Gennaio 2023 analisi modelli (x esperti)
Moderatori: erboss, MeteoLive, jackfrost
Il problema non sono solo gli inverni miti ma anche e soprattutto le estati caldissime, se va avanti così tra qualche decennio non ci saranno più i ghiacciai sulle Alpi e le Alpi diventeranno come gli Appennini entro il 2060. E' necessario che ci siano estati fresche a ripetizione per avere una ripresa dei ghiacciai, oltre ad inverni più rigidi.
Wurm adesso siamo in inverno....non è già abbastanza lamentarsi eventualmente x ciò che non sta facendo ora?.... ripeto io capisco la delusione che è pure la mia ma dire che ci dobbiamo rassegnare i che non nevicherà più mi sembra un po' troppo .. secondo me...dire che è ora che l'inverno si dia una mossa è lecito invece
E ne siamo consapevoli tutti su questo forum, non abbiamo la testa nella sabbia anche se non lo ripetiamo costantemente.Wurm78 ha scritto:Il problema non sono solo gli inverni miti ma anche e soprattutto le estati caldissime, se va avanti così tra qualche decennio non ci saranno più i ghiacciai sulle Alpi e le Alpi diventeranno come gli Appennini entro il 2060. E' necessario che ci siano estati fresche a ripetizione per avere una ripresa dei ghiacciai, oltre ad inverni più rigidi.
- picchio70
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Buongiorno ragazzi,
continuano a manifestarsi segnali per un ondulazione polare
con ingresso nel Mediterraneo.
Ritengo sempre che sia il massimo a cui ambire , senza aspettarsi chissà quale episodio
invernale, poi certo che contestualizzano la situazione e lo status della stagione,
allora può sembrare oro anche un semplice ingresso nord atlantico, e va bene così
ci mancherebbe.
Resta una struttura polare non idonea ad ondulazioni profonde e stazionarie,
ciò che invece servirebbe per rimescolare le carte ed avere qualche speranza
piu sostanziosa nel proseguo, che rimane molto compromesso.
Ma andiamo nello specifico

Ora a prescindere dalle aggettivazioni soggettive, a seconda di come i GM
mostrano le caratteristiche portanti, favonio, scirocco , libeccio a privilegiare
qualche settore a scapito di altri, diciamo che i perni di vorticita' non sono
idonei. Il lobo canadese / groenlandese è profondo e stazionario , sotto impulsi
delle MPV strato, quello siberiano è collocato verso il pacifico.
Abbiamo il solito HP polare che tende all'antizonalita' alta, ma soprattutto
manca l'oscillazione sugli states per offrire un gancio dinamico alle azzorre
così da rallentare il getto e rendere stazionaria ed intrusiva la rossby
che oltretutto richiamerebbe calore verso il continente asiatico
instaurando un HP dinamico.
Quindi le linee atlantiche rimangono tese ed il getto tende ad accelerare e qui
il timing ingresso/ripartenza farà tutta la differenza del mondo.
Se parte prima , strozza la struttura in moto antizonale , se dopo si avrebbero più chanches
di artico per rientro più meridiano e sbilenco da nord est, ma ogni caratteristica andrebbe a peggiorare o migliorare le ripercussioni sul territorio. Inoltre la struttura rossby
è grassa e questo di solito porta al risucchio con quelle adiacenti e sovrastanti.

A mio avviso siamo sempre lì, il getto spingerà di certo e la struttura polare tenderà a contrarsi con assenza di disturbi convergenti


Insomma, per azioni invernali serie, cioè quelle che portano freddo e nevicate
anche in pianura (settore nw escluso) manca ancora tanto.
Intanto è ben accetta questa occasione che seppur con isoterme non rilevanti
potrà dare una sembianza invernale alla stagione, con piogge e nevicate sui monti
anche a quote interessanti, vista la compensazione gpt e temp a 500 hPa.

