonalità a congiungersi con le rimanenti vortcità canadesi a est di Terranova, premendo sulla radice anticiciclonica che verrebbe tagliata sulla groenlandia, dando vita ad una cintura depressionaria troppo alta per le latitudini mediterranee.

Tale dinamica sarà associata ad una intensa ondata di freddo e gelo per l'Europa centrosettentrionale che, una volta aperto il flusso atlantico, sarà investita da aria più umida fioriera di piogge e nevicate in pianura che interesseranno numerose nazioni riportando precipitazioni anche laddove latitano da tempo. I riflessi sull'italia sarebbero molto limitati, con qualche possibile piovasco da stau stante il richiamo meridionale mentre le alpi farebbero da spartiacque tra le due masse d'aria.

Lo scorrimento della storm track e del fronte polare alle latitudini più elevate, stimolerà una risalita della fascia anticiclonica subtropicale, mentre la nao virerebbe verso la neutrlità, a testimoniare tale cambio di pattern in europa. Le oscillazioni del getto modulerebbero la cella altopressoria che a partire dal 9 marzo, investirebbe l'europa occidentale con una massa molto mite, ritenuta anomala o addirittura estrema per il periodo secondo l'EFI di ECM, dall'atlantico orientale all'Italia dove la primavera farebbe un deciso balzo in avanti, portando le temperature vicino ai 20°C se non oltre sulla sardegna, con primi picchi di 25°C in Spagna.

Con tale pattern non vengono esclusi i soliti scivoli nord atlantici verso i balcani, per un getto che ripiega spesso sulle alpi mantenendo sotto vento il nord ovest protetto dai rilievi orografici, con favonio e proseguo della lunga fase siccitosa che, ad ora, non sembra essere giunta ad una importante svolta. La configurazione premierebbe invece le regioni del centro sud e nord est con eventuali piogge (o neanche quelle) e temporaneo calo termico per il passaggio di fronti freddi come quello intorno al 10 marzo. Il cluster di scenario medio per la settimana conferma tale linea evolutiva, ma data la distanza non si escludono, (anche se meno plausibile ), la possibilità di fortuite ondulazioni veicolanti saccature più occidentali volte a coinvolgere pure le regioni occidentali italiane, grazie a un riequilibrio migliore delle vorticità polari. Ma per ora i segnali sarebbero votati a fasi anticiclonica anche calde.

Le ensemble dei gm sono chiari a riguardo.

Dopo il poderoso greenland blocking, a scala emisferica, le figure bariche indietreggerebbero spostando un anomalia di gpt positiva sull'alaska/kamtchacha, così come il lobo siberiano raggiungerebbe l'atlantico in moto antizonale. Tale dinamica può essere spiegata dal processo di azione dei pacchetti d'onda planetari che dopo essere stati assorbiti, vengono riflessi verso il basso dalle vicende stratosferiche, tanto da essere considerato come parte integrante del ciclo di vita di uno SSW (Kodera et al 2015); passaggio evendente fotografato negli Eddy Heat Flux.


Interessante notare come la MJO raggiunga una magnitudo davvero elevata, per il concomitante passaggio di una downwelling kelvin wave e una ERwave atmosferica, e risulterà forzante sulla circolazione extratropicale con un lag di circa 10 giorni in sede euroatlantica, modulando le rossby dal pacifico con ipotetici effetti dopo metà marzo. Data la prevista forte convezione fra Sudamerica e TNA, c'è da considerare una pulsazione dinamica sulla parte occidentale del nord atlantico per la divergenza in quota che irrobustirà e manterrà attivo l'HP subtropicale nel breve/medio termine che per l'assetto del VPT, non rimarrà in atlantico ma addossato all'Europa.
Il brusco passaggio dell'onda convettiva della madden innescherà un westerly wind burst, aumentando la compenete di venti occidentali nell'atmosfera globale; difatti il glaam è visto salire nettamente, e la GWO si porterebbe nelle fasi compatibili ad una risalita del PNA ed un appiattimento del jet stream sul pacifico. Quindi un pattern più nino like con ridge sugli usa occidentali e depressione sugli usa sud orientali. I maggiori flussi occidentali atmosferici non sarebbero propensi ad attuare scambi meridiani corposi, ma l'aumento della zonalità, vedremo in che modo.