continuano a manifestarsi segnali per un ondulazione polare
con ingresso nel Mediterraneo.
Ritengo sempre che sia il massimo a cui ambire , senza aspettarsi chissà quale episodio
invernale, poi certo che contestualizzano la situazione e lo status della stagione,
allora può sembrare oro anche un semplice ingresso nord atlantico, e va bene così
ci mancherebbe.
Resta una struttura polare non idonea ad ondulazioni profonde e stazionarie,
ciò che invece servirebbe per rimescolare le carte ed avere qualche speranza
piu sostanziosa nel proseguo, che rimane molto compromesso.
Ma andiamo nello specifico

Ora a prescindere dalle aggettivazioni soggettive, a seconda di come i GM
mostrano le caratteristiche portanti, favonio, scirocco , libeccio a privilegiare
qualche settore a scapito di altri, diciamo che i perni di vorticita' non sono
idonei. Il lobo canadese / groenlandese è profondo e stazionario , sotto impulsi
delle MPV strato, quello siberiano è collocato verso il pacifico.
Abbiamo il solito HP polare che tende all'antizonalita' alta, ma soprattutto
manca l'oscillazione sugli states per offrire un gancio dinamico alle azzorre
così da rallentare il getto e rendere stazionaria ed intrusiva la rossby
che oltretutto richiamerebbe calore verso il continente asiatico
instaurando un HP dinamico.
Quindi le linee atlantiche rimangono tese ed il getto tende ad accelerare e qui
il timing ingresso/ripartenza farà tutta la differenza del mondo.
Se parte prima , strozza la struttura in moto antizonale , se dopo si avrebbero più chanches
di artico per rientro più meridiano e sbilenco da nord est, ma ogni caratteristica andrebbe a peggiorare o migliorare le ripercussioni sul territorio. Inoltre la struttura rossby
è grassa e questo di solito porta al risucchio con quelle adiacenti e sovrastanti.

A mio avviso siamo sempre lì, il getto spingerà di certo e la struttura polare tenderà a contrarsi con assenza di disturbi convergenti


Insomma, per azioni invernali serie, cioè quelle che portano freddo e nevicate
anche in pianura (settore nw escluso) manca ancora tanto.
Intanto è ben accetta questa occasione che seppur con isoterme non rilevanti
potrà dare una sembianza invernale alla stagione, con piogge e nevicate sui monti
anche a quote interessanti, vista la compensazione gpt e temp a 500 hPa.

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Gabriele_2021
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Buongiorno a tutti
Dopo il predominio anticiclonico di inizio anno, negli ultimi giorni, la dinamicità è tornata far visita all'Italia, riportando precipitazioni e nuove nevicate sulle alpi e appennino.
Una modifica di posizionamento delle figure bariche è favorita da un calo di tensione del vpt dopo il riaccorpamento, a partire dalle prime piccole ondulazioni sul pacifico.
Per ora si tratta di rapidi scivoli nord atlantici, associati a fronti freddi diretti verso i balcani, prendendo di striscio la nostra penisola.
Il 13 è atteso un altro passaggio responsabile di un calo barico con precipitazioni quasi annullate rispetto alle precedenti uscite e seguito dal favonio al nordnovest per l'incalzante rimonta anticiclonica da ovest.
In questi giorni, la modifica della circolazione atmosferica si è ripercossa anche sul lato asiatico. I massimi anticiclonici sono traslati sulla penisola iberica mentre le saccature, seguendo il getto, sono discese verso la penisola balcanica, incentivando la strutturazione di un promontorio di blocco sugli Urali, previsto persistere per giorni; si collegerà al blocco sui mari di barents e kara, probabilmente forzato anche dal grande deficit di ghiaccio marino. Questa dinamica si associa alla corposa discesa gelida sull'asia orientale per l'arrivo del lobo siberiano.che pone fine, in quelle aree, alla sequenza di giorni caratterizzati da un pesante sopra media termico.
Nel frattempo è partito un treno d'onde ben evidente nel diagramma di hovmoller, che progredendo verso levante si amplificherebbe, riportando nel nh, dopo la fase di stasi, accesi scambi meridiani frutto dell'attività delle rossby.

La corda zonale finora rimasta tesa e 'piatta' sul pacifico, viene sollecitata dalla forte divergenza in quota di un ciclone extratropicale generatosi al largo del Giappone, che si approfondisce rapidamente con un contributo di vorticità positiva dal LS.

L'ondulazione prodotta incanala la discesa di una saccatura sul pacifico orientale e la pronta risposta di un promontorio sulla west coast statunitense.
Avviene la prima amplificazione della rossby, favorita anche dall'ostacolo orografico fornito dalle montagne rocciose che 'increspano' il getto.
A questo punto, intorno al 13, il wave train raggiunge l'Atlantico, dove l'anticiclone delle Azzorre, subendo la spinta dinamica da una saccatura pronunciata sulla East coast, incomincierebbe ad elevarsi, imbattendosi con le vorticità compatte presenti in zona canado-groelandese, che ne limiterebbe l'ascesa. La mancanza di un solido ridge pacifico non consentirebbe delle prese di vorticità del lobo canadese che innalzerebbe maggiormente l'azzorriano.
Nel frattempo la lp citata sopra raggiunge le aleutine, assieme ad un rinforzo del jet pacifico che 'taglia' le ondulazioni sugli states.
Il ridge in atlantico contribuirebbe poi allo spostamento di una depressione verso la scandinavia inserendola nella saccatura della rossby diretta verso l'europa centrale, a cui è associata la discesa di aria polare marittima.
La divergenza del modelli risiede nel decifrare il posizionamento del cavo d'onda e del relativo minimo in area mediterranea con effetti diversi in termini pluviometrici e termici sulle diverse regioni italiche.

A scala emisferica si nota come il vpt risenta ancora dell'ESE cold, mostrando vorticità piuttosto compatte soprattutto in zona groenlandese e siberiana orentale favorite dall'attuale setting, che non permette di avere flussi di momento convergenti. Inoltre nei prossimi giorni ci sarebbe la tendenza ad avere un aam - in fase 1, coerente con la nina, non favorevole al moutain torque asiatico che avrebbe potuto contribuire a rinforzare il ridge sul pacifico in grado di riportare flussi convergenti verso l'alto.
Tuttavia il blocco ad alta latitudine citato prima, sugli Urali e mari di Barents e kara, accoppiato alla depressione sulle aleutine, risulterebbe favorevole ad un rinforzo delle wafz verso la stratosfera, che sarebbero assorbite da essa. Una dinamica precursore più simile ad un possibile ssw, rispetto che ad un vp allungato..

Dopo il predominio anticiclonico di inizio anno, negli ultimi giorni, la dinamicità è tornata far visita all'Italia, riportando precipitazioni e nuove nevicate sulle alpi e appennino.
Una modifica di posizionamento delle figure bariche è favorita da un calo di tensione del vpt dopo il riaccorpamento, a partire dalle prime piccole ondulazioni sul pacifico.
Per ora si tratta di rapidi scivoli nord atlantici, associati a fronti freddi diretti verso i balcani, prendendo di striscio la nostra penisola.
Il 13 è atteso un altro passaggio responsabile di un calo barico con precipitazioni quasi annullate rispetto alle precedenti uscite e seguito dal favonio al nordnovest per l'incalzante rimonta anticiclonica da ovest.
In questi giorni, la modifica della circolazione atmosferica si è ripercossa anche sul lato asiatico. I massimi anticiclonici sono traslati sulla penisola iberica mentre le saccature, seguendo il getto, sono discese verso la penisola balcanica, incentivando la strutturazione di un promontorio di blocco sugli Urali, previsto persistere per giorni; si collegerà al blocco sui mari di barents e kara, probabilmente forzato anche dal grande deficit di ghiaccio marino. Questa dinamica si associa alla corposa discesa gelida sull'asia orientale per l'arrivo del lobo siberiano.che pone fine, in quelle aree, alla sequenza di giorni caratterizzati da un pesante sopra media termico.
Nel frattempo è partito un treno d'onde ben evidente nel diagramma di hovmoller, che progredendo verso levante si amplificherebbe, riportando nel nh, dopo la fase di stasi, accesi scambi meridiani frutto dell'attività delle rossby.

La corda zonale finora rimasta tesa e 'piatta' sul pacifico, viene sollecitata dalla forte divergenza in quota di un ciclone extratropicale generatosi al largo del Giappone, che si approfondisce rapidamente con un contributo di vorticità positiva dal LS.

L'ondulazione prodotta incanala la discesa di una saccatura sul pacifico orientale e la pronta risposta di un promontorio sulla west coast statunitense.
Avviene la prima amplificazione della rossby, favorita anche dall'ostacolo orografico fornito dalle montagne rocciose che 'increspano' il getto.
A questo punto, intorno al 13, il wave train raggiunge l'Atlantico, dove l'anticiclone delle Azzorre, subendo la spinta dinamica da una saccatura pronunciata sulla East coast, incomincierebbe ad elevarsi, imbattendosi con le vorticità compatte presenti in zona canado-groelandese, che ne limiterebbe l'ascesa. La mancanza di un solido ridge pacifico non consentirebbe delle prese di vorticità del lobo canadese che innalzerebbe maggiormente l'azzorriano.
Nel frattempo la lp citata sopra raggiunge le aleutine, assieme ad un rinforzo del jet pacifico che 'taglia' le ondulazioni sugli states.
Il ridge in atlantico contribuirebbe poi allo spostamento di una depressione verso la scandinavia inserendola nella saccatura della rossby diretta verso l'europa centrale, a cui è associata la discesa di aria polare marittima.
La divergenza del modelli risiede nel decifrare il posizionamento del cavo d'onda e del relativo minimo in area mediterranea con effetti diversi in termini pluviometrici e termici sulle diverse regioni italiche.

A scala emisferica si nota come il vpt risenta ancora dell'ESE cold, mostrando vorticità piuttosto compatte soprattutto in zona groenlandese e siberiana orentale favorite dall'attuale setting, che non permette di avere flussi di momento convergenti. Inoltre nei prossimi giorni ci sarebbe la tendenza ad avere un aam - in fase 1, coerente con la nina, non favorevole al moutain torque asiatico che avrebbe potuto contribuire a rinforzare il ridge sul pacifico in grado di riportare flussi convergenti verso l'alto.
Tuttavia il blocco ad alta latitudine citato prima, sugli Urali e mari di Barents e kara, accoppiato alla depressione sulle aleutine, risulterebbe favorevole ad un rinforzo delle wafz verso la stratosfera, che sarebbero assorbite da essa. Una dinamica precursore più simile ad un possibile ssw, rispetto che ad un vp allungato..

Ciao picchio quindi per gennaio le occasioni vere di freddo con la F maiuscola sono molto scarse .picchio70 ha scritto:Buongiorno ragazzi,
continuano a manifestarsi segnali per un ondulazione polare
con ingresso nel Mediterraneo.
Ritengo sempre che sia il massimo a cui ambire , senza aspettarsi chissà quale episodio
invernale, poi certo che contestualizzano la situazione e lo status della stagione,
allora può sembrare oro anche un semplice ingresso nord atlantico, e va bene così
ci mancherebbe.
Resta una struttura polare non idonea ad ondulazioni profonde e stazionarie,
ciò che invece servirebbe per rimescolare le carte ed avere qualche speranza
piu sostanziosa nel proseguo, che rimane molto compromesso.
Ma andiamo nello specifico
Ora a prescindere dalle aggettivazioni soggettive, a seconda di come i GM
mostrano le caratteristiche portanti, favonio, scirocco , libeccio a privilegiare
qualche settore a scapito di altri, diciamo che i perni di vorticita' non sono
idonei. Il lobo canadese / groenlandese è profondo e stazionario , sotto impulsi
delle MPV strato, quello siberiano è collocato verso il pacifico.
Abbiamo il solito HP polare che tende all'antizonalita' alta, ma soprattutto
manca l'oscillazione sugli states per offrire un gancio dinamico alle azzorre
così da rallentare il getto e rendere stazionaria ed intrusiva la rossby
che oltretutto richiamerebbe calore verso il continente asiatico
instaurando un HP dinamico.
Quindi le linee atlantiche rimangono tese ed il getto tende ad accelerare e qui
il timing ingresso/ripartenza farà tutta la differenza del mondo.
Se parte prima , strozza la struttura in moto antizonale , se dopo si avrebbero più chanches
di artico per rientro più meridiano e sbilenco da nord est, ma ogni caratteristica andrebbe a peggiorare o migliorare le ripercussioni sul territorio. Inoltre la struttura rossby
è grassa e questo di solito porta al risucchio con quelle adiacenti e sovrastanti.
A mio avviso siamo sempre lì, il getto spingerà di certo e la struttura polare tenderà a contrarsi con assenza di disturbi convergenti
Insomma, per azioni invernali serie, cioè quelle che portano freddo e nevicate
anche in pianura (settore nw escluso) manca ancora tanto.
Intanto è ben accetta questa occasione che seppur con isoterme non rilevanti
potrà dare una sembianza invernale alla stagione, con piogge e nevicate sui monti
anche a quote interessanti, vista la compensazione gpt e temp a 500 hPa.
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Gelo la mia esposizione è prettamente personale e non sta ad indicare
una linea di tendenza precisa ed accurata, quindi non valutare i miei post
come sentenze, possono essere sbagliate.
Restano e sono ipotesi, che a mio avviso non depongono a favore
per l'inverno più crudo, anche perché smaltita questa rossby
occorre del tempo necessario ad un eventuale riorganizzazione
e sarebbe auspicabile che il lobo canadese oscillasse sugli states
per instaurare un pattern a due onde tale da permettere alla pacifica ed atlantica
stazionarietà ed intrusività, ed il tempo corre.
una linea di tendenza precisa ed accurata, quindi non valutare i miei post
come sentenze, possono essere sbagliate.
Restano e sono ipotesi, che a mio avviso non depongono a favore
per l'inverno più crudo, anche perché smaltita questa rossby
occorre del tempo necessario ad un eventuale riorganizzazione
e sarebbe auspicabile che il lobo canadese oscillasse sugli states
per instaurare un pattern a due onde tale da permettere alla pacifica ed atlantica
stazionarietà ed intrusività, ed il tempo corre.
-
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Complimenti per le analisi, sempre molto interessanti, Picchio, come vedi messa la Toscana con questa configurazione di entrata?Gabriele_2021 ha scritto:Buongiorno a tutti
Dopo il predominio anticiclonico di inizio anno, negli ultimi giorni, la dinamicità è tornata far visita all'Italia, riportando precipitazioni e nuove nevicate sulle alpi e appennino.
Una modifica di posizionamento delle figure bariche è favorita da un calo di tensione del vpt dopo il riaccorpamento, a partire dalle prime piccole ondulazioni sul pacifico.
Per ora si tratta di rapidi scivoli nord atlantici, associati a fronti freddi diretti verso i balcani, prendendo di striscio la nostra penisola.
Il 13 è atteso un altro passaggio responsabile di un calo barico con precipitazioni quasi annullate rispetto alle precedenti uscite e seguito dal favonio al nordnovest per l'incalzante rimonta anticiclonica da ovest.
In questi giorni, la modifica della circolazione atmosferica si è ripercossa anche sul lato asiatico. I massimi anticiclonici sono traslati sulla penisola iberica mentre le saccature, seguendo il getto, sono discese verso la penisola balcanica, incentivando la strutturazione di un promontorio di blocco sugli Urali, previsto persistere per giorni; si collegerà al blocco sui mari di barents e kara, probabilmente forzato anche dal grande deficit di ghiaccio marino. Questa dinamica si associa alla corposa discesa gelida sull'asia orientale per l'arrivo del lobo siberiano.che pone fine, in quelle aree, alla sequenza di giorni caratterizzati da un pesante sopra media termico.
Nel frattempo è partito un treno d'onde ben evidente nel diagramma di hovmoller, che progredendo verso levante si amplificherebbe, riportando nel nh, dopo la fase di stasi, accesi scambi meridiani frutto dell'attività delle rossby.
La corda zonale finora rimasta tesa e 'piatta' sul pacifico, viene sollecitata dalla forte divergenza in quota di un ciclone extratropicale generatosi al largo del Giappone, che si approfondisce rapidamente con un contributo di vorticità positiva dal LS.
L'ondulazione prodotta incanala la discesa di una saccatura sul pacifico orientale e la pronta risposta di un promontorio sulla west coast statunitense.
Avviene la prima amplificazione della rossby, favorita anche dall'ostacolo orografico fornito dalle montagne rocciose che 'increspano' il getto.
A questo punto, intorno al 13, il wave train raggiunge l'Atlantico, dove l'anticiclone delle Azzorre, subendo la spinta dinamica da una saccatura pronunciata sulla East coast, incomincierebbe ad elevarsi, imbattendosi con le vorticità compatte presenti in zona canado-groelandese, che ne limiterebbe l'ascesa. La mancanza di un solido ridge pacifico non consentirebbe delle prese di vorticità del lobo canadese che innalzerebbe maggiormente l'azzorriano.
Nel frattempo la lp citata sopra raggiunge le aleutine, assieme ad un rinforzo del jet pacifico che 'taglia' le ondulazioni sugli states.
Il ridge in atlantico contribuirebbe poi allo spostamento di una depressione verso la scandinavia inserendola nella saccatura della rossby diretta verso l'europa centrale, a cui è associata la discesa di aria polare marittima.
La divergenza del modelli risiede nel decifrare il posizionamento del cavo d'onda e del relativo minimo in area mediterranea con effetti diversi in termini pluviometrici e termici sulle diverse regioni italiche.
A scala emisferica si nota come il vpt risenta ancora dell'ESE cold, mostrando vorticità piuttosto compatte soprattutto in zona groenlandese e siberiana orentale favorite dall'attuale setting, che non permette di avere flussi di momento convergenti. Inoltre nei prossimi giorni ci sarebbe la tendenza ad avere un aam - in fase 1, coerente con la nina, non favorevole al moutain torque asiatico che avrebbe potuto contribuire a rinforzare il ridge sul pacifico in grado di riportare flussi convergenti verso l'alto.
Tuttavia il blocco ad alta latitudine citato prima, sugli Urali e mari di Barents e kara, accoppiato alla depressione sulle aleutine, risulterebbe favorevole ad un rinforzo delle wafz verso la stratosfera, che sarebbero assorbite da essa. Una dinamica precursore più simile ad un possibile ssw, rispetto che ad un vp allungato..
Ciao Gabriele se cosa intende?Gabriele_2021 ha scritto:Buongiorno a tutti
Dopo il predominio anticiclonico di inizio anno, negli ultimi giorni, la dinamicità è tornata far visita all'Italia, riportando precipitazioni e nuove nevicate sulle alpi e appennino.
Una modifica di posizionamento delle figure bariche è favorita da un calo di tensione del vpt dopo il riaccorpamento, a partire dalle prime piccole ondulazioni sul pacifico.
Per ora si tratta di rapidi scivoli nord atlantici, associati a fronti freddi diretti verso i balcani, prendendo di striscio la nostra penisola.
Il 13 è atteso un altro passaggio responsabile di un calo barico con precipitazioni quasi annullate rispetto alle precedenti uscite e seguito dal favonio al nordnovest per l'incalzante rimonta anticiclonica da ovest.
In questi giorni, la modifica della circolazione atmosferica si è ripercossa anche sul lato asiatico. I massimi anticiclonici sono traslati sulla penisola iberica mentre le saccature, seguendo il getto, sono discese verso la penisola balcanica, incentivando la strutturazione di un promontorio di blocco sugli Urali, previsto persistere per giorni; si collegerà al blocco sui mari di barents e kara, probabilmente forzato anche dal grande deficit di ghiaccio marino. Questa dinamica si associa alla corposa discesa gelida sull'asia orientale per l'arrivo del lobo siberiano.che pone fine, in quelle aree, alla sequenza di giorni caratterizzati da un pesante sopra media termico.
Nel frattempo è partito un treno d'onde ben evidente nel diagramma di hovmoller, che progredendo verso levante si amplificherebbe, riportando nel nh, dopo la fase di stasi, accesi scambi meridiani frutto dell'attività delle rossby.
La corda zonale finora rimasta tesa e 'piatta' sul pacifico, viene sollecitata dalla forte divergenza in quota di un ciclone extratropicale generatosi al largo del Giappone, che si approfondisce rapidamente con un contributo di vorticità positiva dal LS.
L'ondulazione prodotta incanala la discesa di una saccatura sul pacifico orientale e la pronta risposta di un promontorio sulla west coast statunitense.
Avviene la prima amplificazione della rossby, favorita anche dall'ostacolo orografico fornito dalle montagne rocciose che 'increspano' il getto.
A questo punto, intorno al 13, il wave train raggiunge l'Atlantico, dove l'anticiclone delle Azzorre, subendo la spinta dinamica da una saccatura pronunciata sulla East coast, incomincierebbe ad elevarsi, imbattendosi con le vorticità compatte presenti in zona canado-groelandese, che ne limiterebbe l'ascesa. La mancanza di un solido ridge pacifico non consentirebbe delle prese di vorticità del lobo canadese che innalzerebbe maggiormente l'azzorriano.
Nel frattempo la lp citata sopra raggiunge le aleutine, assieme ad un rinforzo del jet pacifico che 'taglia' le ondulazioni sugli states.
Il ridge in atlantico contribuirebbe poi allo spostamento di una depressione verso la scandinavia inserendola nella saccatura della rossby diretta verso l'europa centrale, a cui è associata la discesa di aria polare marittima.
La divergenza del modelli risiede nel decifrare il posizionamento del cavo d'onda e del relativo minimo in area mediterranea con effetti diversi in termini pluviometrici e termici sulle diverse regioni italiche.
A scala emisferica si nota come il vpt risenta ancora dell'ESE cold, mostrando vorticità piuttosto compatte soprattutto in zona groenlandese e siberiana orentale favorite dall'attuale setting, che non permette di avere flussi di momento convergenti. Inoltre nei prossimi giorni ci sarebbe la tendenza ad avere un aam - in fase 1, coerente con la nina, non favorevole al moutain torque asiatico che avrebbe potuto contribuire a rinforzare il ridge sul pacifico in grado di riportare flussi convergenti verso l'alto.
Tuttavia il blocco ad alta latitudine citato prima, sugli Urali e mari di Barents e kara, accoppiato alla depressione sulle aleutine, risulterebbe favorevole ad un rinforzo delle wafz verso la stratosfera, che sarebbero assorbite da essa. Una dinamica precursore più simile ad un possibile ssw, rispetto che ad un vp allungato..
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@Firenze sud
Per gfs poca cosa per tutti, tranne qualche ora favorevole alla neve al nord

Mentre EC è più interessante ed esteso il peggioramento.
Per la Toscana ci sarebbe una finestra verso le 168 ore
dove isoterme e precipitazioni sarebbero consone per la neve sui 1.000 MT
mentre quando arriverebbero quelle giuste per nevicate in basso,
il minimo trasla troppo rapidamente a sud , salvo l'estremo sud della regione


Minimo ed isoterme che premierebbero bene le zone centrali, qui la neve stante alle mappe attuali, potrebbe scendere fino in bassa collina.
Per gfs poca cosa per tutti, tranne qualche ora favorevole alla neve al nord

Mentre EC è più interessante ed esteso il peggioramento.
Per la Toscana ci sarebbe una finestra verso le 168 ore
dove isoterme e precipitazioni sarebbero consone per la neve sui 1.000 MT
mentre quando arriverebbero quelle giuste per nevicate in basso,
il minimo trasla troppo rapidamente a sud , salvo l'estremo sud della regione


Minimo ed isoterme che premierebbero bene le zone centrali, qui la neve stante alle mappe attuali, potrebbe scendere fino in bassa collina.
- Let it snow!
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Gabriele_2021
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picchio70 ha scritto:@Firenze sud
Per gfs poca cosa per tutti, tranne qualche ora favorevole alla neve al nord
Mentre EC è più interessante ed esteso il peggioramento.
Per la Toscana ci sarebbe una finestra verso le 168 ore
dove isoterme e precipitazioni sarebbero consone per la neve sui 1.000 MT
mentre quando arriverebbero quelle giuste per nevicate in basso,
il minimo trasla troppo rapidamente a sud , salvo l'estremo sud della regione
Minimo ed isoterme che premierebbero bene le zone centrali, qui la neve stante alle mappe attuali, potrebbe scendere fino in bassa collina.
Picchio al sud con queste carte?
